Tornano gli obelischi
I reperti dello scomparso ponte sull’Ausa
Un importante segnale identitario per Borgo San Giovanni e per la città
Al Borgo San Giovanni si respira una visibile soddisfazione per la decisione della Giunta Comunale di ricollocare gli antichi obelischi che ornavano lo scomparso ponte sull’Ausa. L’intervento sarà accompagnato da una riqualificazione dell’area, con il recupero delle spallette murarie e la modifica della pavimentazione del marciapiede.
E’ da diversi anni che San Giovanni, insieme agli altri borghi della città, cerca di recuperare le proprie tradizioni e anche la fisionomia stessa del quartiere, per non distaccarsi da quelle risorse culturali e di rapporti sociali da trasmettere poi alle generazioni future.
E’ innegabile che gli obelischi sul ponte dell’Ausa diventeranno un simbolo identitario per gli abitanti di San Giovanni ed anche per l’intera città. Una realizzazione voluta fortemente dal comitato della festa del Borgo, dall’Associazione Commercianti dalla circoscrizione n. 2 e dalla banca Malatestiana. Quest’ultima ha finanziato l’operazione di restauro e ricollocazione degli obelischi con ventimila euro. A carico del Comune saranno le altre opere di arredo, che si aggiungono a quelle per la sistemazione dell’Arco d’Augusto con una spesa di settantamila euro. Il progetto, approvato dalla Soprintendenza di Ravenna, è dell’Architetto Pierluigi Foschi, dirigente dei Musei comunali, e di Marcello Cartoceti dell’Arrsa.
Gli antichi obelischi secenteschi, dispersi durante la seconda guerra mondiale, erano stati ritrovati nei magazzini del Museo della Città, dove erano stati dimenticati. Il loro ritrovamento fu l’occasione e la spinta per la ricollocazione nel luogo originario. I due pilastri sormontati da due obelischi, come si vede bene nell’incisione di Bernardo Rosaspina, furono realizzati nel 1603 quando il comune di Rimini ricostruì il ponte sull’Ausa distrutto dalla spaventosa alluvione del 1523 che fece esondare l’Ausa, il Mavone e il fiume Marecchia.
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