ARTICOLI IN ARCHIVIO

mer 27 mar 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

euro2.jpgIl Rapporto annuale della Camera di Commercio certifica con i numeri quello che imprese e famiglie avvertono ogni giorno: crisi, recessione, sempre meno soldi in circolazione. Rispetto al resto della Regione, a Rimini le cose vanno anche un po' peggio, soprattutto sul fronte del credito e dell'occupazione. Le sofferenze bancarie da noi sono aumentate del 23,3%. Di qui una diminuzione degli impieghi del 5,8%, che però diventa -8,5% quando si parla di imprese e addirittura -14,3% dei finanziamenti per cassa, cioè non quelli che servono agli investimenti, ma per la normale sopravvivenza delle aziende. E i Consorzi fidi, che hanno svolto un ruolo fondamentale, sono drammaticamente a corto di liquidi. Eppure, c'è anche qualche motivo di fiducia.
Le previsioni dicono che il fondo del barile dovremmo averlo ormai raschiato. Dopo aver fatto peggio di tutti, con una caduta del Pil più rovinosa perfino rispetto alla Spagna, verso la fine del 2013 la tendenza dovrebbe finalmente invertirsi. E nel biennio 2014-2015 la crescita in Italia è prevista fra le più alte d'Europa, seconda solo a quella tedesca. Crescita modesta, ma sempre meglio che niente. Da dove arriva questo refolo di fiducia? Dal fatto che, sempre secondo gli esperti, i sacrifici non sono stati vani. I conti dello Stato sono al sicuro. Il tessuto produttivo non è compromesso e anzi nell'export è decisamente all'offensiva.
Beppe Grillo dice che l'Italia è un Paese già fallito. Fra tante cose discutibili che va gridando, questa è la sciocchezza più grossa. La ricchezza patrimoniale degli italiani è superiore perfino a quella dei tedeschi, la nostra manifattura batte di gran lunga quella inglese e francese. E allora, come mai ci troviamo in braghe di tela?

mer 27 mar 2013 - Notizia di attualità - scritto da Bertolini Maria Luisa

Micaela Dionigi ha affermato negli anni l'immagine del Gruppo Società Gas Rimini. Un'azienda "sostenibile" attenta alla compatibilità ambientale e sociale con trecentocinquanta dipendenti ; ha creato dal nulla un Centro Congressi affermato con più di quattrocento convegni e la partecipazione di oltre settantaquattro mila persone solo nel 2012 e lo sviluppo di un affermato e prestigioso Ristorante, il Quartopiano di Rimini.
Una donna ai vertici di un grande gruppo. Come ha iniziato?
Trentuno anni fa ed è stata quasi una scelta "obbligata". L'azienda è stata fondata da mio nonno nel 1956 che avendo solo due figlie femmine (che hanno intrapreso altre attività) ha visto in me il suo "successore"...ma non prima di farmi fare una lunga gavetta.
Qual'è la sua forza?
La forza di volontà: concentrazione sugli obiettivi, coinvolgimento e valorizzazione dei miei collaboratori, perseveranza.Il mio motto è " non fare domani quello che puoi fare subito".
Che ostacoli incontra un'imprenditrice?
Gli impegni familiari, i figli... Molte volte non ci sono i tempi per poter immergersi appieno in un'attività imprenditoriale e questo va a discapito del successo del lavoro.
Qual'è il filo conduttore di SGR?
Partendo dal core business della distribuzione e della vendita di gas, siamo riusciti a svilupparci su business collaterali, negli impianti post-contatore, nella riqualificazione energetica degli edifici, nell'installazione di impianti fotovoltaici anche al di fuori del nostro territorio (distribuzione e vendita di gas metano in Bulgaria, in 24 città e altre 14 future).

mer 27 mar 2013 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Non risulta che i tifosi inglesi in trasferta nel Riminese abbiano preso d'assalto anche i panifici. La birra interessava loro in tutte le sue forma tranne che come lievito, anche se non possiamo escludere che per disperazione si sarebbero gettati anche su quello, qualora i pub di Marina Centro avessero terminato le scorte. Se ci hanno messo piede l'hanno fatto in forma civile e pacifica, lieti di vedere in vetrina qualcosa di molto simile al loro Easter Bread, e cioè la nostra pagnotta pasquale.
Stessa reazione avrebbero avuto i tifosi israeliani, greci, ucraini e dell'Est Europa in generale, dove a Pasqua è tradizione arricchire il pane con uova, un po' di zucchero e uvetta e lucidarlo con il tuorlo sbattuto.
Certo, la versione romagnola, non c'è bisogno di dirlo, è la più grezza: la pasta viene semplicemente modellata a cupola (in Grecia, ad esempio, le si dà la forma di una treccia) e lasciata priva di decorazioni (in altre zone d'Italia si infilano nel dolce le uova benedette colorate o lo si cosparge di confettini variopinti). Ci facciamo sempre riconoscere, noi.
Okay, d'accordo badare al sodo e assicurare il minimo sindacale. Ma insomma, almeno per le feste di precetto anche l'occhio vorrebbe la sua parte, e se ci riescono quegli spiantati dei greci ad abbellire la loro pagnotta pasquale, forse dovremmo sforzarci un pochino anche noi.

mer 27 mar 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

My Special Car Show, l´unico ed originale evento dedicato alle auto speciali e sportive organizzato da GL events e Rimini Fiera, torna per la sua undicesima edizione a Rimini Fiera dal 5 al 7 aprile.

I veri protagonisti saranno come sempre le case automobilistiche e le aziende di settore, con in prima fila il comparto del car audio e degli accessori e gli appassionati che arriveranno da tutta Italia e dall´estero per respirare appieno l´energia del mondo del tuning. 

Molte le iniziative in programma per festeggiare questo compleanno, affiancate come di consueto da raduni monomarca e dedicati al car audio, momenti di intrattenimento sul palco e attività dinamiche sulle aree esterne.

La scorsa edizione si era chiusa con oltre 80.000 visitatori, quasi 2.000 auto esposte, 200 club presenti e 247 premiazioni su un palco che ha ospitato le bellezze di Miss Italia ed esibizioni musicali molto coinvolgenti.

L´edizione 2013 si annuncia come un grande happening, ricco di sfide e nuovi progetti. Confermate anche le selezioni ufficiali di Miss Italia 2013.

mer 27 mar 2013 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Queste elezioni hanno segnato un salto nella struttura mediatica italiana. I media determinano sempre i processi politici. La stampa su rotativa ha condizionato le elezioni nell'800. La radio ha reso possibili le dittature nazi-fasciste e comuniste. La televisione ha consentito il sistema delle democrazie occidentali e poi di tutto il mondo. Tutti questi media sono unidirezionali. Un emittente 'parla' e la massa degli utenti ascolta. I riceventi possono reagire, perché non esiste comunicazione senza reazione (feedback), ma non possono rispondere direttamente. Radio e TV hanno costruito un sistema di tipo 'megafono' in cui il potere consiste nel poter inviare lo stesso messaggio a milioni di persone. Chi controlla il megafono controlla le masse. In Italia, per una serie di vicissitudini che non posso qui riassumere, si è prodotto un duopolio collusivo tra la TV di Stato e un privato.
Internet è un sistema diverso perché 1) è bidirezionale: i segnali viaggiano sempre in tutte e due le direzioni; 2) non è un megafono ma una rete nella quale ogni punto può comunicare con qualsiasi altro; 3) le dimensioni del web sono superiori ad ogni altro sistema mai esistito nella storia: parliamo di miliardi di potenziali partecipanti.
Internet rende più visibile un dato fondamentale della comunicazione: comunicare significa far capire all'altro i nostri pensieri. Per farlo devo capire come l'altro pensa. Dunque per comunicare è più importante ascoltare che parlare. La teoria del megafono è dunque parziale: il potere nella comunicazione non è nel megafono, ma nella conoscenza del pubblico. Soprattutto nel marketing e in politica: se so che cosa le persone vogliono, è facile ottenere la loro approvazione.

mer 27 mar 2013 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Sommersi come siamo dall'effetto mediatico dei tanti "spacciatori di grillismo" che ci propinano un'adulatoria "mondezza comunicativa" a favore di un signor nessuno che loro stessi hanno creato leader, figuriamoci che peso potrà mai avere la dissertazione polemica sull'uso improprio di una parola. Ma io la faccio lo stesso, "per la precisione", come diceva Massimo Alfredo Giuseppe Maria Buscemi, la stravagante spalla di Fazio quando questi ancora non era l'ondivago conduttore televisivo strapagato per fare l'equidistante fra politica e antipolitica.
Vocabolario alla mano, dicesi "conferenza" un «colloquio tra due o più persone su un argomento particolare», mentre per "conferenza stampa" s'intende «l'intervista che un personaggio della politica, dell'arte, della scienza tiene, rispondendo alle domande dei giornalisti». Avendo i grillini in gita-premio al Parlamento inaugurato la prassi della conferenza stampa con divieto di parola ai giornalisti (che però continuano masochisticamente a farsi da loro sbeffeggiare), logica vorrebbe che non la chiamassero "conferenza" ma "referenza", che essendo sinonimo di "informazione" non comporta l'obbligo all'interlocuzione. Indire una conferenza stampa in cui siano impedite le domande ai giornalisti denota una stortura mentale paragonabile a quella di chi pretendesse di guidare un'auto senza benzina o di cuocere gli spaghetti senz'acqua.

mer 27 mar 2013 - Notizia di attualità - scritto da Bertolini Maria Luisa

Si chiamano Elisabetta, Giuseppina, Raffaella, Maria, Deanna, Simona, Prima, Santina ed in comune hanno una forte determinazione nell'ambito lavorativo: hanno affrontato il momento di crisi con successo, hanno rischiato e si sono innovate specializzando e qualificando la loro impresa. Queste donne riminesi, sono state gratificate l'8 marzo come Imprenditrici di Successo per il valore globale della loro impresa, l'innovazione e la qualità dei prodotti e dei servizi offerti, dei processi utilizzati e dell'organizzazione adottata nella loro azienda. Il prestigioso riconoscimento è stato istituito 10 anni or sono, in collaborazione con le Associazioni dall'Assessorato alle Pari Opportunità.
Nel giorno della Festa della Donna, nella sala del Giudizio del Museo della Città di Rimini, l'Assessore alle Politiche di Genere Nadia Rossi ha consegnato ad ognuna l'attestato "Donne e impresa una sfida fra tradizione e innovazione". L'iniziativa, arrivata quest'anno alla decima edizione - sono state invitate le premiate degli ultimi 10 anni - è promossa dal Comune di Rimini in collaborazione con CNA Impresa Donna e Confartigianato Donne Impresa nell'ambito delle iniziative promosse per la giornata internazionale della Donna.

mer 13 mar 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

santagiustina.jpgLa "società civile" da una parte, la "casta" dell'altra. I cittadini vessati da una politica incapace, sorda e per giunta ladrona. Questa rappresentazione della società non è solo italiana e non solo di oggi. Né qualcuno può dubitare che non sia vera. Eppure, c'è qualcosa che non torna. Prendiamo a esempio il fenomeno dei comitati. Il loro dilagare è la prova più clamorosa del distacco fra la politica e i cittadini. I quali non si sentono rappresentati dagli organi previsti dalla democrazia, anche se sono stati eletti dalla maggioranza dei cittadini stessi. Ma i comitati, a loro volta, quanto e chi rappresentano?
Siccome siamo sempre un po' più avanti degli altri, Rimini è da tempo terra fertile di comitati. Di conseguenza, è stata anche una delle prime roccaforti del Movimento 5 Stelle, unico che sia riuscito a commutare le firme nelle petizioni in voti sonanti. Ma proprio grazie alla nostra attitudine ad anticipare la storia, da noi si è verificato anche un ulteriore, interessante fenomeno. Quello del comitato e dell'anti-comitato.
E' quanto si sta consumando a Santa Giustina. L'antica e nobile frazione è nata un paio di millenni fa sulla via Emilia. La nostra innata modestia ci impedisce di gridarlo ai quattro venti, magari valorizzando la pietra miliare romana che giace semi-nascosta accanto alla chiesa, che a sua volta fu antichissima pieve. Pertanto ci siamo limitati a lasciare Santa Giustina al destino comune a tanti paesi che furono di campagna e ora sono ingabbiati dall'urbanizzazione: in altre parole, dal traffico più opprimente.

mer 13 mar 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Lo sport contro il razzismo. Dopo aver trattato su queste pagine l'intercultura e valori quali l'amicizia e il rispetto nelle loro più varie sfaccettature, su questo numero abbiamo deciso di sottolineare l'importante ruolo svolto dal gioco e dallo sport nel veicolare messaggi di uguaglianza e rispetto per identità e diversità. Per farlo abbiamo coinvolto come sempre gli alunni delle scuole elementari che hanno espresso attraverso disegni e frasi il loro pensiero sullo sport e sul valore che può avere nell'unire culture diverse attraverso il rispetto delle regole, la forza nel formare un gruppo e aiutare il proprio compagno.
L'idea si collega alla "Giornata Mondiale contro il razzismo" in programma domenica 24 marzo, un'iniziativa della Provincia di Rimini (Assessorato all'Immigrazione) in collaborazione con Uisp Rimini Associazione Arcobaleno e Tavola della Pace Rimini, Chiamami Junior, Autside Social Football e Centro Regionale che prevede dalle 9.30 alle 12.30 in piazzale Fellini giochi, laboratori didattici ed esposizioni tutte a tema "L'intercoltura dello sport". I lavori presenti su queste pagine saranno esposti durante la giornata.

http://www.chiamamicitta.net/documentiPDF/chiamami%20junior%20706.pdf

mer 13 mar 2013 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«Io li ho votati, ma a sentire la tivù mi ero spaventato» mi confida un amico simpatizzante M5s. «Poi sono andato all'incontro con la Giulia Sarti, nella sede della Provincia, e mi sono tranquillizzato. Se vedi questa ragazza, se la senti parlare, percepisci un entusiasmo che gli altri non hanno, c'è poco da fare».
Ebbene sì, riminesi, da questa settimana, oltre al Papam, habemus grillinum - anzi, grillinam - in Parlamento. Di questi tempi vale quasi più del papam. Tanto, chi se lo fila ormai? Sono dieci anni, cioè dal definitivo declino fisico di Karol Wojtyla, che decidono tutto le lobby vaticane, ed è chiaramente per questo che Benedetto XVI «gliel'ha data su», come si dice a Bologna, e ha attaccato le scarpette di Prada al chiodo.
Il deputato grillino, invece, conta eccome. Appartiene al primo e più influente partito italiano, il fenomeno politico di cui tutto il mondo parla, è inseguito dai tiggì, tallonato dai cronisti politici, consultato dai reporter come un oracolo, ogni suo starnuto diventa lancio d'agenzia, titolone, breaking news.
Ci credo che il mio conoscente si era spaventato: a forza di sentire starnuti, più che una deputata temeva di aver eletto un raffreddore da fieno. E invece la nostra rappresentante M5s in Parlamento (dico nostra nel senso di "del territorio") gli ha fatto una buona impressione: «Ogni due settimane verrà qui per raccontare quel che succede a Roma, per ascoltare i bisogni dei cittadini e portarli in aula». E se Casaleggio e Grillo non sono d'accordo?

mer 13 mar 2013 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Mi fidavo dei sondaggisti italiani. Aspettavo solo la lista dei ministri di Bersani. Vi autorizzo a darmi del pataca. Non sono certo l'unico. Invece, è arrivato il nuovo. A ogni nuova rivoluzione mediatica corrisponde una rivoluzione politica. Lo insegno ma non ci credevo. E il web ha fatto esplodere il sistema partitocratico basato sul controllo della televisione.
I partiti e Berlusconi si dividevano la TV, e decidevano chi la usava. Grillo ha aggirato la loro linea Maginot. Perché non ho capito cosa stava succedendo? Perché non ho capito in che modo e quanto sono arrabbiati i giovani e i non garantiti che costituiscono la forza del 5 Stelle, il suo nucleo culturale.
Sono molto arrabbiati ma non si esprimono come le mitiche 'masse' che ama la sinistra. Il popolo di internet non è cresciuto con l'idea della massa, non vuole esserlo. E' una rete di individui. Il tentativo di spaccarli che sta facendo Bersani secondo me non funziona. Danno per scontato di avere idee diverse. Ma sono pragmatici e sono abituati a lavorare a contratto, quindi a stare insieme su un progetto condiviso finché non è compiuto. E poi, ognuno per sé.
Il loro progetto non è così idiota come gli avversari lo descrivono. Il reddito di cittadinanza, se si finanziasse con i risparmi di un sistema di protezione sociale che protegge più la burocrazia che lo gestisce di chi lo riceve, può stare in piedi. In diversi paesi esiste.

mer 13 mar 2013 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Se fossi Bersani, ecco cosa direi fra qualche giorno a Napolitano: «Amatissimo Presidente, se è una sciocchezza affermare che gli elettori abbiano sempre ragione, è invece sacrosanto doverne rispettare fino in fondo la volontà, quand'anche essa contenga massicce dosi di corbelleria e autolesionismo. Il centrosinistra, col suo 30%, rappresenta chiaramente una sia pur dignitosa minoranza del Paese e la fittizia maggioranza che ha ottenuto alla Camera è frutto di una legge elettorale truffaldina, che ho inutilmente contrastato quando fu imposta dalla destra e non sono poi riuscito a far modificare. Il 55% degli Italiani ha scelto l'accoppiata Berlusconi-Grillo e ora è giocoforza che a fare il Governo ci pensino "i due clown", come li ha chiamati Steinbrück, che tu hai giustamente rifiutato di incontrare per protesta verso l'improvvida battuta detta durante la tua visita in Germania. Ammetterai però che quella definizione non fa una piega e anzi contiene un'omissione, in quanto risparmia Casaleggio, che i tedeschi o non conoscono oppure scambiano per un qualche personaggio dei Fratelli Grimm, indecisi fra la strega di "Hansel e Gretel" e la bimba ficcanaso di "Riccidoro e i tre orsi". Sì, Casaleggio è l'uomo delle favole e la più grossa l'ha raccontata quando ha affermato che "l'esito del voto al M5S è essenzialmente un prodotto di Internet perché ha consentito la democrazia diretta che il movimento ha sposato e praticato".

mer 27 feb 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

bersani(2).jpgGli italiani non ne possono più? Più che altro, gli italiani non ne hanno mai abbastanza. Sono state le prime elezioni politiche consumate d'inverno. Non solo quello meteorologico, ma soprattutto quello economico e sociale: nel bel mezzo della crisi più tragica che il Paese abbia conosciuto dal dopoguerra. Con la differenza - in peggio - che nessuna ricostruzione è in vista. La risposta degli elettori è stata univoca: non vogliamo essere governati. Chi ha avuto la temerarietà di proporsi a farlo - Bersani e Monti - è stato ridotto a più miti consigli. Premiato invece chi a governare non ci pensava affatto: Grillo e Berlusconi.
Il Movimento 5 Stelle consiste in tanti "no!", dai più sacrosanti ai più inquietanti: no ai condannati in parlamento, agli sprechi, alle ruberie, alle caste, agli scempi ambientali, all'annichilimento della scuola pubblica, al fisco forte coi deboli e debole coi forti, a partiti più sordi dei sassi. E ci voleva un comico perché divenissero priorità: il che la dice lunga sugli altri concorrenti, specie se di sinistra. E poi, però, no all'euro; no - O nì? Non si è capito - al voto agli immigrati; no, a prescindere, alle grandi opere.
Giusto o sbagliato che sia tutto ciò, siamo di molto al di sotto di un programma di governo. Ma proprio qui si annida qui la mossa decisiva: "governo" da noi è diventata una parolaccia e molto prima che lo diventasse "politica". Merito, senza dubbio dei governi e della politica: che però non sono calati da Marte, bensì pervicacemente, per decenni, sono stati voluti da noi medesimi.
Berlusconi ha vinto due volte: primo, perché è vivo e vegeto nonostante un salasso, fra lui e la Lega, che gli costa otto milioni di voti. Secondo, proprio perché non ha vinto abbastanza da dover governare. Ergo, ci sono ancora quasi dieci milioni di italiani disposti a seguirlo ovunque, purché sia raggiunto l'unico obiettivo che conti davvero: che perdano gli altri. E se "ovunque", come annunciato da Berlusconi in persona a scrutini ancora in corso, significa fare un governissimo proprio con gli odiati "altri", nessuno fa una piega. Del resto a ben altre incoerenti enormità sono abituate le pance della destra italiana.
Mario Monti in realtà un po' di voti li ha presi: chi è scomparso, invece, è stato quel centro che nascondendosi dietro il nuovismo bocconiano incarnava il vecchio che più vecchio non si può.

mer 27 feb 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

L'Accademia dell'accoglienza è il primo evento organizzato a Rimini per gli addetti all'accoglienza e all'ospitalità; si svolgerà al Palazzo dei Congressi a Rimini, venerdì 8 marzo.
Fra i relatori, i massimi esperti di turismo, a iniziare da Giancarlo Dall'Ara, docente universitario e consulente. Inoltre, Pietro Brighetti, Anna Cossetta, Chiara Camerada, Giampaolo Proni e tanti altri.

Dopo i saluti dell'Assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci, il programma prevede:
- 9.45, Giancarlo Dall'Ara: Reinventare l'accoglienza
- 10.15, Arch. Simone Micheli: Spazi e luoghi accoglienti (destinazioni, alberghi, Iat).
- 11.15, Giampaolo Proni: Il linguaggio accogliente
- 11.45, Andrea Pollarini: Accogliere e raccontare la tipicità: Il Piano regolatore dell'accoglienza
- 12.20, Gerry Bright, sindaco di Monmouth, città "wikipedificata"
- 14.30, Chiara Camerada: Lo Iat del futuro è un Apple Store?
- 15.15, Ricci Mingani: Organizzare l'accoglienza: come demolire l'approccio burocratico
- 16.00, Piero Brighetti - Mediamorphosis: Percorsi accoglienti
- 17.00, Anna Cossetta: L'accoglienza al tempo di internet
- 17.40, Federico Mencarelli: Un'accoglienza China Oriented: soddisfare le aspettative dei turisti cinesi nel rispetto della loro cultura
- 18.10, le conclusioni di Giancarlo Dall'Ara

Per tutti i dettagli sui prezzi e la modalità di iscrizione http://www.accademiadellaccoglienza.it/

 

mer 27 feb 2013 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Ammetto di essere smaccatamente parziale: credo che il liceo Classico sia la scuola più bella del mondo. Io l'ho frequentato e se potessi mi re-iscriverei domani, per approfondire tutto quel che all'epoca, con superficialità adolescenziale, ho trascurato.
E la scuola più brutta del mondo qual è? Sempre il liceo Classico, se non lo si è scelto per amore. Sì, perché ci vuole tanto amore e un pizzico di follia (o di masochismo, secondo altri) per accollarsi tutto quel latino e soprattutto il greco, materia della quale anch'io, che pur ne ero così infatuata da studiarla anche all'università, oggi fatico a capire l'utilità, se non si vuole intraprendere una carriera da filologo o archeologo.
La mia primogenita ha iniziato quest'anno al Giulio Cesare e vive un'entusiasmante luna di miele con declinazioni, paradigmi e spiriti aspri o dolci, insieme a tre o quattro nerd ambosessi eccentrici come lei. Poi c'è il grosso di quelli che vanno abbastanza bene o benino. E poi, inevitabilmente, i ragazzi che fanno poco o niente, quando non mostrano un'evidente allergia alle lingue classiche.
Era così anche ai miei tempi, un trentennio fa, e, come oggi mia figlia, anch'io mi chiedevo perché, se il latino e il greco a loro facevano così schifo, avevano scelto un liceo che notoriamente ha come atout principale lo studio del latino e del greco. «Figli di avvocati e notai», mi si rispondeva allora, sottintendendo che avrebbero proseguito l'attività dei genitori.

mer 27 feb 2013 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Si parla tanto di sviluppo e ripresa economica. Ma se l'Italia non abbatterà i costi immensi della burocrazia possiamo scordarci la crescita.
Alcuni esempi.
1. Abbiamo uffici che servono a comunicare con altri uffici. Il sistema dei CAF o 'patronati', per esempio, esiste per consentire di dialogare con la pubblica amministrazione, perché è talmente difficile e richiede tanto tempo che i cittadini non ci riescono. Tuttavia, lo stesso sistema dei CAF è diventato una burocrazia: mi è capitato ultimamente di non riuscire a prendere appuntamento con un patronato che mi avrebbe dovuto aiutare per una pratica. Forse ci vuole un'assistenza all'assistenza?
2. La motorizzazione civile, il catasto, sono uffici analoghi. Esistono agenzie e professionisti che paghiamo perché accedano a questi servizi.
3. Se per il cittadino la pubblica amministrazione è complicata, per le imprese lo è il doppio. Anche una piccola SrL o una cooperativa con dieci fatture all'anno devono avere un commercialista, così come un artigiano o un professionista. I miei amici commercialisti mi perdoneranno, ma loro stessi sanno che lavorano a causa di una jungla nella quale nessuno può avventurarsi senza uno specialista.
4. Il sistema giudiziario. Qui tocchiamo vertici di vera criminalità. Tanto che siamo i più condannati dalla Corte di Strasburgo, dopo la Turchia. La giustizia penale è altamente inefficiente (lo dice ogni anno la stessa Corte di Cassazione), quella civile, per capirci, ha 5 milioni di cause pendenti. In pratica non esiste. Questo ci costringe a vivere senza giustizia civile, il che ci obbliga a stipulare contratti blindati, a proteggerci da ogni possibile danno di terzi con costose assicurazioni, a comprare una casa solo se siamo mille volte sicuri, ecc.

mer 27 feb 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Pensavate di sistemare la casa o il capannone dal pericolo di terremoti? C'è ancora tempo fino al 10 marzo per chiedere soldi a fondo perduto: presso il Comune di Rimini, fino a quella data è aperto il bando regionale che concede contributi a fondo perduto per interventi di prevenzione del rischio sismico. A disposizione dei riminesi, sia privati che aziende, ci sono in tutto 2 milioni di euro.
Fra le imprese a associazioni che si sono attrezzate per fornire consulenze in proposito, Studio TI, Legacoop, CNA e C.A.R. hanno attivato un numero verde gratuito cui chiedere tutte le informazioni in merito: 800 58 693

mer 27 feb 2013 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

È chiaro che il 30% dei votanti (Grillo più i partitini), grazie al porcellum e in concorso con quel 25% di elettorato menefreghista che è rimasto a casa, s'è disinteressato a scegliere chi debba governare il Paese, preferendo decidere di "tagliarselo per far dispetto alla moglie". Che tradotto vuol dire: "per far dispetto alla 'classe politica' rendiamo ingovernabile l'Italia, anche se poi a pagarla saremo tutti noi, a colpi di spread e di impossibilità ad avere provvedimenti indispensabili per fronteggiare la crisi".
Non sarà da fine politologo, ma dopo questo voto "mi prude" un interrogativo: quanti, fra gli oltre otto milioni di elettori di Berlusconi e Grillo, sarebbero disposti ad applaudire un ipotetico Pinochet italiano? Uno che, in divisa e con gli occhialoni neri, declamasse in Tv l'agognato "vi abbasso le tasse" e poi, per "mandarli a casa tutti" sul serio, chiudesse il Parlamento?
Sono costoro, i democratico-labili, il primo virus che ammorba l'Italia. Quelli che sbraitano contro "la politica" ma dovrebbero farlo prima di tutto contro se stessi, perché se cresce la malapianta della cosiddetta "casta" non è "nonostante loro", ma "grazie a loro", che ne costituiscono il principale alimento e concime, lasciandosi incantare da due miliardari che c'entrano come i cavoli a merenda con l'esistenza della gran parte dei loro scodinzolanti seguaci. In questa campagna elettorale, uno s'è limitato a intercalare le mal recitate panzane del suo ventennale repertorio con qualche maialesca performance tipo quel «ma lei quante volte viene?» fatto subire in pubblico alla Signora Angela Bruno.

mer 13 feb 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

benedettoXVI.jpg"È una scelta, la sua, da cui traspare un alto senso di responsabilità e nella quale si ravvisa la stessa umiltà e disponibilità con cui quasi otto anni fa intraprese il Pontificato. Qualche ora dopo la sua elezione, dichiarò alla folla riunita in piazza San Pietro, di sentirsi come «un semplice e umile servitore della vigna del Signore». Con questi atteggiamenti Benedetto XVI ha guidato giorno dopo giorno la barca di Pietro e con questi sentimenti conclude il suo servizio pontificale.
Tutta questa vicenda ci invita a grande preghiera per rendere grazie al Signore per avercelo dato come Pontefice, sicuri che Benedetto XVI continuerà a servire la Chiesa con il suo sacrificio e la sua grande preghiera"». Così scrive il nostro Vescovo, Monsignor Francesco Lambiasi.
Riflessioni e sentimenti che pervadono tutto il mondo, attonito di fronte a un gesto che era stato compiuto per l'ultima volta nel 1415.
Fra l'altro, quasi 600 anni fa, Rimini ebbe una parte non piccola durante la drammatica crisi passata alla storia come "Scisma di Occidente", che per quasi quarant'anni lacerò la Chiesa con la contrapposizione fra diversi Pontefici, fino ad averne perfino quattro contemporaneamente.
Proprio nella nostra città, infatti, il legittimo Papa Gregorio XII si era dovuto rifugiare, protetto dai fedeli Malatesta. E fu Carlo Malatesta in persona, quale delegato di Gregorio al Concilio di Costanza, a pronunciare la sua rinuncia all'ufficio di romano Pontefice.
Ma la scelta di allora fu dettata da motivi politici. Quella di oggi - e per favore, non chiamiamole "dimissioni" - con la commovente confessione di Benedetto - "Sento la fatica dell'età" - costituisce un atto inaudito nella bimillenaria storia del cattolicesimo, di cui tutti i successori al Soglio di Pietro dovranno tenere conto.
Un gesto epocale, appunto. Di fronte al quale risaltano per contrasto tutte le miserie di un mondo che certo la Chiesa fa sempre più fatica a interpretare. Un mondo che da parte sua si dimostra desolatamente incapace di guardare oltre i suoi angustissimi limiti.

mer 13 feb 2013 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

L'erba del vicino....è anche mia! Il cohousing è una particolare realtà abitativa in forte espansione a livello internazionale. E' un nuovo modo di abitare che prevede spazi e servizi condivisi tra persone amiche che scelgono e progettano la loro comunità residenziale. 
Chi vive in cohousing - sono più di mille gli insediamenti di questo tipo nel mondo - vive una vita più semplice, meno costosa e meno faticosa decidendo innanzitutto cosa condividere: un micronido per i bambini, un orto o una serra, un living condominiale, un servizio di car sharing o una portineria intelligente che paga le bollette e ritira la spesa. Solo per fare qualche esempio. Non è utopia ma l'esperienza quotidiana di migliaia di persone che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi. 
Il cohousing nasce in Scandinavia negli anni 60, ed è all'oggi, diffuso specialmente in Danimarca, Svezia, Olanda. Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone. Tipicamente consiste in un insediamento di 20-40 unità operative, per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di vivere come una "comunità di vicinato" per poi dar vita, attraverso un progetto di partecipazione partecipata, alla realizzazione di un "villaggio" dove coesistono spazi privati, la propria abitazione, e spazi comuni, servizi condivisi. 
Le motivazioni che portano alla co-residenza sono l'aspirazione a ritrovare dimensioni perdute di socialità, di aiuto reciproco e di buon vicinato. Ma anche il desiderio di ridurre la complessità della vita, dello stress e dei costi di gestione delle attività quotidiane. 

mer 13 feb 2013 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il riminese non emigra. Fin che può, pendola; in auto, ma soprattutto in treno. Verso Nord, verso Sud, sulla dorsale adriatica o sulla West Coast tirrenica dove il sole tramonta nel mare anziché dietro le colline e gli confonde le idee. L'importante, dopo 8 o 48 ore, è tornare a casa. Bisogna dire che chi torna dalla stazione di Bologna ha la visuale migliore. Rimini accoglie il reduce con una delle sue più belle cartoline, perfettamente inquadrata nel finestrino: la scritta «Rimini» in bianco sul cartello azzurro affisso a un muro rosso, e poi il porto, tutto colorato di giorno e punteggiato di luci di notte - e non parliamo di cos'è al tramonto, sotto il cielo trionfante di arancio e rosa. Una botta d'orgoglio che un minuto dopo ti fa scendere dal treno contento e soddisfatto di essere tornato, e la prima boccata d'aria vagamente profumata di salsedine (a volte più una volenterosa illusione che una realtà) cancella ogni eventuale residuo rimpianto per le pulsanti e in genere puzzolenti metropoli che ti sei lasciato alle spalle, sia pure piene di opportunità che tra l'Arco e il ponte non sbocceranno mai.
Chi arriva da Sud si sorbisce il lungo pettine di strade perpendicolari tra la ferrovia e il mare, che solo dopo anni di pendolarismo smettono di sembrare tutte dannatamente uguali. Oddìo, specie nelle giornate di sole quelle vie hanno il loro fascino minimalista da periferia balcano-mediterranea (ehi voi di Bellariva e Rivazzurra, non tirate fuori i coltelli: il panorama cui mi riferisco non assomiglia a Beverly Hills e nemmeno a Cannes, e lo sapete benissimo), ma il porto è decisamente più scenografico. Anche perché preceduto a distanza di un chilometro dai muraglioni rosa-marrone del cimitero di Rimini, e rispetto alla città di morti qualunque città di vivi, ancorché imperfetta, fa la sua figura. 

mer 13 feb 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Rhex - Rimini Horeca Expo è il nuovo format unico per la ristorazione e l´ospitalità che dal 23 al 26 febbraio sarà allestito a Rimini Fiera. La manifestazione nasce dall'esperienza di SIA Guest e Sapore in risposta all´evoluzione internazionale dei mercati di riferimento; raccoglie in un format unico innovazioni, soluzioni e tendenze per tutto il mondo della ristorazione e dell´ospitalità.

Rhex dà alle aziende un´occasione per presentare in anteprima agli operatori nuovi modelli di business, format facilmente replicabili, corsi di gestione manageriale per affrontare le sfide del mercato e dare risposta alle esigenze di consumo dell´immediato futuro.

Il nuovo format offre alle aziende una più completa e numerosa platea di operatori: dal mondo dell´ospitalità a quello della ristorazione, dai locali d´intrattenimento alla ristorazione collettiva, dai progettisti dell´ospitalità e dei luoghi di consumo fuori casa ai distributori, con iniziative e proposte mirate per ogni target.

mer 13 feb 2013 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Pubblicando su un quindicinale, passano giorni tra il momento in cui scrivo e quello in cui leggete. Essendo in campagna elettorale, può succedere di tutto. Se Bersani viene indagato per evasione fiscale, se Berlusconi si ritira in convento, se Monti strangola la suocera o se Pannella muore di fame, tutto può cambiare. Tuttavia, in Italia, come diceva Tomasi di Lampedusa, siamo esperti nel cambiare tutto per non cambiare niente.
E dunque, lasciatemi un po' di vanità per aver indovinato che avremo probabilmente un governo Bersani-Monti e che possiamo contare, se ci dice ben, sulla tutela europea, cioè tedesca. Il che mi tranquillizza. Con l'età, e forse con la ragione, si è soliti dire che si diventa moderati. Personalmente, non mi piace l'aggettivo moderato. Non mi sento moderato, anzi, mi sento radicale. Vorrei che questo paese venisse rovesciato come un calzino. La moderazione non ha senso quando si è nella cacca come siamo in Italia. E siamo veramente messi male. Stiamo diventando ogni giorno più poveri, e nessuno ha il coraggio di dire che l'unica cosa da fare è lavorare di più guadagnando di meno. Possibilmente tutti, però. Trasformando centinaia di migliaia di inutili burocrati in lavoratori utili.
Al posto della moderazione ci metterei il buon senso, quello sì. E il buon senso mi dice che la Germania ha ragione. Avere i conti a posto è la condizione per avere l'Europa unita, forte e ben governata. Voi fareste una società con un socio che può spendere senza limiti e poi voi gli coprire i debiti? E avere l'Europa forte, unita e ben governata è la condizione per non farsi sopraffare dagli altri super-stati: USA, URSS, Cina, India, Brasile sono federazioni e saranno i protagonisti del prossimo secolo, e forse oltre. Una UE federale sarebbe la prima potenza economica e finanziaria del mondo, mentre da sola la Germania ha un PIL inferiore all'India.

mer 13 feb 2013 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Nella tappa riminese del Cantagrillo il "belin a 5 stelle", in coerenza col suo pensiero, ha dunque parlato di fogne. Per far contenti i suoi valvassini locali ha dato sfogo al panteganesco stridore del suo eloquio con quella fraudolenta trovata del mare giallo e pieno di batteri. Qui c'è però una novità di non poco conto: una volta tanto Grillo s'è limitato ad inventare un demenziale presagio di malattia, contraibile da chi facesse il bagno a Rimini, anziché lanciare i consueti anatemi funebri e invocare i soliti scenari di morte, di cui ecco un piccolo florilegio: «Il linguaggio dei politici è quello dei morti/I partiti sono morti/Zombie in poltrona che ci spiegano la crisi/Loro sono morti e lo sanno/I politici, morti viventi/I partiti, zombie che camminano/Quando entreremo in parlamento loro sono morti/Noi siamo vivi in un Paese di morti».
Non è necessario essere psicanalisti per chiedersi se una così paranoica evocazione funeraria, al di là dell'avversione per il Grillo padrone di partito, non debba suscitare un sentimento di umana compassione nei confronti di un uomo il cui inconscio sta forse cercando un rocambolesco "percorso politico" nel tentativo di elaborare il senso di colpa per essersi reso responsabile di sia pur involontari lutti altrui.
Siamo dunque all'antivigilia un voto che, fra tanti significati, avrà anche quello di un duplice test. Un test sul livello di "creduloneria beccona" degli Italiani, sancito da quanti rivoteranno Berlusconi non perché siano degli attaccabrighe alla Gasparri o delle anime perse tipo Bondi, ma solo perché continuano a vedere un superuomo in quel patetico vecchietto che "s'invrucchia" ogni giorno di più farfugliando le stesse panzane che ci somministra da vent'anni.

mer 30 gen 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terremotorimini 1916.jpgIl 29 gennaio si è tenuta a Rimini la Giornata della Protezione Civile. Fra le iniziative, una mostra fotografica a cura dell'associazione "Io non tremo" dal titolo "Liberi di conoscere e convivere con il rischio sismico".
La giornata si è svolta a Castel Sismondo: un luogo fortemente simbolico, perché proprio in piazza Malatesta fu allestita la tendopoli per accogliere gli sfollati del terremoto che nel 1916 colpì Rimini. Altre tende erano state montate in piazza Ferrari. Il sisma, con due grosse scosse in maggio e agosto e uno sciame che si prolungò per mesi, causò da noi un numero di vittime relativamente basso (19 in tutto) ma danni gravissimi in tutta la Romagna e nelle Marche. 
Nella sola Rimini dovettero essere abbattuti ben 600 edifici, mentre quelli lesionati, compreso il teatro "Galli", superarono il migliaio. Andò anche peggio a Riccione, Coriano, Santarcangelo, Savignano, Gatteo: quasi la totalità delle case danneggiate, strage di campanili e ciminiere.
Quello del '16 fu l'ultimo di una serie lunghissima di terremoti che avevano colpito questa parte d'Italia a cadenza più o meno secolare. Eppure, per una quarantina d'anni del ‘900 Rimini e circondario (con l'eccezione, chissà perché, di Morciano) furono "declassificati": da rischio sismico medio a nessun rischio. Con il risultato che il 70 per cento degli edifici oggi esistenti non risponde agli attuali criteri di sicurezza.
Abbiamo quindi un immenso patrimonio immobiliare che avrebbe urgente bisogno almeno di un'occhiatina da parte di un esperto, per vedere come stanno le cose. E gran parte di quei fabbricati, privati e pubblici, produttivi e turistici, probabilmente avrebbero bisogno di essere messi in sicurezza.

mer 30 gen 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Le iscrizioni scolastiche, aperte dal 21 gennaio, per quest'anno devono essere fatte on line per tutte le classi di ogni ordine e grado. Ammettiamo pure che tutti abbiano un computer collegato alla rete, italiani e stranieri, ma questo non basta ad un figlio di un emigrato senza permesso di soggiorno per poter frequentare una scuola. Il campo per il codice fiscale è obbligatorio e senza permesso di soggiorno in regola non lo si può avere. La nostra Costituzione tutela il diritto allo studio per i minori e quindi all'obbligo scolastico anche per i figli di persone straniere che si trovano nel nostro paese non in regola con i permessi. Queste nuove modalità avrebbero creato discriminazioni evidenti. Dopo prese di posizione delle associazioni studentesche, il Ministero ha emanato un comunicato per cui coloro che non sono in regola con i permessi possono recarsi alle segreterie delle scuole che potranno ricevere direttamente le domande di iscrizione.

mer 30 gen 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il processo per la strage di Fragheto, perpetrata oltre 69 anni fa, si avvia alla conclusione. L'udienza finale di discussione e la sentenza sono attese per il 7 febbraio. Lo scorso venerdì nel Tribunale Militare di Verona si era tenuta la settima udienza, aperta con la notizia della morte dell'imputato più anziano Karl Schafer, deceduto il 25 novembre a 101 anni. Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna all'ergastolo per Karl Wais e Ernest Plege. A Fragheto, presso Casteldelci, il 7 aprile 1944 truppe tedesche dello Sturmbattailon OB Sudwest uccisero 30 persone, tra cui sei bambini. L'azione, cui collaborarono anche miliziani fascisti inquadrati nei reparti tedeschi, fu "motivata" come rappresaglia dopo alcuni scontri con i partigiani della 1a Brigata Romagna, avvenuti nei paraggi. Schafer, da poco deceduto, era tenente e comandante di compagnia; Wais, aiutante maggiore; Plege, sottotenente e comandante di plotone.

mer 30 gen 2013 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Le elezioni invernali sono come le Olimpiadi invernali: il rituale è lo stesso - la staffetta dei tedofori, l'accensione del braciere, fingere di credere che l'importante sia partecipare-, le medaglie valgono uguale, ma la tensione è molto più loffia.
La partecipazione e l'entusiasmo collettivo per certe competizioni fioriscono con la bella stagione, con le temperature più miti, le giornate più lunghe e gli orari più laschi che favoriscono le riunioni all'aperto e la convivialità. Una cosa è seguire le gare in spiaggia dalla tivù del bagnino, insieme ai vicini d'ombrellone, tutti in mutande, ciabatte e birra gelata d'ordinanza, un'altra guardarle sul divano di casa propria mentre i figli fanno casino e fuori è buio e freddo.
Analogamente, i comizi in piazza quando ci sono tre gradi centigradi lasciano freddo il pubblico anche se l'oratore ce la mette tutta; e nelle sale affittate per l'occasione non è la stessa cosa, si perde il sapore nazionalpopolare e l'atmosfera vira pericolosamente in zona conferenza dei Rosacroce, presentazione di saggio palloso o dimostrazione di cosmetici e prodotti per la casa.
I cambiamenti climatici che stanno sciogliendo i ghiacciai e mandando in amore i lupi appenninici con mesi d'anticipo stanno sovvertendo anche la tradizionale periodicità elettorale, e le prossime votazioni cadranno, per la prima volta, nell'ultimo scorcio d'inverno, il 24 febbraio (giorno natale dell'imperatore Carlo V d'Asburgo e, guarda guarda, di Bettino Craxi).

mer 30 gen 2013 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Mi ha colpito la vicinanza cronologica di due episodi a vario modo ascrivibili al grande tema del senso civico. A Morciano, un ragazzo in vena di bravate notturne manda in frantumi le fioriere poste dinanzi al municipio. La madre, venutolo a sapere, lo costringe a seguirla in Comune, lui a chiedere scusa e lei a pagare i danni.
Qualche sera prima, a Ca' Baldacci, una larga maggioranza aveva "votato" la cacciata dell'Assessore Sara Visentin che era lì a sostituire il Sindaco, impossibilitato a partecipare a una pubblica assemblea incentrata sui "timori" suscitati dall'installazione di un impianto ecologico per la produzione di energia.
Nel caso di Morciano, quella madre ha impartito al figlio una lezione tesa a dimostrargli che il suo stupido gesto aveva offeso non già un'astratta entità chiamata Comune, ma l'intera comunità cittadina, proprietaria di quel piccolo bene pubblico. Chi farà invece capire a quegli abitanti di Ca' Baldacci che la loro "impresa" ha analogamente oltraggiato non solo la persona di Sara Visentin, ma più ancora la collettività riminese che lei in quel momento rappresentava? Ho il sospetto che a ispirarli sia stato il pachidermico "pensiero grillino"; e che più d'uno di quei finarelli sia in questo momento in Piazza Cavour, da dove, mentre scrivo, mi giunge il fastidioso rumore dei ragli del Grillo maledicente, la cui venuta a Rimini precede di poche ore un ben più sobrio evento: "La festa de baghin a mareina".

mer 30 gen 2013 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Tutti i sondaggi politici in Italia vengono per legge pubblicati sul sito sondaggipoliticoelettorali.it. E' un sito interessante perché si possono confrontare diversi rilevamenti. Al 21 gennaio in tutti i sondaggi il primo partito è il PD con il 30% circa, punto più punto meno. Gli altri seguono a distanza. Il PDL sta sul 18-19, Monti oscilla tra l'8 e il 10, Grillo è sul 12%. Senza premio di maggioranza, con il proporzionale puro, la strada di Bersani per il governo sarebbe piuttosto ardua. Ma per fortuna che c'è il tanto vituperato Porcellum che assegna un premio straordinario a chi ottiene la maggioranza relativa alla Camera: 340 deputati su 630. In pratica, se il secondo partito fosse il PDL con il 19% e il PD prendesse il 20, con un quinto dei voti avrebbe la maggioranza assoluta. Difficile capire a che cosa mirasse una legge così assurda. Varata nel dicembre del 2005 dal centrodestra, regolò le elezioni del 2006 vinte dall'Ulivo. Ma il lato peggiore del Porcellum è la differenza del sistema tra Camera e Senato. Se ricordate, il governo Prodi del 2006 pareggiò al Senato e dovette campare stentatamente sul voto dei senatori a vita, inclusa la buonanima della Montalcini quasi centenaria. Oggi il centrodestra mira ancora a questa strategia: arginare il PD in Senato e rendere difficile al vita al premier Bersani pur ricco di deputati. Quanto queste tattiche siano cialtronesche e italiote è inutile dirlo. Ma una classe politica che si fa leggi del genere, intese solo a offendere gli elettori, umiliare i parlamentari e blindare la partitocrazia, è degna di questi aggettivi.

mer 16 gen 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Brasini.jpgSuper-Imu per i negozi sfitti? Sembrerebbe logico, facile e soprattutto equo. Oggi quasi tutti i Comuni hanno fissato le aliquote massime per l'Imu sulle abitazioni sfitte (a Rimini è dell'1,06 per cento), mentre gli esercizi commerciali sono tutti soggetti alla stessa aliquota, che siano affittati a qualcuno o no. Inoltre vi sono leggi nazionali che avvantaggiano chi affitta a canoni agevolati una casa, mentre non esistono distinzioni di sorta fra chi riscuote o non riscuote i canoni delle attività commerciali. Per questo i centri storici "stanno morendo"? O gli affitti esosi sono solo il colpo di grazia dopo le bastonate della crisi?
A Rimini come ovunque, una supertassa immobiliare è la prima risposta che viene in mente, vedendo tante attività costrette alla chiusura o al trasferimento a causa di richieste di affitto perfino raddoppiate da parte dei proprietari. "Ma non è così facile intervenire in questo campo", spiega Gianluca Brasini, assessore al bilancio del Comune di Rimini.
Perché? "Perché, innanzi tutto, le tipologie dei locali commerciali e produttivi sono molto differenziate, mentre una casa è sempre una casa. E se di case da abitare c'è sempre bisogno ed è facile intravedere una speculazione dietro il rifiuto di metterle sul mercato, non è così per tutti gli esercizi. Un capannone può restare sfitto semplicemente perché nessuno lo vuole, in conseguenza di un'infinità di ragioni: per il luogo dove si trova, per il venir meno di certe sue caratteristiche che un tempo lo rendevano appetibile, per il mutamento di certe logiche commerciali, cui un determinato locale non si adatta più. Dunque, se si volessero differenziare le aliquote, bisognerebbe prevedere un'infinità di variabili. Altrimenti si corre il rischio che chi non riesce ad affittare solo perché non trova affittuari diventa cornuto e mazziato: non percepisce alcun canone e per giunta paga la tassa al massimo".

mer 16 gen 2013 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Il governo Monti ha sancito il fallimento della cosiddetta seconda repubblica italiana. Cosiddetta perché, mentre le quattro forme repubblicane della Francia corrispondono a epocali cambiamenti, nessuna riforma dello Stato ha segnato il passaggio italiano. Caduto il muro, la falsa democrazia in cui governava sempre lo stesso partito, tenuta sotto controllo dagli USA e dalla NATO, era stata messa in libertà. E abbiamo assistito al tentativo di creare un sistema bipolare, soprattutto per iniziativa di Silvio Berlusconi che ha unificato l'intera destra italiana, costringendo il centro-sinistra a fare altrettanto.
Purtroppo, ciò che vi era di positivo in questa idea non è stato tradotto in una riforma costituzionale, a causa della lotta livida e folle che ha contrapposto Berlusconi al sistema giudiziario e al centro-sinistra. Giusta o sbagliata che fosse, questa guerra ha di fatto sostituito la politica lasciando pian piano marcire il sistema. In anni nei quali l'Italia avrebbe avuto l'opportunità e la necessità di diventare un paese moderno capace di confrontarsi con i partner europei e le nuove economie nessuna delle due parti ha voluto e potuto dire al paese la verità, affrontando invece le elezioni con programmi irrealistici e prendendo decisioni solo in situazioni di emergenza, con poche eccezioni (per dirne due: la riforma universitaria Gelmini e le liberalizzazioni Bersani). Nel frattempo in Europa emergeva l'egemonia politica tedesca, sostenuta dalla sua forza economica. E questo vuol dire controllo del debito e conti pubblici a posto, per tutti. La speculazione sui bond dei paesi UE più deboli ci stava seppellendo sotto interessi insostenibili (100 punti base di interesse sono 20 miliardi all'anno, per l'Italia). 

mer 16 gen 2013 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Il 2012 è stato un anno movimentato non solo dal punto di vista economico, ma anche per quanto riguarda vari argomenti collegati all'immigrazione: lotta all'immigrazione clandestina, emersione del lavoro nero degli immigrati, la cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia (iniziativa "L'Italia sono anch'io"), decreto flussi, "click-day". Una delle iniziative che segna un cambio di marcia verso un'immigrazione cosiddetta "di qualità" è stata la Carta Blu per gli immigrati altamente qualificati (decreto legislativo del 28 giugno 2012 n. 108). Si tratta di un nuovo permesso di soggiorno (carta blu UE) che può essere richiesto da lavoratori extracomunitari altamente qualificati al di fuori delle quote stabilite dal decreto flussi. Chi è un lavoratore altamente qualificato? Uno straniero in possesso di un titolo di studio rilasciato da istituti di istruzione superiore che attesti il completamento di un percorso formativo post-istruzione secondaria di durata almeno triennale, con conseguimento di relativa qualifica professionale, attestata dal Paese di provenienza e riconosciuta in Italia. La richiesta dovrà essere presentata allo sportello unico della prefettura e il nulla osta, o il suo rifiuto, dovranno essere comunicati entro 90 giorni. La domanda deve essere corredata da una proposta di contratto di lavoro o offerta vincolante della durata di almeno un anno, insieme con la certificazione rilasciata dal Paese di provenienza che attesti il titolo di istruzione e la relativa qualifica professionale. 

mer 16 gen 2013 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Di lei si sa solo che è una cinquantenne. Ma è un dettaglio inutile ai fini del riconoscimento della misteriosa e fortunata riminese che ha vinto un milione di euro con un gratta e vinci acquistato dal tabaccaio in via Caduti di Marzabotto. Perché quando una donna sui cinquant'anni si ritrova fra le mani un milione di euro, la prima cosa che fa è usarli per dimostrare vent'anni di meno: con quella cifra può restaurarsi meglio di Demi Moore e gliene rimangono ancora parecchi. 

Per lei non vale quel che vale per la maggioranza dei grattinofili, e cioè: tutte le vincite sommate compensano una minima parte di quel che si spende in tagliandi. C'è chi si spara un Batti il banco! o un Quadrifoglio tutte le mattine col caffè, per procurarsi quella bottarella di adrenalina che ti scuote dal torpore mattutino: in un anno spenderà dai 6-700 euro in su, un mezzo stipendio. Ma quelle dieci vincite che azzeccherà nella sua vita di fanatico delle lotterie istantanee, per un totale complessivo di 175 euro (se va bene), gli daranno soddisfazione come se avesse scoperto una miniera d'oro. 

mer 16 gen 2013 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Ma come si fa a non capire che quella di Monti è una "candidatura suo malgrado"? Mai sarebbe "salito in politica" se altri non avessero nel frattempo candidato, a furor di popolo, la sua rinomata agenda, sulla scia di illustri precedenti storici: dalla nomina a senatore del cavallo di Caligola, fino a Berlusconi che, per combattere la piorrea, manda in Consiglio Regionale la sua pulitrice dentale. 

Dice: ma si trattava pur sempre di soggetti dotati di intelligenza propria, chi più (il cavallo Incitatus) e chi meno (la Minetti). Sì, ma anche l'agenda Monti aveva assunto un che di animato, avendola Casini rivestita di pelle umana (la sua) e Marchionne agghindata con uno di quei pulloverini che presto venderà al posto delle Fiat che non compra più nessuno. Una candidatura resasi dunque necessaria per non mandare sola, "nell'agone politico", l'amata agenda che prima non aveva mai messo il naso fuori dalla sua borsa professorale. E pazienza se uno degli effetti sarà ora vedere il Ministro Riccardi, con quell'aria bonacciona del cattolico pensoso, che arriva in Parlamento su di una rombante Ferrari condotta da Monteprezzemolo fresco di parrucchiere.
Stando a "La Voce", che anche con il nuovo direttore non ha perso il gusto di unire il futile al dilettevole, a Rimini l'effetto Monti starebbe creando nel PD un vero e proprio sconquasso: «Si profila una diaspora verso il centro»; «Il PD si sfalda/Cattolici con Monti». È vero che perdere l'apporto di Mauro Ioli è cosa da non augurare a nessuno, ma bisognerebbe essere alquanto impressionabili per considerare un'apocalisse il fatto che, volendo pure lui "salire" da qualche parte, si sia arrampicato con la fida Tognacci fino al convento dei Cappuccini dell'amata Santarcangelo per annunciare l'ennesima variabile della sua già complicata "strategia politica".

mer 16 gen 2013 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Giunto alla XXXIV edizione, il Sigep si conferma come la manifestazione la più importante al mondo nel settore della gelateria artigianale, e come vetrina europea primaria del dolciario artigianale e caffé.
Dal 19 al 23 gennaio il Salone quest´anno si presenta insieme ad A.B. Tech Expo, Salone Internazionale delle Tecnologie e Prodotti per la Panificazione Pasticceria e Dolciario. Tutta l´arte bianca si riunisce quindi a Rimini dal comparto artigianale a quello industriale per un evento unico in Italia e di altissimo profilo internazionale. Sigep ed A.B. tech Expo insieme rappresentano un formidabile moltiplicatore di business.
In rassegna tutte le novità quanto a materie prime e ingredienti, impianti e attrezzature, arredamento e servizi per gelateria, pasticceria e panificazione artigianali.
Sezioni tematiche, concorsi internazionali e campionati, dimostrazioni, corsi e seminari di aggiornamento, esposizioni, concorrono a farne un unico grande evento.

mer 16 gen 2013 - Notizia di attualità - scritto da Piccari Nando

Pur avendo Giorgio Alessi vissuto questi ultimi anni in riservatezza e lontano dalla scena pubblica, sono in tanti a ricordarne il lungo e proficuo impegno civile (perché tale è la politica così come l'ha vissuta Giorgio, e noi insieme a lui) che l'ha portato, ragazzo del popolo cresciuto in una famiglia di profondi sentimenti progressisti e democratici, a diventare via via Segretario della Gioventù Comunista, Segretario della Federazione Riminese del PCI, Consigliere Comunale e Provinciale, Vice Presidente del Circondario, Consigliere e Assessore Regionale, esponente Regionale di Confesercenti.
Egli ha rappresentato per noi, più giovani di lui, un punto di riferimento sia nel contatto e nel dialogo con le precedenti generazioni di dirigenti comunisti, sia per la nostra crescita politica che era insieme anche esistenziale, come inevitabile in quell'intensa e quotidiana mescolanza di impegno politico e vita vissuta.
Insieme abbiamo condiviso la gioia di tante vittorie e l'amarezza di immancabili sconfitte. Da lui abbiamo appreso la tenacia nel perseguire gli obiettivi, ma senza la presunzione di sentirsi invincibili, perché riconoscere il senso del limite è una dote necessaria, in politica come nella vita.

mer 19 dic 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

sergiozavoli.jpgLa Rete è libertà, partecipazione diretta, democrazia. Nella Rete le bugie hanno le gambe corte. In Rete si può votare, snellire la burocrazia, imparare a distanza. E soprattutto comunicare. Una comunicazione dal basso, non imposta dai Grandi Poteri. Evviva. E che uso ne facciamo della grande opportunità offerta da internet?
Il 3 dicembre scorso Sergio Zavoli è stato assalito in casa sua, duramente malmenato, minacciato di morte, rapinato. Il fatto ha suscitato grande commozione non solo, ovviamente, nella sua Rimini. Tantissimi, anche fra i comuni cittadini, hanno ritenuto di dover esprimere a Zavoli la propria solidarietà. Tantissimi, ma non tutti.
Già sul sito de Il Fatto Quotidiano si iniziano a trarre alcune conclusioni. "Ropalmie" scrive: "Il buonismo è terreno fertile per le bestie che ci sono in giro oggi... bisogna usare il pugno di ferro, altro che perdonare". Sul Corriere della Sera on line molti commenti sono del tenore di quello inviato da DiegoB: "Si muovono solo quando viene toccata qualche nome importante (vedi caso Pantani, furti in casa di personaggi noti come Lapo e altri, ecc.) questa è l'italia (con la i minuscola) purtroppo". Sull'Huffington Post, meno post ma stessa musica: "Chissà se adesso che hanno menato un pezzo grosso finalmente tolgono l'eccesso di legittima difesa tra le mura di casa" si domanda Andrea Da Fino. E perfino nelle rosate pagine on line di Donna Moderna, Glicine non trova di meglio da dire: "Mi dispiace per lui, sinceramente, anche perchè ha una certa età, 89 anni, ma forse capire cosa si prova quando hai davanti persone senza scrupoli, pronte a tutto anche alla violenza più estrema... gli hanno fatto la roulette russa per ben tre volte, fa si che le parole e i proclami sono una cosa, la realtà dura e cruda è un'altra".
Insomma l'uomo anziano - e che uomo - alla mercè di selvaggi delinquenti è bell'e dimenticato. Cova invece l'astio dei Signor Nessuno verso i "vip".

mer 19 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Per il terzo Natale il Bar Tolemaide di Torre Pedrera organizza una cena per 70 ospiti della Caritas. 
Sono tanti coloro che dànno una mano a questa iniziativa ideata da Nicola Calò e che ha avuto fra i riconoscimenti anche uno dei Solidas Award assegnati a Milano nel 2010.
Si è ormai creato un vero circuito della solidarietà, che comprende Samarkanda Viaggi, Igea Carni, Adriagelo di Cerasolo, panificio La Briciola, pasticceria Adriatica di Bellaria, Blubay di Cesenatico, l'associazione Carla Ronci, Vespa Club Bellaria, CNA Bellaria-Igea Marina.
La speranza è che il gruppo si allarghi ancora, in modo da poter offrire una cena anche ad altre 70 persone in un secondo locale in occasione delle festività pasquali del 2013.
L'appello di Calò è pertanto rivolto ai suoi colleghi ristoratori, così da poter offrire un piccolo segno alle persone, sempre più numerose, che si trovano in difficoltà.

mer 19 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da

Tutti i bambini del mondo hanno diritto a essere felici; è un diritto sancito da molte Costituzioni, riconosciuto dall'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) nella "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" e difeso dall'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia). Essere felici significa: vivere nella libertà e nella pace, desiderare di migliorare la propria condizione (avere cibo, acqua, vestiario, abitazione, medicine ...) e sviluppare la propria personalità nel rispetto reciproco, nella giustizia,nell'istruzione, ma soprattutto nell'affetto dei genitori e degli amici. 

mer 19 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

L'arrivo di un bambino in una famiglia è un momento bellissimo che le mamme e i papà vivono nascondendo tutte le ansie legate ai costi che un nuovo arrivato comporta. Per dare un piccolo aiuto ai genitori, il Dipartimento Politiche per la Famiglia della Presidenza del Consiglio ha istituito un Fondo di credito per i nuovi nati. Si tratta di un credito particolarmente conveniente garantito dallo stato italiano che le banche aderenti all'iniziativa concedono a chi ha avuto/avrà oppure ha adottato/adotterà un figlio nel 2012, 2013, 2014. Praticamente le banche che aderiscono all'iniziativa si sono impegnate ad applicare, ai finanziamenti garantiti dal Fondo, un tasso annuo effettivo globale (TAEG) fisso non superiore al 50% del tasso effettivo globale medio (TEGM) sui prestiti personali in vigore al momento in cui il prestito è concesso. L'ammontare del prestito può arrivare ad un totale di 5.000 euro da restituire in 5 anni, per ogni bambino nato/adottato negli anni sopra indicati. Come funziona? Chi ha deciso di ottenere il finanziamento si può rivolgere ad una delle banche o intermediari finanziari che hanno aderito all'iniziativa (potete trovare l'elenco completo di queste istituzioni nei seguenti link:www.fondonuovinati.it/elenco_banche.html oppure www.abi.it

mer 19 dic 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il meteo annuncia tormente e blizzard sulla nostra Riviera? Il riminese non perde più la calma e si limita a localizzare mentalmente dove ha messo i doposcì e a domandarsi se il sindaco ha fatto scorta di sale. Il nevone dell'anno scorso è stato una specie di battesimo bianco che ci ha reso tutti un po' più montanari; dieci centimetri non spaventano più nessuno e ci si impensierisce solo dagli 80 in su. Anzi, tutti sperano che la neve torni entro dicembre, magari proprio nella notte di Natale, perché il Natale sotto la neve è il più bello che ci sia, ma se lo possono permettere solo quelli che per le feste vanno in montagna - e non tutti gli anni, perché nemmeno lì nevica sempre e dappertutto. In quel caso, per salvare la stagione turistica, entra in azione il cannone sparaneve, che inneva artificialmente e strategicamente le piste, ma solo quelle, con uno straniante effetto bi-stagionale, candido inverno sui pendii e autunno brullo e grigiastro tutto intorno. 

Non sarebbe male avrebbe uno anche in città - un cannone spazzaneve, intendo. La neve piace a tutti, ai piccini certamente, ma alla fin fine anche i grandi amano la bianca visitatrice che inzucchera i tetti e i prati. 
Il problema è che a) viene quando pare a lei, non bastano lo zero termico, la perturbazione, il terreno asciutto eccetera, la nevicata perfetta dipende da una delicata proporzione fra elementi meteorologici e chimico-fisici e b) quando viene cade dappertutto, anche dove sarebbe meglio non si facesse vedere, come sulle strade o sulle automobili parcheggiate causando difficoltà di ogni tipo.

mer 19 dic 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

A che cosa è servito Mario Monti, quanto ci è costato, e cosa ha lasciato?
È servito a imporre delle tasse che nessun governo poteva mettere perché l'opposizione l'avrebbe accusato di infierire sui cittadini. Il malgoverno decennale della partitocrazia italiana si sana solo aumentando le tasse o tagliando i costi dello Stato. Ma qualsiasi maggioranza ci provi viene cacciata dall'opposizione, perché ai partiti interessa solo prendere il potere, non governare bene. 
Purtroppo però la situazione è così degenerata che non bastano neppure queste due soluzioni.
Aumentare troppo le tasse a un certo punto ferma l'economia. Accresciuto il prelievo fiscale, tagliati gli investimenti, i consumi si sono ridotti e i redditi sono scesi, il paese è allo stremo. Mancando occupazione non si possono ridurre i dipendenti pubblici. L'unica soluzione è aumentare la produttività, cioè lavorare di più, e magari lavorare meglio, inventare, creare, scoprire, farsi il mazzo da mattina a sera, e sperare. Non c'è altro da fare. 
Quanto ci è costato il governo dei tecnici?
Ci è costato un anno di tempo durante il quale la partitocrazia si è nascosta dietro di esso, ha finto di tagliare i propri privilegi, e ora è pronta a tornare al potere con la faccia di Bersani. Esattamente quanto sarebbe successo se fossimo andati a votare dopo la caduta di Berlusconi. Con in più un Grillo reso più forte dalle ruberie dei politici emerse in questi mesi. 
Che cosa ha lasciato?

mer 19 dic 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Forse sto diventando emotivamente vulnerabile o, come sostiene qualcuno, sono i primi segni di un incipiente rimbecillimento senile, ma giuro che mi sono commosso nel leggere che il Sostituto Procuratore riminese Paolo Gengarelli, accortosi che la Procura aveva ingiustamente portato una signora sul banco degli imputati, non ha esitato a chiederle scusa in pubblica udienza. 

