RIMINI “Per ora Rimini tiene”
RIMINI - Notizie Attualità - mer 19 nov 2008
di Beatrice Piva
[{Gli istituti di credito consigliano i clienti}
Malatestiana e Popolare di Ancona: prima di tutto trasparenza]
E le banche cosa rispondono? Ermes Fraternali, responsabile marketing della Banca Malatestiana, non si nasconde dietro un dito: “Indubbiamente la crisi è reale, dalla finanza sta passando a colpire le imprese e il mondo del lavoro. Una situazione cui non eravamo abituati: siamo passati da un accesso al credito facile e ad un costo piuttosto basso, ad una fase in cui le banche sono certamente più caute. Da parte nostra, abbiamo sempre puntato sul rapporto personale con il cliente, quindi non applichiamo in astratto criteri più restrittivi nel concedere credito, ma valutiamo caso per caso, come abbiamo sempre fatto. E’ il vantaggio di non essere un grande gruppo, con i suoi centri decisionali lontani dal territorio, ma una banca di credito cooperativo che proprio dal territorio trae la sua ragion d’essere”.
{Cosa consigliare oggi ai clienti?}
“Lo stesso che consigliavamo prima: dirsi reciprocamente la verità. La fiducia si basa sulla trasparenza e il miglior aiuto a un cliente, anche se in difficoltà, parte dal mettere tutte le carte sul tavolo. Poi, naturalmente, fare sempre scelte ben oculate, senza lasciarsi travolgere dall’emotività del momento, negativo o positivo che sia”.
{Ma la nostra provincia in che situazione si trova rispetto a quelle circostanti?}
“Dipendendo ancora in buona parte dal turismo, l’economia riminese per ora sembra risentire in maniera minore della crisi produttiva già tangibile altrove. Certo, i problemi potranno arrivare anche nei settori che ci caratterizzano, però alcuni vantaggi li abbiamo. Basti guardare l’andamento del mercato immobiliare che nelle zone più contraddistinte dal fenomeno turistico, non sta recedendo come quasi dappertutto pur registrando un rallentamento”.
Anche Andrea Prandini della Banca Popolare di Ancona rimarca le differenza fra i grandi gruppi bancari e gli istituti legati al territorio: “La nostra situazione è buona, non abbiamo particolari problemi di liquidità. Ovviamente la situazione generale richiede più selettività e più tempo nella concessione del credito. E le imprese, lo vediamo, non stanno vivendo sicuramente i loro tempi migliori. Quelle che secondo i nostri parametri si avvicinano alla soglia del pericolo, sono sempre più numerose. D’altra parte, nessuna banca vuole, ovviamente, accollarsi i debiti delle altre: il cliente che non viene per fare investimenti, ma per tappare le falle, difficile che trovi un’accoglienza calorosa”. Anche secondo Prandini la politica migliore è quella della chiarezza: “Dire la verità è la migliore cura. Noi non chiudiamo mai le porte a chi onestamente mette sul tavolo i suoi progetti ed anche i suoi problemi. Anche i commercialisti dovrebbero far la loro parte, quando fabbricano solo cortine fumogene non rendono un buon servizio ai loro clienti, che magari si illudono di poter continuare a giocare anche quando la partita è finita. Bisogna collaborare tutti, non c’è altra via d’uscita in momenti come questi”.
{Gli interventi pubblici fin qui adottati sono efficaci?}
“Interventi? Per le imprese il governo fino a oggi non ha fatto niente. Siamo in attesa. Si parla di salvaguardia del risparmiatore, ma non di garantire l’accesso al credito. E cooperative di garanzia hanno un raggio d’azione importante, ma troppo limitato per poter fare la differenza”.
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