Alla ricerca dei grandi aromi della natura
Ritornano di moda le erbe: quelle aromatiche e quelle spontanee, il ripieno dei cassoni dei nostri nonni
Occasioni di belle passeggiate in campagna o di incontro con grandi cuochi
Saranno i venti di crisi o la voglia di natura, ma le erbe di campo, le piante spontanee, le erbette aromatiche ritornano nelle minestre, arricchiscono l’insalata, insaporiscono le frittate, impreziosiscono i sughi primaverile e, soprattutto, sono la scusa per belle passeggiate in campagna. Poco importano le bizze della stagione, gli acquazzoni sempre in agguato di una primavera che finalmente fa il proprio mestiere. Nei campi, lungo i bordi dei fossi, in fondo ai calanchi e persino nel giardini pubblici si incontrano persone armate di coltellino e sacchetto di plastica in cerca di erbette campestri. Ecco, partiamo da qui: dal sacchetto di plastica. Buttatelo via, come dicono gli amici dell’associazione “I radecc” (tel. 0541 773456) di Rimini che ogni anno organizza corsi ed escursioni per centinaia di appassionati. Sostituitelo con un cestino areato, dove il raccolto possa respirare e le vostre erbette arrivino in cucina sane, salve e gustose. Anzi, pulitele subito, sul campo, lavatele appena tornate a casa e se volete farne un contorno fatele bollire in pochissima acqua e non molto a lungo. È la fine gloriosa del misto di erbe: la piada calda.
Per radure e praticelli non ci vanno solo gli anziani. C’è un mondo di tutte le età, di tutte le razze e di tutte le provenienze possibili, che ha riscoperto le erbe spontanee. Non parlano più solo romagnolo i cacciatori di rosole, strigoli, asparagi selvatici, scarpigni, raperonzoli, borragine, ortica, malva, vitalba, rucola selvatica, lepido, crescione, mentuccia, luppolo, cicorietta, ravastrello o senape selvatica, ma anche fiori di tarassaco, robinia, sambuco, biancospino o, ancora, capperi lungo le mura antiche...
Per molti le erbe sono passione o modo di arricchire la dieta quotidiana, per qualcuno un lavoro, per i grandi ristoranti un vanto. C’è addirittura chi coltivando erbe aromatiche sulle sabbie di Igea Marina è diventato famoso in tutto Italia: è il caso di Mario Berardi (tel. 0541 330560), il primo che nel 1977 ha messo in commercio in Italia i mazzetti di rucola. Lui e la moglie Renata Spinardi, la signora delle erbe, sono ormai famosissimi e producono quasi trecento specie di erbe aromatiche fresche che vendono in sacchetti, pronte all’uso. E non sono gli unici in zona: ottime sono anche le erbe di Manuela Montanari (tel. 0541 331016), sempre a Igea Marina, perché è qui, a nord, sulle sabbie che crescono gli aromi che fanno impazzire i grandi cuochi. Tra gli interpreti locali di una cucina dai profumi autentici della campagna c’è Piergiorgio Parini, giovane e talentuso chef del ristorante il Povero Diavolo (tel. 0541 675060) di Torriana, uno che sa costruire piatti in equilibrio su decine di erbe aromatiche. Più semplice, ma non meno interessante, l’uso in cucina delle erbe nella Locanda dei Pettirosso (tel. 0541 855152) a Meleto di Saludecio.
Per chi non ha voglia di scarpinare nei campi, né soldi per andare a mangiar fuori, c’è sempre il mercato coperto di Rimini, dove un ricco sacchetto di erbe miste si porta a casa con pochi spiccioli. Basta scegliere tra i banchi in fondo, quelli dei contadini.
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