Ah già, c’è anche l’Europa

RIMINI - Notizie primo piano - mer 03 giu 2009
di Stefano Cicchetti

Le elezioni di sabato 6 e domenica 7 giugno

Il parlamento di Bruxelles decide su una montagna di soldi ma gli italiani sono i più assenteisti

Fra Veline, divorzi annunciati e altri ancora più temuti (quelli di Ibrahimovic dall’Inter di e Kakà dal Milan, naturalmente), c’é solo una notizia più oscurata dei rifiuti che sommergono Palermo: il fatto che sabato e domenica si voti per il parlamento europeo

Nonostante esista dal 1979, di questa entità sappiamo ben poco. E da quel poco risulta un luogo di delizie per chi vi entra e di dannazione per i poveri Stati nazionali che ne devono subire i suoi oscuri capricci: sui formaggi, sulle prese elettriche e su mille altre irrilevanti beghe. “L’Europa ci impone…” è una formula ormai cristallizzata, utile di volta in volta ai nostri politici come alibi per ciò che non hanno fatto o come attenuante per quel che hanno combinato. Sia come sia, l’Europa “ ci impone” sempre, neanche ne fossimo una colonia.

Invece, l’Italia fu uno degli stati fondatori della Cee, nel 1957, primo embrione dell’Unione Europea. Nel parlamento europeo ci toccano 73 dei 736 seggi.  Ed ecco una prima leggenda da sfatare: i parlamentari europei non sono una legione sterminata, ma anzi sono molto meno numerosi di quelli italiani, che sfiorano il totale di mille. Un altro argomento utilizzato per denigrare questa istituzione è quella degli stipendi d’oro. In realtà, è ciascuno stato che decide come retribuire i propri rappresentanti a Bruxelles. E’ quindi una vergogna tutta nostra, se gli eurodeputati polacchi rimediano un ventesimo di quanto guadagnano gli italiani cioè 12 mila euro lordi al mese. O meglio guadagnavano, perché dalla prossima legislatura scatterà un tetto massimo di 7.665 euro. Anche il numero dei parlamentari in Europa è stato ridotto (nel 2007 erano 785) nonostante gli stati membri siano aumentati. Insomma, a Roma si parla da decenni di ridurre parlamentari e loro stipendi, mentre a Bruxelles lo si è già fatto.

I compiti del parlamento europeo sono sempre di più e sempre più importanti: si fanno leggi praticamente su tutto. E si decidono le destinazioni di un sacco di soldi, dei quali spessissimo noi italiani non sappiamo approfittare. Anche perché finora abbiamo detenuto un altro record, quello dell’assenteismo. Vale la pena ricordare i nomi e le percentuali dei nostri eurodeputati più distratti: Clemente Mastella (Unione Democratici per l’Europa) e Umberto Scapagnini (Forza Italia) 40% Luigi Cesaro (Forza Italia) e Claudio Martelli (Socialisti democratici italiani) 38.93%, Adriana Poli Bortone (Alleanza Nazionale) 36.79%, Enrico Boselli (Socialisti democratici italiani) 32.50%, Marcello Dell’Utri (Forza Italia) 14.64%. La classifica fa riferimento agli europarlamentari italiani ora uscenti. Fra quelli che li precedettero, spiccano Silvio Berlusconi, con 10 sedute su 131 (7.63%), Gianfranco Fini (16.79%), Vittorio Sgarbi (21.97%), Massimo Cacciari (23.08%), Emma Bonino (49.29%)

Il parlamento europeo è l’unico organismo elettivo  dell’Unione: solo di esso possiamo scegliere i membri con il nostro voto. Un motivo in più per partecipare e sceglierli bene.

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inèditart