Dentro le mura, fra il verde e il mare

RIMINI - Notizie opinioni - mer 29 lug 2009
di Giampaolo Proni

Così vediamo la nostra Rimini

Una ricerca spiega come vorremmo che fosse la città dei nostri sogni

Cosa succede alla città di Rimini? E il centro di Rimini, come sta? E i riminesi, dove pongono la loro identità di luogo? Dov'è il focolare di tutti?

Una ricerca che ho diretto due anni fa ha dato delle risposte interessanti.

Innanzitutto, il cuore dei riminesi è ancora saldamente rinchiuso tra le proprie mura.

D'altra parte, la vita sociale, il passeggiare, i segni identitari, quelli che si invitano i parenti a visitare, sono lì. Se prendete una mappa della città, vedete che le aree residenziali esterne al centro sono molto più ampie della città dentro le mura. Ma nella maggior parte dei quartieri residenziali si va solo se ci si abita o a trovare qualcuno che si conosce. Chi, a parte i residenti, è mai entrato tra i nuovi condomini di Rivazzurra o Viserba Monte? Chi, tra i riminesi, conosce i nuovi quartieri di Santarcangelo? Tra l'altro l'attaccamento al centro è addirittura in aumento presso i giovani, che vi trovano punti di aggregazione e tempo libero.

Per quanto riguarda lo shopping, i centri commerciali risultano elencati tra i luoghi più brutti e anonimi. Attenzione, non vuol dire che non ci andiamo. Al contrario: sono molto frequentati. Ma vengono scelti per lo shopping razionale, quello che avviene per fattori di opportunità: prezzo, parcheggio, orario, climatizzazione, ecc. Se non fosse per questi, la qualità, la gentilezza e la famigliarità degli esercenti, la bellezza del centro, la vita sociale farebbero di gran lunga preferire il centro storico.

Tra i monumenti identitari, il Ponte di Tiberio la vince di gran lunga. Tra i quartieri, il più amato è il Borgo San Giuliano. Questo, per esempio, potrebbe far pensare a un bel piano commerciale per il Borgo, ovviamente rispettoso di una struttura urbana delicata e ricca di affetti, fatto con buon senso e armonia.

Un altro luogo importante è l'area del porto, e la spiaggia, ma non d'estate. E i parchi. I riminesi sono cittadini, ma dentro di sé custodiscono l'anima del contadino e del pescatore. Amano moltissimo il verde pubblico che è stato preservato e custodito negli anni. Da questo punto di vista, qualsiasi investimento pubblico in verde è una chiave per prendere voti, molto più della speculazione edilizia (anche se rende meno denaro all’erario). Un candidato che prometterà parchi e giardini, aree giochi e spazi di ritrovo per gli anziani andrà sul sicuro. I riminesi non amano il cemento, anche se le grandi imprese continuano a colarlo ovunque. Detto questo, non è mica un delitto mettere un piccolo chiosco in un grande parco come il Marecchia, o delle aree con i barbecue, come hanno fatto per esempio a Villa Verucchio. E sarebbe bello se anche la riva nord del deviatore avesse la sua ciclabile.

Certamente, in centro bisogna arrivarci, e i parcheggi dovrebbero essere ampliati. I riminesi non usano molto i mezzi pubblici, perché sono scomodi e lenti.

Usano moltissimo la bicicletta. I percorsi ciclabili sono un altro affare, dal punto di vista politico.

Un altro luogo che i riminesi adorano è il mercato coperto. Un edificio architettonicamente orrendo ma funzionalmente geniale. Con tre lati aperti, quindi un'area di incontro e allo stesso tempo di passaggio, parcheggio vicino, accessibile a piedi, in bici e con i mezzi pubblici, vivace, colorato, con alta qualità alimentare, con i banchi tradizionali e il piccolo supermercato. Un formato da studiare quanto e forse più dei centri commerciali. Luoghi del genere in città come Londra sono stati replicati anche per altre tipologie di vendita. Oggi gli aggregati di punti vendita indipendenti e con forte identità sono un'alternativa validissima alle gallerie commerciali.

E i borghi, che si definiscono proprio per la loro proiezione lungo le direttrici fuori dalle porte, sono altre aree molto interessanti, che lottano per acquisire e costruire la propria identità.

In sintesi, un centro permeabile, aperto verso il porto, fuori porta e verso il fiume. E qui l'asse porto canale-parco Marecchia è veramente cruciale! Non pensiamo sempre e solo a direttrici di traffico su auto o rotaia. Fate caso a quante macchine passano per un incrocio ad ogni verde e quante biciclette. Non è una mania da ecologisti: le bici sono più piccole, ma hanno più futuro delle auto. E presto anche l'auto elettrica sarà un mezzo comune.

Facciamo respirare il centro storico e la città intera ne guadagnerà. Pensiamo alle barriere come porte, e al centro come uno spazio che scivola verso il mare, verso l'acqua e verso il verde. Questo è quello che gli abitanti di Rimini amano: vedere il vecchio ponte bianco sull'acqua con gli alberi sullo sfondo. E perché la politica non deve renderci felici?

 

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