“Sempre pronti per volare in missione”
Il Colonnello Fabrizio Barone Comandante del 7° Reggimento cavalleria dell’aria Vega
Un reparto molto impegnato dall’Afghanistan al Libano
Il Comandante Colonnello Fabrizio Barone, oltre a condurre il 7° Reggimento Aves “Vega”, comanda anche il presidio di tutte le forze armate di stanza a Rimini.
Quante forze sono impiegate in questo gruppo e che percentuale femminile c’è?
“Siamo circa seicento. Purtroppo ci sono poche donne, meno di venti principalmente impiegate nel settore sicurezza e personale: abbiamo un ufficiale, un sottufficiale e un maresciallo. Le ragazze sono integrate molto bene, dimostrano volontà e in alcuni casi eccellono”.
Di quali attività vi occupate?
“Come attività principale c’è la preparazione e l’addestramento per gli equipaggi di volo per essere sempre pronti in caso di missione in patria o all’estero. C’è l’aspetto molto importante della manutenzione degli elicotteri per pronto intervento ed emergenza”.
In quante missioni siete presenti e quanti militari ogni volta vengono mandati all’estero?
“Siamo continuamente in missione. In Afghanistan abbiamo ora circa 200 uomini, non tutti appartenenti a questo reggimento; in Libano abbiamo un nostro gruppo, il 53° Cassiopea, mentre è rientrato da pochi giorni un gruppo dal Kosovo”.
Ritiene che i militari siano ben integrati a Rimini?
“Ritengo che siano cittadini come gli altri, ben integrati. Siamo presenti a Rimini dal ’98 e siamo distribuiti nel territorio in modo omogeneo”
Cosa migliorerebbe?
“ Se avessi l’opportunità, darei una casa a tutti. La famiglia dei militari è fortemente penalizzata, anche a causa dei continui spostamenti”.
Esiste una indennità per chi va all’ estero?
“Si, c’è una indennità che varia a secondo della destinazione”. Con il maggiore Mauro Bloise, capo sezione operazioni del reggimento, entro più nel merito delle spedizioni all’estero e apprendo che tutti e seicento militari sono impiegati per andare in missione, anche i cosiddetti volontari in forma prolungata (Vsp1) che fanno un contratto di prova di un anno con lo Stato. In questo periodo di formazione apprendono una lingua, prendono la patente militare e la patente informatica Europea; intanto vengono valutati. Lo stipendio base a questo livello si aggira attorno ai 750/800 euro, in seguito aumenterà da grado a grado. Vitto, alloggio e divisa sono compresi. Oggi i Vsp1 sono circa una cinquantina, con cinque donne. A una di loro chiedo se è contenta e cosa le piace di più della vita militare: mi risponde che ne è fiera e non vede l’ora di andare in missione all’estero. La motivazione ancora forte in questo reparto è la voglia di confrontarsi, di mettersi alla prova, perché all’estero, prima o poi ci vanno tutti. Dal responsabile della manutenzione dei velivoli, Domenico, apprendo in seguito che per ogni elicottero sono impiegate circa trenta persone. Infatti ogni componente dell’equipaggio comporta l’impegno di almeno cinque altri militari (ma possono essere anche dieci): per il vitto, l’amministrazione, l’alloggio, le pratiche amministrative. L’attività è molto dura ed i turni sono estremamente faticosi, poiché ogni militare ha dai due ai qua ttro incarichi, poiché occorrerebbero almeno un centinaio di elementi in più. Sempre Domenico mi spiega che sono previsti degli alloggi gratis nella caserma, mentre al Villaggio Azzurro sono disponibili alloggi per single a meno di 100 euro mensili, mentre per chi ha famiglia ci sono alcuni appartamenti a circa 400 euro mensili. Nel villaggio Azzurro sono alloggiati circa 250 militari.
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