Papere e paperelle
Direttive e storture
L’Europa contro i salvagente dei bambini: e poi la gente è contro l’Europa…
È estate, ma non mandiamo in vacanza il bisogno di trovare risposte alle grandi domande che la vita propone. Per esempio, non s’è ancora spenta la disputa su chi -Meucci o Graham Bell?- sia l’inventore del telefono, quand’ecco irrompere un nuovo appassionante quesito: chi ha inventato la Notte Rosa? Fino a ieri non avevamo dubbi: Andrea Gnassi. Ma oggi La Voce, maestra nell’unire il futile al dilettevole, insinua che il merito sia del “Verde” Luigino Garattoni. Prima che a qualcuno venga in mente di farci sopra altre primarie, sarà bene fidarci una volta tanto dell’apparenza: basta un’occhiata per cogliere di Gnassi “le phisique du role” del plausibile inventore de “la nuit en rose”; mentre Garattoni comunica di sé l’immagine di chi, al massimo, può aver inventato la grigliata mista. Ha suscitato un dibattito divaricante anche il manifesto de Le fantastiche 4, le ammiccanti fanciulle che pubblicizzano le sedi romagnole dell’Ateneo bolognese portandone i nomi stampati sui seni procaci, ancorché debitamente coperti. Il Rettore ha ingiunto di rimuoverlo, perché l’Alma Mater non è Palazzo Grazioli e deve promuoversi ricorrendo al “latinorum”, non alle almamaterine. Io ho poi due domande che mi tolgono il sonno. A quali menti bacate si devono, nell’ordine, la recente direttiva europea che, per ragioni di sicurezza, priverà tanti bimbi delle loro graziose paperellesalvagente, e la norma che prevede, oltre alla confisca della bici, la decurtazione di punti-patente al ciclista che sia trovato e pedalare alticcio? Nel primo caso, mi piacerebbe sapere quanti “incidenti da paperella” sono finora capitati; è inoltre chiaro che quella direttiva può averla pensata solo un nordico che ignori le assolate spiagge adriatiche, dove i piccini sguazzano in pochi centimetri d’acqua su quei variopinti anatroccoli che lui vuole ridicolmente sostituire con ciambelle bianche e rosse come quelle delle navi. Nel secondo, non è bizzarro punire un ciclista che abbia alzato il gomito esattamente come se, ubriaco, fosse al volante della sua auto, che invece è chiusa in garage? Dice: la legge sanziona allo stesso modo “il conducente” ubriaco di ogni tipo di veicolo. Allora propongo i seguenti quesiti: se due ubriachi guidano la bici a mezzadria -uno pedala e l’altro tiene il manubrio- chi dei due sarà “il conducente” da punire? E se un pedone intralcia con la sua ubriachezza il marciapiede, togliamo pure a lui i punti-patente e magari gli confischiamo i mocassini? Dopo tante domande sceme, l’ultima è fin troppo seria: finirà mai la scorta di trionfante masochismo che alberga nel Partito Democratico, di cui abbiamo gli ultimi sconcertanti esempi? A Roma si scopre che uno stupratore è dirigente di un Circolo PD. Il trauma è tale che perfino gli avversari ne hanno rispetto, capendo che la politica non c’entra niente. Ma a far buscare legnate in prima pagina al PD ci pensa la polemica interna di chi lo accusa di non aver capito subito ciò che la polizia ha scoperto dopo anni. Ancora: Grillo Qua-quara-quaqua s’inventa la farsa dell’iscrizione al PD e della candidatura alle primarie. T’aspetti che la cosa gli procuri, non dico un sacco di legnate, ma almeno un gigantesco, univoco coro di pernacchie: no, su quella scurrile provocazione c’è chi invece “apre il dibattito” in punta di Statuto. Tafazzi al confronto era De Sade!
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