RIMINI Un dialogo fra il poetare ed il pensare
RIMINI - Notizie Cultura e Teatro - mer 19 nov 2008
di Claudio Costantini
[{Plaflasmòs} un libro di Cesare Padovani per le edizioni di Diabasis: un viaggio nell’anima della Grecia
Martedì 2 dicembre presentazione a San Marino]
Noi qui a Rimini se non sappiamo forse il significato di {plaflasmòs} dovremmo almeno conoscere il suono che evoca la parola. Qualche indicazione ce la dà l’autore in un capitolo del suo libro rivolgendosi a Giovanna: “ prova a ripeterla scandendo le tre sillabe senza però staccarle pla-flas-mos”. Chi, abitante di questa città, almeno una volta nella vita, non ha fatto una passeggiata sulla battigia e ascoltato lo sciabordio calmo dell’onda di un mare in quiete? Benché i suoni siano simili, non tutti i mari sono uguali ed ognuno bagna terre diverse. Il mare di Cesare Padovani, l’autore del libro {Plaflasmòs}, sciabordio in greco, lambisce le coste e le isole della Grecia, i luoghi del suo viaggio nell’anima sua e di quella terra. E’ difficile, se lo si volesse, catalogare questa sua opera. Un racconto della propria vita, la scoperta di luoghi e di miti nella terra che li ha generati per poter, alla fine, dire come Àgave, {ora capisco?} Si è tentati all’inizio di cercare e capire le ragioni dei due protagonisti del libro che sono allo stesso modo argonauti ed {entronauti.} Il viaggio sul mare, sulla terra, attraverso le città e le isole si confonde con quello dentro loro stessi e la propria vita come un {dialogo fra il poetare ed il pensare}. Continuando nella lettura ben presto però si abbandona il tentativo e noi stessi cominciamo a confrontarci con i luoghi e con i miti e scoprire, forse, qualcosa di noi stessi, dell’uomo, del mondo. E {Plaflasmòs} allora diventa una guida, un libro che tieni sotto il braccio nel tuo viaggio attraverso la Grecia.
Sono molti i luoghi visitati, alcuni vissuti, nei dodici capitoli (come le fatiche di {Heracles}), ognuno introdotto da una storia, da un pensiero di un filosofo, da un mito, da un dio o dalla luna. Non vi sono mete preordinate ogni luogo attende lo scrittore e la sua compagna. Mytilene l’isola della musica e della lirica, terra di Saffo qui nata e vissuta, dove Menandro “affidava agli attori venuti da Atene il sorriso delle sue commedie” . Kos l’isola del vento, la terra di Ippocrate, dove soffia il {Maltemi} un vento che {sposta i suoi vortici visibili solo negli affetti} e nell’umore della persona che {quando non sente più il vento lo aspetta}. Lemmo, dimora di Hefesto dove fu scagliato da Zeus, e dove incontrò Kabiro la bellissima figlia di Proteo... Lemmo è anche l’isola di Filottete. Qui ferito è abbandonato dai compagni che proseguirono per Troia. Filottete che ha imparato la solitudine, {un antieroe contemporaneo a noi}, fa sentire ancora la sua presenza sull’isola e con lui puoi ancora dialogare e porgli domande. Atene città invisibile che bisognerebbe vedere {come sa vedere} Dio nel passato e nel presente, nell’unica unità di tempo.
{Socrate non abita più alla Pnika!} Lo afferma con insofferenza il cameriere del Bar Dionissos, Kostas che poi racconta di Timeo venuto da Croton, coadiuvato, poi, nel racconto da Krizia, un avventore abituale... Non solo isole e città, ma anche mare, paesaggio, odori e colori scorrono nelle pagine di {Plaflasmòs} e la Luna, Selne onnipresente nelle serate limpide, astro luminoso e dea: “Che gran voglia ho, questa sera, che una grande luna piena mi venga a trovare”.
Le fatiche del viaggio sono molto più lievi se qualcuno ci aspetta o piangerà la nostra mancanza. Una avventura è tale se si ritorna, se poi la si racconta, così ha fatto Ulisse, così Padovani che dedica l’ultimo capitolo a Itaca, al ritorno: “ se le ragioni dell’esistere consistono nei frutti - nei frutti dorati di ciò che ho saputo essere -, penso che non li conosco, chiusi come ancora sono nella sacca di questo mio viaggio”.
Cesare Padovani - chi non lo conosce a Rimini - lo si trova spesso quando il tempo è clemente in un caffè del piazzale all’inizio del molo di levante, vicino al mare: con questo suo libro ci ha indicato anche la direzione verso la quale volge lo sguardo e forse nel futuro le ali. Ha pubblicato diversi libri e saggi, con {Plaflasmòs} ha aperto “un dialogo con qualcosa e con qualcuno che, più che {esistere}, avrebbe {saputo esistere”} un discorso che ognuno può continuare a modo suo facendo nel contempo nascere nel lettore una voglia di andare nelle isole, nelle baie e nelle città della Grecia.
Il libro verrà presentato martedì 2 dicembre alle ore 17,30 presso la Sala Conferenze del Centro Sociale di Dogana a San Marino.
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