Un rettore alla corte del mondo antico
Intervista a Stefano Pivato fresco di nomina all’Università di Urbino
“Il Festival si è creato un suo spazio nella città. Lascio un’eredità salda”
Dal 18 al 21 giugno, a Rimini e dintorni, nuovo annuale appuntamento con il Festival del Mondo Antico che, giunto alla sua undicesima edizione, ripropone il consueto viaggio nel mondo dei Greci e dei Romani, nel vicino e lontano Oriente, alle origini dei riti e dei miti del tempo presente, in compagnia di protagonisti della cultura contemporanea. Il festival si aprirà con una giornata di studi inerente “La guerra degli antichi (e dei moderni)” curata da Giovanni Brizzi. Un posto di rilievo sarà occupato da commenti, presentazioni editoriali, introduzioni a testi letterari, filosofici o anche cinematografici, con interventi tra gli altri di Alberto Angela, Edoardo Boncinelli, Maurizio Bettini, Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Gabriella Caramore, Ivano Dionigi, Luigi Magni, Laurent Pernot, Giuseppe Pucci, Silvia Ronchey, Tzvetan Todorov e Paul Zanker. Poi dialoghi a più voci; la simulazione di un processo penale romano; la riproposizione teatrale dell’ “Asino d’oro” di Apuleio; la prima di “Sottoterra”, dialoghi ispirati all’ “Antologia di Spoon River” e alle iscrizioni funerarie greche e latine; interventi di “animazione poetica”; itinerari di visita a monumenti e siti di interesse archeologico; l’apertura della nuova “taverna”, spazio di ristoro enogastronomico del Museo della Città; le letture bibliche; le lezioni sulla vita quotidiana dei Romani tenute da Maria Grazia Maioli; il mini corso letterario di Marinella De Luca dedicato ad Aristofane e alla comicità dei Greci e tanti altri appuntamenti. Al fianco di Marcello Di Bella, curatore del festival, c'è l'Assessore alla Cultura Stefano Pivato che, data la neo nomina di Rettore dell'Università di Urbino, passerà l'ultimo anno dietro le quinte dell'evento.
A lui chiediamo dunque come andrà il festival d'ora in poi senza la sua presenza.
“Andrà benissimo! È un evento che si è creato uno spazio nella città e che conferma ogni anno un alto gradimento di pubblico, lascio quindi un'eredità salda”.
Quali sono i suoi progetti come neo rettore?
“M'insedio fra tre mesi e per ora ho alcuni obiettivi da portare a termine. Ritengo di primaria importanza rafforzare il rapporto con il personale e con gli studenti, migliorando la fiducia e il mantenimento di buone relazioni, sviluppando il dialogo con le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione. Instaurando in definitiva un rapporto di confronto, mutua collaborazione e arricchimento. Lo scopo è dunque ricostruire nell’Ateneo e intorno all’Ateneo un clima di fiducia e collaborazione che è andato gradualmente scemando. Vedo nella figura del rettore il portavoce della coesione di una «squadra» caratterizzata da spirito di gruppo, forte motivazione, orgoglio di appartenenza, valori comuni, capacità di lavorare insieme. In una situazione grave come quella attuale devono essere risolte quelle aree di conflittualità che hanno penalizzato l’ateneo urbinate, per operare in una direzione di ricerca del consenso volta a comprendere le esigenze di tutte le forze istituzionali, politiche, sociali ed economiche e costruire assieme un percorso condiviso”.
A proposito di “grave situazione attuale”, quanto ha inciso la crisi economica sull'organizzazione del festival?
“Abbiamo fatto, come si suol dire, di necessità virtù. Da sempre le finanze in ambito culturale sono scarse ma il festival continua a presentare numerosissimi eventi e ospiti senza significativi tagli al programma”.
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