Che bello diventare tanti Brunetta!

RIMINI - Notizie satira - mer 03 giu 2009
di Nando Piccari

Dopo i danni anche la beffa

Ai “poliziotti panzoni” fondi tagliati e l’umiliazione delle ronde

Oreste Capocasa torna dunque a Rimini, nuovo Questore di questa provincia che ne ha già apprezzato le gesta di “splendido poliziotto”; e dove ad accoglierlo, insieme all'ufficialità istituzionale, sarà l'affettuoso saluto di quanti hanno potuto conoscerne le dote umane, oltre che professionali. Dovrà fare i conti con le precarie condizioni, logistiche e di organico, di una Questura che, nei fatti, non è molto dissimile dal gracile Commissariato che lasciò un po’ di anni fa; innanzi tutto perché ancora sprovvista di un sede decente, a causa del gigantesco concorso di insipienze che ha generato l'incredibile e grottesco “pastrocchio Damerini”. Ma ci metterà l'anima, Oreste Capocasa, così come fanno ogni giorno migliaia di appartenenti alle forze dell'ordine, checché ne dica Brunetta.

Non bastava l'umiliazione di una legge che presto imporrà a polizia e carabinieri di essere affiancati nel loro lavoro dalla coadiuvante imbecillità rondaiola; non bastavano i tagli di Tremonti all’uso dei mezzi in loro dotazione e al pagamento degli straordinari: ora ci si mette pure l'arrogante spacconeria del “ministrello della pubblica finzione”, che li insulta chiamandoli «panzoni» e la addita all'irrisione popolare come degli imboscati perditempo, che anziché “andare in strada” si rintanano negli uffici, ad affogare in un mare di scartoffie.

Forse Brunetta ambisce ad essere ricordato come il primo “terrorizzatore” dei pubblici dipendenti, non sapendo che in passato già qualcun altro, più potente e aitante di lui, li gratificava delle medesime, sprezzanti attenzioni. L'ho scoperto alcuni mesi fa, a pranzo al “Ristorante Giuan” di Arma di Taggia (se andate da quelle parti ve lo consiglio), portatovi dall'amico Umberto Calandrella, l'ex Prefetto che Rimini  ricorda con gratitudine e simpatia. Accanto ad una storica Olivetti che fa bella mostra di sé nell'atrio d'ingresso, si trovano alcuni vecchi fogli dattiloscritti, uno dei quali è tutto una minaccia verso «quei funzionari che avviatisi all'Ufficio alle 8, sono al tavolo di lavoro non prima delle 8.15. Esigo che questa deplorevole abitudine, tipica manifestazione di quel pressapochismo che è deleteria tara del carattere di troppi italiani, abbia immediatamente a cessare. Firmato: Mussolini.»        

Che uno come Brunetta ironizzi sull'altrui aspetto fisico, oltre a dimostrare che lui non possiede uno specchio, costituisce un chiaro esempio delle storture mentali, prima ancora che politiche, che “l’effetto Berlusconi” ingenera nei suoi più mediocri adoratori; i quali, al pari del “conducator”, sono indotti a credere che il consenso elettorale del 40% degli Italiani li renda, oltre che impunibili, anche intelligenti, simpatici e carini; e vogliono pertanto che tutti si diventi come loro.    

Bisogna comunque ammettere che, grazie a Berlusconi, è un po' cambiata la nostra immagine internazionale, almeno per quanto riguarda quelle ritrite minchionature a suon di luoghi comuni che talvolta ci tocca subire all'estero. La dileggiante tiritera “Italliaani maccaroni” è infatti caduta in disuso, sostituita da un altrettanto canzonatorio “Italliaani Perlusconi”. E giù risate.      

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