"Sei clandestina? E io non ti pago!"

RIMINI - Notizie attualità - mer 06 mag 2009
di Narine Ohanyan

Una giovane signora africana, mi racconta la sua storia

 “Sono arrivata in Italia con la speranza costruirmi una la vita. L’Italia è un paese europeo dove c’è di tutto, c’è la libertà e la possibilità di emancipazione. Con il mio fidanzato abbiamo deciso di cercare un lavoro e costruire una famiglia. Vogliamo avere dei figli e per questo occorrono i soldi. L’anno scorso dopo tante ricerche ho trovato lavoro in un albergo, ho lavorato sodo quasi quattro mesi senza nemmeno un giorno di riposo. Alla fine della stagione non mi ha pagato nemmeno un centesimo. Ogni mese aspettavo che mi pagasse, lui mi diceva che pagherà alla fine. Alla fine ha chiuso l’albergo e io sono rimasta con le mani vuote. Lo chiamavo sempre e chiedevo la paga. La risposta era: “Dopo”. E così dopo aver lavorato tanto mi sentivo umiliata a chiedere la somma che mi spettava. Mi sono rivolta ai sindacati, là mi rispondevano che non si fa niente, anzi meglio non fare niente, perché sono clandestina, altrimenti mi avrebbero dato il foglio via”.

Da quanti anni sei qua?

"Sono ormai sette anni".

E non riesci ad avere un contratto di lavoro?

"No".

E adesso cosa pensi di fare?

"Ho trovato un altro lavoro, un lavoro molto pesante, da uomo, sto mettendo a posto un albergo, sto rompendo con un martello un muro. Ho chiesto di pagarmi un po’ di più perché è un lavoro pesante, maschile, però lui non vuole dare di più e io sto lavorando per pochi soldi, cosa posso fare, un altro lavoro non c’è. Devo fare quello che mi è capitato”.

Per consolarla le racconto come una mia amica un paio di anni fa ha lavorato in un albergo, dove ha pulito da sola tutte le stanze dell’albergo di tre piani, ha imbiancato tutte le stanze e alla fine l’imprenditore le ha pagato solo tre euro all’ora e non tutte le ore che ha fatto.

Ci sono alberghi dove i responsabili sono le persone di grande serietà e responsabilità e si comportano verso i lavoratori con rispetto e onestà. Però ci sono anche quelli che pensano “è clandestino, per cui lo faccio lavorare gratis e alla fine non pagherò nulla!” e lui non può far niente.

Di queste storie se ne possono raccontare tante. Perché esistono datori di lavoro poco seri alcuni veri e propri truffatori che non pagano o pagano di meno del prezzo concordato prima. Capirai è un clandestino, un “nessuno”, faccio quello che voglio con loro, sono padrone, e loro sono stranieri stupidi (certe volte con due lauree…). E come se questi extracomunitari non fossero fatti di carne e ossa, come se non avessero l’anima e non dovessero avere desideri e voglia di vivere.

Credo che occorra parlare anche di questi casi e bisogna punire le persone che si comportano in tal modo. Ci sono persone che lavorano 16 ore al giorno, dimenticando le lotte secolari per i diritti degli operai di lavorare otto ore al giorno, come se i lavoratori nel settore degli alberghi non rientrassero nella categoria di coloro che hanno ottenuto qualche diritto. Oppure i diritti sono scritti solo su un foglio.

Stagione estiva, stagione di lavoro, stagione di speranze.

Auguro a tutte le persone che lavorano di incontrare i datori di lavoro che sanno rispettare gli altri e auguro di riuscire a realizzare i vostri sogni.

 

 

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