Quel rompiscatole di zio Terry
Un parente stretto che insistiamo a ignorare
I criteri antisismici dovrebbero riguardare innanzi tutto le persone
Qualche sfollato buontempone in rete ha già cominciato a chiamarlo «zio Terry». Dove Terry sta per terremoto, naturalmente, rompiscatole come solo sa esserlo un parente stretto.
Zio Terry è un misantropo dal pessimo carattere, per questo abita da sempre nel sottosuolo, un piano sopra rispetto a Belzebù. Si fa vivo una volta ogni tanto e si presenta sempre a orari sbagliati: ti butta giù dal letto nel fine settimana, quando potresti dormire, oppure ti interrompe il lavoro sul più bello. E quando arriva pretende tutta la tua attenzione.
Sì, zio Terry rompe le scatole, e, purtroppo, anche le case e i capannoni, quando sono fragili come scatole, ma non è cattivo. E' la società a renderlo capace di uccidere - in particolare la società italiana, che malgrado si registri un cataclisma ogni cinque-sei anni in qualche punto della penisola, ancora non si è resa conto di vivere su uno dei lembi più instabili della crosta terrestre, né ha imparato ad affrontare con razionalità gli eventi sismici, e costruisce edifici che crollano sulla testa della gente per scosse che in Giappone o in California sono ordinaria amministrazione.
Noi vediamo il lampadario che oscilla impercettibilmente e per prima cosa ci buttiamo sulle scale (pericolosissime) per scapicollarci in strada, senza documenti e denaro, quando non addirittura senza vestiti. Quando zio Terry va a trovare i nipoti a Tokyo viene accolto con serenità e compostezza anche quando scuote gli edifici come bussolotti del lotto (ci sono i video su YouTube a provarlo). I nipponici sono abituati fin da piccoli alle periodiche sfuriate dello zio, sanno di vivere in case predisposte a fronteggiarle, ma hanno sempre pronta la valigetta con l'occorrente per passare un paio di notti fuori. E sono coscienti anche che, se Terry si incavola veramente, non c'è casa antisismica che tenga. E' troppo più forte di loro. Quel che deve assolutamente resistere al sisma, ad ogni costo, non è la struttura interna delle case, ma quella delle persone, i legami che le uniscono e permettono loro di rendersi utili le une alle altre.
Zio Terry, che sta facendo una lunga e sgradita visita ai nostri cugini emiliani ma si concede qualche escursione sulla costa, tanto per farci inaugurare sotto buoni auspici la stagione turistica, ci ricorda che dobbiamo costruire innanzitutto noi stessi con criteri antisismici: sapere cosa fare, dove andare, senza perdere la calma o trasmettere panico a chi ci sta intorno. Se poi la zolla appenninica si decidesse una buona volta a sistemarsi accanto a quella alpina senza urtarla e strisciarla malamente, peggio di me quando parcheggio in via Brighenti, sarebbe ancora meglio. Zio Terry potrebbe andare a far ballare qualche affascinante atollo deserto nel Pacifico, senza dare più fastidio a nessuno.
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