L’etilometro di Giovanardi appieda Pizzolante e al Pd vanno di traverso Bellaria e Cattolica
Tutti a secco di brindisi
Beviamoci su
È il caso di dire che Pizzolante sia rimasto con la bottiglia vuota in mano! Il rumoroso trascinatore del PDL riminese (detto per questo “il trattore della libertà”) aveva millantato ai quattro venti di aver debellato -insieme al “buana padano” Pini- il proibizionismo a ore di Giovanardi. “L'etilometro della libertà” ha invece prontamente ripristinato la norma in base alla quale uno può “fare la gatta” anche ogni sera, purché si finga astemio dopo le due di notte.
Oltre a questa, un'altra tegola stava per abbattersi su chi vende alcolici, specie gli importatori di champagne che, credendo al preannunciato 42% del PDL alle europee, avevano rafforzato gli ordinativi in previsione di tanti brindisi in onore di Berlusconi. Per fortuna, a non lasciare invenduto quel surplus di mercanzia è poi arrivato il voto della Camera sulla legge che di fatto abolisce l'uso delle intercettazioni per scoprire e perseguire il crimine; cosicché è tutto uno stappar bottiglie da parte di ladri, truffatori, stupratori e aspiranti criminali, i quali festeggiano l'insperata impunità che d'ora in poi sarà loro assicurata.
Nonostante lo schiaffo del trionfante Battazza a Morciano, Pizzolante ha però potuto concedersi un cin cin post-elettorale. Per la conquista di Bellaria, dove la bella e generosa battaglia di Marcella Bondoni “non ha fatto il miracolo”; per le due riconferme in Valconca: Saludecio con l'umbratile Sanchini e Montefiore, che Berselli continuerà a “non governare” per interposizione della sua più devota ancella. Va poi assommato il “masochismo storico” di Gemmano, che ridotta ad un cumulo di macerie dalla guerra di Mussolini, oggi ne elegge sindaco la nipote, con la graziosa complicità di taluni ex amministratori di sinistra.
Non è improbabile che a questi successi il centrodestra possa aggiungere Cattolica, dove il suo candidato va al ballottaggio con oltre il 3,5% di vantaggio su quello espresso da una costola minoritaria del PD, al quale ha fatto perdere ben 1269 dei 3513 voti ricevuti alle europee. Un PD che ha in ogni caso già perso la faccia, poiché la sua insipiente dabbenaggine costringerà gli elettori a scegliere o Tamanti, che quando parla di problemi amministrativi sembra Alice nel paese delle meraviglie, o Cimino, che in quanto a preparazione “gli dà due giri”, ma ha il vizietto...di pendere a destra.
Il tutto discende dallo scenario da intrigo in cui vennero sferrate le “mitiche primarie” contro Pazzaglini, sindaco capace ma inviso ad alcuni maggiorenti del PD. Inaspettatamente, però, quelle primarie, “taroccate” dall'interferenza di parroci e avversari politici, non furono vinte dal “predestinato” ma da un quarantenne che in foto pare Paolo Hendel col mal di denti e gioca a fare la “giovane marmotta”, assistito dai “don Biagio boys” ed eterodiretto da un arruffato “Beria riformista” il quale, fin dai tempi del PCI, alla sera per addormentarsi non conta le pecorelle, ma i nuovi nemici che è riuscito a scoprire durante il giorno.
L'assillo del povero Lino Gobbi, il “commissario rammendatore” inviato da Gnassi, è di evitare il più possibile che Tamanti parli in pubblico. Perché quando lo fa, la cosa provoca immancabilmente nei presenti la sorpresa di non veder comparire lo striscione “Siamo su scherzi a parte!”
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