Il delicato intreccio di suono, drama e danza

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - mer 01 lug 2009
di Carlotta Frenquellucci

Consigli per orientarsi nelle giornate festivaliere

Tra gli ospiti Arnoldo Foà che leggerà alcuni brani dell’immortale capolavoro di Melville, Moby Dick

Ci sono essenzialmente due tipologie di spettatori del festival di Santarcangelo: l'efferato esperto di teatro che si aggira sicuro e disinvolto sfogliando con prontezza il programma e selezionando con scioltezza gli spettacoli da vedere senza preoccuparsi di snobbare gli eventi più attesi e il povero zelante pubblico di comuni mortali accartocciato nel pieghevole del festival nel tentativo di districarsi nella selva delle varie proposte e di riuscire a pronunciare il nome dell'artista emergente giapponese conclamato con tanta naturalezza dal prototipo 1 dello spettatore. Vale la pena dunque, in questa sede, di tentare di portare qualche spiraglio di luce nelle giornate festivaliere allo spettatore prototipo 2... L'idea in primis da sfatare è quella di assistere ad un festival di solo teatro perché è la musica a fare da padrona. Il suono si intreccia alla drammaturgia nella prima assoluta dello spettacolo della compagnia ravennate Fanny & Alexander (Musas, 9-12 luglio ore 20, 21, 22) che investiga la sorgente drammaturgica del suono. Yoshimasa Kato e Yiuiki Ito, studenti giapponesi, con White Lives on Speakers (Grotta Pubblica, 3-5 e 9-12 luglio, ore 20, 21, 22, 23) si spingono dentro gli organi della produzione sonora, di cui rendono visibile allo spettatore la dinamica acustica. Alvin Lucier presenta I am Sitting in a Room (Sala di Porta Cervese, 3 luglio ore 20, 4 luglio ore 20 e 21.30 e 5 luglio ore 20), composto in una sola notte e presentato per la prima volta al Guggenheim Museum di New York nel 1970: una sperimentazione vocale e sonora che, partendo da una dimensione musicale, mette in discussione il senso della rappresentazione. La performance di Masque teatro (Celletta Zampeschi, 3-5 e 9, 10, 12 luglio ore 21, 22 e 23; 11 luglio ore 20, 21, 22) resuscita le rifrazioni auditive dell’opera di Kafka. Il musicista statunitense Morris, nel Coro di Poeti. Conduction® N° 185/I. Lo spirito perfetto (Villa Torlonia, 9 luglio, ore 22.30), crea una drammaturgia composta da voce pura, poesia e musica senza soluzione di continuità. Per chi, invece, è un purista del drama l'appuntamento è con una delle voci più note e longeve della cultura italiana, Arnoldo Foà che leggerà alcuni brani dell’immortale capolavoro di Melville, Moby Dick, stupefacente metafora dello sconfinamento verso un dio, a contatto con il pericolo dell’immedesimazione con l’immenso e il perduto (Lavatoio, 9 luglio ore 20). Le serve di Jean Genet sono la traccia che Kinkaleri segue in Io mento, uno studio che fa a meno dell’immaginario dell’autore per proporre una performance ancorata su un doppio livello di rappresentazione (Ex-Prigioni, 3-5 luglio, ore 20, 21.30, 23). Sara Angelini, Demetrio e Teodora Castellucci e Michelangelo Miccolis, diretti da Davide Savorani, indossando maschere “introverse” ci fanno entrare nella storia dei luoghi con gli occhi privi di fori: la veduta da cogliere non è all’esterno, ma è tutta interiore (Ex-Prigioni, 10 e 12 luglio ore 20.30 e 22.30, 11 luglio 19.30 e 21.30). Infine, per quanto riguarda la danza, il francese Elie Hay presenta il suo primo lavoro, I Like Him and He Likes Me (Palestra via Galilei, 3 luglio, ore 23.30) prima parte di un trittico – in forma di azioni e di video – che riprende tre stati della fisicità umana alle prese col proprio simile: qui si sofferma su ciò che di brutale o di indefinito vi è nell’incontro tra due persone. La danza degli inglesi Jonathan Burrows and Matteo Fargion, in scena con Speaking Dance (Teatro Supercinema, 4 luglio ore 23 e 5 luglio ore 21.30 e 23.30) insegue uno spirito sottile, non è fatta di esplosioni motorie e di coreografie estese, ma è tessuta di pulsioni che trapelano in brevi spostamenti degli arti.

 

 

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