La vallata della buona bistecca
L’arrivo nella provincia di Rimini dei sette comuni della Valmarecchia sembrerebbe sempre più vicino
Un’occasione ghiotta per il turismo rurale e per la valorizzazione di tanti giacimenti gastronomici. Primo tra tutti le ottime carni bovine
Scalpitano i comuni oltre Verucchio, i paesi arroccati lungo la vallata del Marecchia, mordono il freno attendendo l’ultimo voto per diventare riminesi, per cambiare provincia e regione. Riavvicinarsi al mare di casa, al dialetto di sempre. San Leo, Pennabilli, Casteldelci, Novafeltria, Talamello, Maiolo, Sant’Agata Feltria si sentono romagnoli. Almeno in gran parte. Qui da Rimini, li si guarda invece un po’ come i luoghi delle gite fuori porta e l’unificazione, l’ingrandirsi della provincia, non sembra scaldare gli animi, accendere gli entusiasmi. Eppure a portarsi in casa la Valmarecchia c’è da guadagnarci in termini di turismo, di meraviglie naturalistiche, paesaggio, bellezze architettoniche, storia, rocche, castelli... Per non parlare dei giacimenti gastronomici di grande livello. Con l’ingresso di Sant’Agata Feltria la provincia di Rimini, contando Mondaino, potrebbe ambire a uno status nel prestigioso mondo del tartufo. Portandoci in casa Talamello si avrebbe una delle storiche capitali del formaggio di Fossa. Le formaggette miste di pecora e mucca che ancora si trovano tra San Leo e Casteldelci sono l’archeologia di una tradizione casearia tutta romagnola ormai quasi estinta... Basta il voto del Senato e... zac! Un patrimonio gastronomico da valorizzare. Anzi, già valorizzato in alcuni suoi aspetti, primo tra tutti la carne bovina, la bistecca, la mitica fiorentina che in Valmarecchia è di casa, eccome. Nella vallata nasce il maggior numero di vitelli di razza Chianina (sì, quella gloriosa delle fiorentine toscane) di tutto l’Appennino, Toscana compresa. Sono ben presenti le altre due razze autoctone da carne dell’Italia centrale: la Romagnola e la Marchigiana. Sopra Ponte Santa Maria Maddalena si trova la Fattoria Fontetto (tel. 0541 923907), che assieme alle tre razze appena nominate, alleva anche bovini di razza Limousine: circa 2500 capi l’anno, il 30% nati in Valmarecchia e l’obiettivo dichiarato di arrivare ad averli tutti rigorosamente locali. In una situazione di benessere animale, di alimentazione naturale, biologica, proveniente dai campi della zona. Un progetto capace di produrre energia, di integrarsi con l’ambiente, offrire carni sopraffine. Fateci un giro, s’imparano molte cose sulla differenza tra una buona bistecca e un pezzo di carne qualsiasi. Poi fatevela servire nel piatto la carne della Fattoria Fontetto, magari grigliata con la impareggiabile maestria di Casa Zanni (tel. 0541 678449), Villa Verucchio, Valmarecchia già romagnola. Non mangiate altro: entrate e fiondatevi sulla fiorentina, accompagnate con il miglior Sangiovese di casa, il Roccamastino. Oppure andate in una macelleria di quelle che meritano: la stessa annessa al ristorante, con dietro al banco Ermino Zanni. Oppure, a Rimini, “Da Sandro” in via Covignano (specializzata nella carne di Chianina) o l’ottimo punto vendita “Le carni” di Marco Migani al mercato coperto o, ancora, le macellerie col marchio del consorzio “Verde&Sole”. E se la carne buona costa troppo? Basta mangiarla ogni tanto, mica serve una bistecca tutti i giorni. Anzi.
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