Che Gengarelli sia un valente magistrato lo testimoniano le tante inchieste "scomode" in cui "ci ha messo la faccia" nel corso degli anni. Ma in questo caso ha saputo far mostra di un coraggio e di una dignità perfino non richiesti: altri, facendo pur sempre il loro dovere, se la sarebbero cavata con una conduzione della pubblica accusa finalizzata a favorire comunque l'assoluzione dell'imputata. Gengarelli ha invece considerato fosse «un gesto dovuto chiedere scusa a nome delle Procura, poiché questo processo non si doveva fare e la signora non deve uscire di qui a testa alta, ma altissima».
Non si può certo paragonare il "peso giuridico" di un processo nato dalle false accuse di un ex marito con quello del quasi contemporaneo pronunciamento dirimente della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni tra Presidente della Repubblica e Procura di Palermo a proposito delle famose intercettazioni telefoniche. Non è però azzardato constatare la diversità di stile fra Gengarelli e un altro suo pur stimabile collega, Ingroia; il quale - "in mondovisione" - ha scompostamente bollato come «sentenza politica, l'unico modo per dar ragione a Napolitano», la decisione della Consulta che gli dava torto. Comunque la si pensi nel merito, fa effetto che Ingroia attacchi il massimo organo di garanzia costituzionale usando il vocabolario di Berlusconi. Quello stesso vocabolario che la miserevole guitterìa di Grillo sta arricchendo di tetra gaglioffaggine lessicale, di cui un parto eloquente sono stati i conati d'invidia contro le primarie del centrosinistra: «una buffonata, il solito bromuro; l'ennesimo giorno dei morti; un grottesco viaggio nella follia».

mer 05 dic 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Se esistono gli universi paralleli, ce n'è uno dove è andata così. Fine novembre 2011, Berlusconi non si dimette; oppure sì e si va a votare. In ambedue i casi, il 21 gennaio 2012, all'asta dei titoli di stato italiani, l'interesse è sopra l'8%, oltre la ragionevole soglia della solvibilità. E nemmeno i titoli si riescono a piazzare tutti. 
Un minuto dopo, alleluja, siamo fuori dall'euro. 
Un minuto dopo, il poco o il molto che abbiamo in tasca, vale la metà. 
Il 27 gennaio 2012, non c'è il contante per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni. Nemmeno in lire svalutate, perché lo stato che non vende i suoi titoli è uno stato senza liquidi. Oltre che senza credito, perché nessuno è disposto a prestarci un centesimo.
Un anno dopo, con in mano la cartella dell'Imu da pagare, la prima cosa che viene in mente non è certo un grazie di cuore a Mario Monti e i suoi "tecnici". Però cerchiamo di non dimenticarlo, quello scenario. Era il quadro esaminato, in tutta serietà, nelle cancellerie di mezzo modo. I tedeschi, bontà loro, ci davano a 50 e 50. Per altri, mica pochi, eravamo bell'e spacciati, con tanto di tabulati sui futuri vantaggi e svantaggi di avere a che fare con l'Europa di serie B: Grecia, Portogallo, Spagna, e noi.
In un anno i tecnici hanno cercato di rimediare a falle che quella rimediata da Schettino a confronto era un foro di spillo. Sono andati in Europa a mettere le loro facce, visto che di spendibili non ne avevano più nessun'altra. Assieme a un altro dei pochi italiani presentabili, Mario Draghi, hanno cercato di convincere il mondo che l'Europa aveva un senso, e quale. E che noi ne facevamo parte, non solo nell'interesse nostro, ma anche di quelli che ci guardavano con sufficienza. O che addirittura riassumevano Portogallo, Italia, Grecia e Spagna con l'affettuoso acronimo di PIGS (=maiali).

mer 05 dic 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Non se ne può più di dover subire le quotidiane puntate della truce telenovela di Nosferatu Sallusti che, travestito da verginello piagnucoloso, si millanta perseguitato per le sue idee e inscena una recita che peraltro gli riesce male, compromessa com'è dall'abituale rozzezza espressiva, tipica degli animi rancorosi. 
È vero: negli altri Paesi civili un giornalista che diffami qualcuno non va in prigione, ma deve chiedere pubblicamente scusa, in modo adeguato e tempestivo; se non lo fa, viene condannato a un pesante risarcimento economico. 
In Italia, invece, la condanna penale per diffamazione a mezzo stampa - estesa al direttore della testata, corresponsabile per non averla impedita - costituisce un obbrobrioso residuo del codice fascista e va a disdoro delle Camere, sia perché non hanno trovato modo di abrogarlo in oltre sessant'anni, sia per come il Senato ha tentato di farlo nei giorni scorsi, col solo risultato di mettere in mostra, contro il mondo dell'informazione, il malcelato istinto forcaiolo di Lega e parte della destra berlusconiana, cui si è aggiunto colui che ormai risulta essere l'unico "rutelliano" rimasto in circolazione: Francesco Rutelli. 
Chissà che allora non sia l'infinita saggezza di Giorgio Napolitano a porre rimedio all'ennesima "imbranatura parlamentare", concedendo a Sallusti il provvidenziale, ancorché immeritato, beneficio della grazia presidenziale.
Sì, perché va detto che Sallusti avrebbe avuto ampia possibilità di non rendere inevitabile quell'anacronistica condanna. Sarebbe bastato che Libero "restituisse l'onore" al giudice Cocilovo, rettificando la falsa notizia secondo cui egli avrebbe costretto all'aborto una ragazza. Quando invece, legge alla mano, la sua sentenza si limitava ad affidare all'insindacabile potestà della giovane ogni decisione da prendere in quel drammatico frangente. 

mer 05 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

«Tradizioni, ritualità, simbolismi hanno sempre riguardato i cibi e il modo di consumarli» scrive l'antropologo e scrittore Eraldo Baldini in La tavola sacra (Pendragon). Secondo un calendario che legava la tavola al "ciclo dell'anno", quello dei lavori agricoli e delle festività religiose. Un tempo circolare e ciclico di vita-morte-rinascita, che noi avvertiamo invece oggi come una fuga "in avanti" di giorni, mesi, anni. Anche se ne percepiamo ancora la potenza simbolica (o la nostalgia...) in festività come il Natale, tradizionalmente legato alla ‘rinascita' dal buio. Ma tutte le ‘dodici notti' che vanno dal Natale all'Epifania erano considerate, nella cultura contadina in cui abbiamo radice, come uno spartiacque, un periodo ‘fuori del tempo' di passaggio al nuovo ciclo dell'anno. Giorni densi di «magia, di pericoli e particolarità» perciò, in cui occorreva ingraziarsi il futuro: tutto il periodo era dedicato a pratiche propiziatorie e divinatorie, dall'indossare un indumento nuovo al versare un poco di vino ai piedi della vite, al far ardere e zöch d'Nadèl, il gran ciocco di Natale, che alla Vigilia prima della Messa di mezzanotte si poneva sul focolare e bruciava per tutta la notte e il giorno seguente, e dalla cui combustione si traevano auspici. La stessa ritualità permeava le usanze alimentari, destinate anzitutto ad assicurarsi l'abbondanza a venire con la ricchezza inusuale delle imbandigioni. Re della tavola natalizia romagnola, anche «ne più miserabili» come annota il parroco di Savarna (che magari ne assaggiavano in quella sola occasione), il caplét. Conferma Piero Meldini, scrittore e studioso della gastronomia del nostro territorio, insignito dell'artusiano Premio Marietta: «Il Natale da noi ha una sola tradizione gastronomica: il cappelletto.» È ignoto l'atto di nascita di questa luveria diffusa un po' dappertutto in Romagna secondo varie declinazioni; la prima pubblica menzione è del 1811, nel Rapporto conclusivo dell'inchiesta napoleonica. 

mer 05 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Nella notte del 24 dicembre 1223 a Greccio il Beato Francesco «in memoria del Natale di Cristo, ordinò che si apprestasse il presepe, che si portasse il fieno, che si conducessero il bue e l'asino; e predicò sulla natività del Re povero; e, mentre il santo uomo teneva la sua orazione, un cavaliere scorse il Gesù Bambino in luogo di quello che il santo aveva portato.» Così la Legenda maior di San Francesco racconta il presepe originario, tangibile memoriale dell'umanità di Gesù, che Giotto raffigurò nella Basilica di Assisi. Non molto diverso da quello che si preparava un po' in tutte le case, in Romagna, la sera della Vigilia, con il Bambin Gesù benedicente dalla mangiatoia. Sarà per questo che ancora oggi, ottocento anni dopo, si vanno a visitare i Presepi - monumentali, a tema o animati - allestiti un po' dappertutto, in un pellegrinaggio collettivo alla ricerca dello spirito del Natale. La messa in scena varia, secondo creatività ed estro. Da quelli ‘tradizionali' nelle chiese, come il Presepe di Santa Maria delle Grazie a Covignano, sulle orme di San Francesco, o quello dei Salesiani, in piazza Marvelli a Rimini, a quelli domestici ma aperti ai visitatori, frutto di un lavoro che dura tutto l'anno. Come il Presepe artigianale ‘meccanico' opera del riminese Alberto Minelli (per appuntamento, tel. 0541 390693). Mentre fino al 6 gennaio, nel Palazzo del Podestà in piazza Cavour la Caritas espone i multietnici "Presepi dal mondo" (info: 0541/26040). D'ambientazione ‘marina' gli allestimenti più scenografici: inaugurano l'8 dicembre i monumentali presepi di sabbia a Rimini, in p.le Boscovich, a Torre Pedrera, presso i bagni 64 e 65 e a Bellaria ai bagni 78 e 78 bis, mentre il 2 dicembre s'illumina il Presepe della Marineria di Cesenatico, rievocazione della Natività su antiche barche da pesca, nel leonardesco porto canale. 

mer 05 dic 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Non si può che stupirsi della lentezza con la quale la politica italiana cerca (quando cerca) di uscire dalla propria arretratezza. Solo barlumi di civiltà ogni tanto squarciano le tenebre del medioevo. Come per la legge che finalmente afferma che i figli sono tutti figli, indipendentemente dal certificato del comune o del parroco che lega o meno i genitori. Evviva.
Ho sentito Bersani parlare alla comunità ebraica di Roma della questione palestinese. E ancora una volta è stata la litania dell'equidistanza e della pace. Il nucleo della teoria di Bersani sulla guerra tra Hamas e Israele si riassume così:"Quando si tirano i missili non ha senso andare a cercare chi ha cominciato". Per rispondere allo stesso modo, allora se vedi per strada uno che massacra di botte un bambino, siccome non sai chi ha cominciato dai ragione a tutti e due? 
Sentiamo invece Renzi: "La sinistra italiana deve abituarsi a ridire che Israele ha il diritto di esistere, perché troppo spesso c'è stato un atteggiamento della sinistra anti-israeliano inconcepibile e insopportabile. Israele è un paese che è circondato da realtà che vogliono la sua distruzione, a partire dall'Iran." Beh, scusate ma lo preferisco di molto. È la posizione di Obama, e di tutti i paesi democratici. L'equidistanza di certa sinistra italiana (perché l'estrema è proprio anti-israeliana e spesso antisemita) è solo la viltà di non voler usare la ragione che nasce dai nostri principi. L'Europa di fine '800 divulgava i 'protocolli dei savi di Sion" e cullava il razzismo che esplose con la lucida follia di Hitler. Oggi nessuna democrazia tollera campagne di odio e di razzismo di questo tipo, e siamo ben lieti e sicuri di questo. O dovremmo accettare che agli scolari svedesi si insegnasse che gli italiani sono inferiori e i cattolici complottano per dominare il mondo?

mer 05 dic 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Non so se succede anche a voi, ma quando in tv o sui giornali passa qualche notiziaccia ambientata Rimini, si fanno vivi su Facebook e Twitter gli amici di altre città per chiedermi i dettagli, dando per scontato che io ne sappia di più, in quanto giornalista, riminese o entrambe le cose.
Nel caso della 14enne aggredita dalle bulle davanti alle Befane c'erano perfino possibilità che vi fossi indirettamente coinvolta, avendo anch'io figlie di quell'età. I forestieri sono convinti che tutta Rimini si riduca a un chilometro di lungomare dove la gente (che da ottobre in poi si riduce sì e no a trenta-quaranta persone) si conosce tutta, vive all'aperto come in estate e viene quindi informata in diretta sulle vite degli altri.
In questa microscopica e immaginaria Rimini invernale una rissa fra adolescenti, fatte le proporzioni, equivale al tumulto dei Ciompi a Firenze o alla rivolta di Los Angeles del 1992, e ogni riminese dovrebbe sapere per filo e per segno come sono andate le cose. Così i miei amici mi linkano la notizia, e aspettano che io l'arricchisca di particolari di prima mano sfuggiti alle cronache, e quando si accorgono che ne so quanto loro e non posso fargli l'approfondimento lì per lì, restano delusi.
Ma anche se fossi stata presente al fatto, se si è svolto come raccontano le cronache, avrei potuto capirci qualcosa? Tutti i protagonisti sembrano psicopatici e non c'è un pezzo della storia che, messo insieme agli altri, abbia un senso. La ragazzina aggredita avrebbe offerto un avanzo di bibita agli amici del suo gruppo - e già questo è abbastanza strano, perché per quel che ne so i teenager di solito sono parecchio schifiltosi e gli avanzi li buttano - e al loro rifiuto li avrebbe guardati male, così male (ma chi era, Malocchio Moody di Harry Potter?) che le altre ragazze le sarebbero saltate addosso come forsennate, picchiando e sputando.
I passanti, anche adulti, anziché intervenire a manrovesci per difendere la vittima, le suggerivano genialmente di scappare, non prima di aver fotografato la scena col telefonino. La teenager si rifugia piangendo nei bagni, dove sviene, e solo lì trova una signora sana di mente che ha la buona idea di chiamare il 118 e la polizia.

mer 05 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Solidarietà è «il rapporto di fratellanza e di reciproco sostegno che collega gli uomini, consapevoli di appartenere alla stessa società e di avere interessi comuni.» Un agire eticamente orientato da praticare non solo durante le feste, quando "siamo tutti più buoni". Non per niente nell'etimologia del lemma ‘solidarietà' c'è in solidum, espressione del latino giuridico che indica l'obbligazione di pagare integralmente un debito. Ma forse si può cominciare proprio da un Natale sostenibile e solidale. Tra le proposte che si alimentano di questo pensiero c'è la "Festa di solidarietà" con cui il 9 dicembre il Borgo San Giuliano inaugura "Borgo Natale 2012", con un calendario di iniziative a cura della Società de Borg e dell'Associazione dei Commercianti di San Giuliano, mentre sul Ponte di Tiberio e lungo viale Tiberio sarà allestito un mercatino delle associazioni no-profit; il ricavato delle vendite andrà ad autofinanziarne le attività (info: cell. 335 1431980). Dal 6 dicembre a Rimini e Riccione torna "Equamente 2012", la manifestazione promossa da diverse associazioni di volontariato in collaborazione con Volontarimini, la Provincia di Rimini e la Regione Emilia Romagna che si articola in diversi appuntamenti tra mostre, eventi ed incontri di approfondimento dedicati alle tematiche del commercio equo, della cooperazione internazionale e della conoscenza delle diverse culture del Sud del mondo. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

entroterra-rimini.pngProvate a chiedere per strada. Abolire le province? Sìììììì! Abolire la tua provincia? Ehi, un attimo. Ciascuno troverà i suoi bravi perché e per come che gli fanno schiacciare il piede sul freno. E non sono solo motivi di campanile, non è solo folclore. Se l'Italia spiccava in Europa per essere la nazione "delle cento città", quando le altre ne contavano sulle dita di una mano, vorrà pur dire che l'ordinamento in province un qualche suo senso ce l'ha.
Sia come sia, il governo in carica ha deciso non l'abolizione vera e propria, ma la "devitalizzazione" più l'accorpamento: niente più organi eletti dal popolo, ma un presidente eletto dai sindaci, e criteri inflessibili per passare da 86 a 51 province. Di queste,10 si chiameranno "aree metropolitane" e corrispondono più o meno alle province dei maggiori capoluoghi di regione.
L'operazione taglia-campanili era già stata tentata in passato nelle parole, mentre nei fatti continuavano a proliferare. Conquistavano così l'alloro di capoluogo provinciale Fermo (36 mila abitanti), Verbania (31 mila), Vibo Valentia (34 mila), Lanusei (5 mila), eccetera eccetera. Poi i morsi della crisi e le campagne anti-casta hanno spazzato via ogni remora, o quasi. Tutti soffrono i tagli, il più vago degli enti amministrativi non poteva cavarsela. Evviva.
Però, intanto, se l'obbiettivo è risparmiare, alla fine di quanto sarà questo risparmio? Il governo non ha fornito cifre ufficiali. Secondo chi al governo c'è stato, l'ex ministro Giulio Tremonti, nella casse dello stato resterebbero 200 milioni in più. L'immancabile Bortolussi della CGIA di Mestre ne ha calcolati 510. Secondo i più furibondi fustigatori della casta, si potrebbe arrivare anche a 2 miliardi.

mer 21 nov 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

La crisi, come la morte, bussa ai palazzi dei re e all'abituro del povero. Con diversi effetti, naturalmente, come dimostrano due notizie concomitanti registrate in settimana, una proveniente da un palazzo (se vogliamo chiamare così il Comune di Riccione), l'altra da un modesto appartamento di Rimini. 
In entrambi i casi si trattava di invitare qualcuno in Riviera: i giudici di X Factor, la cui presenza era stata ventilata per il Capodanno riccionese, e una ragazza brasiliana, che un 30enne barese residente a Rimini aveva agganciato in rete per consumare una notte di fuoco a casa sua. Qualcosa è andato storto in entrambi i casi. 
Con tutta la stima che nutro per Riccione (e che ultimamente mi è costata qualche tirata d'orecchi) l'idea di accaparrarsi il quartetto più hot della tv per la notte più impegnativa dell'anno mi sembrava un pelino ambizioso, specie in tempi di amministrazioni pubbliche a stecchetto. Che il sindaco Pironi avesse scoperto un giacimento di petrolio in viale Ceccarini? Una miniera di diamanti in zona Abissinia? No, contava su una generosa offerta dei privati, che a quanto pare hanno risposto con uno sguardo lugubre e vuoto che neanche i Frères Chaos. 
Intanto il sindaco Gnassi pare stia impegnandosi per portare a Rimini per la notte di San Silvestro l'altra squadra sbanca-audience di Sky, i cinque candidati alle primarie del centrosinistra, ingaggiandoli prima che il successo televisivo gli dia alla testa e comincino a chiedere cachet stellari come Morgan o Simona Ventura. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Ho assistito al dibattito del 12 novembre su Sky TG24 tra i candidati alle primarie del PD. Sicuramente un prodotto valido: finalmente un dibattito senza urli, con tempo uguale per tutti, domande sul programma, tempi brevi da TV moderna e non i salotti alla Vespa o le piazze di Santoro. Il giorno dopo Repubblica si sperticava di elogi, come se si fosse aperta una nuova era per la politica italiana. Concita De Gregorio cinguettava: "Che bello spettacolo, la politica che parla delle cose, i candidati che non si insultano, nessuno che grida, qualcuno che si alza dal pubblico e fa domande vere, dirette". Bersani addirittura dichiara: "In tv la prova che possiamo governare".
Ahimé, tutto bello e molto americano, peccato che fosse tutto totalmente falso. Perché non siamo negli USA, siamo in Italia.
Negli USA il candidato alle primarie che vince corre per la Presidenza, e se prevale alle elezioni forma un governo e ha tutti i mezzi per attuare il suo programma. 
In Italia non è così. A pochi mesi dal voto, in barba alle regole del Consiglio d'Europa, stiamo per cambiare la legge elettorale, che non sarà fatta per far decidere noi elettori ma per fermare Grillo, soprattutto. Casini è stato chiaro: "Se non ci mettiamo d'accordo saremo spazzati via". Perché, con l'attuale legge elettorale, il primo partito (non coalizione) prende la maggioranza alla Camera. E loro sanno che può essere il 5 Stelle. Quindi devono fare una legge che costringa a formare coalizioni, cosa che Grillo non farà, vale a dire che il prossimo governo sarà del PD con Casini. Alla faccia dei candidati americani. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Non posso certo essere sospettato di "scarsa ripulsa" verso Grillo, che regala alla politica-spettacolo il miasma maleodorante del fanatismo di una "cultura del disprezzo" che ha molto in comune con quanto l'Italia già conobbe agli albori del fascismo. Ciò non mi impedisce, però, una civile indignazione per come i media hanno "inzuppato il pane" nella vicenda di sua figlia, trovata in possesso di una modesta quantità di droga. Una porcata giornalistica, ancor più insopportabile per il sottinteso che la sorregge: "Se Grillo fosse il dimenticato ex comico di ieri, non ci saremmo certo curati di sua figlia. Ma oggi, che grazie alle nostre campagne di sostegno è padrone di un redditizio partito-azienda, la disavventura di quella ragazza frutta un po' di copie e di audience in più; e lui questo ce lo deve". 
È la stessa logica con cui l'esercitino dei grillo-dipendenti, arruolati da Casaleggio, si apposta sul web e cecchinaggia sparando nel mucchio, con un'arroganza che si fonda sul mito della "superiorità di sé". Quando invece si tratta spesso della semplicioneria di chi, convinto che il mondo coincida con "la rete", confonde l'orecchiare con la cultura, il chiacchiericcio informatico con l'informazione, le relazioni umane con il "chatting".Cosicché la violenza comportamentale del "grillino doc" genera, insieme alla ripulsa, anche un divertito compatimento. 
Lo stesso che ha suscitato l'ultima esibizione della Premiata Compagnia del Paz, che con la compiacenza di Carmen Lasorella ha tentato di scippare agli studenti riminesi la Giornata della Legalità. 

mer 07 nov 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

fellini.jpg"Il rapporto tra Federico Fellini e l'Italia è di disaffezione profonda. Lo stesso, purtroppo, che c'è tra i giovani e il nostro cinema classico. Ormai per molti dei nostri grandi cineasti con la morte è arrivato anche l'oblio e le nuove generazioni non hanno quasi più rapporti con i classici". Non è un commento alla serata con il regista Matteo Garrone, organizzata dal Comune di Rimini al Teatro degli Atti in occasione del 19° anniversario della morte di Fellini e omaggiata dalla presenza di ben trenta persone. Lo diceva già nel 2008 Pupi Avati, allora presidente della Fondazione Fellini.
E Avati proseguiva: "Fellini si allontana in campo lungo, in dissolvenza, verso lo sbiadimento. All'estero è amato e stimato. E' addirittura un simbolo del cinema come lo sono in altri settori la Ferrari, la moda, Pavarotti. Da noi, purtroppo, l'interesse dei giovani per il cinema classico sta scomparendo. E' triste, ma è un dato di fatto. L'unica fortuna di Fellini è l'esistenza di una Fondazione che ne tiene viva la memoria".
Una fortuna non delle più sfacciate, viste le vicissitudini della Fondazione. Intanto, rispetto a quel 31 ottobre di 4 anni fa, lo "sbiadimento" ha proceduto inesorabile. Come allora, nemmeno quest'anno quale tv lo ha ricordato in prima serata e nessuna commemorazione pubblica è stata fatta fuori da Rimini. In compenso, niente più Premio Fellini e tempi sempre più agri per la Fondazione.

mer 07 nov 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

E così, dopo i Ragazzi del Muretto, quelli della 56esima strada e, per restare nei nostri dintorni, i Ragazzi del Lago, la galassia delle aggregazioni giovanili si arricchisce di una new entry: i Ragazzi dell'Arco. Il nome lì per lì fa pensare ai sodali di Robin Hood o alla Freccia nera che fischiando si scaglia, ma chi abita o transita in zona Largo Giulio Cesare sa bene di chi si parla: della gang di minorenni per lo più albanesi e napoletani (riferiva il Nuovo Quotidiano) che bivacca sotto l'Arco fumando, urlando e infastidendo i passanti, specie giovanissimi, in parole e opere. 
Pare che abitanti della zona intendano presentare un esposto alla Polizia municipale, la cui sede centrale si trova da qualche mese a pochi metri dall'Arco (oddìo, per il potere intimidatorio che esercita sui potenziali contravventori della zona potrebbe anche trovarsi nel deserto del Gobi). Obiettivo, far rimuovere dal piazzale i gradini di cui gli Arco Boys hanno fatto il loro salotto; in altre città, per risolvere problemi analoghi, si sono provvisti muretti e balaustre di spunzoni anti-chiappa-di-lazzarone. 
Perché, strano a dirsi, il teppista e l'incensurato bamboccione italico hanno un punto in comune: l'odio per la stazione eretta. Entrambi cercano un posto fisso dove starsene seduti per gran parte della giornata, che sia sotto l'Arco o in un ufficio pubblico. Il lazzarone non vuole stare in piedi troppo a lungo, gli vengono le vene varicose, le vertigini e i reumatismi come a tua zia settantenne (tant'è che sull'autobus non le lascia mai il posto a sedere.) Se non può più stravaccarsi in un certo posto, si volatilizza. 

mer 07 nov 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Le elezioni siciliane sono passate. Bersani ci comunica che ha vinto. Il PDL non comunica niente, ma è stato ridotto al lumicino. Il PD ha vinto con l'UDC di Casini, Vendola da solo ha preso poco, ora ovviamente non si capisce un tubo, perché Vendola è candidato alle primarie del PD, Casini no. Chi è alleato con chi, chi è candidato di chi, quali partiti ci sono e quali non ci sono, l'elettore medio, che si alza al mattino e va lavorare non ha la possibilità di saperlo. 
Insomma, ai partiti interessa vincere le elezioni. Farci capire che cosa fanno e che cosa hanno intenzione di fare è al di fuori delle loro preoccupazioni. Non solo, ma, contrariamente a quanto raccomandato dal Consiglio d'Europa, lo stesso Presidente della Repubblica invita a cambiare la legge elettorale. Quindi, sapremo solo qualche mese prima di votare come voteremo. Ma ho esagerato: se passa la legge attualmente in discussione ci vorrà un esperto per capire cosa succede del nostro voto.
Tutto il sistema dei partiti e delle istituzioni dice chiaramente a noi elettori che siamo solo una scomoda necessità, un ostacolo da superare cercando di rendere il nostro voto il meno efficace possibile. Il popolo italiano, da parte sua, è stato convinto per decenni di essere una genia di furbi, e non c'è niente di meglio per imbrogliare qualcuno, del fargli credere che è astuto. Ora pian piano ci rendiamo conto che siamo piuttosto ingenui, molto creduloni e un bel po' sciocchi.

mer 07 nov 2012 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Una persona che si è trasferita in un paese diverso da quello di origine per qualsiasi motivo (lavoro, studio, amore, salute, ecc) si chiama immigrato. Purtroppo in Italia la ricchezza di linguaggio e, a volte, l'ignoranza o la cattiveria, hanno fatto sì che l'immigrato sia definito con tanti termini spesso spregiativi. "Extracomunitario" è stato usato dai media e nel linguaggio comune per indicare persone immigrate nell'Unione Europea provenienti da paesi economicamente disagiati. "Clandestino" indica un immigrato in generale, senza, però, pensare che è clandestino soltanto colui che viola le leggi sull'immigrazione del paese di arrivo. "Pericolo pubblico", "criminale", "assassino" ecco come vengono indicati gli immigrati nel pensiero collettivo. Si tratta di un'immagine creata dai media italiani che rivelando fatti di cronaca nera, (perché un immigrato è spesso soggetto solo di cronaca nera) molte volte nelle prime pagine dei giornali o nei telegiornali, hanno dipinto l'immigrato come estraneo, diverso, buono a nulla, pericoloso, da evitare. Sono stati fatti tanti sforzi per dare un'immagine veritiera di ciò che è l'immigrazione in Italia.

mer 07 nov 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Accompagnato dall'affettuoso "mo vat afughè" di tanti, Grillo-La Qualunque s'è dunque esibito nella pagliaccesca impresa di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, col risultato di aumentare il tasso d'inquinamento di Ionio e Tirreno del 14,90%, pari alla percentuale dei voti che di lì a poco avrebbe raccolto in Sicilia. Buona parte di quel consenso gli è arrivato da elettori che anche nell'isola, dopo la dipartita di Berlusconi, soffrono la mancanza di un barzellettiere nel piano-bar della politica. Fra costoro, un posto d'onore spetta a Massimo Ciancimino, figlio del rinomato mafioso Vito, del quale è accusato di custodire il nefando tesoro (115 milioni di euro) esportato in Romania; ragion per cui i giudici di Palermo gli hanno ritirato il passaporto e applicato l'obbligo di soggiorno. «Io e tutta la mia famiglia abbiamo votato per Grillo», s'è vantato il gongolante Ciancimino jr, aggiungendo poi il suo disappunto per la vittoria di Crocetta: «un'occasione persa per il cambiamento radicale della Sicilia». C'è da capirlo: quand'era il sindaco di Gela, Crocetta ha fatto arrestare decine di mafiosi emuli di Ciancimino padre; e ora, da neo-Presidente della Regione, nomina assessore Lucia Borsellino, figlia del magistrato assassinato dalla mafia e avanza analoga proposta al Giudice Caselli e a Mariella Fedele, moglie del Procuratore Nazionale Antimafia. Altri voti grillini sono venuti dai "creduloni cronici" - profughi della destra più qualche fuoruscito dalla sinistra - incapaci di distinguere fra il carisma del leader e la rozzezza del villanzone, che nel caso di Grillo si arricchisce di una proterva ignoranza e di una violenza verbale ai limiti della "discarica del pensiero".

mer 07 nov 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il gotha della Green Economy torna a darsi appuntamento a Rimini Fiera per ECOMONDO 2012, 16a fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile.
Da mercoledì 7 a sabato 10 novembre si svolge quella che nei fatti (oltre 75.000 visitatori professionali attesi, dei quali 8.000 esteri, 1200 imprese in sedici padiglioni) è l´esposizione leader in Italia, e fra le primissime in Europa, per i temi della sostenibilità ambientale.

Non a caso il Ministero dell´Ambiente ha indicato Rimini Fiera per lo svolgimento degli Stati Generali della Green Economy (7 e 8 novembre), tappa conclusiva di un percorso di lavoro compiuto da 39 organizzazioni di imprese in collaborazione con il Ministero dell´Ambiente e con il coordinamento della Fondazione Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi. 
Nell´occasione Rimini Fiera inaugurerà anche il suo terzo impianto fotovoltaico, sviluppato su 100.000 mq per una potenza di 4.332 kWp per rendere il quartiere autonomo sotto il profilo del fabbisogno energetico.

mer 24 ott 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

salvatorebugli.jpgE' sotto gli occhi di tutti: la situazione economica corre verso un deterioramento sempre più rapido. La crisi sta assumendo proporzioni drammatiche, che mettono in forse la stessa sopravvivenza delle imprese.
La stretta è micidiale. Da una parte, il credito alla piccola media impresa e alle famiglie non arriva quasi più; e se, e quando, arriva, ha costi insostenibili. Dall'altro, i fatturati sono in caduta libera, mentre nel panorama di recessione generalizzata non si intravede ancora via d'uscita. Non bastasse, quando anche si lavora, gli insoluti raggiungono quote preoccupanti. Da parte sua, lo Stato non attenua la pressione fiscale, ma nemmeno riduce la burocrazia, gli adempimenti, i costi fissi dei suoi ritardi e delle sue inefficienze.
Stefano Cicchetti 
Secondo Salvatore Bugli, Direttore provinciale di CNA Rimini, "La sopravvivenza delle imprese è una questione vitale che non riguarda solo loro, ma tutto il Paese. E' in discussione il nostro stesso modo di essere. E non ho paura di affermare che si tratta di salvare la democrazia, quella economica, sostanziale".
Ma perché? "Se i luoghi dove si produce ricchezza di spengono - spiega Bugli - è tutto il sistema che salta. In Italia, seconda nazione manifatturiera dell'Unione Europea, il sistema che abbiamo è quello della media, piccola e piccolissima impresa. Solo la Germania ha una rete di PMI paragonabile alla nostra, senza tuttavia arrivare al 92% di imprese sotto i 10 addetti. Questo sistema va preservato non solo perché ci ha resi competitivi nel mondo. Se la produzione della ricchezza è affidata a un sistema di ‘impresa diffusa' come il nostro, sarà più facile tutelare un interesse più generale invece di privilegiare pochi ‘padroni del vapore'. 

mer 24 ott 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Nell'ultimo articolo sono stato un po' cattivo con il PD, mi pare doveroso aggiustare il tiro.
È vero che questa storia delle primarie è un po' postsovietica. Come in Kazakistan, dove Nazarbaev, presidente eterno, sentendo la mancanza di un'opposizione, ha incaricato sua figlia di dirigerla. Bersani ha autorizzato Renzi a correre contro di lui. Come se Romney avesse dato il permesso a Gingrich di contrastarlo nelle primarie. Da PCUS è ancora la lotta interna tra il segretario e D'Alema, il misterioso abbandono di Veltroni ecc. 
Detto questo, se Atene piange Sparta non ride. A destra siamo a uno scenario tra Villa Arzilla e Il Padrino, con battaglioni di inquisiti, un capo carismatico che ha perso il carisma, un segretario che oltre ad avere gli occhi più distanti mai visti nell'homo sapiens, pare non contare niente.
Quindi va dato atto agli ex-comunisti, alleati con i DC di sinistra, di avere il coraggio di discutere, di fare esercizi di democrazia, di avere intrapreso, sia pure faticosamente, l'importante via delle primarie. 
Detto questo, credo che la maggior parte degli elettori attenda con terrore il giorno in cui i professori restituiranno il potere ai partiti. Napolitano, sotto la spinta degli eventi, speriamo consapevole, ha fatto una cosa molto pericolosa. Sulle testate estere Monti è chiaramente indicato come "The Unelected Prime Minister", il premier non eletto. Se Berlusconi agli occhi dei suoi nemici era un ricco furfante, era stato però eletto, sia pure con tre televisioni al suo servizio (ma direi almeno cinque). Monti è per tutti un distinto professore, ma non è stato scelto da noi. 

mer 24 ott 2012 - Notizia di attualità - scritto da Costantini Claudio

Si è chiusa lo scorso 15 ottobre la sanatoria del 2012, ovvero la possibilità di regolarizzare i lavoratori in nero che non hanno nessun tipo di tutele. Il risultato non è certamente edificante. Le domande inviate sono state 134 mila su una cifra stimata di lavoratori in nero immigrati di circa 800 mila in tutti i settori lavorativi, agricoltura, artigianato, industria, domestico, edilizio. Di queste domande circa l'83% riguardano il lavoro domestico. A Rimini le richieste per l'emersione del lavoro nero sono state 689 di cui 610 (88%) una media più alta di quella nazionale, per lavoro domestico. La ragione di questa disparità ce la spiega in un comunicato Massimiliano Zani responsabile di CNA World Rimini: "il costo per una richiesta relativa a colf e badante non supera i 2.000 € (tra una tantum e contributi previdenziali), mentre in settori come l'edilizia, il commercio, o l'agricoltura il costo può essere tra due a quattro volte maggiore". 

mer 24 ott 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

«Matrix è ovunque, è intorno a noi, è quel che vedi quando apri la finestra o accendi il televisore». I ragazzi che iniziano l'università nel 2012 avevano solo sei anni all'uscita del film-culto dei fratelli Wachowski: si saranno accorti di essere delle piccole Matrix? 

Già, perché proprio questo significa «matricole», etimologicamente. E forse non solo sotto quell'aspetto. Oggi la vita dello studente è davvero una piccola realtà simulata che nasconde la vita vera e ritarda l'impatto con i problemi dell'età adulta. 
Al netto della farraginosa burocrazia accademica e della tirchieria dei padroni di casa, le sue giornate sono piacevolmente divise fra lezioni, studio e amici; vitto, alloggio e studio vengono quasi totalmente sovvenzionati dai genitori e, per i più bravi e intraprendenti, da borse di studio o lavoretti. 
Insomma, l'Alma Matrix Studiorum «è il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità»: e cioè che oggi in Italia una laurea - e non solo quelle «light» che si conseguono a Rimini, ma anche altre spacciate come biglietti vincenti sul mercato del lavoro, come Medicina e Ingegneria - non ti salverà dalla precarietà o dalla disoccupazione più di un diploma di istituto tecnico. 

 

mer 24 ott 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Parafrasando il mugnaio prussiano di Bertold Brecht e aggiungendo un punto interrogativo, verrebbe da chiedersi: "C'è un giudice ad Ascoli e a Forlì?" O meglio, perché è così raro che una Procura della Repubblica Italiana dia corso a un doveroso procedimento nei confronti di chi viola la Legge 645/52, la quale stabilisce che «e' punito con la reclusione da sei mesi a due anni chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo»? Come il preside di Ascoli che ha preso la squallida iniziativa di ricollocare all'interno dell'aula magna una crosta raffigurante il duce a cavallo, che di lì era stata sbolognata dopo la Liberazione. Poiché il servile imbrattatele aveva all'epoca dipinto un Mussolini pieno di capelli, se quel preside fosse stato almeno un po' spiritoso, vi avrebbe affiancato la scritta "Ave, Cesare Ragazzi"! Invece ha condito l'indegna pagliacciata di pietose giustificazioni storico-culturali: «Non siamo in presenza di un ritratto di Mussolini, ma di un'allegoria della scuola fascista. Il fatto stesso che sia stato dipinto con i capelli fa capire che si tratta di un Duce idealizzato. Il ritratto non è specificatamente suo, ma del fascismo». Non è forse questa apologia del fascismo? Grave, se voluta; di più se inconsapevole. Non dico che un simile individuo debba essere cacciato a sia pur metaforici calci nel sedere; rimanga pure a scuola, ma a pulire cessi e pavimenti, non a fare il preside.

mer 24 ott 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il portale eBay.it fa sapere che la categoria "Casa e Arredamento" va a gonfiavele: "La categoria Casa, Arredamento e Bricolage - afferma Irina Pavlova, Responsabile Comunicazione eBay.it. - è la seconda per numero di articoli venduti nel 2011 ed è in costante crescita: nei primi mesi del 2012 le vendite in questa categoria sono cresciute del 42% rispetto all'anno precedente, con un picco dell'80% di aumento nella sezione arredamento per esterno".
Secondo una ricerca Doxa, commissionata sempre da eBay.it, oltre un terzo degli italiani possiede già un oggetto di design in casa e 11 milioni ne comprerebbero uno online. Lampade (32%), divani (30%) e poltrone (22%) gli arredi che si acquisterebbero con maggior piacere su internet. E in effetti su eBay.it nei primi 3 mesi del 2012 sono stati spesi oltre 156mila euro per lampade, oltre 290mila euro per divani e 293mila per poltrone. Per via della crisi? Della sempre maggior dimestichezza con l'e-commerce? Probabilmente entrambe le cose. Comunque, gli italiani continuano ad amare il design e sempre secondo la Doxa, "originalità e bellezza estetica sono ritenuti ancora più importanti del marchio o del prezzo".

mer 10 ott 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Ponte_Ausa.jpgQuando ci chiediamo "come ha fatto l'Italia a ridursi così", il pensiero vola ai vari Belsito, Lusi, Fiorito & C. che ci hanno allietato il 2102. Ma saremmo davvero miopi e ingenui a prendercela solo con i ladri da pollaio e solo con quelli di oggi. Ciò che stiamo scontando non ci è piovuto dal cielo. Non da oggi intendiamo lo Stato come mangiatoia a ufo a disposizione dei detentori di un qualche privilegio. Non è da oggi l'indifferenza, se non il disprezzo, verso il merito, sia delle persone che delle cose. Pertanto le persone di merito, quando possono, se ne vanno: fra studenti, ricercatori e imprenditori ormai è un'emorragia. Che ci costa, ha calcolato qualcuno, 1,2 miliardi di dollari all'anno solo in mancati brevetti.
Non potendo scappare, le cose devono invece restare qui a godere del più fenomenale masochismo del pianeta: abbiamo la più grande concentrazione di beni storici e artistici del mondo, e ce ne freghiamo.
Una delle tante vicende che riescono a coniugare sia lo Stato-mangiatoia che il disprezzo per i nostri beni, è quella della ferrovia Rimini - Novafeltria. 
Fin dalla sua costruzione, nel 1916, si rasentano anfiteatro romano e quasi tutte le mura malatestiane superstiti. Ma soprattutto si piazza un passaggio a livello in faccia al monumento simbolo della città, l'Arco d'Augusto. Non erano tempi da badare a queste piccolezze. Era però forse epoca di capacità manageriale e rigore amministrativo? Non si direbbe, visto che la proprietà, Società Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane, andò in crisi negli anni '30, fino a fallire. Ma in Italia c'è fallimento e fallimento. Nel 1933, prima ancora che fosse dichiarata l'insolvenza, "la gestione delle ferrovie Ferrara-Codigoro e Rimini-Novafeltria - si legge nelle cronache ufficiali - dovette essere assunta in via provvisoria dall'amministrazione governativa". 

mer 10 ott 2012 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Si chiama Florin Simon l'imprenditore che ha vinto il premio MoneyGram Award per l'imprenditoria Immigrata in Italia. Florin è un giovane romeno di 42 anni che vive a Roma da 16 anni. Inizia a lavorare in Italia come manovale nell'edilizia. Poi ha l'idea di aprire un'attività a servizio dei suoi connazionali che vivono in Italia: importare dalla Romania i prodotti alimentari tipici. L'attività si rivela un successo, tanto che in Italia iniziano ad aprire molti negozi che vendono questo tipo di prodotti. A questo punto Florin decide di mettere le basi di un'attività all'ingrosso e organizza una rete di distribuzione di prodotti alimentari tipici romeni. "Romania SRL", la sua azienda di import-export e vendita all'ingrosso di alimentari romeni impiega 34 persone e per quest'anno prevede un aumento delle vendite del 34% e stima un fatturato di 19 milioni di euro. Oltre al titolo dell'Imprenditore Immigrato dell'Anno, a Florin è stato conferito anche il premio MoneyGram Award per la Crescita. Ecco tutti I premi MoneyGram Award 2012: Il premio per l'Innovazione è andato al cinese Lishuang Hu, detto Marco, residente a Preganziol (TV), con il locale Wok Sushi (ha creato un franchising e un brand proprio, dispone di 132 dipendenti).

mer 10 ott 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Da quando abbiamo cambiato la legge per le elezioni del Parlamento con il referendum del 1993 i partiti prima hanno cercato di metterci una pezza con la legge cosiddetta Mattarella, e poi con quella del 2005 (il 'porcellum'): la maggioranza ha semplicemente fatto le regole per assicurarsi la vittoria elettorale. Da allora pare diventato legittimo che ogni partito chieda non le regole elettorali per confrontarsi lealmente, ma quelle che gli tornano più vantaggiose. Il PD vuole il doppio turno perché così può andare sparpagliato al primo e poi fare barriera contro 'il nemico' al secondo. I centristi vogliono il proporzionale con sbarramento per poter andare in Parlamento e col 10% fare l'ago della bilancia. La destra voleva il premio di maggioranza quando sapeva che avrebbe avuto la maggioranza relativa. Ora non lo vuole più perché ha paura che premierebbe il PD (al quale infatti il porcellum fa molto meno schifo di prima). I grandi partiti vogliono lo sbarramento per far fuori i piccoli. I piccoli vogliono il proporzionale per avere dei seggi. Insomma, ognuno pensa solo a sé stesso. Come quasi sempre, gli unici decenti sono i radicali che chiedono da tempo il sistema più vecchio e più semplice: uninominale maggioritario a turno unico. In ogni collegio vince chi prende più voti, e basta. Loro non avrebbero quasi nessun vantaggio, perché sono piccoli. Ma la partitocrazia non avrebbe più la certezza di far eleggere i capi che non prenderebbero mai voti e quelli ai quali deve dei favori. Ma stiamo scherzando? Giocare lealmente?

mer 10 ott 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Cupcakes: più che dolci, una nemesi. Peggio: una nemesi calorica ad alto rischio per il girovita. Ma noi italiani dovevamo aspettarcelo: più di un secolo fa i nostri emigrati negli Usa hanno sferrato l'attacco agli stomaci yankee a suon di pizza e spaghetti, diventati più popolari dell'indigeno tacchino, e gli americani, oggi i più sovrappeso del pianeta, sono decisi a farcela pagare. 
La prima controffensiva è stata, trent'anni fa, lo sbarco in Italia dei fast food, che dovevano essere l'equivalente della bomba atomica per linea e stomaci nostrani. Ma gli strateghi Usa non avevano fatto i conti con le mamme italiane, che appena informate della pericolosità per la salute di paninazzi e patatine hanno disdetto in massa le festine di compleanno al MacDonald (l'ultimo cui ho partecipato è stato circa sette anni fa), neutralizzando l'attacco. I nemici hanno capito che per distruggere gli stomaci degli italiani dovevano coinvolgere le loro madri, anzi, mettere le armi direttamente nelle loro mani. 
E ci sono riusciti perfettamente: la trovata strategica della seconda operazione Restore Fat si chiama «cupcakes». Si tratta di minuscole tortine glassate e riccamente decorate fino a raggiungere il peso specifico del tungsteno, la cui realizzazione è diventata uno sport estremo per signore, grazie a show tivù come «Cupcake Wars» e «Cupcake Girls», sfide epiche fra casalinghe e professioniste su chi sforna il dolcetto più barocco. Questi oggetti (che siano commestibili è del tutto secondario), che sposano l'eterna rivalità fra donne alla loro virtuosa aspirazione a sostituire le merendine industriali con dolci fatti in casa, oggi impazzano anche in Italia, dove vanno a ruba ricettari, stampini e siringhe specifiche per decorare i cupcake. 

mer 10 ott 2012 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Un leader è una persona che fa la differenza, che sa esprimere le proprie emozioni senza inibizione. Un leader non solo crea la sua vita, ma è un esempio per chi gli sta accanto: motivando le persone a prendere in mano la propria vita, la vita stessa cambia sia per se stesso che per gli altri. Il lavoro di Roberto Re è insegnare a tenere la testa alta e a guardare avanti. Già considerato "l'Anthony Robbins italiano", oltre 20 anni di esperienza "sul campo", più di 200 mila partecipanti ai suoi corsi, coach mentale della vincitrice dello strepitoso oro di Jessica Rossi alle olimpiadi di Londra, traguardi che inseriscono a diritto Roberto Re tra i numeri "uno" della formazione Europea.
Fondatore e presidente di HRD Training Group, società specializzata nella formazione manageriale e comportamentale nella crescita personale, autore di best seller, i suoi corsi sono stati scelti da alcune delle principali realtà aziendali, personaggi dello spettacolo, squadre di calcio e atleti di svariate discipline. 
Roberto Re aprirà la prima di cinque incontri con protagonisti i migliori formatori d'Italia. Una grande opportunità per cinque serate organizzate all'Hotel Holiday Inn di Rimini con inizio il 24 ottobre. A seguire l'8 novembre con Alfio Bardolla, il 15 novembre con Paolo Bacchini, il 29 novembre con Claudio Bellotti, per concludere il 6 dicembre con Ciro Imparato.

mer 10 ott 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La Pubblica Assistenza Croce Blu Onlus, associazione di Volontariato ONLUS, organizza corsi teorico-pratici sulle tecniche di primo soccorso rivolti a tutta la popolazione e completamente gratuiti.

I corsi saranno tenuti da medici e infermieri, in orario serale e avranno una durata di 12 ore: saranno dati cenni di anatomia, fisiologia e patologia umana associati a psicologia e medicina legale. 
Chi vuole potrà proseguire il percorso di formazione per diventare volontario del soccorso in Croce Blu, imparando tecniche pratiche di primo soccorso, rilevazione parametri vitali, rianimazione cardio-polmonare (BLS), trasporto infermi e pazienti con problematiche traumatologiche.
Gli ambiti di intervento di Croce Blu sono molteplici: assistenza sanitaria, primo soccorso, trasporto infermi e disabili, protezione civile, formazione sanitaria.
Non sono richiesti titoli o attitudini particolari ma basta avere più di 14 anni e se stranieri, essere in regola con i documenti di soggiorno. 
I corsi si terranno a Riccione dal 29 ottobre e a Bellaria dal 5 novembre.
INFO LINE: 3460618729 - 0541 333222 - www.croceblu.info - Facebook: Croce Blu Onlus

mer 10 ott 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il 6 ottobre è morto Dino Palloni; aveva 67 anni. Rimini perde con lui uno dei personaggi che più l'hanno amata. Ingegnere, Palloni era in primo luogo appassionatissimo di architettura militare medievale. Era divenuto uno dei massimi esperti italiani di castelli: in primo luogo, naturalmente, quelli malatestiani. In quanto tale, era invitato ovunque a tenere conferenze e pure lezioni universitarie. A coronamento dei suoi studi, è riuscito, pur già malato, ad allestire la straordinaria mostra in Castel Sismondo "I castelli dei Malatesta. Storia, arte, cultura", insieme a Pier Giorgio Pasini e Giovanni Rimondini, che tanti visitatori ha attirato durante la scorsa estate. Dino era nipote di Pietro - il podestà che "fece" il lungomare, da cui il detto "paga Palloni!" - e fratello del Presidente del Club Nautico.

mer 10 ott 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

So di andare contromano, ma non riesco a reprimere il fastidio per la qualunquistica moda del "dalli alla politica" che sta montando nel Paese. Mi disgusta poi constatare come questo sia un diversivo alimentato da quel pezzo di "casta" che prospera nel giornalismo, nel gotha dell'economia, nella burocrazia di Stato, per distogliere l'attenzione da altrettanti suoi peccati. 

È vero, c'è chi riduce il "fare politica" a odiose ruberie e chi se lo ritrova infarcito di insopportabili privilegi. Ma è criminoso raccontare che rubare i soldi, ricevere emolumenti esagerati, percepire indennità spesso modeste o addirittura misere per un servizio reso alla collettività, sarebbero la stessa cosa. Soprattutto se tale mistificazione - sui giornali, in TV, nei simposi finanziari - proviene da personaggi che si guardano bene dal dichiarare i loro compensi, spesso scandalosi quanto ingiustificati. Tutto ciò è un'offesa all'immensa moltitudine di Italiani che, chiamati a gestire la cosa pubblica, lo fanno impiegando qualità individuali che la parte più becera della canea abbaiante all'antipolitica è ben lontana dal possedere; e adempiono con onore e disinteresse a un impegno civile che sempre e comunque qualcuno dovrà svolgere: o attraverso un percorso di democrazia politica, o per via oligarchica, come vorrebbero i fanatici del grillismo-travaglismo, i nostalgici del berlusconismo e certi adoratori dei tecnici al potere.

mer 26 set 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

waterloo.jpgCNA, Confartigianato, Banca di Rimini e Banca Malatestiana hanno firmato un protocollo d'intesa "per agevolare il superamento di una crisi economico-finanziaria che sta colpendo in profondità il tessuto delle piccole imprese, settore portante dell'economia riminese, minandone la stessa sopravvivenza". Si tratta di una serie di condizioni che le banche di credito cooperativo locali attueranno d'intesa con le due associazioni di categoria, che da sole rappresentano circa 10 mila imprese della provincia. Ma attenzione: prima ancora degli investimenti, il credito servirà per pagare gli stipendi. Perché oggi anche l'azienda più sana trova difficoltà perfino in questo.
Il presidente di CNA della provincia di Rimini, Renato Ioli, ha descritto così la situazione: "Il credito alle imprese è diminuito del 40 per cento in meno di un anno. Il timore diffuso è di un nuovo blocco totale, come già era accaduto alla fine del 2011. I consorzi fidi hanno svolto un ruolo importantissimo, garantendo il credito, fino al 50 per cento del finanziamento, a chi non era nella condizioni richieste dalla banche. Ma nemmeno questo sostegno basta più. E al nostro territorio non basta più nemmeno la ‘valvola di sicurezza' del turismo, che fino allo scorso anno ci aveva consentito di limitare i danni. I primi dati sulla stagione appena conclusa parlano di un 10 per cento in meno per la redditività degli alberghi, che arriva anche al 30 per cento per l'extra-alberghiero. D'altra parte, per la prima volta sono diminuiti anche gli sportelli bancari: da noi del 2,6 per cento". Quindi anche il balneare è in sofferenza, dopo le violente crisi che stanno facendo terra bruciata nell'edile, l'impiantistica, i servizi. Il manifatturiero tiene solo se esporta, ma da noi si tratta di una sparuta minoranza.

mer 26 set 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

 

Ad ascoltare Renzi in piazza Cavour c'era anche il mio amico Enrico Santini, uno che più neutrale non si potrebbe ma che ha lo "sguardo lungo" nel capire sia di vino che di psicologia umana. Su Facebook l'ha poi definito «bellino, pulitino, leggerino».

Vista la pervicacia con cui ha preteso fosse suo diritto sovvertire il regolamento delle primarie per potervi partecipare, non mi stupisce sapere che Renzi fosse uno di quei bambini tignini e un po' stronzetti che, sul punto di perdere la partita, dopo il fatidico "è mio" se ne vanno col pallone. Lo racconta il "Carlino" che gli dedica un compiaciuto servizio, in linea con quanti nel mondo politico, economico e dell'informazione si danno un gran daffare perché sia lui il vincitore delle masochistiche primarie cui si accinge il PD, non a torto convinti che ciò allontanerebbe il rischio della sinistra al governo. È un obiettivo comune a coloro che, pur con diverse motivazioni, sognano un prossimo "pareggio elettorale": i berluscones che sperano almeno di limitare i danni; la multiforme varietà di "moderati" che vuol rivedere Monti al governo.
Non sospetto certo che Renzi sia partecipe di quella strategia, peraltro favorita dalla quantità industriale di preannunciati candidati alle primarie, cui si sta aggiungendo tale Gozi da Sogliano al Rubicone. Faccio poi mia l'esortazione di Veltroni a non usare contro di lui la graziosa investitura giuntagli da Berlusconi, che all'incirca l'ha definito "uno dei nostri che gioca dall'altra parte". Voglio altresì ignorare, pur se a fatica, i complimenti tributatagli da Dell'Utri: «Renzi mi piace, ricorda un po' Berlusconi.

 

mer 26 set 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Ci mancava anche Matteo Renzi col suo camper in centro storico.
Giovedì scorso il rottamatore non aveva ancora lasciato Rimini al termine del suo breve raid, che già c'era la fila di Suv grandi come camper per passare da Piazza Cavour. «Se lui può, possiamo anche noi», insistevano signore bene e professionisti, che sul finestrino si erano addirittura appiccicati, proprio accanto al contrassegno per invalidi, l'apposito patacchino che distingue i candidati alle primarie del Pd (qualche centinaio, attualmente) e permette loro di parcheggiare anche fuori dagli spazi consentiti. 
E' solo una battuta, non esiste un permesso speciale per candidati alle primarie, meglio specificarlo perché quando si parla di parcheggi la gente tende a perdere il senso dell'umorismo. Ma la battuta ha un fondo di verità, visto che il debutto del camper renziano, in partenza da Firenze, è stato un clamoroso parcheggio in doppia fila, subito velenosamente denunciato da «Repubblica» - e senza nemmeno la doppia freccia, lampeggiante foglia di fico usatissima a Rimini per soste proibite mordi-e-fuggi-prima-che-chiamino-il-carro-attrezzi.
La stagione della doppia freccia coincide con l'anno scolastico, dunque da una decina di giorni, davanti alle scuole del centro, all'ora dell'inizio e della fine delle lezioni, è tornato l'effetto Milleluci. Di posto non ce n'è nel raggio di quattrocento metri, quindi visto che bisogna comunque mettere la macchina in divieto, tanto vale metterla nel posto più comodo possibile, e pazienza se in pochi secondi si forma una coda biblica di macchine strombazzanti. 

mer 26 set 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Che paesi come Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e anche l'Irlanda abbiano risentito più degli altri della crisi, è noto. La cosa curiosa è che sono tutti paesi di tradizione cattolica tranne la Grecia, dove predomina la religione ortodossa. Se consideriamo però che sono tutte religioni pre-riforma protestante, ci avviamo verso quella ipotesi che Max Weber, uno dei fondatori della sociologia, espose nel suo libro L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, del 1905. Da allora la teoria è stata criticata e discussa, e certamente ha forti limiti. Tuttavia, se qualcuno di voi ha esperienza di paesi protestanti, sicuramente l'idea di Weber non gli apparirà del tutto balzana.
Le differenze fondamentali sono di ordine etico, e riguardano il rapporto tra l'individuo, in particolare il ricco, e il denaro. Nell'etica protestante il denaro che affluisce nelle mani dell'imprenditore, del mercante o del banchiere, deve essere reinvestito, rappresenta un segno del favore di Dio e ogni spreco deve essere evitato, non importa quanto una persona sia benestante.
Si racconta che Ingvar Kamprad, svedese, fondatore di IKEA e uno degli uomini più ricchi del mondo, quando deve andare a mangiare fuori si raccomandi di non scegliere ristoranti troppo costosi. Vero o falso, è difficile pensare che Kamprad si dedichi al bunga bunga regalando migliaia di euro a procaci minorenni. E se si vede come è organizzata la sua azienda, vi si ritrova lo spirito di parsimoniosa onestà, ma anche di costante ricerca dell'utile. Il quale utile - e qui è il cuore della teoria di Weber - non si deve sprecare in piaceri, né impiegare per il potere, ma deve essere reinvestito nell'impresa. 

mer 12 set 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgEcco dov'erano andati i tedeschi che dalle nostre parti non si vedono più: si sono messi a fare gli albergatori! Battute a parte, fa una certa impressione guardare i dati diffusi dall'Ente Nazionale Germanico per il Turismo (ENGT), l'ENIT tedesco: "Grazie ai dati sorprendenti dei primi cinque mesi dell'anno, la Germania riconferma la sua posizione tra le destinazioni più amate in Europa", informa Ernst Burgbacher, membro del parlamento tedesco, segretario presso Ministero dell'Economia e della Tecnologia e incaricato del governo tedesco per le piccole e medie imprese e per il turismo.
Dall'inizio dell'anno alla fine di maggio 2012, nelle strutture ricettive con più di dieci posti letto si sono registrati quasi 24 milioni di pernottamenti di visitatori provenienti dall'estero, cioè oltre il dieci per cento in più rispetto all'anno prima. Se i visitatori più fedeli dei lander restano gli olandesi, cresciuti "appena" del 9 per cento, gli svizzeri hanno segnato un più 16 per cento, per non parlare dei danesi che hanno toccato un aumento del 26 per cento. Sorpresa: un bel contributo alla marcia trionfale del turismo teutonico lo abbiamo dato anche noi: restiamo, sempre secondo l'ENGT, "il quinto mercato per il turismo internazionale verso la Germania, con uno share del 5,3 % di tutti i pernottamenti effettuati da stranieri entro i confini tedeschi (in strutture con più di 10 posti letto). Con un incremento del 5,9 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la presenza di turisti italiani è pertanto in costante aumento negli ultimi mesi soprattutto per l'ottimo rapporto qualità/prezzo e la raggiungibilità comoda ed economica. 

mer 12 set 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«Ci hanno salvato i russi»: fino a pochi anni fa la frase si poteva ascoltare solo inserita in discussioni storiografiche sulla Seconda Guerra mondiale e si riferiva in genere all'assedio di Stalingrado, l'inizio della fine per le truppe del Reich. Di solito la usavano gli interlocutori ideologicamente schierati a sinistra per ridimensionare i meriti degli angloamericani, ai quali l'Armata Rossa aveva effettivamente tolto un bel po' di castagne dal fuoco. 

In questa fine estate 2012 a chiamare salvatori i russi sono soprattutto gli albergatori e soprattutto i commercianti del centro storico. A quanto pare, senza i turisti dell'Est, non soggetti alla tirannia del Fuehrer Spread, nelle casse di negozi e boutiques ci sarebbero solo polvere e ragnatele. E probabilmente gli scambi russo-riminesi sarebbero andati anche meglio se dai due versanti del bancone ci fosse stata una maggiore comprensione linguistica. I turisti russi approcciano i negozianti in russo schietto così tranquilli e fiduciosi di essere capiti da far sospettare che, per misteriose ragioni, nelle loro guide Rimini sia indicata come una specie di enclave russofona in territorio italiano. I riminesi, da parte loro sanno a malapena due parole d'inglese e tentano di spiegarsi a gesti. 
Noi indigeni non siamo mai stati dei campioni di poliglottismo. Se avevamo in qualche misura il dono delle lingue l'abbiamo usato tutto per imparare il tedesco quando serviva. Ora l'abbiamo dimenticato, e forse è meglio così, perché ai russi, visti i pregressi, essere apostrofati nell'idioma del feldmaresciallo Paulus darebbe parecchio sui nervi. Ci tocca ricominciare da capo, con una lingua rispetto alla quale il tedesco è una passeggiata, perché il russo, oltre a sei casi e a una fonologia complicatissima, si scrive con un alfabeto diverso.

mer 12 set 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Piccari Nando

Mi dispiace che dal Consiglio Comunale di Rimini si dimetta Arduini, uno dei rari grillini non posseduti dall'ossessione talebana di maledire gli infedeli che non si prostrano ai dettami del dispotico sodalizio padronale che domina il "partito 5 stelle" e che qualcuno comincia a chiamare "il clan dei casaleggesi", imitando il rozzo dileggio di cui fa sfoggio Grillo. Il quale, tuttavia, un paio di settimane fa ha avuto il merito di lasciare per un attimo il suo attuale, remunerativo lavoro per tornare a indossare i panni del comico. 
È successo quando lui, sommo sacerdote dell'odio politico e dell'aggressione verbale, ha lanciato un ridicolo allarme, millantando il pericolo che attaccarlo equivalga a ordire un complotto per eliminarlo. Onde accrescere l'effetto scenico della farsa vittimistica, ha recitato un passaggio di 1984 di Orwell, certificando così che il copione gliel'ha scritto Casaleggio, poiché Grillo, non avendo mai letto un libro in vita sua, ignora chi sia Orwell e, al pari di altri genovesi, per lui 1984 è solo l'anno del Genoa retrocesso in B.
La ritrovata "comicità grullina" è poi proseguita con la falsa prima pagina del "Corrierone" che, fingendo di riprendere la rivelazioni di un amico, titolava: «Grillo citofonava e scappava». L'autore, confidando che anche uno scemo capisse trattarsi di una parodia, intendeva con ciò denunciare l'informazione di regime, bla, bla; invece la cosa s'è trasformata in un involontario test di intelligenza grillina, data l'enorme quantità di becconi pronti a intasare la rete di giustificanti «e chi non l'ha mai fatto?» o di indignati «che fogliaccio vergognoso!». Pare addirittura che la Consigliera Franchini stesse per avanzare la centoventesima richiesta di un Consiglio Comunale aperto, onde chiarire alla città che Grillo non scappa dopo aver citofonato, ma aspetta che il condomino prescelto chieda "Chi è?" per declamargli il suo programma politico, sintetizzato nel famoso "vaffanculo".

mer 12 set 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Il governo Monti continua nel suo disperato tentativo di mettere pezze alla Repubblica Italiana. Purtroppo (o per fortuna?) è un governo tecnico e quindi ha compiti limitati a settori che stupidamente continuiamo a reputare 'non politici'. Come se la tasse non fossero politica... 

Intanto la partitocrazia italiana si occupa dei suoi giochi preferiti: intrighi, veti incrociati, alleanze, dichiarazioni di qualsiasi cosa e del suo contrario. Una buona parte delle sue energie è orientata a salvare la posizione di privilegio di migliaia e migliaia di politici e amministratori professionisti lautamente pagati. Hanno capito che gli italiani vorrebbero liberarsi di loro in massa e tentano il tutto per tutto. E intanto cominciano a prepararsi alle elezioni, usando il denaro ricevuto come finto rimborso elettorale, alla faccia del referendum che ha abolito il finanziamento pubblico dei partiti. Sono ben difesi da un sistema in cui si tengono su l'uno con l'altro, appunto la partitocrazia, ma la presenza di un comico logorroico e grassoccio che ha costruito il suo successo senza i milioni di euro che invece loro hanno a disposizione è sufficiente a gettarli nel panico. 

 

mer 12 set 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Fino al 31 dicembre in tutte le Farmacie Comunali Alliance prosegue l'iniziativa "Baby pass" la campagna di riduzione prezzi sui prodotti per la prima infanzia, nata dal protocollo d'intesa siglato tra Ministero della Cooperazione internazionale e integrazione, ANCI, e ASSOFARM Farmacie Comunali italiane per allineare i prezzi di alcuni prodotti a quelli europei. Sugli scaffali, col marchio "Baby pass", un'ampia scelta che va dagli omogeneizzati, ai latti, dai pannolini ai prodotti per l'igiene dei piccoli.

mer 12 set 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il 20 ottobre a Rimini, presso il Polo universitario di piazza Teatini e il 21 ottobre a Riccione (Stadio del Nuoto) si terrà il seminario "Professionisti di stili di vita salutari" sulla corretta somministrazione di attività motoria e la corretta alimentazione, indirizzato a medici, dietisti, fisioterapisti, laureati in scienze motorie. Organizzata dal Servizio di Diabetologia, nell'ambito dell'Unità Operativa di Medicina Interna II diretta del dottor Giorgio Ballardini (col patrocinio di Comune e Provincia di Rimini), l'iniziativa rientra nel progetto "Lifestyle Gym", mirato ad una corretta somministrazione di attività sportiva specialmente alle persone malate del cosiddetto "diabete del benessere". Per info: tel. 0541 304913

mer 29 ago 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

sistri.jpgVolete far arrabbiare, ma di brutto, un imprenditore? Basta una parola magica: SISTRI. Cioè il "Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti", già previsto dal governo Prodi, nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Sapere dove vanno i rifiuti (in Italia l'80% rientra nella categoria dei rifiuti speciali, di cui il 10% sono pericolosi) è fondamentale per l'ambiente, la salute, la legalità. Il monitoraggio, giustamente, viene dunque presentato come arma formidabile contro le varie mafie che prosperano sugli smaltimenti illegali, nonché contro le inefficienze delle pubbliche amministrazioni. La gestione del sistema viene quindi affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente.
Fin qui tutto bene. Se non che, il 12 luglio scorso il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha sospeso l'avvio del SISTRI fino al dicembre 2013 "per verifiche tecniche". Non è il primo, ma il nono rinvio in tre anni. Intanto, 300 mila imprese e 22 mila autotrasportatori hanno sborsato (secondo CNA) la bellezza di 70 milioni di euro. Per ricevere in cambio 500 mila chiavette Usb (a 75 euro più Iva l'una), 90mila black box (600 euro l'una, installabili solo presso officine specializzate con tecnici appositamente formati). Altre spese per formare il personale e aggiornare periodicamente il sistema. Peccato che tutto questo non funzioni. O almeno, finora gli svariati "click day" che avrebbero dovuto metterlo in moto si sono risolti in altrettanti fallimenti.

mer 29 ago 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il calendario riminese è sempre stato la versione ribaltata di quello delle altre città: da noi si lavora di più quando nel resto d'Italia si lavora di meno, le vacanze altrui sono i nostri periodi più affaccendati. Ma sotto gli aspetti che Rimini ha in comune con qualunque altro insediamento umano - un posto dove si vive e si muore - il Ferragosto è diventato uguale a quello delle altre città, un tempo sospeso in cui non deve succederti nulla di serio. 
I servizi di prima necessità o sono chiusi o funzionano a organici ridottissimi, e dunque nella settimana di metà agosto bisogna sforzarsi di non nascere, di non ammalarsi gravemente, e anche di non doversi far seppellire o seppellire un congiunto. Cosa, quest'ultima, che potendo tutti eviteremmo molto volentieri in qualunque giorno dell'anno; purtroppo il Fato non va in ferie, e così può succedere che la notte del 12 agosto Simone, un ventenne di origine albanese, mentre guida il motorino in zona Superstrada di San Marino si scontri fatalmente con una grossa moto lanciata a 200 orari, e sia l'ennesima giovane vittima immolata sull'altare, già abbastanza insanguinato, dell'irresponsabilità a due e quattro ruote.
E che il 16 agosto, giornata che dovrebbe essere dedicata allo smaltimento dei postumi dei banchetti ferragostani, per una famiglia sia quella dell'ultimo, doloroso saluto al suo povero ragazzo morto. 

mer 29 ago 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Il caso dell'Ilva di Taranto mette in luce l'arretratezza dell'Italia, che non è tanto di cose, ma di mentalità. Il caso di per sé è semplice. 
Molti di noi hanno visto Julia Roberts in «Erin Brockovich, forte come la verità», film del 2000, che racconta di un avvocato che combatte una grande industria responsabile di procurare il cancro con i suoi rifiuti. E tutti stavamo con Julia, che vinse anche l'Oscar. A Taranto pare che sia molto molto peggio. E adesso con chi stiamo a Taranto?
All'indirizzo http://www.epiprev.it/attualit%C3%A0/ilva-saperne-di-pi%C3%B9 l'Associazione Italiana di Epidemiologia pubblica una sintesi dei dati clinici e chimici rilevati nell'area. Sono francamente impressionanti. Diossina, benzene, acido solfidrico, anidride solforosa disperse nell'ambiente, per non parlare di 544 tonnellate di polveri all'anno diffuse nell'aria. Parliamo di quasi 15 quintali di polvere al giorno: 30 sacchi di cemento da 50 chili. Si parla di un 15% in più di tumori rispetto alla media nazionale, con un picco del 30% per quelli ai polmoni. 
Certamente i dati dovranno essere accertati nel modo più sicuro possibile. Ma se è così, non vi sono dubbi. Tollerare che delle persone muoiano per tenere aperte le fabbriche lo avrebbe accettato Stalin (che tra parentesi in russo vuol dire 'acciaio') ma non possiamo farlo nel 2012. La retorica di 'non fermare la fabbrica' appartiene a due secoli fa, ormai. Sentire che qualcuno ancora dice queste cose ci fa capire quanto siamo indietro. E' possibile produrre acciaio senza inquinare. 

mer 29 ago 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Ogni anno, a Bellaria, viene scelto il Re dei Pataca fra i membri dell'Associazione intitolata a quel tipico nomignolo romagnolo, a far parte della quale sarà ora chiamato anche il delirante "Grullo 5 stalle", dopo che l'olimpionica ironia di Josefa Idem l'ha additato agli Italiani come "un gran pataca". 

Per meritare la regale nomination occorre aver compiuto gesta o assunto comportamenti adeguati: insomma, essersi prodotti in qualche patacata. Si sospetta che sia questa la ragione per la quale, due domeniche fa, il Sen. Mario Mantovani (PdL), "bellariese ad honorem", ha affittato uno di quegli aeroplanini da réclame perché sorvolasse la riviera trainando non il solito striscione inneggiante a birre o formaggi, ma un perentorio «Silvio ritorna». Intervistato subito dopo, Mantovani ha tenuto a informarci che «Berlusconi era molto contento, sono segnali che restano impressi. Prima di salutarlo gli ho detto 'in bocca al lupo' per la partita Milan-Juventus di questa sera» (vinta poi dalla Juve: quando si dice portare sfiga!). 
Quell'exploit di "lecchinaggio aviatorio" nascondeva in realtà una precisa strategia: costringere a rimanere in spiaggia, a godersi il passaggio dell'aeroplano, quei "vacanzieri della libertà" intenzionati a recarsi alla Fiera per ascoltare il mal sopportato Monti, ospite dei ciellini. Un obiettivo raggiunto, secondo Mantovani, convinto che «molti hanno preferito restare col naso all'insù al mare piuttosto che andare al Meeting». Cosa invece smentita dallo stato maggiore di CL, che pure aveva inizialmente temuto di dovere far sorvolare la spiaggia da un analogo aereo, trainante la scritta: "Per star sotto agli ombrelloni ti vuoi perder Formigoni?" Ma non ce n'è stato bisogno, in quanto Formigoni, nel cuore dei ciellini, "dà due giri" anche a Berlusconi. La cosa ben si spiega: se Mister Bunga Bunga è soltanto "l'unto del Signore", il Presidente della Lombardia - detto per questo "il Celeste" - può addirittura vantare la certezza che «il Signore mi vuole chiamare, parla attraverso le circostanze della vita, date per il mio bene». E per farlo ha scelto una modalità talmente atipica che perfino molti di CL faticano a capirla: fargli arrivare un'imputazione di corruzione dalla Magistratura milanese.
«Il Papa mi ha detto: "Io prego tutti i giorni per lei"», ha gongolato Formigoni nella sua autodifesa davanti al popolo del Meeting. Forse se ne rallegrerebbe meno se ricordasse che il Pontefice aveva già detto la stessa cosa a quanti aveva incontrato durante la sua visita al carcere di Rebibbia.

mer 01 ago 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgIl turismo russo in riviera vale un miliardo di euro. Ma gli ex sovietici sono ancora ingenui in fatto di vacanze: a riprova, ancora ignorano dove sia l'Ombelico del Mondo. E invece di fiondarsi in Viale Ceccarini appena scesi dal Tupolev, in maggioranza si dirigono ignari dalla parte opposta, nella dozzinale Rimini, dove si può anche ricevere l'affronto di dover pagare una mezza pensione appena 35 euro.
Di qui l'iniziativa degli albergatori riccionesi per dirottare i flussi di rubli colà dove si conviene. 
Ma che siano davvero rubli, e non copechi: "Cerchiamo un turismo di qualità", avverte Stefano Giuliodori, presidente del Consorzio Riccione turismo.
A questo scopo la Perla Verde ha aperto un suo stand all'aeroporto di Miramare, ma nella vip luonge. E l'anno prossimo il Consorzio riccionese andrà al Mit di Mosca per conto suo, con proprio materiale promozionale ben distinto da quello riminese. Una nuova glasnost provvidenziale per Russi, che già faticano a distinguere la Romagna dalla Romania.

mer 01 ago 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

 

10 vincitori!
20 BIGLIETTI OMAGGIO!

Invia la tua foto scattata alla Ruota Panoramica di Rimini
al profilo Facebook di Chiamami Città
o a redazione@chiamamicitta.net

i 10 autori delle foto che riceveranno più MI PIACE entro il 10 agosto
vinceranno due biglietti gratis per altri giri sulla Ruota Panoramica

* per partecipare diventa fan FB di Chiamami Città 

 

mer 01 ago 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

 

E' una meraviglia la vita in Emilia

Succede che una domenica parti da casa, con la consapevolezza di andare in un posto devastato dalla forza della natura, dove la maggior parte delle persone in pochi secondi si sono ritrovate in mezzo a un campo, con i sacrifici di una vita ridotti a un mucchio di pietre. 

Durante il viaggio iniziano a frullarti per la testa infiniti pensieri, che tendono a diventare dubbi e incertezze, ma basta varcare la soglia dell'ingresso al campo base, guardarsi attorno, incrociare i primi sguardi dei volontari che per 4 giorni saranno la tua famiglia, i tuoi amici e i tuoi colleghi, che le incertezze diventano certezze. 

24 persone, che dopo pochi minuti e una stretta di mano sembra che si conoscano da sempre, 24 persone che lavorano sempre col sorriso stampato in faccia.

Mirandola mi ha confermato che sono le piccole cose che fanno la differenza, un GRAZIE ricevuto da una persone che ha perso tutto ha un valore infinito, UN SORRISO DI UNA NONNINA solo per averle raccolto le posate ti riempe il cuore, GLI ABBRACCI E I SALUTI FINALI TI FANNO SENTIRE UNA PERSONA MIGLIORE.

 

mer 01 ago 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Torno all'Aquila dopo trent'anni, il 7 luglio, per i "Fuochi dell'Aquila" di "Stella d'Italia", utopia realizzata di un mettersi in cammino dai quattro angoli del Paese per ricucirlo. A tre anni dal sisma devastante del 6 aprile 2009, si resta senza fiato. Sulle transenne che chiudono la zona rossa, ancora presidiata militarmente, si aggrappano patchwork colorati. Al di là, l'agonia di palazzi ingabbiati d'acciaio, rovine su cui crescono piante, mentre la pioggia ha scolorito oggetti quotidiani, vomitati dalle case. Come dirne il silenzio? «Almeno 26.787 persone non hanno ancora fatto ritorno alle proprie case (più della metà dei 45mila sfollati iniziali» così wired.it, il 7/4/12. Che continua: «Fermi ancora alla messa in sicurezza i cantieri nel centro storico (circondati da tonnellate di macerie) in cui da ricostruire sono circa 177 ettari oltre ai 403 delle frazioni.» Questo aprile il Comune ha approvato il piano con le linee guida per il recupero degli edifici, ispirato al "com'era, dov'era", su cui piovono critiche. Quando «già il vecchio Piano regolatore della città, approvato nel 1975, conteneva le norme che avrebbero consentito da subito di avviare restauri e ristrutturazioni», si indigna Francesco Erbani di repubblica.it. Ma per sapere dell'Aquila tocca scansare la comunicazione ufficiale, e andare sulla miriade di blog che danno voce ai comitati e collettivi sbocciati sull'onda del sisma, per una ricostruzione partecipata e dal basso. 

mer 01 ago 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

"ARE ERE IRE - Cibo per giovani menti", in collaborazione con EducAid, cooperazione e aiuto internazionale in campo educativo, propone il progetto IO SONO QUI. 
E' un'iniziativa che vuole regalare a 7 bambini, colpiti dal recente sisma, tre giorni di spensieratezza: un soggiorno a Rimini con le loro famiglie. Al loro arrivo incontreranno altrettanti coetanei riminesi che li accoglieranno con un sorriso e un abbraccio di solidarietà.
Passeranno tutta la giornata insieme al gruppo riminese ARE ERE IRE (nato per fornire ai bambini strumenti di gioco per la consapevolezza del sé e dell'altro), che fornirà loro delle stralunate e divertenti schede tematiche, tratte dal libro di prossima pubblicazione Spiegami Rimini, schede che raccontano la città e il suo territorio e che faranno scoprire alle 7 coppie di nuovi amici curiosità, tipicità, monumenti, personaggi della storia locale. Dopo aver letto, ritagliato, colorato, costruito faranno una breve gita turistica nel centro storico, per riconoscere gli aspetti di Rimini coi quali hanno giocato. Un vero e proprio laboratorio manuale e creativo, seguiti dagli esperti educatori forniti dal Centro Famiglie del Comune di Rimini e dalla Onlus riminese EducAid.
I bimbi poi si scambieranno l'indirizzo di posta, in modo da dare continuità all'esperienza, approfondire una amicizia epistolarmente, creare un legame.
Nei giorni successivi le famiglie, ospitate gratuitamente dagli alberghi Derby, Diamond, Neda, Edy e Odeon, aderenti al Consorzio Piccoli Alberghi di Qualità, saranno libere di gestire il proprio tempo approfittando, se ritengono, dei servizi messi loro a disposizione: lettini e ombrelloni offerti dai Bagni 78, 79, 80 e 81 aderenti alla Cooperativa Operatori di spiaggia o l'ingresso gratuito al parco tematico Italia in Miniatura, che ha messo a disposizione anche il trasporto.

mer 01 ago 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

EMILIAMO, presente indicativo prima persona plurale del verbo "Emiliare". Emiliamo. Perché Emiliamo? Perché noi emiliamo.... La donna in Emilia é da sempre motrice e cuore pulsante della famiglia tradizionale. Attorno a lei ruotano molti ruoli e, pur essendo imprenditrice, non dimentica la tradizione e il suo luogo di origine. La sua indole é legata all'intraprendenza e alla passionalità in tutto ciò che fa. Ma qui continuiamo a tremare... e ciò destabilizza anche la mente più lucida e razionale. Vivere in un contesto agevolato, seppur provato dalla recente crisi economica, genera un senso di abitudine. La casa di proprietà e il proprio lavoro quotidiano diventano perciò una certezza e una garanzia per l'intera famiglia. Ma quel sabato notte ha cambiato la vita di molte famiglie....troppe. Le donne emiliane non possono accettarlo, non fa parte di ciò che è stato trasmesso dalle nonne "rezdore".
Il team EMILIAMO nasce da un centinaio di persone, al 90% donne, interamente residente nella provincia di Modena. "Per concretizzare lo spirito di emilianità e solidarietà verso le nostre concittadine più colpite, certe che anche loro avrebbero fatto lo stesso per noi".

mer 01 ago 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Lassù, dalla sua nuvola al di sopra di anticicloni delle Azzorre e depressioni sul golfo del Leone, la buonanima del colonnello Bernacca se la ride. Quanti accidenti gli arrivavano quando un acquazzone sfuggito ai suoi bollettini televisivi inzuppava i panini del picnic di Pasquetta! Ma i satelliti meteorologici di allora andavano a carbonella e ci prendevano una volta su cinque, e avevano un'attendibilità di poco superiore a quella dei vecchi proverbi "rosso di sera bel tempo si spera"o "cielo a pecorelle acqua a catinelle". 

