Santarcangelo 39. Tra la musica e la piazza
Anticipazioni e aspettative di un Festival che ha bisogno di rinascere
Per affrontare la crisi il tentativo è trasformare in ricchezza delle povertà
Come è ormai noto, la direzione artistica del Festival di Santarcangelo – intitolato “Santarcangelo 39. Festival Internazionale del Teatro in Piazza”, che si terrà dal 3 al 12 luglio - secondo le modalità del progetto triennale “Santarcangelo 2009-2011” quest’anno è affidata a Chiara Guidi, rappresentante della compagnia teatrale cesenate Socìetas Raffaello Sanzio, che ha eletto la musica come musa ispiratrice di questo festival ed ha affiancato a sè Massimo Simonini, direttore artistico del festival internazionale di musica Angelica, e Silvia Bottiroli, responsabile del coordinamento critico ed organizzativo e habituè da anni del festival. Con lei, che lavora a stretto contatto con Chiara Guidi e che ha contribuito alla realizzazione del programma, facciamo una chiacchierata cercando di carpire qualche anteprima sul festival.
Quali sono le novità e il fil rouge di questa trentanovesima edizione?
"La novità è sicuramente l'inizio di un nuovo ciclo di lavoro: Santarcangelo torna a essere diretto da artisti che lavorano nel segno della pluralità, della coralità come era accaduto alle origini del festival, con la direzione artistica di Leo De Berardinis. La specificità della direzione artistica di quest'anno è il lavoro di ricerca del confine fra teatro e musica, che Chiara Guidi sta portando avanti con Massimo Simonini. Il fil rouge è dunque l'orchestrazione, la tessitura di equilibri fra teatro e musica, abbiamo proposto composizioni musicali ai teatranti e drammaturgie teatrali ai musicanti. Inoltre, è un festival di creazione: molti dei progetti verranno realizzati esclusivamente per il festival".
Quali luoghi faranno da scenario al festival?
"Santarcangelo 39 occuperà sale teatrali, ginniche e persino domestiche ma anche spazi aperti, interstizi della città. Il festival deve essere visto dallo spettatore come percorso nello spazio, nella città".
E i protagonisti?
"Il maggior numero di presenze viene da fuori Italia. Ci sono poi alcuni ritorni del teatro italiano di ricerca ma lontani dal loro percorso abituale. La scelta unanime è stata di non proporre spettacoli delle compagnie che si alterneranno nella direzione artistica ma di favorire nuove proposte".
Cosa ci si aspetta da questo progetto triennale?
"In primis che lasci un segno positivo. In secondo luogo, portare in questo festival, che ha bisogno di rinascere, la ricchezza che le compagnie hanno a disposizione e rafforzare il rapporto con la città: un obiettivo è proprio quello di reperire, in questi tre anni, un nuovo spazio teatrale per Santarcangelo".
Che conseguenze ha portato la crisi economica sul festival e come pensate di arginarle?
"Il Festival ha subito una flessione nel suo budget e solo a giugno conosceremo l'entità del taglio ministeriale. Nonostante ciò, il presidente Giuseppe Chicchi sta riprendendo con energia i contatti con enti pubblici e privati e la Regione Emilia Romagna ha risposto positivamente al progetto. Un punto su cui partire è tentare di trasformare in ricchezza delle povertà e di ottimizzare le spese grazie a una riflessione consapevole".
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