SANTARCANGELO La leggenda del mantello

RIMINI - Notizie Santarcangelo - mer 05 nov 2008
di Stefano Cicchetti
[{Perché l’estate di San Martino si chiama così?} “…e la neve disparve, e gli uccelli cantarono…”] {«L'estate di san Martino, tre giorni e un pocolino » «A San Martino, si veste il grande e il piccino» } Quando in autunno, dopo i primi freddi e le brume, capita qualche giorno di bel tempo, con il sole che riesce ancora a diffondere un po’ di tepore, quel periodo viene chiamato in Italia l’estate di San Martino. Negli Stati Uniti, fin dal ‘700, il caldo autunnale oltre la norma si chiama invece {Indian Summer}. Da noi il riferimento a San Martino si basa ovviamente sulla tradizione del mantello donato al povero. Una delle leggende sul vescovo di Tours narra che nell’istante stesso in cui Martino tagliava a metà il suo mantello, tutta la neve che era in terra disparve, la terra si rasciugò, l'aria si fece calda e gli uccelli si misero a cantare: insomma una vera estate in pieno novembre. Tornò a nevicare solo quando Martino fu al riparo in un’osteria. Ma il giorno seguente, continuando il suo viaggio Martino incontrò un altro miserabile, ancora più povero del precedente, che ricevette quindi l’altra metà del mantello. E di nuovo tornò l’estate, e di nuovo la neve riprese a cadere solo quando Martino trovò un riparo per la notte. Così fu anche nel terzo giorno, quando un altro mendicante ricevette la camicia. Il quarto, a Martino non restava che la corazza e le braghe, ed anche queste divennero dono per l’ennesimo disgraziato, dando il via però a solo una mezza giornata di caldo, perché tanto mancava a Martino per la sua destinazione. Solo durante la notte di questo quarto giorno Martino avrebbe sognato Gesù rivestito di tutti i suoi abiti, che lo chiamava a combattere per Lui.

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