Le alternative erano il lunario Barbanera, il calendario di Frate Indovino, la madonnina segnatempo oppure il sano fatalismo del "doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà". Il «Che tempo fa» della Rai, con quelle cartine piene di segni e di numeretti sembravano il non plus ultra della scientificità, e ai nostri nonni, contadini o ex contadini, poter davvero prevedere se domani ci sarebbe stato sole o pioggia sembrava la massima conquista del progresso, anche più dei vaccini e dei voli spaziali. 
Se il bollettino non ci prendeva erano bestemmie. Il proverbio non si sbilanciava, diceva "bel tempo si spera", non "bel tempo sicuramente", quindi se il giorno dopo veniva giù di brutto non potevi prendertela con la saggezza dei popoli. Quel brav'uomo di Bernacca era pur sempre un colonnello, voleva dare certezze e a volte deludeva. 
Oggi abbiamo previsioni del tempo secondo per secondo e quartiere per quartiere: il cielo è tappezzato di satelliti che praticamente fanno l'ecografia delle perturbazioni ancora prima che nascano e l'errore dovrebbe essere del tutto scongiurato. 

mer 01 ago 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Se vi coglie la necessità di andare in bagno mentre siete in fila dal medico, avete due possibilità per non perdere il posto: o sulla sedia mettete il cappello, sperando che nessuno ci si sieda sopra riducendolo una piada; o ci piazzate Alfano, che sarà felice di occupare la vostra poltrona per il tempo necessario a consentirvi di fare pipì.

Stringeva il cuore vederlo in Tv costretto a fingere gridolini di gioia perché il suo padrone, pentito della frettolosa designazione a succedergli, l'aveva repentinamente retrocesso dallo status di delfino a quello originario di sardone.
Dunque, alle prossime elezioni "ridiscenderà in campo" Berlusconi e la cosa sta procurando crisi di pianto a quei suoi discepoli che avevano appena terminato la ola per salutare "la rivoluzione" delle primarie che avrebbero dovuto incoronare Alfano leader. Ma c'è anche chi non ne è dispiaciuto, come l'ex ministro Galan che ha sobriamente commentato «...il ritorno di Berlusconi mi provoca un godimento che dura più di un orgasmo»: parrebbe una manifestazione di impazienza a partecipare alla prossima stagione di bunga bunga. Che invece non ci sarà, perché l'obeso Cavaliere, non riuscendo più a rinnovare alcunché della sua immagine esterna - il toupet glielo devono ormai incollare con l'attack e il cerone andrebbe sostituito col cemento a presa rapida - ha deciso di abbellire almeno quella interiore; per cui ad Arcore non più "Partito della Gnocca" e statuette di Priapo da adorare, ma cene vegetariane, alla fine delle quali le "olgettine" reciteranno il rosario senza però travestirsi da suore.

mer 01 ago 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

L'acqua è una risorsa limitata e preziosa. I consumi aumentano sempre, con il cambiamento delle abitudini igieniche, delle coltivazioni e dell'industria. Secondo i dati Unesco il consumo di acqua pro-capite è aumentato negli ultimi dieci anni a un tasso doppio rispetto alla crescita della popolazione mondiale. E continuerà a crescere. D'altra parte, il diritto all'igiene non si può limitare ai paesi ricchi (o ex ricchi). L'OMS (organizzazione mondiale sanità) stabilisce in 50 litri al giorno il 'diritto all'acqua' di ogni persona. Il consumo più forte si ha comunque in agricoltura e produzione alimentare. Pensate che per avere un litro di latte occorrono 1000 litri d'acqua. Potete vedere questi dati su acquavirtuale.it.
E gli sprechi della rete sono ancora molto alti. In Italia le perdite di rete sono circa il 34%, un terzo circa, mentre nell'area Hera, ci fa sapere l'azienda, siamo al 25%, contro una media dei paesi avanzati dal 15 al 20, e il 9% della Germania. Le perdite sono difetti nella condutture o acqua non fatturata, cioè rubata. L'acquedotto pugliese, una delle grandi opere idriche del primo '900, perde oltre il 50% (dati Hera 2012 e Sole24Ore 2009). 
Inoltre, siamo carenti nella depurazione, il che ha fatto scattare procedure di infrazione da parte della UE: Anche qui, l'azienda locale è sopra le media nazionale: depuriamo il 90% delle utenze contro una media nazionale del 75%.

mer 01 ago 2012 - Notizia di attualità - scritto da Piccari Nando

 

Quando, dopo alcuni anni, ci siamo incontrati poche settimane fa, scambiandoci informazioni sulle nostre rispettive traversie di salute e ironizzandone anche un po', nulla lasciava presagire un così tragico epilogo.
La scomparsa di una persona che per tanto tempo ha fatto parte della nostra quotidianità, intensamente vissuta, ci coglierci sempre impreparati, come oggi, per la morte di Sandro Bianchi, sta accadendo a tanti riminesi protagonisti del fervente "impegno giovanile" degli anni '60". A rendere ancora più intenso il dolore è quel tanto di nostalgia che sempre accompagna i ricordi giovanili e che, se in altre circostanze può risolversi in sorriso venato di malinconia, in questo momento diventa fonte di ancor più irrefrenabile tristezza.
Sandro, di qualche anno più grande di me e che già conoscevo di fama, l'ho incontrato per la prima volta nel 1966. Avevo diciott'anni, mi ero da poco iscritto alla Federazione Giovanile Comunista e Giorgio Giovagnoli mi aveva commissionato il mio primo articolo per "L'Ordine Futuro", dedicato proprio GS, l'associazione fondata nel '54 da Don Giussani di cui Bianchi era a Rimini il leader carismatico. Anziché l'approfondita riflessione che Giorgio si aspettava, me la cavai con un corsivaccio intitolato «Al 69 di Via Cairoli», giocando sull'indirizzo dell'associazione. Così, all'indomani mattina trovai Sandro che distribuiva davanti alla mia scuola il volantino di risposta: «Ma non è una cosa seria!»
Quello scambio polemico ebbe però il merito di superare il precedente, reciproco ignorarci fra "giessini" e "figicini", dando inizio ad un'appassionata stagione di confronto dialettico, guardato con qualche diffidenza dai nostri rispettivi "referenti adulti" (Chiesa e PCI) e del quale la comune battaglia studentesca pre-sessantottina per la conquista dei Consigli d'Istituto rappresentò il momento più alto.

 

mer 11 lug 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

stefano vitaliDunque, fine dalla Provincia di Rimini? E inizio della regione Romagna? Ne parliamo con Stefano Vitali, presidente della Provincia di Rimini:
«Prima di iniziare una discussione seria è importante vedere cosa effettivamente verrà fuori da una legge. Perché è molto probabile che il governo torni indietro sulla cancellazione delle province. Probabilmente saranno di meno, ma non si sa né come né quando. Si brancola ancora una volta nel buio. Dovranno anche spiegare come faranno, per esempio in Toscana, a riunire province che sono divise da secoli di storia»
Ma intanto una proposta di legge per la provincia unica di Romagna c'è, quella dell'onorevole Mazzucca..
«Quella proposta secondo me è un errore: non è scontato che la nostra gente la accetti, quando ci ha messo anni per affermare la propria identità riminese. Occorre dunque un percorso serio, occorre spiegare. E tutti i percorsi vanno fatti aspettando anche quelli che camminano più lentamente. Le fughe al primo chilometro spesso finiscono in debito d'ossigeno. Noi dobbiamo essere tranquilli, aspettare cosa dirà il Governo e poi fare il percorso amministrativo e politico. Anche perché alcune cose importanti riguardo risparmi e razionalizzazioni le abbiamo già fatte: l'area vasta della sanità, l'azienda unica dei trasporti, Romagna Acque. Hanno richiesto tempo e condivisione. Certo, quando andremo verso una nuova entità, secondo me dovrà essere romagnola. Non potranno unirsi Ravenna e Ferrara da una parte, Forlì-Cesena e Rimini dall'altra. Però arrivandoci per gradi, non imponendolo dall'alto con una legge. Però secondo me il vero nodo politico è un altro».

mer 11 lug 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

A Milano hanno vinto i bambini: il Comune, guidato da quell'arruffapopoli comunista di Giuliano Pisapia, ha riaperto i cortili ai giochi dei piccoli milanesi, e i portinai che, come il Gigante egoista, interdicono i giardini condominiali ai tricicli, al pallone e al nascondino, dovranno mettersi il cuore in pace, se non vogliono essere addirittura denunciati al Tar. 

Va detto che, prima che ai bambini, il diritto di gioco nei cortili ambrosiani era stato riconosciuto ai gatti randagi, a favore dei quali il Tribunale milanese aveva emesso una storica sentenza nell'agosto dell'anno scorso. Quanto alla libera sosta di auto e moto nei cortili, nessuno finora l'aveva mai messa in dubbio, e c'era voluta un'apposita delibera del Comune per consentire l'ingresso delle bici - sulla cui falsariga è stata redatta quella pro-bambini. 
Come portatori di diritti nelle aree condominiali, dunque, nella capitale morale i bambini vengono dopo i veicoli a motore, i felini randagi e perfino dopo le biciclette, e prima dei cani, un po'più impegnativi sotto il profilo igienico e della sicurezza rispetto ai pargoletti. 
I riminesi, invece, sembrano avere più stima dei loro amici a quattro zampe che dei loro figlioletti. Nessuno permetterebbe al suo bambino di fare popò nel bel mezzo del marciapiede, e se per accidente succedesse il genitore si vergognerebbe come un cane. In compenso molti lasciano defecare il cane davanti alle abitazioni altrui senza vergogna, e soprattutto senza raccogliere il prodotto, anzi, se glielo fai notare si incavolano pure. 
Quanto ai giardini privati, la nostra città pullula di Giganti egoisti. Il cortile del mio condominio è interdetto ai bipedi di qualsiasi età se non sono annessi a un'autovettura o a una moto parcheggiata; un asilo nido sul parco Cervi non può far uscire i bambini nel giardino condominiale a causa dell'opposizione di un paio di potenti e attempati residenti nel palazzo. 

 

mer 11 lug 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Ogni giorno per andare a lavorare devo attraversare un incrocio con il semaforo. Non c'è giorno che non mi capiti il rosso. Perciò mi fermo in attesa del verde. Tutti i giorni a quel semaforo incontro una coppia, una ragazza e un ragazzo cieco che stanno lì a chiedere l'elemosina. Qualcuno degli automobilisti fermi in attesa del verde chiude il finestrino, qualcuno gira la testa dall'altra parte, qualcuno reagisce con un cenno della mano "no" e c'è qualcuno che offre qualcosa alla coppia. Anche io a volte cerco di non guardarli, perché non è facile vedere il dolore di una persona con un handicap che chiede l'elemosina. Poi un giorno ho conosciuto la ragazza e ho saputo che sono rumeni. Ho notato che la ragazza ha un bel viso e il sorriso sincero di una persona aperta, dolce e perbene. La ragazza è incinta e ha bisogno di cure per la gravidanza. L'uomo cieco è suo marito. Aspettano un figlio e hanno un grande sogno: lui vorrebbe fare un intervento agli occhi sperando di riacquistare la vista per potere vedere la sua bella moglie e il figlio che nascerà. 
Sono rimasta affascinata dal coraggio della ragazza, da come sono affiatati e da come si vogliono bene, nonostante la situazione. Tutti i giorni camminano al semaforo, avanti e indietro. Lei è la stella-guida e la luce degli occhi di suo marito. Che bella famiglia! Forse molti di noi dovrebbero imparare ad amarsi e ad essere così uniti anche nella difficoltà, prendendo esempio da loro. 

mer 11 lug 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dispiace ammetterlo, ma il Governo Monti rischia ogni giorno di più di far dimenticare la ragione felice per cui è venuto al mondo, liberarci cioè da Berlusconi. Passi lo sproloquiare della petulante Ministra Fornero, salvatasi dalla sfiducia della Camera solo perché, dicendola con Bersani, «come si fa ad essere d'accordo con Di Pietro?» Passi la tendenza a dare più schiaffoni a sinistra ogniqualvolta Monti debba mediare fra le divaricanti spinte della sua atipica maggioranza. Passi pure l'evidente disagio di molti neo-governanti a "prendere le misure" a un ruolo che va obbligatoriamente accompagnato dall'aggettivo "politico"; per adempiere al quale, il tanto mitizzato curriculum non è sufficiente a evitare la figura dei dilettanti allo sbaraglio, con buona pace dei ciarlatani dell'anti-politica che vedono "la casta" anche al Comune di Montegridolfo e pensano che far politica comporti due sole alternative: diventare o come Mastella o come l'ornamentale grillino designato dal PdL "sindaco ridens" di Parma.
Nessuna "indulgenza" è invece possibile verso quel provvedimento di vera e propria "espoliazione pubblica" predisposto dal Governo sotto il nome di "spending review", non già risultato finale di una ancorché aberrante mediazione, ma frutto di preventiva scelta politica. A parte l'ennesimo esempio di ridicolo inglesismo provincialotto, non è in discussione il metodo - lo introdusse Padoa Schioppa - di sottoporre a rigorosa revisione la spesa pubblica, ricercandovi ogni possibile risparmio. Intollerabile è la logica che sorregge l'odierno provvedimento, incentrata sull'idea di poter governare il Paese con la cultura e le modalità dei "tagliatori di teste". 

mer 11 lug 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Uno degli aspetti più preoccupanti della crisi è la disoccupazione giovanile.
In Italia due riforme importanti, prima la legge Treu del 1995-97 e poi la legge Biagi del 2003 resero più elastico l'ingresso nel lavoro, diminuendo il tasso di disoccupazione dall'11,5% del 1999 al 6,2% del 2008.
Tuttavia le riforme non toccarono l'enorme numero dei lavoratori a tempo indeterminato, e produssero così un altrettanto enorme numero di lavoratori a tempo determinato. I primi in prevalenza più vecchi e i secondi più giovani. In questo modo si è creata una spaccatura tra i cosiddetti garantiti, praticamente impossibili da licenziare e i cosiddetti precari, per i quali non vi è nessun obbligo di assunzione.
Con la contrazione del PIL e il taglio della produzione iniziato nel 2008-2009, le aziende hanno potuto scaricare con facilità i lavoratori non protetti e smesso di assumere. Avrebbero preferito licenziare lavoratori più anziani? In alcuni casi forse sì. Comunque, in questo modo il peso della crisi si è scaricato sui giovani, e il tasso di disoccupazione under 25 ha raggiunto il 36,2%, a fronte di un tasso complessivo del 10,1, di un punto inferiore alla media UE. 

mer 27 giu 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

grillini.jpgRimini è stata fra le primissime città a vedere l'esplosione del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (fra l'altro è riminese anche sua prima moglie, Sonia Toni). A un anno dall'ingresso di ben tre esponenti del M5S nel consiglio comunale, che bilancio si può trarre? Massimo Manduchi, Mirco Conti e Antonio Scarponi tengono a sottolinearlo: non parlano a nome del Movimento, ma sono semplici attivisti. Non per questo si tirano certo indietro da una chiacchierata con noi. Sul Movimento, sul lavoro svolto in città e ne consiglio comunale, soprattutto sui problemi di Rimini e le possibili soluzioni. 

 

Qual è il vostro bilancio del primo anno del M5S nel consiglio comunale riminese?

Massimo Manduchi: «Bilancio positivo. Consideriamo anche che il gruppo era completamente privo di esperienza politica e amministrativa.. Le nostre propose di delibere le abbiamo fatte, due o tre sono state approvate, le nostre osservazioni al bilancio le abbiamo avanzate. In particolare è passato l'utilizzo dell'open source come tecnologia per informare i cittadini in materia sanitari, sulla tutela dell'ambiente. E poi è passata la proposta di utilizzare i led per l'illuminazione pubblica, il che farebbe risparmiare veramente tanti soldi all'amministrazione pubblica. Dunque soddisfatti sì, ma non è facile, perché con la legge sull'elezione diretta del sindaco l'opposizione tutto sommato ha un ruolo veramente marginale. Poi però siamo in piazza tutte le mattine coi gazebo, adesso stiamo raccogliendo le firme contro il Trc. Abbiamo una presidenza di commissione molto importante, la stiamo convocando: per gli scarichi a mare, per la Aeradria. E qui avevamo visto lungo: già un anno fa avevamo denunciato le irregolarità contabili che oggi vengono fuori. Abbiamo spinto per avere consigli tematici, come sul Trc, Portando cifre su quanto sia inutile e poco voluta dai cittadini quell'opera. Ma purtroppo l'amministrazione è poco avvezza al confronto con la cittadinanza. Non sono proprio capaci».

 

mer 27 giu 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

Più riminese di così non poteva essere, la guida «Rimini, itinerari nel tempo fra città e museo», curata per la Provincia da Angela Fontemaggi e Orietta Piolanti e destinata a un pubblico giovane. 

A guidare i teenager fra reperti e monumenti cittadini non è una voce sola, ma dieci personaggi-simbolo, da Eutiche a Fellini: espediente indovinatissimo per raccontare la città nelle diverse epoche, ma che, al tempo stesso, rappresenta plasticamente uno dei suoi difetti più evidenti, l'incapacità di parlare con una voce sola, o almeno di coordinare le sue diverse voci in una polifonia sensata. 
Ma mentre è comprensibile che Alessandro Gambalunga non sapesse cos'era Amarcord, e che Francesca da Polenta non conoscesse l'attività del writer Eron (neanche quella del writer Dante Alighieri, peraltro) è più strano che un riminese non conosca le iniziative organizzate nell'isolato vicino al suo. 
Tanto per dirne una: dal 17 al 19 maggio Rimini ha ospitato AllegroMosso, il festival delle scuole di musica europee. Per due giorni i portici, le piazze e i teatri del centro hanno ospitato una no-stop di concerti tenuti da artisti giovanissimi, bravi e belli come il sole; unico segno visibile di attenzione da parte della città, un pullman sbarrato in piazza Cavour con una locandina appiccicata con lo scotch. Chi, incuriosito dalle tante comitive di ragazzi che sciamavano con strumenti e spartiti sottobraccio, avesse chiesto lumi a edicolanti o baristi, avrebbe trovato solo facce perplesse e braccia allargate. 

 

mer 27 giu 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La Notte Rosa quest'anno sarà un viaggio nel pink side of the moon. E se la Riviera ritroverà per un lungo weekend - dal 6 all'8 luglio - il calore di una kermesse che da sette edizioni sa mescolare l'alto al basso in un pulviscolo rosa di eventi, non bisogna dimenticare che la Luna è da sempre - soprattutto - l'astro dei poeti. A cominciare da Pier Paolo Pasolini, cui è dedicato venerdì sera "La Terra vista dalla luna - Pasolini, l'incontro". Una riflessione sulla genesi dell'episodio firmato dal regista nel film "Le streghe" del 1960, che chiamerà alla Corte degli Agostiniani Vincenzo Mollica, Franco Zabagli e Paolo Fabbri (seguirà proiezione della pellicola) e l'esposizione dei disegni (Palazzo del Podestà) realizzati da Pasolini per la sceneggiatura. Per proseguire con Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, che sabato 7 alla Corte degli Agostiniani raccontano "Un'amicizia in versi - Attilio Bertolucci e Pier Paolo Pasolini" per "Rimini, la luna e tu", leit motiv di Assalti al Cuore 2012. E poi ricordare il nostro Elio Pagliarani, l'8 luglio (ore 18.15 al Teatro degli Atti), con un evento unico: "La ragazza Carla", in una versione inedita con Sonia Bergamasco e Teho Teardo.

mer 27 giu 2012 - Notizia di attualità - scritto da Calabrese Barbara

Si sono conosciuti frequentando a Rimini il corso di laurea in Sistemi e Comunicazione della Moda, ragazzi che come tanti altri hanno sogni, ma anche buona volontà e fiducia in sé stessi per realizzare le loro passioni. MòStudio è un collettivo che si occupa di comunicazione attraverso le immagini, rivolgendosi prevalentemente alla moda, ma non solo. È formato da tre persone: Mimmo, Luca e Antonio, rispettivamente fotografo, video maker e sound designer e da qualche tempo, collabora con loro anche Manuela, in qualità di PR.
"Ci siamo conosciuti all'università e c'è stata subito grande sintonia. Condividiamo la voglia di sperimentare e l'idea che non puoi farcela da solo. La forza del gruppo è importante perché oggi il mercato richiede alta specializzazione. Ognuno non può saper fare tutto e MòStudio mette insieme tre diverse competenze (fotografia, video making e sound design) complementari tra loro". 
Si guardano intorno, osservano e, con quel pizzico di curiosità che non deve mancare a chi opera con la propria creatività, colgono attraverso i loro lavori i diversi aspetti della vita. Persone, luoghi, azioni che fanno parte della quotidianità e che il più delle volte passano inosservati, sanno renderli originali e valorizzano con i loro video ciò che spesso molti non colgono. Lo stesso hanno fatto con Giovanni, un ragazzo cinese emigrato a Rimini, realizzando su di lui un video dove racconta di sé. Il suo punto di vista fa emergere l'immagine di un'Italia ricca di valori positivi, ci ricorda che bisogna amare ciò che di bello c'è attorno a noi, piuttosto che guardare solo quel che non funziona. Un autoritratto privo di stereotipi e di morale, incompleto e in parte contraddittorio, ma sempre sincero. Giovanni sembra un personaggio pasoliniano, un Ninetto contemporaneo. 

mer 27 giu 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

E' certo un caso se, mentre festeggiavamo i 150 anni dell'Unità d'Italia, si sia aperta una crisi alla fine della quale, forse, nascerà l'Europa. La storia non si ripete mai, tuttavia ogni storico sa che sempre leggiamo il presente attraverso il filtro del passato. Allo scopo di cercare di capire come sarà il futuro.
E' un fatto che la rivoluzione dei trasporti e della comunicazione, assieme alle altre rivoluzioni dell'800 e del '900, hanno portato alla ribalta i macrostati, primi tra tutti Usa e URSS, immensi territori con centinaia di milioni di abitanti. E ora la Cina, l'India, il Brasile. Macrostati che non sono imperi, perché sono organizzati in modo unitario e non con la struttura a mosaico degli imperi del passato, nei quali un sovrano regnava ma i diversi popoli erano divisi da favolose lontananze culturali e geografiche. 
L'idea dell'Unione Europea nasce dopo la II guerra mondiale l'obiettivo di dar vita a una superpotenza economica che potesse confrontarsi con il grande alleato americano e il nemico (allora) sovietico. Ma prima di questo vi era un altro obiettivo: stringere i popoli europei in una rete di relazioni sovranazionali, prima economiche e poi politiche, tale da rendere impossibile una guerra. Perché le due guerre mondiali avevano lasciato un tale orrore da far pensare che una terza sarebbe stata, come disse Einstein, l'ultima combattuta con armi moderne, prima di tornare ai randelli e alle pietre. 

mer 27 giu 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Di solito ignoro il Fatto Quotidiano perché non amo rovistare nel pattume giornalistico. Ma se proprio devo immergerci le mani, mi disgusta meno l'orgogliosa rivendicazione che Libero e Il Giornale fanno della loro "cialtroneria di destra" che il tentativo di nobilitarne l'olezzo in cui si esercita il Fatto: con qualche risultato, visti i becconi che continuano a comprarlo, convinti di leggere un giornale di sinistra solo perché Sua Grazia Travaglio finge di farlo dirigere al proprio cameriere Padellaro, come ricompensa per averlo infiltrato a L'Unità quand'era poco più che un semisconosciuto arrampicatore.

Il 13 giugno non ho però voluto rinunciare a gustarmi il Servil Travaglio che si offriva da scendiletto a Grillo, omaggiandolo nella sua villa da nababbo di un'intervista il cui titolo avrebbe dovuto essere "Baciamo le mani!". 
Dopo quel servizievole lecchinaggio, per rinverdire la sua millantata immagine di giornalista indipendente ha prontamente rivestito i panni del Narciso Travaglio, abbandonandosi - con lui il sintattico-leso Di Pietro, suo degno compare - ad un paranoico attacco al Presidente della Repubblica, accusato di ostacolare la ricerca della verità sull'infame trattativa Stato-mafia degli anni '90. 

mer 27 giu 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Con le misure del "Decreto crescita" il governo sta tentando di ridare slancio al settore delle costruzioni. Fra i punti salienti: Aumento dal 36% al 50% delle detrazioni sulle ristrutturazioni, mentre la spesa su cui la detrazione sarà possibile passa da 48 mila a 96 mila euro; meno burocrazia
per ottenere i permessi edilizi;
 completa e permanente deducibilità dell'Iva per vendite e le locazioni di immobili effettuate direttamente dai costruttori; niente Imu per immobili invenduti. Calano invece le detrazioni per il risparmio energetico: dal 55% al 50%, ma solo dal 1 gennaio 2013.

mer 13 giu 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

petitti-miserocchi.jpgLei 42 anni, lui 44: in due non fanno l'età di Giorgio Napolitano, eppure guidano i due maggiori partiti della provincia, Pd e Pdl. Ma proprio per questo Emma Petitti e Fabrizio Miserocchi si sentono ogni giorno definire "vecchi", "casta", "fuori dalla realtà". Cosa provano? Come reagiscono? Cos'hanno da dire ai loro rispettivi schieramenti, ma soprattutto a cittadini sempre più distanti, arrabbiati, sfiduciati?

Li abbiamo ascoltati durante una chiacchierata franca e cordiale, fuori dagli steccati dei rispettivi schieramenti, pur senza perdere di vista le idee e i valori che li separano.

Anche oggi i giornali definiscono Pd e Pdl ormai "fuori dalla realtà". Hanno ragione?

Emma Petitti: «Detto così, hanno ragione. Poi bisognerebbe aggiungere che è l'intero sistema a essere bloccato. E' vero: con il governo dei tecnici impegnato a risanare l'economia, ai partiti spetterebbe fare almeno le riforme, innanzi tutto quella elettorale e il taglio dei costi della politica. Fin qui, niente. Ma chi blocca le riforme? Il Pd ha presentato le sue proposte. Ma al di là delle responsabilità, ormai il tempo è pochissimo, si gioca tutto in questi mesi. Le scosse ci sono già state, se le risposte non arrivano ci sarà il tracollo. E sarà per tutti. Eppure non è facile da qui, dalla periferia, far capire ai vertici che siamo davvero al limite. Io, come Fabrizio, incontro la gente tutti i giorni, ci mettiamo la faccia perché abbiamo una passione e magari qualche idea. E non mi sento certo fuori dalla realtà. Dopo di che, i partiti hanno tutte le responsabilità possibili, ma le "caste" sono solo nella politica? A Rimini, fra Provincia e Comuni, il 90% degli eletti nel Pd è al primo mandato. Nella segreteria comunale appena insediata l'età media è di 35 anni e in quella Provinciale 40. La scelta delle primarie è chiara e netta. Se ricordiamo i nomi di 10 anni fa, non ne troviamo più uno. Si può dire lo stesso delle associazioni, delle banche, dei cda che "contano"?»

 

mer 13 giu 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

Qualche sfollato buontempone in rete ha già cominciato a chiamarlo «zio Terry». Dove Terry sta per terremoto, naturalmente, rompiscatole come solo sa esserlo un parente stretto. 

Zio Terry è un misantropo dal pessimo carattere, per questo abita da sempre nel sottosuolo, un piano sopra rispetto a Belzebù. Si fa vivo una volta ogni tanto e si presenta sempre a orari sbagliati: ti butta giù dal letto nel fine settimana, quando potresti dormire, oppure ti interrompe il lavoro sul più bello. E quando arriva pretende tutta la tua attenzione. 
Sì, zio Terry rompe le scatole, e, purtroppo, anche le case e i capannoni, quando sono fragili come scatole, ma non è cattivo. E' la società a renderlo capace di uccidere - in particolare la società italiana, che malgrado si registri un cataclisma ogni cinque-sei anni in qualche punto della penisola, ancora non si è resa conto di vivere su uno dei lembi più instabili della crosta terrestre, né ha imparato ad affrontare con razionalità gli eventi sismici, e costruisce edifici che crollano sulla testa della gente per scosse che in Giappone o in California sono ordinaria amministrazione. 
Noi vediamo il lampadario che oscilla impercettibilmente e per prima cosa ci buttiamo sulle scale (pericolosissime) per scapicollarci in strada, senza documenti e denaro, quando non addirittura senza vestiti. Quando zio Terry va a trovare i nipoti a Tokyo viene accolto con serenità e compostezza anche quando scuote gli edifici come bussolotti del lotto (ci sono i video su YouTube a provarlo). 

 

mer 13 giu 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La macelleria è distrutta. La macelleria è aperta. Nell'immagine c'è tutta la forza d'animo delle popolazioni emiliane nell'affrontare la tragedia del terremoto. 
Cavezzo, in provincia di Reggio Emilia, fra i centri più colpiti dal sisma, domenica 10 giugno è stata raggiunta da un gruppo di riminesi - una trentina di persone e tre camion - su iniziativa dell'A.I.R.R - Associazione italiana ristoratori riminesi affiliata a CNA Rimini. E' stato organizzato un pranzo per 
L'operazione è resa possibile grazie alla collaborazione di privati cittadini, associazioni e aziende quali: Coop. Lavoratori del Mare, Proloco Ghetto Turco, parrocchia San Gaudenzo, Vulgangas, Lavaself, Marr, Panificio Villa, panificio Fellini, panificio Pasini, Podere Vecciano, Valle delle Lepri, Cantina de Borg, Cooperativa Solo Fresco, Co.P.Rom. (Consorzio Promozione Piadina Romagnola) affiliato a Confartigianato e Cna di Rimini, Associazione Frantoiani Oleari dell'Emilia Romagna, La Meridiana, Start Romagna, Az.S.Valentino, Az.Ag.Ottaviani, Az.Ag.Santini, Conad Euromarket, G.Vignali, Comitato turistico Bellariva, Gif, Gigar Di Ghionno, Cons. Linea Azzurra, Cons. gestione molluschi, Turci bevande, Pezzoli, Boldrini autolinee.

mer 13 giu 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Sto lentamente macinando le quasi 2000 pagine del Il mulino del Po, di Riccardo Bacchelli, forse l'ultimo scrittore italiano per il quale l'aggettivo 'grande' dovrebbe far poco discutere. Romanzo storico manzoniano, cioè storico veramente, non feuilleton in costume. Che il grosso del racconto lo pone in Italia, sul Po di Ferrara, dal dominio napoleonico all'Unità. E mi colpisce quando riporta che dopo l'unità le popolazioni furono afflitte da un fortissimo aumento delle imposte, che culminò con la impopolare e famigerata 'tassa sul macinato'. Promulgata nel 1868, portò a sommosse represse militarmente, fu inasprita e fece cadere il governo della Destra storica nel 1876, anno in cui fu però raggiunto il pareggio di bilancio. La sinistra la abolì interamente, comunque, solo nel 1884. E quindi, soprattutto gli strati più deboli della popolazione, potevano ben dire che si stava meglio quando si stava peggio, sotto il Papa o sotto l'Austria. Perché diventare più grandi rendeva necessario pagare i debiti. 
Vi sono analogie con l'oggi. Perché questa crisi dipende dal fatto che l'Europa non è né fatta né non fatta, è in mezzo al guado. E si sapeva bene che si stava procedendo troppo lentamente, rimandando, allungando i tempi, per non voler affrontare la necessità per cui maggior potere all'Europa significa meno potere agli stati. La moneta unica ora ci pone l'aut aut: non possiamo avere l'euro senza avere una finanza Europea omogenea. Un singolo paese non può aprire il tappo del lavandino, anche se piccolo, perché di lì piano piano si prosciuga tutto. 

mer 13 giu 2012 - Notizia di attualità - scritto da Olivares Gloria

 

Ogni famiglia che emigra, soprattutto all'inizio, trova grandi difficoltà, figuriamoci quando sono coinvolti dei bambini o ragazzi in età scolare. Infatti per loro emigrare significa innanzitutto imparare a scrivere, a leggere e a parlare una nuova lingua, adattarsi ad una nuova scuola, ad un nuovo ambiente, ad un modo di pensare spesso molto diverso, e implica la necessità di farsi nuovi amici. Inoltre se capita, come nella mia esperienza, che questo piccolo immigrato sia "declassato", perda cioè degli anni di studio soprattutto per motivi di lingua, o semplicemente che abbia difficoltà di integrarsi subito, iniziano i problemi con i genitori ed il suo desiderio di tornare nel proprio paese. Come genitori immigrati è necessario avere tanta pazienza e far capire ai propri figli che non si tratta di una fine ma di un nuovo inizio, certamente non privo di ostacoli ma che alla fine darà i suoi frutti, frutti che non potranno che arricchire ed aprire la loro mente.

 

mer 13 giu 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Non so bene perché, ma Giovanni Consorte mi suscitava antipatia già prima dell'accusa di aver compiuto dei reati tentando, nel 2004, di far acquisire all'allora sua Unipol il controllo della Banca Nazionale del Lavoro. Non credo, inoltre, che il successo di quella scalata avrebbe cambiato la sorte di tanti poveri diavoli, colpiti di lì a poco dallo sconquasso finanziario partito dal sistema bancario. Ciò premesso, resta però il fatto che la sentenza di un tribunale ci dice oggi che quell'operazione, pur se infarcita delle carognate tipiche del mondo della finanza, non aveva alcunché di illegittimo. A farla fallire è dunque "bastato" che un'adeguata campagna di informazione l'additasse all'inevitabile attenzione della Magistratura e che - dopo "calciopoli", "sanitopoli", "scommettopoli" - la "cretineria neologistica", nata a rimorchio dell'azzeccata "tangentopoli", coniasse pure "bancopoli".
Riandare oggi a quella vicenda con occhio disincantato ci aiuta a dipanare, in ritardo, una trama la cui percezione venne fuorviata da un'accurata regia informativa; ma induce anche a chiederci se non si trattasse della stessa regia che ci sta tuttora propinando, col marchio di "informazione", un enfatico sostegno alla cosiddetta "antipolitica".
A dirigere quella cabina di regia non sono piduisti, mafiosi, eversori, affaristi truffaldini.

mer 30 mag 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgNegli ultimi 20 anni in Italia la differenza fra ricchi e poveri è andata sempre aumentando. Oggi il 50% delle famiglie possiede solo il 10% della ricchezza, mentre c'è un 10% che da solo ne detiene il 45%. Il che ci fa andare nella direzione di alcuni Paesi dove le differenze sociali sono macroscopiche, come gli Stati Uniti. 

Sono nazioni democratiche, anche più di noi. Ma se nelle nostre società il denaro conta quello che conta, la democrazia reale si misura innanzi tutto dalla democrazia economica, cioè dalla distribuzione più o meno omogenea della ricchezza. In Italia e in particolare in regioni come la nostra, la democrazia economica si è realizzata attraverso la diffusione capillare dell'impresa. Il modello italiano, con i suoi pregi e i suoi limiti, dal dopoguerra in poi si è basato su quei dati impressionanti: il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti e impiega il 47% dell'occupazione totale; le imprese individuali sono circa 3 milioni e corrispondono al 65,2% del totale delle imprese attive. Ciò ha comportato e comporta problemi a non finire: di competitività con i colossi internazionali, di carenze di capitali e di risorse per la ricerca e l'innovazione. Ma è anche quel che ci ha fatto superare fin qui le prove più dure. E che ci ha reso unici, più nel bene che nel male. 

 

mer 30 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

Mentre in Inghilterra Mario Balotelli viene conteso da orde di ragazze, intorno al Mercato coperto signore in età sono contese da giovanottoni simili in tutto a Balotelli, tranne che per il conto in banca e per la squadra in cui militano, non il Manchester City ma la sfilacciata compagine che, corredata o meno da borsa di calzini e accendini, caracolla fra piazza Tre Martiri e il Mercato a caccia di qualche euro. 

Per i ragazzi africani i tempi sono sempre stati duri, ma ora sono durissimi: non solo la gente sta attenta anche allo spicciolo, ma anche quella tendenzialmente più solidale è combattuta fra comprensione e insofferenza. 
Questa crisi non guarda il colore della pelle, morde bianchi e neri, le sedi della Caritas sono affollate di riminesi in difficoltà, davanti ai banchi dei fruttivendoli le signore si passano la ricetta della minestra fatta con le bucce dei piselli, realizzata l'ultima volta nel 1947. 
Chi tira più fuori a cuor leggero i cinque euro per il set di calzini scadenti che qualche anno fa comprava per simpatia, non certo per necessità?
Chi perde più dieci minuti a farsi spiegare perché deve comprare il quinto libro di fiabe africane da aggiungere ai quattro che ha già a casa, acquistati in epoche più prospere? 
Ma ai venditori ambulanti ogni tanto qualche soldo per il caffé o la pasta lo offriamo, se non altro perché sono gentili, allegri e ci tengono a non passare per scrocconi. 

 

mer 30 mag 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Alcuni giorni fa incontro il postino che fa il giro della mia strada e ci mettiamo a parlare. Mi riconosce come autore di questa colonna, e subito entriamo in discorsi politici. Mi dice di sostenere il movimento 5 stelle. Io faccio la faccia dubitosa di chi ha l'età dello scetticismo, per averne visti tanti, di spauracchi della partitocrazia poi fagocitati dal suo denaro, ultimo la Lega Nord. 

Mi risponde "Ma se non va bene Grillo, che cosa ci resta?"
Ieri, mi è sovvenuto non tanto il senso, quanto l'emozione della risposta. Sul senso, resto scettico. L'esperienza serve a imparare, e la fila di politici, movimenti e partiti nati col furore della riforma e dell'onestà e finiti nel truogolo del magna magna è troppo lunga per queste poche righe. Solo i radicali sono sempre stati immuni dalla degenerazione, forse perché così piccoli e così duramente selezionati. Oggi sono il più vecchio partito italiano.
Quanto all'emozione: era la speranza.
Non serve spendere parole su quanto la speranza sia importante come valore, tale da porla tra le virtù teologali dei cattolici, assieme a fede e carità. Forse si può dire cosa sia: un'emozione, e anche un sentimento, di attesa di eventi auspicabili, buoni. La speranza è fede in un futuro migliore. La speranza matura, ragionevole e pragmatica è quella che guida una comunità verso una vita migliore, costruita lavorando per relazioni giuste e armoniose tra i cittadini e con l'ambiente.

mer 30 mag 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 23 maggio è in corso a Rimini Fiera Sportdance, festival europeo di danza sportiva FIDS - Federazione Italiana Danza Sportiva, che si concluderà il 3 giugno. Durante il più grande evento nel suo genere, è possibile ammirare dal vivo (a ingresso libero) i migliori atleti impegnati in gare di ballo ed in esibizioni dedicate a stili differenti: danze latino americane e da sala, rock acrobatico, fox trot, cha cha cha, coreografie di gruppo, hip hop e tantissime altre specialità. Sportdance 2012 sposterà 30 mila atleti, per un giro complessivo d'affari di 25 milioni di fatturato e 150 mila presenze.

Un'ampia zona è dedicata agli operatori professionali, che espongono prodotti di abbigliamento, accessori e scarpe tecniche, trucchi, alimenti, oltre agli stand delle associazioni.

mer 30 mag 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

A Rimini l'Imu sulla prima casa è allo 0,5; per gli immobili diversi dalla prima casa è allo 0,99. 1,06 per le case sfitte; allo 0,76 per i canoni concordati. 
C'è una franchigia sulla prima casa di 200 € e di 50 per ogni figlio fino a 26 anni, per un massimo di quattro. 
Il Comune di Rimini, di propria iniziativa, sta valutando un progetto di rateizzazione in due anni dell'Imu per le famiglie in difficoltà, con un massimo di 12 rate bimestrali pagando solo gli interessi legali, dal 16 dicembre, scadenza ultima per il pagamento, in poi. Previste anche agevolazioni per un importo di 1.700.000 € per anziani residenti in case di riposo, cooperative di edilizia a proprietà indivisa, fabbricati agricoli e canoni concordati.

mer 30 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

L'astinenza da "bunga bunga" aiuta Berlusconi a ragionare meglio, cosicché ne ha finalmente detta una giusta quando, arringando i cocci del suo stato maggiore riunito in lacrime dopo il recente voto, ha scandito sconsolato: «Grillo piace, dovrebbe essere uno di noi. Ma secondo voi a Parma chi ha fatto vincere il grillino? Noi, i nostri elettori!».

Sì, lo scambio di "marchette elettorali" ai ballottaggi fra la destra e il M5S, se non ha funzionato a Genova ha invece sortito nella città del culatello l'effetto sperato dal "Trio CAGA" (Casini-Grillo-Alfano), dando a quel disastrato Comune un discepolo del pagliaccesco predicatore genovese quale sindaco, dotato di almeno un pregio: ci tiene far sapere che non ragiona sempre e comunque con la testa di Grillo. Il guru lo ha per questo già "cazziato" a dovere, per niente rabbonito dalla chicca televisiva regalatagli dal Pizzarotti («Grillo ara il terreno, noi veniamo dietro e lo seminiamo), una piccola variabile alla comicità del mussoliniano «l'aratro traccia il solco e la spada lo difende». Anziché abbandonarsi all'ossessiva protervia ostentata dal padrone e signore del suo partito, il primo cittadino parmense mostra dunque di sapersi contenere entro i limiti di quella "spocchiosità caghetta" che caratterizza i grillini meno assatanati - categoria cui appartiene il capogruppo dell'ornamentale "trio 5 stelle" al Consiglio Comunale di Rimini - cresciuti alla scuola di Narciso Travaglio e Bofonchio Padellaro, l'ex direttore de l'Unità che dopo avere (in sinergia con il suo predecessore, il cicisbeo Furio Colombo e la salottiera Concita De Gregorio che gli è succeduta) "affondato" il giornale "fondato" da Antonio Gramsci, è oggi coerentemente passato a dirigere Il Fatto Quotidiano.

mer 16 mag 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

agenzieetrate.jpgLe tasse vanno pagate. Ogni violenza, piccola o grande che sia, contro chi le fa pagare non trova la minima giustificazione. Ogni appello all'evasione fiscale non è un atto politico, ma di inciviltà.
Premesso tutto ciò, ecco cosa ci scrive un lettore:
«Sono pensionato di una grossa azienda riminese che in passato aveva un proprio Fondo Pensioni, alimentato da contributi dell'azienda stessa e dei lavoratori. In particolare il Fondo erogava una integrazione della pensione INPS.
Alcuni anni fa, per ovviare a questa che cominciava ad apparire una "anomalia", l'azienda ha chiesto di eliminare il Fondo, utilizzandone gli accantonamenti per pagare ai singoli una somma una tantum, rapportata all'integrazione pensionistica spettante ed alle aspettative di vita di ciascuno».
continua a pagina 3
«Fatti i conti delle cifre attribuibili e delle ritenute fiscali, l'accordo è stato firmato con l'assenso dei sindacati.
A me, che ero uno dei pensionati più giovani, nel 2005 è toccata una indennità di euro 170.250, meno 41.864 di ritenute fiscali, netto a percepire euro 128.386 (che ho subito impiegato per chiudere alcuni debiti).
A distanza di vari anni, l'11 gennaio 2010 l'Agenzia delle Entrate mi ha notificato che entro 30 giorni (salvo rateazione) dovevo pagare euro 29.348 a titolo di conguaglio IRPEF; in caso contrario sarei incorso in una sanzione del 30% oltre ad interessi.
Potete capire come mi sono sentito: peggio di una mazzata in testa. Inoltre in casa è finita la pace: mia moglie mi ha accusato d'esser un incapace e di non curare gli affari di famiglia. Fortunatamente l'Ufficio Personale dell'azienda si è presa a cuore la faccenda (che riguardava anche alcuni altri colleghi) investendo della pratica un abile consulente fiscale. Costui si è attivato, mi diceva di stare tranquillo, ma sul piano ufficiale non avevo alcuna garanzia. Tant'è vero che il 29 maggio 2010 Equitalia mi notificava una cartella di pagamento maggiorata di sanzioni, interessi e compensi di riscossione, il cui totale era salito ad euro 40.211,72, il tutto da pagarsi entro 60 giorni.

mer 16 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

La nostra segnalazione sulle lucine del Fulgor è andata a segno: il cinema caro a Fellini ha rotto l'incantesimo natalizio ed è tornato trionfalmente in linea con il calendario. Il che sembrerebbe
contraddire l'esperimento con cui Galileo Galilei aveva dimostrato che i consigli non richiesti cadono nel vuoto con un'accelerazione di gravità doppia rispetto agli altri corpi.
Non che i consigli richiesti abbiano una sorte molto diversa: credete davvero che quei foglietti in cui l'hotel, l'autogrill o il grande emporio vi chiedono di "aiutarlo a servirvi meglio" indicando quel che vi è piaciuto e quel che andrebbe migliorato vengano letti? Servono solo a farvi sentire importanti, tant'è vero che se tornate nell'hotel-autogrill-emporio dopo qualche mese trovate le cose identiche a prima. Vediamo se le centinaia di migliaia di segnalazioni di sprechi di pubblico denaro arrivate sul sito del governo dietro sua sollecitazione avranno qualche esito, o erano solo un modo per tenere gli italiani impegnati per un po' e rimandare il momento in cui andranno sotto palazzo Chigi con torce e forconi. Nei casi peggiori i suggerimenti non richiesti vengono respinti al mittente con contorno di accidenti e parolacce, reali o masticate. Tipico è il caso delle istruzioni per il parcheggio impartite da vecchietti spuntati dal nulla a signore perfettamente in grado di posteggiare da sole.

mer 16 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

 

Rasenta l'indecenza il compiacente conformismo con cui la quasi totalità dei media ha commentato i risultati delle elezioni del 6 maggio, dopo aver sponsorizzato il partito di Grillo a colpi di pacchiano sensazionalismo, che ha avuto le sue massime punte nello strombazzato sostegno di Mina (la quale, prima di parlare di cose italiane dovrebbe avere il buongusto di restituire i soldi che da anni ci sottrae nascondendosi nel paradiso fiscale della Svizzera) e nelle pontificanti comparsate televisive di Gramellini (a cui vorrei chiedere quanto abbia percepito per andare a leggere da Fazio i suoi corsivetti settimanali, già pubblicati e pagatigli dal giornale della Fiat).

È toccato a Michele Serra l'onere di ricordare che in una elezione amministrativa vince chi elegge più sindaci. Per la qual cosa il PD, pur con tutti i suoi limiti, ha già un vantaggio che aumenterà dopo i ballottaggi, nonostante lo scambio di favori elettorali in atto fra i grillini e la destra, a conferma che chi si proclama "né di destra né di sinistra" è in realtà irrimediabilmente di destra: vedi Parma, dove è nato il CAGA, l'alleanza Casini-Grillo-Alfano.
Al peana dei titoloni orgasmici sul successo del "fanatico a cinque stelle" non è quasi mai seguita l'onestà di un doveroso sottotitolo: "Un po' di voti del PDL e la gran parte di quelli della Lega passano a Grillo". Cosa del tutto comprensibile, visto che anche il pensiero politico del rancoroso guitto genovese non va più in là del "vaffanculo", del gesto dell'ombrello e del dito medio alzato; che sul diritto di cittadinanza ai nati in Italia egli ripete le posizioni razziste di Borghezio; che in materia di fisco "comprende" chi assale Equitalia; che sulla giustizia farnetica come Berlusconi; che sulla mafia ci regala affermazioni che piacerebbero a Riina e che neppure Dell'Utri si è mai sognato di usare.

 

mer 16 mag 2012 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Nemmeno l'inverno riesce a tenere lontano dalle onde del mare un appassionato di Stand Up Paddling. Armata di tanto amore per questo sport, protetta dal freddo dalla muta, occhi che brillano dalla voglia di affrontare le onde, la vita che sprizza da tutti i pori, ecco a voi Iuliana (o Giulia, come si fa chiamare in Italia) Petecariu, una giovane donna romena che oggi vive a San Marino e che in Italia ha scoperto ciò che si trasformerà in una grande passione: lo Stand Up Paddling. Conosciamo meglio Iuliana. "Sono in Italia da 6 anni, arrivata con tanta voglia di confrontarmi con un'altra cultura e di conoscere un'altra realtà rispetto a quella del mio paese. Ho fatto tante cose da quando sono arrivata qua: ho lavorato in un ristorante (un lavoro estenuante, ci confessa), dopo in un bar, ho pulito case, ho badato cani, sempre nutrendo quello che da sempre è stato il mio desiderio, ovvero recitare. Adesso sto seguendo l'Accademia di recitazione a San Marino e nel frattempo mi occupo anche di questo sport (Stand Up Paddling). Sono stata fortunata ad incontrare degli amici fantastici che credono in me e che mi danno un grande supporto. Il fatto di non essere italiana non mi ha mai pesato, ho sempre provato a comportarmi con onestà e ad essere me stessa. Sono molto ottimista e credo che se vuoi davvero una cosa devi lottare con tutto te stesso e fare anche dei sacrifici, se necessario.

mer 16 mag 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Lunedì 21 maggio alle ore 18 presso la Sala Convegni SGR, CNA della Provincia di Rimini presenta il suo Bilancio Sociale 2011. Parteciperà anche il Presidente nazionale di CNA Ivan Malavasi.

Dal 2003 CNA Rimini - una delle prime, sia fra le Associazioni che fra le imprese locali - rendiconta le proprie attività dal punto di vista della responsabilità sociale d'impresa. 
Salvatore Bugli, Direttore Provinciale di CNA RiminI, spiega: «In un momento di crisi gravissima come quello attuale, essere " impresa responsabile" è condizione fondamentale per affrontare la grande sfida. La presentazione del Bilancio Sociale CNA vuole essere la concreta testimonianza di come ci debba guidare la consapevolezza che le difficoltà, se affrontate insieme, si possono superare».

mer 16 mag 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Ormai siamo abituati ad essere bastonati dallo 'spread' ogni giorno. La differenza tra quanto lo stato tedesco paga di interessi e quanto paghiamo noi discoli.
Ma il buon senso ci suggerisce qualche riflessione.
Nel dopoguerra l'Italia ha sostenuto la sua crescita economica con due strumenti principali: il deficit spending e la svalutazione. Lo Stato si indebitava in maniera crescente, finanziando i suoi investimenti con i risparmi dei cittadini e degli investitori istituzionali. Nei momenti di crisi industriale, la lira veniva svalutata e le esportazioni riprendevano, facendo leva sul basso costo del lavoro e la buona qualità della produzione.
Nel 1992 a Maastricht viene fondato l'euro, e la sua nascita segna la fine della svalutazione competitiva, perché non ci sono più valute diverse. Inizia la convergenza delle economie: non si può espandere il debito a volontà. Ma chi può farlo lo fa ugualmente: la Germania guida il fronte rigorista, ma il suo debito in percentuale del PIL è salito dal 58,83% del 2001 al 76,52 del 2011, cioè di oltre 17 punti, mentre il nostro è passato dal 108,78 al 119,69, meno di 11. E non parliamo di valori assoluti, ché il PIL tedesco è ben superiore al nostro (2.570 miliardi di Euro contro 1.500 circa). Di fatto, più che una corsa al rigore, è una competizione per chi può fare più debito pagandolo di meno. 

gio 03 mag 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

matteo renziDomenica 6 maggio e lunedì 7 maggio si vota in quasi mille comuni italiani di tutta la penisola; oltre 9 milioni e mezzo saranno gli elettori chiamati ad esprimersi per rinnovare i sindaci e i consigli comunali.
Da noi si va alle urne a Coriano, dopo il commissariamento seguito alle dimissioni del sindaco. In regione sono importanti le consultazioni di Parma, Piacenza, Comacchio e Budrio.
Da quando l'Italia è governata dai tecnici non eletti, per la prima volta la parola toccherà dunque agli elettori.
Per decidere cosa? Certamente chi amministrerà le loro città. Molto più difficilmente potranno però scegliere come le amministreranno.
Perché? Perché il margini di manovra di ogni sindaco, a qualsiasi schieramento appartenga, si restringono ogni giorno che passa. Al netto delle chiacchiere, non ci sono soldi. E se ci sono non si possono spendere. Nemmeno per pagare i fornitori, dicono i primi cittadini.
L'ultimo a gridarlo è stato Matteo Renzi: "Sono pronto a violare il patto di stabilità. Io lo chiamo da tempo patto di stupidità perché ad esempio il Comune di Firenze ha 92 milioni di euro in cassa e ne può spendere solo 9. Ne parleremo il prossimo 24 maggio a Venezia con gli altri sindaci dell'Anci, ma io annuncio fin da ora di esser pronto a violare le regole del patto. Renzi ammette che qualche rischio ci sarebbe: "Sono pronto a violare il patto pur in presenza di alcuni gravi rischi, non potremmo contrarre mutui l'anno successivo però su questo potremmo organizzarci.

gio 03 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Immagino che per i più anziani lasciare una luce accesa non sia un gesto così casuale. Se avessi vissuto da bambina gli anni della guerra, quando la sera bisognava ricoprire accuratamente le finestre con pannelli di legno e cartone per impedire che gli aerei nemici avvistassero dall'alto le luci delle città, e perfino la brace di una sigaretta (si diceva) poteva attirare piogge di bombe, oggi sospirerei di sollievo tutte le volte che posso lasciare un lume acceso in casa senza dovermi preoccupare di sentire poco dopo l'allarme antiaereo. Poi mi ricorderei sogghignando che a Roma, nella Sala del Mappamondo di Palazzo Venezia, la luce non veniva mai spenta nemmeno a notte fonda, per assicurare agli italiani che il Duce vigilava sulla nazione. Con quel che hanno vissuto, i vecchi hanno una franchigia sull'uso dell'interruttore: anche in tempi di austerity facciano pure quel che vogliono, non sono certo loro a far impennare la bolletta della luce. 
I più giovani invece non hanno scuse, specie se sono amministratori pubblici e stanno per servirci un manicaretto indigesto chiamato Imu. D'accordo, è il governo a dare il cattivo esempio aumentando a dismisura le tasse anziché ridurre le spese. Ma anche prima che venga resa nota la temutissima spending review redatta dal ministro Giarda i Comuni potrebbero risparmiare qualcosina spegnendo le luci che non servono a nessuno. Gli uffici dopo le diciotto sono praticamente vuoti, a parte il personale addetto alle pulizie, eppure spesso sono illuminati a giorno, uso Salone delle feste. 

gio 03 mag 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

 

Il 6 e 7 maggio i cittadini di Coriano si recheranno alle urne per le elezioni amministrative. Il turno di ballottaggio è previsto per il 20 e 21 maggio.

Dove si vota:
Sez n° 1 Via Santi, 15 - Coriano (Scuole elementari)
Sez n° 2 Via Santi, 15 - Coriano (Scuole elementari)
Sez n° 3 Via G. di Vittorio, 2 - Coriano (Scuole medie)
Sez n° 4 Via G. di Vittorio, 2 - Coriano (Scuole medie)
Sez n° 5 Via Europa, 22 - Mulazzano (Scuole elementari)
Sez n° 6 Via Primo Maggio, 94 - Cerasolo (Scuole elementari)
Sez n° 7 Via Don Milani, 6 - Ospedaletto (Scuole elementari)
Sez n° 8 Via San Patrignano, 53 - (Comunità San Patrignano)
Sez n° 9 Via San Patrignano, 53 - (Comunità San Patrignano)

 

gio 03 mag 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Oggi non me la prenderò con nessuno, cari lettori, anche se non ne mancherebbero i motivi, visto quanto è successo in Italia, nel mondo e a Rimini, nei quaranta giorni in cui ci siamo persi di vista. Credo che la cosa sia comprensibile, dal momento che non ho ancora dismesso del tutto i panni del "miracolato", nei quali sono entrato per la seconda volta in vita mia.
La prima fu il 2 agosto 1980. Dovendo avere quella mattina, alle 10.30, un incontro a Bologna, scelsi il treno per evitare il sicuro ingorgo autostradale del sabato vacanziero. Arrivato intorno alle 10.15, entrai al bar della stazione (epicentro, di lì a poco, della maledetta esplosione) per un caffè. Ultimo di una lunga fila, aspettavo il mio turno per lo scontrino alla cassa quando mi venne in mente di "ottimizzare" l'attesa chiamando dal telefono del bar una coppia di amici bolognesi che non vedevo da tempo. Mentre il telefono suonava a vuoto, la fila alla cassa si era nel frattempo infoltita per l'arrivo di una vociante comitiva di ragazzi, cosicché decisi di rinunciare al caffè. Uscito sul piazzale antistante, in un primo tempo mi predisposi ad aspettare l'autobus 21; poi però, visto che si stava facendo tardi, optai per un taxi. "Soc-mel, un apparecchio che ha sfondato il muro del suono!", sentenziò il tassista due minuti dopo, allorché udimmo l'orribile boato alle nostre spalle.

gio 03 mag 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Nonostante ci sia poco da stare allegri, in riferimento alla vita pubblica del paese, qualche elemento di cambiamento positivo si intravvede.
Uno, per me di enorme importanza, è che si sta incrinando un principio che ha impedito all'Italia di essere una democrazia, vale a dire la superiorità del partito sullo Stato. In qualsiasi partito un italiano militasse, se si accorgeva che un altro iscritto commetteva un reato e lo denunciava alle autorità, era comunque considerato un traditore, un Giuda, un infame. Il partito non si poteva tradire, le Leggi dello Stato sì. Questo comportamento è contrario ai principi stessi della democrazia occidentale. Socrate, nel V secolo a.C., racconta egli stesso di come preferisce morire piuttosto che disobbedire alle Leggi. La superiorità del partito sulle leggi è un principio tipico di quell'estremismo fanatico che ha portato alla costruzione dei partiti totalitari del '900, che nascono come clandestini. Si antepone il partito allo Stato perché questo è considerato illegittimo. Poi, una volta preso il potere, le cose non cambiano. Era così nei regimi comunisti e nazifascisti. Non nelle democrazie. Ma la cosa assurda è che militanti e gli elettori erano d'accordo. Lo Stato, in questa visione, è solo un involucro da usare per arrivare al potere e distruggere l'avversario.

gio 03 mag 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 10 al 13 maggio alla Fiera di Rimini torna Rimini Wellness, il salone dedicato all´attività fisica, allo sport, all'attenzione al proprio corpo. La kermesse sarà divisa in due sezioni: WPRO e WFUN. Nella prima saranno protagoniste le più importanti aziende del comparto, oltre alle istituzioni, le università, le associazioni e gli operatori. L´area WFUN ospiterà masterclass, corsi e dimostrazioni su 42 palchi (5 pilates, 4 acqua, 4 danza, 4 spinning, 16 fitness, 6 walking, 1 rowing), 350 metri quadrati di vasche, 500 presenter per oltre 1500 ore di lezione e diverse aree dedicate alle novità. 


Inoltre,
dopo il successo del 2011, torna anche Thermalia - Salone del Turismo Termale, la sezione dedicata comparto dell´industria termale in collaborazione con Federterme.

mer 18 apr 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Carabinieri in via BellerioAbolire del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti «sarebbe un errore drammatico». Lo hanno detto in coro i tre leader dell'insolita e attuale maggioranza, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini.
 Il trio ABC, come viene affettuosamente abbreviato, pare non notare l'evidenza di un errore altrettanto "drammatico": il solo parlare di dare ancora soldi ai partiti. In barba al referendum del '93, ma soprattutto mentre abbiamo le orecchie piene di cosa i partiti abbiano fatto di quei soldi.
E' un dramma vero, quello di ABC. Perché in linea di principio quanto sostiene il trio è sacrosanto: «Cancellare i finanziamenti pubblici ai partiti, già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011, punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies». 

Ed è vero che i finanziamenti pubblici esistono praticamente dappertutto, a iniziare da Paesi virtuosi e democraticissimi. In Europa, gli unici Stati che non sganciano in centesimo sono Malta, Andorra, Svizzera, Bielorussia, e Ucraina. Tutti gli altri prevedono o il finanziamento diretto, o il rimborso delle spese elettorali, o addirittura entrambi, come Francia e Spagna.
Perfino negli Usa il finanziamento pubblico è contemplato. Ma solo durante le campagne per le elezioni presidenziali (primarie comprese); però i modesti finanziamenti dello Stato escludono per legge quelli privati, dunque la maggior parte dei candidati americani li rifiuta.

mer 18 apr 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Schiavoncini Ariodante

Da diversi anni, il Primo maggio, (mi auguro sia solo una mia impressione) sembra non sia la festa di tutti i lavoratori.
Forse sono un sognatore che non si rende conto che il mondo è cambiato.
Vorrei rivedere i trattori addobbati di rami fioriti, mezzi di rappresentanze di lavoratori ricoperti con le bandiere Italiane, di emblemi sindacali e dei partiti più vicini ai lavoratori, seguiti da migliaia di cittadini festanti sfilare dalla piazza Malatesta al piazzale del porto, dove continuava la festa.
Decine di stand erano allestiti per la vendita di articoli vari e un ristorante invitava a mangiare le specialità Romagnole.
Il Primo maggio è una festa che viene da lontano, il suo riconoscimento è macchiato del sangue di lavoratori che reclamavano i loro diritti.
Come ricorda la storia è iniziato a Baltimora nel 1866, per rivendicare otto ore lavorative.
Otto ore di lavoro, otto per lo svago, otto di sonno.
Nel 1868, in seguito alle lotte operaie, una legge Federale istituiva per tutti i lavoratori la giornata lavorativa di otto ore. Una legge che ha avuto una forte opposizione padronale, una lotta dura boicottata violentemente nella sua applicazione.
Per rompere gli indugi nel 1884, al congresso sindacale di Chicago, si decise che dal Primo maggio 1886, le otto ore dovevano costituire la giornata lavorativa.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Uno dei punti "caldi" di Rimini, oggetto di molte discussioni l'anno scorso, è Borgo Marina. Una situazione di insofferenza da parte di coloro che vi abitano e lavorano per quanto riguarda la criminalità e il degrado, ha fatto scattare l'allarme nel 2011. Il Comune ha subito messo in atto un piano di miglioramento della situazione (riqualificazione delle strade, costruzione di marciapiedi, illuminazione pubblica) e le forze dell'ordine hanno dato il loro contributo affinché la microcriminalità nella zona diminuisca. Per capire qual è la situazione attuale nel Borgo abbiamo intervistato Cristina Zoli, presidente del Comitato Borgo Marina. "La situazione si ripresenta come quella dell'anno passato. Con l'inizio della bella stagione e degli sbarchi siamo di nuovo alle prese con il fenomeno dello spaccio. Lo spaccio è l'attività criminale più evidente nella zona. Poi ci sono ulteriori problemi dovuti alla concentrazione di attività e di residenti stranieri. Secondo noi sarebbe meglio che gli stranieri vivessero anche nelle altre parti della città per la loro migliore integrazione sociale ed economica. Per quanto riguarda le attività aperte dagli immigrati in zona, il problema non consiste nell'attività in sé, ma nel loro elevato concentramento." 

mer 18 apr 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il nonno fa i capricci? E' scostante con i familiari che si occupano di lui? Fa i dispetti alla signora straniera che lo accudisce? Bene, ora abbiamo un'arma di ricatto a prova di bomba. Una foto di Rosy Mauro, o la sua immagine in televisione, e la minaccia: «se non la smetti ti affidiamo a quella lì». 
La «badante di Bossi», il donnone scarmigliato e insaziabile scacciato dalla Lega ma non dalla vicepresidenza del Senato, è il nuovo babau dei vecchietti: cresciuti con lo spauracchio, oggi politicamente scorrettissimo, dell'Uomo Nero, si ritrovano nella terza età a temere lo spettro di Rosy la Nera, la badante da cui nessuno vorrebbe farsi imboccare (vabbè che tanto mangia tutto lei).
Però a Bossi gli sta proprio bene. Ecco cosa succede a essere razzisti, tanto da firmare insieme a Gianfranco Fini (che, non dimentichiamo, non è sempre stato il cavaliere bianco anti-Berlusconi) una legge che complica enormemente la vita a chi viene in Italia per lavorare onestamente: anziché una badante ucraina, rumena o sudamericana, brava, onesta e infaticabile come quelle che portano a spasso i nostri vecchi per il parco Cervi, si è messo in casa un'abile e prepotente manipolatrice che con le sue arti maliarde ha costruito un cerchio magico intorno a un povero invalido che avrebbe più bisogno di un cinto erniario. 

mer 18 apr 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

La crisi della partitocrazia italiana è più grave di quanto possa sembrare. Il periodo ricorda sotto certi aspetti quello di Mani Pulite, nel 1992. Come allora, la caduta di credibilità dei partiti è verticale. A differenza di allora, ora partono già da un livello molto basso, e, più di allora, è coinvolto anche il PD, con i casi Penati, Delbono, Loiero, Bassolino, ecc. 
L'iniziativa del Presidente della Repubblica (sostenuto da una vasta platea di 'persone perbene') di nominare motu proprio un Presidente del Consiglio non politico, uscendo dalla Costituzione in nome dell'emergenza, da una parte dà un governo al paese, ma dall'altra demolisce la classe politica italiana. Che fosse deleteria lo si sapeva, ma ora è anche evidente che esiste un'altra classe dirigente, non fatta di politici, che può governare l'Italia. E un sistema Presidenziale che può fare i governi. A questo punto, anche il più sprovveduto si chiede: "A che cosa servono i partiti se per governare dobbiamo rivolgerci a qualcun altro?"
D'accordo: la nostra classe politica è indecorosa, cialtrona, disonesta e costosissima. Va tolta di mezzo. Ma senza cadere in autoritarismi. I partiti sono necessari alla democrazia. Non si può avere un Parlamento con un partito unico. 
Il problema è dunque come liberarci di questi partiti, o meglio, come liberarci di questi politici, o almeno dei peggiori di loro. Perché di politici perbene ce ne sono. Magari pochi, ma qualcuno ci deve essere.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 20 al 24 aprile a Rimini Fiera si svolgerà Technodomus, il Salone Internazionale dell'Industria del Legno per l'Edilizia e il Mobile.
 Nel 2010 Technodomus aveva conseguito risultati assolutamente soddisfacenti, facendo registrare ben 30.865 visitatori professionali di cui il 31% provenienti dall´estero, contro i 18.156 operatori della prima edizione.


Technodomus ha scelto Rimini e il suo territorio anche perché comprende un distretto produttivo leader mondiale nell'industria delle macchine per la lavorazione del legno. 
In cinque giorni i migliori produttori di macchinari, componenti, accessori e utensili per l´industria del legno, si danno appuntamento per presentare le loro innovazioni tecnologiche e di prodotto.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Sabato 14 aprile i 200 studenti delle Alighieri-Fermi e Bertola di Rimini, Geo Cenci di Riccione e G. Villa di San Clemente che hanno partecipato alla V edizione di "Non ConGelateci il sorriso" sono saliti sul palco del Teatro del Mare di Riccione per raccontare il loro percorso nel progetto. Mettendo in scena "Libri d'artista" con racconti, disegni e copertina inventati da loro. I "Libri" saranno esposti nelle gelaterie "di quartiere" e a "Mare di Libri", dal 15 al 17 giugno. A conclusione del workshop, sono stati proclamati i vincitori del premio "Gelatiere per un giorno", un vero laboratorio di gelateria che si terrà presso l'Accademia Italiana Dolce Arte di Mo.Ca. S.p.A. in maggio. Coordinato da BuonLavoro CNA, "Non ConGelateci il sorriso" è realizzato da CNA Rimini e Confartigianato Rimini, con la collaborazione di Uni.Rimini, dell'Università di Bologna, della Provincia di Rimini, della Camera di Commercio, della Fondazione CARIM e di Rimini Fiera - Sigep e il sostegno di Mo.Ca. S.p.A. e di 22 gelaterie della provincia. Per info: BuonLavoro CNA tel. 0541 760219.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da

Finalmente un giornale cittadino, in prima pagina, a firma Stefano Cicchetti, porta all'evidenza pubblica quella che io chiamo "La vergogna", invece che "maledizione", dei sottopassi. Da anni mi batto, nelle sedi e con le qualifiche che mi sono state offerte per denunciare opere i cui responsabili andrebbero indagati affinché chi sbaglia paghi o, quantomeno, riconoscendo i propri errori, provveda a correggerli. Finché è stata attivo, ho fatto parte del Consiglio della Circoscrizione 2 sul cui territorio sono presenti alcuni dei sottopassi ferroviari di Rimini, vecchi e nuovi. Ho precisato vecchi e nuovi perchè negli anni passati è cambiata la legislazione circa le caratteristiche che i sottopassi devono avere. Non deve meravigliare, infatti, che ci siano opere che hanno dimensioni molto ridotte rispetto a quelle oggi consentite pur essendo pienamente utilizzate per passaggi "normali". Mi voglio soffermare però sui sottopassi ferroviari "ciclo/pedonali". Dico subito che secondo la Legge sull'Abbattimento delle Barriere Architettoniche, a Rimini nessun sottopasso ferroviario, anche alcuni di quelli di più recente costruzione, rispetta le norme che devono consentire il transito a tutte le persone, abili o disabili, senza pericolo di ostacoli.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

ReeDo Lab, il laboratorio didattico creativo sotto l'egida del professor Giampaolo Proni, che coniuga design, arte e moda in chiave di riuso e che mette alla prova gli studenti di ZoneModa (i corsi di moda dell'Università di Bologna a Rimini) in workshop e installazioni, conferma anche quest'anno la sua collaborazione d'eccellenza con Ikea Rimini. 
Lo scorso anno sono stati scelti i linguaggi della body performance, mentre quest'anno ReeDo si cimenta col video producendo un cortometraggio che sceglie l'insonorizzazione per concentrarsi totalmente su immagini, concetti e rimandi evocativi. Fethi Atakol, designer del ri-uso, è il direttore artistico assieme a Cristiana Curreli per abiti e costumi.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

La carta d'identità del Gruppo Hera SOT è senz'altro il Bilancio di Sostenibilità, lo "strumento" attraverso il quale HERA comunica il "come" della sua attività. «Il Bilancio di sostenibilità è un documento trasparente e rigoroso in cui riportiamo le informazioni rispetto ai nostri impegni e agli obiettivi, dei quali si dà nell'anno seguente il puntuale rendiconto. Nel Bilancio sono riportati i valori e i principi che guidano il Gruppo, le attività e i risultati del coinvolgimento degli stakeholder, le performance raggiunte e gli obiettivi di miglioramento che riguardano le tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale e ambientale» ci spiega Filippo Bocchi, Direttore Corporate Social Responsibility di HERA. E nel Bilancio di Sostenibilità un posto importante è riservato alla formazione delle giovani generazioni. «Sono cinquantamila gli studenti coinvolti nei nostri percorsi in Emilia Romagna, pensati per diffondere nelle nuove generazioni la cultura del rispetto dell'ambiente e di un uso responsabile delle risorse. Dalle scuole primarie alle secondarie superiori proponiamo ogni anno un ventaglio di progetti - a costo zero per le scuole - tra cui scegliere: "Hera per le scuole". Proposte strutturate in laboratori, visite didattico esperienziali e giochi educativi come "Un pozzo di scienza", per le scuole superiori, che a Rimini ha appena concluso la VI edizione, o "La grande macchina del mondo", con attività per la scuola dell'infanzia, le primarie e secondarie di primo e secondo grado.» Quest'anno sostenete anche il progetto "Porte aperte green" di BuonLavoro CNA e Uni.Rimini... «Porte aperte Green rientra nelle nostre politiche aziendali da due lati; quello della collaborazione con l'Università e quello dell'appoggio a progetti gestiti dalle sedi locali che coinvolgono associazioni di categoria e amministrazioni, con cui collaboriamo nell'ambito della CSR.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il "Premio Artigianato e Cultura d'impresa" è il riconoscimento che da 15 anni CNA e Confartigianato attribuiscono ad imprenditori della Provincia di Rimini che sono ritenuti testimonial ideali in rappresentanza delle oltre 10.000 aziende associate del territorio. Le imprese selezionate sono esempio di capacità imprenditoriale e di successo, testimoni positivi della cultura d'impresa. Quest'anno vengono premiati anche i dirigenti delle due Associazioni per il loro impegno profuso nell'ambito associativo. Il "Premio Artigianato e Cultura d'Impresa" è promosso in collaborazione con la Camera di Commercio di Rimini, la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ed è patrocinato dalla Provincia di Rimini. Premi alla carriera: Alberto Attala, Dirigente Confartigianato e Presidente IRFA Confartigianato; Bruno Brolli, pittore ceramista, ex dirigente Confartigianato; Silvano Diotallevi, parrucchiere, Rimini, Dirigente provinciale CNA e rappresentante in CPA; Piero Genghini, Elettrocentro 2, Bellaria, Socio fondatore CNA Bellaria; Sesto Peri, Fonderia l'Artigiana, Riccione, Artigiano storico della sede di Riccione; Valerio Piccari, ex dirigente Confartigianato Provinciale e regionale, settore materie plastiche ; Francesco Zavatta, Presidente Onorario Confartigianato e Presidente del C.E.D. Confartigianato Servizi srl. Tradizionale: Laura Maioli, Pasta Fresca Laura, Santarcangelo.

