Intervista all’autore di graphic novel Giacomo Nanni
Rimini e nuvole... di fumetto
È da poco uscito il secondo volume di “Cronachette”
La graphic novel comincia da Rimini. Nel 1967 il “nostro” Hugo Pratt pubblica “Una ballata del mare salato”, in cui l’attenzione al personaggio, alla creazione del segno, al montaggio aprono la strada a un nuovo raccontare per immagini: “letteratura disegnata”, secondo le sue parole. O graphic novel, come la chiama Will Eisner, con esponenti quali Jiro Taniguchi e Art Spiegelman. In Italia, attraverso disegnatori come Igort ha contagiato una nuova generazione di fumettisti. Come il riminese Giacomo Nanni.
Giacomo, raccontati in cento parole.
«Sono nato a Rimini, ho iniziato a pubblicare storie a fumetti circa otto anni fa su Black, una rivista diretta da Igort (autore fra le altre cose di “5 è il numero perfetto” e fondatore della casa editrice Coconino Press). Nel frattempo ho fondato assieme ad altri autori una rivista, “Canicola”, premiata al festival internazionale di Angouleme in Francia come migliore autoproduzione nel 2007. Ho pubblicato tre libri per Coconino Press in Italia, uno di questi è già uscito in Francia per l’editore Cornelius, che si prepara a pubblicare anche gli altri.»
Il tuo primo libro “Storia di uno che andò in cerca della paura” è una raffinata graphic novel. Poi sono venuti i gatti antropomorfi delle “Cronachette”, di cui è appena uscito il secondo volume. Ci racconti questo percorso?
«In parte è vero che “Cronachette” è meno “raffinato" e meno “graphic novel” rispetto al primo libro, che ho disegnato in tre anni con l'intenzione di costruire un racconto dalla struttura perfettamente compiuta. Con “Cronachette” mi sono sentito libero di fare quel che volevo, a partire dalla scelta di raccontare la vita di un animale, qualcosa di molto vicino a noi e allo stesso tempo abbastanza incomprensibile sotto molti aspetti. In genere gli animali dei fumetti (Topolino o Paperino per esempio) sono usati per raccontare situazioni umane. “Cronachette” racconta quello che succede a un gatto di casa prestando più attenzione alla sua percezione delle cose, non alla nostra di esseri umani. Per esempio quando ha fame, sonno, o guarda fuori dalla finestra, ma non si capisce bene cosa. Ora sto preparando il terzo volume.»
Che rapporto hanno i tuoi fumetti con Rimini?
«Negli anni passati ho disegnato per il settimanale Internazionale tre racconti brevi intitolati "Cartoline da Rimini". In uno parlo del ponte di Tiberio e della nota leggenda che sia stato costruito con l'aiuto del diavolo. In un altro ho parlato delle rotonde, questi bellissimi giri di giostra ad accesso gratuito. Nel terzo racconto dello strano fenomeno che si ha sulla spiaggia certe notti, quando calpestando la sabbia compare una specie di lampo fosforescente. È un bello spettacolo e dipende dalle fasi lunari, ma c'è ancora qualcuno che non l'ha mai visto, anche fra i riminesi. Il problema è che ci vuole la luna giusta e certe volte non si vede.»
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