Fattorie con torri e ponti levatoi
Nel nostro territorio ce n’erano almeno 75
Oltre alle più notevoli strutture fortificate quali castelli, rocche e borghi fortificati, nel periodo del basso Medioevo, e in particolare nei secoli XIII e XIV, si assiste all’erezione di diverse strutture difensive, che oggi definiremmo fattorie fortificate. Ma allora, a Bologna e in Romagna, si chiamavano tumbae. Che non erano sepolture, ma derivavano il loro nome dal primo significato del termine (in greco, tymbos) che sta per “tumulo”, rialzo del terreno. Ciò che più a nord fu invece chiamato “motta”.
Nella nostra provincia sono state individuate ben 59 “tombe”; ma se si considera l’antico territorio della Diocesi riminese, che giungeva a Longiano a nord-ovest e a sud-est a Fiorenzuola di Focara, lo storico riminese Oreste Delucca ha individuato circa 75 tumbae, due terzi delle quali risultano attestate nel corso del Quattrocento.
Nella maggior parte dei casi osservati, la “tomba” mostra la presenza di strutture difensive quali torre, fossato e ponte levatoio: è interessante osservare che nel riminese il termine tumba è interscambiabile con palazzo, torre, e talvolta perfino con castello.
Sebbene le fonti parlino delle “tombe” nel territorio riminese a partire dal XIII secolo, è plausibile che le prime strutture di questo tipo siano state fondate almeno nel secolo precedente.
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