Musica che si arrende alla creatività

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - mer 01 lug 2009
di Carlotta Frenquellucci

La voce come fil rouge dell’edizione diretta da Chiara Guidi

Dal coro, alle marce sonore fino alle gare di batterie elettroniche

La forza di questo Festival - se ce l’ha - sarà la musica, che si arrende alla forma impressa da ogni cenno creativo di colui che l’ascolta, come la cavità d’aria che avvolge l’attore sulla scena. Queste le parole-manifesto di Chiara Guidi, direttrice artistica del festival. La musica come il basso continuo che lega tutti gli avvenimenti in questa trentanovesima edizione del Festival che vuole spaziare come il linguaggio musicale, e recuperare l’origine elementare della comunicatività umana e del teatro: la voce, dalla sua emissione animale, al verso della poesia. Spazio dunque al laboratorio vocale dello sperimentatore estremista Phil Minton che propone un coro che si fonda sull’emissione libera della voce umana e sull’insieme di persone che cantano in una condizione di estraneità (Lavatoio, 10 luglio ore 21); alle marce sonore di Lawrence Abu Hamdan che fa delle scarpe uno strumento musicale (Musas, 3 luglio, ore 19); alla gara di batterie elettroniche (Piazza Ganganelli, 12 luglio ore 22); al concerto del gruppo congolese Konono N°1 (Sferisterio, 10 luglio, ore 23); alla performance musicale di Teho Teardo Oh Hook (Grotta Teodorani, 10 e12 luglio ore 21, 22, 23 e 11 luglio ore 20, 21, 22) e alla criptofonia di Zapruder filmmakersgroup (Sferisterio, 5 luglio, ore 21). Ad aprire e chiudere il festival, infine, due artisti di fama internazionale nella scena musicale: Richard Maxwell, uno dei più innovativi autori statunitensi, capace di portare testo e musica al grado di essenzialità estrema, che, con la sua compagnia The New York City Players presenta due lavori in prima nazionale (Showcase è all'hotel San Clemente, 3-4 luglio ore 19 e 5 luglio ore 19, 20, 21; Ode to the Man who Kneels al Lavatoio, 3-4 luglio, ore 21.30) e un concerto (Piazza Ganganelli, 4 luglio ore 23.30), muovendosi tra la distillazione del musical western e la radicalizzazione del country. Arto Lindsay, geniale artista newyorkese di origine brasiliana, creerà un’orchestrazione pensata in esclusiva per il festival, e ispirata alla vicenda di Simone lo Stilita: un’onda sonora invaderà la piazza, dove ai piedi di alte torri si muoverà una folla di individui coinvolti (Piazza Ganganelli, 11 luglio, ore 22.30).

 

 

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