CHIAMAMI CITTA' Vent’anni, seicento numeri
RIMINI - Notizie Prima Pagina - mer 19 nov 2008
di Stefano Cicchetti
[{Un compleanno importante per il nostro giornale}
Le iniziative per celebrare la ricorrenza]
Come la dobbiamo chiamare questa città? Orrenda, intollerante, violenta al punto di bruciare un senzatetto? O aperta, piccola eppure grande, generosa, umanissima, come hanno dimostrato proprio le reazioni spontanee a quel gesto infame?
Da vent’anni, per seicento numeri, questo giornale ha cercato di raccontare la città, le città della nostra provincia, così come sono. Lasciando, il più possibile, che fossero loro stesse a raccontarsi.
Ci siamo riusciti? Da parte nostra possiamo dire di avercela messa tutta, chi ha fondato questa testata in quel lontano 1988 come noi che oggi ci lavoriamo. E abbiamo addirittura la presunzione di aver contribuito ad arricchire un panorama dell’informazione che fa di questa terra un luogo privilegiato, in confronto ad altre delle stesse dimensioni. Lunghissima la tradizione storica – il primo giornale, Il Rimino, risale al 1660 e fu fra le prime “gazzette” d’Italia - grandissime le firme “riminesi” – da Guido Nozzoli a Gianna Preda, da Sergio Zavoli a Italo Cucci, fino a Silvano Cardellini, solo per ricordare i più noti.
Ma, stando solo all’oggi, non è da poco potersi informare scegliendo fra tre quotidiani, altrettante emittenti televisive, una decina di radio, e siti internet, e periodici (a proposito, tanti auguri a Il Ponte, che ha appena compiuto dieci anni più di noi). Anche noi, con una nostra esperienza che crediamo originale, possiamo essere orgogliosi di partecipare a comporre questo panorama, che descrive una realtà viva e attenta, curiosa e spesso innovativa.
Per celebrare i nostri primi vent’anni ed i 600 numeri, abbiamo dato vita ad alcune iniziative. Le prime due sono ulteriori passi avanti di progetti che ci rendono particolarmente orgogliosi, cioè i nuovi volumetti delle collane Zeìnta di Borg e Un bicchiere come complice. Sono piccole pubblicazioni che distribuiamo gratuitamente.
Le prime si trovano negli esercizi commerciali di Rimini (l’elenco completo sul nostro sito www.chiamamicitta.net) e raccolgono articoli di storia, cultura, personaggi e tradizioni locali pubblicati nel nostro omonimo inserto.
Le seconde sono disponibili in ristoranti e cantinette di Rimini, Riccione e Santarcangelo e contengono brevi opere narrative di autori riminesi o che comunque trattano di questa minuscola porzione di mondo; le prossime uscite sono “Noi eravamo lì” di Mabel Morri e “Il caso Gaudenzo” di Lia Celi.
Inoltre, come casa editrice Ondalibera stiamo lavorando per dare alle stampe l’ultima opera di un concittadino che ci è particolarmente caro, Ariodante Schiavoncini. Il titolo è “Tempi a confronto – Una famiglia proletaria riminese nella tragedia del ‘900”; una raccolta di racconti e poesie che, ne siamo certi, interesseranno i lettori fino alla commozione. O almeno così è accaduto a Marco Missiroli, il giovane scrittore riminese vincitore del Campiello Opera Prima 2006 che ha voluto scriverne la prefazione.
Naturalmente, tutto quello che in vent’anni questa testata è riuscita a fare, poco o molto che sia, si deve a chi ci ha letto, ha avuto fiducia in noi, ci ha magari criticato stimolandoci a migliorare. E si deve a chi ci ha sostenuto con le sue inserzioni, perché siamo un giornale gratuito che vive di sola pubblicità. Non solo non lo nascondiamo, ma addirittura lo proclamiamo con un certo vanto: tutti quelli che contribuiscono hanno nome e cognome, mentre ai lettori non costiamo nulla. E anche questo, ci si consenta, di questi tempi non è poco.
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