Il giornalismo č vivo nel nome di Ilaria Alpi

RICCIONE - Notizie cultura - mer 01 lug 2009
di Leonardo Agolanti

A Riccione le premiazioni per i migliori servizi e reportage televisivi

Il premio per la libertà di stampa assegnato all’irano-americana Reza Saberi

L’attualità drammatica della situazione in Iran e il messaggio ufficiale del presidente della Camera Gianfranco Fini sull’etica del giornalismo vissuto come missione hanno posto il sigillo alla quindicesima edizione del Premio Ilaria Alpi, dedicato al giornalismo televisivo d’inchiesta. E il Premio Giornalistico Televisivo per la libertà di stampa intitolato proprio alla reporter della Rai uccisa in Somalia 15 anni fa assieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin – un caso giudiziario ancora aperto, è il caso di ricordarlo – è andato quest’anno a Roxana Saberi, la giornalista e regista irano-americana incarcerata con l’accusa di spionaggio in favore degli Usa: a Riccione per ritirare il premio è giunto il padre di Roxana, Reza Saberi, che ha letto le parole di gratitudine espresse della figlia.

Questi gli altri premi assegnati dalla giuria presieduta da Italo Moretti. Per il Miglior reportage italiano (breve) è stato premiato Alfredo Macchi (“Morire per vivere”, Password, Rete4); il Miglior reportage italiano (lungo) invece è “Modulazione di frequenze” e porta la firma di Bernardo Novene (Report, Rai 3). Una testimonianza da Gaza per la sezione Miglior servizio da Tg, con Marc Innaro (Rai Tg3) premiato per “Contabile Hamas”. Cor il premio Miglior reportage internazionale è stata premiata Rebecca Gudisch (Wdr, Germania) per “Childslaves”. La sezione Premio Produzione è stata vinta dalla produzione indipendenti di Lisa Tormena e Matteo Lolletti (“Libertà in esilio”), il Premio Tv locali e Regionali è andato ad Alessio Lasta (Telelombardia, Milano) che con “Hua-Yi – Seconda generazione” ha raccontato il mondo dell’immigrazione cinese. Edoardo Anselmi (Current Tv – Sky Canale 130) con “Le pecore di Acerra” si è aggiudicato il Premio Giovane. L’atteso Premio Internazionale Miran Hrovatin è stato invece assegnato a “Bearing Witness: five years of the Iraq war” di Ayperi Karabuda Ecer e Jassim Assim Ahmad (Reuters – Mediastorm), e verrà devoluto all’associazione The rory peck/trust, nata per supportare le famiglie dei freelance uccisi durante le guerre. E non è tutto. Il Premio Speciale della giuria è stato dedicato al documentario “211: Anna” (Doc 3, Rai3) di Giovanna Massimetti e Paolo Serbandini, il Premio della Critica è andato a “Le mani su Palermo” (docu-fiction di Rai3, coprodotto da Raifiction e Magnolia), mentre la Menzione speciale dell’Associazione Ilaria Alpi è andato a “Ilaria Alpi’s Murder” di Emanuele Piano e Alessandro Righi, prodotto da Oyibo Productions per Al Jazeera English.

 

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