Riaprono gli alberghi migliaia di persone tornano a lavorare
Una opportunità da cogliere
Il week-end di Pasqua ha dato, a dispetto delle infauste previsioni del tempo, attendibili indicazioni sulla prossima stagione turistica: nonostante la crisi la Riviera potrà essere ancora la meta di milioni di turisti. Si sta già oliando la poderosa macchina economica dell’accoglienza costituita da migliaia di alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari, parchi di divertimento, negozi e decine di altre attività. Un complesso economico che fornirà il lavoro a migliaia di persone secondo la loro qualifica e professionalità. Un’occasione per molti di ricavare un reddito che sommato a quello di altri componenti della famiglia, permetterà di affrontare i mesi invernali, l’affitto, il mutuo per la casa... il futuro. La forza lavoro locale, quella tradizionale che lasciava l’ occupazione nelle campagne per la stagione estiva, non è più sufficiente. Si è aperta così da alcuni anni una porta, un’occasione di lavoro per altri lavoratori, per gli immigrati. Nel turismo la gamma degli impieghi è la più variegata, dal cuoco specializzato, al giardiniere, al cameriere... al tuttofare. Con il lavoro, seppur stagionale, si comincia ad integrarsi nella filiera produttiva di una città. E’ il primo passo, indispensabile per chiunque: un’opportunità da cogliere, da ricercare. Nel lavoro non c’è discriminazione, almeno qui in Riviera: conta l’impegno, la voglia di fare. Non importa da dove vieni, conta cosa sai fare. Chiunque, albergatore o altro operatore turistico, sarà ben contento di trattenere un lavoratore che sa fare il proprio mestiere, riconoscendogli una paga adeguata senza distinzione di nazionalità. Questo è il modo di operare della stragrande maggioranza dei nostri imprenditori turistici. La prossima stagione la crisi finanziaria riporterà molti riminesi, giovani e non, ad occupare posti di lavoro stagionale e dovranno competere alla pari con tutti quelli arrivati da paesi lontani: il lavoro non ha alcun pregiudizio, deve essere solo svolto nel migliore dei modi, naturalmente nel rispetto dei diritti acquisiti, nel corso degli anni, dalle lotte dei lavoratori.
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