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Vicini: croce e delizia! Avere un buon rapporto con i propri vicini è uno dei segreti per vivere la propria casa in serenità. Ma come raggiungere l'agognata intesa? Esistono delle "regole" su cui fare affidamento?
Dall'ultima indagine condotta da Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli utenti e dei consumatori, risulta che in Italia ogni anno finiscono in tribunale circa 2 milioni di liti. Un dato allarmante che viene ulteriormente avvalorato da un'ulteriore indice fornito da Anci, Associazione italiana Amministratori, che sottolinea una crescita costante del fenomeno pari all'8% in più rispetto all'anno precedente.
Miglior deterrente per non trovarsi invischiati in cause tediose ed onerose, è mantenere quella tolleranza e convivenza pacifica, sintetizzabile in quella definizione generica tradotta come: "rapporto di buon vicinato".
Fattore importantissimo è l'attenzione per i rumori, dato che l'udito travalica i limiti fisici dettati da perimetri e muri. Rispettare le cosiddette ore di silenzio, generalmente comprese tra le 14 e le 16 e tra le 22 e le 7 del mattino, è un buon punto di partenza. Se il problema è dovuto ad un cane che abbaia in continuazione, il discorso si complica. Quando un cane abbaia c'è sempre un motivo, perciò è inutile e crudele, punirlo per farlo smettere. Se si tratta di un vizio persistente che ha già causato problemi in passato, il consiglio è provare ad affidarsi ad un addestratore che insegni al cane ad abbaiare meno.

mer 04 apr 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il sottovaso di via PortofinoOdissea, tela di Penelope, fatica di Sisifo. Quando a Rimini si parla di sottopassi ferroviari pare inevitabile che sia la mitologia ad avere il sopravvento. Perché la razionalità non sembra sufficiente per spiegare come mai non ne va dritta una. Deve pesare su di noi una qualche maledizione, se ogni volta che si tratta di passare sotto i binari sono guai. L'ultimo caso è quello di via Pascoli, ma l'elenco dei precedenti è lunghissimo.
E gli enigmi non finiscono qui. Un altro mistero che ai più resta inspiegabile è: ma chi sbaglia progetti, preventivi, contratti, non paga mai?
Secondo gli antichi, le divinità ctonie regnavano sul mondo sotterraneo. Facevano germogliare i semi, ma soprattutto accoglievano i morti. Dei oscuri e inquietanti, dunque, da tenere buoni in ogni modo. Erano Ade e Persefone presso i Greci, Osiride in Egitto, Plutone e Proserpina fra i Romani, Feronia per gli Etruschi, l'Angizia degli Umbri, la Mefite dei Sanniti. Anche i nostri progenitori certamente li tennero nel debito conto con riti appropriati.
Riti che oggi ci farebbero un gran comodo, visto quante sventure si abbattono ogni volta che dobbiamo scavare, specialmente per passare sotto una ferrovia.
L'ultima epopea narra del sottopasso di via Pascoli. Nato già male, dovendo scontare il peccato originale di tutte queste opere che rimpiazzano i passaggi a livello: arrivano troppo tardi. Quando ormai, e da decenni, intorno si è costruito a man bassa. Si fa quindi quel che si può, che difficilmente corrisponde a quel che servirebbe.
In via Pascoli non c'è spazio, altrimenti diverse abitazioni resterebbero "murate". Quindi si va un po' più in là, in via Poerio, con un tunnel a gomito, a senso unico, passando sotto anche a una piscina. Scomodi e pericolosi i collegamenti con la viabilità esistente.

mer 04 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Sono molti gli sportivi stranieri che si sono affermati in Italia. Anche la squadra di calcio AC Rimini 1912 ha tra i suoi giocatori un giovane centrocampista romeno, Daniel Onescu. Arrivato a Belluno nel 2004 insieme a sua mamma per ricongiungersi al padre che già lavorava in Italia da qualche anno. Daniel in Italia scopre la passione per il calcio: "Tutti i miei amici giocavano a calcio, io ho cominciato a giocare per divertimento". All'età di 15 anni decide di prendere questa passione sul serio e inizia ad allenarsi con determinazione. Il suo percorso calcistico debutta nella squadra del paese (Sedico), poi Belluno per due anni, un anno alla squadra di Treviso per poi tornare per un altro anno a Belluno. Alla squadra di Rimini è arrivato nella stagione calcistica 2010-2011. I suoi colleghi di squadra lo hanno accolto molto bene, non gli hanno mai fatto pesare il fatto di non essere italiano. Scherzosamente qualcuno lo chiama "rom", ma per via dell'abbreviazione che ha la Romania nei campionati (ROM). Oggi è un ragazzo diciannovenne molto educato e gentile che prende la vita sul serio provando a farsi una carriera nel mondo calcistico italiano. In Romania torna ogni tanto per trovare i nonni, ma adesso la sua vera casa è in Italia, a Belluno. Ci confessa che quando si va via di casa da piccoli si mantengono pochi ricordi del proprio paese di origine, ma il legame più forte rimane quello con i parenti rimasti in patria. Ha, però, osservato che gli italiani sono un po' diffidenti per quanto riguarda gli stranieri e la loro fiducia si deve conquistare giorno per giorno. 

mer 04 apr 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Schiavoncini Ariodante

Se esiste una data storica che unisce quasi tutti i cittadini del pianeta, è sicuramente il 25 aprile 1945. 
Significa la fine dei massacri di milioni di militari e civili, la distruzione di città e paesi.
(Non per il Giappone e gli Americani, dove la guerra avrà fine mesi dopo, con la distruzione di due città, e l'uso, per la prima, volta della bomba atomica.)
Le attese non sempre hanno rispecchiato il suo significato ma, chiamarla la data della speranza, penso non sia cosa esagerata.
Ogni cittadino di Rimini, città martire, non può, non deve, dimenticare, non ne ha il diritto per rispetto ai tanti caduti, ai suoi martiri e alle macerie della città distrutta.
Troppo spesso si lanciano offese ai martiri, si cantano inni che inneggiano a un passato drammatico, si sventolano vessilli d'infausta memoria. 
Dubito che quei giovani conoscano il significato di quei simboli. 
Chi voleva insegnarlo non ha potuto, chi poteva non ha voluto. Quelle manifestazioni sono il risultato colpevole dell'indifferenza.
Sono emblemi che grondano sangue di giovani mandati a morire per egemonie di dittatori.
Sono bagnati dalle lacrime versate dalle madri, per la perdita di un loro caro, in ogni luogo del pianeta.
Ci sono eccidi disumani, campi di sterminio a ricordare il disegno mostruoso dell'eliminazione di ebrei, zingari, politici avversi, e di chi non apparteneva alla razza pura.

mer 04 apr 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Ho visto lo sguardo umido e terrorizzato della gazzella davanti al leone che sta per balzare su di lei. Il leone ero io, al volante della mia utilitaria, la gazzella era il pedone fermo a pochi metri da me sulle strisce pedonali, che in questo contesto di savana urbana si possono a buon diritto chiamare zebre. Era un signore sui sessant'anni non particolarmente agile e non dotato di corna, né gazzellesche né, presumibilmente, di altro tipo, che in nulla assomigliava a un'antilope se non, appunto, in quel lampo di terrore animale negli occhi, riflesso della coscienza di non avere scampo di fronte a un predatore cui la natura dà il diritto di decidere della sua vita. 
Del resto nemmeno io, signora di mezz'età al ritorno dal supermercato, assomigliavo granché a una leonessa; e comunque la mia preda l'avevo già nel bagagliaio sotto forma di quattro borse di detersivi, scatolame, spaghetti e cereali da colazione. Ma ero in macchina - e la legge del più forte (che in Italia è il vero codice della strada) mi dava la possibilità tecnica di uccidere qualcuno, né più né meno come se andassi in giro con un coltello in mano o una pistola carica spianata. Con la differenza che, a differenza dell'accoltellamento o della sparatoria, investire qualcuno ancora non è stato classificato come omicidio, e se il conducente dell'auto non è ubriaco né drogato, ma è semplicemente un idiota, uno scriteriato o - perché no - un sadico motorizzato che ama stritolare vecchietti sotto le sue ruote, rischia meno di un leone che aggredisce una gazzella nel Serengeti. 
Lo sguardo del pedone era atterrito malgrado io mi fossi fermata a giusta distanza dalle strisce, dopo aver rallentato con la chiara intenzione di farlo passare, come impone la legge. Era dubbioso, evidentemente. Non poteva escludere che io mi fossi fermata solo per prendere meglio la mira, o in attesa che si mettesse esattamente di fronte al mio paraurti, o magari per illuderlo sulla mia innocuità e poi godermi malvagiamente la sua sorpresa mentre lo investivo ugualmente.

mer 04 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da D'Angeli Mara

Tassa di soggiorno, sanatoria e proroga antincendio. A poche settimane dall'inizio della stagione balneare, gli argomenti su cui discutere non mancano. Problematiche che chiedono una soluzione, e anche in fretta. 
Sessanta giorni il termine chiesto agli albergatori per adottare il requisiti minimi al fine di ottenere la proroga antincendio, posticipata al 31 dicembre 2012 con il Decreto Legislativo 216 del 29 dicembre 2011. E la categoria confida in un'ulteriore deroga, preoccupata di essere costretta ad iniziare l'estate riducendo i posti letto o, addirittura, chiudendo i battenti. 
"È un problema che ci portiamo avanti dagli anni '90 - spiega l'Assessore al Turismo della Provincia, Fabio Galli - e come ogni anno si arriva a discuterne tardi. Non è tollerabile che ci siano deroghe che vanno avanti da diciotto anni, ma è una questione che non si può risolvere nei tempi richiesti. Io credo che la via di mezzo più ragionevole sia derogare per un'ultima volta e poi, però, non andare oltre quest'anno". 
Ma la proroga non è l'unico tasto dolente del turismo in riviera. Altra spina nel fianco, la "sanatoria spiagge". Migliaia di euro quello che i bagnini dovrebbero sborsare per mettersi in regola con le norme paesaggistiche. Cifre che fanno paura in periodo di crisi e che portano alcuni addirittura a ipotizzare di togliere servizi come gazebo, campi da pallavolo, piante e giochi per bambini, piuttosto che pagare quanto proposto dal Comune per sanare. 

mer 04 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Nell'invaso di Ridracoli il livello dell'acqua è di 17 metri inferiore alla capienza massima: 18 milioni di metri cubi, invece dei 32 della media. Marecchia e Conca, che dovrebbero garantire l'approvvigionamento d'emergenza, grazie alle nevicate hanno visto salire le falde dai 2 ai 5 metri. Ma è ancora troppo poco, visto che rispetto allo scorso anno siamo ancora sotto di 6/8 metri. Solo nel 2002 si erano registrati livelli così preoccupanti, che durante la torrida estate del 2003 causarono non pochi problemi. Insomma, se non piove, e parecchio, lo spettro del razionamento estivo si avvicina. Purtroppo il meteo per ora non prevede una primavera particolarmente bagnata. "Anche se siamo usciti dalla fase di allerta - spiega Massimo Venturelli, dirigente della Protezione Civile della Provincia - siamo tuttora in una situazione critica e diventa importante garantire con interventi strutturali che le falde siano sempre al massimo livello, ed evitare l'interramento dell'invaso del Conca, trasportando via tutto il materiale terroso che si accumula".

mer 04 apr 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

E' sempre più o meno la stessa storia con i governi 'd'emergenza': la prima cosa che fanno è mettere tasse. Perché il governo che c'è non le può mettere a causa dell'opposizione, e l'opposizione non vuole andare alle elezioni perché se vince poi dovrebbe mettere le tasse e l'opposizione (che prima era il governo) li accuserebbe di affamare il popolo e distruggere le imprese (cambia solo l'ordine delle accuse, da destra a sinistra). 
Un comportamento da buffoni, ovviamente. Ma si sa, in Italia ognuno pensa al suo 'particulare', come diceva già Guicciardini. Tuttavia, se la casta fa così è perché così riesce a prendere voti e mantenersi ricca. Ma perché prendono voti prendendo in giro gli elettori? Perché ancora troppi pensano che i salami nascano sugli alberi, tradotto, che se vincono 'i suoi' tutto diventa meraviglioso e si campa senza fare un piffero, mentre tutte le sventure derivano dal cattivo di turno, che sia Berlusconi o i comunisti o chiunque. 
Messe le tasse, si passa alla famosa 'seconda fase', che consisterebbe nel rendere il paese più produttivo. E qui, solitamente, casca l'asino. Singolarmente, tutti gli italiani sono per il cambiamento, come tutti i partiti. Appena si tocca qualsiasi categoria, ordine professionale, chiesa, sindacato ecc., ognuna, senza esclusione, è per mantenere le cose come sono. Che si riformino gli altri. "No all'attacco alla categoria dei ..." (inserire un nome a caso). Qualcosa a volte il governo riesce a fare: Bersani cadde sui taxi, ma fece una riforma del commercio importante. La Gelmini ha riformato l'Università (anche se la riforma è stata scritta in ambito Confindustria). Ma è sempre poco.

mer 04 apr 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Desidero ringraziare, è proprio il caso di dire... di cuore, le tantissime persone che hanno fatto per me "un tifo" di cui avevo particolarmente bisogno. 

Vorrei poterle ringraziare personalmente, ma, nonostante la situazione vada decisamente migliorando grazie all'eccezionale efficienza che è in grado di fornire questo reparto, non sarei ancora in grado di reggere l'inevitabile impatto emotivo che ciò comporterebbe. 
Prego pertanto tutti di continuare ad assecondare la "affettuosa vigilanza" dei miei familiari.

mer 21 mar 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Falsa foto per falso articolo Violenta la figlia di 8 anni e il giudice lo assolve perchè musulmano

Eclatante caso di razzismo in Francia

Un giudice di Lilla, in Francia, ha assolto un uomo di origine giordana, Abd-el-Rahman Ayoub (foto), colpevole di aver violentato la figlia di 8 anni. La piccola ha raccontato di abusi paterni alla propria maestra e quest'ultima ha denunciato Ayoub. L'uomo era stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione, ma poi assolto perchè, secondo il giudice "essendo mussulmano praticante ed immigrato in Francia solo di recente non si può pretendere di applicare alla sua mentalità la nostra moralità visto che in Giordania, suo paese di origine, questo tipo di rapporti sessuali sono considerati, sulla base del Corano, come un importante rito di iniziazione". Peccato, che invece, il regno hashemita di Giordania punisca tali crimini con la morte. Certo, Maometto ha sposato Aisha quando era bambina e ciò viene usato spesso nel mondo islamico, come scusa per sposare delle bimbe e stuprarle, ma di sicuro da nessuna parte sta scritto che un padre possa abusare della figlia. 
Ha esultato naturalmente l'avvocato dell'imputato, il quale avvocato ha definito la sentenza "epocale" per il rispetto delle usanze musulmane. Ma chi è scevro da razzismo, buonismo, relativismo culturale, politicamente ed islamicamente (ma neanche!) corretto, non può ovviamente accettare in una sentenza simile, tanto più nella laicista Francia, che vieta il velo nei luoghi pubblici.


www.notizie.it pubblica questo articolo, postato da tale Alessandra Boga il 19 marzo alle 20.45. Nel giro di poche ore viene ripreso dai portali http://247.libero.it, www.informazione.it, www.youfeed.it. Finisce nel forum di politica di www.chatta.it, dove immediatamente divampano post dal tono "chi vuole l'integrazione sa di cosa sta parlando?", "il relativismo porta alla distruzione di ogni regola", "sono tentata di tornare all'epoca delle crociate", solo per riportare chi non si abbandona a ben altri linguaggi.

 

mer 21 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Come è nato il centro e quando?
La Casa delle Donne ha riaperto il 5 dicembre 2011 come punto d'informazione e d'ascolto per le donne, dove un'addetta fornisce informazioni sui tanti servizi presenti sul territorio che possono dare una risposta concreta ai problemi e alle necessità quotidiane delle donne: dalla famiglia al lavoro, alla scuola, violenza, problematiche legali. Dall'8 marzo ogni giovedì pomeriggio è presente un'operatrice dell'Associazione di Volontariato contro la violenza "Rompi il silenzio" a disposizione, a titolo gratuito, delle donne in condizioni di disagio.
Chi sono le donne che si rivolgono al Centro?
Le donne che si sono presentate sono in gran parte di nazionalità italiana, residenti a Rimini o nei comuni della provincia, in una fascia di età che va dai 30 ai 65 anni.
Quali sono le principali richieste?
Le problematiche più frequenti sono legate alla ricerca di lavoro, alla richiesta di compilazione di curriculum, a situazioni di mobbing, ma non mancano le richieste di consulenze gratuite di avvocato e psicologo, casi di violenza fisica, psicologica ed economica, richieste di sostegno economico, alloggio, offerta di corsi di avviamento al lavoro gratuiti, richiesta informazioni sui finanziamenti per imprese al femminile, diritti dei consumatori ecc.

mer 21 mar 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Noi riminesi stiamo vivendo esattamente in uno stato di grazia. I nostri ragazzi, però, sono in uno stato di Graziella. Nel senso di bicicletta pieghevole, quella mitica prodotta dalla Carnielli di Vittorio Veneto a partire dal 1964. Un anno prima che nascessi io, il che rende me e la Graziella quasi coetanee. Ma all'ombra dell'Arco d'Augusto per lei si sta realizzando il sogno proibito di ogni signora over-45: diventare oggetto di desiderio per i giovani, anzi, per i giovanissimi. 

Non la invidio solo perché se pescassero me con qualcuno dei suoi fan (i graziellofili sono per lo più pre-adolescenti) passerei seri guai con la legge. La tardona a due ruote (anzi, ruotine) piace tanto ai ragazzini che, a differenza di quelle a due gambe, non ha nemmeno bisogno di andare a cercarli, e neanche di farsi bella per loro. Sono loro a inseguirla nei mercatini e nelle soffitte, a mercanteggiare con qualche anziana zia o vicina di casa, affezionata all'unica bicicletta che le dà la sicurezza di poter poggiare sempre e comunque i piedi a terra. E sono loro, i ragazzi, a provvedere alla remise-en-forme della Graziella. 
Come sbarbatelli infatuati di un'attempata cortigiana, le offrono senza badare a spese (tanto paga papà) un trattamento ringiovanente completo dal meccanico - riparazioni varie, sostituzione ruote ecc. - che, poveretto, a volte si trova a dover recuperare catorci che fanno venire il tetano se li fissi troppo. Oppure, in una sublime prova d'amore, i ragazzi la rimettono in sesto con le loro mani in lunghi appassionati pomeriggi in garage, aiutati da qualche parente o amico dalle mani d'oro. 

 

mer 21 mar 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dati i miei giovanili trascorsi politici in Sicilia, aderisco con emozione all'appello alle massime autorità della Repubblica affinché siano riservati i funerali di Stato a Placido Rizzotto, il valoroso Segretario socialista della CGIL di Corleone assassinato nel 1948 dalla mafia, che poi occultò il corpo in un crepaccio, dove solo nei giorni scorsi ne sono stati rinvenuti i resti.

La figura di Rizzotto non può certo essere strumentalizzata per odierne polemiche, tuttavia qualche inevitabile associazione di idee la suscita. Per esempio, che il vero "sindacalismo" è risultato scomodo in ogni epoca, al contrario dell'accomodante "sindacalese", benedetto ieri dai "padroni delle ferriere" e oggi da strapagati califfi aziendali quali Marchionne, al quale consente di incolpare gli operai se la Fiat immette sul mercato auto che non impensieriscono la concorrenza.
Fa inoltre un po' senso la coincidenza temporale fra il riemergere del delitto Rizzotto, uno dei primi "frutti criminali" del rapporto mafia-politica, e le parole del Procuratore Generale della Cassazione nel recente "processo Dell'Utri", delle quali ha colpito il tono sarcastico più ancora dell'opinione giuridica di cui erano portatrici, tesa a demolire il reato di "concorso esterno in associazione mafiosa", una delle conquiste giudiziarie che di più ha consentito di inferire colpi alle cosche. Onorare Rizzotto costituirebbe per lo Stato un atto riparatorio di un passato di cui non può andar fiero, e di speranza in un futuro che lo veda sempre di più garante del bene comune. Un gesto di "bella politica", insomma. 
Come quello compiuto l'8 marzo dall'Amministrazione Comunale di Cattolica, conferendo la cittadinanza onoraria alla Dottoressa Adriana Iannilli, che a 96 anni è plurilaureata e continua a frequentare l'Università di Urbino.

mer 21 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 30 marzo all'1 aprile 2012 a Rimini Fiera si svolgerà la decima edizione di My Special Car Show, il grande evento europeo indoor dedicato all'auto speciale e sportiva.

Vetture straordinarie per modifiche estetiche e tecniche, performance spettacolari in pista ed il meglio del car audio.

Tuners ed espositori saranno fianco a fianco per condividere la passione per l'auto speciale e le ultime tecnologie applicate al car hi-fi, settore che sta vivendo una nuova fase di sviluppo grazie ai sistemi di car navigation e car entertainment.

My Special Car Show esce anche per le strade con il 1° Rallyronde My Special Car Show (31 marzo e 1 aprile): le vetture si cimenteranno in una spettacolare prova speciale tra le colline di Rimini ed il mare.

mer 21 mar 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Sono pochi i motivi di vanto di un italiano, in questi anni. Possiamo attingere al passato. Ma l'epoca di Roma è lontana, e le rovine, cospicue come il ponte e l'arco che ornano la nostra città, non possono che renderci nani. Cosa sarà del grattacielo o del pala congressi tra 2000 anni? Se va bene, resterà qualche immagine digitale. E' vero, non costruiamo più per i secoli. Eppure, se costruiamo per l'oggi, come insegna l'architettura contemporanea, perché la nostra costa è ancora piena di ruderi che non riusciamo a decidere se abbattere o recuperare?

Passiamo al Rinascimento? Ahi, anche qui il confronto è comunque tristo. Rimini vanta un segno altissimo anche della seconda epoca in cui l'Italia era faro dell'Europa. Il tempio di Leon Battista Alberti, pur solo, è esempio massimo del linguaggio architettonico del ‘400. Ma tra il ‘200 e il ‘500 l'Italia inventò di sana pianta, o seppe sviluppare al meglio, la partita doppia, le assicurazioni, le banche, la lettera di credito, la bussola, la guerra moderna, le fortezze, l'anatomia, la prospettiva pittorica, e tante altre meraviglie che neppure so ricordare. Eravamo i maghi della finanza, e anche i furbacchioni. Inventammo un sistema per cui compravamo la lana dagli inglesi pagandola con il denaro delle indulgenze raccolte dai creduloni dell'Europa centrale, la portavamo in Italia, dove veniva filata e tessuta, e rivenduta in tutt'Europa, ridando il suo denaro al papa e lucrando. Si legga il bel libro La fortuna dei Medici, di Tim Parks, inglese divenuto italiano e capace di raccontare con l'ironia britannica i nostri lati belli e meno. Poi Lutero venne a Roma e vide le crapule papali (così si esprime Cellini nella sua Vita, non me ne vogliano le gerarchie...) ma anche le meraviglie artistiche e mondane che questi pontefici potenti avevano pagato con il prezzo del paradiso. Ogni anticlericale sa che senza la degenerazione della Chiesa rinascimentale, niente Michelangelo, Brunelleschi, Raffaello, eccetera. E gli anticlericali spesso amano l'arte.

mer 21 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La cedolare secca sugli affitti, l'aliquota unica sui canoni da locazione, avrebbe dovuto far emergere il nero, incentivare i proprietari ad affittare e migliorare il mercato delle locazioni. Le previsioni del gettito per il 2011 erano di 2,6 miliardi di euro. Invece per ora sono solo 329 milioni, con traguardo massimo stimato in 500 mln. Secondo un sondaggio di Solo Affitti nelle principali città italiane, la riforma voluta da Tremonti un anno fa è stata apprezzata soprattutto al sud e nel nord-est, ma la media nazionale è solo del 53%.

mer 07 mar 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Si dirà: che saranno mai due boiate per radio, quando un capo di partito, ministro fino a pochi mesi fa, arriva a preconizzare l'assassinio del presidente del consiglio? «Monti rischia la vita, perché il nord lo farà fuori», ha profetizzato Umberto Bossi, salvo poi farfugliare la smentita di rito.
Eppure quando le boiate diventano, quattro, otto, ottanta, perfino una radio, e perfino Radio Padania, merita di essere presa sul serio. Per seriamente dire: basta.
Succede che la sedicente emittente del nord, nel miglior stile dei bravacci di Don Rodrigo, decide di maramaldeggiare niente meno che sulla memoria di Lucio Dalla. Un artista che come pochi è riuscito a piacere, e per tanto tempo, alle persone più diverse, dagli intellettuali con la puzza sotto il naso ai ragazzi di periferia. A tutti, salvo che a Rognoni Andrea, cremonese e voce storica di Radio Padania, direttore della rivista "Idee per l'Europa dei popoli" (fondatore: Mario Borghezio) e del centro regionale di cultura lombarda a Busto Arsizio. Secondo Rognoni, Lucio Dalla sarebbe stato «simbolo di un'Italia che non vorremmo». E perché? Ma come, non si odono nelle sue canzoni «le esigenze e le richieste» della gente del Sud? Del resto non poteva essere diversamente: «Il babbo era padano, la madre no». Magnanimo, non nomina neppure le origini pugliesi di Iole Melotti, la mamma "impura" che avrebbe corrotto il piccolo Lucio con reiterate vacanze sul Gargano, fino a - sgomento - fargli mettere radici nelle isole Tremiti.
Ma non si pensi a Rognoni come a un Goebbels che "ragioni" solo per vie etniche, anche se in passato aveva tenuto a informare il mondo che per lui «Anna Frank non è una santa». Per carità, l'uomo è figlio di un deportato ed è persona di cultura, per chi non l'avesse ancora capito. Infatti la sua disaffezione è tutta culturale: a Rognoni non piace quell'«eclettismo un po' fazioso e calcolato» che finisce per «accontentare tutti i gusti del pubblico. Specialmente quelli del centro sud». 

mer 07 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Fabbri Silvia

Il 23 febbraio l'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per i respingimenti verso la Libia avvenuti tra il 6 e il 7 maggio 2009. La Corte di Strasburgo punisce il nostro Paese per aver violato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura, l'articolo 4 del Protocollo n.4 della Convenzione, che vieta le espulsioni collettive, e perchè l'Italia non ha garantito in alcun modo il diritto ai migranti di ricorrere alla giustizia italiana. La decisione dell'organismo di Strasburgo è legata al caso Hirsi, la prima operazione di respingimento avvenuta il 6 maggio del 2009, a 35 miglia a sud di Lampedusa, in acque internazionali. Come si legge sul sito del Cir, il Centro italiano per i rifugiati, in quell'occasione: "Le autorità italiane hanno intercettato una barca con a bordo circa 200 somali ed eritrei, tra cui bambini e donne in stato di gravidanza. Questi migranti sono stati presi a bordo da un'imbarcazione italiana, respinti a Tripoli e riconsegnati, contro la loro volontà, alle autorità libiche. Senza essere identificati, ascoltati né preventivamente informati sulla loro reale destinazione. I migranti erano, infatti, convinti di essere diretti verso le coste italiane.

mer 07 mar 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Non sempre l'invalidità obbliga a una vita grigia e priva di soddisfazioni. Oscar Pistorius, l'atleta senza gambe, parteciperà alle Olimpiadi di Londra, che fra i tedofori vedranno forse l'italiana Bebe Vio, 15enne spadaccina paralimpica che tira in sedia a rotelle. Andrea Bocelli è una star mondiale; la ministra Severino, priva di un braccio per malattia, è una principessa del Foro da 7 milioni l'anno. 
A giudicare dai tanti macchinoni che espongono l'apposito contrassegno, anche gli invalidi riminesi non se la passano male, economicamente parlando. Ma sarebbe bello che aspirassero a imprese più gloriose che parcheggiare acrobaticamente i loro catafalchi tra i paletti anti-sosta selvaggia predisposti dal Comune in Corso d'Augusto. Può darsi che abbiano problemi di deambulazione, ma sicuramente non di vista, a giudicare dalla precisione millimetrica con cui inseriscono vetture appena meno ingombranti della Costa Concordia fra i bastoni di metallo. Con un occhio simile sicuramente alle Paralimpiadi spopolerebbero nelle discipline tipo tiro con la pistola o con la carabina. Altri invalidi malatestiani invece i problemi di vista ce li hanno eccome. Quelli che la mattina parcheggiano in frotta il macchinone tra Vicolo Battarra e Vicolo Gioia per andare a far colazione proprio in un noto bar sotto il portico, devono averlo scambiato per una specie di centro sociale per disabili col Suv, e i gestori, per delicatezza, non li hanno mai avvertiti dell'equivoco. E neanche i vigili hanno mai avuto il cuore di disilluderli, né tantomeno di far loro una piccola multa. Vuoi accanirti contro povere creature già bersagliate dalla sfortuna? E' vero, parecchi di loro, a vederli, sembrano fisicamente integri e chiaroveggenti. 

mer 07 mar 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Abbiamo finalmente scoperto che paghiamo più tasse degli altri europei, guadagniamo meno, e i prezzi di servizi e prodotti sono più alti. C'è qualcosa che non funziona. Qualcuno, per così dire, ci ha fatto cornuti e mazziati. Ora va molto di moda prendersela con politici, evasori e lobbies varie, e sicuramente sono soggetti responsabili di questa situazione, ma chi ha fatto cornuti e mazziati gli italiani in definitiva siamo noi stessi. 
I difetti collettivi, e gli errori che dal dopoguerra a oggi abbiamo fatto, sono molti. Il principale per me è la superstizione unità alla credulità, connessi all'ignoranza, e il secondo è la pigrizia intellettuale, fisica e sociale.
La superstizione-credulità-ignoranza si rivela in tanti indizi. Per esempio nel fatto che, più la crisi economica si inasprisce, più si gioca al lotto e varie lotterie. E' un comportamento rinunciatario e fatalista. Per prima cosa, lo Stato si prende la metà di ogni euro che giochiamo, come se già non intascasse la metà dei nostri redditi. In secondo luogo, il gioco è soprattutto cosa da poveri, quindi diventa una vera tassa per i redditi più bassi. In terzo luogo, pensare che la fortuna possa determinare il nostro futuro significa rinunciare a cambiarlo con le nostre mani. Un altro sintomo di superstizione è una religione in cui si chiedono grazie personali come se santi e dei fossero degli idoli, quando il cristianesimo è religione del fare. 
Ma non meno superstizioso è che si affida alle tante nuove religioni e discipline che il più delle volte spillano solo dei soldi ai creduloni. L'ignoranza però si rivela soprattutto nella scarsa fiducia e comprensione della scienza e del suo metodo, umile e fallibile nei suoi singoli passi, ma poderoso nel suo moto di impresa collettiva. 

mer 07 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Una vita per il turismo e per la sua città. Una vita affrontata con l'allegria e l'entusiasmo che sono diventati il marchio di fabbrica di questa riviera, ma che per lui erano semplicemente i tratti innati del suo carattere. E' la vita di Mario Tebaldi, che si è conclusa a 72 anni il 5 marzo nella sua Cattolica. Mario Tebaldi fu assessore dal 1993 al 2004, con il sindaco Gianfranco Micucci. Albergatore, in tanti rammentano quante volte ebbe a ospitare gratuitamente nel suo hotel persone nel suo albergo mandate dall'amministrazione comunale. Inesauribile nel trovare nuove idee, nuovi spazi per il turismo della città, fu un pioniere della promozione all'estero e in particolare nei Paesi dell'Est, di cui aveva compreso in anticipo le grandi potenzialità.
Era già stato colpito da ictus nel 2001, ma aveva preferito mantenere il suo incarico e continuare l'opera intrapresa. "Noi - ha detto il sindaco Piero Cecchini - cercheremo di ricordare Mario Tebaldi come secondo noi meglio avrebbe voluto: continuando ad amare e a far crescere Cattolica». E c'è già chi pensa di intitolare a Mario Tebaldi il bus terminal, una realizzazione cui teneva molto.

mer 07 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 13 al 16 marzo alla fiera di Rimini si svolgerà a 24a edizione di ENADA PRIMAVERA, Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e da Gioco. Insieme a Enada Roma, è la manifestazione leader in Italia e in Europa ed appuntamento irrinunciabile per il settore.
 A Rimini in si incontreranno tutti i protagonisti del mondo dei giochi, mentre saranno In mostra tutte le novità di questo settore, dalle AWP alle VLT; dagli apparecchi di abilità e intrattenimento a tutte le aziende protagoniste dei nuovi sistemi per le comunicazioni telematiche; comprese le tecnologie, gli arredamenti e i servizi della filiera.
 L´area espositiva coprirà oltre 40 mila mq con la presenza di oltre 400 espositori.
 Con incontri e dibattiti, ENADA PRIMAVERA 2012 sarà anche occasione di confronto fra gli operatori sui temi di più forte attualità.

mer 07 mar 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

La mia avversione per i caporioni "No-Tav" non mi ha impedito di tifare per la salvezza di Luca Abbà e di gioire quando i medici l'hanno finalmente certificata. Il che non è affatto in contraddizione con la convinzione che salire su quel traliccio sia stata una stupida prova di "rambismo", finita in quel modo per esclusiva responsabilità del suo autore; donde l'assurdità delle manifestazioni "di protesta" che ne sono seguite, per lo più cariche di violenza. 
C'è di che essere allarmati per la piega che sta prendendo quella vicenda. È infatti sempre più evidente che l'opposizione alla Tav è il vero "motivo di lotta" solo di una minoranza di Valsusani, mentre a tanti altri fornisce "un pretesto qualsiasi" per le scorribande vandaliche che in suo nome vengono compiute lì e nel resto d'Italia; le quali, per la presenza di consolidati "mascalzoni di piazza" che le dirigono e per le modalità paramilitari con cui vengono attuate, presentano caratteristiche che non è azzardato definire pre-terroristiche.
Chi ha vissuto i drammatici anni '70 sa che il terrorismo ha potuto nascere e mettere in opera il suo sanguinario progetto grazie anche al fatto di sentirsi le spalle coperte dalla repellente intellettualità dei Toni Negri e degli Scalzone, così come dall'infame equidistanza di chi teorizzava "né con lo Stato né con le Brigate Rosse" e perfino dall'inconsapevole, ma prezioso aiuto di coloro che nel campo democratico bollavano come "repressione di Stato" ogni tentativo di combattere quelle bande criminali con adeguate misure legislative e di polizia.

mer 22 feb 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Si può sparare sulla Croce Rossa? Si deve, se è la Croce Rossa a sparare per prima sui feriti. Dunque fuoco a volontà sulla cara vecchia Mamma Rai. Non bastassero le quotidiane polemiche sul perché e il per come del nostro "servizio pubblico", l'azienda si è inventata di rispolverare niente meno che un Regio Decreto del 1938, il n. 246 del 21 febbraio di 74 anni fa, che recita: «Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento».Ergo, nonostante sia quanto meno opinabile che Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re e Imperatore profetizzasse l'avvento di pc e telefonini, devono pagare un apposito canone (pardòn, "tributo") anche i possessori di computer con connessione internet e, a rigore, perfino di iPad. In più nel decreto "Salva Italia" secondo la Rai ci sarebbero anche le indicazioni sull'entità di questo "canone speciale", nonché l'obbligo di inserire nella dichiarazione dei redditi il possesso dell'apparecchio tv. Di qui i bollettini piovuti su esercizi commerciali, imprenditori e liberi professionisti, riportanti cifre da far strabuzzare gli occhi: «da 200 a 6000 euro», secondo Alessio Butti (Pdl). Con effetti paradossali, come quelli che riguardano i medici, in possesso di attrezzatura informatica fornita dalle Ausl e obbligati a farne uso dalla loro stessa funzione. Secondo quelli di Rete Imprese Italia, i primi a denunciare la sgradita sorpresa scrivendo direttamente a Mario Monti, «quella del canone speciale Rai è una richiesta assurda perché vengono "tassati" strumenti come i computer che gli imprenditori utilizzano per lavorare e non certo per guardare i programmi Rai. Tanto più se si considera che il Governo spinge proprio sull'informatizzazione per semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione. In questo momento di gravi difficoltà per i nostri imprenditori, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro onere così pesante e ingiustificato».

mer 22 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Anno nuovo, tasse nuove anche per gli immigrati! Dal 30 gennaio 2012, è entrato in vigore un Decreto Legge chiamato "Contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno". L'aumento va dagli 80 ai 200 euro, che si pagano al momento della richiesta del rinnovo presso l'ufficio postale. A questa nuova tassa, si aggiungono le spese già in vigore, cioè altri 27,50 (più 1,20 di spese postali), la marca da bollo da 14,62 e altri 30 euro di spese postali. Riguardo la nuova tassa, chi chiede un rinnovo dai 3 ai 12 mesi, paga 80 euro in più. Chi chiede un rinnovo dai 12 ai 24 mesi, paga 100 euro in più. Mentre, chi chiede il "permesso di soggiorno CE a lungo periodo" (ex Carta di Soggiorno), paga 200 euro in più. Praticamente, ora si paga, da un minimo di 153,32 euro ad un massimo di 273,32 euro. Non pagano la nuova tassa i minorenni, compresi quelli arrivati con un ricongiungimento familiare, chi è in Italia per cure mediche (compresi gli accompagnatori), chi chiede permesso per asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari.

mer 22 feb 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Difficile non parlare del tempo, quando ha più sbalzi d'umore di una popstar affetta da psicosi maniaco-depressiva. Giorni di sole esagerato, poi la tempesta di neve peggiore degli ultimi cinquant'anni, poi caldo primaverile e puf, la neve scompare. Ma attenzione: non tutta quanta. Solo quella pulita. Quella sporca resiste tenacemente e non c'è verso di sbarazzarsene per mesi. Per una curiosa proprietà dei cristalli nevosi, più uno strato di neve è candido, più rapidamente si squaglia appena la colonnina di mercurio torna ad avventurarsi sopra lo zero. Se è ridotto a un cumulo zozzo grigio-marrone-giallastro impastato di detriti e assomiglia alla vomitata di un tirannosauro, resiste indomito fino a 15 gradi e te lo ritrovi sotto casa più o meno fino a maggio. Se per spalare la neve pulita basta una pala, per eliminare la neve sporca ci vuole il martello pneumatico. 
E così le strade riminesi, già intasate dalle macchine, sono ulteriormente invase e imbruttite da tutti quei mucchi zozzi, in attesa che la natura e la primavera facciano il loro corso. Vietato lamentarsi, eh? Ché per una volta Rimini ha fatto bella figura e ha superato l'emergenza-nevone senza troppi disagi, tanto che in giro si sono sentiti meno mugugni del solito (anche perché in giro con la neve di gente ce n'era veramente poca). Forse anche la vicinanza alle zone in cui di neve ne sono caduti tre metri e l'emergenza era molto più seria ha spinto i riminesi a mettere da parte le lamentele e ad arrangiarsi di più. Nessuno voleva fare la figura del romano che con pochi centimetri bianchi per strada dà fuori di matto e aspetta i soccorsi di un sindaco che manco sa leggere i bollettini meteo e bisticcia con la Protezione Civile perché sui badili non è indicato in che verso vanno impugnati. 

mer 22 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Piero Cecchini è stato assolto dall'accusa di incompatibilità e può continuare a fare il sindaco di Cattolica. I giudici hanno respinto il ricorso e costretto gli accusatori a pagare le spese legali. La sentenza è stata emessa lunedì mattina dal Tribunale di Rimini. La denuncia era stata fatta da alcuni rappresentanti del PDL e si incentrava sul fatto che Cecchini è proprietario dell'azienda Umpi che detiene la fornitura dell'illuminazione pubblica di alcune zone del Comune di Cattolica.
"Il mio commento a caldo è che giustizia è stata fatta" - dice Cecchini a Newsrimini- Ho sempre lavorato serenamente perché secondo me non c'era l'oggetto del contendere. Se qualcuno vuole comunque provarlo si va in un'aula di giustizia, si chiede un parere a dei giudici che l'hanno dato. Abbiamo sempre lavorato tutti quanti normalmente, abbiamo incontrato le categorie, fatto i programmi, preparato progetti e bilanci. Ovviamente sui programmi a medio-lungo termine si è tirato un po' il freno a mano perchè certe scelte che coinvolgono tutta la città è giusto che le si possa portare avanti quando si ha la tranquillità di un periodo medio-lungo. Del resto io non sono un giudice, oggi era la prima volta che andavo in un Tribunale. Per me è stato un giudizio corretto e giusto".

mer 22 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Novità per l'edizione 2012 di SAPORE, in programma alla Fiera di Rimini dal 25 al 28 febbraio. La sezione dedicata alle bevande ha cambiato veste:

SELEZIONE BIRRA è un´area esclusiva dedicata alle tendenze del momento: una vasta gamma di birre speciali, prodotti di nicchia, birre artigianali italiane ed estere introvabili altrove.

BEVERAGE & CO. è l´area dedicata al beverage a tutto tondo, dalle acque minerali ai succhi di frutta, dagli energy drink ai superalcolici, dai distillati ai liquori tradizionali, per finire con coloniali e bevande calde. Per presentare novità, lanciare mode o format di locali, entrare in contatto con i propri clienti in particolar modo con i grossisti di bevande, che da sempre scelgono Rimini come punto di incontro privilegiato, e con i gestori dei locali pubblici.

mer 22 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Favorire la disponibilità sul mercato di case in affitto a prezzi calmierati, e istituire un fondo di garanzia per la "gradazione" degli sfratti esecutivi, sono stati i principali ambiti di intervento emersi all'ultima riunione del Tavolo tecnico provinciale sull'emergenza abitativa, a cui hanno partecipato, a fine gennaio, i rappresentanti dell'Amministrazione provinciale di Rimini, dei Comuni, di ACER e delle organizzazioni sindacali. 
La previsione di una aliquota massima di IMU per quelle abitazioni, per lo più seconde case, che all'oggi risultano ancora sfitte nonostante la forte richiesta di alloggi, sembra l'orientamento condiviso. Ciò con l'obiettivo di disincentivare di fatto il mantenimento degli alloggi al solo scopo di rendita, ed inserendo, di converso, facilitazioni riguardo le abitazioni messe a disposizione per la locazione, in modo da incrementare il numero di case da affittare. 
L'altro ambito di intervento del Tavolo è quello relativo agli sfratti che, sul nostro territorio, si calcola siano attorno ai 1.400 casi, potenzialmente in esecuzione nei prossimi mesi. Il progetto prevede di concretizzare, in tempi rapidissimi, un fondo di garanzia per permettere la "gradazione" degli sfratti. Tale progetto, sulla falsariga di esperienze analoghe già attuate a Bologna e con il tramite della Prefettura, sarà poi presentato agli istituti di credito e alla Regione, che verrà coinvolta anche per la parte relativa all'individuazione delle risorse economiche. 

mer 22 feb 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

L'altro giorno mi è capitato di pensare a come sarebbe il mondo se tutti fossero onesti. Intendo nel senso più banale del termine: dire sempre la verità, non rubare, rispettare gli altri, ecc. Per esempio, non ci sarebbero serrature nelle porte, potremmo lasciare l'auto aperta, ogni contratto si stipulerebbe con una stretta di mano, tutti pagherebbero le tasse, i tribunali e le prigioni sparirebbero, non ci sarebbe più violenza, truffa, sfruttamento. Sarebbe sicuramente un notevole vantaggio per tutti, saremmo più sereni, più benestanti, più felici.
Subito dopo ho pensato che un'idea del genere c'è già stata: quando i puritani e altre minoranze lasciarono l'Europa e fondarono le colonie del Nord America, che poi divennero gli Stati Uniti. Per loro il sogno era scritto nella Bibbia, e le sacre scritture dettavano le regole della nuova ''città di Dio'. Il progetto dei puritani si scontrò poi con ostacoli che la loro mentalità non poteva superare nei modi che oggi consideriamo moralmente accettabili, come la convivenza con i nativi, che furono sterminati, e la schiavitù, che fu tollerata fino alla Guerra di Secessione. L'America tollerò l'apartheid e la fobia anti-comunista, sparò agli scioperanti e annientò Hiroshima e Nagasaki. Tuttavia, il sogno della 'comunità dei puri' resta una componente profonda nella cultura americana.
Ricordo ancora quanto mi colpì, nel Midwest, l'assenza di tendine alle finestre delle villette e nei palazzi di Chicago. Il senso è "Io non ho nulla da nascondere, tu non hai nulla da spiare". Questo modello di società è altamente paritario, centrato su una definizione, che spesso veniva usata da Reagan: "Decent men and women", che traduciamo "uomini e donne perbene". In sintesi, una classe borghese o 'classe media' che dovrebbe idealmente comprendere tutti, eliminando i poveri e consentendo ai più meritevoli di arricchirsi.

mer 22 feb 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

 

In occasione degli eventi devastanti che ormai si succedono a catena, aggiunge talvolta una nota di tristezza e di rabbia lo sciacallaggio messo in atto da cinici profittatori. Nella recente "mega-nevicata nazionale" non si sono però avute notizie in tal senso, se non in un caso: quello di Guido Bertolaso, l'ex demiurgo della Protezione Civile che ha avuto l'ardire di scrivere sul suo blog "Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione Civile serve": un'uscita, oltre che sciacallesca, mistificatoria per almeno tre motivi.

Innanzi tutto Bertolaso vuol far credere che taluni odierni "impacci operativi" della Protezione Civile (che nonostante ciò si è fatta onore) dipendano dall'esserle venute meno le di lui eccelse capacità direzionali, anziché dal fatto che il Governo Berlusconi abbia messo quel settore strategico al guinzaglio del ministero di Tremonti, da dove la Cancellieri ha assicurato di volerlo liberare. Egli vuol inoltre dare ad intendere di essere stato "sacrificato" perché questa era la condizione per operare il colpevole ridimensionamento della Protezione Civile; mentre invece è stato costretto ad andarsene perché chiamato dalla Magistratura a rispondere di svariate "marachelle". Infine, mentre tanta parte d'Italia era sull'orlo della disperazione, lui se la rideva gongolante con stupide battute - ci mancava solo "Nevica, governo tecnico!" - a far da sponda all'insulsa polemica dell'inetto sindaco di Roma contro il successore Gabrielli. È proprio il caso di dire "da che pulpito viene la predica!"

 

mer 08 feb 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Alla fine il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, è sbottato così: "E' deprimente vedere come, di fronte ad una situazione di emergenza senza precedenti che ha colpito la Romagna in questi giorni, l'attenzione dei mezzi di comunicazione che non siano locali, enfatizzi soprattutto i problemi di Roma, che sarà la capitale, abitata da milioni di persone, ma che pure si trova a fronteggiare, in fin dei conti, una nevicata di qualche centimetro. Lo dico perchè credo meriterebbe almeno la stessa attenzione il disagio delle decine di famiglie isolate nelle nostre colline ed in altre zone d'Italia, e la straordinaria storia di volontà personale e solidarietà, costruita ora per ora dal prodigarsi delle tante persone che ormai da 5 giorni lottano ininterrottamente per far fronte a questa situazione gravissima". 

Una maggiore "attenzione dei mezzi di comunicazione" avrebbe aiutato non più di tanto Lucchi e tutti gli altri sindaci alle prese con l'emergenza neve. Eppure questa disattenzione fa male. E non c'è neppure da credere che Lucchi sia "invidioso" degli obiettivi puntati sul suo collega Alemanno.
Se non sei in televisione non esisti. Era capitato per le alluvioni in Veneto: dopo tre giorni durante i quali la notizia non stava nei primi titoli dei tg, gli alluvionati hanno cominciato a inveire. Non per avere più aiuti (che anzi la loro vanteria era di "cavarsela da soli", di non essere assistiti, anche quando era vero l'esatto contrario), ma solo perché nessuno parlava di loro.

 

mer 08 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

 

C'era una volta la "smettitura" del maiale. Un rito sacrale e ancestrale, che la fede cristiana associò al culto di Sant'Antonio Abate. C'era una volta, ma la smettittura c'è ancora, grazie al Consorzio macellerie Verde & Sole che per il quarto anno consecutivo fa rivivere la tradizione organizzando e' baghin in tla piaza, un'iniziativa promossa da CNA Alimentare con il patrocinio del Comune e della Provincia di Rimini. 

Domenica 19 febbraio, dalle 10 alle 21, piazza Cavour diventerà una vera aia contadina, mentre l'area della Vecchia Pescheria tornerà, tornerà alle atmosfere di un tempo: infatti, proprio qui fino agli anni '50 era concentrata la maggior parte delle macellerie del centro. 
La giornata sarà un'occasione per degustare e acquistare prodotti scelti e genuini, le migliori specialità di carne e salumi nelle tensostrutture appositamente allestite, ma non solo. C'è tanto da imparare e tanto per divertirsi, soprattutto per i bambini. Per esempio assistendo (al mattino) alla dimostrazione dell'antica arte della "smettitura". E proprio ai bambini sono dedicate animazioni e giochi, senza contare il gusto di passeggiare fra gli animali da cortile, portati in piazza con paglia fieno e tutto quanto occorre a una vera fattoria. 
Laboratori gratuiti di artigianato artistico si svolgeranno dalle 10 alle ore 12 e dalle 14.30 alle 16.30: "Tele e stampe con Sabrina Luzzi, "Foto di creta" con Veronica Zavoli, "Lana&ceramica" con Manuela Luce e la costruzione di animali di pezza con Tania e Valentina Fabbri.

 

mer 08 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Bizzocchi Laura

Non tutti sanno che da alcuni anni nella provincia di Rimini sono attivi corsi di danza africana e di percussioni! Da ottobre infatti sia al centro Totem di Viserba che all'Aulos di Rimini sono iniziati i corsi per principianti e non. Con l'espressione danza africana si fa riferimento ad un insieme molto eterogeneo e vasto di fenomeni coreutici ed espressivi il cui trade d'union è la musica. Queste danze costituiscono spesso nelle società di tipo tradizionale un sistema di simboli condiviso dai membri della comunità che permette loro di comunicare ed elaborare culturalmente i principali eventi della vita individuale e sociale. Le nascite, i matrimoni, i funerali sono spesso celebrati attraverso di essa. La danza africana ha un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, è un modo per esprimere con ritmo e gesti ogni ricorrenza; le tribù africane hanno un ritmo, un movimento, un gesto diverso per ogni ricorrenza: uno per richiamare la pioggia, uno per festeggiare un matrimonio, uno per accompagnare il defunto nel suo viaggio. La danza africana si diffonde in Europa negli anni settanta grazie ad artisti africani che si differenziano per appartenenza culturale e per la personale ricerca artistica. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«La mia quarta figlia, 18 anni, ha iniziato un lavoro molto semplice, molto bello», ha detto Francesco Rutelli giovedì scorso a Otto e 1/2, sollecitato da Lilli Gruber (se si può usare questo verbo quando intervistatrice e intervistato sono palesemente pappa e ciccia). 
Si parlava della monotonia del posto fisso, la prima vera cacca pestata dal presidente Monti dall'inizio del mandato. Il professore, che peraltro non ha mai fatto nulla per farsi credere vicino ai problemi della gente comune, ignorava che la gioventù italiana non è fatta solo di irrequieti cervelloni poliglotti pronti a rimbalzare fino a 40 anni da un continente all'altro inseguendo carriera e successo, ma anche di ragazzi che vogliono semplicemente guadagnarsi da vivere dove sono sempre vissuti, e con la stessa tranquillità che nel corso della vita ha dato loro il posto fisso (e poi la pensione) dei genitori. 
Se non sei abbastanza sicuro di te stesso, cerchi la sicurezza fuori: nel lavoro, che non deve chiederti molto ma nemmeno darti troppo poco; nella famiglia dalla quale non esci se non quando la puoi replicare esattamente, cioè solo da sposato e con casa di proprietà situata a pochi metri di distanza; negli amici, gli stessi da una vita. E' un delitto aspirare al poco-ma-sicuro, alla mediocritas anche se non è aurea quanto a valore monetario? No, e chi la vuole deve poterla ottenere, in un paese normale. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Sabato 11 febbraio si svolgerà in tutta Italia la XII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco. Recandosi nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico si potrà acquistare e donare a chi oggi vive ai limiti della sussistenza un farmaco da banco (per cui non è prevista ricetta). A beneficiare dell'iniziativa da noi saranno le oltre 1500 persone che quotidianamente vengono assistite dai 22 enti caritatevoli convenzionati con il Banco Farmaceutico onlus nella provincia di Rimini, dove sono 32 le farmacie che aderiscono all'iniziativa, presidiate sabato da 250 volontari che spiegheranno l'iniziativa ai cittadini. Sarà inoltre possibile chiedere consiglio ai farmacisti sul tipo di farmaco da scegliere tra quelli maggiormente necessari agli Enti assistiti. In 11 anni grazie alla Giornata sono state raccolte oltre 27.500 scatole di medicinali per un valore di circa 140.000 euro. Info: Fondazione Banco Farmaceutico onlus - www.bancofarmaceutico.org;

mer 08 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La regione ha messo mano alle Ato e promette risparmi per quasi un milione di euro nei costi di funzionamento, soldi che saranno destinati al miglioramento del servizio idrico e di raccolta rifiuti. L'Ato - Ambito territoriale integrato, è l'organismo pubblico che deve controllare qualità e tariffe di servizi pubblici essenziali, come acqua e gestione dei rifiuti. La riforma approvata lo scorso dicembre a Bologna prevede il superamento delle 9 Ato esistenti per riunirle in un'unica Agenzia per tutta la regione. I costi massimi di funzionamento del nuovo organismo sono quantificati in 3,9 milioni (970 mila in meno rispetto a prima). "Un'unica Ato, anziché nove - spiega Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione e assessore con delega alla Regolazione dei Servizi Pubblici locali - sarà uno strumento formidabile in mano ai sindaci per rendere più forte il ruolo pubblico in settori così delicati e di grande attenzione per i cittadini come l'acqua e i rifiuti e avrà anche il merito di aumentarne la partecipazione, visto che ogni Consiglio locale dell'Ato dovrà assicurare la consultazione delle organizzazioni economiche, sociali, ambientali, sindacali e degli utenti".

mer 08 feb 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 25 al 28 febbraio alla Fiera di Rimini c'è "Sapore - Tasting Experience. Gusti riti tendenze 24 ore fuori casa". Fanno parte di Sapore il MIA, sezione dedicata ai prodotti per il catering, alle specialità alimentari italiane ed estere, ai prodotti biologici e senza glutine; Un´area specifica è dedicata alla pizza con concorsi, dimostrazioni e lezioni sulle farine alternative e sui prodotti per celiaci. Inoltre, a Sapore c'è la rinnovata "Selezione Birra, Beverage & Co.", per gli operatori in tutti i campi delle bevande. Infine, "MSE - Mediterranean Seafood Exhibition", incentrata su tutta la filiera ittica mediterranea.

mer 08 feb 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

In mezzo a questa neve, il vero inizio dell'anno del drago, si mescolano auspici positivi e negativi. Si tratta di indici, cioè fatti che sono causati da altri fatti e che 'puntano' alle proprie cause da una parte e ai propri effetti dall'altra.
Mi pare di vedere che il nuovo sta timidamente spuntando come un bucaneve, ma con la forza di ciò che cresce, mentre il vecchio appare ancora minaccioso e forte, ma ha la debolezza di ciò che tramonta.
Le cause di questo cambiamento sono fuori dall'Occidente, anche se la crisi è esplosa nel suo cuore: USA, Europa e Giappone. Di fatto, si tratta di uno spostamento di equilibri di dimensioni epocali: enormi aree del mondo, come la Cina, l'India e l'America Latina, stanno accorciando la distanza di reddito, di benessere e di istruzione che le separava dai paesi sviluppati. Questo coincide con una loro crescita economica maggiore della nostra, che si è trasformata in recessione in quei paesi, come l'Italia, che non hanno saputo restare competitivi.
Da tempo scrivo che questa non è una crisi dopo la quale torneremo come prima. Non torneremo mai più come prima. E' bene mettercelo in testa. Fino a qualche mese fa si sentiva dire sui media "Quando la crisi finirà"... ma questo modo di dire se ne è andato con il governo Berlusconi. L'arrivo di Monti ha fatto capire che non era il caso di starsene ad aspettare che passasse la nottata. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Parafrasando il noto proverbio, si potrebbe dire "nevica sul bagnato". L'abnorme imbiancata, che mentre scrivo sta ancora martoriando l'Italia, è infatti giunta a ridosso dell'altra grande gelata che aveva colpito vasti settori dell'economia nazionale e molteplici aspetti del vivere sociale, causata dalle serrate "piccolo-padronali" di autotrasportatori, pescatori, taxisti e "agitatori di forconi". Chi più, chi meno, queste categorie manifestano legittimo disagio per le ricadute di una crisi destinata a durare, aggravate dall'effetto di talune misure del Governo Monti, non tutte inevitabili. Ciò premesso, c'è però da essere pessimisti sul futuro di un Paese dove le ragioni di quanti hanno drammatici motivi per disperarsi - cinquantenni cassaintegrati o licenziati, giovani disoccupati o precari, pensionati alla fame - sono ridotte a flebili sussurri, o perfino oscurate, dal chiasso di chi punta unicamente sull'altrui danneggiamento per veder risolto il suo problema particolare, se non addirittura per rivendicare "il diritto" a mantenere grandi o piccoli privilegi.
Si ha la sensazione che cresca ogni giorno il numero degli Italiani tentati dall'abbandono di due capisaldi della democrazia: il principio di legalità e il senso di responsabilità individuale; e che l'epicentro di tanto degrado civile continui a essere quell'Italia che, dopo aver generato il fenomeno Berlusconi, ne rifiuta oggi il declino. Il collante farlocco glielo fornisce l'antipolitica, che demonizza con l'epiteto mistificatorio di "casta" tutto ciò che, da Roma a Mondaino, abbia a che fare con l'impegno politico, incurante di ogni distinzione fra chi lo svolge con onore e chi ne fa mercimonio. È una vera e propria istigazione al "suicidio collettivo della ragione", ispirata da ben altre "caste" - affaristiche, giornalistiche, burocratiche - che "la buttano in cagnara" per distogliere l'attenzione da loro privilegi e soprusi, con il supporto dell'ideologia parafascista del grillismo, del rozzo narcisismo dei Santoro e dei Travaglio e, naturalmente, dei conati di eversione legaiola, più di Bossi che di Maroni.

mer 25 gen 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

A livello nazionale i temi impellenti sono ovviamente quelli della crisi: fisco, tagli, credito, liberalizzazioni, lotta ai privilegi, e soprattutto come tornare a far crescere le imprese. Abbiamo chiesto al sindaco di Rimini cosa e come si può fare a livello comunale, allargando il discorso agli altri temi che più premono ai cittadini. Signor Sindaco, per dirla alla riminese, "come butta"?

"Gli ultimi mesi ci hanno restituito un clima e parole d'ordine, così traumatiche e devastanti da farci rimbalzare indietro di 60 anni. Paghiamo, tutto in una volta, il conto salato per le pigrizie, le furbizie, il galleggiare. Paghiamo soprattutto l'incapacità strutturale di riconoscere e far crescere a sistema produttivo ed economico i nostri ineguagliabili talenti, paghiamo il non premiare merito e innovazioni ma rendita e corporazioni. La crisi assale i cittadini e gli Enti locali. Ma la crisi che si legge sui giornali si tocca con mano dentro e dietro casa. E' qui, dove di fatto poi abitiamo, che si stanno scaricando gli effetti reali della crisi".
Cosa si può fare per ambiente, welfare, scuole, cultura?
"In questo quadro i Comuni, e quindi il Comune di Rimini, diventano gli avamposti dei servizi, della coesione sociale e della tenuta di civiltà entro cui le famiglie, le imprese, i bambini, gli anziani cercheranno rifugio, sostegno, conforto. Esplodono i bisogni, aumentano le aspettative, diminuiscono radicalmente le risorse. Queste sono le nostre priorità, anche se a tutt'oggi, nonostante tre manovre e una legge di stabilità, il quadro normativo sulle risorse ha ancora punti oscuri. Per la serietà che dobbiamo ai riminesi, dato il quadro in evoluzione gli studi e le proiezioni sulle entrate, non abbiamo ancora deliberato lo schema di Bilancio in Giunta da sottoporre all'approvazione del Consiglio per poi magari modificarlo perché non studiati al millimetro tutte le entrate possibili con tutti gli strumenti a disposizione".

 

mer 25 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Fabbri Silvia

È stato presentato martedì a Roma il Portale integrazione migranti www.integrazionemigranti.gov.it. Scopo del sito è fornire ai migranti, ma anche agli operatori del settore, tutte le informazioni necessarie su apprendimento della lingua italiana e accesso al lavoro, mediazione interculturale e integrazione. Il portale permette persino di seguire online i corsi di italiano per ottenere il permesso di soggiorno. Il progetto, cofinanziato dal Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di Paesi terzi, è sorto sotto il coordinamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con il Ministero dell'Interno, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e quello della Cooperazione internazionale e integrazione. A supportare l'iniziativa, inoltre, ci sono le agenzie Isfol e Italia Lavoro. Il sito purtroppo è poco accessibile per le persone straniere. Sono presenti alcune parti multilingue ma il portale è interamente in italiano. Ma pare che, dal mese di febbraio, il sito si avvarrà anche del contact center di Linea Amica che risponderà in italiano, inglese, francese e spagnolo. 

mer 25 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Si è costituito lo scorso 12 gennaio il Direttivo provinciale di Rimini all'interno dell'Associazione Nazionale Trasporti Alternativi (A.N.T.A.) trasporto persone con trenino. 
Il Direttivo provinciale si compone di 5 imprenditori che operano nel settore del trasporto persone con mezzi alternativi (trenini), titolari di imprese situate nella provincia di Rimini - da Bellaria e Gabicce - ed ha scelto di farsi rappresentare sindacalmente da CNA Rimini. Tutte le imprese del settore ubicate sul territorio provinciale fanno parte del Direttivo e i trenini in totale sono 20.
Attivi nella stagione estiva, i trenini sono presenti in Riviera dal 1989, i primi in Italia, e vengono utilizzati soprattutto dai turisti per visitare le città della costa tanto che su tutti è presenti una guida in più lingue per illustrare al meglio monumenti e bellezze del nostro territorio. All'utilità uniscono l'economicità (una corsa di un'ora con possibilità di sosta costa 3,5 euro con prezzo bloccato da diversi anni) e il rispetto per l'ambiente in quanto sono tutti mezzi alimentati GPL euro 4 con filtro anti particolato.

mer 25 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Due anni di recessione per l'Italia, stagnazione ormai quasi certa anche per la nostra regione. E da noi? Salvatore Bugli, vice presidente della Camera di Commercio di Rimini e Direttore provinciale di CNA, invita al "calma e gesso": «In momenti come questi occorre la massima consapevolezza degli enormi problemi cui ci troviamo di fronte. Ma da qui dobbiamo ripartire con la piena coscienza anche delle nostre forze e delle nostre potenzialità».
Esiste una parola d'ordine, un concetto base cui poter affidarsi? «Sicuramente - risponde Bugli, ed è quello di fiducia. Intesa non come negazione della difficilissima realtà, ma fiducia nelle risorse di questo territorio, che non sono poche né dal punto di vista delle risorse umane che dei capitali. La botta è stata dura, la risalita sarà durissima, ma il cammino mi pare intrapreso. Certo occorre creare le condizioni per una ripresa, non basta star fermi in attesa che passi la bufera».
Quali condizioni? «Innanzi tutto, e non a caso, torna la parola "fiducia": in questo caso è quella che le banche devono tornare a concedere alle imprese. Che se messe in grado di farlo, hanno dimostrato di sapersela giocare su tutti i mercati. Basti guardare i risultati dell'export, anche per le medie e piccole imprese del nostro territorio. Occorre poi creare occasioni di lavoro e di fare impresa, spezzando le barriere di burocrazia, inefficienza, pressappochismo e sprechi che per tanti anni hanno ritardato la nostra crescita. Ma anche tornando a far circolare denaro, rimettendo in moto un minimo di lavori pubblici che, fra l'altro, se non eseguiti fra breve presenteranno il conto sia in termini di carenze infrastrutturali, peraltro già non indifferenti, sia di vera e propria sicurezza del territorio».
E' possibile anche a livello locale? «Intanto dallo Stato va riconosciuto ciò che a livello locale è strategico, vitale. 

mer 25 gen 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

E' ancora difficile parlare d'altro che della catastrofe della Concordia e dell'angoscia per William e la piccola Dayana, i due riminesi che, mentre scrivo, risultano ancora dispersi. A meno di un mese dall'anniversario della scomparsa di Elvira Casadei, l'avvocata riminese perita nello tsunami del 2004, che per qualche giorno rimase nel registro dei dispersi, riviviamo la stessa apprensione, nella speranza, sempre più fioca, di un esito meno tragico. 
I riminesi sono giramondo, si sa, soprattutto in inverno. Pur attaccatissimi alla loro città, colgono tutte le occasioni per mettere un cornetto fuori stagione al caro vecchio mare di casa. Non sono certo loro a mandare in crisi le agenzie di viaggio, anche se sono sempre più numerosi i cacciatori di last-minute in rete. E' statisticamente inevitabile che anche Rimini paghi il suo tributo alle (fortunatamente rare) disgrazie che colpiscono i luoghi del turismo globale, dalle spiagge della Thailandia alle grandi navi da crociera, considerate così sicure e a prova di incidente che spesso vengono proposte alle famiglie con bambini come alternativa al solito villaggio vacanze, di cui sono la versione galleggiante. 
Ma quando scopriamo che in una sciagura come quella di Phuket del Giglio è coinvolto qualche riminese, adulto o bambino, è come uno shock collettivo. Reso più acuto dal fatto che anche Rimini è un luogo, seppure un po' appannato, del turismo di massa. Noi cresciamo fra alberghi, stagionali, balli di gruppo e animatori, l'accoglienza ce l'abbiamo nel sangue e ci sentiamo a casa nostra, più di altri viaggiatori, in qualunque resort o spiaggia o crociera del mondo. Ci fidiamo, perché sappiamo come funziona la baracca, il turismo ce l'abbiamo nel Dna. Che succeda qualcosa a noi, gli anfitrioni d'Europa, quando indossiamo una volta tanto i panni dell'ospite, oltre che una disgrazia sembra un tradimento. 

mer 25 gen 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Uno dei peggiori difetti della nostra cultura nazionale è l'oscillazione drammatica tra disperazione ed euforia. Anche se andiamo poco a teatro, siamo il paese della tragedia (in particolare lirica) e della commedia (in particolare dell'arte). Anzi, forse non andiamo a teatro perché lo facciamo quotidianamente. 
Questo carattere italico dovrebbe farci preoccupare per la tanto conclamata 'seconda fase' dell'esecutivo 'd'emergenza'. 
Prendiamo i tassisti. Certamente, i prezzi dovrebbero essere ritoccati verso il basso, e i margini di guadagno sono ancora troppo alti (quelli veri). Un taxi non può essere una rendita. Il taxi deve essere accessibile anche in provincia e agli anziani, non solo a chi si fa rimborsare dall'azienda. Il taxi deve essere un mezzo di trasporto come gli altri. Bisogna sfruttare il vantaggio che, mentre il biglietto del bus si moltiplica per i viaggiatori, il taxi si divide. Ci sono molte soluzioni. Per esempio abbonamenti su tratte fisse fatti a gruppi di 3-4 persone che ogni giorno alla stessa ora vanno e tornano dal lavoro. Internet può servire a trovare persone dello stesso quartiere o strada che fanno quotidianamente lo stesso percorso. 

gio 12 gen 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Riceviamo e pubblichiamo:

buonasera
noto che nel numero 677  manca il commento dell'arresto dei 18 tunisini spacciatori del 20.12, tunisini arrivati e accolti in Italia con il titolo di "liberatori".
Spero di leggerla nel prossimo numero.
Grazie per l'attenzione.
Paolo Rossi

Grazie a Lei per la segnalazione. Ma possiamo, per completezza dell'informazione, aggiungere qualche dettaglio? Per esempio, che l'operazione anti-spaccio si è svolta nel Borgo Marina di Rimini. Dove era stata vivacemente sollecitata prima, calorosamente applaudita poi, innanzi tutto da un comitato composto in gran parte da stranieri, in maggioranza Bengalesi. 
E proprio in questo giorni nel Borgo Marina sono partiti nuovi lavori per i marciapiedi e l'illuminazione, mentre altri sono previsti per piazzale Cesare Battisti e via San Nicolò. Opere sollecitate dai residenti, italiani e stranieri, anche durante una festa multi-etnica che aveva posto fine all'ennesima speculazione  a sfondo non certo universalista.
Ma torniamo al signor Rossi: non Le viene il dubbio che con un reato non c'entri un bel nulla sia dove è nata la vittima, sia da dove arriva il colpevole? 
Prendiamo l'orrendo delitto di Roma, l'uccisione di un padre e della sua figlioletta che teneva in braccio. Agghiacciante il fatto, ma le reazioni? Di ora in ora, secondo le piste imboccate dalle indagini, l'indignazione cambiava addirittura colore politico. "Gli assassini parlavano italiano, anzi romano": sdegno anti-razzista dalle parti della sinistra: vedete come ammazzano i cinesi solo perché stranieri? Ma appena trapela che la povera madre superstite avrebbe fatto cenno ad aggressori slavi, è dalle parti della destra che, tirato un sospiro di sollievo, si può dar via libera al l'esecrazione: vedete, siamo alle solite, dall'est importiamo solo delinquenti, Che si consolida quando viene spiccato il mandato di fermo verso due magrebini. 

