La marineria di San Giuliano

Rimini - Notizie Borgo San Giovanni - mer 01 lug 2009
di Claudio Costantini

Sui muri delle case 75 formelle di ceramica

Una filosofia di vita fatta di accoglienza e solidarietà

Trent’anni fa fu realizzata la prima Festa del Borgo San Giuliano, un evento che ha cambiato il modo di sentire e vivere la città. Si sono recuperati appena in tempo i valori di un passato che stava scomparendo, l’anima di una comunità, la fonte stessa della sua vita e della sua storia. Altri borghi, poi,  hanno seguito il suo esempio. In questo anniversario, la Società de’ Bòrg lo scorso sabato ha presentato la sua nuova iniziativa-evento che come quella di trent’anni fa farà da apri strada ad altre. Questa volta si è voluto recuperare anche visivamente la storia, il ricordo dei marinai del Borgo, personaggi che hanno contribuito in maniera decisiva a costruire quella comunità con i suoi valori di amicizia, solidarietà, comprensione e tolleranza. Con un lavoro di scrupolosa ricerca si sono individuati, attraverso i documenti e le testimonianze, i nomi, le storie e le abitazioni di quelle persone. Per ciascuuno di cui è stata individuata l’abitazione, circa 75, è stata dipinta da Giuliano Marroncelli una formella in ceramica con il nome, il soprannome e il disegno di una barca. Queste poi sono state affisse sul muro esterno, con il permesso dei vecchi e nuovi abitanti. Ora, chi passa per quelle viuzze potrà ricostruire la storia della marineria del Borgo. E magari chiedere più notizie agli attuali residenti. Nel 1860, racconta Mario Pasquinelli, uno degli autori della ricerca, dei 400 lavoratori del Borgo 228 erano marinai. Negli anni la loro presenza è andata via via diminuendo, fino a scomparire. Questi lavoratori e le loro famiglie hanno lasciato una profonda traccia nel comportamento e nel modo di essere di tutti coloro che vivevano nel Borgo. Una” filosofia di vita”  fatta di comprensione e solidarietà che in parte si è trasferita negli attuali abitanti. La città ha un patrimonio di storie che rischiano l’oblio e disperdersi così definitivamente. Il Borgo sta dando delle utili indicazioni, come ha fatto altre volte, alla città ed a chi a queste vuol prestare orecchio. Al Borgo niente è fatto a caso e le iniziative rientrano in un disegno più ampio di ricerca dell’umanità dell’uomo. Questa iniziativa, come si legge nel giornale e’fòi de Bòrg appena uscito, servirà anche per preparare la prossima festa del 2010 con una metafora sull’anima che salva il corpo. Probabilmente a breve la storia dei marinai del Borgo verrà anche pubblicata in un libro dall’editore Panozzo.

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