La voce č il mio strumento musicale

FORLI' - Notizie spettacoli - mer 22 apr 2009
di Marta Ileana Tomasicchio

In concerto venerdì 24 al Madamadorè di Forlì

Musica e ricerca: intervista a John De Leo

John De Leo è per molti cultori una lega di creatività ed eccellenza musicale tagliata da una dose imbarazzante di pignoleria concettuale. Come autore, incarna un nuovo possibile mito romanzesco, in eterna lotta per la quadratura del cerchio tra essere umano, arte e società. Un’idea percepibile nei brani del suo cd ‘Vago Svanendo’ e relativo dvd, in cui dimostra la sua capacità di coordinare, con una regia generosa, vari linguaggi espressivi come musica, video-arte e letteratura, anche grazie al supporto di personaggi come Stefano Benni e Alessandro Bergonzoni.

Puoi fare considerazione sul tuo disco, dopo un anno dall’uscita?

“Il miglior risultato è la concretizzazione di questo ‘prodotto’ in un circuito commerciale, ma che di fatto così commerciale non è. Quindi mi reputo fortunato di aver avuto questa occasione, cercando una qualche forma di libertà e non mortificandomi”.

Che aspettative hai da un concerto?

“Da me stesso, di rapportarmi al pubblico nel modo più onesto possibile. Direi di non potermi lamentare, nei concerti vengono sempre tante persone e in qualche modo sembrano apprezzare”.

Sei conosciuto come cantante più che come compositore.

“Io canto, emetto suoni spesso con parole: la voce è il mio strumento che considero strumento tra gli strumenti. Non penso solo alla mia parte ma piuttosto ad una visione di insieme. Delle volte la voce eseguirà il tema principale, in altre solo il contrappunto. Se qualcuno crede poi che io sia un virtuoso è legittimato a farlo ma non mi sento tale, cerco solo di rappresentare un’idea, non certo per creare un territorio sul quale poter effettuare acrobazie vocali o musicali”.

Parlaci di Lugocontemporanea e De Leo

“Ho passione per l’incontro dei vari linguaggi espressivi, dalla musica ed altre forme artistiche. Assieme alla mia associazione organizzo a fine luglio questa rassegna a Lugo. Costa tanta fatica e gli spettacoli sono gratuiti. Quindi spero che entri sempre di più nell’immaginario questa forma di ricerca e che si possa assistere ad eventi diversi da quelli a cui si è abituati, quelli che impone la tv”.

Quali sono i tuoi progetti come musicista?

“Dovrei dedicarmi al disco nuovo. Nella mia testa è già finito, ma dall’idea alla realizzazione c’è un piccolo scarto che di solito per me è un tempo piuttosto lungo. Ho proprio già in mente tutta la tracking list e spero che, dicendolo in questo momento, presto incomincerò”.

 

 

 

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