Le donne nella Resistenza
25 aprile
A migliaia erano a fra i partigiani, a centinaia hanno pagato con la vita
Per commemorare il 25 aprile 1945, giornata della pace e fine della spaventosa guerra in Europa, vorrei ricordare le tante coraggiose donne che in Italia, e in altri paesi, sono state al fianco dei partigiani.
Donne di ogni età, di ogni ceto sociale, nelle città, nei paesi, sulle colline e montagne, sono state la spina dorsale della resistenza. Senza l’aiuto delle donne i partigiani non avrebbero potuto resistere e svilupparsi.
Donne che sapevano di rischiare la loro vita e quella dei famigliari ma non hanno esitato a portare aiuti di ogni genere, oltre a nascondere e curare i partigiani in difficoltà. Poco si è scritto sulle donne, poco spazio hanno loro riservato gli organi d’informazione, gli scrittori, le televisioni, i registi.
Nella zona dove ho vissuto il periodo partigiano, quando ci fermavamo in qualche stalla, in un fienile, oppure nei capanni in mezzo ai campi le donne non ci hanno mai negato una fetta di polenta e di formaggio. Nelle stalle trovavamo sempre delle coperte sopra i mucchi di paglia e fieno, nelle gelide notti friulane erano un aiuto molto gradito.
Per meglio essere compreso sul valore che allora aveva una coperta calda, desidero riportare la parte di un mio racconto già pubblicato.
“Una gelida notte del mese di gennaio del 1945, io e altri due gappisti stanchi e infreddoliti ci siamo fermati a dormire in un fienile. In Friuli sono costruzioni sopra le stalle, con una parte aperta dove passare i foraggi da conservare.
Mi ero coperto di fieno, ma per il freddo non riuscivo a prendere sonno. Avendo trovato in un angolo dei fogli di giornale, me li sono posati sul corpo, poi ricoperto con il fieno. Per farla breve, ho dormito tutta la notte al caldo in quel nido di carta e fieno.”
Nei miei vari scritti sulle donne nella resistenza ho sempre raccontato della pericolosa vita delle staffette ma, accanto a queste, ci sono le 35.000 donne che hanno combattuto nelle varie formazioni, come scrive nel suo articolo “Walchiria e le altre” la giornalista Gabriella Gallozzi. 20.000 sono le staffette conosciute, 70.000 donne di ogni età erano organizzate in Gruppi di difesa, 638 sono state fucilate o cadute in combattimento, 1750 sono state ferite, 4633 sono state arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti, 1890 sono le deportate in Germania. Come la giornalista ricorda, al già alto numero di quelle che risultano aver partecipato attivamente alla resistenza, mancano le tante che per ragioni personali sono rimaste in silenzio.
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