Marlene Kuntz: vent’anni rock
Live sabato 9 maggio al Velvet di Rimini
Intervista dal passato al presente futuro
Per descrivere i Marlene sfrutto un commento di Enrico Brizzi: “non sono un gruppo di rock italiano, ma l'unico gruppo italiano di rock”. Nel corso della loro storia le sonorità sature e soniche, hanno attraversato una maturazione compositiva verso uno spleen ordinato più europeo, adeguato per la ricerca autorale di Cristiano Godano. Converso con il chitarrista Riccardo Tesio.
Il nuovo tour coincide con l’uscita del cd ‘Best of Marlene Kuntz’. Si può dire che questo tour riepiloga la vostra carriera lunga vent’anni?
“E’ un ritorno ai club dopo qualche anno di tour principalmente nei teatri. Un tour vecchia maniera, un concerto rock e in un certo senso è quello che dicevi tu, una specie di riepilogo di tutta la nostra storia. Il live è una specie di ‘Best of’ ma non ci sono tutti i brani del disco anzi, ci sono molti brani diversi. Credo che sia un bel concerto, invito a venire il più numerosi possibile”.
Nel ‘Best of’ c’è un inedito, ‘Il pregiudizio’. L’avete mai vissuto?
“Sicuramente. All’inizio c’era la lotta anche con i parenti che dicevano “Quando è che inizierai a lavorare veramente?”. Qualche anno dopo il pregiudizio è arrivato una piccola parte del nostro pubblico. Ci sentivamo sotto osservazione, la sensazione che certi nostri dischi venissero giudicato a malo modo appunto per pregiudizio, per partito preso, senza averli neanche ascoltati”.
I vostri processi creativi sono cambiati nel tempo?
“Avevamo molte più influenze all’inizio, ma in generale cerchiamo di fregarcene. E’ anche vero che il tuo passato è lì, nel presente, in maniera più o meno consapevole. Ad ogni disco nuovo impostiamo un metodo di lavoro diverso. Una volta lo componiamo tutti assieme, altre volte ognuno elabora spunti per conto proprio da portare poi in sala prove. In alcuni casi chiediamo a Cristiano di scrivere i testi prima di aver completato la composizione musicale, in altri momenti i testi arrivano dopo. Così c’è sempre uno scoglio nuovo da affrontare che però aguzza l’ingegno”.
Vent’anni dei Marlene coincidono con vent’anni del Velvet… “chi la dura la vince” allora.
“Siamo stati costanti, quindi contenti e orgogliosi del nostro percorso. Il Velvet è una delle poche realtà rock in Italia quindi lo ricordiamo con molto piacere. Noi siamo nati nel ’89 ma il primo disco ‘Catartica’ è uscito dopo cinque anni di gavetta. Lo Slego prima e il Velvet dopo, sono stati una tappa irrinunciabile”.
Progetti futuri su cui state già lavorando?
“Tanti progetti in cantiere…tra cui uno con Howie B, però non ti dico altro perché è ancora segreto”!
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