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BASTA COL FARCI DEL MALE

RIMINI - Notizie primo piano - mer 27 mar 2013
di Stefano Cicchetti

euro2.jpgIl Rapporto annuale della Camera di Commercio certifica con i numeri quello che imprese e famiglie avvertono ogni giorno: crisi, recessione, sempre meno soldi in circolazione. Rispetto al resto della Regione, a Rimini le cose vanno anche un po' peggio, soprattutto sul fronte del credito e dell'occupazione. Le sofferenze bancarie da noi sono aumentate del 23,3%. Di qui una diminuzione degli impieghi del 5,8%, che però diventa -8,5% quando si parla di imprese e addirittura -14,3% dei finanziamenti per cassa, cioè non quelli che servono agli investimenti, ma per la normale sopravvivenza delle aziende. E i Consorzi fidi, che hanno svolto un ruolo fondamentale, sono drammaticamente a corto di liquidi. Eppure, c'è anche qualche motivo di fiducia.
Le previsioni dicono che il fondo del barile dovremmo averlo ormai raschiato. Dopo aver fatto peggio di tutti, con una caduta del Pil più rovinosa perfino rispetto alla Spagna, verso la fine del 2013 la tendenza dovrebbe finalmente invertirsi. E nel biennio 2014-2015 la crescita in Italia è prevista fra le più alte d'Europa, seconda solo a quella tedesca. Crescita modesta, ma sempre meglio che niente. Da dove arriva questo refolo di fiducia? Dal fatto che, sempre secondo gli esperti, i sacrifici non sono stati vani. I conti dello Stato sono al sicuro. Il tessuto produttivo non è compromesso e anzi nell'export è decisamente all'offensiva.
Beppe Grillo dice che l'Italia è un Paese già fallito. Fra tante cose discutibili che va gridando, questa è la sciocchezza più grossa. La ricchezza patrimoniale degli italiani è superiore perfino a quella dei tedeschi, la nostra manifattura batte di gran lunga quella inglese e francese. E allora, come mai ci troviamo in braghe di tela?

UNA DONNA DI GRANDE ENERGIA

RIMINI - Notizie attualità - mer 27 mar 2013
di Maria Luisa Bertolini

Micaela Dionigi ha affermato negli anni l'immagine del Gruppo Società Gas Rimini. Un'azienda "sostenibile" attenta alla compatibilità ambientale e sociale con trecentocinquanta dipendenti ; ha creato dal nulla un Centro Congressi affermato con più di quattrocento convegni e la partecipazione di oltre settantaquattro mila persone solo nel 2012 e lo sviluppo di un affermato e prestigioso Ristorante, il Quartopiano di Rimini.
Una donna ai vertici di un grande gruppo. Come ha iniziato?
Trentuno anni fa ed è stata quasi una scelta "obbligata". L'azienda è stata fondata da mio nonno nel 1956 che avendo solo due figlie femmine (che hanno intrapreso altre attività) ha visto in me il suo "successore"...ma non prima di farmi fare una lunga gavetta.
Qual'è la sua forza?
La forza di volontà: concentrazione sugli obiettivi, coinvolgimento e valorizzazione dei miei collaboratori, perseveranza.Il mio motto è " non fare domani quello che puoi fare subito".
Che ostacoli incontra un'imprenditrice?
Gli impegni familiari, i figli... Molte volte non ci sono i tempi per poter immergersi appieno in un'attività imprenditoriale e questo va a discapito del successo del lavoro.
Qual'è il filo conduttore di SGR?
Partendo dal core business della distribuzione e della vendita di gas, siamo riusciti a svilupparci su business collaterali, negli impianti post-contatore, nella riqualificazione energetica degli edifici, nell'installazione di impianti fotovoltaici anche al di fuori del nostro territorio (distribuzione e vendita di gas metano in Bulgaria, in 24 città e altre 14 future).

La nostra austerit─ü? ─Ź nei dolci

RIMINI - Notizie satira - mer 27 mar 2013
di Lia Celi

Non risulta che i tifosi inglesi in trasferta nel Riminese abbiano preso d'assalto anche i panifici. La birra interessava loro in tutte le sue forma tranne che come lievito, anche se non possiamo escludere che per disperazione si sarebbero gettati anche su quello, qualora i pub di Marina Centro avessero terminato le scorte. Se ci hanno messo piede l'hanno fatto in forma civile e pacifica, lieti di vedere in vetrina qualcosa di molto simile al loro Easter Bread, e cioè la nostra pagnotta pasquale.
Stessa reazione avrebbero avuto i tifosi israeliani, greci, ucraini e dell'Est Europa in generale, dove a Pasqua è tradizione arricchire il pane con uova, un po' di zucchero e uvetta e lucidarlo con il tuorlo sbattuto.
Certo, la versione romagnola, non c'è bisogno di dirlo, è la più grezza: la pasta viene semplicemente modellata a cupola (in Grecia, ad esempio, le si dà la forma di una treccia) e lasciata priva di decorazioni (in altre zone d'Italia si infilano nel dolce le uova benedette colorate o lo si cosparge di confettini variopinti). Ci facciamo sempre riconoscere, noi.
Okay, d'accordo badare al sodo e assicurare il minimo sindacale. Ma insomma, almeno per le feste di precetto anche l'occhio vorrebbe la sua parte, e se ci riescono quegli spiantati dei greci ad abbellire la loro pagnotta pasquale, forse dovremmo sforzarci un pochino anche noi.

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