E noi quanto siamo sicuri?

RIMINI - Notizie opinioni - mer 22 apr 2009
di Giampaolo Proni

I nostri terremoti

Sarà il caso di verificare come reggerebbero qui gli edifici

E cosa ne dicono candidati e amministratori?

Dopo il sisma in Abruzzo sembra finalmente che in Italia molti comincino a chiedersi: “Ma la mia casa è sicura? E quanto è sicura?”

Buona domanda.

Ci si può aggiungere anche: “La scuola dove vanno i miei figli, l'ospedale, l'ufficio dove lavoro, gli edifici pubblici, lo stadio, il palasport, insomma tutti i luoghi dove passiamo la nostra vita, sono a sicuri?”

Se digitate http://zonesismiche.mi.ingv.it/ trovate nel sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dove potete vedere e scaricare la mappa ufficiale del rischio sismico, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.108 dell'11/05/2006 e la classificazione dei Comuni italiani. Rimini e tutta la costa sono in zona 2, della quale si dice: “in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti.”

Ho trovato, sempre spulciando la rete, un elenco di terremoti avvenuti a Rimini, raccolti da studiosi dell'INGV: c'è la data e la scala Mercalli. Come vedete, il famoso terremoto del Natale 1786 è solo uno dei tanti: 14/4/1672, Me 5.7; 23/12/1690, Me 5.5; 25/12/1786, Me 5.7; 17/3/1875, Me 5.8; 17/5/1916, Me 5.7; 16/8/1916, Me 5.6; 30/10/1930, Me 5.9; 14/6/1972, Me 5.2.

Teniamo presente che la Scala Mercalli misura l'intensità, cioè gli effetti del terremoto su persone e cose, ed è del tutto diversa dalla Scala Richter che ne misura la magnitudo, cioè l'energia liberata. Il terremoto d'Abruzzo ha avuto un grado Richter di 5,8, che è definito rispetto agli effetti al suo epicentro come segue: “tutti lo avvertono scioccante; possibili fessurazioni sulle mura; i mobili si spostano; alcuni feriti”. Invece, ci sono stati 300 morti e interi paesi distrutti. Per fare un paragone, il terremoto del 12 maggio del 2008 in Sichuan, Cina, che causò oltre 32.000 morti, era di grado 7,8 Richter (panico; pericolo di vita negli edifici; solo alcune costruzioni rimangono illese; morti e feriti). In scala Mercalli, il terremoto d'Abruzzo è stato di grado 8-9, descritto come compreso tra “rovina parziale di alcuni edifici; vittime isolate” e “rovina totale di alcuni edifici; molte vittime umane; crepacci nel suolo”. Pare insomma che gli effetti siano stati superiori alla potenza. Il che fa pensare che l'edilizia della zona non sia proprio l'ideale per un'area sismica.

Rimini, in compenso, ha visto sempre terremoti non troppo forti, tra la Mercalli 5 (avvertito da molte persone, anche addormentate; caduta di oggetti) e la 6 (qualche lesione agli edifici). E' evidente che le distruzioni del '600 sono probabilmente dovute a costruzioni poco adatte.

Visto che stiamo costruendo edifici importanti come il Centro Congressi, che abbiamo progetti ambiziosi per la zona mare, enormi complessi come Le Prue in corso di realizzazione, un migliaio abbondante di alberghi e un grattacielo, non è forse il caso di pensare a una verifica accurata e a identificare le responsabilità precise di costruttori e progettisti in modo da premunirci nel caso, non certo ma possibile, di un terremoto serio?

Dovrebbe essere sufficiente adottare precauzioni non troppo impegnative per evitare danni alle persone.

Certamente non potremo mai difenderci del tutto dalla furia della natura, ma vedere, come in Arbuzzo, l'ospedale e la casa dello studente, edifici pubblici recenti, costruiti in una zona 1, vale a dire la più sismica del paese, ridotti a macerie da una scossa neppure eccessivamente forte, viene da pensare.

Intanto che pensiamo, magari diamo un'occhiata a come siamo messi anche noi.

Sarebbe bene che i candidati alle elezioni Provinciali e gli amministratori si esprimessero su questo tema.

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