 

gio 12 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Giunto alla XXXIII edizione, il SIGEP - Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria e Panificazione Artigianali, che si svolgerà a Rimini Fiera dal 21 al 25 gennaio, si conferma la fiera più importante al mondo nel settore della gelateria artigianale, e ìvetrina europea primaria del dolciario artigianale consolidando il suo posizionamento anche nel settore della panificazione artigianale.
In rassegna tutte le novità quanto a materie prime e ingredienti, impianti e attrezzature, arredamento e servizi per gelateria, pasticceria e panificazione artigianali.
Sezioni tematiche, concorsi internazionali e campionati, dimostrazioni, corsi e seminari di aggiornamento, esposizioni, concorrono a farne un unico grande evento.

gio 12 gen 2012 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

"Come sono eleganti i cani qui a Rimini!" si meraviglia l'amica milanese a passeggio per Piazza Tre Martiri. La guardo sospettosa, chiedendomi se il complimento non sia un'offesa mascherata. Sinceramente, non mi ero mai accorta che i cani malatestiani fossero più eleganti di quelli di altre città. Mi è capitato di vedere cani nelle mie recenti trasferte a Milano o a Roma, e come eleganza mi pare fossimo lì. Diciamo pure che una gattofila non è un giudice imparziale in materia di stile canino, convinta com'è che, quanto a naturale eleganza, il felino più derelitto ripescato da un bidone distacchi di varie lunghezze un pluridecorato levriero afghano. Ma la mia amica, una giornalista cosmopolita ed esperta di mode, nonché amante dei cani, non si riferiva all'andatura, alla purezza di linee o ai "bau" particolarmente melodiosi, ma proprio all'abbigliamento. 
Ha notato chihuahua in bomber, bassotti in loden e yorkshire impellicciati con giacchini delle dimensioni di un toupet. Per non parlare degli accessori, guinzagli e toy-bag, debitamente coordinati e firmati. Nemmeno nella Fifth Avenue, assicura la mia amica, si vedono cani così in ghingheri. Ho sempre dubitato che vestire i cani sia una delle moderne opere di misericordia corporale. Di solito mi si replica che alcune razze di piccola taglia e dal pelo rado hanno un oggettivo bisogno di essere protette dal freddo. E allora mi domando chi abbia avuto la diabolica idea di selezionare cani che congelano a otto gradi centigradi. Dovrebbe esserne consentita la vendita solo nelle zone tropicali, dove potrebbero girare tutto l'anno nudi come mamma cagna li ha fatti

gio 12 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Si parla molto di immigrazione, di integrazione nella società e nel mondo dello studio e del lavoro. I giovani immigrati di seconda generazione devono affrontare la differenza tra la cultura di origine e quella del nuovo paese, oppure la differenza tra il modo di pensare in famiglia, molto legato alla tradizione del loro paese, e il modo di vivere dei loro coetanei, modi spesso contradditori per gli immigrati di nuova generazione. Questi problemi, legati anche ad un'età così detta "difficile", come sono affrontati dai giovani e come li aiuta la società italiana? I giovani italiani sanno che esiste uno spazio dedicato a loro, che possono frequentare e avere un sostegno da parte del servizio sanitario di Rimini. Anche i giovani stranieri conoscono questo spazio, perché il servizio è aperto a tutti. Nei nostri paesi spesso mancano servizi di questo genere ed è importante che i ragazzi sappiano che qui esiste un punto dove possono essere aiutati a capire e conoscere se stessi.
Cos'è lo "Spazio giovani"?
E' un servizio rivolto a ragazzi/e di età compresa tra 14-21 anni per avere informazioni e consulenza su tematiche psicologiche e relazionali (problemi ginecologici, contraccezione, gravidanza), vengono attuati interventi di educazione sanitaria e sessuale.

gio 12 gen 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Gli eventi legati al governo nella Repubblica italiana hanno da sempre lo stesso andamento. Per tempi lunghissimi Parlamento ed Esecutivo si gingillano in discussioni interminabili e producono leggi per lo più inutili o semplicemente dovute. Poi, di colpo, ci si accorge che c'è un'emergenza e allora le leggi fioccano come frustate sulla schiena dei sudditi, senza quasi il tempo di fiatare.
Il continuo ripetere che la democrazia non è sospesa da parte di chi ha architettato e sostiene questo governo è il tentativo di convincerci che è così. Ma non è vero.
La democrazia non sta nel rispetto formale della Costituzione.
La Costituzione è uno strumento della democrazia, ma non la edifica da sola. La Costituzione dice che il popolo elegge il Parlamento, e il Parlamento vota un governo. Con questi strumenti si ottengono i veri obiettivi: l'alternanza dei governi contro la dittatura e il potere dei programmi e non degli uomini. La Costituzione non può obbligare all'alternanza. Questo significa che un Parlamento può avere sempre la stessa maggioranza e lo stesso governo? In teoria sì. In pratica no.
La Costituzione può dire che una maggioranza deve proporsi con un programma e che i governi si valutano in base al rispetto di esso? No, non può farlo perché è impossibile definire in termini di legge un programma e come si debba rispettare.
Ma una Costituzione democratica serve proprio a consentire il cambio di governo senza morte né violenza. In Corea del Nord e nell'URSS di Stalin solo la morte poteva cambiare il dittatore. Eppure si votava. In Cile e nella Spagna di Franco idem. In Egitto e in Libia solo la violenza ha potuto portare al cambiamento. Eppure si votava. 

gio 12 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Babbo Natale quest'anno ci ha portato un cane o un gattino? Certo entrerà a far parte della famiglia a tutti gli effetti, regalando affetto disinteressato e benessere mentale e fisico. In cambio, andrà trattato con rispetto e attenzione per tutelarne la salute e renderne sicura la coabitazione con gli amici umani. «Innanzitutto» ci spiega la dott.ssa Rita Tonelli della Farmacia Comunale n. 2, «la scelta dell'animale da portare a casa andrebbe sempre fatta in relazione agli spazi e alle situazioni familiari. E curando l'igiene e l'alimentazione dei nostri amici a quattro zampe (evitando ad esempio il consumo di carne cruda) si può tranquillamente convivere, godendo della loro compagnia e del benefico effetto soprattutto per i bambini - che andrebbero educati sin da piccoli alla presenza e al rispetto degli animali - e per gli anziani; a questo proposito i cardiologi raccomandano la passeggiata quotidiana con il cane come prevenzione delle patologie cardiovascolari. Personalmente ho avuto sempre la compagnia dei gatti fin dall'infanzia e non saprei vivere felicemente senza di loro!» Qualche "istruzione per l'uso"? «Tenendoci alle specie più comuni, per quanto riguarda i cuccioli di cane e gatto occorre un'attenzione particolare ad integrarne l'alimentazione con prodotti specifici per la crescita e lo sviluppo, per prevenire ad esempio problemi di rachitismo o alle articolazioni. Sotto il profilo della prevenzione è necessaria una visita veterinaria preliminare per la profilassi delle parassitosi intestinali, cui seguiranno le vaccinazioni consigliate. Per i gatti si tratterà di vaccini unici per leucopenia e forme respiratorie ed eventualmente per leucemia in caso di animali con contatti esterni, per i cani dei vaccini contro cimurro, epatite e leptospirosi.

gio 12 gen 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Gli eventi legati al governo nella Repubblica italiana hanno da sempre lo stesso andamento. Per tempi lunghissimi Parlamento ed Esecutivo si gingillano in discussioni interminabili e producono leggi per lo più inutili o semplicemente dovute. Poi, di colpo, ci si accorge che c'è un'emergenza e allora le leggi fioccano come frustate sulla schiena dei sudditi, senza quasi il tempo di fiatare.
Il continuo ripetere che la democrazia non è sospesa da parte di chi ha architettato e sostiene questo governo è il tentativo di convincerci che è così. Ma non è vero.
La democrazia non sta nel rispetto formale della Costituzione.
La Costituzione è uno strumento della democrazia, ma non la edifica da sola. La Costituzione dice che il popolo elegge il Parlamento, e il Parlamento vota un governo. Con questi strumenti si ottengono i veri obiettivi: l'alternanza dei governi contro la dittatura e il potere dei programmi e non degli uomini. La Costituzione non può obbligare all'alternanza. Questo significa che un Parlamento può avere sempre la stessa maggioranza e lo stesso governo? In teoria sì. In pratica no.
La Costituzione può dire che una maggioranza deve proporsi con un programma e che i governi si valutano in base al rispetto di esso? No, non può farlo perché è impossibile definire in termini di legge un programma e come si debba rispettare.

gio 12 gen 2012 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

La mamma dei cretini, che come dice il proverbio è sempre incinta, in passato era solita sospendere la sua deleteria figliatura da Natale all'Epifania, mentre quest'anno non l'ha fatto.

Ecco perché Sgarbi ha appena indetto un concorso per sole donne dai 25 ai 45 anni. A miss qualcosa? No, a vicesindaco di Salemi, la masochista città siciliana che l'ha eletto Sindaco; e che ora avrà un vicesindaco di adeguata levatura: 90-60-90. 
Notevole pure l'exploit di uno "sgarbiano della sottospecie coatta", il Corona monumento alla scemenza maschile, fidanzato a un'attricetta che a sua volta lo è all'insulsaggine femminile. Non contento di andare prima o poi in galera per un'infinità di altri reati, s'era messo a frodare le Autostrade con uno stratagemma diabolico e insieme stupido: diabolico, perché passando il casello Telepass con la sua "sborona" Bentley attaccata all'auto che la precedeva, evitava di pagare il pedaggio; stupido, perché la sua testa di paparazzo non immaginava l'esistenza delle telecamere di servizio.
Alla suddetta mamma hanno però dato le maggiori soddisfazioni i caporioni della Lega, che non più assillati dall'obbligo governativo di fingere un barlume di civile normalità, oggi alternano scomposti bivacchi parlamentari al felice ritorno a sguazzare nei maleodoranti pantani della loro inventata "padania", osannati da una marmaglia ragliante a cui non manca mai lo scemo che esibisce un ridicolo copricapo con le corna. 

lun 09 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Young immigrants of second generation have to face the difference between their original cultural and that one of the new country, or the difference between their family way of thinking, deeply linked with the tradition of their country, and the way of life of their peers. How young people, in this difficult age, faced this problems and how Italian society help these youngs? Young Italians know that exist a place for them, where have a support from Rimini's Health Service. The young foreigners know this place, because the service is everybody.
What is "Spazio Giovani"?
It's a service for young in an age between 14-21 years old, where can have information and consulence about psycological and relational themes (gynecological problems, contraception, pregnant), and receive an education about health and sex. 
Who is working there?
Qualified persons: social assistent, psychologist, midwife, gynecologist, health assistant, sociologist and dietist who can talk with you with trust and serenity.
Who is this service for?

mer 21 dic 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Anche da noi c'erano le "vedette", come nei Quartieri Spagnoli. Ma sorvegliavano i quartieri della Marina e non per avvistare le retate della polizia, ma quelle della "Sienda", intesa come Azienda di Soggiorno. Quando all'orizzonte si profilava l'uomo della Sienda, era il fuggi fuggi. Perché tutti in estate vivevamo come in Russia, applicando la formula della coabitazione: la famiglia si restringeva in metà della casa, per ospitare i "forestieri" nell'altra metà. Ma alcuni erano ancora più avanti: andavano a vivere nel garage - rigorosamente abusivo - o perfino nei capanni di legno recuperati dalla spiaggia e piazzati in giardino, riuscendo così a stipare in casa non una, ma due, tre famiglie in affitto. Allo squillare dell'allarme, scattava l'occultamento di tutti questi ospiti fantasma. L'uomo della Sienda non si accorgeva di niente, o fingeva di non accorgersene. E la maledetta tassa di soggiorno era ancora una volta scavidata, evitata. E scavidata per sempre, quando un bel giorno fu abolita. E invece, rieccola, la tassa. Il turismo non è più quello degli affittacamere in nero e si abbatterà quasi esclusivamente sugli alberghi. Come volevasi dimostrare, nessun sindaco della riviera - tranne quello di Bellaria - ha potuto farne a meno. A Rimini il via libera ufficiale è arrivato solo ieri, ma che la tassa di soggiorno sarebbe stata applicata era sicuro. Per togliersi gli ultimi dubbi, bastava guardare le cifre del bilancio comunale: 151 milioni di debito, che fanno più di mille euro ad abitante.  Il che ci colloca al 41mo posto in Italia e in una poco invidiabile terza posizione in regione dietro Forlì e Ferrara. L'imposta sarà applicata dal primo di aprile. Non graverà oltre i sette giorni di permanenza, ne saranno esentati i bambini sotto i 12 anni e sarà calibrata in base alla classificazione degli hotel: da 70 a 90 centesimi per quelli a una stella, da 1 euro a 1,50 per i due stelle, da 1,50 a 2,50 per i tre stelle, fino a 3 euro per i quattro stelle, fino a 4 per i cinque stelle.

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Una settimana fa a Firenze venivano uccisi due uomini di origine senegalese ed altri tre feriti, il movente è uno dei più abbietti, l'odio razziale. Siamo nel terzo millennio e questo virus letale dei rapporti umani è ancora potente e tragicamente mortale e la nostra società benché tollerante e pacifica non è affatto immune. Il tragico fatto è avvenuto a Firenze, in Toscana regione accogliente, all'avanguardia nell'integrazione delle varie culture. Sono molti, e noi fra loro, coloro che sperano, si augurano che quanto accaduto sia un fatto isolato frutto di una mente malsana, di uno squilibrato, perché è difficile ammettere che una persona che vive nel nostro stesso paese possa arrivare a tanto. I predicatori d'odio purtroppo sono tuttora presenti nella nostra società e sfruttando il malcontento e le frustrazioni, coltivano quel terreno che darà solo frutti avvelenati di intolleranza e razzismo. E' utile ricordare che qui a Rimini, a Viserba, alla fine di ottobre del 2009, avvenne un attentato contro una residenza di senegalesi, un motorino venne fatto esplodere, un gesto xenofobo ultimo di una lunga serie di angherie ed intimidazioni.

mer 21 dic 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Babbi Natale appesi alle ringhiere, parte seconda. Ne avevo già parlato in questa rubrica cinque anni fa, sicura che si sarebbe trattato di una botta passeggera di cattivo gusto. Il 2006 era l'ultimo scorcio di vacche grasse prima della catastrofe. Di scricchiolii se ne sentivano già, ma adesso che è tutto un crac quella sembra la Belle Epoque. 
Retrospettivamente, il Babbo Natale miniaturizzato che si arrampicava sui balconi come un topo d'appartamento, nato probabilmente come scanzonata demitizzazione della più trita icona delle feste, era un inquietante presagio di ciò che ci aspettava. Oggi fa pensare al pensionato 85enne arrestato in Piemonte per aver tentato di rapinare due uffici postali. «Ho dovuto farlo,» ha spiegato alla polizia, che anziché imprigionarlo gli ha offerto il pranzo, «la pensione non mi basta per mantenere la famiglia», nel suo caso composta da moglie extracomunitaria (nullafacente e molto più giovane, si presume) con genitori e fratelli. Per il piccolo clan il vecchietto probabilmente rappresentava da anni Babbo Natale; poi si sa come sono i parenti delle mogli giovani, gli dài un dito e ti chiedono il braccio, e sotto questo aspetto il vecchietto piemontese aveva gli stessi gratta capi del Presidente della Camera Fini con la famiglia Tulliani. (Considerato il numero di anziani riminesi che si riaccompagna con signorine straniere dal folto parentado, anche i nostri uffici postali dovrebbero stare all'erta.) 

mer 21 dic 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Quello che rende tristi, nel vedere dei paesi normali, e nel paragonarli alla povera Italia di questi anni, è esattamente il fatto che sono normali. Nessuno infatti si meraviglia se i treni non sono sporchi, che i pendolari trovino un posto a sedere, che se per strada devi buttare una carta ci sia un cestino nel raggio di venti metri, e che non sia rigurgitante di mondezza, che nelle città vi siano parcheggi sotterranei e le strade dei centri storici non siano ricoperte di auto, soprattutto se antichi e ricchi di edifici monumentali. E se i trasporti urbani, bus, tram e metro, sono puntuali, nuovi, puliti, anche questo è normale, come lo è se le stazioni ferroviarie sono moderne, si accede ai binari, sopraelevati o sotterranei, con scale mobili, e vi sono tutti i servizi che servono ai viaggiatori: negozi, ristoranti, caffé, fast food. Inoltre, cosa mirabolante, è normale che non devi fare la fila al bar, il cibo non è regolarmente più cattivo che fuori, e, miracolo, non costa il 30% in più come in Italia, dove se viaggi sia in treno sia in autostrada devi patire cibo pessimo e prezzi alti. 
In questi paesi normali, e ciò è veramente curioso, gli immigrati sono molti: africani, italiani, arabi, ma non ci sono quei venditori abusivi che chiamiamo vu cumprà. E che sembrano un arredo inamovibile delle nostre città, soprattutto di quelle che dovrebbero dare lustro al paese: davanti ai negozi di lusso di Roma, Venezia, Firenze, vengono vendute le copie contraffatte delle stesse merci esposte nelle vetrine. Eppure, i paesi normali non sono razzisti: gli immigrati sono normali cittadini. Come faranno? L'italiano si meraviglia di tutta questa normalità.

mer 21 dic 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Il desiderio di farvi gli auguri sarebbe forte e sincero, cari lettori, ma il magro effetto che ha sortito negli ultimi tempi consiglierebbe che lasciassi perdere; o, per non affogare nel "pessimismo della ragione" gli ultimi brandelli di speranzoso ottimismo, che facessi ricorso alla saggezza scaramantica di quel "se deve andar peggio vada pure così", che da bambino sentivo dire spesso a genitori e nonni.
A guardar bene, però, una cosa positiva il 2011 ce la lascia: la dipartita di Berlusconi. Auguriamoci pertanto che il 2012 continui l'opera, iniziando a togliere di mezzo un po' del "berlusconismo" cresciuto a dismisura in questi anni. Debellando così una "pandemia" i cui primi focolai, sia pure sotto il nome di "craxismo", iniziarono a contagiare l'Italia già prima della ferale "scesa in campo" dell'allora disperato padrone della Fininvest, che nel decennio di spadroneggiamento a Palazzo Chigi è poi riuscito a ricavarne una patologia sociale "pro domo sua", che ha alterato il comune sentire di tanti Italiani.
Per almeno due ragioni è fondamentale che questo augurio si realizzi. La prima è che, in caso contrario, anche se Monti (o chi dopo di lui) riuscirà ugualmente a imprimere un po' di quella "crescita" tanto invocata e necessaria, si tratterebbe però di una crescita a metà, in grado di dare qualche sollievo al corpo debilitato, ma non certo all'animo sofferente, di questo Paese malato; dove le grida di dolore di chi patisce per non potersi permettere l'iPhon ultimo modello sono spesso più forti, e più ascoltate, della dignitosa lamentazione di chi non riesce a finire il mese con la sua magra pensione. La seconda è che si tratta di augurio a far sì che il fantasma del berlusconismo non continui a sopravvivergli, finendo prima o poi col procurare alla nostra convalescente democrazia la "ricaduta" di qualche altro "riccone della provvidenza" pronto a "scendere in campo".

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Fabbri Franca

Poco tempo fa ho scritto di una ragazza che, nel suo negozio appena aperto, munita di ago e filo si era messa a cucire orli, ad accorciare, stringere gonne e pantaloni, traendo da questa attività successo e compenso.
La cosa ha destato sorpresa, poiché ago e filo sono strumenti quasi caduti in disuso. Oggi, infatti, non c'è più tempo neanche per attaccare un bottone e così si eliminano in fretta capi di vestiario sostituendoli con dei nuovi. Figurarsi quanto può stupire l'attività del ricamo!
Eppure da qualche anno esiste una volenterosa associazione, "Rimini Ricama" che si occupa di quest'arte e ogni anno organizza corsi per insegnarla e non solo, ogni anno, in sedi prestigiose della nostra città, allestisce la mostra degli incantevoli lavori realizzati, come quelli visti qualche settimana fa nel Palazzo dell'Arengo.
Non mi aspettavo di vedere cose così preziose, raffinate, originali, poggiate su mobili, strumenti, suppellettili d'antiquariato, un allestimento scenico di grande fascino ed eleganza, che nel magnifico salone medioevale faceva una gran figura. Alle pareti "vedute" di paesi della Valmarecchia che davano colore e calore d'unione, poi lo sguardo gaudente si poteva poggiare su tavole apparecchiate con preziose argenterie, cristalli e tovaglie ricamate, su sedie sospese in fila alla pareti munite di ricchi cuscini; non mancava, al centro del salone, sotto il trecentesco crocifisso, l'altra tavola, quella religiosa, sacra: l' altare, coperto da una bianca "tovaglia" dall'impalpabile ricamo, leggero come un soffio, a lungo rimirato anche da una suorina.

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Tra le novità più importanti della manovra Monti, spicca "la nuova Ici" che si chiamerà Imu. La tassa si pagherà già dal 2012. Non tutto è ancora definito in sede legislativa, ma intanto ci si può fare qualche idea con l'aiuto del Dott. Roberto Galimberti, esperto in materie commerciali presso CNA.
Dott. Galimberti, come si calcola l'Imu?
"L'imposta si basa, come gran parte della fiscalità del mattone, sui valori di estimo catastale dell'immobile. Il modo più semplice per calcolarla è vedere l'ultima dichiarazione dei redditi in possesso del contribuente, ricavare il valore dell'immobile, e moltiplicare quest'ultimo per 160. Così si ottiene il valore imponibile".
Come si arriva all'imposta?
"E' data facoltà ai Comuni di variare l'aliquota. Nello specifico, occorre aspettare la delibera del Comune in cui è ubicato l'immobile per conoscere quale aliquota verrà applicata. In teoria le amministrazioni avrebbero tempo fino al 31 dicembre prossimo per comunicare le loro decisioni, ma è scontato che otterranno una proroga. Se l'immobile ha le caratteristiche dell'abitazione principale, se si tratta cioè della casa in cui il contribuente risiede, il Comune potrà applicare un'aliquota tra lo 0,2 e lo 0,6 %; l'aliquota indicata come standard dal decreto è lo 0,4%. Dall'importo così ottenuto bisogna detrarre 200 euro e ulteriori 50 euro per ogni figlio con meno di 26 anni a carico e convivente. L'importo massimo della detrazione ottenibile è di 600 euro".

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da

Giorgio Brigliadori faceva parte di un mondo ormai scomparso, tanto affascinante quanto lontano nel tempo... quando "certi" negozi erano luoghi leggendari ed eterni (nato nel 1928 aveva aperto il suo Emporio nel 1949), gestiti da appassionati talmente esperti e coinvolti dai propri prodotti da divenirne loro stessi sinonimo. Egli era certamente tra questi e ha cresciuto generazioni di riminesi che quando lo vedevano ("se" lo vedevano, perché di denaro ne girava pochino e spesso le promesse venivano dissolte da una marachella o dalla semplice difficoltà economica) voleva dire che un premio, un compleanno o un'ambita festività era nell'aria. Voleva dire che un premio, un compleanno o un'ambita festività era nell'aria. 

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Via libera dell'Ato al piano fogne presentato dal comune di Rimini. Il sindaco Gnassi prevede un investimento da 49milioni di euro, già finanziati, per il raddoppio del depuratore di Santa Giustina (26 milioni) e il risanamento di Rimini Isola (6milioni) con inizio lavori nel 2012 e dorsale Nord (17 milioni) nel 2013.
"Andremo a mettere a posto 8 scarichi su 11 - ha detto il sindaco - e ridurremo gli impatti sul mare degli altri 3". In un secondo tempo sci saranno interventi per 30milioni di euro: 15 provenienti dal piano dei lavori pubblici e 15 dalle tariffe in bolletta. Per i rimanenti 57milioni verranno attivati rapporti con Regione, Stato ed Europa. Resta in ballo l'ipotesi di vendere la rete del gas. D'accordo tutti gli altri comuni, meno Bellaria.

mer 07 dic 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il famoso bicchiere mezzo pieno ci dovrebbe spingere a vederla così: dopo il primo tempo del rigore, per l'equità e la crescita aspettiamo il secondo e il terzo. C'era l'urgenza di metterci a posto per non essere noi l'iceberg che rischia di affondare l'euro. In attesa di vedere se la moneta unica affonderà comunque, qualche considerazione su equità e crescita dovremo pur farla. Considerazioni piccine piccine, dal punto di vista di un residente nella provincia di Rimini. Equità: cioè chi ha di più deve dare di più. Stando alla classifica del Sole 24 Ore, cui facciamo cenno a lato, rientriamo proprio fra coloro che più hanno e dunque più devono contribuire. Ma per continuare a poter contribuire, dovremmo anche continuare a crescere. Fra Ici - pardon, Imu - e Iva, il salasso rischia invece di stenderci. Il turismo pagherà salato in un momento in cui la domanda interna, in piena recessione, non si dirige certo verso l'alto. In compenso per le imprese "a monte della statale" c'è qualche boccata d'ossigeno. E per le banche garanzie più che robuste. Anzi, tanto robuste che una restituzione verso l'utente diventa obbligatoria. Ma ci sono anche dettagli particolarmente irritanti, anche se non drammatici come è apparso in un primo momento. Sono le tasse sulle imbarcazioni, che contrariamente a certi annunci frettolosi pare che saranno graduate con un qualche ragionevole criterio. Resta il fatto che la fuga verso la Croazia è in atto da un pezzo, visto che il turismo nautico in Italia è da sempre considerato un vizio da nababbi. Senza considerare che per ogni yacht da mille e una notte ci sono migliaia di modesti gommonauti, velisti scalcagnati, pescatori della domenica. E che migliaia di famiglie campano sull'indotto. Non su costoro graverà direttamente la nuova imposta di stazionamento, però il "segnale" punitivo verso la passione per il mare è significativo, come se fosse l'unico "lusso" meritevole di sanzione, non solo fiscale ma "morale".

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

È stata presentata in conferenza stampa il 7 dicembre, la quinta edizione di "Non ConGelateci il sorriso", il progetto di prevenzione del bullismo tra i bambini e gli adolescenti della nostra provincia che mette in rete le gelaterie artigianali, la scuola e la famiglia. 
Realizzato da CNA Rimini e Confartigianato Rimini, con la collaborazione dell'Università di Bologna, della Provincia di Rimini, della Camera di Commercio, della Fondazione CARIM e di Rimini Fiera - Sigep, con il sostegno di Mo.Ca, il progetto quest'anno accompagna sei classi delle Scuole secondarie di primo grado per tutto l'anno scolastico. Il focus della V edizione è sulle "buone regole" di responsabilità personale che consentono di costruire rapporti positivi con se stessi e con gli altri. E sulla possibilità di elaborare creativamente il proprio vissuto, per arrivare insieme alle insegnanti alla composizione di racconti. Mettendo insieme gli input offerti dal laboratorio teatrale gratuito condotto come di consueto dall'animatore Marcello Franca, che ha già portato a una serie di "as-saggi" ideati e messi in scena dagli studenti davanti a genitori e compagni, e quelli che scaturiranno dalla partecipazione delle classi, singolarmente, al "Laboratorio delle idee" nel corso del XXXIII SIGEP, dal titolo "Favole per tutti i gusti". Esperienze che offriranno suggestioni e narrazioni buone come l'amicizia e il gelato, per costruire "libri d'artista" da condividere con i coetanei in un workshop che si svolgerà al Teatro del Mare il 14 aprile, poi esposti nelle gelaterie sostenitrici. 

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

自今年11月23号开始, 通过临时接待居留证到达意大利的未成年移民可以驻留120天, 比535/1999号法规第9条规定的90天多30天, 其法规已按照2011年9月27号的内阁主席法令第191条得到修改(其法规按照1998年7月25日第286号法令的第33条第2/2bis点给未成年移民委员会规定任务). 只有在特殊情况下, 120天的限制可以经过未成年委员会提议得到延长. 
120天指不同时期段的总和, 而每个时期段是指入境签证法规定为有效的驻留时间.

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

С 23 ноября несовершеннолетние иностранцы, прибывающие в Италию для визита по солидарности, могут остаться в Италии на время до 120 дней, это на 30 дней больше, чем прежние 90 дней, предусмотренные статьёй 9 Положения n.535/1999, теперь поправленное Указом Председателя Совета министров от 27 сентября 2011 года № 191 (Правило относительно обязанностей комитета для несовершеннолетних иностранцев, в соответствии со статьей 33, пунктами 2 и 2-бис Законодательного декрета от 25 июля 1998 года, № 286).Срок 120 дней также может быть продлен по предложению Комитета для  несовершеннолетних иностранцев, но только в случае форс-мажорных обстоятельств.
В общей сложности 120 дней их пребывания, должно быть суммированно несколькими периодами прибывания, относящихся к фактическому проживанию в календарном году, учитывая нормы въездных виз.

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Il 13 giugno di quest'anno nella Kos di Ippocrate (V a.C.), padre del giuramento considerato il primo testo deontologico della storia della medicina, è stata ratificata la Carta Europea dei principi di Etica Medica, in sedici articoli. Un compendio del corpus attuale dell'etica condivisa, sottoscritto dalle delegazioni di 14 paesi europei, traccia per il futuro codice di deontologia medica. In linea con questo documento e dall'esigenza «di approfondire le questioni etiche e deontologiche legate all'evoluzione tecnica e culturale della professione medica e al rapporto medico/paziente» spiega il dott. Melchisede Bartolomei, consigliere dell'Ordine dei Medici della provincia di Rimini, «abbiamo promosso, nell'ambito dell'Ordine, una "Scuola di Etica medica". Un laboratorio aperto di idee e pensieri che, attraverso corsi e seminari di approfondimento in materia etica e deontologica, dia al medico strumenti di lavoro e di studio per i diversi e concreti problemi che insorgono nell'agire quotidiano della professione.» Il "battesimo" si è tenuto il tre dicembre con il convegno "La professione medica tra etica, bioetica e deontologia". Tra i relatori, il dott. Amedeo Bianco, Presidente FNOMCEO e tra i patrocinatori della Carta di Kos, il bioeticista prof. Sandro Spinsanti e il Prof. Sergio Stefoni, Preside della facoltà di medicina dell'Università di Bologna. 

mer 07 dic 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

In uno degli ultimi articoli avevo scritto che la crisi non è globale ma è localizzata in Europa, Usa e Giappone. Tra l'altro i paesi europei ex socialisti non se la passano affatto male, avendo tassi di sviluppo significativi e i conti a posto. I paesi a rischio sono Grecia, Italia, Spagna e Irlanda, in secondo ordine la Francia. Uniti solo dal non essere di religione protestante, ma tutti cattolici a parte la Grecia. 
E' la crisi degli ex-ricchi, insomma, di quelli che controllavano il mondo. E la crisi è derivata dalla globalizzazione, e la globalizzazione dalla caduta dei regimi comunisti, dal passaggio al capitalismo della Cina e dall'apertura dei mercati.
Tuttavia continuo a leggere qua e là che stiamo assistendo al fallimento del capitalismo. A me pare che sia quasi l'opposto, se avesse senso dirlo. Non ha infatti senso dire che il capitalismo trionfa perché il capitalismo non ha mai avuto alcuna intenzione egemonica, checché credano i suoi oppositori. Il termine capitalismo ha molti significati (vedi Wikipedia). 

mer 07 dic 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dopo le anticipazioni giornalistiche, mentre scrivo cominciano ad arrivare informazioni vere proprie sui provvedimenti contenuti nel decreto appena varato dal Governo. Come tanti, speravo che le indiscrezioni trapelate in precedenza risentissero di un eccesso di "pessimismo previsionale"; anche se qualche aggiustatina c'è stata, direi però che si è trattato di una speranza non andata del tutto a buon fine. C'è ora da augurarsi che l'imminente discussione parlamentare offra qualche ulteriore margine a emendamenti in grado di attenuare quegli aspetti di più accentuata natura "salassante verso il basso".

Si sapeva che non potevano essere rose e fiori, data la situazione ereditata da Monti e le strettoie imposte da un'Europa ancora lontana dall'essere non dico "l'Europa dei popoli", ma neppure "l'Europa del governo collegiale di se stessa"; verso la quale, per di più, il nostro Paese deve scontare la perdita di dignità e di credibilità lasciataci in eredità da Berlusconi, oltre che l'essere diventato focolaio di infezione per tutto il Vecchio Continente.
La più efficace delle "medicine ricostituenti" per l'Italia consisterebbe nell'andare a prendere i soldi soprattutto da chi non ha mai pagato e da chi, proporzionalmente alla sua ricchezza, ha sempre pagato meno di un appartenente all'italica "casta dei paria"; ma come si sa, questo troverebbe in Parlamento l'inciampo dell'ampia maggioranza di vedovi berlusconiani. Ciò premesso, resta il fatto che se i provvedimenti rimarranno invariati, rispetto alla felice formula "rigore ed equità" si coglierà fin troppo bene il rigore, non altrettanto l'equità.
Ma a questo punto mi fermo perché non vorrei, mio malgrado e nel mio piccolo, venire scambiato per un anti-montiano, contiguo agli ectoplasmi di Rifondazione o all'avanspettacolo giornalistico di certi anti-berlusconiani oggi preoccupatissimi di far vedere che però sono bipartisan. Possibile che in questo Paese - tolti Floris, la Gabanelli, la sgraziata bravura dell'Annunziata e qualche altra lodevole eccezione - si debba direttamente passare dal "lecchinaggio" di Scodinzolini, Fede e Mimun, al pomposo reality-giornalismo di Santoro, alle risate dentone della Dandini, alle stizzose simil-inchiestine della Guzzanti che ha perso la vena comica, ai narcisistici orgasmi televisivi recitati da "quanto mi piaccio Travaglio"

mer 07 dic 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Per gli antichi l'Aurora era la "dea dalle dita di rosa". Se noi moderni dovessimo coniare un epiteto per il mese di dicembre, lo chiameremmo «il mese dalle dita di porporina». 
In verità le dita di porporina (e le mani, e i capelli, e buona parte dei vestiti) non le ha dicembre in persona, ma metà dell'umanità occidentale: i bambini, i genitori e gli insegnanti impegnati a confezionare i lavoretti natalizi. Case e scuole diventano un unico, gigantesco laboratorio in cui risuona lo zic-zic di migliaia di forbici arrotondate e lo sch-sch di altrettanti pennelli intinti nella colla, mentre su tavoli e mensole troneggia un esercito di barattoli di polverine sbrilluccicanti nei colori più vari, indispensabili per dare il tocco natalizio ai lavoretti. 
Fino al 24 dicembre una vasta porzione del pianeta è avvolta da una variopinta nuvola di brillantini, visibile anche dal satellite. Perché senza porporina non è Natale. In un Vangelo apocrifo compare anche un quarto re mago, molto somigliante a Giovanni Muciaccia di Art Attack, che offre al Bambinello un vasetto di porporina. «Grazie, ma la maestra la voleva ai primi di dicembre, non all'Epifania,» risponde la Madonna, un po' seccata, «e comunque l'ho già comperata io alla Moderna».
La porporina è altamente contagiosa. Le particelle di cui è composta sono poco più grandi del virus dell'influenza, ma si diffondono con più facilità. Se stai a contatto con bambini in età scolare in luoghi chiusi, ti becchi di sicuro la porporina in forma acuta - ovunque. Se starnutisci, la diffondi tutto intorno a te e l'attacchi ai tuoi vicini. Oppure non ti accorgi di averla perché non vedi nessuna traccia; ma quando torni a casa, infili la mano in tasca per cercare l'accendino e la tiri fuori tutta dorata come quella di una vittima di Goldfinger o azzurra-fluo come quella di un Na'vi, e per una settimana il tuo parquet scintilla più del pavimento della fatina Trilli. 

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

L'Onu ha proclamato il 2012 "Anno Internazionale dell'Energia Sostenibile per tutti", mentre a Rio de Janeiro si terranno le celebrazioni per il ventennale della Conferenza della Terra.
Due ricorrenze che Gruppo SGR ha intenzione di onorare al meglio, coinvolgendo le scuole del nostro territorio. La multiutility riminese ha perciò proposto alle scuole primarie e secondarie superiori di II grado il progetto "Sostenibilità, la strada del futuro", per ripercorrere assieme ai ragazzi le origini del concetto di Sviluppo Sostenibile, richiamando le ragioni di tale sforzo, mostrando i passi fatti e gli indirizzi futuri.
Gli studenti, in modo differenziato per i diversi gradi scolastici, saranno accompagnati in un percorso di conoscenza e di esperienza nell'ambito della sostenibilità. Il percorso didattico si sviluppa durante l'intero anno scolastico e si conclude con una mostra dei lavori realizzati nelle scuole allestita al Palazzo dell'Arengo dal 10 marzo al 1° aprile 2012. 

mer 23 nov 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

C'è quello spot che vediamo in questi giorni, quello del Marocco che è "pronto sotto ogni aspetto" ad accogliere gli investitori stranieri. Be' il Marocco non è l'unico ad essere così "pronto". Sono addirittura prontissime Mongolia, Zambia, Albania: tutte nazioni che risultano molto più attraenti dell'Italia agli occhi di un imprenditore.
A dirlo, purtroppo, non sono solo gli spot. Lo conferma la Banca Mondiale nel suo rapporto «Doing Business in a more transparent world - 2012» ("Fare affari in un mondo più trasparente"), che valuta le condizioni che trovano le imprese Paese per Paese. L'anno scorso l'Italia si era piazzata 83esima su 183 stati; nell'ultimo rapporto siamo scivolati all'87esimo posto. 
Si badi bene: la Banca Mondiale non valuta la competitività considerando fattori come i bassi salari, la flessibilità, la libertà di licenziare o altre "marchionnate". E nemmeno se vigono norme troppo occhiute sulla sicurezza, o se imperversano criminalità e corruzione. No. I dieci parametri che vengono utilizzati riguardano tempi, costi e burocrazia necessari per avviare un'impresa, accedere al credito, ottenere un allacciamento elettrico o i permessi per costruire, pagare le imposte, stabilire chi ha ragione o torto in una causa commerciale. Insomma, quelle classiche cose che oggi è di moda definire "né di destra né di sinistra". 
Ebbene, secondo questi criteri a vincere è Singapore, seguito da Honk Kong, Cina, Nuova Zelanda, Usa e Danimarca. In Europa, il Regno Unito è al settimo posto, la Germania al 19esimo, la Francia al 29esimo. Dietro di noi c'è solo la derelitta Grecia (il che forse spiega tante altre calamità).
Andare nel dettaglio è come rigirare il ferro nella piaga per chi fa impresa in Italia e ogni giorno deve chiedersi perché deve perdere tanto tempo in altre faccende. Una causa commerciale, che in Francia dura in media 330 giorni e 390 in Germania, da noi ne richiede di norma più di mille. In Germania dopo aver firmato il contratto si ottiene un allacciamento elettrico entro due settimane; in Italia, entro 6 mesi. Chi spedisce merci per nave, le saprà a destinazione dopo 20 giorni se si sono utilizzati porti italiani o ellenici, mentre in Germania e Inghilterra basta una settimana.

mer 23 nov 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«Ma sei tu che mangi tutti quei biscotti?» scherza il nonnetto in fila dietro di me alla cassa del Conad a un collega più o meno suo coetaneo. Lui ride: «Ma no, sono un pensierino per la donna che viene a fare i lavori da me. Glieli regalo per i suoi bambini, e lei è più contenta che se le dessi dei soldi extra.» «Toh, che buona idea, li compro anch'io». 

Dialoghi tra anziani vedovi non ancora in zona badante, abbastanza autonomi da farsi la spesa da soli ma non per tener dietro alla casa, ammesso che un uomo sia mai in grado di farlo. E' uno strano mix - molto romagnolo, molto d'altri tempi - fra spilorceria e gentilezza: ti sembra doveroso un piccolo segno di considerazione verso la domestica, ma vuoi spendere il meno possibile, sia perché vivi della tua pensione (che non è quella da ex parlamentare) sia perché non vuoi creare obblighi e imbarazzi né a te stesso né a alla donna. 
Per una madre di famiglia, magari immigrata, che lavora a ore per mandare avanti la famiglia, non è certo umiliante accettare la garbata offerta di un pacco di dolcetti per i suoi figli: si sa come sono i bambini, anche quando hanno tutto certe cose fanno sempre gola. Un sacchetto di biscotti in offerta al supermercato costa meno di due euro, ma come regalo vale molto di più, perché presuppone un pensiero, un piccolo sforzo di mettersi nei panni di chi lo riceve. 
Non so se il vecchiett

mer 23 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dall'enorme rissa politica di questi ultimi giorni una sola cosa è emersa in maniera chiara e schiacciante, siamo sotto esame.
Di chi? Perché?
Di chi: di francesi e tedeschi. Perché? Perché è più semplice guardare la pagliuzza nell'occhio del vicino che la trave nel proprio.
Purtroppo queste considerazioni non sono utili nella situazione attuale, per quanto giuste possano essere. L'unica cosa certa come disse il grande Churchill è che ci sarà da sudare sangue per i prossimi anni.
Cosa si devono aspettare le imprese ed i cittadini dallo stato per il prossimo triennio: poco o, molto più probabilmente, niente. Nel senso che soldi per le incentivazioni sulla riqualificazione energetica degli edifici o sulla produzione energetica da fonti rinnovabili ce ne sono veramente pochi e tutti o quasi verranno assorbiti dal Conto Energia, che per i prossimi tre anni dovrà essere il motore trainante di un'economia che altrimenti boccheggia.
La speranza che sempre alberga è che si trovi qualche centesimo di euro da investire sul calore oltre che sull'energia elettrica. Ma il vecchio governo aveva adottato su questo punto una tattica dilatoria, che il nuovo governo ha già calzato come una comoda scarpa. Pertanto da quel fronte nessuna nuova ci aspetta fino al 2012.
Allora speriamo nelle istituzioni locali, che decidano di raschiare il fondo del proprio scarso barile investendo quel che trovano per promuovere l'economia locale, mentre contemporaneamente decidano di dare quello scappellotto di incoraggiamento alle banche affinché decidano di riavviare il motore ormai fermo di mutui e fidi per le imprese.

mer 23 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Con i suoi 61 anni, è la più "antica" manifestazione fieristica riminese. E nel panorama internazionale è unico evento con l'albergo al centro. E' il SIA GUEST, Salone Internazionale dell´Accoglienza: un mix unico  di  innovazione, tendenze, atmosfere e approfondimenti che si terrà quest'anno dal 26 al 29 novembre.
SIA GUEST è un' occasione irrinunciabile per scegliere i prodotti e i servizi , per approfondire i temi più attuali,  confrontarsi con un mercato in continua evoluzione e guardare agli scenari futuri dei luoghi dell'ospitalità. Ricchissimo il programma di mostre, convegni, seminari e iniziative speciali.

Dal 27 al 29 novembre Rimini Fiera ospiterà anche PARK SHOW, mostra delle attrezzature per parchi tematici, parchi acquatici, fec e luna park.

mer 23 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

La Provincia ha deciso: il premio "Made in Rimini 2011" andrà ad Antonio Benzi, 73 anni, ingegnere e storico dirigente della Valdadige costruzioni di Verona, colosso che fattura 120 milioni di euro all'anno. Ma Benzi ha lasciato il segno nella sua terra come costruttore al servizio del turismo. Prima, con l'azienda di famiglia, realizzando le cabine prefabbricate per la spiaggia che negli anni '60 mandarono in pensione i capanni di legno. Ma soprattutto, dagli anni '80 in poi, realizzando prima Aquafan, poi Oltremare, oltre al McDrive e varie infrastrutture soprattutto a Riccione.  
Il Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali sottolinea come "Antonio Benzi è, insieme a altri meritevoli pionier dell'industria dei parchi di divertimento nel Riminese, uno dei protagonisti della riconversione del turismo locale dopo gli anni della grande crisi seguita alle mucillagini". 

mer 23 nov 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Quello che è successo in Italia non sarebbe successo in una democrazia solida e seria. E' impensabile che il premier e il governo stesso siano scelti in deroga al risultato elettorale. E' impensabile che in un periodo di crisi, se il governo in carica perde la maggioranza per sue beghe interne, non si vada alle elezioni, anzi, proprio in queste situazioni la fiducia dell'elettorato è il primo requisito. Però, se non impensabile, è sicuramente vergognoso che un Parlamento sia disposto ad approvare praticamente all'unanimità una serie di riforme con un premier non scelto dal popolo e non sia invece disposto a farlo con un governo uscito dalle urne. E' come dichiarare la propria inutilità. E questo è molto pericoloso. Perché a cosa serve un Parlamento se ha bisogno di un capo del governo esterno, non eletto, nominato dal Presidente, a sua volta non eletto dal popolo, per fare ciò che sa di dover fare?

Se la democrazia è il sistema che regge la nostra Repubblica, allora è alla democrazia che dobbiamo rivolgerci nelle difficoltà. Quando un paese, in una situazione drammatica, sceglie invece questa democrazia di ridurla, ciò significa che la ritiene un obbligo esteriore, ma non crede in essa.

mer 23 nov 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Chi abbia conosciuto anche solo un po' Giorgio Napolitano può immaginare quanto sia costata a un uomo del suo stile e della sua cultura non solo la coabitazione istituzionale, ma anche la vicinanza fisica con un parvenu della democrazia che ha occupato Palazzo Chigi come fosse una delle sue tante dimore padronali, e che nelle relazioni con gli altri poteri dello Stato ha dato continue prove di pacchiana malacreanza. Mi piace pertanto credere che il nostro amatissimo Presidente rappresenti oggi la stragrande maggioranza degli Italiani anche nell'apprezzare una confortante novità: poter finalmente pensare che alle undici di sera il Primo Ministro della Repubblica Italiana abbia fra le mani un libro o una tazza di tisana, anziché la statuetta fallica di Priapo da far "adorare" a un manipolo di ridacchianti sgallettate.
Avevo iniziato a scrivere questo articolo dopo aver ascoltato la dichiarazione di voto del capogruppo della Lega al Senato sulla fiducia al Governo Monti; ma ho dovuto interrompere e trasferirmi in un'altra stanza perché nello studio faceva freddo. Per un irrefrenabile riflesso condizionato, infatti, ogni volta che in TV appare un leghista sento il bisogno di spalancare le finestre e cambiare l'aria. In quel caso l'esigenza era ancora più forte, poiché alla maleodorante verbosità del Bricolo parlante si affiancava sullo schermo il truculento gesticolare della virago scarmigliata che gli sedeva accanto: Rosi Mauro, che a vederla non capisci mai se faccia di più venire in mente il rozzo Zampanò de La strada o uno di quegli ingombranti lottatori di sumo.

mer 09 nov 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

La battaglia di Rimini fu combattuta a qualche miglio dalla nostra città nel 432 d.C. In campo, il governatore dell'Africa comes Bonifacio e il magister militum (generale) Flavio Ezio: i capi militari e politici più potenti di quegli anni, che stavano vedendo la dissoluzione dell'impero romano d'occidente. Intere province, come la Britannia, venivano abbandonate a se stesse. Altre si ribellavano, altre ancora erano già in mano a Goti, Vandali, Franchi, Burgundi. La corte imperiale stava asserragliata a Ravenna, con Galla Placidia a governare in nome del figlioletto Valentiniano III. Erano passati 22 anni da quando i Visigoti avevano devastato Roma. Non accadeva da otto secoli, ma nemmeno il sacco della Città Eterna era bastato per fermare le feroci lotte interne all'impero. Secondo la maggior parte dei media dell'epoca, fu Bonifacio a vincere la battaglia di Rimini. Il comes era un vero romano e fra i suoi amici contava perfi no Agostino da Ippona, futuro Santo e Doctor Gratiae. Mentre Ezio era di padre goto, o peggio ancora scita; aveva vissuto presso gli Unni e ne arruolava molti fra le sue truppe. Fatto sta che qualche mese dopo lo scontro, il "vincitore" Bonifacio morì per le ferite riportate. A quel punto i cronisti si ricordarono di molte cose. Per esempio di quando Bonifacio aveva praticamente consegnato la "sua" Africa ai Vandali come ripicca contro un noioso processo per apostasia: persa la testa per una giovinetta, certa Pelagia, visigota e ariana, aveva flirtato con la sua fede eretica. Senza il grano africano, l'Italia era alla fame e la fine dell'impero solo una questione di tempo. Eppure, in cambio di un aiuto contro Ezio, Galla Placidia non solo aveva derubricato le imprese di Bonifacio a marachelle, ma addirittura lo aveva creato patricius e fatto raffigurare nelle monete. Ma Bonifacio adesso era morto. In una guerra civile?

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

 

Se non sai l'italiano e non trovi un corso che sia compatibile con i tuoi impegni lavorativi c'è la possibilità di studiare on line gratuitamente la lingua italiana. Basta quindi avere un po' di tempo, un computer e una connessione internet.

"Cantieri d'Italia, italiano di base per costruire la cittadinanza" frutto della collaborazione tra Rai Educational, Ministero dell'Interno e Unione Europea (www.cantieriditalia.rai.it), è un progetto che ha l'obiettivo di insegnare agli stranieri la lingua italiana e fornire loro informazioni sui diritti e i doveri dei cittadini. Si tratta di 40 puntate televisive (si possono seguire on line) ciascuna composta da 4 rubriche. 
"Benvenuti in Italia!" contiene episodi che raccontano la vita quotidiana nel nostro Paese. Si narrano situazioni che possono capitare a chi arriva nel nostro paese: i rapporti con i vari uffici dell'amministrazione pubblica per regolamentare la propria posizione in Italia, l'iscrizione al servizio sanitario nazionale, l'iscrizione dei figli a scuola, ma anche rapporti interpersonali con italiani o altri stranieri nei vari luoghi di incontro (bar, banche, mercato, la strada).
La seconda rubrica si chiama "Per usare l'italiano", un corso base di lingua e grammatica italiana.

 

mer 09 nov 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

«Dài, mamma, parliamo anche noi in una lingua che non si capisce!» E mia figlia comincia a pronunciare a macchinetta sfilze di sillabe irte di consonanti, aspettandosi una risposta sullo stesso tono. Un po' mi vergogno - siamo per strada - ma ci provo. In fondo la capisco. 
Da quando siamo uscite di casa abbiamo incrociato quasi esclusivamente persone che non parlavano italiano. Al telefonino, in coppia o in comitiva, si esprimevano in idiomi sconosciuti. Dopo il primo senso di straniamento subentra l'invidia. Gli stranieri che abitano qui conoscono una lingua che noi non comprendiamo e avremmo difficoltà perfino a pronunciare. Però conoscono anche l'italiano (molti passano indifferentemente dalla loro lingua alla nostra) e possono capire quel che diciamo noi. Anche una bambina si rende conto istintivamente che questo rappresenta un vantaggio, e, almeno per gioco, vorrebbe procurarselo anche lei. 
Secondo Don Milani «l'operaio conosce trecento parole, il padrone mille, per questo è lui il padrone». Principio valido quarant'anni fa. Oggi l'operaio che conosce trecento parole nella sua lingua madre e in un paio di altre, è più attrezzato del padrone che ne conosce mille, ma in una lingua sola, e prima o poi finirà per fargli le scarpe. 
E' un po' la situazione in cui ci troviamo noi indigeni rispetto agli immigrati: loro sanno cose che noi non sappiamo. E le cose che noi sappiamo più di loro forse non servono molto nemmeno a noi.

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Coi primi freddi si sono già diffusi i virus parainfluenzali, con sintomi come tosse, gola irritata, raffreddore. L'influenza "vera" però, che quest'anno non ha ancora un nome comune ma ha forti componenti "australiane", arriverà tra dicembre e gennaio. Tra novembre e fine dicembre è il momento giusto per vaccinarsi, dato che la protezione si sviluppa circa due settimane dopo la somministrazione del vaccino e permane per tutta la stagione epidemica. "Io mi vaccino. Proteggi te, proteggi gli altri" è lo slogan della campagna regionale che ha preso il via anche a Rimini. Sono 64mila le dosi di vaccino acquistate, la cui composizione è determinata dall'OMS sulla base dei virus circolanti e contiene quest'anno anche il virus AH1N1. A carico del Servizio sanitario regionale per le persone "a rischio" di complicanze, come bambini e adulti con malattie croniche, anziani dai 65 anni e donne in gravidanza, e per gli operatori sanitari e socio-sanitari e addetti ai servizi di pubblica utilità, la vaccinazione si effettua presso l'ambulatorio del medico di famiglia o quelli aziendali sottoelencati. L'Azienda USL di Rimini offre, inoltre, la possibilità di effettuare insieme anche la vaccinazione antipneumococcica - efficace contro le infezioni polmonari e altre malattie - agli ultra 65enni istituzionalizzati o alle persone affette da patologie croniche. Le dosi di vaccino sono state distribuite ai medici di famiglia e partire dal 9 novembre saranno operativi anche gli ambulatori aziendali. Ambito territoriale di Rimini.

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il 7 novembre vertice in Provincia per scongiurare l'ennesima batosta sui frontalieri. C'erano gli assessori competenti di Provincia e Comune, il Segretario al lavoro sammarinese, le organizzazioni sindacali (compreso il sindacato transfrontaliero) e gli onorevoli Marchioni (Pd) e Pizzolante Pdl). Sul tavolo. Come ogni anno di questi tempi, la proroga della franchigia fiscale che compensi in qualche modo le tasse pagate due volte dai 6mila italiani che lavorano a San Marino. La doppia imposizione esiste dal 2003 e da allora Italia e San Marino non sono ancora riusciti a trovare un accordo che stabilizzi la materia. Quindi si va avanti con franchigie temporanee, ogni volta di entità diversa e ogni anno da rinnovare. Per il 2012 si cercherà di inserire il bonus fiscale nella Legge di Stabilità. "Dal Governo abbiamo avuto rassicurazioni che su questo tema avrà attenzione", ha detto Elisa Marchioni. 
Se non sarà così, il piano B prevede l'inserimento del decreto Milleproroghe di fine anno. Ma al tavolo provinciale si è anche discusso di come finalmente dare un assetto stabile ai rapporti fra Roma e il Titano: finché non ci sarà chiarezza su questo piano, tutto il resto continuerà a navigare a vista.

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Alla Fiera di Rimini è in corso fino al 12 novembre Ecomondo, 15° fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, inaugurata mercoledì 9 novembre. In forte aumento le adesioni alla manifestazione, segno che la green economy rappresenta un punto di riferimento per le imprese italiane che vedono nel rispetto dell´ambiente una chiave per la competitività e la sfida per il loro business. 
In contemporanea si svolge anche la quinta edizione di Key Energy, fiera internazionale dedicata alle fonti rinnovabili e all´efficienza energetica. Bioenergia e cogenerazione al cuore dell´expo, ma spazio a tutte le forme alternative e ai seminari di aggiornamento.

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Come volevasi dimostrare, dalla tassa di soggiorno non si scappa. Quasi tutti i comuni della riviera - solo Bellaria resiste - si sono ormai rassegnati a imporre il balzello, manca solo da definire il come. A Rimini si fa sapere che la bozza del provvedimento è quasi pronta. Si sta seguendo lo schema di Riccione, dove il prelievo inciderà per una media di un euro a presenza: 50 centesimi negli alberghi a 2 e 3 stelle, 2 euro in quelli a 4 e 5. Il conto dell'introito previsto è così presto fatto: se saranno ancora 7,5 milioni, tanti saranno gli euro che entreranno nelle casse municipali. Per farne che? Tutti da impiegare nel turismo, dalla promozione alle infrastrutture.

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

CNA Impresa Donna aderisce alla Campagna del Fiocco Bianco in collaborazione con la Provincia di Rimini - Ufficio della Consigliera delegata alle Pari Opportunità - in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, organizzando nelle imprese associate di acconciatori ed estetiste la distribuzione di fiocchi bianchi nella settimana che va dal 21 al 27 novembre per sensibilizzare sulle tematiche legate alla violenza alle donne. 
Per informazioni: Resp. CNA Impresa Donna - Mariella Mengozzi - tel. 0541 796914 - email:mariella.mengozzi@cnarimini.it

mer 09 nov 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Come la maggior parte di noi seguo quotidianamente le vicissitudini del nostro paese in mezzo a speculazioni finanziarie, richieste da parte dei partner europei, lettere della BCE, risposte del Governo, proteste delle opposizioni, prediche del Vaticano, scontri di piazza, ecc.
Purtroppo sono decenni che le persone avvedute avvisavano di quanto sta accadendo. Uno Stato non può trovare le proprie risorse con i debiti, e non ci si può arricchire in eterno prestando allo Stato, rubandogli lo stipendio, la pensione o direttamente il contante. Alla fine il parassita e il parassitato muoiono tutti e due.

La politica italiana è infantile in modo desolante. Tutti, dal governo all'opposizione, continuano a comportarsi come marmocchi. Raccontano in sostanza tutti delle bugie ridicole. Dal primo all'ultimo.

Se guardate il TG3, appaltato alla maggioranza che governa l'Emilia-Romagna, sembra che la nostra regione non sia in Italia Solo i padroni che vogliono chiudere le fabbriche sono cattivi. Gli immigrati sono buoni, le scuole modello (non fosse per la cattiva Gelmini), Bologna pare la capitale mondiale della cultura, i sindaci sono dei paciocconi o dei capaci leader che guardano al futuro, i sindacati, le associazioni di categoria, il volontariato, marciano come avanguardie del Bene. La Regione e la Sanità, poi, sono praticamente santificate.
Se invece seguiamo trasmissioni nazionali della stessa rete, da Flores a Santoro, allora non funziona niente, l'Italia è allo sbando: gente che piange e urla, disperati senza casa e senza lavoro, immigrati che dormono sotto i ponti, cifre da fallimento, corruzione, degrado, violenza. 

mer 09 nov 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Uno dei più esilaranti spettacoli di involontaria comicità politica l'ha fornito alla Camera il capogruppo legaiolo Reguzzoni, accusando di «caduta di stile» Fini che la sera prima, a Ballarò, aveva osato riferirsi alla pensione-baby di lady Bossi, procurandosi in diretta il cantilenante birignao di protesta dell'acidula guastatrice che, oltre a manomettere il Ministero dell'Istruzione, si alterna ad Angelino Zerbino e all'On Coccodè Bernini nei dibattiti televisivi, dandosi il ruolo di "zaca-bdocc". Un leghista che lamenti l'altrui mancanza di bon ton è come un etilista che protesti perché l'alito di chi gli siede accanto puzza vagamente d'alcool. È davvero ridicolo che una lezione di galateo provenga dalla rozza "caverna del pensiero" in cui alberga la tribù padana, dove il messaggio politico raggiunge le più alte vette con l'abituale gesto dell'ombrello e del dito medio alzato ai quali si abbandona il delirante capataz.
La cosa fa il paio col Berlusconi che, fra un bunga bunga e una barzelletta con bestemmia, assume l'aria ispirata di chi conosce le sacre scritture come i copioni delle soap operas di Canale 5 per impartire la paterna benedizione ai partecipanti al seminario di Todi su «Cattolicesimo democratico in ricerca», esortandoli a che «l'impegno dei cattolici si fondi su principi e valori non negoziabili, predicati con forza e intelligenza (sic!) dalla dottrina della Chiesa e in particolare da Papa Benedetto XVI».

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

 

如果您不会意大利语, 上班时间又与意大利语课的开课时间有冲突, 那么您可以选择免费上网学习意大利语. 您需要的是一点时间, 一台电脑, 还有网络.

"意大利的建筑工地, 用基础意大利语构建国籍"是国家教育电视台, 内政部, 欧盟协作的成果. 成立这个项目(www.cantieriditalia.rai.it)的目的是教育移民意大利语, 推广有关公民的权利和义务方面的知识. 它的内容总共分40集(可以在线观看), 每集分4章.
第一章"欢迎来到意大利!"的内容是能够反映意大利日常生活的诸多故事. 第二章"使用意大利语"是意大利语基础课和语法基础课. 第三章"形象的词典"解释一些常用词的用法. 第四章"在意大利生活"专门解释意大利公民的权利和义务, 各类服务和各领域的机遇. 网站上有40集讲课采用的书籍和其他资料: 600多道练习题, 附有自我测试题, 有关移民服务和其他以移民为主体的项目的链接, 还有一种有助于学习意大利语和公民教育知识的游戏.

 

mer 26 ott 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Ortalli Matteo

Ci sono persone che credi immortali, tanta è l'energia positiva che sprigionano e la simpatia contagiosa che le caratterizza. Sono quelle stesse persone che pur non conoscendole direttamente le senti amiche, complici, vicine.
Marco Simoncelli era una di quelle persone. Sarà per la parlata inconfondibile, sarà per la sua semplicità e sfrontatezza, sarà quel che sarà. Ma quando vedevi Super Sic in tv o dal vivo, non poteva che strapparti un sorriso e darti una splendida botta di vita. 
Proprio per questo motivo la parola "morte" era l'ultima che Marco ci faceva venire in mente. E lo è tuttora. Per capirlo è stato sufficiente ascoltare le reazioni delle persone che lo conoscevano, di semplici tifosi e simpatizzanti, tutte incredibilmente accomunate da tre parole: "Non è vero". E via a guardare televideo, siti e trasmissioni in attesa di una smentita, di uno scherzo di pessimo gusto. Ad aspettare che Sic se ne uscisse con la sua chioma leonesca e con il suo romagnolo ruspante a dire che ci aveva preso in giro tutti. 
Invece no. Invece è calato il silenzio, perché oltre quella curva è impossibile dire qualcosa. Bambini, ragazzi, donne, anziani, in ogni angolo del nostro quotidiano, domenica ciascuno con il suo groppo in gola e gli occhi lucidi mentre gli schermi rimandavano frame dopo frame lo spaventoso incidente di Sepang. E non solo in Romagna, e non solo in Italia. E' raro che una persona unisca in un dolore così partecipato una comunità tanto grande. Non lo avremmo mai voluto testare, ma è la prova della grandezza di un ragazzo di 24 anni che con il suo sorriso e la sua semplicità aveva conquistato tutti. 

mer 26 ott 2011 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

Il 23 ottobre in Tunisia, erano migliaia le file per votare la prima volta dopo la caduta del regime di Ben Ali. Dopo nove mesi dall'inizio della rivolta che ha portato alla caduta del regime di Zine El Abidine Ben Ali, la prima tra i paesi coinvolti nella cosiddetta "Primavera araba", i tunisini sono chiamati ad eleggere i 217 membri di un'assemblea costituente che dovrà scrivere una nuova costituzione, nonché eleggere un presidente e un governo di transizione che rimarranno in carica lungo il periodo della stesura.
I cittadini tunisini all'estero hanno votato dal 20 al 22 per 18 membri dei 217 membri del Consiglio Costituente. 
A Rimini i cittadini tunisini hanno votato presso le Celle. Abbiamo intervistato alcuni di loro e queste sono state le loro dichiarazioni.
Zuhair che vive a Rimini da 28 anni segue attivamente tutto quello che accade nel paese d'origine e spera che queste elezioni cambino il paese per migliorare la qualità della vita e dare più opportunità ai giovani per non emigrare. Zuhair aggiunge che l'organizzazione è stata buona ma il fatto di non averlo saputo abbastanza tempo prima, non gli ha dato la possibilità di conoscere i partiti e i loro programmi.
Sig. H che vive a Rimini da 20 anni ha votato solo una volta in Tunisia e non si ricorda più come si vota. Si è recato alle urne dopo aver saputo dai suoi connazionali che c'era la possibilità di votare anche a Rimini. Augura tutto il bene alla Tunisia sperando in un futuro migliore per tutti.

mer 26 ott 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Da qualche giorno Ringo, il nuovo gattino di casa mia, manca all'appello. Perché un giovane felino può lasciare un tetto sotto il quale è vezzeggiato e ben nutrito? Cherchez la chatte - anche se adesso è difficile capire quando scatta la stagione degli amori gatteschi. Il riscaldamento globale dev'essersi esteso anche ai gatti che vanno in calore in periodi in cui, una volta, se ne stavano placidamente acciambellati vicino al termosifone. 
O forse è il cattivo esempio dato dai padroni - o meglio, dai padroni dei loro padroni. Chi ha gatti non sterilizzati lo sa: se la natura chiama non c'è niente da fare, hai un bel chiudere porte e finestre o mettere i fiori di Bach nell'acqua della ciotola. Gattoni corpulenti diventano flessibili come Barbapapà per passare dalle fessure. Gattine illibate perdono ogni ritegno e girano mugolando per casa, ventre a terra e pudende all'aria, tipo cat-party a Palazzo Grazioli. 
Noi gattofili siamo allibiti e imbarazzati. Molti non vedono mai nel proprio gatto un animale adulto, ma un essere umano eternamente piccolo e immaturo. Fufi è un adorabile batuffolo, anche quando sotto la coda ha due castagne grosse così, un «miao» baritonale degno di Scarpia nella Tosca, e passa le giornate molestando sessualmente il triciclo di tuo figlio. E quando il veterinario ti spiega che il comportamento anomalo non è dovuto alla qualità scadente dei croccantini o all'elettrosmog, ti senti come quando scopri i primi preservativi in tasca al figlio teenager: in amore? Fufi? Come! Fino a ieri giocava con la pallina e ciucciava il cuscino! Dottore, non è possibile, all'allevamento mi avevano assicurato che i Sacri di Birmania Blue-point vanno in amore solo a quattro anni e solo quando incontrano un partner con pedigree compatibile! 

mer 26 ott 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

In questi mesi si è formato un movimento di protesta nuovo. Viene usato per definirlo il termine 
indignados. Persino Wall Street a New York è presidiata da giovani indignati al grido di "Siamo il 99%". Intendono con esso contestare la ricchezza smisurata concentrata nelle mani dell'1% dei cittadini.
La loro analisi non è campata per aria: negli ultimi decenni i differenziali dei redditi sono aumentati in misura notevole. Se nel 1974 l'amministratore delegato di una grande società USA guadagnava 30 volte un impiegato di medio livello, nel 2004 prendeva da 3 a 400 volte tanto (cit. in Sennett, 2008). Questo fenomeno in economia è noto. In certi periodi la ricchezza si concentra, in altri si distribuisce. Quando la concentrazione ha luogo in periodi espansivi la società la tollera meglio: se anch'io aumento il mio reddito mi dà meno fastidio che altri lo accrescano più di me. In periodi di crisi, vedere che altri si arricchiscono è meno piacevole, a volte francamente offensivo. In alcuni casi lo squilibrio ha portato a vere rivoluzioni.
La novità di questa crisi è però in due punti.

mer 26 ott 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

In questa nostra provincia, dove basta che un piccione faccia la cacca in testa a qualcuno perché nasca un "comitato", fino a ieri mi chiedevo come mai nessuno ne avesse ancora creato uno per Maria Antonietta, la regina cui toccò la triste sorte di seguire sulla ghigliottina il marito Luigi XVI, sarcasticamente ribattezzato Luigi Capeto dalla Revolution Française. Ho pertanto letto con soddisfazione che l'imbarazzante lacuna è stata sanata, pur se con 218 anni di ritardo, per merito di un manipolo di ispirate signore riminesi, fondatrici del «"Club Amiche di Maria Antonietta", un Comitato femminile aperto a tutte le europee che si pongano in alternativa alle idealità della Rivoluzione» e ad altri sgradevoli effetti collaterali «prodotti dal disprezzo per Cristo e la Chiesa». Ne consegue che ora le intraprendenti nostalgiche dell'Ancien Régime organizzeranno una "regale canasta di beneficenza", una "tombola di rito borbonico" e una gita di preghiera sulla tomba Pio IX, l'ultimo Papa Re. Sì, perché l'ardore filo-monarchico di cotali signore supera di gran lunga quello delle loro concittadine che lo scorso 29 aprile sentirono il bisogno di far sapere alla stampa di essersi date convegno, vestite da Mary Poppins e con fumanti tazza di tè in mano, per stringersi a William e Kate nel mentre la TV riversava in salotto la loro principesca gioia nuziale, unitamente alle trasparenze glutee della di lei sorella Pippa.

mer 26 ott 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il Comune di Rimini ha presentato il Triennale di investimenti: 98 milioni, 15 per la balneazione. Cercando di restare in linea col programma del sindaco nonostante i pesanti tagli. Cinque gli ambiti prioritari individuati: Città di mare; Motori culturali, educativi e sportivi; Ricucitura delle fratture urbane, Ricucitura delle relazioni con i cittadini, Riqualificazione urbana.
Alla salvaguardia della balneazione andranno 15 milioni di euro, sugli 88 del piano approvato con Hera per la chiusura di 8 scarichi su 11 e la condotta Ausa, che porterebbe al largo un terzo degli scarichi attuali. Un milione e 400mila andranno inoltre al progetto Isola per la salvaguardia idrica di San Giuliano. Un milione per la messa in sicurezza del porto. 
Per l'edilizia scolastica sono previsti oltre 14 milioni. Al teatro Galli andranno 8 milioni, per completare i 37 a carico del Comune. Viabilità e parcheggi avranno di 45 milioni.

mer 26 ott 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 9 al 12 novembre alla Fiera di Rimini si svolgeranno Ecomondo - Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, e Key Energy - fiera internazionale dedicata alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica. Il taglio del nastro sarà affidato al Ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
In forte aumento le adesioni a Ecomondo, segno che la green economy rappresenta un punto di riferimento per le imprese italiane che vedono nel rispetto dell´ambiente una chiave per la competitività e la sfida per il loro business. Confermata la presenza dei buyers tedeschi, in particolare di aziende di smaltimento rifiuti, municipalizzate, direttori di centri di raccolta.
Bioenergia e cogenerazione saranno il cuore di Key Energy, ma si darà spazio a tutte le forme alternative e ai seminari di aggiornamento.

mer 12 ott 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Anche quest'estate il turismo della riviera ha bene o male tenuto. Il che di questi tempi non è poco. Ma come se la passa il resto, quello che sta "a monte della statale 16"? Sono le imprese che non campano di sole e accoglienza e che rappresentano la metà dell'economia locale. Per loro, poco sole e tante nuvole. "Interi settori - ha dichiarato Salvatore Bugli, Direttore Provinciale di CNA Rimini - come l'edilizia, sono in gravissima sofferenza. Ma conoscono forti affanni anche il terziario metalmeccanico, l'abbigliamento, l'arredamento. Tutto questo si accompagna a politiche del credito del tutto insufficienti da parte degli istituti, con le imprese che devono affrontare difficoltà inenarrabili per reperire risorse non solo per gli investimenti, ma addirittura per la liquidità ordinaria. Così non va: proprio in momenti come questi occorre un'iniezione di fiducia verso quegli imprenditori che continuano a crederci e che riescono a stare sul mercato anche in condizioni come quelle attuali". Stessa musica da Confindustria, che ha appena presentato i dati congiunturali del primo semestre 2011. Anzi, nel rapporto divulgato alla stampa queste cifre non sono neppure riportate, perché "sono superate dagli accadimenti che si sono 
verificati dal momento della rilevazione ad oggi". E cioè: i dati, già ben poco confortanti, fotografavano la situazione come era prima della bufera di quest'estate. E se le previsioni degli imprenditori prima di agosto erano cariche di pessimismo, facile immaginare a quale livello sia scesa oggi la loro fiducia. Anche il presidente degli industriali, Maurizio Focchi, si rivolge al mondo del credito quasi con un grido disperato: "Chiediamo ancora una volta alle banche di sostenere gli imprenditori e di tenere conto di tutti i fattori con cui le aziende devono misurarsi, come la difficoltà d'incassare i propri crediti. 

mer 12 ott 2011 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

Davanti ad una situazione ormai incontenibile c'è stata l'iniziativa organizzata dai commercianti del quartiere più nominato negli ultimi giorni: Borgo Marina, appunto. I piatti asiatici e nordafricani preparati dalle due comunità con lo scopo di creare un dialogo tra gli abitanti del quartiere sembrano non aver raggiunto il loro obiettivo. Durante la festa abbiamo intervistato diversi cittadini italiani e bengalesi abitanti del quartiere e l'impressione che emerge è che la situazione sia estremamente difficile. Alcuni hanno dichiarato che il problema non è in chi vive o ha attività nel quartiere, anzi, secondo una signora loro sono gentili e regolari con i pagamenti degli affitti e non creano seccature mentre il problema è quello della moschea, che non è più il luogo adatto per i musulmani. La rabbia di un'altra signora è tale che ha boicottato la festa considerandola uno "schifo", anche per gli spacciatori che rimangono nascosti negli angoli della via. Dall'altra parte gli organizzatori principali della festa l'hanno voluta per difendersi davanti alle accuse pesanti contro i commercianti asiatici. La festa ha visto la partecipazione del primo cittadino, il sindaco Gnassi, che ha voluto lanciare il messaggio che la questione del quartiere è nell'agenda politica della nostra città. Da parte sua Cavuoti (Responsabile del Centro Islamico) ha ripetuto che la moschea non c'entra niente con la malavita del quartiere e l'impegno della comunità sarà quello di trovare uno spazio più adatto e dignitoso alla preghiera dei fedeli.

mer 12 ott 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Se Ugo Foscolo vivesse fra noi andrebbe al cinema? Certo che sì, non sarebbe tipo da serate di tivù con frittata e rutto libero. Ci andrebbe con gli amici, ovviamente al mercoledì quando c'è l'ingresso ridotto (sempre in bolletta, povero Ugo). 
Io me li vedo, lui e il Pindemonte, seduti tutti gasati con il popcorn in mano nelle sale dove si proiettano film storici pieni di eroi e di battaglie. I loro preferiti sarebbero i peplum tipo il «Gladiatore», «Alexander» o «300», e nelle scene clou inciterebbero i loro guerrieri preferiti urlando in greco antico, suscitando le ire dei vicini di poltrona. Be', se ad accendere in Foscolo i sogni di gloria bastavano vecchi sepolcri scalcagnati, i duelli di Maximus lo avrebbero mandato in sollucchero. 
Ma duecento anni fa il cinema era ben al di là da venire, e quando voleva immaginare «egrege cose» il giovane Ugo, in mancanza di meglio, andava tutti i giorni all'ombra dei cipressi a guardarsi lo spettacolo gratuito delle «urne dei forti». Gli piaceva tanto che quando fu esteso all'Italia l'editto con cui Napoleone ordinava il trasferimento dei cimiteri fuori città, la cosa non gli andò giù e compose il ben noto carme. Possiamo quindi supporre che un Foscolo moderno e riminese avrebbe una reazione simile vedendo che dal centro storico di Rimini sono scomparse tutte le sale cinematografiche, costringendo i cinefili a fare chilometri in macchina fino all'Iper o alle Befane. Magari ci avrebbe scritto un poemetto intitolato «Dei cinema»: i buoni film ci rendono migliori, perché cacciarli fuori dalle mura urbane come lazzaretti? O bella (decima) musa, ove sei tu? 

mer 12 ott 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Ho letto che al circolo repubblicano di Porto Fuori, nel comune di Ravenna, l'esuberante gestrice s'è esibita in uno spogliarello mozzafiato. Nella polemica che ne è seguita, l'imbarazzato Vicesindaco del PRI ha cercato di "ammucchiarla su", parlando di «semplice escamotage pubblicitario» ad opera di «una persona molto attiva»; ma si capiva il suo timore che nell'aldilà lo venisse a sapere Ugo La Malfa. Chi non ha invece fatto sconti è stato il parroco, lanciatosi in un lungo anatema nell'inquietante convinzione che il regista di quella trasgressiva esibizione fosse addirittura «il diavolo, che tenta tutte le vie per infiltrarsi. Forse non sa più che strada prendere e ci prova col sesso».

