ATTUALITÀ
QUALCHE DOMANDA SULLA SANITA'
La sanità è riconosciuta come una delle eccellenze della nostra regione. Alla Ausl di Rimini, in particolare, viene generalemente riconosciuto il merito di fornire prestazioni di buon livello pur tenendo i bilanci sotto controllo. Ma si può sempre fare di meglio e i cittadini spesso si chiedono il perchè di quelle che appaiono incongruenze. Abbiamo raccolto le domande più frequenti dei nostri lettori soprattutto riguardo le prenotazioni di visite ed esami e le abbiamo girate al Servizio Cure Primarie dell'Ausl Rimini.
A Rimini gli esami di laboratorio vanno prenotati giorni prima mentre a Riccione no. Quindi, nel territorio dell'Ausl, dove è richiesta prenotazione e dove no? E perchè queste differenza?
«In Azienda si è scelto di attivare alcuni punti prelievi ad accesso diretto, come ad esempio a Riccione, Cattolica e Santarcangelo, e altri punti invece con prenotazione, come ad esempio a Rimini, in via Circonvallazione».
«Anche in questa sede, alcuni anni fa, fu fatta una sperimentazione con l'accesso diretto, che non ebbe però buoni riscontri, neppure come gradimento del pubblico. Si è di conseguenza deciso di lasciare i due tipi di accesso differenti. Inoltre vi sono diversi punti privati privati accreditati, che lavorano con l'Azienda in regime di accordo. Questa significativa differenziazione sul territorio delle modalità operative dei punti prelievi consente di andare incontro a più vaste tipologie di esigenze della cittadinanza».
Perchè nella farmacie, e non in tutte, è possibile prenotare solo le visite specialistiche e non gli esami?
«La possibilità di effettuare prenotazioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale presso le farmacie del territorio è ricompresa in un accordo tra l'Azienda e le rappresentanze delle farmacie: la cosiddetta modalità Farmacup. Tale modalità è però operativa per le farmacie che decidono di aderirvi, e che ricevono la relativa remunerazione. L'adesione delle farmacie non è obbligatoria.
Oltre ogni rosea aspettativa
Da qualche settimana Rimini, è avvolta da un profumo inebriante di fiori. Se amate circondarvi di seducenti aromi e romantici colori, nella nostra città ha aperto Flora Folies. Un negozio che rappresenta un'assoluta novità per questo settore merceologico sia dal punto di vista espositivo che da quello economico. Difficile resistere all'impulso dell'acquisto. Lo conferma Tiziana Polla anima di questo progetto, mamma ed imprenditrice che con grande energia ed entusiasmo riesce a conciliare la mole di lavoro quotidiana.
Come nasce l'idea?
«Volevo trovare un lavoro. Dopo vani tentativi ho iniziato a navigare su internet in cerca di un'idea. La mia passione sono sempre stati i fiori e visto che mio marito non me ne regala mai... ho trovato questo franchising che mi ha entusiasmato tantissimo. Ho contattato la sede madre ed ho iniziato a cercare la location adatta al progetto. Il negozio di via XXIII settembre angolo Carlo Zavagli in un incrocio di grande passaggio e conosciuto dai riminesi perchè ex sede di un grande punto vendita di prodotti bio era perfetto. Eccoci qui, con un successo oltre le aspettative e quattro dipendenti. Pensa che all'inaugurazione abbiamo venduto oltre trentamila rose, cinquecento piantine di orchidee, un centinaio di bouquet».
Lost in Rimini
"Nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino", cantava Lucio Dalla.
Il centro di Rimini, invece, può disorientare adulti con tanto di barba, capelli bianchi e cartina, a giudicare dalla quantità di turisti che chiedono pietosamente indicazioni a passanti ed esercenti puntando il dito su qualche punto in una mappa sgualcita del nostro centro storico.
