I militari a Rimini
“Ci sentiamo pienamente integrati nella città”
Parla il Tenente Colonnello Massimo Zanchiello comandante della Giulio Cesare
Come vivono i tanti militari di stanza a Rimini? Che rapporti hanno con la città? Con quali problemi e quali soddisfazioni? Per saperne di più su un argomento di cui si parla davvero poco, abbiamo intervistato i comandanti delle tre principali Forze Armate che hanno presidi nella nostra città. Iniziamo con il Tenente Colonnello Massimo Zanchiello, Comandante 2°/121° Reggimento Artiglieria Contraerea Ravenna, che ha base alla caserma “Giulio Cesare”
Quante forze sono impiegate nel suo reparto?
“Tra militari di truppa, ufficiali e sottoufficiali siamo circa 400 unità. Abbiamo poi una decina di civili che operano nell’amministrazione della difesa. Gli ufficiali sono 30, i sottoufficiali 130 mentre la truppa, che si divide a sua volta tra volontari in servizio permanente, in ferma breve e in ferma prefissata di un anno, sono 130.
C’è anche una presenza femminile?
“Abbiamo una realtà consistente di volontarie donne, oltre le trenta unità con mansioni parificate a quelle maschili. Una di loro ha raggiunto il grado di ufficiale”.
Quali attività svolgete?
“Obiettivo è l’addestramento come unità operativa contraerea. Un altro tipo di addestramento riguarda l’attività denominata “operazione strade sicure” per proteggere obiettivi sensibili, come il presidio che garantiamo presso il centro di immigrazione e di smistamento; qui, per periodi di tre mesi, abbiamo occupate dalle 30 alle 60 persone. Inoltre c’è l’addestramento per intervenire nei casi di pubbliche calamità. Gli addestramenti sono sia individuali che di squadra e reparto. L’addestramento avviene sempre secondo obiettivi prefissati dagli organi superiori e dipendono naturalmente dalle risorse finanziarie a disposizione”.
Avete militari impiegati in missioni all’estero?
“Possiamo essere chiamati in tutte le missioni all’estero. Abbiamo sempre circa 15/20 persone sempre fuori, scelte tra ufficiali, sottoufficiali e militari in servizio permanente. C’è poi la campagna lanci in Sardegna al Poligono Capo S.Lorenzo, dove si lanciano i missili. Costituisce la parte finale dell’addestramento per prendere il patentino di artiglieria contraerea. Altra attività molto sostenuta in caserma riguarda il benessere fisico: per garantire l’efficienza operativa individuale occorre superare alcune prove di efficienza fisica, quindi all’interno della caserma abbiamo una palestra attrezzata, oltre a convenzioni con lo stadio di Rimini. A questa attività devono essere dedicate come minimo sette ore alla settimana”.
Mediamente quanto tempo si rimane nella stessa caserma?
“I comandanti rimangono uno o due anni; io ad esempio sono qui da settembre 2008 e non so quando e dove mi trasferiranno. Ogni quattro anni c’è la rotazione tra ufficiali e sottoufficiali e naturalmente c’è il cambio di sede per volontari in ferma prefissata di un anno”.
Dove alloggiate?
“In caserma e, per chi ha famiglia, fuori. In caserma ci sono due tipi di alloggi: singoli, per i quali si paga una piccola retta mensile di meno di 100 euro e stanze da quattro persone che costano ancora meno. In caserma dormono circa 150 militari. Per chi alloggia fuori dalla caserma per tre anni è invece previsto un contributo affitto di 500 euro mensili o, in alternativa un incremento dello stipendio. La maggior parte di noi acquista casa. Fino a qualche tempo fa era previsto un mutuo agevolato, ora non so. Come comandante avrei diritto ad un alloggio con una spesa minima, in via Macanno”.
Che stipendi percepiscono i militari?
“ Lo stipendio minimo è di 900 euro, fino ad arrivare mediamente ai 2.000 euro; dipende dagli anni di servizio. Abbiamo diritto alle classiche ferie di 28 giorni e prestiamo servizio dalle otto della mattina fino alle 16,30. All’interno della caserma c’è una mensa gestita dal servizio di catering”.
Secondo lei, i militari si sentono integrati nel tessuto sociale riminese? Ci sono dei problemi?
“Siamo pienamente integrati. Addirittura abbiamo diverse convenzioni con palestre, negozi e ristoranti. Non ci sono problemi. A nostra volta cerchiamo di creare le occasioni giuste per aprire la caserma alla cittadinanza. Abbiamo un museo militare molto interessante con reperti militari. Di recente ci hanno fatto visite due scolaresche. Per noi è molto importante interagire con la cittadinanza”.
Qual è, secondo Lei, la motivazione che spinge oggi un giovane ad arruolarsi?
“Per due motivi: per tradizione, nel caso in cui in famiglia ci sia già un militare, o per cogliere una opportunità di lavoro, si sa, in momenti di crisi come questi…..”
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.





cordiali saluti