Perdiamo Kaką ma ingaggiamo la Merkel
Leader senza frontiere
L’asso straniero: perché non permetterlo anche nella politica?
Cosa succederebbe se un partito di quelli grandi, PDL o PD, decidesse di candidare alla Presidenza del Consiglio uno straniero?
In fondo, nello sport è del tutto normale sentire grandi campioni che adorano (almeno a parole) il loro club italiano e che parlano italiano con fatica. Ci sono tanti immigrati che parlano male la nostra lingua ma sono cittadini migliori di quelli con la 's' romagnola da 7 generazioni.
Come sarebbero le elezioni se, supponiamo, un partito italiano candidasse Angela Merkel?
Siamo sicuri, per esempio, che la Merkel prenderebbe meno voti di Franceschini o Berlusconi?
Come sarebbe se si scatenasse l'acquisto del 'campione' straniero anche per la politica?
Vi immaginate i titoli? «Di Pietro: “Stiamo trattando per Lula”»; «Franceschini sicuro: “Clinton è del PD!”»; «Scoop! Sarkozy e Carla hanno firmato per Berlusconi»; «Rifondazione: Bertinotti a Cuba per Raul Castro e milioni»; «Gheddafi correrà per il PDL alla regionali lombarde Formigoni: “E' il mio degno successore!»”; «Franceschini: “Chavez è pronto a firmare per noi: sarà il nuovo sindaco di Bologna».
Non solo, ma potremmo esportarli: «Fini: “Silvio addio: correrò per il PPE spagnolo!”» “Diliberto pronto a rifarsi una carriera in Dubai»; «Bossi: “La Siberia è la Padania del nord: sarò il premier della Russia”».
Ma non solo possiamo importare e esportare candidati, bensì anche allenatori, ovvero segretari di partito o organizzatori, capaci come siamo di elaborare le più sottili strategie: «A Prodi la panchina della CDU”; «Veltroni: “Darò al Partito del Congresso la vittoria in India”»; «Casini sarà il George Clooney dei democratici in California”»; «De Mita fornirà la sua esperienza al partito dei pensionati polacchi». Così come potremo acquistarli: «Gore allenerà il PD nella prossima campagna».
Volete mettere con i soliti vecchi candidati italiani?
E poi, in Italia sicuramente vorrebbero venire in tanti, perché noi paghiamo bene. I nostri deputati sono i più ricchi del mondo. E anche noi cittadini potremmo fare un buon affare. I poveri eurodeputati dell'est, che parlano tre quattro lingue e prendono dai 10 mila ai 30 mila euro all'anno, potrebbero venire qui per meno dei 160.000 che prendono i nostri (o prendevano, prima del “tetto” dei 7665 euro al mese imposto da Strasburgo). Volete mettere? Anche il PD, potrebbe avere un esercito di bionde e giovanissime polacche, estoni, lituane, ungheresi, laureate e con taglia 42 per 40-50 mila euro! Alla faccia delle veline del Berlusca che parlano con l'accento e fanno le superiori al CEPU.
A Rimini, poi, siamo gente aperta. Basta con questi candidati un po' anzianotti con la pancia che si devono tingere i capelli. Giovanotti e giovanotte inglesi, francesi, tedeschi (magari anche cinesi, che sanno costruire più in fretta di noi), sicuramente farebbero da traino al turismo e alla fiera. E poi, dopo un po' sicuramente imparerebbero qualche parola in dialetto e noi saremmo così contenti!!
Apriamo le frontiere ai politici comunitari e non! Il futuro è nella globalizzazione.
Come dite? E' ora di esportare anche i commentatori di Chiamami Città? Mi dispiace, io so scrivere solo in italiano. Quanto a Lia Celi e Nando Piccari, non saprei, chiedete a loro...
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