La domanda avviene in genere in inglese, gettando il riminese nel panico, perché il suo rapporto con la lingua albionica è equivalente a quello del turista con la topografia del centro: va subito in confusione e chiede indicazioni ai presenti: "Left è destra o sinistra? Come si dice chirurgo? Domus sarebbe il Duomo?".
Bisogna dire che la pronuncia del turista non aiuta a identificare i luoghi da cercare, ma sicuramente non sarà quella del riminese a semplificarne il riconoscimento. Considerando che Rimini conserva il semplice assetto urbanistico da colonia romana, due strade in croce più le traverse perpendicolari, e i monumenti in centro, almeno quelli imperdibili, non sono più di una decina, bisognerebbe chiedersi come mai sia tanto difficile non raggiungerli a colpo sicuro. Fossimo in tempi più prosperi, sarebbe un'ottima occasione per ingaggiare un costoso pool di prestigiosi consulenti esterni cui domandare spiegazioni e possibili soluzioni.
Come far ripartire il mattone
E se creassimo una grande agenzia che compra, recupera e rivende per un uso turistico di tipo avanzato?
Il patrimonio degli italiani consiste quasi tutto in vecchie case che avrebbero bisogno di un grande piano per riqualificare e ricostruire
La crisi del mercato immobiliare è documentata da un rapporto sul 2012, che ha visto le vendite scendere del 27,5%, con 27 miliardi di meno di valore scambiato.
La crisi immobiliare è in Italia un vero dramma, perché la percentuale di proprietari di case era nel 2008 del 70%, una delle più alte del mondo.
Vuol dire che la grande parte del valore del Paese è nel mattone. Se crolla, crolla la classe media e crolla il Paese. Di fatto le vendite prima hanno iniziato a rallentare piano piano, poi hanno subìto una brusca frenata.
La grande percentuale di proprietari fa sì che ci sia poca necessità di vendere da parte di chi comunque ha già una casa. I venditori dunque per anni hanno atteso, sperando che i prezzi tornassero a salire. Chi invece doveva vendere, perché la casa era vecchia, perché voleva realizzare, perché aveva bisogno, ha cominciato a vedere che i prezzi scendevano. Eccome. Soprattutto nell'interno e per gli immobili meno pregiati, il calo è vistoso.
Una crisi immobiliare in un Paese vecchio come il nostro e pieno di proprietari, è lenta, ma per questo ancora più drammatica. L'IMU poi ha precipitato la situazione. Perché, se fosse solo un calo, non ci sarebbe niente di male. In ogni caso il mercato riparte: a prezzi più bassi, va bene, ma questo vuol dire che si compra meglio.
Il problema è invece la sclerosi. Con tanti proprietari di prime, seconde e terze case (spesso vecchie ed ereditate) e prezzi bassi, molti approfitterebbero per vendere e comprare una casa migliore, ma il problema è che non vendi, e quindi resti fermo. Allora bisogna pensare a una rottamazione. Una enorme parte del nostro patrimonio abitativo è di bassa qualità, energeticamente inefficiente e vecchio. Se si riuscisse a smuovere il mercato avviando un ampio programma di abbattimento e ricostruzione (nei casi disperati) e ristrutturazione, portando gli edifici a classi energetiche superiori, dotandoli di impianti solari, pompe di calore, isolamento, riciclo dell'acqua, ecc., si metterebbe in moto tutto il ciclo.
L'Italia è un paese ricco di bellezza e dal clima temperato. Si dovrebbe creare una grande agenzia pubblica che acquista, recupera e rivende per clienti esteri immobili degradati, spesso posizionati in centri storici secondari ma bellissimi, per uso turistico, offrendo in cambio ai proprietari mutui a tassi attraenti o detrazioni fiscali per rifare o ristrutturare la loro prima casa. Vendi la casa vecchia, fai un mutuo alleggerito, compri la nuova più bella o rimetti a posto la tua. Volendo può farlo anche un privato.
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