Giuseppe Maioli e il borgo di San Giuliano

Rimini - Notizie Borgo San Giuliano - mer 29 lug 2009
di Luca Vici

Non solo stadio

Al tecnico riminese che disegnò la facciata del “Neri” si devono anche il ponte dei Mille e tantissimi edifici pubblici e privati

Uno dei principali problemi urbanistici che l’amministrazione Palloni (1929-33) si propose di affrontare fu l’ingresso della città per chi proveniva dalla via Emilia. Quindi, “lo sventramento (del Borgo San Giuliano) era divenuto ormai necessario non solo per ragioni sociali e igieniche ma anche per il transito, divenuto pericolosissimo con l’aumento della circolazione”.

Come l’Arco D’Augusto, il ponte romano doveva essere isolato. Soprattutto, al borgo San Giuliano andava applicato un risanamento edilizio che doveva essere anche politico, nel senso di cancellare le memorie sovversive del quartiere: “All’animo di noi fascisti tale opera appare necessaria, giusta e bella; è opera fascista, o camicie nere di Rimini, imporre il segno della nostra ricostruzione sulle rovine di quel borgo di San Giuliano che ricorda tutte le ore tristi della nostra città, che fu leggendaria barriera alle coorti fasciste, che impose alle pavide autorità di allora di sciogliere i nostri funebri accompagni di qua del ponte (…). L’opera prima ancora di essere apprezzata nel suo aspetto edilizio ed igienico, va considerata atto di prevenzione e redenzione sociale”.

Il disegno fu realizzato solo in parte. Via Tiberio nel 1933 “sventrò” il borgo, fu costruito il ponte dei Mille e risanata la zona circostante: nel 1934 fu tracciata via XXVIII Ottobre (oggi Matteotti).

Nell’ambito di tale fermento di opere, agì anche, in quanto geometra comunale, Giuseppe Maioli, cui l’attuale immagine architettonica di Rimini deve moltissimo. E’ opera sua, appunto, il ponte dei Mille. Mentre non fu realizza la Casa della Madre e del Fanciullo, che insieme alla casa della Gioventù Italiana Littoria (GIL) avrebbero dovuto degnamente completare il rinnovo del Borgo San Giuliano: questi edifici erano previsti all’estremità del ponte di Tiberio. Di Maioli sono tutt’ora visibili, invece, la casa del parroco di San Giuliano e l’edificio curvilineo che segna l’accesso al borgo del nuovo viale Tiberio.

Se l’opera più eclatante di Maioli resta la facciata dello stadio (1932), non tutti sanno che a lui si devono anche Piazza Tripoli con le sue botteghe a un piano (1928), il bellissimo (e purtroppo oggi inutilizzato) Stabilimento Nettuno (1935) alla foce dell’Ausa, le scuole “Toti” (1932). il restauro di palazzo Lettimi (1934). Nel dopo guerra Maioli firmò i progetti della casa di cura “Villa Assunta” del dott. Contarini (1948-55) e tantissime ricostruzioni nel centro storico, compresa quella del teatro. Innumerevoli i lavori al cimitero, dalle cappelle ai colombari, mentre fra gli ultimi restauri spiccano quello dell’abbazia di San Giuliano (1966) e della chiesetta di Santa Croce (1966).

Fonte: Collegio dei Geometri della Provincia di Rimini: “Giuseppe Maioli geometra umanista nella Rimini del XX secolo”

 

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