Il mio sindaco a piedi per il Corso

RIMINI - Notizie opinioni - mer 03 giu 2009
di Giampaolo Proni

Il senso della democrazia

Lo stato è forte quando i capi sono cittadini come gli altri

Qualche giorno fa, tornando a casa, ho visto il mio sindaco sul corso, a piedi, con una pesante borsa da ufficio. Aveva l'aria stanca ed era solo. Nessuno, in quel momento, gli prestava particolare attenzione. Molti forse non lo riconoscevano neppure.

Ho percepito il senso della democrazia. In una città di 130.000 abitanti il sindaco può camminare per strada come un normale cittadino, può essere stanco come un normale cittadino dopo una giornata di lavoro, è un normale cittadino. In questa normalità c'è tutta la forza della democrazia. Quando i capi sono circondati di guardie e chiusi in palazzi sontuosi lo stato è debole. Quando i capi sono cittadini come gli altri lo stato è forte. Perché la forza dello stato non è nei capi ma nel legame tra loro e i cittadini. Dove i cittadini odiano i loro capi, lo stato non è forte. Di fronte a un pericolo, si sfalda. In democrazia c'è chi si è opposto alla scelta di un rappresentante, e forse non lo ama. Ma almeno la metà di chi ha votato, lo ha scelto. Chi non lo ha votato, può sperare di cambiarlo la volta successiva. In ogni caso, non vedrà il potere passare come eredità ai suoi figli.

Si racconta che Lucio Cornelio Silla (I sec. a.C) incontrò un ambasciatore dei Persiani, vestito in modo sontuoso, onorato da baldacchini e ventagli, il quale si stupì nel vederlo semplicemente in toga senatoriale e con un bastone come segno di comando. Silla allora tracciò un cerchio attorno a sé per terra, e disse: "Vedi questo cerchio? Se tu lo superi e mi uccidi, non hai colpito me, hai colpito Roma. E Roma verrà e mi vendicherà, perché io sono Roma."

Il tiranno è solo o al massimo difeso dai suoi fedeli. Il capo eletto è il rappresentante di tutti.

E' evidente, purtroppo, che si parla quasi sempre di simboli. Olof Palme, capo del governo svedese, fu ucciso proprio perché camminava senza scorta per strada. Se Rimini avesse un milione di abitanti, la probabilità che un pazzo o un criminale potesse rappresentare una minaccia aumenterebbe. Tra l'altro, il sindaco di Rimini è anche stato oggetto di una aggressione in pubblico, sia pure non grave.

Ma l'uguaglianza, che è il cuore della democrazia, non può essere rappresentata solo da simboli. Non basta che i capi dei paesi democratici indossino giacche e camicie come un normale cittadino, che abbiano famiglie normali e che siano tenuti a rispettare non solo le leggi ma anche le norme di buon comportamento.

La loro uguaglianza si deve esprimere il più possibile a tutti i livelli.

Molti italiani sono ancora abbagliati da orpelli, mitre e mantelli d'oro, si sentono per sempre destinati alla stessa posizione sociale, tanto da vivere della gloria riflessa dei ricchi e dei vip, come se guardandoli potessero condividere i loro lussi e bagordi. O, al contrario, sono rosi dall'invidia di classe e, non avendo ricchezze ma desiderandole, pensano di stare meglio togliendole agli altri.

Troppo pochi ancora capiscono che l'uguaglianza è, appunto, accettare di essere uguali. Il che significa che il sindaco è uguale a me, ma anche che io sono uguale a lui. E quindi non siamo in lotta per dimostrare chi vale di più. Né lui su di me né io su di lui.

Lui ed io siamo entrambi sotto il governo delle leggi. “Rule of law”, dicono gli inglesi.

L'avevano inventato i romani, il concetto. Poi, come spesso accade, sono gli allievi ad insegnare ai maestri.

Non ho neppure votato per il mio sindaco, ma l'altro giorno mi ha fatto piacere vederlo per strada.

commenti

Cittadino orgoglioso

scritto da Ugo
sab 06 giu 2009 ore 22:37:34
Risiedo all'estero dal 2001 e sono orgoglioso che la mia amata Rimini sia rappresentata da un sindaco che "cammina per strada come un normale cittadino" e ci sia un giornalista tanto "sensibile" per raccontarlo. Complimenti!
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