Siamo tutti sammarinesi

RIMINI - SAN MARINO - Notizie opinioni - mer 20 mag 2009
di Giampaolo Proni

Le inchieste sul Titano

Se i paradisi fiscali devono chiudere, è giusto che chiudano tutti

Eventi recenti hanno portato i riflettori della giustizia e dei mass media sul sistema bancario e finanziario di San Marino.

La Repubblica di San Marino, per noi, è molto di più di uno stato estero. Fa parte del nostro territorio, in una simbiosi particolare e sotto certi aspetti unica.

Ogni riminese ha amici sammarinesi, spesso parenti. Ognuno di noi frequenta la Repubblica del Titano almeno per fare shopping. Ognuno di noi ha per lo meno sentito parlare di affari e transazioni economiche di vario tipo, ha udito storie più o meno attendibili su San Marino. Molti di noi ci lavorano o conoscono qualcuno che ci lavora. La gente della costa conosce San Marino più di ogni altro italiano.

Proprio per questo, sappiamo anche che 'l'azzurra vision' al nostro orizzonte, come scrisse Pascoli, nasconde molti segreti.

Diciamo la verità, non sempre ci esprimiamo in modo positivo verso la più antica repubblica del mondo. Invidiamo gli stipendi dei pubblici dipendenti, che superano di gran lunga quelli degli italiani, le automobili di grossa cilindrata, uno stato sociale generoso, impianti sportivi molto più belli dei nostri. Critichiamo una ricchezza che, si sente spesso dire, non corrisponde a un merito particolare ma proviene semplicemente dall'esistenza della frontiera. Senza la frontiera, San Marino sarebbe un qualsiasi caratteristico paese dell'appennino, abitato da gente che ha il nostro accento e mangia come noi, con le nostre magre pensioni e un fisco avido come il nostro.

Ma conviene invece, soprattutto in un momento come questo, riflettere un po'.

Dovunque gli uomini abbiano tracciato quella linea immaginaria che divide uno stato da un altro, lì immediatamente hanno generato una differenza. Perché non ci sono mai le stesse leggi, le stesse regole. Quindi, c'è sempre qualcosa che da una parte vale di più che dall'altra. Perciò basta portarlo da qui a lì per aumentarne il valore. Le frontiere generano valore. E' così per ogni frontiera, nessuna esclusa.

La UE ha abbattuto le dogane degli stati, e immediatamente enormi flussi di merci e di uomini si sono riversati da una parte all'altra, come due vasche che, messe in comunicazione, si portano allo stesso livello. Se la manodopera qui vale molto, ecco che arrivano gli immigrati. Se le merci di là sono più richieste, ecco che vanno di là.

Alcuni paesi, come la Russia o l'Arabia Saudita, esportano solo materie prime, ed importano tutto il resto. Alcuni paesi, come la Cina, esportano manufatti e importano materie prime. Altri paesi, come i cosiddetti 'paradisi fiscali', non hanno né materie prime né industrie. Hanno solo la frontiera. Perciò la fanno fruttare offrendo un sistema nel quale far affluire e transitare denaro con meno regole degli altri e maggiori vantaggi. Si stima che la somma totale dell'evasione fiscale dei 'paradisi fiscali' sia di 7.000 miliardi di dollari. Basterebbe da sola a coprire il totale dei buchi finanziari degli USA. Questo denaro è sostanzialmente il frutto di un furto ai danni degli stati.

Quando tutto andava bene, sui paradisi fiscali si chiudeva volentieri un occhio. In fondo, la loro ricchezza derivava dai nostri peccati. Un po' come certe case di un tempo. Erano camere di decompressione al servizio di aziende e persone disposte a correre qualche rischio. E non tutti i soldi che vi affluivano derivavano da illeciti. C'era anche il frutto del lavoro duro di qualcuno che non si rassegna a consegnarlo a una casta avida e corrotta.

Oggi, invece, i grandi paesi non hanno le finanze in buone condizioni. Usciranno dalla crisi -quando ne usciranno- con debiti pubblici ancora più astronomici di quelli che avevano prima. Ecco perché quei 7.000 miliardi di dollari fanno gola.

Le cose dunque cambieranno, ma è giusto che cambino per tutti. Limitandoci ovviamente a tutto ciò che è lecito e deriva solo dall'indipendenza di uno stato sovrano, non sarebbe intelligente rinunciare a un servizio che abbiamo qui vicino per regalarlo a qualcuno lontano. Ovviamente la piena legalità deve tornare e certi eccessi vanno moderati, ma la Repubblica di San Marino non va criminalizzata: è uno stato amico e la sua libertà è la nostra.

 

 

commenti

Fai ridere !

scritto da Raffaele
ven 22 mag 2009 ore 11:01:42
Si vede che anche tu intrallazzi con San marino ? Come sarebbe che non va criminalizzata !? Più danni di così chi li ha creati in Italia ? San marino ci sta suchiando ricchezza da una vita e noi non dobbiamo criminalizzarla ? per fortuna che adesso qualcuno sta pensando a quell'antichissima repubblica e, speriamo, che anche loro diano inizio al sano e duro lavoro come fa la maggior parte della gente ! Se non sano come fare,....si arrangino pure così come hanno fatto i paesi lì vicino ! Hanno tanta terra....ebbene, perchè non comprare dei trattori ? San marino se vuole restare amica,....e mi sembra davvero giustissimo,...deve iniziare a rispettare chi l'ha sempre ospitata ! Saluti a tutti Raffaele
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