Non ho elementi per contraddire il venerando sacerdote, ma mi viene spontanea una considerazione. Se, come lui sostiene, Satana s'è scomodato fino a raggiungere la sperduta Porto Fuori per una seratina certamente poco risorgimentale, ma tutto sommato a bassissimo contenuto maialesco, è ragionevole pensare che ad Arcore e a Palazzo Grazioli sia ormai diventato un ospite fisso, con tanto di suite riservata. Sì, perché se il mandante delle trasgressioni sessuali è il diavolo, chi può allora dubitare che il primo mandatario sia l'anziano tenutario del Partito della Gnocca? Per liberarci del quale, altrochè sfiducia parlamentare o indagini delle Procure! Bisogna che il Cardinal Bagnasco lasci perdere le reprimende e organizzi un pool di esorcisti.

mer 12 ott 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Se c'è una cosa che mi è fastidiosa è apparire un moralista. Perché alla fine credo che sia valido il detto evangelico «Come puoi dire al tuo fratello: "Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nel tuo occhio hai una trave"» (Matteo 7,3). Tuttavia, l'ipocrisia che il sistema sociale e culturale italiano ha raggiunto non è solo una questione morale, ma sta danneggiando economicamente l'intero paese, non si può tacere. A costo di essere monotono, attribuisco questo difetto a quella cultura peculiare che viene chiamata ‘cattocomunista', e che in politica si traduce in partitocrazia o consociativismo. Sia da parte cattolica (a mio parere un malinteso cattolicesimo) sia da parte comunista, l'errore di base è quello di non considerare l'individuo e la società nel suo complesso di interessi, principi, desideri, pulsioni, insomma come un sistema dotato di dinamiche, forze, movimenti interni, un soggetto ‘pieno'. Al contrario, ci si rappresenta un soggetto vuoto, neutro, né buono né cattivo, governato da forze esterne. In sostanza, se alla società si danno leggi giuste, deve diventare giusta. Leggi ovvero regole, forme, contratti. Per un comunista, eliminare le differenze di classe, per un cattolico applicare la dottrina sociale. 
Non sto difendendo il principio ‘homo homini lupus' (l'uomo è un lupo per l'altro uomo).

mer 28 set 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"Come ogni consigliere, Pazzaglia esprime liberamente le proprie opinioni, pertanto le sue dichiarazioni sono correttamente attribuibili al Gruppo consiliare Sel-Fare Comune, liste che hanno portato all'elezione di Pazzaglia in Consiglio Comunale a Rimini e che lui rappresenta, ma non sono in alcun modo riconducibili a opinioni espresse dal partito Sinistra Ecologia e Libertà." Firmato: Federazione Provinciale SEL.
Che significa? Per i non addetti ai lavori, vuol dire che SEL appoggia il centrosinistra al governo di Rimini, ma in consiglio comunale il gruppo SEL-Fare Comune siede fra i banchi dell'opposizione. Chiaro adesso? Meno di prima, vero? Nel frattempo, qualcuno ci ha capito qualcosa sui malumori all'interno del centrosinistra riguardo le "mani libere" che il sindaco di Rimini Gnassi e il presidente della provincia Vitali vogliono tenersi? In particolare, riguardo le nomine nelle aziende partecipate che toccano alle pubbliche amministrazioni, quali Fiera e Convention Bureau. Mal di pancia poi sopiti da Emma Petitti, che si avvia a dirigere il Pd provinciale. Ma clamorosamente esternati con parole di fuoco da un altro partito in maggioranza con Gnassi e Vitali, Italia dei Valori: "Delirio dei satrapi della politica".
Questo delle nomine è un dente che duole non solo a Rimini. Bagarre simili si sono scatenate anche in altre città governate dal centrosinistra, come Arezzo e Modena. Fra questi fatti minimi si trovano forse risposte a "grandi" domande. Per esempio, chi si chiede cosa manchi all'opposizione per diventare un'alternativa credibile al più incredibile degli ultimi governi italiani, magari vi troverà qualche spunto di riflessione.

mer 28 set 2011 - Notizia di attualità - scritto da

Prende avvio con il corso-laboratorio di giornalismo "Media e migranti" il progetto "Word Communication" per l'integrazione dei cittadini stranieri residenti sul territorio di Rimini e della regione Emilia Romagna. Il progetto, finanziato con i fondi europei e ministeriali FEI 2010 e coordinato dalla Provincia di Rimini, intende lavorare sulla costruzione di un nuovo modello di comunicazione interculturale e sulla diffusione di informazioni chiare orientate a favorire l'inclusione dei cittadini stranieri immigrati presenti sul territorio locale.
il corso di giornalismo "Media e migranti" ha come obiettivo l'approfondimento dei generi e la pratica delle tecniche del "giornalismo sociale", un settore che trova spazio crescente nei media e rappresenta uno strumento indispensabile di qualificazione professionale per comunicare su giornali, radio, televisioni e internet. 
Il corso è completamente gratuito ed è stato elaborato dall'Associazione "Ilaria Alpi", in collaborazione con coop. "Comunità Aperta" partner del progetto e la redazione di "Chiamami città": vedrà impegnati, come docenti dei moduli formativi, giornalisti professionisti di rilievo a livello nazionale. L'associazione Ilaria Alpi si è accreditata negli anni quale osservatorio sull'informazione sociale e promuove annualmente corsi di formazione sul giornalismo televisivo e d'inchiesta presso Università italiane quali Milano e Urbino. 
Il corso è rivolto ad un massimo di 30 giovani cittadini italiani e stranieri residenti o domiciliati nella regione Emilia Romagna, interessati ad operare nel settore della comunicazione con particolare riferimento all'ambito interculturale e motivati ad acquisire competenze nel settore della comunicazione televisiva, radiofonica e giornalistica.

mer 28 set 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Resina è il nome generico di molti prodotti sia naturali che sintetici che hanno particolari proprietà plastiche. Data l'elevata resistenza, la facilità di pulizia e la totale personalizzazione, nell'ultimo decennio le resine si sono imposte sempre di più nell'edilizia residenziale e commerciale, poiché permettono di realizzare superfici di svariato tipo: lisce o ruvide, trasparenti o colorate, lucide o opache. Sono materiali estremamente duttili che possono cambiare veste alla casa, abbellendola di colore ed eleganza. Con un tocco di personalità si può cambiare, in modo originale, l'aspetto della propria abitazione inserendo nuove soluzioni decorative. Architetti ed art designer possono sbizzarrirsi, rendendo ogni ambiente altrettante opere d'arte uniche ed irripetibili. Ne parliamo con l'architetto Simona Santolini.
Architetto, perché scegliere la resina per i pavimenti delle nostre case?
"I motivi sono diversi: facile da pulirr, buon rapporto qualità/prezzo, posa molto rapida e quindi ulteriore convenienza. Nelle ristrutturazioni, poi, la resina può essere sovrapposta ai pavimenti già esistenti senza bisogno di rimuoverli e senza modificare le altezze di porte e finestre, con notevole risparmio di tempi e costi. Ha, inoltre, un'alta resistenza all'usura. Una caratteristica importante è che qualsiasi realizzazione è un pezzo unico, esclusivo per colori, sfumature e inserimento anche di oggetti, o altro. Questo permette di realizzare progetti sempre nuovi, con effetti cromatici e materici fuori dal comune. 

mer 28 set 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Il tema dell'evasione fiscale è delicatissimo e coperto da molta ipocrisia. La rozza fase che la politica italiana sta attraversando non è in grado di trattarlo con la circospezione e la franchezza che richiede. Ma basterebbe dire alcune cose che tutti sappiamo, con pacatezza e sincerità.

Sei cose che sappiamo tutti

Primo: non c'è un'evasione fiscale giustificata, si tratta sempre di un reato. Però, quando si parla di 50 miliardi di euro all'anno, non si può dire che tutti gli evasori sono criminali come un rapinatore o un camorrista. Tutti sappiamo che gli evasori sono spesso professionisti, imprenditori, artigiani e commercianti che per il resto della loro vita sono cittadini stimati e a volte occupano posti prestigiosi nella comunità.
Secondo, spesso siamo complici dell'evasione fiscale sotto forma di 'sconto-ricatto': "Sarebbe 100, ma se non ha bisogno della ricevuta sono 80". E noi accettiamo, perché l'alternativa è pagare di più o andare a sporgere denuncia alla Guardia di Finanza. Due alternative che non ci danno nessun vantaggio certo e molte beghe sicure.
Terzo: l'evasione per alcune categorie è un modo per poter fare prezzi accettabili. Se tutti dovessero pagare il 20-30% di tasse in più i prezzi aumenterebbero. Lo Stato, facendosi truffare, concede uno sconto ai clienti-consumatori e un reddito più alto ai venditori-evasori. 
Quarto: siamo un paese di evasori, ma non siamo i soli. Parlando solo di IVA, l'Italia evade il 22% delle imposte, la mitica Gran Bretagna ne evade il 16%, e il 14% l'Austria (dati Sole24ore 24/8/11). Davanti a noi la Grecia con il 30%, Slovacchia e Ungheria con il 28 e 23%. 

mer 28 set 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Se avessi avuto qualche migliaia di euro da buttare, mi sarei iscritto al «Corso di autostima» intitolato «Sprigiona il Potere che è in te», appena tenuto a Rimini da Anthony Robbins, «il formatore motivazionale numero uno al mondo». Per dirla con Jannacci, ci sarei andato "per vedere di nascosto l'effetto che fa" la straordinaria genialità di un furbacchione che ha perfettamente capito come potersi arricchire sull'altrui creduloneria.

Sì, perché una cosa è la fatica di scrutare dentro se stessi, magari con un adeguato aiuto, per favorire la crescita dell'autostima, l'irrobustimento psicologico, una migliore predisposizione al protagonismo esistenziale; altra cosa è raccontare che a cambiarti la vita sia invece sufficiente qualche giorno di bolgia festosa, da cui uscirai auto-convinto che il successo economico non dipende da ciò che di buono hai da vendere, ma dall'abilità di riuscire a vendere freezer al Polo Nord e pellicce all'Equatore; e che per essere felici non c'è bisogno di essere alti, biondi e con gli occhi azzurri, ma basta imparare a crederlo. 
La pubblicità dei seminari di Robbins esalta il "presupposto filosofico" di «poter eliminare definitivamente le tue 3 più grandi credenze o paure depotenzianti-limitanti dalla tua vita e trasformarle in credenze-risorse potenzianti». Ora mi si darà del vetero-marxista un po' snob, se affermo che mi convincerò di quell'assunto solo il giorno in cui saprò che, insieme a tanti vip ed aspiranti tali, s'è visto uscire da uno di quei "corsi motivazionali" un cassintegrato che, avendo eliminato la principale delle sue "paure depotenzianti", saltellava canticchiando: "Che sarà mai se anche mi licenziano!?"

mer 28 set 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Nel 2006 avevo dedicato una rubrica alla libreria La Moderna, che a dispetto del nome, all'inizio dell'anno scolastico offre una versione aggiornata dell'assalto al Forno delle Grucce, o delle file per le patate nella Mosca pre-Gorbaciov. All'epoca venni accusata di pubblicità occulta dai gestori di altre cartolibrerie riminesi (accidenti, avessi voluto davvero parlar male della Moderna cos'avrei dovuto dire?), ma mi pare che dopo cinque anni le cose siano migliorate: la ressa per l'acquisto di libri e quaderni si è distribuita in più punti vendita della città, e puoi infilarti nella coda più vicina a casa tua. Non so voi, ma davanti a quelle pile di volumi lindi e incellofanati io provo misto di nostalgia e di invidia. 
Nostalgia per il tempo beato in cui credevo che i libri scolastici facessero paura solo a chi doveva studiarli e portarli nello zaino, e non soprattutto a chi doveva pagarli. Invidia perché oggi, appunto, la mia parte in tutta la faccenda è unicamente quella dell'ufficiale pagatore, con delega alla ricopertura con foglio di plastica. E il bello è che di tutti quei libri interessantissimi io non leggerò nemmeno una pagina. 
Ed è un peccato perché questi nuovi libri delle medie sono favolosi. Non erano male nemmeno ai miei tempi, ma erano ancora pervasi da una seriosità anni Settanta che li rendeva cupi come testi universitari. Nell'antologia più sbarazzina il massimo della trasgressione era mezza pagina dedicata al fumetto; per il resto si andava giù di Levi, Ginzburg, Salinger, Rodari, roba che oggi sarebbe troppo schierata anche per la biblioteca di un centro sociale autogestito.

mer 31 ago 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Redazione

 

Egregio Sig. Stefano Cicchetti, in merito al suo articolo in riferimento ("Chiamami Città" edizione  n°668), vorrei fare osservare che la sua chiusa con la frasetta: "Ma io sono di parte, lo so", non può legittimare una così smaccata presa di posizione in favore del progetto TRC; posizione la sua che fa leva su presupposti di tutto comodo e asserzioni non propriamente obiettive. E qui di seguito elenco:

I presupposti di comodo (ovvero più o meno adattati alla bisogna)
1) Sì, ammette lei costicchia un po', ma non fa cenno alcuno che si tratta di 95 milioni datati 1996 (ossia 20 miliardi di lirette al Km, sempre 1996) e quindi ci passa sopra tranquillamente mettendo giusto in evidenza come per una linea di trasporto pubblico costi di impianto e di gestione siano faccenda del tutto ordinaria, trascurabile insomma!
2) Non è vero che una fontana non abbia la sua utilità, che altrimenti non si spiegherebbe perchè se ne facciano e risultino pure apprezzate (mai sentito parlare di arredo urbano?) Un mezzo di trasporto pubblico invece trova la sua ragion d'essere unicamente nell'utilità che può dare, e il TRC sotto questo profilo, capilinea a parte, quanto è mai utile dal momento che non conduce ad alcun punto di reale interesse collettivo?
3) Va bene, io che non ho dati certi al riguardo, devo necessariamente accettare il tempo di percorrenza dei fatidici 45 minuti occorrenti al filobus per coprire l'intero suo tragitto, e arrivo pure a dar per buoni i 22 minuti, sia pure teorici, che il TRC promette. Però la "solita e inverosimile" calca da lei evocata, pur non potendomi dire né spettatore, né tanto meno assiduo frequentatore del mezzo, lei non la può gabellare come un costante dato di fatto! Collo stesso criterio, si potrebbe allora affermare che trasporta 4 gatti: esattamente come sembra succedere e non di rado!

 

mer 31 ago 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Alla Procura di Rimini che ha aperto un'indagine sugli scarichi a mare, quei documenti non servirebbero. Ed evidentemente non servivano più a nessuno, se un ex dipendente dell'ex Ufficio Fognature del Comune di Rimini le trovò fra le cartacce destinate al macero. Ma quando ce le ha mostrate, è risultato evidente che qualche interesse comunque rivestono. Si tratta del "Progetto per la fognatura e regolazione idraulica urbana" redatto dalla S.I.A.F. di Milano - Società Italiana Acquedotti e Fognature - per conto del Comune di Rimini. I documenti risultano protocollati il 13 febbraio 1936, XIV dell'Era Fascista. Nelle mappe, la rete fognaria della città divisa per zone: scarichi separati a mare della ferrovia, sistema misto in quasi tutto il territorio restante. Cioè, più o meno quanto sarebbe poi stato realizzato, ma oltre 30 anni dopo. Era già previsto anche un impianto di depurazione, anche se piazzato a San Giuliano, fra via Madonna della Scala e la ferrovia.

Ma le mappe sono interessanti soprattutto perché ritraggono la Rimini di quasi ottant'anni fa. Non solo la Rimini com'era, ma anche la città come la si immaginava. I disegni riportano infatti in tratteggio anche le opere in progetto. Le strade e i ponti. C'è via Coletti che deve ancora nascere, ed è già previsto il disgraziato ponte della Resistenza, ma senza riportare dettagli quali l'altezza delle arcate: già a quei tempi avranno pensato di farci passare sotto solo i mosconi? 

 

mer 31 ago 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Il mattone rimane sempre un investimento sicuro e ricercato, specie in tempi di crisi. Ma se in quella casa ci si andrà ad abitare, occorre porre attenzione su diversi aspetti che riguardano, oltre al valore effettivo dell'immobile, anche la qualità della vita a cui si andrà incontro negli anni futuri; qualità di cui fa parte un ambiente sano che regali benessere. Proviamo quindi ad acquistare la nostra casa ideale, in compagnia di Susanna Donnini, architetto ed esperta in bio-architettura. 
Su quali aspetti porre maggiore attenzione quando si acquista la propria abitazione? Anche l'ambiente in cui è inserita la nostra casa è importante: quali suggerimenti in merito?
"La casa dovrebbe essere il luogo della sicurezza e del riparo della nostra persona. Dovrebbe essere il nostro ‘nido', un luogo capace di interagire con l'ambiente circostante sia a livello costruttivo sia stilistico, e in grado di soddisfare le esigenze abitative, ma anche psicologiche, di chi vi abita.
E' un elemento non solo fisico, poiché determina una relazione con il nostro mondo interiore, con gli altri e con il mondo circostante. Dovrebbe essere abbastanza flessibile alle esigenze future ed evolvere insieme a noi. Nella scelta della dimora, farei attenzione al sito, alla qualità dell'aria, alla configurazione del luogo, alla presenza di venti e all'orientamento rispetto al sole, alla relazione con l'ambiente circostante. Esistono terreni non sani per le persone, zone perturbate da radiazioni che possono, con il tempo, generare patologie; corsi d'acqua sotterranei, faglie, crepacci, vene minerarie, filoni metalliferi e risalite di gas naturali (ad esempio il radon). Queste caratteristiche sono tutte anomalie geobiologiche che, sovrapposte alla rete di Hartmann, la rete di raggi tellurici che si estende su tutta la terra, ne rinforzano l'effetto nocivo. Occorre prestare attenzione alla presenza di linee ad alta tensione, produttrici di campi elettromagnetici.

mer 31 ago 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

"Diligite iustitiam qui iudicatis terram" (Sapienza, I, 1), sono le parole con cui inizia il libro della Bibbia attribuito a Salomone, che Dante riprende nel XVIII canto del Paradiso. "Amate la giustizia, voi che giudicate la terra". 
Ogni governo, dalla democrazia alla più assoluta monarchia, trova il suo fondamento solo nella giustizia. Oggi riteniamo la democrazia migliore della monarchia solo perché si è dimostrato un sistema di governo più giusto degli altri. E' dunque la giustizia la funzione di un governo. Amministrare i rapporti della comunità in modo giusto. E' solo per questo che gli uomini accettano di essere governati. Tuttavia, poiché gli uomini sanno che la giustizia perfetta non è possibile (né augurabile), accettano che la bilancia del governo a tratti penda un po' da una parte e a tratti dall'altra. Vi sono governi che pendono un po' di più verso i lavoratori che verso le imprese, altri verso i militari più che i civili, altri verso i sacerdoti più che i laici, ecc.
La politica non è altro che decidere la misura e la direzione delle deroghe dalla giustizia.
Avere in mente questo principio ci deve servire per valutare con lucidità i comportamenti del nostro Stato (Governo, Parlamento e Istituzioni). 
Ahimé, la valutazione è triste. Il governo italiano come gruppo di persone che ha la capacità e la forza per prendere decisioni giuste di fatto non esiste. La manovra correttiva di bilancio, essendo una seria emergenza, mette in piena luce questa situazione. 

mer 31 ago 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Sport Days è la prima grande kermesse nazionale di tutte le discipline sportive. Una vetrina unica che mette insieme CONI, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate, gli Enti di Promozione Sportiva, le Associazioni benemerite, le aziende e gli sponsor.

Per tutti gli sportivi un'occasione unica per scoprire attività, calendari e tutte le novità della propria disciplina. Ma anche per partecipare a test e a gare indoor e outdoor, o frequentare un completo programma di formazione a cura della Scuola dello Sport CONI. Fra gli espositori, anche aziende di abbigliamento e attrezzatura sportiva, grandi sponsor, l'impiantistica sportiva, editoria e stampa specializzata, turismo sportivo.

mer 31 ago 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Quando da piccolo andavo a Croce dalla mia adorata nonna, mi dava gran turbamento il quadro che sovrastava la spalliera del lettino col materasso di foglie di granturco, in cui mi piaceva tanto dormire. Sotto la scritta «O mio caro e buon Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più» era raffigurato un Cristo barbuto dal cui cuore, trafitto da spine, fuoruscivano gocce di sangue. Se a letto mi accompagnava la mamma, s'aggiungeva poi un'immancabile reprimenda per essere anch'io responsabile di quel sanguinamento, poiché facevo piangere Gesù ogni volta che disubbidivo, dicevo bugie o non volevo lavarmi i denti.
La cosa mi torna in mente per l'analogia col Berlusconi che, pur fra tanta "macelleria sociale" prevista dal decreto del suo Governo, ha scelto di avere «il cuore che sanguina» solo per le nuove tasse che farà pagare; perché lui, piuttosto che «mettere le mani in tasca agli Italiani», preferirebbe rompersi un braccio cadendo dal letto, come Bossi. A sua consolazione, la nuova tassa non dovranno però pagarla gli indisturbati evasori cronici, né gli esportatori di capitali all'estero, trattati col guanto di velluto dello scudo fiscale; ma i "ricchi di fascia più bassa" già in regola col fisco, ai quali è chiesto un supplemento.

mer 31 ago 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Quando leggerete la rubrica l'ondata di caldo potrebbe essere solo un ricordo. Come la canna da innaffiare che rinfrescava noi e l'orto quando eravamo piccoli e la calura picchiava eccome. Ma a quei tempi picchiavano anche i genitori e gli insegnanti, sicché non facevamo tante scene. E poi in giardino c'era la canna, chiamiamola gomma per non creare equivoci che potrebbero spingere il ministro Giovanardi a far sequestrare questo giornale per induzione al consumo di droghe leggere, la canna alias gomma, bianca, nera o verdina, pigramente arrotolata dietro casa come un serpente domestico, pronta a trasformarsi in un mini-Aquafan a costo zero. Dovevi avere l'accortezza di eliminare il bocchetto di metallo all'estremità della gomma, e schiacciandola con le dita in vari modi potevi produrre una serie infinita di giochi d'acqua. Se qualche goccia cadeva anche sulle piante era un puro caso, però sicuramente si divertivano molto. Premendo leggermente la gomma al centro trasformavi il getto in una specie di velo d'acqua, e se ci guardavi attraverso era come osservare il mondo da sotto una cascata. Premevi un po' di più, e il getto si biforcava in due zampilli, e potevi innaffiare il cane e il gatto contemporaneamente. Se tenevi la gomma perpendicolare al suolo ottenevi una sorgente gorgogliante da leccare come un gelato. Se ti mettevi con le spalle al sole e infilavi la punta del pollice nel foro, avevi una vera e propria macchina per gli arcobaleni: il getto si nebulizzava in mille goccioline in cui i raggi del sole si rifrangevano in iridi colorate come bolle di sapone (il trucchetto era spiegato nei Quindici, la leggendaria enciclopedia per baby-boomers). 
A quel punto sembravi un campione juniores di catch nel fango e tutto intorno a te c'era già una versione ridotta del Polesine, alternata a vaste zone desertiche dove piante sitibonde attendevano invano un po' d'acqua, contorcendosi a mo' di Tantalo. Sollecitato da qualche familiare urlante, ti decidevi a dare il dovuto alle povere creature, come ti aveva insegnato il babbo, senza investirle d'acqua, ma aspergendole delicatamente e con pazienza. 

mer 10 ago 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Premessa: Chi scrive è di parte. Infatti, abito lungo il tracciato del Trc (nel primo progetto rientravo fra gli espropriandi). Inoltre, ho lavorato per sette estati nell'allora Atam, bigliettaio sulle linee 11 e 4. Poi per 15 anni ho fatto il pendolare fra Rimini e Riccione. Purtroppo ho anche l'età per ricordarmi un numero dell'Arengo del luglio 1972 - "Speciale piano particolareggiato" - con il progetto di monorotaia di Gian Carlo De Carlo. Il settimanale Panorama titolò: "A Rimini tutti in centro con il treno volante". E il Corriere della Sera: "Progetto avveniristico per Rimini".

Quello che nel 1972 era l'avvenire, è già passato da un pezzo. Ma noi siamo ancora qui a dibattere di un'opera che per molti è "inutile", "uno spreco" e di male in peggio. Il tutto dopo 16 anni dal primo progetto di Trc e alla vigilia dell'apertura dei cantieri. Com'è potuto succedere?
Innanzi tutto è successo quello che accadde alla monorotaia di De Carlo: gli amministratori firmavano, ma dandosi di gomito e ammiccando: tanto non si farà mai. Soprattutto a Riccione, si sono succedute quattro-giunte-quattro che mettevano il Trc nei loro programmi, firmavano gli atti, sottoscrivevano i lucidi, stanziavano i fondi, ma continuavano a sussurrare "tanto non si farà mai", piuttosto che spiegare perché intanto invece si andava avanti. E si spendevano soldi. 
Fra milioni buttati per rimediare a progetti fatti coi piedi, modificare tracciati, annullare espropri già effettuati (nel frattempo dimenticandosi di aeroporto e zona nord), la faccenda peggio di così non poteva essere gestita.
Ma il punto è un altro. E' che il Trc è opera "inutile e dannosa": un dogma, a sentire gli oppositori. Perchè? Costa troppo e lavorerà in passivo. 

 

mer 10 ago 2011 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Passeggiando fra la villette, osservando la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, poco lascia pensare che Cerasolo sia un centro antico. Solo una tabella stradale fa intuire che invece non è così: via Largo Castello. E infatti qui un castello esisteva, e da tempo immemorabile. Ed esisteva una pieve, citata in un documento del 1059. Si tratta di un atto con cui il vescovo di Rimini, Uberto, concedeva ai conti Everardo e Marozia diversi appezzamenti di terreno, tra i quali i fondi Paterno, Firmano e Falciano ubicati appunto "in plebe Sancti Iohannis qui vocatur in Cella Iovis". Una pieve, come si può presumere dalla denominazione, che probabilmente fu eretta su di un precedente tempio pagano.
Nel 1292 Cerasolo è definito "castelari", termine che indicava fortificazioni non più esistenti. Ma il 3 marzo 1321 dovevano essere state ricostruite, se venivano nuovamente distrutte da truppe ghibelline. In seguito il castello, appartenente al comune di Rimini, passò a Galeotto Malatesta, che consentì ai suoi abitanti di ricostruirlo un'altra volta. Lavori che dovettero andare per le lunghe, se nel censimento del Cardinal Anglico del 1371 figura ancora come "villa", che pagava un censo per 16 "fuochi". Nel 1380 si parla ancora di ricostruzioni, che questa volta dovettero andare in porto. Fatto sta che nel 1463 a un Sigismondo Malatesta ridotto allo stremo restano solo Rimini e, appunto, il castello di Cerasolo.

mer 10 ago 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Se c'è un posto a Roma che i riminesi dovrebbero evitare è il Teatro 5 di Cinecittà. O forse è l'unico posto dove i concittadini di Fellini dovrebbero andare. 
E' un po' come il pied-à-terre dove un marito defunto viveva notoriamente una seconda vita con l'amante prediletta. La vedova legittima non può visitare quel nido d'amore senza fitte di dolorosa gelosia postuma. Eppure sa che non c'è luogo più adatto per ricordarlo com'era davvero. Quella era diventata la sua vera casa, lì trovava il genere di amore che la moglie non sapeva più dargli: incondizionato, generoso, fantasioso. 
E casa il CineTeatro 5 per Fellini lo fu in senso proprio, perché i tecnici, che lo adoravano, avevano ricavato un appartamentino per lui e Giulietta Masina all'interno del teatro di posa - il più grande d'Europa, tanto capiente che vi fu ricostruita la Via Veneto della «Dolce vita». Quel che Federico sognava, lì, grazie a geniali e infaticabili artigiani, diventava realtà - la realtà onirica del suo cinema, quella che per lui contava davvero e cui era molto più attaccato che alla sua città natale, che oggi come allora, tende a sognare poco e male. 
Questo non te lo dice la guida che ti accompagna nella visita a Cinecittà, ma se sei riminese ci arrivi da solo. E magari pensi con rossore alle meschine peripezie della «casetta sul porto» che il Comune donò (o finse di donare) al regista ormai anziano. Al museo Fellini, che, pur trasferito e risistemato, mette tristezza perché l'espressione «museo Fellini» già di per sé è un ossimoro. E' molto più «felliniano» il Teatro 5 di Cinecittà, anche se (o forse proprio perché) oggi ospita il palco di «Amici» e le atmosfere da tivù commercial-populista vaticinate in «Ginger e Fred».

mer 27 lug 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Siamo in piena estate e la calura estiva appesantisce le nostre giornate. Negli ultimi anni, sempre più, si moltiplicano nelle case i condizionatori d'aria, utili e, a volte, indispensabili mezzi per sopportare i mesi caldi. Il mercato offre diverse possibilità per rinfrescare gli ambienti e non è sempre facile orientarsi verso l'acquisto più idoneo alle proprie necessità. Quale tipo di condizionatore è meglio acquistare? Che caratteristiche occorre valutare? Dove posizionarli? Ne parliamo con l'architetto Susanna Donnini, esperta in Bio Architettura. 
Architetto, che tipi di condizionatori propone il mercato e quali sono le differenze?
"Il mercato propone il Sistema Split (unità interna), che provvede a mettere in circolo l'aria distribuendola nei locali attraverso un'apposita feritoia. Le unità interne possono essere installate a muro (di solito nella parte alta), a pavimento (fancoil), a consolle (a soffitto senza controsoffitto), a cassetta (ad incasso nei controsoffitti) o canalizzabili (insieme a condotti d'aria). Il Sistema Radiante è costituito invece da tubazioni annegate nel pavimento, nella parete o nel soffitto; durante l'inverno, il liquido fatto passare nei tubicini serve per riscaldare gli ambienti e d'estate può essere usato per rinfrescare gli ambienti".

mer 27 lug 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"Con l'Islam il buonismo non paga. Norvegia sotto attacco: un massacro". Il 23 luglio scorso Maurizio Belpietro ha deciso di entrare nella storia del giornalismo con questo titolo epocale, quando già a fine giornata più nessuno al mondo scommetteva sulla pista islamica. I fatti separati dalle opinioni, si diceva un tempo. Dopo l'asettica notizia, ecco infatti che Libero ci regala anche il commento, affidato a Carlo Panella. Uno che se ne intende, come dice di se stesso: "avendo sbagliato tutto sulla rivoluzione di Khomeini nel 1978, quale inviato speciale di Lotta Continua in Iran, da 30 anni studia e frequenta l'Islam e i paesi mediorientali". Da tali studi e frequentazioni promana la seguente analisi: "Fine dell'illusione, rischia anche l'Italia". Certi giornali d'estate sono a corto di personale e anticipano la chiusura. Capita quindi di prendere "buchi", ovvero di non pubblicare notizie che invece i concorrenti più nottambuli possono riportare. Capita anche di prendere fischi per fiaschi; ma il giorno dopo, magari in un pudico trafiletto sepolto nella pagina delle lettere, l'usanza è che il direttore si scusi della cantonata. Niente di tutto questo meritano però i lettori di Belpietro & C. Come se fossero due giornali diversi, Libero del 24 luglio esibisce il biondo assassino - norvegese, di destra e "cristiano", dice lui - in prima pagina: "Ha ucciso 100 norvegesi perché odia gli islamici". Forse i lettori di Libero proprio questo invece meritano, perché questo chiedono

mer 27 lug 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Quando i soldi mancano i furbi abbondano. Vado a fare la spesa dal mio fruttivendolo.
Pago e la commessa mi fa: "Questi non sono buoni", ridandomi indietro quattro monetine da due centesimi. "Come non sono buoni?" faccio io, guardandoli. Si sa che nessuno fa monetine false, perché il costo non vale il guadagno. E infatti la ragazza non si è espressa correttamente (anche lei, come il proprietario del negozio, immigrata e anche lei grande lavoratrice): si tratta di monete perfettamente valide, ma sono centesimi di dollaro. Per l'esattezza, monete da un cent. Che sono identiche per taglia e colore a quelle da due cent di Euro.
Mi viene da ridere: "Ma certo - dico - un cent di dollaro vale circa 0,70 cent di euro, due cent di dollaro valgono 1,4 cent di euro, quindi ci guadagni 0,6 cent di euro per ogni monetina!"
A casa, faccio i conti. Se qualcuno si procura un bel sacchetto di cent americani, diciamo 1.000 monetine, per un totale di 10 dollari, e li spaccia per 2 cent di euro, realizza un utile di 0,6 per 1.000 = 600 cent di euro = 6 euro. 10.000 monetine = 60 euro. Ma quanto ci vuole a spacciare 1.000 monetine? E vale la pena portare fin dagli USA tutti quei cent (visto che in banca non tengono i centesimi per il cambio)? Dato che una donna delle pulizie prende 8 euro all'ora, vale veramente la pena?

mer 27 lug 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Lo so che a dirla così passo per megalomane, ma Fini mi ha bruciato sul tempo allorché, giorni fa, ha contestato quell'espressione abusata che ormai è sulla bocca e sulla penna di tanti, dal più celebre politologo all'ultimo pataca: i costi della politica. Se non ci si vuole accodare al rozzo quaraquaqua del grillismo ignorante, bisogna parlare di costo della cosa pubblica, che è dato dalla somma di più voci; e riconoscere che ciò che viene impropriamente chiamato costo della politica, anziché costo della democrazia, è solo una di quelle voci e non "il tutto", come in troppi si affannano invece a farci credere.

Se si vuol essere seri, bisogna non aver paura di dire, alto e forte, che fra i costi della democrazia ve ne sono di sacrosanti, da difendere come la linea del Piave; mentre altri si ha il dovere morale e civile di ridimensionarli o eliminarli, trattandosi di privilegi non dovuti o di spese che erano giustificate in origine, ma oggi non più. Così come bisogna riconoscere che vanno sottoposti a ricognizione non solo le Istituzioni e gli Enti elettivi, ma anche tanti altri soggetti pubblici, dove non mancano costosi privilegi e antieconomiche storture burocratiche. Vogliamo elencarne qualcuno, magari di quelli che dispensano volentieri prediche e anatemi alla politica? Ma chi l'ha detto che Tar, Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Cnel, Prefetture, Authority, Provveditorati e Soprintendenze di diversa natura, siano santuari immacolati e intangibili?

mer 27 lug 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Nella penombra complice della platea ancora vuota, la signora di mezza età con la borsa sottobraccio avanza rapidamente tra i sedili, raggiunge le prime file e appoggia la borsa su una poltrona. Ne estrae l'ombrello pieghevole e due giornali e li distribuisce sulle tre poltrone vicine. Poi si toglie il foulard e l'appoggia su un quinto sedile. Poi la giacca, e l'appoggia su una sesta poltrona. Poi si sfila la camicetta (sotto ha un top) e la depone su una settima. Quindi comincia a sfilarsi la gonna (sotto ha la sottoveste), e la sistema su un'ottava. Infine, seminuda, si apposta su una nona poltrona e attende con lo sguardo lampeggiante. 
Non è il remake di «9 settimane e mezzo». Semmai «9 poltrone e mezzo», cioè il numero medio di posti a sedere che la Prendiposto professionista riminese riesce ad accaparrare in anticipo negli spettacoli in cui i posti a sedere non sono numerati (cinema all'aperto, saggi scolastici ecc.). E' una missione che svolge in nome e per conto di parenti, affini e conoscenti i quali arriveranno dopo, con tutta calma. 
Quel "9 e mezzo" non indica che la Prendiposto si accontenti di una frazione di poltrona o che tenga in braccio un decimo parente (anche se succede), ma che si tratta appunto di una media: in inverno, quando è più vestita, una Prendiposto in gamba può prendere da sola intere file di posti, specie se (come pare facciano le più organizzate) ha predisposto all'uopo una borsa di vecchie sciarpe e cappelli originariamente destinati alla Caritas. In estate, se la serata è calda o il locale non ha l'aria condizionata, deve limitarsi a sei, pena una denuncia per oltraggio al pudore, che la Prendiposto teme soprattutto perché dovrebbe rimettersi i vestiti, liberando le poltrone riservate al suo sterminato clan. Il cui diritto ad arrivare tardi e alloggiare bene va difeso con le unghie e con i denti, tipo coloni israeliani in Cisgiordania. 

mer 13 lug 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Le fogne: come è finita Rimini in questa situazione? Semplice: c'è sempre stata. Le cose stanno così da almeno trent'anni, come hanno spiegato gli ex-sindaci sulle pagine del Corriere Romagna. Solo che fino a qualche tempo fa vigeva la congiura del silenzio: quando pioveva si aprivano le paratie degli scarichi a mare, ma tutti tacevano. Perfino fra i giornali locali c'era il patto non scritto di non toccare l'argomento. Poi la gente ha iniziato a non tacere più. Innanzi tutto il Pm Roberto Sapio, che denunciò la situazione già nel 1990. Poi l'attività del comitato "Basta merda in mare", che fece in tempo a divenire associazione senza poter chiudere la sua "ragione sociale". E solo in extremis la giunta Ravaioli ha riconosciuto il problema per quello che è, varando un piano ventennale che costerebbe 932 milioni di euro. Ora fioccano i "ma se avessimo pensato alle fogne invece di fare...": seguono gli "invece" più vari, dalla fiera al palacongressi, dalla nuova darsena al Caar, dal metrò di costa al Capodanno Rai e la Notte Rosa. Purtroppo, piaccia o no, ha ragione Massimo Conti: "Mettere i soldi sottoterra non rende"; in termini di voti, naturalmente. Fatto sta che a Riccione ai tempi dell'emergenza mucillagini i soldi arrivati per fronteggiarla furono usati proprio per sdoppiare le reti fognarie. D'accordo, Riccione non è Rimini, ha un territorio piccolissimo ed entrate molto alte, grazie soprattutto alla presenza di seconde case di pregio. Eppure là i sindaci non ebbero paura di perdere voti. Non per questo i soldi non sono stati spesi: miliardi e miliardi di lire, ma mai per arrivare a una soluzione definitiva. Ora come se ne esce? Le soluzioni-tampone, oltre che costose anch'esse e non di rapida realizzazione, non appaiono il massimo della vita.

mer 13 lug 2011 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Continuano senza fine le tragedie degli immigrati nel Mediterraneo. Ascoltando le notizie di tutti i giorni, siamo quasi abituati alla situazione, non si tiene più il conto dei morti. Ma basta un attimo per riflettere e ragionare... e mettersi le mani in testa e tirarsi i capelli. E' terribile tutto ciò. Centinaia, di bambini, donne e uomini, esseri umani che muoiono affogati per cercare un futuro, una vita migliore. Famiglie distrutte, popoli con piaghe aperte a vita. Chi sono i responsabili, chi deve rimediare, chi deve pensare agli errori, chi deve pagare, chi deve piangere, perché?! Non si trova risposta, non c'è rimedio! Per questo, l'essere umano, crede, pensa e spera nel Paradiso, perché l'altra vita sarà migliore... Perché questa vita è provvisoria, giusto per soffrire, odiarsi, ammazzarsi. Siamo intelligenti, capaci e abbiamo le risorse necessarie per raggiungere anche la luna, ma non possiamo rimediare alle piaghe del povero cittadino. Non riusciamo a costruire i ponti fra i popoli, ma lasciamo morire centinaia di vite in mezzo alle onde terribili del Mediterraneo. Ma la colpa non è delle onde.

mer 13 lug 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Sono i baristi sono i nuovi educatori. E non parlo dei baristi da canzonetta, quei maestri zen in incognito che si chiamano sempre Mario o Gino ed elargiscono perle di saggezza mentre miscelano uno spritz. No, bastano quelli dei bar della spiaggia, che siano cinquantenni tatuati o ragazze col piercing. A nostra insaputa, forse in seguito a un Congresso Mondiale Segreto dei Baristi (secondo il Talmud in ogni epoca vi sono nel mondo trentasei baristi giusti per amore dei quali Dio, che ama lo spritz ben fatto, si trattiene dal distruggere il mondo), i gestori di mescite di bevande e affini si sono assunti il compito di insegnarci il rispetto per l'acqua potabile, bene sempre più prezioso. Con un solo, semplice provvedimento: far pagare la bottiglietta di minerale da mezzo litro cinque-sei volte quel che costa al supermercato. 
Bravi. Anzi, sono prezzi ancora troppo bassi. La disinformazione sulla buona qualità dell'acqua del rubinetto, la scarsa previdenza che ci fa uscire senza una bottiglietta riempita a casa, l'aggiungere altri rifiuti nei cassonetti della plastica in genere già strapieni o, peggio ancora, lasciarli dove capita, sono lussi che vanno pagati cari. Senza contare che il rincaro della minerale al bar è la simulazione più convincente di quel che sarebbe potuto succedere se il referendum del 13 giugno non avesse stoppato la privatizzazione dell'acqua potabile: tipo che il privato si sveglia la mattina e decide di fartela pagare cinque euro al litro, e tu puoi scegliere solo se pagare o lasciare il rubinetto in balia delle ragnatele. Più educativo di così. 

mer 13 lug 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Nell'ultimo articolo avevo scritto che ci aspettava una dura manovra da 40 miliardi di euro, che appariva inevitabile essendo stata richiesta dalla UE e approvata dal Parlamento. Ma sono stato giocato dall'astuzia della partitocrazia italiana. D'altra parte, se da 40 anni se ne stanno sulle loro poltrone profumatamente pagate con i nostri soldi, è chiaro che sono più furbi di noi. 
A questo proposito, vediamo che ci sono società che premiano l'intelligenza e altre la furbizia. La furbizia è una forma di intelligenza, ma sotto certi aspetti non solo se ne distingue, ma vi si oppone.
"Chi copia un compito è furbo... chi lo scrive è intelligente..." - scrive una blogger. 
La furbizia è intelligenza applicata al qui, ora e io e mirante a ottenere obiettivi personali senza troppo guardare ai mezzi. Che sia virtù italica lo dicono in molti: "Che la furbizia sia caratteristica servile, e mai signorile, è la sola fondamentale scoperta politica che milioni di italiani devono ancora fare." (Michele Serra); "La furberia è una qualità italiana potente, però ci ha rovinato." (Roberto Benigni).
In Università, per esempio, un tipo di furbo è quello che, mentre gli altri studiavano e scrivevano libri, ha saputo entrare nelle grazie dei baroni che di volta in volta controllavano i concorsi, facendo qualsiasi lavoro essi trovavano utile, evitando con cura di essere più brillante di loro. Ottenuta la cattedra in tempi rapidi, è passato alla tattica di lavorare il meno possibile e cercare ogni occasione per integrare il già cospicuo stipendio con altre docenze o consulenze. Non ha scritto nulla di notevole, non ha mai dato nulla a nessuno senza avere un utile, non ti contatta se non per chiedere favori che non restituirà mai.

mer 13 lug 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Non so se in Val di Susa sia più odiosa la criminalità dei delinquenti che, muniti di casco e a volto coperto, tentano di spaccare quante più teste possibili a operai e poliziotti, o l'ipocrisia di certi capi-corteo che contestano l'eco mediatica a quelle gesta terroristiche; un'eco che loro vorrebbero limitare al solo resoconto delle festose manifestazioni in cui si ostenta un pacifismo invero un po' sinistro, poiché finge di ignorare che nel frattempo, a poca distanza di lì, "il braccio armato" del movimento "No Tav" sta svolgendo il suo lavoro sporco. Lungi da me voler sminuire il significato di una mobilitazione che esprime disagio sociale e forte attaccamento alla propria terra; perché comunque la si valuti, non v'è dubbio che quell'opera costringa a fare i conti con la lacerante contraddizione che si ripete ogni volta che "una scelta di progresso" collide con l'integrità del territorio destinato ad ospitarla. So inoltre bene che i valligiani che manifestano non sono, nella stragrande maggioranza, degli intenzionali fiancheggiatori dei violenti; ma di fatto lo sono ormai diventati, loro malgrado. Sì, perché nessuno ha finora avuto il coraggio di dire, forte e chiaro, magari con una manifestazione ad hoc: "O loro o noi! Basta di vedere la nostra protesta inquinata dai mascalzoni! E basta pure con tutta questa gente che piomba qui da fuori, a parlare a nostro nome". Invece, anche tante brave persone si lasciano docilmente guidare da ambigui figuri come quel tal Perino, un megalomane che facendo sfoggio di idiota blasfemia osa paragonarsi «ai partigiani che difendevano la Val di Susa dai nazifascisti». Quei cittadini diventano poi inconsapevoli sponsor del farneticante "grillo qualunque", arrivato fin lassù a cercare un po' di mercato per i suoi prossimi comizi a pagamento; oppure offrono la sponda a becchini della sinistra come Ferrero, o a primedonne dell'antagonismo sindacal-perdente come Cremaschi, palla al piede della CGIL

mer 13 lug 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Prima della fine del mese di luglio nascerà la "Società aeroporti di Romagna" (Sar). Ma prima di qualsiasi fusione i soci dovranno far fronte alle proprie perdite di bilancio. Soci di riferimento sono Regione, Province di Rimini e Forlì-Cesena, Comuni di Rimini e Forlì. Le realtà coinvolte nella fusione, l'11 luglio hanno siglato un protocollo nella sede della Regione, in cui si impegnano alla costituzione della Sar nella quale effettueranno conferimenti, sia azionari che in denaro. "Si tratta di una operazione - dicono Comune Provincia di Rimini in una nota congiunta - che non pregiudica, ma piuttosto interagisce, con i piani di sviluppo di Aeradria che proseguono e vedranno il Comune di Rimini impegnato nella sottoscrizione dell'aumento di capitale nelle prossime settimane mentre la Provincia ha già sottoscritto la propria quota.

mer 13 lug 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il Consiglio Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha esaminato e discusso gli elementi presentati da Mediobanca - advisor della Fondazione stessa - per superare la fase di amministrazione straordinaria di Banca Carim SpA. Mediobanca ha illustrato i quattro scenari possibili per il rilancio. Fra questi scenari, "Il Consiglio Generale ha orientato la Presidenza della Fondazione e richiesto a Mediobanca di perseguire prioritariamente l'ipotesi di mantenimento dell'autonomia, preservandone il controllo".
Quindi, "Il Consiglio Generale ha invitato l'advisor a verificare ed approfondire un'ipotesi finalizzata alla copertura del fabbisogno corrente attraverso l'intervento diretto della Fondazione, degli attuali 7.015 soci, dell'imprenditoria locale, di investitori istituzionali e di quanti hanno a cuore la positiva conclusione della vicenda Carim. 
Tale aumento di capitale dovrà poi essere accompagnato da un nuovo piano industriale che rifocalizzi il ruolo della banca quale efficiente partner per le esigenze di famiglie, operatori, imprenditori per favorire e assecondare lo sviluppo locale".

mer 29 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

"Benedetto XVI è giunto nella più antica repubblica del mondo, fondata 500 anni fa da un profugo croato". Così l'inviato del TG3 ha raccontato alla nazione la visita del Papa a San Marino. Il giornalista in un colpo solo ha mancato di 1200 anni la fondazione - seppur mitica - della Repubblica - e ha attribuito allo scalpellino dalmata la cittadinanza di uno stato che ha iniziato ad esistere 600 anni dopo quello del Titano. Anche volendo riconoscere che gli Slavi si affacciarono sull'Adriatico fin dal VI secolo, per fare di Marino da Arbe un "croato" resterebbe l'invalicabile muro di 200 anni. Senza considerare che il Regno di Croazia si impadronì di Arbe-Rab, e saltuariamente, solo nel XII secolo. 

A dire il vero, qualcuno si è già esercitato in spericolati scavalcamenti storici. Ma finora erano stati solo i depliant turistici dei nostri dirimpettai, che tutti impettiti inseriscono fra i croati celebri anche "Marin".
Il Papa a San Marino ha lanciato un forte messaggio sull'accoglienza agli immigrati. Per il cronista la tentazione del richiamo storico "brillante" dev'essere stato troppo forte. Più forte anche del più banale controllo dei dati. 
Questo episodio minimo denota un atteggiamento che non appartiene solo ai media. E' la sovrana indifferenza che il "centro" nutre verso la "periferia". Lo stato italiano è nato sul filo di una forzatura: creare una struttura fortemente centralizzata, sul modello francese, partendo da una nazione che più composita non si può. Genti di ogni origine, le "cento città" ciascuna con storia e cultura propria, gli staterelli pre-unitari

 

mer 29 giu 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

I risultati dei referendum sono stati molto più significativi delle elezioni amministrative. Dal 1995 nessun referendum abrogativo aveva raggiunto il quorum, a parte il referendum costituzionale del 2006.
Sull'esito pratico dei referendum è lecito avere dei dubbi: diversi referendum sono stati annullati dalla partitocrazia prendendo letteralmente per i fondelli gli elettori. Nel 1993 furono abrogati tra l'altro: le pene per la detenzione ad uso personale di droghe leggere, il finanziamento pubblico ai partiti, il Ministero dell'Agricoltura, il Ministero del Turismo e Spettacolo. Ogni commento è superfluo.
Ma il segnale che l'elettorato italiano è scontento di una serie di cose è ormai troppo evidente per poterlo negare. 
Il voto sul nucleare è l'espressione di paure irrazionali, e quello sul legittimo impedimento è la prova che Berlusconi è ormai visto come un politico al pari degli altri.
Il voto sull'acqua è più interessante. Pochi votanti hanno capito veramente di che cosa si trattava. Ma il senso del voto significa chiaramente: "Non crediamo più nelle privatizzazioni". Sia quelle di destra sia quelle di sinistra. Tant'è che, come spiegato da Nando Piccari su queste pagine, l'esito del referendum ha creato seri problemi nel colosso emiliano-romagnolo Hera.

mer 29 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Nella sua cristallina faziosità, il ministro La Russa l'aveva già annunciato il 9 maggio, portando il suo cameratesco soccorso al candidato sindaco della destra, allorché affermò, papale papale, che se avesse vinto Renzi sarebbero stati garantiti adeguati rinforzi estivi per l'ordine pubblico, altrimenti chissà. Avendo vinto Gnassi, non deve perciò stupire l'annuncio che quest'anno arriveranno solo 80 delle 140 unità aggiuntive destinate la scorsa estate alla Questura di Rimini. È vero che la nostra realtà può per fortuna contare sul "valore aggiunto" di un Questore quale Oreste Capocasa, ma anche per lui non sarà facile sopperire agli effetti della "vendicativa micragnosità" del Ministro degli Interni, come traspare dal suo commento, rispetto al quale non c'è bisogno di essere maliziosi per cogliere una nota di delusione, se non di vera e propria contrarietà: «I numeri sono questi e con questi dovremo fare. Ne prendo atto». Anche il Prefetto Mannino non è sembrato far salti di gioia, pur trovando modo - più per ragioni di "bon ton istituzionale" che per reale convinzione, verrebbe da sospettare - di dichiarare che, in fondo, poteva andare anche peggio.

Ma la vera notizia, nell'occasione, ce l'ha fornita l'On. Pizzolante. Non tanto con la sua difesa d'ufficio del Governo, ma per la motivazione che l'ha sorretta, così riassumibile: "la sinistra arriva ad affermare che 140 - 80 = 60? Vuol dire che la sua non solo è una cattiva politica, ma anche una cattiva aritmetica!" Ora, nessuno osa dubitare delle doti matematiche di Pizzolante, che peraltro è uomo di punta - insieme al mio amico Sergio Gambini, se non ricordo male - di una fondazione che si occupa di economia, materia che quanto meno richiede il saper fare di conto; per cui, se egli contesta con tanta sicurezza il risultato che i più credono di poter attribuire a quella semplice operazioncina di sottrazione, allora vuol dire che fra le "grandi riforme" del Governo Berlusconi, tutte sfuggite all'attenzione degli Italiani, c'è anche quella della "matematica ad personam".

mer 29 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Ancora non so quale sia l'opinione politicamente più corretta in materia di velo - e non è che quello delle suore cattoliche sia meno velo del hijab islamico. Suppongo che d'estate un pezzo di stoffa fissato alla testa pizzichi e tenga caldo a prescindere dalla religione cui appartiene la testa che copre. 
Così il mio pensiero sul velo è, per così dire, stagionale: da settembre a giugno opto per il "è una scelta come un'altra, se è una scelta", mentre ai primi caldi scivolo in zona Santanché e fremo nel vedere teste imbacuccate sotto il solleone, specie se appartengono a ragazzine dall'aspetto ancora infantile. E mica si imbacuccano solo le teste: sia le suore che le musulmane integraliste si coprono tutto il corpo. Accidenti, la religione dovrebbe aiutarci a stare meglio al mondo, non peggio. E con trenta gradi all'ombra tre strati di vestiti non migliorano la qualità della vita. «A Dio non importa cosa mi metto in testa», diceva una mia amica bengalese e musulmana, convinta che il velo fosse «una cosa da arabi» (lei, di etnia indiana, si vestiva come le pareva e nei giorni di festa indossava un magnifico sari che le scopriva la pancia e che a Teheran le costerebbe la lapidazione). 
Si fa torto sia a Dio che ad Allah pensando che due onnipotenti creatori del cielo e della terra, con tutto quel che avevano da fare, abbiano perso tempo a legiferare sul guardaroba femminile: pippe inventate ex-post dai maschi monoteisti. Il velo in particolare potrebbe essere originariamente, un prestito pagano. In Medio Oriente il capo se lo coprivano soprattutto gli uomini, per proteggersi dal sole, e nella religione ebraica a doverselo tenere coperto sono ancora oggi solo i maschi.

mer 29 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il 24 giugno si è svolta la Convention 2011 di Innovation Community- Imprese e Futuro. L'iniziativa di CNA Piccola Industria Rimini aveva il titolo di "Innovare per crescere". 

Il confronto ha preso spunto dalla relazione di Alessia Bernardi, Consulente CNA, sulla ricerca svolta nei primi sei mesi del 2011 riguardo l'economia locale. Durante l'incontro è stato presentato il quinto volume di "Persone imprese innovazione nella Provincia di Rimini", strumento che analizza la realtà economica locale. 
Hanno partecipato: Giancarlo Muzzarelli, Assessore Regionale alle Attività Produttive; Paolo Bonaretti, Direttore Aster; Luciano Goffi, Direttore Generale UBI-B.Pop. Ancona; Giorgio Cantelli Forti, Presidente Polo univeristario di Rimini; Fabrizio Moretti, Presidente CNA Piccola Industria.

mer 29 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Ogni martedì l'associazione Ippocampo (Laboratorio urbano della memoria sarà in piazza Pascoli di Viserba in occasione del mercatino degli artigiani organizzato dal Comitato Turistico.
I soci di Ippocampo mostreranno immagini d'epoca, video, interviste raccolte sul territorio in un anno e mezzo di vita anche grazie alla collaborazione di concittadini e turisti.
L'invito è a contribuire: chi trovasse vecchie cartoline o fotografie su Viserba e dintorni può metterle a disposizione, le immagini verranno scansionate e quindi restituite ai proprietari.
Fra gli altri progetti dell'associazione, anche una ricerca sui soprannomi delle famiglie viserbesi. 
Parte del materiale raccolto è consultabile liberamente sul sito www.ippocampoviserba.it

mer 29 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Sarà anche estate, ma sui canoni demaniali continua a regnare nebbia fitta. E i nervi degli operatori sono messi a dura prova dalle docce scozzesi cui sono sottoposti, fra promesse mirabolanti e minacce di esazioni all'ultimo sangue. L'ultima notizia è una boccata di ossigeno: il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dei locali situati nelle aree portuali di Riccione e Rimini, i quali non dovranno - almeno per ora - pagare i canoni maggiorati. 
Sul fronte della spiaggia, invece, si discute nei ministeri, dopo che le commissioni Finanze e Bilancio della Camera avevano stralciato i primi tre commi dell'articolo 3 del Decreto Sviluppo, riguardanti le concessioni demaniali marittime. Soddisfatte le associazioni di categoria, come la Cna Balneatori di Rimini, secondo la quale "occorre ora un provvedimento che coinvolga anche Regioni e associazioni di categoria, per una norma che chiuda la procedura d'infrazione aperta verso l'Italia dalla Ue, e nello stesso tempo riconosca alle imprese turistiche italiane la loro professionalità, gli impegni profusi, gli investimenti effettuati". A questo scopo sono in corso incontri con il ministro Fitto.

mer 29 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da

Forse i veri matti oggi sono quegli imprenditori che potendo, non investono in cultura e solidarietà e quei politici che destinano le poche risorse pubbliche disponibili in cultura autoreferenziale e solidarietà clientelare.

Le testimonianze lungimiranti di Focchi e Medioli in merito all'esperienza dell'Accademia della Follia, stimolano in me alcune riflessioni nella mia veste di politico seppure senza responsabilità di governo, almeno in sede locale.

In primo luogo oggi in tempi di crisi internazionali e quindi di risorse limitate, l'apporto filantropico di soggetti privati non può più essere considerato una "stravaganza" ma deve essere promossa sistematicamente sia attraverso l'affermarsi di una coscienza pubblica condivisa, che di strumenti fiscali adeguati a riconoscere la funzione "pubblica " di soggetti "privati".

In secondo luogo, l'intervento diretto della politica nell'ambito culturale e della solidarietà deve, secondo il principio di sussidiarietà riconoscere e sostenere ciò che nella società c'è e da risposte adeguate ai bisogni (sia di cultura che di solidarietà) ed intervenire in proprio solo dove la società non è in grado o non vuole operare.

mer 29 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da

Spettabile redazione,
vorrei mettervi a conoscenza di una storia realmente accaduta e deprimente. Chiedo di mantenere l'anonimato e spero di sensibilizzare la gran parte delle persone "per bene" del settore turistico, affinché possano aiutarmi.
Dopo 22 anni di duro lavoro, partendo dalla figura addetta al ricevimento e arrivando alla consulenza, alla realizzazione di progetti turistici e alla direzione di strutture alberghiere di un certo pregio, ho deciso di trasferirmi nella patria del turismo: la Romagna. 
Qui ho deciso che avrei preso in gestione o in affitto un albergo per la prossima stagione e che nell'immediato mi sarei dedicato al lavoro dipendente presso una struttura ricettiva, in modo da inserirmi e prendere contatto diretto con gli addetti ai lavori (istituzioni, fornitori, etc).
Mi sono trasferito in una città della Romagna in cui, grazie alla presenza di numerose strutture ricettive, sono riuscito ad inserirmi subito a livello direzionale, arrivando a coordinare due complessi della stessa proprietà alberghiera a Cesenatico.

mer 15 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

I più avvertiti fra gli esponenti del centro-destra lo stanno già rinascendo: il partito televisivo non funziona più. E proprio in tv si sono visti i segnali del declino, plasticamente rappresentato dalla mortificante catastrofe di Vittorio Sgarbi. Funziona ancora, invece, il partito di piazza, come si è visto con la manifestazione delle donne il 13 febbraio. E soprattutto funziona il partito delle piazze virtuali, con i network che affossano i telegiornali. La tornata amministrativa, sommata allo tsunami dei referendum, segnano la fine per una seconda repubblica mai nata. 

Troppo presto per dirlo? Molte ragioni inducono a ritenere di no. Innanzi tutto, il tramonto del leader con il quale la destra italiana si è identificata negli ultimi 17 anni. Tramonto che è innanzi tutto dell'uomo, e non solo per motivi anagrafici. E' impressionante notare che, secondo i sondaggi, ben un quarto degli elettori del Pdl che si è recato alle urne referendarie nonostante l'indicazione contraria di Berlusconi, lo ha fatto proprio con la motivazione di votare contro di lui. Una quota perfino superiore a quelle di chi fra gli elettori della Lega ha ragionato allo stesso modo. Ed è altrettanto esemplare la chiacchierata telefonica fra Flavio Briatore e Daniela Santanchè, finita sui giornali dopo essere stata intercettata dalla procura di Genova. I due, nonostante le pubbliche difese ad oltranza del loro capo, in privato la pensano esattamente come la gente "normale". 

 

mer 15 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

 

Andarsene, l'ultima speranza. Un pensiero che credo abbia attraversato il cuore di quasi tutti coloro che hanno lasciato dietro di sé il proprio paese alla ricerca di una vita migliore. Non mi meraviglio più quando in televisione si ripropongono scene di immigrati arrivati sani e salvi a Lampedusa che ringraziano tutti anche se in Italia li aspetta un centro di identificazione con filo spinato, guardie e un futuro incerto appeso ad un pezzo di carta. Ma tanto non è che cercavano il paradiso, ma solo un posto dove poter lavorare e vivere decentemente e la speranza è l'ultima a morire. 

Rimanere o andar via dall'Italia purtroppo non è solo un argomento che riguarda gli stranieri arrivati nel bel paese, ma anche gli italiani, sopratutto coloro che non si accontentano, coloro che non ci credono più, coloro che continuano a sognare. Vanno via gli immigrati che in Italia non hanno trovato una casa, ma solo una porta verso l'Europa. Vanno via i figli degli stranieri, le cosiddette seconde generazioni, che dopo un percorso scolastico coronato con la laurea non trovano lavoro, che non vogliono lavorare nei call center, che vogliono mettere a frutto le loro conoscenze, coloro che vogliono fare ricerca mentre in Italia ricerca quasi non si fa, coloro che hanno idee brillanti ma non soldi per metterle in pratica, coloro che a volte hanno subito discriminazioni per il colore della pelle o per un accento strano o sbagliato. Tornano nel loro paese gli immigrati che in Italia non hanno trovato la loro strada e non sono riusciti a vivere in una realtà a volte molto diversa rispetto al proprio paese. Scelgono di ritornare coloro che vedono cambiamenti positivi nel proprio paese e possibilità di crescita economica e personale. Molte volte il richiamo della propria terra è più forte di qualsiasi avversità.

 

mer 15 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Non c'è bisogno di vivere qui da anni per sapere che il calendario riminese è quello delle altre città in negativo: i loro giorni festivi per noi sono segnati in nero, e viceversa. Qui, insomma, si lavora di più quando la gente normale si diverte, e più vuole divertirsi, più qui c'è lavoro. Le uniche a non essersene mai accorte sono le scuole: ai primi di giugno si chiude, e non ci sono santi. 
La scuola italiana è ferma a una piccola Italia anni Sessanta, dove le mamme non lavoravano e nella bella stagione ogni giardino, ogni cortile e ogni vicolo diventavano centri estivi autogestiti pullulanti di bambini, finché i papà e le mamme non li caricavano tutti sulla Seicento per portarli al mare a godersi il sacrosanto mese di ferie pagate. 
Qui a Rimini, dove il mare c'era già, i piccoli indigeni, lasciati per tre mesi allo stato brado da genitori impegnati a farsi il mazzo come bagnini, cuoche e albergatori, formavano branchi organizzati stile «Signore delle mosche», che colonizzavano angoli di spiaggia e campi incolti abbandonandosi spesso a pratiche para-teppistiche. A settembre papà e mamme venivano a riprenderseli, li contavano (a volte li confondevano perché dopo tre mesi non li riconoscevano più), e, se li ritrovavano tutti sani e salvi, tiravano un sospiro di sollievo. 

mer 15 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il 14 giugno a Milano all'Auditorium di Assolombarda sono stati assegnati i Sodalitas Social Award, nona edizione dell'importante riconoscimento a chi si è impegnato nella diffusione della responsabilità sociale e nella promozione di buone pratiche, in vista della costruzione di un distretto economico responsabile. 
Quest'anno è arrivato ancora un premio Sodalitas per CNA e le imprese associate, che si era presentata con il progetto "Fondo per la Scuola" Ad oggi, circa 100 imprenditori si sono associati al Gruppo Imprenditori per la scuola e hanno dedicato una parte del proprio tempo per la scuola, attraverso i progetti coordinati da BuonLavoro CNA. Nel 2010 le imprese e le organizzazioni coinvolte in almeno un'attività a favore della scuola sono state circa 90. Il progetto ha vinto la 9a edizione del premio nazionale Sodalitas Social Award nella categoria di riferimento
In finale anche "La Forza e il sorriso" programma organizzato dall'omonima associazione e reso possibile grazie al coinvolgimento di quattro centri estetici associati a CNA e sotto il coordinamento dell'Istituto Oncologico Romagnolo. Il progetto prevede un complesso di laboratori di make-up gratuiti, per gruppi di donne in trattamento oncologico, che in un'atmosfera informale e piacevole, possono ritrovare il sorriso e la sicurezza in loro stesse attraverso un percorso fatto di informazioni, utili consigli e accorgimenti pratici per fronteggiare gli aspetti secondari delle terapie, sotto la guida di consulenti di bellezza competenti e sensibili che operano in forma volontaria.

mer 15 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Anche a Rimini, per la prima volta dopo 16 anni, i referendum hanno raggiunto il quorum. Nella mostra provincia i votanti sono stati il 61,5% degli aventi diritto, contro la alla media nazionale del 57%, e quella regionale del 64,1%, infatti, l'Emilia-Romagna è seconda in Italia per affluenza dopo il Trentino.
Il comune dove si è votato di più è stato Poggio Berni, 71,7%; il dato più basso a Casteldelci, 54,4%. Nel comune di Rimini si è raggiunta quota 60,5% degli elettori (solo mezzo punto in meno rispetto alla percentuale del ballottaggio, il 61%); a Riccione il 59,3%.
Nessuna partita sui quesiti: anche qui i "sì" hanno superato largamente il 95% in tutti e quattro i quesiti.

mer 15 giu 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

L'esito elettorale ha avvicinato di un altro passo la fine dell'era Berlusconi. Silvio Berlusconi resterà nella storia italiana come l'uomo che ha saputo utilizzare nel modo migliore la situazione sociale, mediatica e politica dalla metà degli anni '70 al primo decennio del 2000. La sua fase giovanile lo vede primeggiare nell'insinuarsi prima e forzare poi un sistema televisivo arretrato, aprendo in Italia il mercato della pubblicità, di fatto tenuto chiuso dalla talebana visione della DC. Berlusconi non edifica un'impresa mattone su mattone come nella tradizione lombarda, ma si muove nel tramonto della Prima Repubblica appoggiandosi di volta in volta ai socialisti e ai democristiani e crescendo nelle falle di uno stato dominato dagli interessi miopi dei partiti. Non a caso i suoi settori di intervento sono la speculazione edilizia e la televisione, controllate dalla politica. E' sempre accompagnato da un robusto staff di avvocati col pelo sullo stomaco. Eppure non solo sopravvive là dove personaggi come Gardini, Calvi e Sindona perdono addirittura la vita, ma vince e prospera. Non si può certo dire che sia un imprenditore modello integro e moralista, ma sicuramente nel periodo in cui diede vita alla sua impresa l'Italia non era l'ambiente ideale per questa specie, se mai lo è stata. 
La seconda parte della vita di Berlusconi è quella della politica.

mer 15 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dopo l'esito straordinario del referendum, che ha visto il raggiungimento del quorum e una trionfale valanga
di "sì", sono certo che chi legge avrà nel frattempo già saputo delle inevitabili dimissioni dell'Amministratore Delegato di Hera, Maurizio Chiarini, che aveva perorato l'esito opposto di almeno il secondo dei due quesiti sull'acqua, quale irrinunciabile condizione per non compromettere quella che, dandomi un tono, chiamerò anch'io la "mission aziendale (o la ‘vision d'impresa'? Boh..) della multiutility". Visto che il socio di larga maggioranza di Hera altri non è che la collettività, rappresentata "pro tempore" da sindaci che nella quasi totalità si sono pronunciati - quando non addirittura battuti - per il "Sì", la domanda è perfino banale: s'è mai visto che un amministratore delegato, soccombente in un contrasto con la proprietà, non ne tragga le dovute conseguenze? Ma se anche non fosse stato il Sì a vincere quel referendum sull'acqua, come avrebbe potuto Chiarini sentirsela di rimanere al suo posto, dopo aver attivamente "brigato" contro la visione strategica del "socio effettivo" di riferimento? Ben sapendo, per di più, che "l'agognato privato" non avrebbe certo la delicatezza di aspettare il bel gesto dell'Amministratore Delegato per sancirne la dipartita. Se Hera dovrà dunque reperire un nuovo super manager, suggerisco di chiedere aiuto alla «Formatrice e consulente in Risorse Umane, Sviluppo Professionale e Personale» (l'insensata pioggia di maiuscole è sua), relatrice alla recente conferenza «Contattate le Vostre Risorse per raggiungere i vostri obbiettivi personali e professionali», tenutasi a Misano; che per l'occasione, dato il sapore vagamente yuppie del tema, si è sentita per una sera "la Misano da bere". Ben diversa - non me ne voglia il Sindaco Giannini - dalla Misano-misogina balzata in questi giorni all'onore (si fa per dire) delle cronache per aver accettato l'incredibile diktat della "consorella maggiore" Riccione - ahi ahi Pironi! - affinché la congiunta squadra anti-abusivismo che opererà in spiaggia sia composta di soli vigili maschi. 

mer 01 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Uno dei tormentoni in voga a Rimini recita che "il centro destra non vuole vincere". Mai come in queste elezioni la realtà è andata oltre la diceria. L'opposizione ce l'ha davvero messa tutta per restare tale. Dall'affannosa ricerca dei candidato "non politico" - 11-nomi-11, tutti finiti in nulla - al lancio ufficiale di Marco Lombardi, con tanto di manifesti affissi nelle vie. Poi arriva la Lega e impone Gioenzo Renzi. Lega che, nella persona dell'onorevole Pini, non perde occasione per azzuffarsi con gli "alleati" del Pdl.
Renzi aspettava - e meritava - questa occasione da una vita. Il suo schieramento gliel'ha servita nel peggiore dei modi possibile. Non hanno certo aiutato neppure le sortite governative sulle materie che stanno più a cuore da queste parti. Dal ministero del turismo da piazzare a Rimini, alle concessioni di spiaggia per 90 anni: più che promesse concrete sono state percepite come trovate estemporanee, specchietti da far luccicare in faccia a chi viene considerato con l'anello al naso. Non bastasse, il turno elettorale di Rimini è incappato nello tsunami che ha sferzato il centrodestra in tutto il Paese.
Da noi la riprova più evidente di una tendenza che superava le questioni locali si è avuta a Cattolica. Qui anche il centrosinistra si era messo di buona lena, e da tempo, per suicidarsi. E invece non ci è riuscito, portando Cecchini a una vittoria davvero imprevista, se non altro nelle dimension

mer 01 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

 

L'edizione di quest'anno è particolarmente ricca di mostre, conferenze, spettacoli, esperienze gastronomiche "per scoprire" diverse culture presenti nel nostro territorio.

