Ci lascia un grande testimone della nostra terra

Rimini - Notizie Borgo San Giovanni - mer 22 apr 2009
di Redazione

La scomparsa di Carlo Lotti, amante della natura e della tradizione

Aveva dato le immagini alle parole di Gianni Quondamatteo

Carlo Lotti se n’è andato il 14 aprile scorso. Era nato a Maciano di Pennabilli nel 1939. Dopo aver frequentato le scuole tecniche industriali cambia indirizzo scolastico e si diploma geometra. Nel ’60 si arruola nell’aeronautica Militare, presta servizio come sottufficiale istruttore di motori presso l’Accademia di Pozzuoli, poi come ufficiale tecnico addetto al controllo delle lavorazioni presso l’Aeritalia a Pomigliano D’Arco fino al 1977.

Ottiene quindi il trasferimento presso il 5° Stormo a Miramare di Rimini, dove lascia il servizio negli anni ’80 con il grado di Capitano.

Visceralmente legato a Rimini ed alla Valmarecchia, sua terra natia, nella sua nuova attività di grafico lavora a numerose pubblicazioni riguardanti il territorio. Nel 1985-86 collabora, fra l’altro, con il compianto Gianni Quondamatteo nella realizzazione delle tavole dialettali “Remin t‘i prim de Novzeint”, “E’ trabacul de non” e “U ‘jera na volta un pgnulèt”. Amante della natura in particolare della montagna nei suoi molteplici aspetti. Ha ricoperto la carica di presidente della Sezione di Rimini del CAI Club Alpino Italiano.

Quando iniziai a interessarmi alla realizzazione di un giornale riminese che parlasse dei borghi con i loro dialetti, la storia, i personaggi, le tradizioni, molti amici mi indicarono la figura di Carlo Lotti, come riferimento su questi temi, in qualità di grande studioso del nostro territorio.

Il destino volle che fosse lui stesso a contattarmi per poter partecipare a una Festa del Borgo Sant’Andrea (all’epoca – nel 2002 – ero presidente) per presentare i giocattoli di una volta, quelli fatti a mano.

Rimasi colpito da Carlo Lotti per la passione che trasmetteva e la capacità di spiegare l’importanza di non perdere la memoria e le tradizioni, per costruire meglio il futuro.

Sono onorato di aver conosciuto Carlo e aver lavorato con lui, ricordo il cruciverba romagnolo “Zeinta de Borg” 2004-2005, gli itinerari dell’entroterra riminese nel 2007 e poi eravamo pronti per altri lavori, mi mancherai Carlo e mi unisco alle condoglianze pubbliche.

 

 

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