Una Coccinella vola da Riccione al Brasile

RICCIONE - Notizie attualità - mer 06 mag 2009
di Flavio Semprini

Solidarietà

E’ nata una Onlus per aiutare i bambini brasiliani di Mineiros

Sarà una “Coccinella” riccionese ad aiutare i bambini abbandonati di Mineiros, cittadina brasiliana dello Stato del Goias, 47mila abitanti, nel Brasile centrale. La nascita formale di questa, che è una Onlus della perla Verde, è avvenuta il 28 aprile nella sala del Consiglio Comunale di Riccione, alla presenza del notaio Ortolani di Riccione.

Una novantina di riccionesi si sono dunque associati per portare a termine un progetto utile e ambizioso: creare un centro d’aiuto per i bambini in difficoltà di quella città: non solo quelli che vengono comunemente definiti “bambini di strada”, ma anche quelli che hanno una famiglia che versa in condizioni economiche precarie; quelli sfruttati; quelli maltrattati.Questi alcuni dati del 2008 che l’Onlus ha fornito riguardo alla situazione dei bambini in difficoltà a Mineiros: 62 maltrattamenti; 131 abbandoni; 60 fuggiti alla tutela dei genitori; 10 sospettati d’aver subito maltrattamenti; 61 figli di separati; 11 stuprati; 60 i casi di prostituzione.

Il centro d’aiuto sarà una casa d’accoglienza e dovrà disporre inizialmente di 80 posti abitativi per bambini senza famiglia da zero a 14 anni, oltre a 120 posti per il centro diurno destinati a bambini della comunità. I fondi per l’acquisto dell’area sono stati già raccolti, anche grazie all’incontro fra il riccionese Luciano Raimondi e Paolo D’Arrico, direttore delle Risorse Umane Gruppo Cedacri che da anni è impegnato nello sviluppo e nella ricerca dei finanziamenti necessari ad aiutare i bambini della comunità di Mineiros.

Ora però mancano i 450 mila euro che servono per costruire il centro vero e proprio. Su questo versante si è sbilanciato Daniele Imola (il Comune di Riccione è fra i soci fondatori) che ha detto: “C’impegneremo nella realizzazione di questo nuovo progetto, così come abbiamo fatto in precedenza per la realizzazione di un ospedale per i profughi Saharawi in Africa. Metteremo in campo l’esperienza maturata e cercheremo di aiutare anche in termini economici, orientando le raccolte di fondi per questa causa”.

Alla firma davanti al notaio, oltre ad Imola, erano presenti Luciano Raimondi (presidente della Fondazione), Milvia Tarquini (presidente onorario), Maria Luzia Batista Dos Santos (vice-presidente) ed Enrico Dalla Rosa docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

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