Morrissey di una notte di mezza estate
Il 13 ed il 14 luglio in esclusiva italiana
L’ex leader degli Smiths suonerà al Velvet di Rimini
Sono migliaia le domande che vorrei fare a Morrissey, le accumulo dagli anni ’80 quando “Moz” era la voce degli Smiths. Me la faccio sotto, lo ammetto, ad incontrarlo per parlare dei due concerti che terrà proprio a Rimini e del suo nuovo album “Years of refusal”. Sembra un sogno: nel 2009, dopo anni di adorazione, intervisto Morrissey! Lo trovo sovrappeso, rughe e capelli grigi mi ricordano che un mese fa ha compiuto cinquant’anni: sembra Oscar Wilde con la Fred Perry. So che non ama i giornalisti nonostante lo venerino come un dio. “In linea di massima sono dei musicisti falliti” dice subito, poi però aggiunge “Alla fine comunque viviamo lo stesso sogno”. Lo saluto, lui ricambia come se mi conoscesse da una vita, mi sciolgo un po’ ed è inevitabile chiedergli del suo nuovo album. “Credo sia il migliore che ho fatto, sono finalmente soddisfatto al 100% del risultato finale”, risposta scontata a domanda scontata, giusto così. E allora a rischio di farmi buttare fuori gli chiedo come si senta a salire su un palco a cinquant’anni. “Mi diverto molto più adesso, quando sei giovane hai tutti gli occhi puntati addosso. Ora invece questo benedetto futuro ce l’ho dietro le spalle e questo mi tranquillizza”. I rapporti con Johnny Marr, chitarrista ed anima musicale degli Smiths, sono argomento proibito. Cerco di fargli sputare che il vecchio gruppo si riformerà, sarebbe lo scoop della mia vita. “Tra me e Johnny parlano solo gli avvocati, chissà, magari si accordano loro per riformare gli Smiths”. Non ho capito se è una chiusura totale o ci sia uno spiraglio. Nemmeno del suo Manchester United vuole parlare “Non vedo più una partita di calcio da quando si è ritirato Cantona”. Come dargli torto? Gli chiedo, visto che vive a Roma, se conosce qualche artista italiano. “La situazione musicale in Italia è pessima, si tende a buttare in piazza il personaggio del momento che poi puntualmente viene dimenticato. È deprimente perché artisti validi ci sarebbero”. Chissà perché ho l’impressione di averle già sentite queste parole. Chiedo a lui (e a me stesso) che senso ha vedere un suo live nel 2009. “Ragazzo, sei davanti al più grande poeta degli ultimi trent’anni”. Chi ha risposto dei due? Sono sudato e mi sveglio. Non “sembrava” un sogno, lo era! Corro sullo scaffale dei cd a controllare i biglietti acquistati in prevendita, eccoli lì per fortuna: Morrissey suonerà davvero il 13 e 14 luglio al Velvet, almeno questo non me lo sono sognato!
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risveglio....dalla realtą!!!!!!!!