RIMINI Per fortuna che c’è Unifidi
RIMINI - Notizie Attualità - mer 19 nov 2008
di Beatrice Piva
[{E’ nato da poco il maggior consorzio di garanzia al credito d’Italia}
Massimo Stacchini, responsabile della sede riminese: “Capisco le loro difficoltà, ma gli enti locali ci devono sostenere di più”]
{Massimo Stacchini, lei che è il responsabile della sede riminese di Unifidi, può spiegare qual’è il vantaggio di associarsi al vostro Consorzio?}
“I vantaggi sono tanti. Intanto la serietà di un Consorzio con cinquant’anni di esperienza e che riesce a strappare, nonostante il momento difficile, ottime condizioni e tassi più convenienti. Ancora più importante è la certezza che ciò che io decido oggi, nel momento in cui firmo il contratto con l’azienda, è quello che succederà fino alla scadenza. E cioè: i finanziamenti garantiti da noi sono frutto di convenzioni che la banca deve rispettare, il che esclude modifiche ai tassi, ai parametri, agli spred. Gli stessi accordi detti di ‘Basilea 2’ impongono alle banche di riconoscere ai consorzi come Unifidi una determinazione di rischio minore. Il consorzio di garanzia diventerà fra breve un intermediario finanziario a tutti gli effetti, vigilato della Banca d’Italia, e offrirà garanzie idonee a ridurre il rischio di esposizione delle banche verso le imprese”.
{In quali operazioni l’associato è più agevolato?}
“L’operatività di Unifidi è enorme e tocca tutte le operazioni finanziarie dell’azienda: passiamo dal debito a breve termine, il tipico fido, al mutuo a medio, cinque sei anni, al medio e lungo, che arrivano fino a dieci anni; come Unifidi, arriviamo anche ai vent’anni. Poi i leasing, i factoring”.
{Che aiuto vi aspettate dagli enti pubblici?}
“Tutti dovrebbero fare la loro parte. Da una parte il Governo: gli è stato suggerito un fondo nazionale di garanzia dove potremmo appoggiare tutti i confidi dei vari settori. Come Unifidi stiamo già lavorando per ottenere il contratto come fondo investimento europeo. La Regione stessa ha istituito da tre anni il fondo di controgaranzia su certi tipi di operazioni, compresa una molto delicata in questi frangenti di crisi che è il consolidamento del debito a breve. Credo che in questo momento, a parte la Camera di Commercio, chi non sta dando il proprio contributo siano proprio gli enti locali: capisco le loro difficoltà economiche, però credo che per un amministratore locale, in un momento come quello che stiamo passando, per prima cosa dovrebbe pensare a come aiutare le piccole imprese. Altrimenti salta tutto, perché la nostra economia la fanno proprio loro”.
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