Intervista a Stefano Bollani, L’eclettico jazzista amato da critica e pubblico

VERUCCHIO - Notizie spettacoli - mer 15 lug 2009
di Marta Ileana Tomasicchio

In concerto il 15 luglio per la XXV edizione del Festival

A Verucchio un magnifico improvvisatore

Il Verucchio Festival dà i numeri: 25 anni di età, 5 anni di direzione artistica di Ludovico Einaudi, 12 concerti per 6 serate. E ora parliamo di qualità. Un ottimo cartellone dal 15 al 25 luglio in cui spiccano, tra le altre, le presenze di Emiliana Torrini, ricercata cantautrice islandese e di una folta schiera di pianisti come Hauschka, Gonzales, Brad Mehldau, lo stesso Einaudi, con capofila Stefano Bollani. Dal Canada, Stefano si rende disponibile per parlare del suo prossimo concerto del 15 luglio e dei suoi progetti, presenti e futuri.

Che concerto proporrai al Verucchio Festival?

“Facile! Non lo so. Quando suono da solo non preparo mai una scaletta e decido sul momento. Mi lascio ispirare dal luogo, dal pubblico, dalla posizione del pianoforte, da quello che ho mangiato, da come ho dormito prima, se ho bevuto... pesco in tanti repertori e il 90% del concerto è improvvisato”.

Quindi non hai in mente cos’è il festival e il luogo. Vuoi che ti dica qualcosa?

“No! Me lo chiedono spesso ‘Puoi fare un concerto speciale per questo luogo?’ e provano a descrivermi la situazione. Così non riesco. Mi lascio ispirare, invece, quando sono sul posto. Se fosse per me non farei neanche il sound check, in modo da arrivare e scoprire in che contesto è collocato il pianoforte. Così mi diverto di più”.

In questo momento sei in Canada per concerti. Il tuo calendario al ritorno?

“In luglio suonerò tantissimo. Tre concerti in duo con Chick Corea e poi con i musicisti brasiliani del disco ‘Carioca’ ho altri quindici giorni di concerti”.

Progetti imminenti?

“Sì, è già pronto un disco che esce in settembre, in trio con due musicisti danesi. Da novembre avremo un tour in Italia abbastanza lungo. Inoltre riprenderò un programma su Radio Tre (‘Dottor Djembe’ NdR) con David Riondino, da Natale.”

E la tua recente esperienza in pubblicità…

“Ebbene sì! L’idea mi ricordava i Caroselli di una volta a cui sono affezionato, con i grandi dello spettacolo italiano, da Calindri a Manfredi ma anche musicisti storici, da Daniele Luttazzi fino a Franco Cerri e Nicola Arigliano, gente che faceva jazz. L’ ‘uomo in ammollo’ te lo ricordi?”

Certo, infatti la domanda è: per vent’anni farai pubblicità come Cerri?

“No, non credo! Ma l’idea surreale di questo spot – mai tanto come quella dell’ ‘uomo in ammollo’ - con il mio pianoforte, Vergassola ed altri ospiti: mi è sembrata carina tanto da voler provare l’esperienza.”

 

 

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