Gli eventi sono iniziati il 28 maggio in piazza Cavour con un concerto, e una sfilata d'abiti tradizionali e spettacolo teatrale. Seguiranno sempre in piazza Cavour altre decine incontri fino al 10 giugno. 
Per i prossimi 15 giorni segnaliamo:

RIMINI Mercoledì 1 giugno ore 21 CONCERTO - Palazzo del Podestà, piazza Cavour "Voci di un'unica fiamma - Duo Celtamusa"; 
giovedì 2 giugno LABORATORIO DI STRADA; 
venerdì 3 giugno INCONTRO ore 18.30 - Palazzo del Podestà, piazza Cavour "Sfruttamento lavorativo: l'altra faccia della produzione di clandestinità"; ore 21 - Teatro Giardino delle Mimose, piazza Cavour "La spremuta. Rosarno, migranti, n'drangheta"; 
sabato 4 giugno CARAVAN SERRAGLIO ore 16.30 - Piazza Cavour "Tambura Ba"; Arcobaleno in festa Festa di chiusura della Scuola di lingua italiana; Treccine e tatuaggi all'hennè; Scarp de' Tenis Il giornale dei senza dimora; BIBLIOTECA VIVENTE ore 16.30 - Piazza Cavour "Prendete in prestito un pregiudizio e guardatelo in faccia"; CENA MULTIETNICA ore 19 - Vecchia Pescheria, piazza Cavour "Mangia come parli"; CONCERTO ore 21 - Piazza Cavour "Mandingo Style"; ore 22 - Piazza Cavour "Nakriz Musica rai", un mix di rock, pop e musica tradizionale maghrebina; ore 23 - Piazza Cavour "Orchestra Multietnica Modenese";

 

mer 01 giu 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Con il verdetto del ballottaggio è stata definia anche la composizione del nuovo consiglio comunale di Rimini.
La coalizione che ha sostenuto Gnassi ottiene 19 seggi: 16 al PD, uno a testa a IDV, Federazione della Sinistra e Rimini per Rimini.
La coalizione di centro destra ne ottiene 9: 8 al PdL ed uno alla Lega. 
Tre seggi vanno al Movimento 5 Stelle ed uno a Sel. Fra le maggiori sorprese, l'esclusione dal consiglio di Marco Lombardi, capolista Pdl, risultato primo dei non eletti.
PD: Emma Petitti, Marco Agosta, Carlo Mazzocchi, Abramo Fraternali, Vincenzo Gallo, Donatella Turci, Samuele Zerbini, Alessandro Giorgetti, Mattia Morolli, Francesco Angelini, Simone Bertozzi, Enrico Piccari, Giovanni Pironi, Giovanna Zoffoli, Massimo Allegrini, Roberto Mancini.
IDV: Marco Montanari.
Rimini per Rimini: Bertino Astolfi.
Federazione della Sinistra: Savio Galvani.
PdL: Gioenzo Renzi, Oronzo Zilli, Eraldo Giudici, Nicola Marcello, Alessandro Ravaglioli, Valeria Piccari, Giuliana Moretti, Mauro Gennaro 
Lega Nord: Marco Casadei.
Movimento 5 Stelle: Luigi Camporesi, Carla Franchini, Gianluca Tamburini
SEL: Fabio Pazzaglia.

mer 01 giu 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

I risultati delle elezioni amministrative, per lo meno alla prima tornata, confermano secondo me alcune semplici ipotesi.

La prima è una generale diffidenza verso i partiti principali: se Atene piange, Sparta di certo non ride. Il calo dei voti che PDL-Lega hanno avuto in città come Milano rivela quanto si sapeva già: tante promesse erano state fatte e non sono state mantenute. Gli anni sono passati e il rinnovamento berlusconiano è stato timido e parziale. Milano è decaduta anche per la crisi dell'economia e del terziario, ma non solo per questo. Tuttavia l'affermazione delle liste 5 Stelle di Grillo in città di sinistra come Bologna e Rimini, mostrano che tanti elettori del PD sono assai scontenti, soprattutto dove il partito non ha brillato per buona amministrazione o non presenta candidature autorevoli.
A Torino il PD si è infatti affermato perché Chiamparino è stato un bravo amministratore, una persona onesta e capace, e Fassino si presenta in modo simile. Torino è cambiata in meglio durante l'amministrazione Chiamparino con una decisa innovazione pur nel rispetto delle tradizioni della città. A Napoli invece la popolarità ai minimi termini prodotta dall'ostinazione prima di Bassolino e poi della Iervolino a restare incollati alle loro poltrone e la goffa gestione delle primarie ha portato voti di sinistra al giustizialista De Magistris, senza peraltro premiare la destra di Lettieri fin dal primo turno

mer 01 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Galateo elettorale, seconda e inevitabile puntata: ovvero, come comportarsi con amici e conoscenti che si sono candidati alle elezioni comunali, una volta che le urne hanno emesso il loro verdetto. Eventualità che, come abbiamo osservato nella prima puntata, tocca parecchi riminesi, visto il numero di liste in gara.
Da ieri, finalmente, dopo settimane di cautele, sorrisi di circostanza e scongiuri a mezza voce, possiamo sciogliere le riserve e dare libero sfogo ai nostri veri sentimenti... Sì, magari! Mica è così facile. Okay, se a palazzo Garampi e dintorni è approdato il tuo abituale compagno di calcetto, con cui vai politicamente d'accordo non solo quando si discute se sono migliori le tagliatelle di Zaghini o quelle della Delinda, non c'è nessun problema, anzi, i tuoi rapporti con la pubblica amministrazione potrebbero d'ora in poi risultare molto più semplici. E pure se la volontà popolare ha bocciato le ambizioni politiche del tuo acerrimo nemico (che oltretutto preferisce le tagliatelle di un postaccio carissimo), il tuo sguardo già ostile si arricchirà di una beffarda nuance di compatimento. Era l'unico a non essersi accorto che la maggioranza della gente in città ha su di lui la stessa opinione che hai tu. 
Ma se invece ha ottenuto un plebiscito? Conviene tenergli il broncio o non è più utile tendergli sportivamente la mano, come ha fatto la Moratti con Pisapia (certo, dopo avergli dato del facinoroso ladro d'auto e simpatizzante di Al Qaeda, ma è acqua passata)? E se è il compagno di calcetto a essere stato trombato, bisogna offrirgli la cena di consolazione da Zaghini o dalla Delinda? Ma poi, bisogna proprio offrirgliela? Non dovrebbe offrirla lui a tutti gli amici che ha illuso, inducendoli a scommettere sul cavallo sbagliato?

mer 01 giu 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Convengo che in politica occorrano fair play e spirito cavalleresco nei confronti dell'avversario sconfitto, al quale va tributato l'onore delle armi. Ma io in politica non ci sono più da anni, per cui in questo lunedì notte post elettorale posso permettermi di godere come un matto pensando a quale atroce sofferenza e incontenibile rabbia la disfatta appena subita stia provocando a Berlusconi, che peraltro non è il mio avversario, ma piuttosto il nemico numero uno del buonsenso, del buongusto, del buongoverno, della buona creanza e di tante altre buone cose che la sua rapace presenza sta mettendo sempre più a rischio. 

A rafforzare questa mia "licenza", si aggiunge poi un'emozione per la vittoria di Gnassi a Rimini che va ben oltre il suo significato politico. Lo so, rischio di cadere nel sentimentalismo, ma pensare ad Andrea sindaco è per me tutt'uno con l'affacciarsi prepotente di mille ricordi. Dall'incontro giovanile con i suoi genitori, Enrico e l'indimenticabile Lella, al lungo e comune percorso di vita che ne è seguito, contrassegnato dalla speranza (o forse dall'illusione) di poter contribuire a costruire un mondo migliore, lungo il quale sono cresciuti Andrea e "quel discolo" di suo fratello Sergio, assorbendone la più intima essenza. Siccome a una certa età è facile che i ricordi si colorino di masochistica nostalgia, ecco allora l'aggiunta di una malandata polaroid del 1973 scattata al compleanno di mia figlia Miki, con il futuro Sindaco di Rimini in grembiulino dell'asilo ritratto a fianco della festeggiata e, a seguire, di Gianna Giovagnoli, oggi moglie di Fabio Pazzaglia; con alle loro spalle Marco e Paolo Franchini, odierni titolari di un'azienda leader nel campo delle energie rinnovabili e, in mezzo a loro, l'attuale Presidente dell'Enaip, Sabrina Zanetti. 

gio 19 mag 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Come da copione, saranno Andrea Gnassi e Gioenzo Renzi a giocarsi la partita per il sindaco di Rimini. Meno scontato il panorama uscito dal primo turno, sconvolto dall'effetto Grillo. Eppure il travolgente successo del Movimento 5 stelle si era già verificato un anno fa. Ma pochi credevano che il fenomeno si sarebbe ripetuto con palazzo Garampi in ballo. E invece non solo Grillo ha fatto il bis, ma ha anche rincarato la dose. A farne le spese sono stati per primi i partitini di quella che fu la sinistra "radicale", di fatto cancellata: Rifondazione e Comunisti Italiani pur insieme non arrivano al 2 per cento, i Verdi superano a stento l'1, Sinistra Critica praticamente non esiste. Ma anche il SEL, che doveva essere la novità e la spina nel fianco del Pd, non fa poi tanta strada. Il 5 per cento raccolto da Fabio Pazzaglia peserà eccome, ma resta ben lontano da pronostici che accreditavano perfino il doppio di quei consensi. Male Italia dei Valori sotto il 3 per cento, malissimo il Psi di Stefano Casadei precipitato allo zero virgola. Una buona mano a Gnassi l'ha data solo la lista civica Rimini per Rimini, con un sorprendente 2,5 per cento che vale la conferma in consiglio per l'inossidabile Bertino Astolfi. Gnassi può dire di aver recuperato una situazione a dir poco critica, ma il traguardo è ancora lontano. Dall'altra parte le delusioni sono state forse ancor più cocenti. 

gio 19 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Per molti immigrati, che stavano per finire i soldi risparmiati nella stagione estiva scorsa o erano disoccupati, ora con l'avvicinarsi dell'estate hanno una speranza in più per trovare un'occupazione ed anche per azzerare i prestiti. La stagione estiva porta lavoro anche per gli immigrati e si prega tanto che sia una buona stagione, un bel tempo e ci siano tanti turisti. In questo periodo di crisi, molti immigrati, spesso, ritornano anche in patria dove la vita costa meno e fanno ritorno in Italia solo per la stagione estiva dove si lavora a tempo pieno. La macchina del turismo è una benedizione nella nostra zona dove c'è molto bisogno di manodopera. Questo modo di lavorare, comporta vari problemi per il rinnovo del permesso di soggiorno, poiché si rinnova in base al contratto di lavoro e se non si ha un contratto, il permesso di soggiorno si rinnova solo per sei mesi. Gli immigrati non vogliono rischiare e molti sono costretti a comprare i contratti di lavoro, pagando loro stessi i contributi e le spese extra, quindi, non lavorando. Questa è la lotta per la sopravvivenza: contro la crisi, contro il rischio di clandestinità, contro la povertà, con la speranza di giorni migliori.

gio 19 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Ricordate la favola dei tre porcellini? Simpatici e intelligenti, impiegano il loro talento per costruire la dimora ideale: paglia, legno o mattone? Sebbene, come ben ci ricordiamo, la casa di paglia sarà la prima a volare via, possiamo oggi ricrederci sulla utilità di questo materiale, economico e naturale, nella costruzione degli edifici. Può sembrare strano e divertente, ma la paglia è una delle possibilità dell'architettura ecologica per costruire in modo sostenibile. Gli esempi di abitazioni di diverse culture tradizionali attorno al globo hanno già dimostrato l'efficienza di paglia, erba e canne come materiali di costruzione. Ne parliamo con l'architetto Susanna Donnini esperta Casa Clima-Bio.
Architetto, perché costruire con i mattoni di paglia?
"La paglia, materiale di scarto dell'industria alimentare che deriva da diverse graminacee tra cui segale, orzo, riso e lavanda, incuriosisce e non ispira affidabilità. Eppure i sistemi costruttivi in paglia sono consolidati nel tempo e vantano un buon utilizzo nel nord Europa ma soprattutto in America, principalmente negli Stati Uniti e Canada. Negli ultimi anni anche in Italia se ne comincia a parlare e sono già diversi gli edifici realizzati in Trentino Alto Adige, Veneto, Toscana e, negli ultimi mesi, in Abruzzo. I vantaggi sono molti: le balle di paglia provvedono un'eccellente isolamento termico ed acustico, negli Stati Uniti esistono diversi studi di registrazione in paglia, usata per le sue ottime qualità. La paglia offre inoltre maggior confort idrotermico ed essendo di solito abbinata ad altri materiali naturali, crea ambienti interni sani da vivere". 

gio 19 mag 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Caro Futuro Sindaco,

non so ancora chi sarai anche se mi dicono che faranno un ragazzo biondo che si vede nei manifesti. Ma io non ci credo che dopo un dottore fanno un ragazzo così, quasi a caso.
So che ci sono tanti candidati, ma al bar dicono che sono messi su a posta per fare confusione. Però, siccome c'è la democrazia, per me possono vincere tutti.
Caro Futuro Sindaco, nella mia bucalettere è arrivata tanta carta con le facce dei candidati che promettono delle grandi cose. Ma guardando la nostra città, mi pare che tu non avrai tanto potere.
Proprio ieri passavo davanti alla Murri. E' vero che ormai non ci facciamo caso, ma da quant'è che questo cantiere è lì fermo, con le impalcature e la gru, come se ci lavorassero, ma non succede niente? Lì si è capito che i sindaci non possono fare niente e che è facile che tutto resti così fino ai miei nipoti e chissà quanto tempo ancora. 
Penso anche alla Questura Nuova, che è lì da meno tempo ma anche per quella, poverini, mi sa che i sindaci non potevano fare proprio niente. Altrimenti l'avrebbero fatto, ne sono certo. Anche lì mi sa che non ce la fai né a buttarla giù né a riempirla di poliziotti, perché ce ne vorrebbe un casino.
Pensavo però che per esempio un sindaco potesse far venire l'acqua dalla fontana della Sacramora. Non è tanto difficile, credo che basta girare un rubinetto, perché l'acqua c'è. Ma anche di quello non si è potuto fare nulla. Magari tu con un po' di fatica ci riuscirai.

gio 19 mag 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Con dodici candidati alla poltrona di sindaco, ognuno con un nugolo di aspiranti assessori e consiglieri, era statisticamente inevitabile: ogni riminese aveva in media tre o quattro fra parenti o conoscenti in corsa per le elezioni di domenica scorsa, spesso appartenenti a liste diverse fra loro. 
Alcuni debutti in politica sono stati una sorpresa. Il vicino del piano di sopra, sì, quel ceffo che fuma il sigaro sul terrazzo e scrolla la cenere sul tuo bucato, e che sospetti abbia tentato di avvelenarti il gatto, si presentava proprio per il partito che pensavi di votare. La poca fiducia che ti era rimasta in quel partito è andata a farsi benedire: se candida certi farabutti, non c'è da sorprendersi per come vanno le cose. 
E come sei rimasto quando hai visto il simpatico faccione del papà del migliore amico di tuo figlio sopra il simbolo del partito che vorresti bandire dai paesi civili? Rivedi in negativo la tua opinione su di lui, o in positivo su chi ha deciso di candidarlo? O su te stesso, perché ti eri illuso che la pensasse come te solo perché alla cena di fine anno scolastico avete ordinato tutti e due la pizza quattro pep

gio 19 mag 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Da quel vero e proprio "cancro" che sono, i nostri Magistrati non si contentano di spargere le loro "metastasi" da Milano a Palermo, coprendo di guai giudiziari un sant'uomo che chiede solo di poter governare in pace le sue aziende, il suo harem e, se gli resta tempo, il nostro Paese. Ora le toghe rosse, sotto mentite spoglie, arrivano perfino a voler cambiare il corso della politica francese, esportandovi l'accusa di maialaggine contro Strauss Kahn, il più accreditato successore di Sarkozy, messo in galera a New York, dove non esistono provvidenziali leggi ad personam in grado di impedirlo. Pare che Berlusconi intenda prestargli il suo diabolico Ghedini, che ha già pronta la difesa: ma quale bunga bunga a cui sarebbe stata costretta quella cameriera? Strauss l'aveva solo invitata a fare un valzer!

Ha bene fatto Piacenti, col cuore in mano, a chiedere agli elettori riminesi un voto al PdL a consolazione del martirio giudiziario del premier. Perché si fa presto a dire che le sue più recenti esternazioni sembrano ormai da "fuori di testa" e tali da farlo apparire il primo "caso clinico" che governi una nazione: la verità è che è tutta colpa della Magistratura, il cui Consiglio Superiore è non a caso presieduto da Napolitano, del quale Berlusconi non sopporta più tutti quei richiami alla Costituzione.

mer 04 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

 

Documenti per votare

Per esprimere il proprio voto l'elettore si deve recare al proprio seggio munito della tessera elettorale e di idoneo documento d'identificazione:
-Carta d'identità
-Patente
-Tessera di riconoscimento rilasciata dall'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia, purché convalidata da un comando militare
Altro documento di identificazione (con fotografia) rilasciato dalla Pubblica  Amministrazione.
I suddetti documenti di identificazione sono considerati validi per accedere al voto anche se scaduti, purché risultino sotto ogni altro aspetto regolari e possano assicurare la precisa identificazione dell' elettore. 
In mancanza di documento l'identificazione può avvenire anche attraverso:
uno dei membri del seggio che conosca personalmente l'elettore e ne attesti l'identità
altro elettore del comune, noto al seggio (provvisto di documento valido), che ne attesti l'identità

 

mer 04 mag 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il ministro Gemini continua a ripetere che la sua "riforma" scolastica non prevede tagli. Seguendo la vecchia regola secondo la quale una bugia ripetuta due volte è già una mezza verità, probabilmente ci sarà anche chi ancora le vuole credere. Basta però avere un figlio alunno per toccare con mano come stanno davvero le cose. Stando solo a Rimini, che non è certo la realtà più disastrata d'Italia, lo scorso anno alle elementari sono venuti meno 170 insegnanti, oltre a un buon numero di bidelli e assistenti vari. Quest'anno nella provincia i maestri in meno saranno altri 76. Si parla di lotta agli sprechi, si è detto che il tempo pieno non sarà toccato, ma nel concreto è il contrario: infatti, se è vero che per ora - il prossimo anno non si sa - le classi a tempo pieno resteranno 134, nel frattempo gli alunni cresceranno dell'1 per cento, toccando quota 46mila. Quindi, se a maggior richiesta corrisponde la medesima offerta, il conto è presto fatto. E il conto parla di 15 classi che il tempo pieno lo hanno chiesto, ma non l'otterranno.
Ciò significa che meno madri potranno lavorare. Oppure che quelle che lavorano, e che se lo possono permettere, dovranno pagare il tempo pieno presso scuole private. In entrambi i casi, un impoverimento economico per le famiglie. Ma non solo: una perdita anche per la formazione dei bambini, che nelle classi a tempo pieno possono svolgere più attività e meglio coordinate. Ma sarebbe più corretto dire "potevano". I salti mortali cui sono costretti i dirigenti scolastici per tappare falle che si aprono da tutte le parti prevedono situazioni paradossali

mer 04 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da

Mancano meno di due mesi al grande giorno della Visita Pastorale che S.S. Benedetto XVI farà alla Diocesi di San Marino-Montefeltro dove da tempo si lavora alacremente per riservare al Santo Padre un'accoglienza, non solo calorosa ma, come dice il Vescovo Mons. Luigi Negri, per far sentire Benedetto XVI come a casa sua.
Accogliendo con gioia le istanze dello Stato sammarinese e della Chiesa particolare Benedetto XVI avrà una giornata piena che lo porterà a conoscere nei particolari la realtà dell'antica terra della libertà e quella della Chiesa che il Vescovo Negri sta guidando con passione e sacrificio. Il Papa con il suo seguito arriverà a bordo del bianco elicottero che tutti  ormai ben conoscono e toccherà terra a San Marino, intorno alle 9,15, nell'eliporto di Torraccia dove saranno ad attenderlo gli Eccellentissimi Capitani Reggenti, il Segretario di Stato S.E. Mularoni, l'Ambasciatore di San Marino presso la Santa Sede, S.E. Sante Canducci, il Nunzio Apostolico nella Repubblica Mons. Bertello, S.E. Mons. Negri Vescovo della Diocesi e il Ministro Plenipotenziario Beccari. 

mer 04 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Il reato di immigrazione clandestina punito con la reclusione ha suscitato molte polemiche in Italia. Per il governo è una modalità di combattere l'immigrazione clandestina, punendo severamente coloro che non rispettano un ordine di espulsione. I giudici italiani della Corte Costituzionale e Cassazione trovano sproporzionato e inutile punire con la detenzione il mancato allontanamento del migrante.

A due anni dall'entrata in vigore del reato di clandestinità, la Corte di Giustizia di Lussemburgo si è pronunciata contro la misura detentiva in quanto tale normativa è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri degli irregolari. La direttiva prevede che i clandestini vadano invitati prima ad andarsene, mentre espulsione coatta, trattenimenti nei Cie e reclusione dovrebbero scattare solo in casi eccezionali. "La Corte considera che gli Stati membri non possono introdurre (...) una pena detentiva (...) solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e che il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare in detto territorio". La pena detentiva rischia di compromettere l'obiettivo della direttiva, ovvero "l'instaurazione di una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare nel rispetto dei loro diritti fondamentali". 

mer 04 mag 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Prendo spunto da una vicenda personale per una riflessione più generale. Negli ultimi mesi e poi nelle ultime settimane ho seguito la vicenda di un congiunto che era ammalato di una grave forma di tumore, per il quale è poi deceduto, il 20 aprile, a 46 anni.
La riflessione generale è sulla bontà delle persone.
Lo spunto, lo confesso, mi viene dalla zia ottantatreenne alla quale raccontavo quello che seguirà. E che mi dice: "Ma perché non scrivi di queste cose? Non accadono solo cose brutte, nel mondo."
Per il giornalismo è una vecchia questione. "Perché ci sono solo brutte notizie al TG?", si chiede a volte la gente. Primo: non è vero. Ci sono tante belle notizie. Per esempio che una squadra ha vinto un trofeo. Che un partito ha vinto le elezioni. Che il Presidente del Consiglio è stato assolto. Che il Presidente del Consiglio è inquisito. Il fatto è che le belle notizie elencate sopra lo sono solo per qualcuno: per la squadra che vince, per il partito che ha vinto, per chi sostiene il Premier, per chi contrasta il Premier. 
Invece, le brutte notizie sono brutte per tutti. 
Omicidi, scomparse, catastrofi naturali, guerre, ci interessano. Perché, anche se non lo diciamo apertamente, da una parte stimolano le nostre paure e dall'altra ci rassicurano in quanto non riguardano noi. La notizia, per definizione, è il racconto di un fatto accaduto ad altri. E da sempre gli esseri umani, per quanto riguarda gli altri, sono più curiosi di sventure che di fortune.

mer 04 mag 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Dicendolo alla riminese, ormai anche il primo pataca che passi per la strada si sente in dovere di riscrivere la Costituzione. Non è certo questo il caso dell'on. Ceroni, un deputato che Berlusconi ha portato in Parlamento come omaggio all'omonimo cosmetico che custodisce in bagno, per il suo laborioso trucco facciale mattutino. Del costituzionalista, Ceroni ha la padronanza tipica degli insegnanti di meccanica quale è lui, corroborata dall'essere inoltre sindaco della ridente Rapagnano, detta anche "città delle rape"; la quale, per aver scelto un primo cittadino in sintonia con quella sua definizione, è oggi ancor più ridente, soprattutto di se stessa. Forte di cotanto pedigree, il "meccanico Ceroni" ha dunque fatto "il tagliando" alla Costituzione, cogliendovi con il suo orecchio attento un fastidioso rumore di oclocrazia. L'ha raccontato lui stesso ai giornali: «Cosa sia l'oclocrazia l'ho scoperto per caso. Mi è piaciuta la parola e ho cercato sul dizionario: governo tirannico delle masse popolari.» Non ha però detto che all'inizio, sospettando che "oclocrazia" fosse invece cosa di oche, si era rivolto alla Gelmini; la quale gli ha prestato il vocabolario che lei tiene sulla scrivania per darsi un tono da ministra dell'istruzione: all'inizio aveva lo Zingarelli, ma poi ha dovuto cambiarlo perché quell'involontario riferimento ai piccoli Rom irritava la Lega. Il laborioso Ceroni, presi chiave e cacciavite, ha pertanto provato a sostituire quel bolscevico «la sovranità appartiene al popolo» con un pezzo di ricambio: un vacuo giro di parole alla Mons. Negri, per dire che la sovranità può sì appartenere al popolo, purché poi l'affidi a Berlusconi.

mer 04 mag 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il lettore è avvertito: questa volta qui si sorride poco. Perché voglio parlare di cimiteri di guerra. Ma non quelli dove il 25 aprile avrei voluto portare le mie figlie, i cimiteri degli Alleati che si trovano nei pressi della città. Non avevo paura di turbarle: pochi luoghi ispirano, insieme alla tristezza, altrettanta serenità. La pulizia e l'ordine che vi regnano sono specchio della rispettosa premura («corrispondenza di amorosi sensi», diceva il poeta) che gli umani di oggi dedicano ai ragazzi di ieri. Ragazzi venuti da tutto il mondo a morire qui perché oggi io e le mie bambine, non molto più giovani di loro, possiamo vivere libere e in pace. 
Ma a quei recinti di quiete cosparsi di piccole stele tutte uguali non ce l'ho fatta ad arrivarci. A metà strada mi sono accorta che ero già in un cimitero di guerra, meno raccolto, meno lindo, ma molto più straziante. 
E' un memoriale fatto di piccole lapidi sul ciglio della strada, di targhe con un nome e una data, di mazzi di fiori semplicemente legati a un albero o a un paracarro. Ad ogni segno corrisponde un incidente mortale, che ha coinvolto almeno una persona, di solito giovane o giovanissima. Coetaneo di quelli sepolti a Coriano o a Riccione, ma ucciso vicino a casa propria, senza un motivo, vittima della carneficina insensata che si consuma ogni giorno sulle strade. Caduto non per la libertà, ma per l'asservimento al Moloch di ruote e asfalto che ci siamo costruiti, e che ogni giorno reclama carne fresca - e la riceve puntualmente.

mer 04 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Cresce il malcontento degli anziani e dei pensionati che devono fare i conti con uno stato sociale sempre meno attento ai loro bisogni e con le difficoltà quotidiane per condurre una vita dignitosa, mentre l'inflazione ha ripreso a falcidiare i loro trattamenti. Il 29 aprile si è svolta una giornata di mobilitazione nazionale. A Rimini il CUPLA (Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) ha incontrato il Presidente della Provincia ed il Prefetto; la delegazione era composta da: Severino Culiani - Fipac Confesercenti,  Felice Falcioni  ed Ermes  Venturini - ANP CIA,  Massimiliano Zani - CNA Pensionati, Cristian Turci - Coldiretti, Igino Semprini - 50 & Piu' Confcommercio, Loris Pelliccioni -  ANAP Confartigianato.
Le richieste: massimo rigore, lotta agli sprechi, razionalizzazione e qualificazione dei servizi offerti; nessun aumento di tasse e tariffe; miglioramento dell'attuale Welfare; partecipazione di tutte le Associazioni Pensionati alla definizione delle politiche sociali.

mer 04 mag 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Cinque anni esatti. Il 16 maggio 2006 si era svolta la cerimonia di posa della prima pietra del nuovo Dipartimento di Emergenza Accettazione (Dea) dell'Ospedale Infermi di Rimini. Il 2 maggio è stata inaugurata la struttura di Pronto Soccorso Medicina d'Urgenza dell'Infermi; è la prima parte del nuovo Dipartimento, che sarà completato, nella sua interezza, nei prossimi anni e che può considerarsi il Nuovo Ospedale di Rimini La superficie complessiva dell'edificio di 39mila metri quadrati; 12mila metri la superficie dei servizi. I servizi appena inaugurati sono: Pronto Soccorso Generale e Osservazione Breve Intensiva (OBI); Radiologia d'Urgenza; Ortopedia d'urgenza e Sala Gessi; Medicina d'Urgenza.
Il costo complessivo sarà di 45 milioni così suddivisi: 18.104.396,59 a carico dello Stato, 6.794.285, della Regione Emilia Romagna, 20.101.317,93 a carico dell'Azienda USL di Rimini.

mer 20 apr 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Tunisia e Lampedusa si incontrano a Rimini. Più precisamente sul porto, dove la marineria è composta ormai in prevalenza da pescatori che vengono proprio da là. 

Dall'isola siciliana si è staccata una comunità che ormai ammonta a circa 400 persone. Ogni 22 settembre portano in processione la loro patrona, la Madonna del Mare di Porto Salvo.
Michele Graziano è arrivato da Lampedusa nel 1960. E su quanto sta accadendo nel canale di Sicilia dice: "Finora ci è andata bene. E questo potrebbe essere solo l'inizio. L'Africa esplode, i regimi crollano, la gente vuole la libertà e il benessere che abbiamo noi. E come si fa a fermarli?".
Lassad Bayoudh è a Rimini da 25 anni. Spiega: "Finalmente è caduta la dittatura. Il regime ha rubato a man bassa, ora stanno uscendo tutte le prove. Ha distrutto il Paese, ma sta nascendo una democrazia. Quest'estate ci saranno elezioni libere, riapriranno le fabbriche, potrà tornare il turismo. Ma intanto la gente ha paura, non sa cosa fare. Chi scappa dalla Tunisia ha visto la televisione, ha visto i turisti italiani che spendono e spandono. Non sanno che in Italia non c'è più lavoro nemmeno per noi". I "noi" sono i circa 200 pescatori che con le loro famiglie vivono a Rimini. E che nel lavoro spesso dipendono proprio dai Lampedusani. Con quali rapporti? "Rapporti ottimi - risponde Graziano - sono brava gente che lavora, tutti in regola, mai nessun problema. Qualcuno di loro mi chiama papà, ed è vero, per me sono dei figli". 

 

mer 20 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

 

Miramare è uno dei capisaldi de turismo riminese: vi si trova infatti il 40% delle attività alberghiere di tutto il territorio comunale. A due passi da Riccione, ha una sua stazione ferroviaria e l'aeroporto è raggiungibile a piedi. Fin dagli anni '20 Miramare era considerata la "Gemma delle Spiagge" per diversi motivi: la gradevolezza della zona, con il tratto di arenile più ampio del litorale romagnolo. Poi si sono aggiunti i luoghi di intrattenimento per piccini e ragazzi, il Parco di Fiabilandia che regala alla zona spazi ambientali ampi ed attrezzati. Tanti anche i mutamenti. Le grandi colonie sono chiuse e la più importante, la Novarese, è ancora un cantiere. Locali storici come la Locanda del Lupo (poi New York, Cellophane altro ancora) hanno lasciato il posto ai pub e ai ritrovi sulla spiaggia, man mano che cambiava il modo di divertirsi. 

Da anni Miramare attende soluzioni su partite di primo piano, come appunto il destino della colonia Novarese, la riqualificazione del Lungomare Spadazzi, gli arredi urbani, la viabilità sia stradale che pedonale, le piste ciclabili, la cura della sicurezza sul territorio, la gestione delle iniziative di interesse comune. Miramare si sente un po' trascurata da Rimini, e questo sentore si ha già da diversi anni. Già nel dopoguerra c'era qualcuno che avrebbe preferito la "secessione" per passare nel territorio di Riccione, o addirittura diventare comune autonomo. 
I più resto invece con i piedi per terra, ma chiedono però da parte una maggiore attenzione dell'amministrazione. Ne parliamo con l'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Rimini Juri Magrini.

 

mer 20 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Abramo Fraternali è il presidente della Circoscrizione 3, che comprende gran parte di Rimini sud.
Presidente Fraternali, cosa serve oggi a Miramare? 
"Il territorio di Miramare, come il resto del territorio del Quartiere 3, soprattutto nella zona a mare della ferrovia presenta le problematiche legate al rilancio dell'economia turistica. In questi anni si è evidenziata la necessità di avere un miglioramento dell'offerta per stare al passo con i tempi. Questo obiettivo non può passare che attraverso ad una riqualificazione sia delle strutture turistiche ricettive e di servizio che delle infrastrutture pubbliche".
Secondo lei cosa si deve fare prima di tutto? 
"Rivestono particolare importanza gli interventi di riqualificazione che sono iniziati nella Colonia Novarese per il progettato Polo del Benessere. Interventi che allo stato attuale sembrano essersi fermati, e che si spera vengano ripresi ed ultimati quanto prima. Il completamento di questo grande intervento, che comprende la Colonia Novarese e il Talassoterapico, è un punto decisivo per la riqualificazione di Miramare e di tutta Rimini sud. Ma tutto questo intervento non può rimanere a sé stante: dovrà essere accompagnato dalla riqualificazione della Colonia Bolognese e delle aree sul confine con Riccione, del Campeggio e dell'area mercatale di Via Marconi. E' fortemente sentita l'esigenza di collegare in maniera ottimale le potenzialità del Polo del Benessere al tessuto turistico sia di Miramare che di Rivazzurra".

gio 07 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Succi Daniela

A Novafeltria non si è ancora votato, ma le sorprese ci sono già con largo anticipo sulle urne: il sindaco uscente non si ricandida, lascia dopo una sola legislatura. Ecco perché: "Il mio impegno amministrativo è solo la conclusione di un lungo percorso - spiega Vincenzo Sebastiani - convinto che la politica non sia una cosa sporca e che ogni persona può e deve fare politica, per gestire la cosa pubblica, con l'obiettivo di migliorare il benessere di tutti". 
E l'ormai ex-sindaco aggiunge: "In questo particolare momento storico, per Novafeltria e la vallata, sento forte la necessità di promuovere nuove energie. Ora è necessario quel rinnovamento proclamato da tutti e quasi mai promosso dai più, un rinnovamento che non sia solo generazionale ma che parta anche da lì". 
Il candidato del centrosinistra è dunque Lorenzo Marani, primario di medicina all'ospedale di Novafeltria. Niente primarie; in pochi mesi di riflessione tutti i soggetti coinvolti hanno condiviso la proposta e appoggiato Marani come uomo giusto al momento giusto. 56 anni, mai fatta politica: "In questo momento così particolare, mi è stato chiesto impegno e io sono pronto, con spirito di servizio -si presenta Lorenzo Marani - non mi candido per interessi personali, la carriera che volevo fare l'ho già fatta. Penso di poter dare una mano al paese e il mio pensiero è di lavorare assieme con forza per questa valle". 

gio 07 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da

La stagione 2010/2011 del Teatro Novelli appena conclusa proponeva il teatro come specchio della vita, «uno specchio molto limpido», come scrive Peter Brook. «Fra il teatro Novelli e gli Atti sono stati 55 gli spettacoli tra prosa, commedie, concerti, danza, performance, monologhi, lavori di ricerca teatrale. Complessivamente, fra novembre e marzo, i fruitori sono stati oltre 30.000, di cui quasi 2000 abbonati. Positivo anche il trend che evidenzia un + 10% rispetto al 2010» ci rivela Giampiero Piscaglia, direttore Istituzione Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini. «Oltre ai numeri, in tutte le ultime stagioni c'è un aspetto qualitativo che ci sta molto a cuore: un progressivo ricambio di pubblico con una presenza giovanile in costante crescita. A questi risultati non sono estranee alcune azioni che abbiamo compiuto per diversificare i pubblici e allentare gli "obblighi" dell'abbonamento, con formule sempre più flessibili che hanno incentivato la facoltà di selezione libera degli spettatori. Non secondaria anche la scelta di non aumentare i prezzi.» Quest'anno, per dar conto degli umori e amori della platea, è stato distribuito anche un questionario. «Nel momento in cui scriviamo» continua Piscaglia, «ne risultano pervenuti 651. Alla domanda se gli spettacoli hanno corrisposto complessivamente alle aspettative, il 93% di persone ha espresso piena soddisfazione! Anche la maggioranza di quel 7% che ha espresso criticità, motivandole con ragioni di gusto personale, ha comunque dichiarato l'intenzione di rinnovare il proprio abbonamento o di tornare a frequentare la stagione teatrale».

mer 06 apr 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Barlaam Lorella

Armido Della Bartola, il decano dei pittori riminesi, ha chiuso gli occhi. Da poco aveva compiuto 92 anni: fin quasi all'ultimo ha continuato a dipingere. Era nato a San Mauro nel 1919, ma dal ‘31 si era trasferito a Rimini, dove si era innamorato del mare, del suo azzurro riflesso nella luce glauca del cielo. Un pittore il cui talento "originario" si arricchiva della statura dell'uomo attento e partecipe alla vita vera delle persone, della città, polemico e critico quando lo reputava necessario. Ma sempre sfoderando l'arma dell'ironia, magari usando il dialetto come "lingua franca". Figlio di un calzolaio, con cui aveva collaborato nell'artigianato paziente del "fare a mano", e di una contadina della Torre, da cui veniva l'amore per il far crescere, come raccontano le sue viti e ulivi da cui traeva ottimi sangiovese e olio, nobilitando le bottiglie con etichette dipinte da lui. Che poi regalava agli amici: la generosità verso il prossimo è stata uno dei suoi tratti, dalla disponibilità all'ascolto e al racconto, al sostegno a iniziative benefiche. Come l'aver devoluto i ricavi della mostra "Mai più la guerra" all'Ospedale di Rimini. Ma se ne potrebbero citare tante. Nel dopoguerra Della Bartola era stato Capostazione a Savignano, aveva collaborato come disegnatore alla ricostruzione della stazione di Rimini, per poi lavorare per 18 anni alle Officine locomotive. Dipingere, una passione innata, un dàimon che si era rivelato da subito, dal "decorare" col carbone le pareti di una stanza all'asilo, dove le maestre pensavano di averlo messo in castigo. E durante la guerra, ha raccontato, se ne andava sul fiume a dipingere paesaggi.

mer 06 apr 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Barlaam Lorella

E' verso il blu gli azzurri il verde del suo mare e dei suoi cieli che Armido della Bartola si è incamminato lunedì 4 aprile, varcando la soglia della sua pittura, che dava corpo attraverso la magia del colore e materiche pennellate a luoghi dell'anima. Nato nel 1919 a San Mauro, trasferitosi a Rimini da bambino, Della Bartola era il decano degli "Artisti riministi", figura di rilievo nel panorama artistico del dopoguerra non solo locale. Nel corso della sua lunga e prolifica attività pittorica Della Bartola è riuscito a cogliere la verità dei nostri paesaggi e stagioni, ricreandoli con mano e sguardo acuti, per testimoniare realtà. Che raccontasse la "disperata vitalità" della Rimini distrutta dalle bombe, il mare d'inverno, la fatica del lavoro, un solo albero, un nudo, sulla tela riusciva a schiudere il sorriso di una vita vissuta fino in fondo, con curiosità di bambino e sapienza d'artista.

mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Si è spento Augusto Randi, ex presidente dell'Istituto per la Storia della Resistenza

Il 2 aprile è morto all'Ospedale di Rimini Augusto Randi. Aveva 89 anni ed era stato Presidente dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'Italia contemporanea della Provincia di Rimini dal 1976 al 2000, che così lo ricorda: "Alcune generazioni di ricercatori e studiosi hanno svolto la loro attività di ricerca storica grazie alla instancabile attività di organizzatore e promotore di Randi. Per tutti noi, membri del Direttivo e Soci dell'Istituto, scompare un amico carissimo la cui intelligenza politica ci mancherà moltissimo. Alla moglie, al figlio e ai parenti tutti giungano le nostre più sentite condoglianze e la nostra vicinanza in questo triste momento. Il Presidente Paolo Zaghini".

mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da D'Angeli Mara

Per mantenere viva la superstrada del commercio è necessario mettere un punto al problema viabilità. La pensa così il Comitato dei commercianti e degli artigiani di Cerasolo Ausa, che riconosce nella faticosa accessibilità pedonale alla Consolare Rimini - San Marino il principale neo che la zona commerciale del comune di Coriano dovrebbe eliminare. "A Cerasolo c'è di tutto - spiegano gli imprenditori di Elite Arredo, una delle aziende storiche del corianese - dal vestiario ai materassi, dall'intrattenimento alla gastronomia". Senza dimenticare che dopo una giornata di shopping ci si può rilassare in uno dei ristoranti e bar della zona, o sfidare gli amici a una partita a bowling. Un vero e proprio centro commerciale all'aperto lungo 4 chilometri, che ben poco ha da invidiare in termini di offerta agli iper più strutturati. Che però si ritrova da sempre a fare i conti con seri problemi di sicurezza stradale. 
La Consolare ha infatti il triste privilegio di occupare il secondo posto nelle classifiche Aci Istat delle strade più pericolose d'Italia. A parlare sono i fatti: 8 morti negli ultimi 10 anni. Numeri difficili da mandare giù quando, come ripetono i signori di Elite Arredo, si tratta di una problematica che il Comitato, di cui anche l'azienda fa parte, cerca di risolvere da anni assieme al Comune. Progetti mai andati in porto e che rimarranno sospesi ancora per diverso tempo, viste le turbolenze politiche che Coriano sta vivendo negli ultimi tempi. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Un treno chiamato desiderio, che diverrà realtà? Perché solo di desiderio si è trattato fin'ora. Desiderio di rimettere in auge il tratto ferroviario che collegava Rimini a San Marino. Un sogno che è diventato oggi finalmente un progetto con tanto di documento approvato dalla Giunta provinciale, promosso e sostenuto dal Presidente Stefano Vitali. 
Se non proprio sarà il trenino azzurro di una volta, il progetto per un collegamento su gomma in corsia riservata tra Rimini e la Repubblica di San Marino è sicuramente ambizioso ma realizzabile. L'intervento rappresenterebbe un indiscutibile miglioramento della qualità della vita per i circa 6 mila pendolari che quotidianamente si muovono nelle due direzioni, e sarebbe capace di produrre ricadute importantissime sul turismo e per l'intero contesto ambientale dell'ampia area al confine tra la provincia di Rimini e il Titano. 
Nel percorso programmato, una fermata della linea è sicuramente prevista per Cerasolo, area commerciale ed industriale di rilievo. Una ricognizione di massima già realizzata indica come il vecchio tracciato ferroviario sia oggi in buona parte non recuperabile: l'espansione urbanistica, la costruzione della superstrada e di alcuni percorsi ciclopedonali consentono un suo riutilizzo inferiore al 30% sul totale della lunghezza prevista. Ma come sarà organizzata la nuova linea di collegamento? "Ad una prima ipotesi che si sviluppa prevalentemente lungo l'attuale sede stradale, con arrivo a Borgo Maggiore ed interscambio con la funivia, si affianca anche una seconda soluzione in grado di recuperare l'ultimo tratto del vecchio tracciato, circa 3,4 km, sino a giungere presso l'ex stazione di San Marino. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Dimmi come parcheggi in sosta vietata e ti dirò chi sei. No, non è una promessa di insulti, anche se tutti noi abbiamo sulla punta della lingua diverse irriferibili ipotesi sull'identità di chi parcheggia sul gradino di casa nostra o ci blocca l'auto in doppia fila. Ma in fondo così fan tutti, la sosta vietata è l'infrazione più diffusa dopo la guida col telefonino all'orecchio (a Rimini l'auto ormai si guida con una mano sola, pedoni e ciclisti avvisati mezzi salvati), e a volte è una necessità, perché la proporzione fra il numero dei parcheggi e quello delle automobili ricorda certi concorsi pubblici dove diecimila aspiranti si contendono cinque posti da bidello. E dopo aver girato mezz'ora per l'isolato in cerca di un posto mentre sai che il tuo bambino singhiozza nell'atrio dell'asilo perché la mamma non arriva e l'inserviente che non vede l'ora di andare a casa minaccia di lasciarlo chiuso fino a domattina nello sgabuzzino con il mocio e i secchi, molli la macchina nel primo quadrilatero d'asfalto libero e confidi nella buona sorte.
Ebbene la scelta della sosta vietata rivela molti aspetti della nostra personalità. 
Ad esempio, chi parcheggia davanti a un passo carrabile è un tipo molto sicuro di sé. E' certo che il proprietario del passo non passerà proprio in quel momento, e se la sua teoria viene smentita e al suo ritorno trova la macchina appesa al carro attrezzi, si incavola come se a essere in torto fosse il proprietario. A meno che non sia lui stesso il proprietario, nel qual caso trattasi di esibizionista cui dà più gusto parcheggiare sul passo carrabile del proprio garage che nel garage stesso. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

A volte osservando la situazione politica locale mi sorge il dubbio che le opposizioni non siano opposizioni. Avete presente quanto vi prende un attacco di dietrologia? Improvvisamente vi pare evidente che tutti sono d'accordo: chi in apparenza si azzanna e si azzuffa senza pietà e compassione, a momenti vi pare ammiccare, strizzarsi l'occhio. Quello che giura odio eterno all'avversario, poi pare, si dice, che di fatto abbia affari in comune. O abbia messo la figlia a lavorare nell'azienda del peggior nemico. Insomma, una farsa per ingannarvi.
D'altro canto, dall'interno delle compagini in apparenza salde e granitiche, emergono voci di contrasti, pugnalate alle spalle, vendette e camarille in lotta tra loro. Chi pare essere al comando si sussurra sia in realtà controllato da un oscuro tramatore... 
Non dovete cedere a questi pensieri, perché portano al sospetto, alla nevrosi e infine alla paranoia, che è una malattia.
Tuttavia, l'ostinazione e l'accuratezza con la quale il Centro Destra riminese si dedica a distruggere sé stesso è così evidente che anche qualche sano di mente può vederla. Sembra proprio che la minima possibilità di vincere le elezioni li getti nel panico.

NOTIZIE RIMINI commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Beu Makeliana

Il desiderio di democrazia e libertà è universale: le persone in tutto il mondo sono disposte a pagare un prezzo molto alto per la lotta per la democrazia quando le circostanze lo richiedono. Le recenti notizie di cronaca, sempre in primo piano, dimostrano la risposta del popolo arabo a questa esigenza di democrazia. Sono andate in frantumi tutte quelle teorie che ritenevano che la democrazia non fosse parte dei "valori culturali" degli arabi o dei musulmani.
Il vento della rivoluzione potrebbe a breve ridisegnare la geografia politica del mondo arabo inaugurando una nuova fase storica; dopo secoli di silenzio, il desiderio di libertà e di diritti, da sempre represso, si è risvegliato, e uomini e donne da tropo tempo oppressi hanno trovato il coraggio di alzare la testa e di rivendicare condizioni di vita migliori. I tempi moderni e la globalizzazione hanno fornito gli strumenti di lotta. Tutto il mondo ha visto le immagini della miseria e dell'arretratezza del mondo arabo. 
Sembra essere giunto il tempo del riscatto, quello del "diritto alla felicità", il sogno di una vita prospera e felice perché compiuta e libera. Il Medio Oriente è stato a lungo considerato tra i luoghi meno probabili in cui assistere a qualcosa di simile ad una rivoluzione popolare, invece è successo: il giovane tunisino che si è dato fuoco in segno di protesta era un laureato senza futuro, fruttivendolo che faceva fatica a vivere ogni mese con un lavoro onesto, dignitosamente nel suo paese. Sì la rivoluzione è stata laica e ha attraversato tutti i settori della società. Ora i popoli si stanno occupando di un mutamento democratico e questo è solo l'inizio di una lunga strada da fare. Si sa che le proteste di massa sono più forti laddove ci sono regimi dispotici. La dimensione globale di questa onda d'urto è attualmente legata più alla democrazia che alle richieste sociali. 

mer 06 apr 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Lo dico senza ironia: non posso fare a meno di solidarizzare con Marco Lombardi, costretto ad auto-defenestrarsi da candidato sindaco dopo solo poche ore per il tracotante veto dell'indigena tribù leghista, che Pini (alias "Piloni") comanda a bacchetta da Forlì. 

Fedele al motto "non c'è due senza tre", il PdL riminese è dunque riuscito anche stavolta a rispettare la tradizione di buttare al macero il manifesto elettorale con la faccia della sua prima scelta. Era già successo nel 2001 con Lisi e nel 2006 con Tadei, ma stavolta i nostri berluscones hanno fatto le cose ancora più in grande; prima affondando il povero Formica, che pure era stato a lungo esibito come un provvidenziale dono della "società civile"; e subito dopo bruciando la già ufficializzata candidatura del loro capo riminese, per ripiegare alla fine sulla terza scelta: Renzi, inviso alla maggior parte di loro, ma proprio per questo acclamato a gran voce dalla Lega. Per la gioia di Hera (e credo anche di Enrico Santini) a far compagnia al poster di Lombardi è confluito nel cassonetto della raccolta differenziata pure quello di tale Casadei, già pronto alla corsa solitaria nell'improbabile eventualità che il PdL avesse saputo tener testa al ricatto leghista. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di primo piano - scritto da D'Angeli Mara

Il 2011 si presenta per la riviera romagnola come un anno complicato. La crisi economica, ben lontana dall'essere risolta, peserà ancora per diverso tempo sull'andamento turistico. Ne è convinto l'assessore regionale al turismo Maurizio Melucci: "Lo scorso anno si è concluso discretamente, con valori positivi per quanto riguarda gli arrivi, un po' meno per le presenze. Risultati buoni sì, ma ottenuti per lo più grazie a pacchetti turistici particolarmente accattivanti. E infatti i fatturati anche nel 2010 hanno risentito di un calo". Il problema sul mercato interno, spiega Melucci, c'è e continuerà ad esserci. Perchè il reddito delle famiglie italiane si è abbassato vertiginosamente. Quando pagare l'affitto e fare la spesa diventa una corsa ad ostacoli, il pensiero di una settimana di vacanza sparisce da ogni fantasia. 
"In questo quadro - continua Melucci - la tassa è un errore gravissimo. Di carattere culturale ancor prima che economico. Perché si pensa sempre al turismo come a una mucca da mungere". Molti sindaci italiani, secondo Melucci, cadono in errore dando per scontate le affluenze turistiche nelle loro città e, piuttosto che mettere le mani in tasca ai propri cittadini, pensano a quelle dei turisti, convinti che non ci sarà nulla a stancarli, meno che meno una tassa di soggiorno. Ragionamento comprensibile, spiega l'Assessore, ma non in un'ottica di competitività, già compromessa a livello europeo da un'IVA troppo alta rispetto ai concorrenti. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Costantini Claudio

E' di due settimane fa la vicenda di una studentessa rifiutata da una albergo per uno stage perché, per sua tradizione, portava lo hijab il velo islamico. Un caso che avrebbe potuto innescare incomprensioni, accuse di intransigenza, di fondamentalismo e perfino di razzismo. Fortunatamente non è stato così. E questo lo si deve alla maturità dei protagonisti, della ragazza in primo luogo, della scuola e degli albergatori riminesi. Ognuno ha espresso - senza voler entrare nel merito - le proprie ragioni poi si è trovata una soluzione senza costringere alcuno a fare cose contro le proprie convinzioni. Sono sempre più numerosi i lavoratori immigrati che lavorano nella nostra industria del turismo, alberghi, pensioni, bar. In molti esercizi sono la maggioranza e sono ormai indispensabili per il loro funzionamento. Una risorsa non solo per il lavoro perché ognuno porta con sé una cultura e tradizioni con le quali si deve confrontare e se ciò sarà fatto, con la dovuta apertura mentale, porterà senz'altro ad un arricchimento reciproco.

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Il povero Tamanti ne ha dovute vedere di tutti i colori prima di dover abbandonare l'incarico di sindaco. Normale dialettica politica, oppure c'è di peggio? Qualcosa che meriterebbe un'inchiesta di Voyager? Sta di fatto che proprio a Cattolica - e per giunta nello jellatissimo bus terminal - l'attore e regista egiziano Fathy El Gharbawy ha filmato quest'inverno "Viaggio a metà". Un kolossal, con star del calibro di Omar Sharif; fra i pochi attori italiani, il giovane Giuseppe Pisacane, proprio in questi giorni a Cattolica per girare il trailer. Un film prodotto niente meno che da Saadi Gheddafi, il figlio del Raiss libico nonché excalciatore del Perugia. A suo tempo, l'allora sindaco aveva salutato con entusiasmo la scelta della location, di certo poco usuale per un thriller-esoterico ambientato anche nel Sinai: "Un grande evento che potrà portare alla città di Cattolica una conoscenza a livello mondiale e rilanciare il settore turistico". Forse almeno questa profezia si avvererà, visto l'attuale appeal mediatico della Libia. Per il momento si può solo constatare, non senza inquietudine, quanti guai piovano addosso a chi frequenti la famiglia Gheddafi. Con o senza baciamano.

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il sindaco si dimette a sorpresa, un commissario anche a Coriano?
Luigina Matricardi getta la spugna. In carica da appena due anni, il sindaco di Coriano il 21 marzo ha rassegnato a sopresa le dimissioni nel bel mezzo di un consiglio comunale. Nella lettera consegnata al segretario comunale, Matricardi parla di "gogna mediatica" e "clima di terrore". Ora per il comune di Coriano si profila il commissariamento sempre che, come prevede la legge, il sindaco non ritiri le dimissioni entro 20 giorni. Coriano era finito più volte nella bufera: buchi di bilancio che l'avevano fatta comparire in una poco lusinghiera classifica del Sole 24 Ore, esposti dell'opposizione alla Corte dei Conti, indagini giudiziarie sull'area produttiva del Rio Melo.

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Arrivano i Jumbo, ma sono russi. Due volte alla settimana, da giugno a settembre, i giganti del cielo della compagnia Transaero atterreranno all'aeroporto "Fellini" di Miramare, per collegare Rimini con Mosca. 
Grazie anche a questo, il presidente di Aeradria Massimo Masini conta di avere quest'anno "fra 950 mila e il milione di passeggeri". Finora i dati lo confortano. Con un aumento di passeggeri del 45,1%, il "Fellini" si è piazzato al 5° posto in Europa nella classifica degli aeroporti con traffico in crescita. Gennaio - febbraio hanno fatto segnare 45.624 passeggeri (+ 37,20% sul 2010)
In particolare il mese di gennaio ha segnato un aumento del 47,25%, mentre il mese di febbraio è cresciuto del 25,61%. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Oggi è stata la giornata del 150esimo anno dell'Unità d'Italia. L'ho passata per motivi famigliari percorrendo la Romagna da Rimini a Faenza e ritorno. Una delle aree storiche dei mazziniani e del Partito Repubblicano. Mia nonna mi raccontava che sua mamma le raccontava di quando i repubblicani (pericolosi estremisti) sparavano ai papalini dietro mucchi di neve. E di quando catturarono un gruppo di preti, tagliarono loro i codini (tipici dell'acconciatura del clero) e li appesero a ghirlanda di traverso al Corso spalmati di letame. La nonna, buona credente, diceva che il Signore li aveva puniti per questo. I repubblicani, ovviamente.
Da una parte questo centenario mi è piaciuto per la sua modestia, la celebrazione una volta tanto sottotono e senza gli sprechi delle Colombiadi e dell'Anno Santo. Certo però che uno Stato che spende di più per l'Anno Santo che per festeggiare la propria indipendenza la dice lunga! E c'era un governo di sinistra. 
Però la gente più comune ha tirato fuori la sua bandiera, e quel poco che si è fatto è stato fatto in modo spontaneo. 
Mi ha invece fatto veramente scuotere la testa vedere i militanti del PD, anche vecchi, manifestare con le bandiere tricolori. Perché un conto è che un partito che era comunista e internazionalista diventi democratico e socialdemocratico, ma che gli stessi attivisti e dirigenti che erano comunisti ora sventolino la bandiera nazionale a me fa un po' ridere. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Anche chi non abbia mai particolarmente amato Berlusconi, a questo punto è tentato da un briciolo di compassione verso questo naufrago di se stesso che si dibatte per non essere sopraffatto dalle conseguenze della sua umana pochezza, unita all'inadeguatezza a governare; e che, per sopravvivere politicamente, è costretto a umiliarsi nel ruolo di amico fedele di quel che resta di Bossi, il quale lo tiene al guinzaglio, a far la guardia alla "roba" della Lega. 

"Sceso in campo" nel ‘94 col piglio del re leone, oggi si ritrova a chiudere la lunga parabola politica mostrando un cuor di coniglio che gli fa accettare ogni ricatto legaiolo: dall'anti-patriottismo pezzente che ha sminuito la dignità del Governo in occasione del 150° dell'Unità d'Italia, alla plateale avversione a fermare il tiranno che in Libia sta massacrando il suo popolo (ma si sa che ovunque al mondo ci sia un cialtrone - Milosevic, Le Pen o Gheddafi che sia - i fans di Borghezio tifano per lui). 

mer 23 mar 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Sabato pomeriggio, nei pressi di un supermarket del centro, quattro ragazzine carine stile Gossip Girl si passano un bottiglione di trebbiano. Non ho sfogliato ultimamente riviste di moda teen, ma ho l'impressione che il fiasco di vinazzo stia diventando un accessorio molto trendy fra le giovanissime. Trendy-vintage - e mai definizione fu più calzante, poiché vintage in origine significa "vendemmia". Io appartengo alla generazione che aveva il vino sulla tavola a pranzo e a cena. Bevevano i nostri nonni, bevevano i nostri padri, e noi che figli eravamo, bevevamo - in genere mezzo bicchiere di annacquato. Nel mio caso si aggiungeva, all'ora di merenda, la fetta di pane spruzzata di sangiovese e cosparsa di zucchero, antico e delizioso snack caratteristico della zona fra Romagna e Toscana. In Friuli, dove ho abitato, si dissetavano i bambini con un mix di Merlot, acqua e zucchero - ma il Triveneto non fa testo, lì probabilmente lo mettevano anche nei biberon. 
Per i bambini il vino era come un amico più grande, un po' matto, da frequentare con moderazione, sotto la supervisione dei genitori. Non certo un nemico mortale, come si desume dal classico dello Zecchino d'Oro "Per un bicchier di vino" (1970): «Sulla tavola imbandita c'era acqua colorata, ho sfruttato l'occasione e ho bevuto un po' di più», cantava la piccola Catia Gazzotti, in stile confessione agli Alcolisti Anonimi. «Un po' di più», come dire: di solito bevo meno. Tragiche le conseguenze del bicchierozzo: escandescenze, piatti fracassati e febbrone a 38°. Un dettaglio che ha trasformato una canzone-monito sui pericoli dell'alcool in una clamorosa istigazione all'ubriachezza: molti bambini per rimanere a casa da scuola si attaccavano di nascosto alla bottiglia nella speranza di sviluppare il febbrone a 38°, come Catia. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da

Scrivo a Giampaolo Proni in merito alla sua opinione apparsa sul numero del 23 febbraio.

Se l'opinione è personale (dunque insindacabile), i presupposti fattuali della stessa sono erronei e fuorvianti.
Non essendo mai stato "di sinistra", credo di rappresentare una voce terza e libera, in ogni caso esente da sensi di colpa per i maneggi del PCI o i soldi presi dal PCUS che Proni riferisce.
1) Si pone il concetto (il sistema) di giustizia in contrapposizione a quello di democrazia.
Per quanto mi risulta, la giustizia - intesa come amministrazione di un insieme di regole condivise - non è antinomica alla democrazia: ne è complementare: come ben sanno i cittadini conculcati da regimi oppressivi, per i quali non esiste alcun diritto ma la mera soggiacenza agli schiribizzi del potente.
Ma forse non ho capito bene cosa intendeva dire Proni; oppure è Proni che non si è spiegato bene (e in tal caso sarebbe meglio che chiarisca l'esempio); oppure Proni voleva dare a intendere proprio questo, che la nostra giustizia sia nemica della democrazia?
2) Giustizia ideologizzata.
Trattasi di un diffuso e vieto luogo comune.
Posto che la imparzialità è fondamento basilare e connaturale delle funzioni di un Giudice, a pensarci bene è di una gravità sconcertante affermare che la giustizia sia idologizzata (e quindi di parte).
Ma la affermazione è stata tanto disinvoltamente - quanto, senza il minimo riscontro - ripetuta che il cittadino generico medio non ci fa più caso.

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da D'Angeli Mara

Raddoppiato il tasso di giovani disoccupati negli ultimi due anni. Le percentuali pesano e parlano da sole: da un 11,1% nel 2008 Rimini è passata a un 21, 5 % nel 2009. Certo, era il periodo boom della crisi economica. È trascorso un po' di tempo, corre l'anno 2011 e mentre tante sirene invitano a credere che si stia uscendo dal tunnel, ci pensano i dati Istat ad ammutolire tutte le buone speranze. A due mesi fa risalgono infatti dati sconcertanti: a dicembre il tasso di disoccupazione raggiunge livelli record. Sono in particolare i giovani a pagarne le spese, tanto per cambiare. Il lavoro precario, la collaborazione e nei casi migliori il tempo determinato sono le parole d'ordine quando si parla di occupazione oggi: "Le aziende negano persino stage e tirocini gratuiti", aggiunge Massimo Fusini della Cgil. 
La schizofrenia stagionale di Rimini porta la città balneare a risentire maggiormente del problema. Tre mesi di duro e pesante lavoro estivo che lasciano poi spazio ad altri dieci mesi con poche prospettive. La massima aspirazione di un giovane oggi si riduce a trovare un lavoretto part-time che gli permetta di pagarsi gli studi. A cosa quegli studi lo porteranno, non è dato a sapersi. 

mer 09 mar 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Così va un po' meglio. La Sala degli Archi non è bastata per contenere la folla che domenica è accorsa per sentire i giudici Daniele Paci e Piergiorgio Morosini su "Romagna mafiosa?". Marco Lombardi, coordinatore provinciale del Pdl, chiede che i prossimi programmi elettorali mettano "al primo punto la lotta con ogni mezzo disponibile a questo pericolosissimo fenomeno, come precondizione a ogni altro programma amministrativo". 
L'assessore provinciale al turismo Fabio Galli vuole che gli hotel che si collegano alla questura per trasmettere i dati in tempo reale godano di precedenze nell'accesso ai finanziamenti regionali. Tutte le forze politiche e sociali si stanno mobilitando.
Sì, va un po' meglio, rispetto alla prime reazioni all'Operazione Vulcano di Ros e Dda di Bologna. Operazione che ha portato all'arresto di 10 persone facenti parte di tre diversi clan camorristici, in combutta per praticare estorsioni e prestiti a tassi usurari nei confronti di imprenditori del Riminese e di San Marino, con un interesse particolare per il Titano. Intanto la Guardia di Finanza di Pesaro sequestrava 22 milioni in beni di provenienza "riconducibile a interessi mafiosi".

mer 09 mar 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Qualche settimana fa un cartello all'ingresso della chiesa dei Paolotti avvertiva i fedeli che la funzione delle 7.30 sarebbe stata sospesa. Nello stesso periodo il Conad di via Serpieri annunciava alla spettabile clientela che l'orario d'apertura veniva anticipato alle 7.30. Ce ne sarebbe abbastanza per un fervorino moralistico-gozzaniano sul trionfo del materialismo e del consumismo sullo spirito religioso. 
Addio, tenere vecchiette nerovestite acquattate sulle panche a biascicare salmi responsoriali, nella mistica penombra senza tempo, tra sentori di incenso e di gladioli avvizziti, mentre fuori ferve il profano e insonnolito trantran delle sette e mezza! O empi, che disertate le navate per affollare le corsie dei supermercati! Invece di presentarvi di buon mattino alla casa di Dio per rifornirvi di pane degli angeli (in senso dantesco, non di lievito per dolci), voi uomini moderni (e segnatamente donne) preferite correre al Conad per accaparrarvi l'alberghiero di Fellini o il toscano di Cocciolo, prima di andare a inseguire vane chimere di carriera o ricchezza. Ussignùr, che tempi, dove andremo a finire, abbiamo perso i valori, ecc. 

mer 09 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Per il 17 marzo la Federalberghi aveva proclamato uno sciopero di protesta contro il ritorno della tassa di soggiorno, prevista come "facoltativa" dalla riforma del federalismo fiscale. Ma poi l'associazione ha deciso di sospendere lo sciopero "unicamente per onorare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e non arrecare ulteriore danno al settore turistico". Gli alberghi saranno dunque aperti, ma esporranno locandine di protesta e fasce al braccio del personale.
L'associazione conferma comunque lo stato d'agitazione della categoria e invita le imprese associate a portare avanti la protesta pubblica, per ribadire ai Comuni la ferma opposizione all'introduzione dell'imposta e fare pressione sul regolamento che ne detterà la disciplina di attuazione.
Intanto gli amministratori locali di mezza Italia mettono le mani avanti: nessuno si dice favorevole alla tassa, ma tutti fanno sapere che potrebbero essere costretti a ricorrervi. Con tanto di casi di "pentitismo": il leghista Marino Finozzi, assessore regionale al turismo del Veneto e fra i primi sostenitori della tassa, ora dichiara: «E' una tassa in più, un errore attribuirla ai Comuni».

mer 09 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Giunta alla 23a edizione, ENADA PRIMAVERA 2011, Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e da Gioco, si conferma, insieme a Enada Roma, manifestazione leader in Italia e in Europa ed appuntamento irrinunciabile per il settore.
La manifestazione dellAssociazione SAPAR, riservata ad un pubblico professionale, è organizzata da Rimini Fiera dal 16 al 19 marzo con il patrocinio di AAMS, il supporto di EUROMAT e in collaborazione con le principali associazioni del settore.
Sono 4 le giornate a Rimini in cui si incontreranno tutti i protagonisti del mondo dei giochi in un´ottica di business to business.
L´area espositiva si estenderà su 8 padiglioni, su una superficie di oltre 40 mila metri quadrati e vedrà la presenza di oltre 400 espositori.


mer 09 mar 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Avere a disposizione queste righe su Chiamami Città è per me ormai un'abitudine. L'articolo più vecchio che trovo nelle budella del mio PC è del 1988. Ventitre anni fa, quando iniziava l'avventura di questa testata, guidata dall'amico Giuliano Ghirardelli.

Mi sembra impossibile ora pensare che per oltre vent'anni ho servito le mie parole ai riminesi. Ovviamente non ricordo tutto quello che ho scritto. Probabilmente se mi mettete di fronte una frase non la riconosco neppure. Il sentimento che provo è di paura: chissà quante contraddizioni tra le mie affermazioni. Chissà quanti errori! E certo, qualche pezzo buono lo avrò tirato fuori. Ma in questi giorni in cui una bufera aspra martella la Romagna, quello che provo è timore. Compiacersi per le proprie parole è forse l'unica soddisfazione per noi scribacchini, e non mi perdo mai il piacere di leggerle stampate appena il giornale mi arriva a casa. Ma se ci si limita a questo si è ben miseri scrittori. L'arte -si sa- è lunga, e la vita è breve, intendendo arte nel vero senso del termine, cioè artigianato. E apprendere la propria arte è cosa che non ha fine e dà sempre soddisfazione.
Pubblicare su un giornale, però, non è solo arte. E' un atto civile. Ogni volta mi chiedo: "Ma perché dovrebbero leggermi?". E di qui nasce quello che scrivo, dalla capacità di darmi una risposta. Sbaglierò, certamente, di frequente e molti lettori deposto il foglio si diranno: "Ma potevi andare a fare una passeggiata?" Tuttavia, mi hanno negli anni confortato tanti apprezzamenti, a volte persino eccessivi, perché chi ti approva ti approva con tutto il suo ardore, e chi ti disprezza altrettanto, quando si tratta di parole. In genere però ho creduto, se non di dire il giusto, di far pensare a un tema, anche in disaccordo, ma di far riflettere. 

mer 09 mar 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

«Il nostro amico Silvio Berlusconi non è interessato solo alle ragazze; ad esempio è impegnato nella soluzione dei problemi ecologici»: firmato Vladimir Putin. Si potrebbe obiettare che non sembra, visto che Lui preferisce il costoso gas russo alle semigratuite energie rinnovabili di cui sarebbe ricca l'Italia; o che ha buttato dalla finestra trecento milioni di nostri euro per boicottare il referendum sul ritorno al nucleare, impedendone lo svolgimento contestuale alle elezione amministrative di maggio. Ma come dicono a Roma, "nun stamo a guardà er capello". L'autorevole "testimonianza a discarico" di Putin serve invece a smentire che l'immagine di Berlusconi susciti nel mondo solo discredito e ironico compatimento; chiarisce che è frutto d'invidia la sfrontatezza con cui i giornali stranieri si chiedono cosa aspettino gli Italiani a liberarsene; certifica che c'è gra simpatia dietro al fiorire di carri carnevaleschi che, da Stoccolma a Rio, mimano il pecoreccio trenino notturno di Arcore. E se c'è chi arriva addirittura ad enfatizzare la notizia che in Madagascar è diventato un insulto dare a qualcuno del Berlusconi, ciò dovrebbe far capire che ha ragione Borghezio quando grugnisce "negher e terun fora di bal". È dunque un bel gesto di solidarietà verso il suo omologo italiano, quello compiuto dall'oligarca russo, che insieme al dittatore bielorusso Lukashenko e al padrone del Kazakistan Nazarbayev forma il trio dei soli amici rimasti al nostro Premier.

mer 23 feb 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Qualcuno entrando in un bar ha mai consultato la "riproduzione degli articoli 96, 97, 101 TULPS e 173, 176 e 186 del Reg. di Esecuzione del TULPS"? La quale, attenzione, è distinta dal "Cartello con l'Estratto degli articoli del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS)". 
Eppure sono solo due dei trenta documenti che vanno esposti nei pubblici esercizi, pena relative sanzioni. La documentazione necessaria al gestore non finisce naturalmente qui, resta un'altra paccata di carta che va sì posseduta, ma non occorre esporla. 
Tutta - o quasi - questa pletora di burocrazia nasce da un motivo fondato. Eppure la farragine che ne risulta meriterebbe la penna di un Kafka. Per esempio, alla materia dei giochi sono dedicati ben tre distinti atti da incorniciare: la Tabella dei giochi proibiti, rilasciata dal Comune; l'eventuale "denuncia per giochi leciti: gioco delle carte, biliardo, calcetto, ping-pong, ecc." (ma se sono leciti, perché occorre denunciarli?); mentre nella sala biliardo "deve essere esposto in modo visibile il costo della singola partita ovvero quello orario". 
E ancora: l'autorizzazione comunale "all'esposizione delle eventuali insegne e tende" reclama un suo papiro ben in vista, distinto però da quello recante "l'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico per tavolini, sedie, ombrelloni ecc"; eppure l'ente che rilascia queste autorizzazioni è sempre lo stesso, il Comune. Invece, la licenza per avere internet bisogna richiederla al Questore. 

mer 23 feb 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

 

Non si può che osservare con una certa disillusione mista a tristezza la vicenda politico-giudiziaria che coinvolge Berlusconi. In essa si contrappongono due sistemi entrambi malati e fuori del tempo. Da una parte una democrazia ancora ingenua e giovane, ahimé con un elettorato vecchio, dall'altra una giustizia ideologizzata e inefficiente.

Certamente, il fatto che per i suoi primi 40 anni la nostra è stata una democrazia fittizia, in cui una sola parte politica poteva governare, non ha giovato a darne agli italiani una buona immagine. L'idea che 'votare non cambia niente' ha avuto decenni di verifiche sperimentali. Allo stesso modo, l'emarginazione di una parte dell'elettorato ha rafforzato in esso l'idea complementare che dunque per cambiare serve prendere il potere, non votare. 
L'altro dogma del quale gli italiani sono fermamente convinti è: "In galera vanno solo i poveracci". E in effetti, anche di questo le conferme empiriche non mancano. Evasori, truffatori, bancarottieri, politici corrotti, miliardari corruttori, raramente sono stati inquisiti e condannati. Con Mani Pulite parve che qualcosa sarebbe cambiato, ma presto ci si rese conto che, per diversi motivi, la giustizia ci vedeva da una parte sola. Il denaro elargito da Mosca al PCI non fu mai considerato un reato (anche perché ce n'era per tutti, in un modo o nell'altro), e in generale i partiti di opposizione, proprio per una maggiore vulnerabilità, hanno costruito e gestito i loro affari meno puliti con maggiore prudenza. Pensioni d'oro, proprietà immobiliari apparse dal nulla, misteriosi conti esteri, passaggi di denaro tra cooperative e organizzazioni politiche, e soprattutto la capillare gestione della speculazione edilizia locale, non hanno mai attirato l'attenzione degli inquirenti.

 

mer 23 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

 

"La grave crisi sociale e politica dei Paesi del Maghreb crea il rischio di una vera emergenza umanitaria, le probabilità di fuga di clandestini in Italia sono altissime". Sono le parole di Maroni dopo le notizie giunte da Lampedusa. Il Ministro si riferiva alla Tunisia che ha vissuto il 14 gennaio la fine di una rivolta guidata dai giovani disoccupati costringendo Ben Ali a fuggire dal paese con la sua famiglia. 

