La nuova energia rock dei Negrita

CATTOLICA - Notizie spettacoli - mer 15 lug 2009
di Beppe Ardito

Intervista a Drigo

In concerto il 25 luglio a Cattolica

“Ma si sa che la routine non si sposa con il rock’n’roll”. Mai frase, tratta da “Malavida in BS.AS” brano contenuto nell’ultimo disco “Helldorado”, fu mai veritiera. Una routine che aveva portato i Negrita, dopo quasi un ventennio di successi, a perdere un po’ lo smalto. E allora i viaggi, le contaminazioni che cominciano ad affacciarsi già nel 2005 con “L’uomo sogna di volare” testimoniate anche dallo stupendo video - reportage del singolo “Rotolando verso Sud”. Poi nel 2008 è la volta di “Helldorado” un gioco di parole immediato, modello spot commerciale, ma qui si parla di sentimenti da comunicare, di futuro compromesso, con sonorità più marcatamente aperte ai suoni del Sud del mondo da loro decantati. Dietro alla routine da rockstar i quattro ragazzi di Arezzo in quei viaggi hanno ritrovato innanzitutto sé stessi e la consapevolezza che la musica può essere un mezzo per condividere gli ideali di giustizia. A testimonianza di ciò vogliamo ricordare che i Negrita sostengono l’associazione Amref ed Emergency per la costruzione di pozzi in Africa e il cantante Pau è stato uno fra gli ideatori del Dolomitafrica G8 del mese scorso, una catena umana di seimila persone sulle tre cime di Lavaredo per ricordare l’impegno dei paesi del G8 verso i paesi del Sud del mondo.

Abbiamo intervistato Drigo, all’anagrafe Enrico Salvi, chitarrista dei Negrita mentre erano on the road per la lunga tournèe estiva che toccherà anche l’Arena della regina di Cattolica il 25 luglio.

Mi sembra che l’ultimo album denoti una freschezza nei suoni e nello stile che rimanda, per rimanere in ambito squisitamente rock’n’roll, a “Sandinista” e “Combat Rock” dei Clash…

“Ti ringrazio del paragone. In effetti sia i Clash che i Mano Negra sono stati alcuni dei riferimenti. Soprattutto i Mano Negra che sono riusciti a mescolare il rock’n’roll alle sonorità mediterranee, una realtà europea che è una gran fonte di ispirazione”.

Sul vostro sito leggiamo della vostra partecipazione come headliner al The Music Box @ Fonda Theatre di Hollywood insieme al altre realtà del rock italiano come Linea 77 e Afterhours. Come mai l’America comincia ad accorgersi solo adesso di formazioni rock di un certo peso che abbiamo in Italia?

“Non è solo con un viaggio in America che si arriva nell’olimpo degli dei. Gli stessi U2 o i Clash ne hanno fatti diversi viaggi in America per arrivare al successo. Per noi succede oggi perché in questi anni ci siamo smarcati dal ricalcare i modelli del rock’n’roll creando uno stile più personale. A questo punto ci sentiamo davvero più maturi per fare un passo del genere”.

Un’anticipazione sul concerto che terrete a Cattolica?

“Come sempre il concerto cerca di mettere insieme i pezzi migliori del nostro repertorio. Inoltre è un concerto molto energico. In più, durante questa tournèe in ogni tappa tendiamo a non ripetere ma a lasciare la scaletta aperta”.

Infine ho saputo che alcuni fans sono rimasti scontenti perché non siete riusciti a suonare al TRL a Trieste per motivi di tempo. Avrete avuto una gran pazienza ad accettare la notizia…

“Pazienza mica tanto…alla fine abbiamo sfasciato i camerini”.

Contaminazioni o no, alla fine, rimangono sempre, dannatamente rock’n’roll.

 

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