Santarcangelo 39. Il Festival che torna dalla gente

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - mer 01 lug 2009
di Daniela Succi

Dal 3 al 12 luglio la città diventa capitale del teatro

Spettacoli in scena anche nelle vie, nelle piazze, al museo, nelle case, al lavatoio e allo sferisterio

39 anni sono l’età della riflessione e, talvolta, del ritorno sui propri passi. Il Festival ritorna sulle vie della città, come più e più volte annunciato lo scorso anno, così come nelle edizioni precedenti si percepiva questa necessità, si coglievano i malumori dettati dai numeri sempre meno esagerati. Era ben più di un sentore, erano certezze: il Festival doveva ritornare dalla gente, le persone dovevano riappropriarsi di una formula a loro più congeniale. Dal programma si vedono location che erano ormai in disuso, quelle stesse che però conferivano una fascinazione speciale. Possibile che non fosse chiaro a tutti che uno spettacolo visto nella piazzetta delle monache avesse una marcia in più rispetto allo stesso, collocato al chiuso, solo per pochi, magari dovendolo raggiungere con il pulmino? E il teatro a libera fruizione, senza prenotazione e senza biglietto? Si, si, c’è anche quello. Le compagnie costano, costa allestire spettacoli: come fare? Con due festival paralleli. Uno ufficiale, con la sua programmazione e i suoi costi, le sue anteprime e le sue star; un altro, ufficiale anch’esso, prende il via da un bando, in cui si invitavano teatranti ai quali si garantiva la disponibilità di spazi. Sono arrivate 200 domande dalle quali sono stati scelti svariati artisti che si esibiranno all’aperto, in spazi gratuiti, spesso itineranti. E’ “Santarcangelo Immensa” e la troveremo nelle piazze e nelle strade. Anche il cartellone ufficiale prevede spettacoli gratuiti, anch’essi nelle vie e nelle piazze, così come al museo, nelle case, al lavatoio e allo sferisterio. Questa scelta è stata fatta per recuperare un pubblico che si era distaccato, forse spaventato dai costi e dalla difficoltà di fruizione. Purtroppo anche quest’anno non ci sarà nessun tendone, perché non è stato trovato nessun spazio che potesse essere adatto, non ci sarà nessuna notte bianca, perché la promessa è che volendo lo potranno essere tutte, con spettacoli anche alle 5 del mattino. Tutti in giro per le vie, atteggiamento che viene promosso, anzi fortemente appoggiato anche mediante la diluizione del mercatino etnico, non più solo in piazza Marini ma distribuito sulle vie del centro. Scelte radicali rispetto alle edizioni precedenti, tutte mirate a favorire la promozione turistica del Festival e della città. Tanto che, nel programma di quest’anno, c’è anche la Pro Loco che organizza dei tour guidati di 45 minuti per raccontare il centro storico ai turisti che giungono qui per il teatro. La città è piena per una dozzina di giorni, fatica dire quali sono i turisti e quali sono gli addetti ai lavori: un tempo forse lo si deduceva dai look, oggi l’omologazione è arrivata anche lì. Certo è bello girare per Santarcangelo nel periodo del Festival perché si incrociano persone piuttosto variopinte, siano essi turisti che artisti. Cosa comporta l’arrivo di tante persone? Sono circa 90 le stanze d’albergo disponibili, di queste circa 50 sono occupate dagli addetti ai lavori, quindi opzionate dall’organizzazione del Festival e per le rimanenti si registra quasi in tutte le strutture il tutto esaurito. Il cosiddetto pienone c’è tutti gli anni e ci sarà anche quest’anno, l’indotto turistico conferma sempre buoni numeri. Rimane da verificare se il ritorno al passato piacerà e se lo strumento “teatro” verrà ripreso e adottato e soprattutto se questo riprodurrà le migliaia di persone che percorreranno le strade del centro. Dal 3 al 12 luglio. 

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