Comincia prima dell'alba la strada del pesce dell'Adriatico

RIMINI - Notizie il taccuino della tavola - mer 03 giu 2009
di Michele Marziani

Dal mare al piatto

A Rimini, i pescherecci attraccano che è ancora buio, le cassette vanno al mercato all'ingrosso sulla sinistra del porto e da lì nelle pescherie, nei ristoranti e sui banchi del mercato coperto

In una città di mare stringe il cuore passeggiare tra i banchi del mercato e vedere gli avventori snobbare vongole e saraghina per acquistare il salmone (grasso, d'allevamento, niente a che vedere con il suo fratello selvaggio che risale i fiumi del nord Europa), spigolette e orate da porzione tirate su a mangime nelle lagune, calamari, seppie e gamberi congelati nell'oceano Indiano, circumnaviganti per tre quarti del mondo e offerti a prezzi che la dicono lunga sul valore di quello che si acquista: poco o nulla. A difendere il pesce locale si passa per retrogradi, per gente che non capisce che il tempo per cucinare è poco (ma gli spaghetti con le vongole non si fanno nello stesso quarto d'ora che si impiega a "piastrare" il salmone?), che il portafogli piange (ma i sardoni si trovano a un euro al chilo...), che è più comodo avere i pesci già porzionati (il che la dice lunga sulla socialità e la convivialità della tavola). Beh, da retrogradi, prima di andare al mercato fate un altro viaggio: culturale. Nei meandri della marineria, nelle notti sbattute dal mare, nell'arrivo in banchina sul molo di Rimini prima che sorga il sole, il sapore di una sigaretta contro vento, gli occhi bruciati da sonno e salsedine. Movimenti esatti, misurati, dialetti e lingue del Mediterraneo, cassette che passano da una mano all'altra. E poi alla sinistra del porto, dove c'è il mercato all'ingrosso, dove alle cinque del mattino bisognerebbe portare i bambini per capire cos'è il retrobottega di una città di mare, il cuore pulsante del pesce che finisce in tavola. Lì ci sono grandi orologi che fissano il prezzo, battitori che urlano qualità e quantità della merce, cassette che scorrono sul nastro meccanico, compratori assonnati che aspettano che il prezzo cali per spingere il pulsante giusto, acquistare, correre in pescheria o al mercato, quello coperto, quello che dalle otto brulica di quel vociare popolare impossibile a qualunque supermercato. Ecco Paco, uno dei banchi più amati dagli chef riminesi, poi il sempre affidabile Andrea Fabbri, di fianco la Sonia che vende il pesce del marito, nell'altra fila la Iole col suo brodetto, le vongole di Andrea Rosolani, in fondo, le schille, i bianchetti della Carla, poi volti e sorrisi di cui non si ricordano i nomi, ma i numeri (il 33 è banco superfornito), il fare gentile, il lavoro, la battuta, i baffi gli occhiali. Un mondo. Il mercato è l'ultimo suk dell'Occidente, l'ultimo posto dove la voce conta più dell'etichetta e della confezione. Per questo è un posto da amare. Come i pesci poveri, piccoli e sugosi d'Adriatico. Viva le vongole e gli sgombri, ma anche le seppie e i paganelli.

Il buon pesce locale si può trovare in diversi ristoranti del cittadini: Lo Zio, la Marianna, l'ottimo Storie di Mare sulla sinistra del porto, il fresco e piacevole Farini 13, Il Pescato del Canevone, lo  storico e accogliente Europa e il ristorante di pesce per eccellenza che rimane Marinelli da Vittorio.

 

 

 

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inčditart