Se i soldi non girano, non servono
Trovare il difficile equilibrio fra rigore e spesa
L'euro senza Europa non funziona: tutti lo dicono, ma l'Unione non fa passi avanti
Sto lentamente macinando le quasi 2000 pagine del Il mulino del Po, di Riccardo Bacchelli, forse l'ultimo scrittore italiano per il quale l'aggettivo 'grande' dovrebbe far poco discutere. Romanzo storico manzoniano, cioè storico veramente, non feuilleton in costume. Che il grosso del racconto lo pone in Italia, sul Po di Ferrara, dal dominio napoleonico all'Unità. E mi colpisce quando riporta che dopo l'unità le popolazioni furono afflitte da un fortissimo aumento delle imposte, che culminò con la impopolare e famigerata 'tassa sul macinato'. Promulgata nel 1868, portò a sommosse represse militarmente, fu inasprita e fece cadere il governo della Destra storica nel 1876, anno in cui fu però raggiunto il pareggio di bilancio. La sinistra la abolì interamente, comunque, solo nel 1884. E quindi, soprattutto gli strati più deboli della popolazione, potevano ben dire che si stava meglio quando si stava peggio, sotto il Papa o sotto l'Austria. Perché diventare più grandi rendeva necessario pagare i debiti.
Vi sono analogie con l'oggi. Perché questa crisi dipende dal fatto che l'Europa non è né fatta né non fatta, è in mezzo al guado. E si sapeva bene che si stava procedendo troppo lentamente, rimandando, allungando i tempi, per non voler affrontare la necessità per cui maggior potere all'Europa significa meno potere agli stati. La moneta unica ora ci pone l'aut aut: non possiamo avere l'euro senza avere una finanza Europea omogenea. Un singolo paese non può aprire il tappo del lavandino, anche se piccolo, perché di lì piano piano si prosciuga tutto.
La Germania ha ragione allora nel dire: non si può andare d'accordo se uno risparmia e gli altri spendono. E l'Italia repubblicana praticamente si basa su questo: metà degli italiani lavorava e risparmiava e l'altra metà veniva mantenuta dalla prima. Altro che 'fondata sul lavoro'. Fondata a metà, dovevano scrivere.
Però hanno ragione anche gli Usa che dicono, in sostanza: i soldi servono se girano. I soldi fermi non servono a niente. Che significa: l'inflazione è dolorosa per chi ha i soldi, ma fa spendere, mentre la deflazione fa contento chi li ha ma non fa spendere. Perché se i prezzi domani sono più alti di oggi, compri oggi, se domani sono più bassi, compri domani. Ma oggi è adesso, domani è domani. Per tornare alla metafora del mulino: se i soldi non scorrono, non si macina. Si è visto che aumentare le aliquote non serve, se i consumi calano. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra rigore e spesa. E fare l'Europa.
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