Cala il sipario su suggestioni e provocazioni
Intervista a Giampiero Piscaglia, per un bilancio sulla stagione del Novelli appena conclusa
Cala il sipario su suggestioni e provocazioni
In crescita costante il numero degli abbonati: "Il teatro come antidoto alla crisi"
A sipario appena chiuso, proviamo a tracciare un bilancio della stagione 2008/2009 del teatro Novelli con Giampiero Piscaglia, direttore di Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini.
Davvero una "bella stagione", per qualità e varietà di proposte...
«Non tutto si può misurare a numeri e il resto appartiene alle rielaborazioni individuali, con suggestioni (provocazioni a volte) che riaffioreranno con imprevedibili positività. Ma dico chiaro e forte che è stata, come la precedente, una gran bella stagione, per i livelli di qualità e la ricchezza di spunti messi in circolo. La percentuale di gradimento pervenuto è decisamente alta, anche il tradizionale, sobrio "contegno" del pubblico riminese si è sciolto spesso in ben più caldi applausi. Sui numeri il segno è positivo in ogni sezione: un patrimonio prezioso di pubblico raccolto intorno al Novelli, agli Atti e all'Auditorium, vero antidoto alla crisi, non solo economica, incombente.»
Quali sono stati i percorsi più seguiti? Le belle e brutte sorprese?
«Presto daremo i dati precisi; posso dire che la curva degli abbonati è in crescita costante da qualche anno, per i tre turni di prosa anzitutto, ma anche per il Turno D e le Tracce, più di nicchia. Pregnante il dato dei giovani studenti abbonati, passati in tre anni da cinquanta a centocinquanta. E' stata molto apprezzata la presenza in cartellone dei "Riminesi venuti da lontano", che hanno dimostrato di meritare spazio. È crudele il gioco del "brutto scarrafone": forse è il "Romeo e Giulietta" quello che mi è parso distante dal consueto segno spiazzante delle regie dell'Elfo. La sorpresa positiva è la più brava fra le attrici del momento, Maria Paiato, che sa passare dai personaggi popolari a quelli borghesi con disinvoltura, e che forza e magnetismo! Come la danza fluttuante e sospesa di "Inferno", ideata dal nostro geniale concittadino Pellisari. Ma dimenticare Lavia, De Sio, Branciaroli, Tedeschi, Franceschi, Modugno, Celestini, Monti, Erri De Luca, Albe, Baliani, Malosti, Bigiarelli, Paolini, Augias, Vetrano e Randisi sarebbe un delitto intellettualmente imperdonabile...»
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