Mobili etnici, sanatoria in arrivo?

RIMINI - Notizie satira - mer 29 lug 2009
di Lia Celi

Non passa lo straniero

Galera per chi affitta ai clandestini, sfratto per chi ha tavoli indiani

E’ di questi giorni la notizia che il comune di Gerenzano, provincia di Varese, di stretta osservanza leghista, invita ufficialmente i cittadini a non affittare le case agli extracomunitari. Vivo sollievo nel resto del mondo, dal Canada alla Nuova Zelanda, nell’apprendere che solo i membri dell’Ue rischiano di diventare inquilini di un gerenzanese. Ancora non si sa se i padroni di casa di Gerenzano hanno accolto l’invito delle loro autorità, o, nel loro foro interiore, hanno valutato che, anche se l’inquilino è straniero, i suoi euro sono comunitari purosangue, e hanno diritto di essere accolti nelle tasche dei locatari varesotti, sotto forma di canone. Il nostro Comune non scoraggia l’affitto agli stranieri; ci pensa già il governo, che nella nuova legge sulla sicurezza minaccia la confisca dell’immobile e addirittura la reclusione a chi affitta a stranieri irregolari. Chi conosce qualche straniero personalmente, e non solo attraverso gli articoli pulp di Libero o della Voce, sa che la vera fabbrica dell’irregolarità è la farraginosa burocrazia italiana. Lo straniero regolare cui hai affittato un appartamento sei mesi fa potrebbe già essere diventato clandestino, e tu stai rischiando la galera. Vabbè, magari la rischi comunque, visto che non hai ancora provveduto a mettere a norma gli impianti dello stabile ed è un miracolo se quel vecchio ascensore non ha ancora accoppato nessuno. Il vero problema è che risulta sempre più difficile distinguere uno straniero in regola da un clandestino, anzi, è difficile distinguere uno straniero da un italiano, se non perché in genere l’italiano è più maleducato. Che farà, allora, il «landlord» riminese? Non potendo giudicare l’inquilino dalla provenienza, lo giudicherà dalle sue suppellettili, come fa pensare un fatterello accaduto di recente: una signora italianissima, madre di famiglia, si è vista annullare un contratto d’affitto già firmato con tanta cordialità, quando l’anziano proprietario l’ha vista entrare nella nuova casa con un indiano, basso, scuro, dall’aspetto chiaramente esotico, e per di più con quattro gambe – comprensibile, trattandosi non di una persona, ma di un tavolo, pregevole esempio di antiquariato etnico, di cui la signora è esperta e appassionata. Nel vederlo, il vecchietto è sbiancato, e ha ingiunto alla signora, diventata di colpo “persona non grata”, di cercarsi un altro alloggio. La forma di un tavolo per poco non faceva saltare i negoziati sulla fine della guerra del Vietnam, non stupisce che abbia fatto saltare un contratto d’affitto a Rimini. Forse quel signore ha pensato che, per proteggere i mobilieri veneti e brianzoli dalla concorrenza straniera, presto il governo punirà anche chi accoglie in un immobile di sua proprietà arredamenti extracomunitari senza documenti. Nel caso, qualcuno chiederà una sanatoria almeno per i tavoli Ikea?

http://www.liaceli.com/

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inčditart