In Egitto, invece, la lotta dei giovani per mandare Mubarak a casa ha impiegato circa tre settimana e finalmente ce l'hanno fatta.
I due paesi avevano stipulato con l'Italia accordi in materia d'immigrazione. Accordi che avevano impedito a tanti giovani di attraversare il Mediterraneo anche rischiando la propria vita. Mentre i tassi di disoccupazione nei due paesi erano il doppio di quelli dichiarati dai rispettivi governi. Una situazione sociale diventata ormai insopportabile che ha portato un giovane come El Bouazizi a bruciarsi, senza sapere che con il suo atto ha cambiato finora la storia di milioni di persone.
È importante sottoline

 

mer 23 feb 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Mentre infuriano le polemiche sulla festa dell'Unificazione una domanda sorge spontanea: come può credere all'unità nazionale un Paese che non sa unificare nemmeno i dolci di Carnevale? Non solo ogni provincia ha il suo arsenale di artiglieria dolciaria ad hoc con devastante potenziale calorico, tanto più che, a parte esoteriche specialità di nicchia, come le cattas o la scorrezione di pinocchiata, le specialità carnevalesche italiane si presentano in due modelli base: losanga di sfoglia o pallina di pasta (per noi riminesi: fiocchetto o castagnola). Ma lo stesso dannato pezzetto di pasta fritta e zuccherata, a seconda delle città, ma che dico? Delle frazioni, cambia nome. Basta un paio di chilometri nell'entroterra, e i fiocchetti diventano «chiacchiere», con varie specificazioni: delle suore, delle monache, della suocera, della nonna, del premier. A Bologna e a Venezia le si assimila ai volants degli abiti femminili, e diventano «frappe», «sfrappole», «gale» o «galani», ma nel resto del Nordest sono «crostoli», nel Nordovest sono «bugie» (forse perché si tende a mentire su quante se ne sono mangiate realmente).
Ancora peggio con le castagnole. Due fornai nella stessa via possono venderti con quel nome dolci completamente diversi: sferette compatte cosparse di zucchero o di alchermes o di entrambi, o frittelle gonfie ripiene di crema o di nutella. 

mer 23 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 3 al 5 marzo a Rimini Fiera si svolgerà Ebook Lab Italia, la mostra-convegno per tutti i professionisti dell'editoria digitale sul mercato italiano: dai produttori hardware ai librai, dalla grande distribuzione agli editori, dagli sviluppatori di software dedicato agli autori e ai loro agenti, fino ai mestieri più tradizionali. Tutti chiamati, dalla rivoluzione digitale, a reinventare il proprio mestiere, e a cogliere nuove opportunità.

Al centro dell'evento una nutrita serie di seminari e laboratori. Perché non è più tempo di ragionare sul se del mercato degli ebook e dell'editoria digitale, ma è tempo di approfondire il come, di studiare, provare, imparare, sia dal punto di vista tecnico-produttivo che da quello strategico e di mercato.
Ebook Lab Italia non nasce dal nulla: i suoi ideatori si sono a lungo confrontati con le esperienze maturate soprattutto in area anglosassone, primi tra tutti i due eventi di maggior valore sul mercato USA: Tools of Change e dal Digital Book World.  

mer 23 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

"Contro la secessione faremo le barricate". Dichiarazioni che non arrivano dal nord-Africa in rivolta, ma dalla fin qui placida Pesaro, per voce del presidente della provincia Matteo Ricci. Motivo del bellicoso proclama, la volontà di Sassofeltrio e Montecopiolo di aggiungersi ai sette comuni feltresci già passati a Rimini. Dove invece tutti, dal presidente Vitali in giù, li aspettano a braccia aperte.
Ma chi di secessione ferisce, di secessione perisce. La Regione ha infatti autorizzato la raccolta di firme per la richiesta di referendum per la costituzione di Viserba come comune autonomo da Rimini. Entusiasta il promotore Eugenio Giulianelli: "Ora dovremo raccogliere almeno 5mila adesioni".

mer 23 feb 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

La perversa miscela di ansie confindustriali e cialtroneria leghista non è dunque riuscita ad imporre la vergognosa "festa non festa" del 150° dell'Unità d'Italia. E sì che al grufolante "bisogna lahurà!" di Calderoli aveva fatto eco la stitichezza intellettuale dello stoccafisso parlante che funge da ministra dell'Istruzione, per la quale il modo migliore di onorare 17 marzo sarebbe stato far finta di niente. Solo il soldatino di latta La Russa aveva tentato un'obiezione; ma timida, poiché di fronte alla protervia della Lega, da galletto è costretto a farsi cappone ed a contenere gli istinti, compreso quello di menare: di qui il "picchiatore in pillole" che abbiamo visto scalciare stizzosamente il giornalista di Anno Zero al "mutanda party" di Giuliano Ferrara, il quale è così passato dalla "difesa della vita" a quella di chi si trastulla con le "donne di vita". Gli anatemi contro "i bacchettoni" lanciati al "Bunga Bunga Pride" dai labbroni a camera d'aria di comare Santanché ricordano - mutatis mutandis, è il caso di dire - la barzelletta del leghista accusato di razzismo: "Razzista io? Son loro che son negri!" Ovvero: "Puttaniere Lui? Siete voi che siete moralisti!" «Queste donne scese in piazza mi disgustano, sono deboli, senza spessore valoriale», aggiunge in loco la Consigliera Provinciale del Pdl Mascioni: che confonda i valori con i bonifici? 

mer 09 feb 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"L'Europa aveva fissato come obiettivo per tutti i Paesi membri, un tasso di occupazione femminile al 60% entro il 2010", ricorda Primo Silvestri nel suo blog. Difficile che Rimini ce la faccia: nel 2009 ci eravamo fermati al 57,5%, ultimi in regione; la media dell'EmiliaRomagna è del 61,5. "E il tasso di disoccupazione femminile - aggiunge Silvestri- da noi è al 10%, il doppio della media regionale". A consolazione, siamo la seconda regione italiana dove le donne lavorano di più, dietro al solo Trentino Alto Adige. Ma secondo gli ultimi dati Istat la media di tutta la Penisola precipita al 46,4%: in Europa fa peggio di noi solo Malta.
Ma anche le donne che un lavoro ce l'hanno, quanto godono delle conclamate "pari opportunità"?
Una storia esemplare è quella di Sonia M., che ci scrive: "Da Rimini sono andata a studiare ingegneria al Politecnico di Milano. Dopo la laurea non ho avuto difficoltà a trovare lavoro in quella città. Da qualche anno sono alle dipendenze di una multinazionale. Si lavora duramente, ma fra grandi progetti, orizzonti internazionali e anche un profilo etico molto alto. Si pratica una formazione accurata anche sotto questo aspetto, con tanto di videoconferenze con gli Usa. Tutto bene dunque. Finché il capo del personale mi convoca per un discorsetto. In pratica, sono tutti soddisfatti di me al punto di prospettarmi un'allettante carriera dirigenziale. Però, considerati gli obiettivi del gruppo e la fiducia che ripone in me, ci si attende il mio impegno assoluto almeno fino al 2012...

mer 09 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Torre Pedrera è la porta nord di Rimini. Località con prevalente vocazione turistica, è spesso, negli ultimi anni, argomento di confronto pubblico anche aspro sui problemi legati al territorio. In primo piano, la viabilità, l'arredo urbano, l'impianto fognario. Problemi acutizzati anche dalla crescita esponenziale che in questi ultimi anni Rimini nord ha subito e che ha portato la viabilità sull'orlo del collasso. Da tempo questo territorio richiede interventi per adeguare l'assetto urbano e viario ai nuovi contesti. Ne parliamo con l'assessore alla Mobilità, Lavori Pubblici e Qualità Urbana, Juri Magrini, che a Torre Pedrera fra l'altro ci è nato, in carica dal settembre 2009.
Assessore Magrini, quali progetti in corso per il territorio di Torre Pedrera?
"L'Amministrazione sta lavorando per realizzare interventi che permetteranno alla zona nord della città la pedonalizzazione del lungomare. Oggi non è così infatti, Torre Pedrera è l'unica frazione a nord che ancora ha, per tutta la sua lunghezza, il doppio senso di circolazione nella parte più pregiata, ovvero il lungomare. Questo rende impossibile qualunque azione di riqualificazione turistica". 
Entriamo nello specifico. Da diverso tempo si parla dello sfondamento di via Diredaua, a che punto siamo?
"Nello specifico il completamento della via Diredaua (investimento di 6 milioni di euro finanziato anche con tassa di scopo) verso la Tolemaide diventa un imperativo imprescindibile. Ad oggi la variante urbanistica per realizzare l'intervento è stata approvata dal consiglio comunale. La progettazione sta proseguendo e nei prossimi mesi verrà completata". 

mer 09 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 19 al 22 febbraio a Rimini Fiera è in programma "Sapore Tasting Experience - Gusti Riti e Tendenze 24 ore fuori casa". Sotto questa denominazione si raggruppano le più importanti manifestazioni che ruotano attorno al cibo e al bere. A iniziare dal MIA, dedicata ai prodotti per il catering, alle specialità alimentari italiane ed estere, ai prodotti biologici e senza glutine che stanno attirando sempre più l´attenzione sia della ristorazione collettiva che di quella commerciale. Un´area specifica è dedicata alla pizza con concorsi, dimostrazioni e lezioni sulle farine alternative e sui prodotti per celiaci.
Oltre agli operatori del canale Ho.Re.Ca., l´evento coinvolge la grande distribuzione (attraverso il GDO Buyers´ Day, giunto alla quarta edizione, organizzato nella giornata di martedì con tavole rotonde e incontri con le aziende) e i buyer esteri provenienti da diverse aree geografiche.
Inoltre, SELEZIONE BIRRA, BEVERAGE & CO dedicata alla bevande, MSE - Mediterranean Seafood Exhibition per la filiera ittica, DiVino lounge - wine, food and more dove il vino incontra la ristorazione, FRIGUS - Rassegna specializzata dei surgelati e attrezzature per il ciclo del freddo, e ORO GIALLO - Salone Internazionale dell´Olio Extravergine di Oliva.

mer 09 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

"Palata" vietata a pedoni e ciclisti: è rivolta

Via pedoni e ciclisti dalla "palata". Da quando il Carlino ha svelato il progetto per la "messa in sicurezza" del porto di Rimini, in città è rivolta. Partiti di maggioranza e opposizione, associazioni, singoli cittadini non ci stanno a veder precluso uno dei luoghi più amati dai riminesi. Il progetto prevede infatti una stretta passerella da realizzare sugli scogli, mentre la banchina verrebbe riservata - salva l'estate - al "traffico commerciale", che si riduce in pratica solo al trasporto massi della ditta Pesaresi. Un traffico che comunque va tutelato severamente per rispettare le norme anti-terrorismo. Un fulmine a ciel sereno? No, secondo Gioenzo Renzi: esisterebbero atti in proposito, votati dal consiglio comunale, che risalgono almeno al 2005.

mer 09 feb 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Il giorno in cui Napolitano ha gettato alle ortiche il decreto-truffa sul "federalismo municipale", fornendo l'ennesima lezione di democrazia ad un Governo analfabeta in materia, mi ha dato ulteriore soddisfazione scoprire che il Presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, dice con parole più adeguate ciò che anch'io penso della minchiata leghista che ormai tutti chiamano "federalismo": «Usare il termine federalismo è una bestemmia; è come dire che un pesce è un cavallo. Si chiama autonomia finanziaria. Il federalismo è un processo di unificazione progressiva di Stati che erano già sovrani verso un unico Stato gestore». Se non altro, però, il "federalismo mancato" ha relegato per un po' in secondo piano il senile "edonismo berlusconiano" del bunga bunga; a proposito del quale, è vero che c'è in gioco una questione di privacy: la nostra! Possibile che la sera, a tavola, dobbiamo sorbirci il resoconto di telefonate della Minetti le quali, in un crescendo di scurrili metafore, ci informano che i glutei di Lui hanno la tonicità del budino che intendevamo gustare a fine pasto, cosa che a quel punto non riusciremo più a fare? O che vi sia chi è indotto ad allontanare i bambini sentendo nominare Bocchino in TV, nel dubbio che il riferimento non sia al braccio destro di Fini ma ad uno dei punti programmatici di Berlusconi? Meno male che a darci tregua c'è il TG1, grazie al fatto che il direttore Scodinzolini - ora che altri cominciano a chiamarlo così esigo il copyright - non è mai stato raggiunto dalla notizia dell'inchiesta-Ruby, impegnato com'è a far fruttare i nostri soldi del canone, sacrificandosi quattro mesi all'anno in missioni segrete nelle più rinomate località turistiche del mondo.

mer 09 feb 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Passata la bufera, la cosa strana non è che Rimini si sia divisa sulla recente comparsata di Ruby Rubacuori alla discoteca Paradiso. La cosa strana è il genuino stupore con cui i giornali nazionali hanno ripreso la notizia. Come dire: insomma, lì a Rimini è bunga-bunga 365 giorni all'anno, e hanno il coraggio di fare gli schizzinosi? Nel resto d'Italia, probabilmente, si pensa che la patria del Puttan Tour, come minimo, avrebbe dovuto offrire a Ruby la cittadinanza onoraria, con le chiavi della città consegnate nelle sue manine dal sindaco in persona (certo che così Ravaioli avrebbe chiuso in bellezza il suo secondo mandato). Vabbè, forse Rimini non merita più la fama di Bengodi (o Bungodi) dell'Adriatico che le si attribuisce ancora nel resto d'Italia, ma via, perché stupirsi tanto se la signorina El Mahroug ha deciso di iniziare proprio dalla città malatestiana la tournée che, si immagina, la porterà in tutta Italia? In fondo il suo vero nome è Karima, e da Karima a Carim il passo è breve. 
Ma la verità è molto più semplice, e, com'era prevedibile, coinvolge la nostra concittadina Nicole Minetti. Pubblichiamo in esclusiva un'intercettazione realizzata nella famigerata «notte degli imbrogli» tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando l'igienista più famosa d'Italia prese in consegna dalla Questura di Milano la giovane Ruby, e poco dopo averla riaccompagnata a casa le telefonò per un ultimo saluto. Ecco il dialogo, al netto delle parolacce: «Ciao amò, sono Nicole. Quando le acque si saranno calmate devi venire a trovarmi a Rimini. Mica ci sono solo le discoteche, sai. C'è anche il ponte di Tiberio.» «Chi è Tiberio?» «Un imperatore.» «Imprenditore?» «No, imperatore. Aveva un impero.» «Cioè, era un imprenditore molto molto grosso. E cosa faceva?» «Organizzava feste favolose nella sua villa. 

mer 09 feb 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Nel mio lavoro mi capita spesso di fare da tutor a studentesse che vanno in aziende del settore moda per il tirocinio. Contatti con aziende - anche di altri settori - li ho avuti inoltre come consulente. Posso dire di averne conosciute diverse, dalle più piccole alle più grandi. Alcune di rilevanza internazionale. 
Ho rilevato grandi differenze in quella che si definisce 'cultura aziendale', vale a dire i codici delle relazioni sociali ed umane di una organizzazione. Un'azienda, infatti, è qualcosa che assomiglia a un esercito, una tribù e una famiglia. Ci deve essere disciplina come tra i militari, regole che valgono solo per il territorio come in una tribù e relazioni personali quotidiane come in una famiglia. La cultura di un'azienda è un sistema originale e nella grandi organizzazioni viene studiata, insegnata e progettata. E' evidente che in una banca svizzera le regole e gli stili di comportamento (dal vestire al parlare al cibo ai discorsi ecc) saranno diverse da quelle di un parco tematico, ma anche in aziende dello stesso tipo si lavora e si vive in modo molto diverso. E' noto, per esempio, lo stile rock e casual della Diesel: si può andare a lavorare in sandali e c'è musica in tutti gli ambienti. Diverso è il caso della nostra Teddy: vi è uguale famigliarità e informalità, tante persone giovani, ci si dà del tu, ma la cultura aziendale fa riferimento all'impegno nel volontariato cattolico e ai valori di solidarietà e carità. C'è in comune che si lavora tanto! 
La cultura aziendale serve anche a filtrare le risorse umane e a costruire una comunità coesa e unita. E' chiaro che se un giovane è allergico alla giacca e alla cravatta preferirà un'azienda dallo stile più informale e collaborativo. Se invece si sente un manager aggressivo e competitivo preferirà un'organizzazione dinamica che favorisce il confronto dell'uno contro l'altro.

mer 09 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Certi che il dialogo porti ad una maggiore comprensione delle tematiche ed al perfezionamento dei rapporti, CNA Giovani Imprenditori e CNA Impresa Donna di Rimini organizzano una serie di incontri per parlare con le banche, i politici locali e le istituzioni. Il primo appuntamento "Perché la banca dice no", che si svolgerà giovedì 10 febbraio, è dedicato al rapporto con le banche, tradizionalmente uno tra i dialoghi più difficili per gli imprenditori. L'incontro si schiuderà in un dibattito con UBI Banca Popolare di Ancona sulla valutazione e sulle procedure di finanziamento. Le imprese sono invitate a partecipare e interverrà il Dott. Andrea Prandini, Responsabile Area Manager Romagna - Marche Nord di UBI. Dalle 18.30 in CNA Provinciale, Via Caduti di Marzabotto 34 (sala B) a Rimini.
Per informazioni e prenotazioni telefonare a 0541/796914 o scrivere a giovani.imprenditori@cnarimini.it oppure impresa.donna@cnarimini.it

mer 09 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Nel primo giorno del Click Day sono state spedite circa 300 mila domande, mentre le quote a disposizione sono solo 52.080! In pratica, una lotteria. Qualche cifra: per il lavoro domestico (colf e badanti) sono state presentate 215 mila richieste e circa 88 mila per lavoro subordinato. Per operai del Bangladesh, sono state fatte 49.090 domande, contro 2.400 quote a disposizione, Marocco 45.841 contro 4.500, India 37.888 contro 1.800, Egitto 23.640 contro 8.000, Sri Lanka 23.604 contro 3.500, Pakistan 22.939 contro 1.000, Filippine 21.815 contro 4.000, Ucraina 16.075 contro 1.800, Tunisia 9.584 contro 4.000, Albania 9.505 contro 4.500, Moldavia 9.667 contro 5.200, ecc. 
Si può considerare di successo, invece, la modalità tecnica e la velocità di invio delle domande, in quanto, nel primo minuto dall'orario utile di invio (31/01/2011 ore 8), il sistema del Ministero ha acquisito circa 100 mila richieste. C'è da far notare anche il fatto che alcuni paesi con dei posti riservati, finora, non hanno esaurito le loro quote a disposizione, quindi, le quote rimanenti, andranno ridistribuite per le altre nazionalità. Ad esempio, per il Niger erano 1.000 quote disponibili, mentre le domande fatte sono solo 76 oppure Gambia 120 domande, contro 1.000 posti disponibili. 
Le domande si potranno presentare comunque entro 31 giugno 2011.

mer 09 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Ancora una volta la spiaggia di Torre Pedrera ha ospitato, quest'anno la quarta edizione della grande Natività di sabbia, con gruppi scultorei a grandezza naturale. Un grande progetto per grandi artisti della sabbia "Quest'anno hanno contribuito con le loro magnifiche opere degli scultori nuovi provenienti dal Giappone, dalla Russia e dall'America - spiega Daniele Sarti, uno degli organizzatori dell'evento - l'affluenza del pubblico aumenta di anno in anno, le edizioni sono sempre più in crescita. Quest'anno abbiamo avuto la novità dei mercatino di Natale che ha riscosso grande successo, con stand di dolci, prodotti e addobbi natalizi". 

mer 09 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Il territorio di Rimini Nord, è stato sotto i riflettori per diversi anni con il caso della conceria "nauseabonda" R.P Grassi. Dopo più di dieci anni di rimpalli e non decisioni, tre esposti alla Procura e decine di segnalazioni all'Arpa, la scomoda vicenda legata all'industria e allo spargimento nell'aria dei suoi scomodi "olezzi" si è conclusa l'anno scorso A premiare la costanza dimostrata in questi anni dai soggetti che si sono susseguiti nel sostenere la chiusura dell'attività: primi fra tutti i cittadini e i diversi operatori turistici e commerciali. Ma come si è dipanata la vicenda? Lo spiega il consigliere provinciale Lucilla Frisoni (Pd), in prima linea per la soluzione del problema: 
Lucilla Frisoni, può riassumere la storia della conceria R.P Grassi e in che modo si è risolta la disputa?
"La ditta R.P. Grassi, con sede ed unità operativa in S. Giustina di Rimini, a poca distanza dalla via Tolemaide, venne fondata nel 1960 e fino a dicembre 2010 svolgeva, tra le altre, attività di recupero e lavorazione di carcasse e residui animali, finalizzati alla produzione di mangimi semplici, quali grasso e farina di carne. Tale attività era soggetta all'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal competente Dirigente del Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini. Nel corso degli anni è emersa una sempre crescente difficoltà dell'azienda a rapportarsi con il territorio e con i diversi insediamenti commerciali e residenziali sorti nel circondario. Questa difficoltà, unita alle richieste della Provincia di adeguamento delle strutture secondo il metodo BAT - Best Available Technology, -ha portato alla decisione di trasferire altrove l'attività". 

mer 09 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Gianni Berardi, quando nasce il Comitato Turistico di Torre Pedrera e chi ne fa parte?
"Il Comitato Turistico di Torre Pedrera è stato ricostituito nel 2000, dopo un'assenza di due anni. Da allora il sottoscritto ne è il Presidente, come vice presidente Moreno Ricci. All'interno il comitato esecutivo è composto dai consiglieri, Daniele Sarti, Marco Zamagni, Pier Paolo Pronti e Duilio Neri, i quali gestiscono l'attività del comitato stesso". 
Quali iniziative organizza il Comitato?
"Scopo principale del Comitato è quello di integrare l'offerta turistica di Torre Pedrera durante la stagione estiva ed ultimamente anche durante le festività natalizie.
Grazie alla collaborazione del Comune di Rimini, della Camera di Commercio e delle Associazioni di categoria presenti sul nostro territorio, Torre Pedrera Hotels, Associazione commercianti e Consorzio Bagnini, il comitato organizza numerose manifestazioni. Fra le più importanti, l'East Coast Festival, giunto alla sua nona edizione, raduno di auto e moto americane d'epoca con sfilata fino a P.le Kennedy ) che vede la numerosa partecipazione di pubblico, circa 3000 presenze registrate l'anno scorso. E poi il Presepe di Sabbia, organizzato con varie manifestazioni collaterali che hanno fatto registrare un'elevata partecipazione di presenze, circa 100 mila. Otre a queste due importanti eventi, durante la stagione estiva, viene organizzato il classico calendario di iniziative prevalentemente improntato su feste in piazza con musica folkloristica e degustazione di prodotti tipici locali. Nel Mese di luglio viene organizzata la Festa della Parrocchia Madonna del Carmine con la benedizione del mare, processione, festa in piazza e fuochi artificiali".

mer 26 gen 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

F. è una donna di 41 anni che abita in una minuscola frazione. Lavora in una piccola cooperativa di pulizie di cui è socia. Tanta fatica, dalle 5 del mattino in poi, per un piccolo reddito. Ma per F. va bene così. Trova anche il tempo di fabbricarsi monili che tutte le amiche giudicano bellissimi. F. li regala, si rifiuta di venderli perché "sono cose mie". Eppure qualche euro in più le farebbe comodo. Soprattutto da un anno e mezzo a questa parte. Da quando è venuta a sapere il perché si senta sempre più stanca. Lei che non stava mai ferma, ora si deve fermare a riposare alla fine di ogni corsia del supermercato. E poi sempre peggio, così stanca da essere costretta per sei mesi a non uscire di casa. Il perché gliel'ha spiegato il neurologo: sclerosi multipla. Una malattia neppure rara, soprattutto fra le donne sotto i cinquant'anni. 
Certo, a F. è stata riconosciuta un'invalidità: 50 per cento, poche centinaia di euro. Per arrivare al 90 per cento dovrebbe stare sulla sedia a rotelle, eventualità del resto per nulla remota. I medici le dicono che intanto dovrebbe almeno smettere di alzarsi alle 5 per andare a dare lo straccio e togliere le ragnatele. Ma non può. La cooperativa ha bisogno di lei e ancora non è riuscita a trovarle una sistemazione meno gravosa. Certo, si sta facendo tutto il possibile, ma per il momento...

mer 26 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Dopo il 2007, ritorna il Decreto Flussi 2011. Si tratta di un Decreto che da la possibilità a 98.080 persone di raggiungere l'Italia per motivi di lavoro (86.580 quote) o per quelli che sono già in Italia con un permesso di soggiorno stagionale o di studio, di chiedere la conversione (11.500 quote). Le domande si possono scaricare dal sito http://nullaostalavoro.interno.it/ e si possono inviare in determinate giornate. I datori di lavoro, possono fare da soli le compilazioni o si possono affidare gratuitamente ai vari patronati o consulenti del lavoro. Le domande si potranno inviare: il 31 gennaio dalle ore 8 per i lavoratori provenienti dai paesi che hanno delle quote riservate; il 2 febbraio dalle ore 8 per i lavoratori domestici provenienti da paesi che non hanno una convenzione con l'Italia e il 3 febbraio dalle ore 8 per i lavoratori dei restanti settori provenienti dai paesi che non hanno delle quote riservate.

mer 26 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

D'accordo, tanto per cambiare l'invenzione è dei cinesi. Ma era solo quella della tecnica per conservare il ghiaccio. E va bene, i primi ad aromatizzare il ghiaccio con frutta e fiori furono gli arabi. Ma era solo il "sorbetto", dall'arabo, appunto, sciarbat. Ma i gelato vero, il gelato mantecato con latte e uova e fritta e ogni altra delizia, quello è italiano al 100 per cento, esagitato a Firenze nel ‘500. E italiano è ancora il business del gelato artigianale, tanto che tutti gli imitatori stranieri si presentano con nomi italiani. 
Un dolce giro d'affari che, per fortuna, pare fra i pochi a non risentire della crisi. Il gelato italiano avanza trionfalmente ovunque. Con catene di piccoli esercizi, ma anche con vere e proprie industrie che fabbricano macchinari, producono semilavorati sempre più sani e diversificati,, continuano a inventare i gusti più impensati. 
Ne fa fede anche il successo del SIGEP 2011, appena concluso a Rimini Fiera, la più importante manifestazione al mondo del settore. Dai primissimi dati, presenze addirittura in aumento rispetto allo scorso anno. 

mer 26 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Nel 1988 l'Università di Bologna, la più antica in Europa (attiva dal 1088), inaugura una nuova sede a Buenos Aires (Argentina) ed avvia un importante programma di internazionalizzazione. Nello steso anno inizia il decentramento in Romagna, sospirato da anni, organizzando una struttura multicampus nelle sedi di Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini.
Alla fine degli anni '80 vengono attivati a Rimini i corsi di Laurea della Facoltà di Economia e di Statistica. Successivamente con l'attivazione dei corsi di Laurea delle Facoltà di: Chimica Industriale, Lettere e Filosofia, Farmacia, Scienze Motorie, Medicina e Chirurgia e Scienze della Formazione si configura una vera e propria dimensione Universitaria.
Nel corso degli anni l'insediamento riminese è cresciuto in molti sensi: da poche decine di studenti dei primi anni agli oltre seimila iscritti dell'ultimo anno accademico; dai due corsi di laurea ai 19 attuali, dai pochissimi docenti in forza a Rimini ai circa 140 di oggi. Una realtà che è cresciuta negli anni rappresentando oggi, per la città di Rimini, un fattore rilevante di sviluppo economico e sociale. 
Ma come vivono gli studenti universitari? Si sentono integrati? Dove si ritrovano? Rimini è per loro una città intellettualmente stimolante e viva? E quali disagi provano, quanto devono spendere? Dalle interviste raccolte emerge che il problema più grande è il caro-affitti. Mediamente un posto letto in casa privata costa circa 300 euro escluse le spese. Accanto all'offerta di stanze in appartamenti privati, sono fioriti negli anni diversi studentati, tra i quali il Convitto Maria Bambina in via Angherà, l'Istituto Igino Righetti in via Cairoli, la residenza Santa Chiara in via Santa Chiara e la Casa della Giovane in via Isotta. Anche in queste soluzioni il costo varia da un minimo di 200 euro per la doppia ai 300 euro per la singola. 

mer 26 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Incubo di albergatori e famiglie, che d'estate si trasformavano in affitta-camere, la sua abolizione fu salutata come liberazione da un odioso balzello di stampo medievale. Ora la tassa di soggiorno potrebbe ritornare sotto forma di brillante innovazione con il federalismo fiscale. Infatti, oltre a una raffica di imposte locali (immobiliare unica che erediterebbe altre imposte come l'ICI, senza toccare comunque la prima casa; cedolare fissa del 23% sugli affitti; Tarsu calcolata sul nucleo famigliare e non solo sui metri quadri) le città turistiche potrebbero contare su di un'entrata in più: la rediviva tassa di soggiorno, appunto, la cui applicazione sarebbe comunque facoltativa. In un primo tempo pareva che la "facoltà" toccasse solo ai comuni capoluogo di provincia, come Rimini. Ora si prospetta che invece potrebbero applicarla tutti. Ma chi potrebbe permettersi, di questi tempi, di rinunciare a un'entrata tanto ghiotta? Il Sole 24 stima che Rimini potrebbe ricavarci 16-17 milioni: il triplo del gettito Irpef.
Fin qui, comunque, dalle nostre parti tutti dicono no. Contrarie le associazioni degli albergatori - "semmai abbassiamo l'iva sul turismo che non ci fa competere in Europa" - così come i sindaci di sinistra (il riccionese Pironi) e di destra (il bellariese Ceccarelli).

mer 26 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Click day, settimana di passione per gli immigrati
Lunedì 31 gennaio, mercoledì 2 e giovedì 3 febbraio, 98.080 posti di lavoro saranno "messi in palio" per gli immigrati senza permesso di soggiorno che dimostreranno di poter essere assunti in Italia. La procedura sarà quella del cosiddetto "clik day": in quei giorni, tutti davanti al pc per inviare la richiesta al ministero dell'Interno. Nel dettaglio, come si legge nel sito del ministero, "31 gennaio 2011 ore 08.00 - Procedura di inoltro telematico delle domande per i lavoratori delle nazionalità privilegiate - 2 febbraio 2011 ore 08.00 - Procedura di inoltro telematico delle domande per i lavoratori domestici e di assistenza alla persona - 3 febbraio 2011 ore 08.00 - Procedura di inoltro telematico delle domande per tutti i restanti settori". Fin troppo facile prevedere il tilt del sito, come già accaduto nelle precedenti "lotterie" telematiche.

mer 26 gen 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

«Intesi ch'a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento»: rileggendo oggi quei versi sembra quasi che nel girone dei lussuriosi Dante incontri Berlusconi, Fede e tutta la "compagnia palpante" del fiorente "zoccolame made in Arcore". Mi sorge spontanea una curiosità: a parte i replicanti Gasparri e Capezzone, gli altri che vanno sbraitando in TV che è tutta invenzione dei soliti magistrati complottardi, quando alla sera tornano a casa continuano a ripetere che Lui tocca il sedere alle ragazze per beneficenza, o si lasciano andare ad un liberatorio "ma guarda cosa ci costringe a fare"? Per il coro dei cortigiani «è solo fango»: certo, una valanga di fango, prodotta dal gradasso divenuto capo di un Paese di cui insozza l'immagine agli occhi del mondo; e che, a chi gli chiede di non ricorrere all'ennesima fellonia di sottrarsi alla giustizia, risponde che «la politica non era mai scesa così in basso»: sì, prima che arrivasse lui ad infestarla!

mer 26 gen 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Nei proverbi, che sono la saggezza dei popoli, la cosa è evidente. Si dice «calzare come un guanto», «raccogliere il guanto di sfida», «pugno di ferro in guanto di velluto». Guanto, sempre al singolare. Eppure i guanti dovrebbero essere due, gemelli omozigoti e simmetrici. Ma fin dai tempi più remoti la coppia tende a spaiarsi appena può, peggio di Balotelli con la fidanzata di turno. La saggezza popolare ne ha preso atto, rendendo il guanto quasi sempre single. 
Molti studiosi si sono chiesti il motivo dell'instabilità del legame fra i guanti - la risposta più banale è che quando un partner è di destra e l'altro di sinistra il rapporto non dura. Può essere, ma non basta. A metterci sulla pista giusta è un'altra frase idiomatica: «coi guanti bianchi», una delle poche espressioni in cui i guanti sono declinati al plurale. I guanti bianchi sono tipici del maggiordomo, che, per dovere professionale, non se li toglie mai. E siccome i guanti si perdono quando si tolgono, quelli del maggiordomo restano sempre in due. Noi non maggiordomi, ahimé, tendiamo a toglierci i guanti continuamente, perché quanto più ci proteggono le mani dal freddo, tanto più ci dànno la manualità di un pupazzo di pezza. La scena del tizio o tizia che tenta invano di estrarre il bancomat dal portafogli con i guanti di lana è una tipica gag di stagione e porta sempre una ventata di buonumore alle casse dei supermercati, soprattutto quando il portafogli schizza in terra in una pirotecnia di spiccioli, fidelity card e foto di nipoti. Una semplice telefonata al cellulare si trasforma in una commedia dell'assurdo, con numeri e funzioni digitate a casaccio da ditoni lanosi come quelli dello Yeti.

mer 26 gen 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Ci stiamo avvicinando alle elezioni amministrative ed è tempo di ragionare su cosa vogliamo dai candidati.
Ben ha fatto il nostro direttore ad aprire il discorso partendo dai 600 mila euro della serata RAI di Capodanno.
Una persona un po' cattiva potrebbe dire così: "Io lavoro in un settore che non ha niente a che fare col turismo. Perché devo vedere i soldi delle mie tasse usati per far lavorare gli alberghi e le discoteche? A me che cosa viene in tasca? Le strade sono malmesse (il Corso stesso è tutto una buca), i parchi si allagano e diventano delle paludi, i mezzi di trasporto sono inefficienti, abbiamo bisogno di scuole, biblioteche, servizi sociali: ce li pagano gli imprenditori del turismo? E infine, perché il turismo e non -che so- la moda, che è in crisi, o l'informatica, o altri settori? Il turismo riminese è ormai un prodotto più che maturo, non può crescere, ha senso dargli una tale massa di denaro?"
Allargando un po' l'obiettivo ed evitando le cattiverie inutili, credo che il ruolo stesso dell'Amministrazione locale vada comunque discusso.
Effettivamente, spetta al Comune operare con capitali ingenti in azioni di marketing a favore di aziende del territorio? Il Comune di Torino fa pubblicità alla Fiat? Semmai è il contrario: è la Fiat che sponsorizza iniziative sul territorio. I Comuni si sono attribuiti nei decenni passati il ruolo di investitori e operatori economici che non è detto sia il loro compito. O comunque non è detto che venga prima di altri doveri. La cura del territorio, la qualità della vita urbana, le scuole, gli impianti sportivi, la cultura, l'assistenza alle fasce deboli, sono forse più importanti degli aiuti ai settori economici. Ma soprattutto, l'azione delle Amministrazioni locali è raramente capace di dirigere veramente lo sviluppo economico. Al massimo può migliorare il quadro normativo in cui operano le imprese.

gio 13 gen 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

A Rimini sarà una primavera di elezioni e ne sentiremo ovviamente delle belle. Sentiremo le promesse più roboanti, saranno impegnati i più alti valori. Va bene, è normale. Ma è troppo chiedere di non essere presi in giro? Almeno su qualche tema. Per esempio, l'elezione del sindaco sarà l'ennesimo referendum sul metrò di costa. Ennesimo, perché questo progetto era nei programmi elettorali di Chicchi e Ravaioli, che ricevuto l'assenso delle urne per tre volte. Ormai il Trc ha i finanziamenti statali. Giunti a questo punto, cosa vogliamo fare? I comuni vogliono davvero andare avanti e quindi mettere i loro "soldi veri"? Presi da dove, con i bilanci che corrono? E chi si oppone al Trc, può spiegare una volta per tutte se e come i soldi dello stato potranno essere recuperati e per fare cosa, e in che tempi? Le corsie preferenziali per i filobus? Il potenziamento della linea ferroviaria? Il suo interramento? Il suo spostamento? La mini-mono-rotaia? Perché, almeno su questo saremo tutti d'accordo, una soluzione per la mobilità andrà pur trovata. E non entro i prossimi 15 anni. Capodanno. Dunque "il carrozzone" Rai a qualcosa serve. Vedi cosa sta succedendo a Cervia, dove si piange un fine anno deserto imputato proprio alla mancanza di grandi eventi. Vedi invece i 400 hotel aperti nel riminese e l'incredibile, e pacifica, folla della notte di San Silvestro. Incredibile per noi riminesi, ormai abituati a dirci: "Io qui in vacanza non ci verrei mai". 

gio 13 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 22 al 26 gennaio si svolgerà a Rimini Fiera la 32° edizione del Sigep, Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria e Panificazione Artigianali, la manifestazione più importante al mondo nel settore della gelateria artigianale, e vetrina europea primaria del dolciario artigianale. Consolidato il suo posizionamento anche nel settore della panificazione artigianale. Nei 14 padiglioni sono attese 730 imprese e 100mila visitatori, In rassegna tutte le novità quanto a materie prime e ingredienti composti, impianti e attrezzature, arredamento e servizi per gelateria, pasticceria e panificazione artigianali.
Sezioni tematiche, concorsi internazionali e campionati, dimostrazioni, corsi e seminari di aggiornamento, esposizioni, concorrono a farne un unico grande evento.
In contemporanea si svolgerà il SIGIFT, la più esclusiva rassegna per il confezionamento, la decorazione, la confetteria e la bomboniera, che mette in mostra i migliori prodotti e le nuove creazioni per il dolciario artigianale, con l´inconfondibile stile "made in Italy". 

gio 13 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Nel centrodestra, dopo una decina di ipotesi più o meno ufficiali, ancora non è stato scelto il candidato a sindaco di Rimini in alternativa ad Andrea Gnassi . L'ultimo coordinamento del Pdl ha visto infatti ancora una volta contrapposti Renzi, che non rinuncia a voler correre, e la componente vicina a Marco Lombardi, che sostiene Formica. "Se non si trova la quadra, tra noi, entro la prossima settimana - annuncia Renzi - perché come ho già dichiarato pubblicamente su Formica non sono d'accordo, si andrà a Bologna e a Roma con le due candidature". Di diverso avviso Marco Lombardi: "La riunione non serviva per parlare di candidati". E intanto spuntano altri nomi, come Massimo Coccia, presidente di Federpesca, mentre c'è chi rilancia l'idea di ricandidare l'ex sindaco Marco Moretti.

gio 13 gen 2011 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Gli italiani non possiedono una vera cultura urbana, intendo quella dei parigini, dei newyorkesi o dei londinesi, per capirci, cioè di metropoli che da secoli hanno regole per la vita in comune. Un po' di questa cultura si trovava nelle città prima della guerra, ma l'immigrazione del dopoguerra l'ha sommersa. Le città si sono estese enormemente in decenni recenti accogliendo popolazioni provenienti dalla campagna, che non conoscevano la vita urbana. 
Quando ero piccolo e abitavo al grattacielo e stavo... al primo piano, avevo un grande terrazzo ma mia madre non mi ci lasciava andare perché gettavano ogni sorta di roba dai piani superiori.
Una volta arrivò sulle nostre finestre una pentolata di minestrone. 
Ancora oggi nel mio condominio c'è chi getta dalla finestra mozziconi di sigari, noccioli di pesca, pacchetti di sigarette vuoti, a volte intere arance, senza contare le cicche di sigaretta, che in Italia è come se fossero nulla, o i chewing gum masticati che sono la vera pavimentazione del Corso. Nulla, come se non esistessero. 
E' vero, la vita urbana richiede tanta sensibilità verso gli altri. E' comodo buttare dalla finestra e non pensarci più. E' meno comodo trovarsi il piscio del cagnolino sulla saracinesca del garage, ogni giorno. Perché i cani, come si sa, marcano il territorio. E perché devi preoccuparti di tirare via il tuo adorato animale, mica è tuo il garage.

gio 13 gen 2011 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Di solito a metà gennaio conservo ancora qualche residuo dei buoni sentimenti indotti dalle festività appena trascorse; quest'anno, invece, sono pervaso da una "cattiveria" che non riesco a farmi passare, dovuta ad un succedersi di eventi che non si poteva immaginare più dissonante rispetto allo spirito natalizio. 

Prima la proposta dello "stoccafisso sparlante" Gasparri, di arresto preventivo degli studenti intenzionati a manifestare contro la "devastazione gelminica" della scuola e dell'università. Proprio in quei giorni, l'ennesimo passaggio notturno di Amarcord in TV ha fatto apprezzare la "genesi" di quell'invocato provvedimento, che nel film i fascisti applicano al padre di Titta, con l'aggiunta di una bella somministrazione di olio di ricino, a cui però oggi Gasparri pare disposto a rinunciare, perché nella vita qualche sacrificio si deve pur fare! 
A seguire, la più indecorosa delle scemenze natalizie confezionate da Berlusconi, che ha trafugato una frase di Sandro Pertini - «la Magistratura non deve solo essere imparziale, ma anche apparirlo» - per ridurlo a testimonial della sua personale guerra ai giudici, a far da spalla al cicisbeo Capezzone e al cicaleggiante Signorini. 

gio 13 gen 2011 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

C'è un momento preciso in cui ti accorgi di essere invecchiato: quando aprendo la finestra vedi i tetti imbiancati e invece di sorridere cominci a smadonnare. La tua mente non corre più istantaneamente a progettare battaglie di palle di neve e a inventariare carote e bottoni per la faccia del pupazzo di neve, i tuoi occhi non si inumidiscono più davanti alla magia che trasforma il grigio paesaggio urbano in un presepe, la lingua non ti prude dal desiderio di affondare in una manciata di candido sorbetto insapore caduto dal cielo. L'età adulta ti ha scacciato dall'Eden bianco, e ora nella tua mente, nei tuoi occhi e sulla tua lingua ci sono solo appuntamenti mancati, affari dimezzati, ingorghi stradali e imprecazioni contro il Comune. Il silenzio irreale nelle strade innevate del centro storico non è l'abbraccio di un'insolita Rimini più intima e raccolta, è soltanto una specie di funereo commerciogramma piatto, tanto più agghiacciante perché si verifica in un periodo pre-natalizio che avrebbe dovuto compensare un autunno magro. 
Come il Signore nel Giorno del Giudizio, la neve divide l'umanità in due greggi incompatibili fra loro: alla sua destra i pargoli e tutti quelli che possono godersi la vita; alla sua sinistra gli sciagurati figli e figlie di Adamo, quelli che devono guadagnarsi il pane col sudore o partorire nel dolore o addirittura tutt'e due le cose. Anno dopo anno, c'è un continuo travaso dal gregge di destra verso quello di sinistra, compensato dall'arrivo di nuovi pargoli; molto più raro il passaggio inverso, alla portata di pochi saggi privilegiati o vincitori a Turista per sempre.

gio 13 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il 24 gennaio, in occasione del XXXII SIGEP, dalle 14.30 in sala Diotallevi 2 si terrà il Caffè scientifico "Il valore nutrizionale del gelato: salute, non solo gusto!", parte del progetto "Il gelato artigianale entra in Università", organizzato da CNA Rimini con il Polo scientifico didattico di Rimini, in collaborazione con Sigep, per estendere la conoscenza del gelato artigianale come alimento adatto a una dieta che unisca gusto e salute. A parlarne saranno Giorgio Cantelli Forti, Presidente Polo Scientifico Didattico di Rimini, i docenti dell'Università di Bologna Silvana Hrelia, Facoltà di Farmacia, Biochimica della nutrizione, Mario Mazzocchi, Facoltà di Scienze Statistiche, Analisi del consumatore, il rappresentante di CNA Alimentare Rimini Giovanni Bucci e Patrizia Cecchi, Responsabile Business Unit 1 - Rimini Fiera. Modera Mirella Falconi, Facoltà di Farmacia, coordinatore attività culturali Polo scientifico didattico di Rimini. Nel corso del Caffè scientifico il dott. Alessandro Filippini, Presidente Phenbiox s.r.l. e Ivano Zucchi porteranno la case history della Gelateria La Romana per raccontare le nuove possibilità che la ricerca universitaria applicata alla nutriceutica può aprire alle gelaterie artigianali.

gio 13 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

"Non ConGelateci il sorriso", l'iniziativa di sensibilizzazione contro il bullismo sostenuta da 22 gelaterie, il 24 gennaio al Sigep si conclude con il consueto workshop che vede protagonisti gli oltre 250 ragazzi di otto scuole della provincia coinvolti dal progetto promosso da CNA, Confartigianato, Università di Bologna, Ufficio Scolastico provinciale, Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Rimini, Camera di Commercio di Rimini e Fondazione Carim, con il supporto della Fiera di Rimini e in collaborazione con Mo.Ca Spa/A.I.D.A., realizzato attraverso ArtArte 3000 srl. Dalle 9.30 la XXXII edizione del Sigep sarà teatro di una pacifica e colorata invasione di ragazzi, che parteciperanno a una lezione "dal vivo" sulla produzione del gelato artigianale, 30 dei quali assegneranno il "Premio dell'Amicizia" al gelato migliore tra i partecipanti al "Campionato nazionale di gelateria", per poi presentare in prima persona nella Sala Ravezzi il loro percorso in "Non ConGelateci il sorriso". Anche quest'anno saranno lanciati gli "Assaggi di amicizia", carnet di degustazioni donati dalle gelaterie aderenti alle scuole per sostenere il progetto.

gio 13 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Le persone si spostano e migrano sin dall'alba dei tempi. Migravano da un posto all'altro, formando nuove tribù, popolando nuove terre e difendendole dalle invasioni altrui, creando nuove società.
Dopo la seconda guerra mondiale i confini erano ben marcati e protetti, conseguenza diretta della fine del conflitto. Questo finché le persone non si sono trovate nell'impossibilità di continuare a vivere dignitosamente e hanno iniziato ad emigrare in altri stati dove le condizioni di vita erano migliori, dove vi era più offerta di lavoro e una migliore aspettativa di vita.
Ma una volta arrivati a destinazione, come si trasforma la vita degli emigranti? 
La maggior parte, una volta arrivati a destinazione, riescono, tramite sanatorie e decreti che permettono loro di farlo e superando gli innumerevoli ostacoli che si trovano ad affrontare, a trovare un lavoro e garantirsi una vita dignitosa. Questo comporta il fatto che si possano trovare datori di lavoro che non mantengono la parola data, di regolarizzare il proprio lavoro, che porta poi a dover attendere, pagando alte cifre di denaro, in un clima di tensione continua, la messa in regola. E solo i più fortunati dopo una lunga attesa ottengono finalmente il prezioso permesso. 

mer 15 dic 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Un anno da dimenticare o da ricordare? Nel 2010 a Rimini e dintorni abbiamo avuto: tre banche commissariate, compresa la maggiore; la Fondazione Fellini a un passo dal crack; il palacongressi di Rimini finito e non inaugurato; quello di Riccione sommerso di debiti; il Grand Hotel di Rimini che rischia di divenire stagionale, la Rimini Calcio scomparsa. E poi i soliti "di là da venire" che restano tali: metrò di costa, teatro Galli, stadio di Rimini, Murri e Novarese, darsena di Bellaria, solo per stare alle partite più corpose. L'unica realtà che sembra farcela è quella che fino a poco tempo fa veniva data con un piede nella fossa: Aeradria, ormai passata dalla difesa all'attacco. "Mi hanno dato da allenare l'Atalanta", confessava il presidente Massimo Masini al momento della sua nomina all'aeroporto; ora magari non si starà giocando la Coppa del Mondo come la sua amata Inter, ma di retrocessione non gliene parla più nessuno.
Dunque ce lo buttiamo alle spalle quest'anno disgraziato? Forse è meglio di no Sarà più utile tenerselo bene a mente, questo 2010 così avaro di soddisfazioni. Per imparare una buona volta dagli errori e darsi una mossa per non ripeterli. Aspettare che le cose si risolvano da sé, attendere una miracolistica "ripresa" guidata da altri - "la locomotiva tedesca", "il gigante cinese" o l'ennesimo Uomo della Provvidenza - non ci porta da nessuna parte, né come riminesi né come italiani.

mer 15 dic 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Dal 9 dicembre 2010, chi chiederà il rilascio del "permesso di soggiorno per soggiornanti a lungo periodo CE" (ex Carta di Soggiorno), dovrà prima dare un esame di conoscenza elementare della lingua italiana (livello A2). Per dare l'esame d'italiano, bisogna rivolgersi agli Sportelli Unici per l'Immigrazione presso le Prefetture, effettuando prima on line una richiesta di prenotazione. Lo Sportello Unico, poi, entro 60 giorni convocherà lo straniero e lo indirizzerà alla scuola convenzionata sul territorio per effettuare l'esame. Ovviamente, chi non passa l'esame, non avrà la Carta di Soggiorno e dovrà ripresentare la richiesta e ridare l'esame d'italiano. Sono esonerati dall'esame: i figli minori di anni 14, stranieri con gravi limitazioni derivanti all'età, da patologie o da handicap, gli studenti che hanno studiato in Italia, stranieri che hanno frequentato corsi di lingua italiana anche serali di livello A2. Per le feste natalizie, quindi, gli stranieri interessati devono leggere "Io imparo l'italiano".

mer 15 dic 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Se si guarda le televisione non si capirà mai la politica italiana. Se si guarda alla televisione, tutto è più chiaro.
Sol che i numeri annoiano, ma questi numeri sono importanti.
Publitalia, la concessionaria pubblicità di Mediaset, è il canale attraverso il quale il denaro della tv commerciale entra nel gruppo. Nei primi nove mesi del 2010 ha dichiarato 1,914.8 miliardi di euro di fatturato, con un incremento del 5% rispetto al 2009. Dopo la diminuzione del 2009 gli investimenti in pubblicità sono tornati a crescere. Il gruppo Mediaset dichiara per lo stesso periodo un fatturato netto in Italia di 2,423.9 Mld con un utile di 347 milioni prima delle tasse (che sono di 134,6 milioni di Euro, cioè il 38%). La raccolta pubblicitaria costituisce ovviamente la maggiore fonte di entrate della società. 
Il bilancio di SIPRA, la concessionaria pubblicità della Rai, è difficile da reperire. Sul sito SIPRA non sono riuscito a trovarlo. Ho cercato nei bilanci pubblici della Rai, ma i dati sono del 2009. In quest'anno Rai dichiara una contrazione nella raccolta del 16,9% a fronte di una flessione di Mediaset dell'8,4. Comunque, nel 2009 la Rai dichiara di aver introitato 1,645 miliardi di canone, 908,6 milioni di pubblicità (attraverso SIPRA) e 415 milioni da altre fonti. Totale 2,970 miliardi. 

mer 15 dic 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Mercoledì i lettori sapranno che strada avrà preso l'agonia politica di Berlusconi in seguito al risultato del voto di fiducia alla Camera: la strada del Quirinale per le dimissioni o quella del disperato "accanimento terapeutico" a base di ossigeno e flebo, comprati con falsa moneta al mercato nero dei parlamentari corruttibili?

Ho qui invece, caldo caldo, il risultato delle Primarie del Partito Democratico per la designazione del candidato a Sindaco di Rimini: ha vinto Andrea Gnassi, seguito nell'ordine da Arlotti, Fabbri, Gattei. È il miglior risultato possibile per il PD, che affida così le speranze di vittoria nel 2011 al candidato che meglio sa destreggiarsi nell'intricato e non facile rapporto del centrosinistra con le tante facce, spesso schizofreniche, dell'odierna riminesità; e capitalizza nel contempo la "forza complementare" di Tiziano Arlotti, un centrocampista della politica che ogni squadra vorrebbe avere, il quale è riuscito a "rimotivare" molti consensi che andavano affievolendosi, portandoli ora in dote alla finalissima di primavera. Il modesto risultato di Nando Fabbri può sorprendere solo che non abbia sufficiente allenamento a leggere la storia e l'attualità politica di Rimini con...occhio riminese. Onore, infine, al coraggio dell'agguerrita Cristina Gattei, che coerente con l'essere presidente di quella cosa che solo a Rimini poteva chiamarsi "Basta merda in mare", ogni tanto ha cercato di dirottarne un po' sugli altri suoi competitori. 

mer 15 dic 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Qualcuno li considera addirittura sacrileghi, i mercatini di Natale. In effetti il 25 dicembre si commemora un Personaggio che con mercanti e mercatini non aveva un gran feeling, specie quando si mescolavano abusivamente alla religione. Ma in fondo i mercatini di Natale sono tipici di regioni nordiche in cui le feste di fine anno hanno conservato l'antico sapore pagano di celebrazioni del solstizio d'inverno, e il sole è molto più rilassato su certe cose. Splende sui venditori di centrotavola con le pigne ricoperte d'oro, quasi come le budella che si fanno gli altoatesini grazie ai mercatini natalizi - che sono, per inciso, una geniale iniziativa promozionale ideata della Suedtirol Marketing Gmbh-Srl, azienda legata alla Svp (e nelle valli si spettegola che i banchetti vengano affidati rigorosamente a commercianti iscritti al partito, vabbè che lassù dev'essere difficile trovarne di iscritti ad altri partiti). 
Il sole splende sugli ingenui mediterranei che nei weekend di dicembre si imbacuccano come Pugacioff, manco Bolzano fosse il capoluogo della Kamciatka, e si incolonnano più o meno disciplinatamente sulla A22, già incasinata in tutti gli altri giorni dell'anno, per andare a sborsare fior di euro euro in cambio di decorazioni per l'albero a forma di casetta tirolese. E poche ore prima il sole splendeva sugli operai cinesi che hanno realizzato l'80 per cento del «vero artigianato dell'Alto Adige» (e il 99 per cento degli addobbi natalizi nel mondo, come facemmo notare su queste pagine un anno fa). 

mer 15 dic 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Continua la trattativa fra sindacati e proprietà per scongiurare la "stagionalizzazione" del Grand Hotel. Il prossimo lunedì 20 le parti si vedranno di nuovo per trovare un punto di accordo. Com'è noto, il proprietario Antonio Batani aveva annunciato in un'intervista la sia volontà di chiudere il Grand Hotel a gennaio, licenziare i dipendenti a tempo indeterminato e procedere con contratti a termine, mentre d'inverno la stira struttura sarebbe rimasta chiusa. "Il sospetto - aveva detto Mauro Rossi segretario della Filcams Cgil - è un'intenzione, neanche tanto velata, di voler passare allo stagionale per eliminare tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato". La notizia aveva fatto addirittura il giro del mondo (ne ha parlato anche l'Indipendent), mente immediata era stata la risposta dei lavoratori, pronti a scioperare a Natale e Capodanno. Lo sciopero è rientrato quando si è riusciti ad aprire la trattativa, che tuttavia non si presenta facile. Sulla necessità che il Grand Hotel di Rimini resti aperto tutto l'anno era intervenuta anche l'amministrazione comunale, oltre che la maggior parte degli esponenti politici di maggioranza e opposizione.

mer 15 dic 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

"Con la consegna della massima onorificenza civica intendiamo riconoscere e premiare il lavoro di due importanti realtà impegnate nel settore sociale, la cui attività e le cui ricadute positive hanno valicato da tempo i semplici confini riminesi". Con questa motivazione il sindaco Alberto Ravaioli e la Giunta Comunale hanno assegnato il Sigismondo d'Oro per l'anno 2010 alla Fondazione S. Giuseppe per l'Aiuto Materno e Infantile e alla Comunità San Patrignano ONLUS. La Fondazione S. Giuseppe, che ha da poco festeggiato il centenario, opera senza scopo di lucro in materia di servizi educativi, socio-assistenziali e socio-sanitari, in stretto rapporto con i servizi territoriali pubblici e le istituzioni private operanti nel settore. La Comunità di recupero di San Patrignano, nata a Coriano nel 1978 su iniziativa di Vincenzo Muccioli, da allora ha ospitato circa 20mila persone con problemi di droga, offrendo loro l'opportunità di cambiare vita e di rientrare a pieno titolo nella società.

mer 01 dic 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

I nomi dei luoghi, delle vie e delle piazze. E' la toponomastica. Chi decide questi nomi? Il consiglio comunale su proposta dell'apposita commissione. Ma qualsiasi cittadino può avanzare richieste. Fra i nomi che giacciono al vaglio della commissione, ci sono quelli di Berlinguer, Almirante, Spadolini, La Malfa, Craxi. E poi, i Giusti di Israele Giovanni Palatucci e Osman Carugno. Dal mondo dello sport arrivano Eugenio Pagnini, Alfredo Neri, Mario Roberti, Aroldo Montanari. Qualcuno vorrebbe si ricordassero anche le benemerite Infermiere Volontarie della Croce Rossa. Molto spesso le decisioni sulla toponomastica diventano questioni politiche e in quanto tali regolate: un tanto a me, un tanto a te, e se sono più forte decido io, magari proprio per farti dispetto. A Rimini fu clamoroso il caso di via XX Settembre, un vero e proprio "sfregio" che i nostri passati amministratori liberali e "mangiapreti" vollero perpetrare ai danni dei clericali: la data della presa di Porta Pia, cioè della fine del potere temporale dei Papi, sparata come una cannonata nel cuore di Borgo San Giovanni, da sempre il più fedele alla Santa Sede. E anche oggi sulla toponomastica si combattono dispute cavillose e interminabili. Gli esiti di questi conflitti sono spesso esilaranti. Anche perchè le commissioni a tutto pensano meno che alla funzione che i nomi delle strade dovrebbero avere, cioè facilitare la vita e non complicarla. 

mer 01 dic 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Gli immigrati rischiano anche la vita per il mancato permesso di soggiorno. Le sanatorie, le regolarizzazioni continue o le quote non danno alcuna certezza ai cittadini stranieri. La singolare notizia degli immigrati disperati su una gru a Brescia spiega la tragica situazione in cui si trovano molti esseri umani in un paese europeo. Spesso l'Europa cerca di dare esempio di solidarietà, sostegno e insegnamento di buon governo ad altri stati meno sviluppati, ma al contrario, spesso dimostra di non essere capace di gestire i suoi problemi interni. La disperazione degli immigrati per la mancanza del permesso di soggiorno, ha portato non di rado anche al suicidio. Proprio nella nostra provincia, qualche anno fa, un immigrato albanese si è appeso al filo di un palo dell'alta tensione dando fine alla sua vita. Lui assieme ad amici erano in attesa di essere regolarizzati, ma dall'ansia di aspettare non ha più resistito e nella debolezza ha messo fine alla sua vita, lasciando senza parole tutta la comunità! Queste notizie devono far riflettere e far ragionare più seriamente per la risoluzione dei semplici problemi burocratici.

mer 01 dic 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Responsabilità Sociale dell'Impresa è un concetto ancora troppo poco noto all'opinione pubblica italiana. Prima di parlarne è dunque utile una premessa. Il mondo delle imprese è diverso da quelli della politica e della cultura ideologizzata che purtroppo dominano i media. Fare impresa è un'attività pratica, che richiede un uso razionale del tempo e delle risorse umane e materiali. E' un mondo in cui l'intelligenza vale in quanto applicata. L'impresa parla con i risultati ottenuti nel mercato. Il mercato è la doccia di realtà che ogni imprenditore si fa tutte le mattine quando esce di casa. Perciò le imprese parlano con il linguaggio del progetto e del fare. Non significa che non si possa parlare di idee o di sogni. Anzi. L'impresa nasce tante volte da un sogno, e vive -oltre che di duro quotidiano lavoro- di idee, innovazione e rischio. Ma i sogni devono generare fatti. Le idee devono passare la griglia del bilancio. L'impresa produce fatti che sono la realizzazione di idee che si radicano nella realtà e ne traggono alimento per crescere. 
Che l'impresa abbia una responsabilità nei confronti della società è cosa ovvia. Il profitto dell'impresa deriva da quanto sa dare alla società. E alla società l'impresa è legata indissolubilmente. Le idee di impresa come parassita della società è sbagliata. Possiamo avere forme sociali eccessivamente orientate a favorire le imprese, ma l'impresa da sola non può farsi carico dello sviluppo della comunità, neppure a proprio vantaggio.

mer 01 dic 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Una sciarpa rosso blu con la scritta bianca 'Ultras della legalità' e alle estremità il logo del sigillo rosso di Stato 'Iustitia': è il gadget in stile calcistico che sarà regalato a cinquemila ragazzi che alla fiera di Rimini, in occasione del salone della Giustizia, dal 2 al 5 dicembre prossimo, avranno firmato un manifesto contro la violenza e la droga. Alla manifestazione, che sarà aperta dal presidente del Senato Renato Schifani, parteciperanno sei ministri - oltre ad Alfano, Gelmini e Matteoli sono previsti anche i responsabili dei dicasteri della Difesa, Ignazio La Russa, dell'Interno Roberto Maroni e della Sanità, Ferruccio Fazio - il vicepresidente del Csm Michele Vietti, rappresentanti dell'avvocatura e dell'Associazione nazionale magistrati. Nel corso della manifestazione saranno esposti anche il sigillo della Repubblica italiana e i registri informatici. Tra le novità di quest'anno, il Salone offre l'allestimento di 20 studi professionali dove cento avvocati dell'Oua offriranno assistenza legale gratuita. Grazie a un accordo con le Ferrovie dello Stato - ha ricordato Filippo Berseli, promotore dell'evento - sono state garantite 32 fermate giornaliere all'interno dell'Expo, dove si svolge il Salone, sulla tratta Bologna-Bari.

mer 01 dic 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Mercoledì 1 dicembre parte la Lotteria di Natale realizzata dalle sedi IOR Rimini e Riccione. "Il Gioco di Natale per Vincere e Aiutare" compie 11 anni. Vi partecipano grandi realtà cittadine come Banca Malatestiana, il Centro Commerciale Le Befane, la Società Gas Rimini e le aziende che mettono a disposizione i premi in palio e l'attesa festa finale con l'estrazione nel giorno dell'Epifania, aperta a tutta la città. I biglietti si possono trovare presso le sedi IOR di Rimini e Riccione, presso il Punto di Santarcangelo, presso tutte le filiali di Banca Malatestiana e all'interno del Centro Commerciale Le Befane dove vengono esposti i premi in palio e materiali d'informazione medico-scientifica. 

Il 6 gennaio 2011, il Centro Le Befane viene animato dalla tradizionale Festa con la Befana IOR e dall'estrazione dei biglietti vincitori con musica e animazioni.

mer 01 dic 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Sarebbe fuorviante credere che la crescente sguaiataggine cui si lascia andare negli ultimi tempi Berlusconi, evidenziata dalla famosa telefonata a Ballarò, sia unicamente dovuta a turbamenti politici. La "ghigna" che sta mettendogli a rischio le cuciture del lifting facciale non nasce solo dal timore di non poter comprare al "supermarket della libertà" tutti i voti necessari a garantirgli, il 14 dicembre, la maggioranza alla Camera. A infastidirlo maggiormente è l'aver dovuto sospendere i suoi bei sollazzi serali, per tacitare la campagna moralisteggiante dei giorni scorsi. Come se non bastasse, a minacciare la ripresa di quei rilassanti convivi ora ci si è messo pure X Factor, con l'enfatica riscoperta di una legge che vieta alla gioventù minorenne di esibirsi dopo mezzanotte in qualsivoglia spettacolo; compreso, pare, il ballo del "bunga bunga". Col rischio che allo scoccar del tocco sia tutto un fuggi fuggi di moderne Cenerentole che, travestite da nipotine di Mubarak, escono da Villa Certosa senza più addosso ben altro che la fatidica scarpetta. Insomma, per vedere Berlusconi finalmente rilassato, più che la fiducia del Parlamento servirebbe una dose di bromuro.

mer 01 dic 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Una volta se ne possedevano due, tre al massimo. Pesavano un quintale, erano riparabili, e guai a perderli. Poi sono arrivati i cinesi, grande popolo il cui prodotto interno lordo è basato sulla tendenza occidentale a non tener da conto la roba, e gli ombrelli sono diventati usa-e-getta. E a giudicare dalla quantità di relitti spezzati e contorti che si rinvengono per strada, ormai l'ombrello buono è come il premier onesto: un vago ricordo del passato. I
n compenso abbiamo tre nuove tipologie di ombrelli: esaminiamole da vicino.
- L'Ombrello dell'Ambulante (O.d.A), prezzo medio 5 euro, durata media cinque minuti. In genere è "tascabile", dizione assurda perché nessuno possiede tasche di quelle dimensioni, quindi da chiuso bisogna tenerlo in mano, fradicio e spampanato come una lattuga (dice il Vangelo: è più facile che un cammello vada in Paradiso che un O.d.A. Rientri nella sua custodia). L'O.d.A è dotato di un sofisticato dispositivo anti-smarrimento: prima che tu riesca a perderlo, si rompe. Consunto dalle lunghe ore passate sul braccio dell'ambulante a sbatacchiare contro altri ombrelli stile polli di Renzo, alla seconda volta che lo apri, la tela sfugge dai gancetti e la calotta si affloscia, mentre il manico di plasticaccia ti si frantuma in mano procurandoti stimmate alla padre Pio. Per fortuna questo avviene di solito sotto un acquazzone, così almeno puoi sciacquarti subito. 

mer 17 nov 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Nel VI secolo dopo Cristo tutto si decideva al circo. L'impero romano si andava sfaldando, quanto ne restava obbediva a Costantinopoli. Qui il circo era il palcoscenico per ogni grande scelta, ancor più di come era stato a Roma. Non era il circo come lo intendiamo noi, il paragone più vicino è quello con la Formula 1. Queste monumentali strutture ospitavano infatti le corse delle bighe. C'erano anche delle "scuderie", le fationes, con i relativi seguiti di ultras. Le classiche quattro fazioni dei "tifosi" - alba (bianca), prasina (verde), russata (rossa), veneta (azzurra) - divennero una sorta di partiti politici, con diversa rappresentatività e diversa valenza sociale. A Costantinopoli, scomparsi i Rossi fedeli al defunto imperatore Anastasio, erano rimasti solo i Verdi e gli Azzurri. Oltre alle connotazioni politiche le fazioni assunsero perfino quelle di partigianerie religiose: i Verdi sostenevano il Monofisismo, un'eresia che negava la natura umana di Cristo. Gli Azzurri erano il "partito" dei grandi proprietari terrieri e dell'antica nobiltà, mentre fra i Verdi vi erano soprattutto i mercanti e la burocrazia statale. Oltre che le corse e quelli che oggi definiremmo "eventi collaterali" (spettacoli con animali ammaestrati, teatro popolare e balletti anche piuttosto spinti) nel circo si svolgevano l'acclamazione dell'Imperatore, le assemblee popolari, i trionfi dei condottieri, le esecuzioni delle condanne a morte, spesso trasformate in crudeli spettacoli. Ma era anche il luogo dove si verificavano tumulti e sommosse. Nel 532 le fazioni del circo diedero vita alla cosiddetta "rivolta di Nika" (dal grido "Nikā, Nikā": "Vinci! Vinci!").

mer 17 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Nell'ambito del fenomeno migratorio il mondo femminile merita un'accurata riflessione. Se una volta l'immigrazione era sopratutto maschile, negli ultimi anni sempre più donne decidono di abbandonare il proprio paese per trovare un lavoro onesto e aiutare la propria famiglia. E' un cammino difficile perché accanto alla discriminazione etnica che purtroppo a volte devono subire, le donne sono spesso oggetto di discriminazioni in quanto tali, soprattutto sul piano del riconoscimento delle competenze professionali. Le madri straniere, poi, mentre quelle autoctone riescono a sostituire il problema del welfare con la rete parentale, poiché lontane da casa sono penalizzate anche in questo senso.
Se oggi le donne in complesso hanno difficoltà molto maggiori degli uomini ad ottenere un lavoro, questo vale ancor di più per le immigrate. La differenza di genere non solo si somma alla difficoltà di inserimento lavorativo degli immigrati, ma la moltiplica, aggravando la condizione di svantaggio degli stranieri dovuta alle differenze culturali ed al problema della conoscenza della lingua italiana.

mer 17 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Facendo una panoramica sui decoder esterni, e sorvolando su quelli ibridi che consentono operazioni "multitasking" come vedere digitale terrestre e web-tv, le categorie classiche sono: gli Zapper, cioè i modelli base, compatibili solo con i programmi gratuiti; gli Mhp che danno l'accesso anche alle pay tv e all'interattività; gli Mhp Hd, con cui è possibile ricevere trasmissioni in alta definizione laddove presenti; e inoltre il decoder satellitare che serve a decodificare i canali captati dalla parabola via etere e non via cavo.
Inoltre, va ricordato che per gli anziani esistono agevolazioni per gli acquisti dei decoder. Si legge infatti sul sito del ministero dello Sviluppo Economico (www.decoder.comunicazioni.it): "Per agevolare questa importante fase di passaggio alla nuova tecnologia è stato predisposto un programma di interventi a favore dei cittadini. Infatti chi non ne abbia già usufruito in passato e appartenga alle categorie di seguito indicate, può utilizzare un buono del valore di 50 euro, messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le Comunicazioni, per l'acquisto o noleggio di un decoder digitale interattivo presso tutti i rivenditori che aderiscono all'iniziativa. Lo Stato eroga un contributo di 50 euro ai cittadini, in regola con il pagamento del canone di abbonamento al servizio televisivo pubblico, che non ne abbiano già usufruito in passato: di età pari o superiore a 65 anni (da compiersi entro il 31/12/2010) e che abbiano dichiarato nel 2009 (redditi 2008) un reddito pari o inferiore a euro 10.000, a decorrere dal 12 aprile 2010".


mer 17 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Crescono le gelaterie artigianali e le scuole della Provincia alleate contro il bullismo con "Non-Congelateci il sorriso", il progetto di sensibilizzazione realizzato dalle gelaterie artigianali, in collaborazione con CNA, Confartigianato, l'Università di Bologna, l'Ufficio Scolastico provinciale, l'Assessorato ai Servizi Sociali della Provincia di Rimini, la Camera di Commercio di Rimini, la Fondazione Carim e con il sostegno della Fiera di Rimini. Il progetto, quest'anno, sarà realizzato attraverso la società di promozione e valorizzazione della cultura d'impresa ArtArte 3000 srl, partecipata da Confartigianato e CNA Rimini. "Non Con-Gelateci il Sorriso" ha finora interessato duecento ragazzi delle scuole elementari e medie della provincia di Rimini, e ne coinvolgerà altrettanti quest'anno, in otto scuole della Provincia, con genitori e insegnanti.

mer 17 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Unico evento nel panorama internazionale dedicato esclusivamente al comparto  alberghiero e ricettivo e dell´ospitalità, la 60^ edizione di SIA Guest - Salone Internazionale dell´Accoglienza, dal 20 al 23 novembre alla Fiera di Rimini, è un salone rivolto all´innovazione, alle nuove tendenze, ai luoghi e alle atmosfere di un mercato in continua evoluzione.

SIA Guest si riconferma come punto d´incontro tra tutte le realtà industriali e  i fornitori di servizi, italiani ed esteri  che operano nel mercato dell´ospitalità.

Hotellerie, contract, arredamento e complementi di design per interni, materiali per pavimento e rivestimento, tessuti, illuminazione, arredo bagno, wellness & fitness, attrezzature e grandi impianti per la ristorazione,  tecnologie per l'automazione, la  domotica e il risparmio energetico.
La proposta espositiva di SIA GUEST si arricchisce con SIA TREND, il nuovo padiglione pensato per accogliere le sperimentazioni nel campo del design per l'hotellerie sui livelli dell'eccellenza. 

mer 17 nov 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Credo che la cosa più pesante nella vita di una persona sia il destino, o quello che gli indù e i buddisti chiamano karma. La conseguenza delle azioni. Il Vangelo si riferisce a questo quando narra che i giudei gridarono "Il sangue di costui ricada su di noi e sui nostri figli" allo scopo di spingere Ponzio Pilato a condannare Gesù. La frase è probabilmente dovuta a un apologeta cristiano che voleva in tal modo giustificare la colpa eterna degli ebrei. Uno dei miti che ha causato maggiori sofferenze al popolo di Israele. 
Il destino è dunque ciò che deriva dalle azioni umane. Fatte o subite. E si imprime come un marchio su persone e popoli, a volte per secoli.
Questo marchio è a volte così profondo che sembra impossibile cancellarlo, qualsiasi cosa si faccia. Diventa una profezia auto-avverante, come si usa dire.
E' come una donna che subisce il marchio di ‘donna facile'. Se tutti ci credono, gli uomini si rivolgeranno a lei solo per un'avventura, e se lei cercherà di costruire un rapporto serio e continuativo, la prenderanno in giro e si approfitteranno di lei per timore che il resto della società li derida. In tal modo, questa persona sarà costretta a diventare ciò che gli altri credono che sia. Liberarsi da trappole come questa è molto difficile.

mer 17 nov 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Abituati alla televisiva visione di Talebani con la barba lunga, il pakol in testa e l'aria minacciosa, è rassicurante che ogni tanto ci venga ricordato che da noi ce n'è invece uno in giacca e cravatta, ben rasato e travestito da Sottosegretario alla Famiglia. Sì, se Giovanardi non aprisse mai bocca, oltre a non privarci di alcun contributo culturale, difficilmente riconosceremmo in lui un "Talebano d'Occidente", nostalgico della Santa Inquisizione, alla costante ricerca di infedeli da incenerire con i suoi terrificanti anatemi in salsa modenese. Giorni fa ha avuto l'insperata opportunità di presiedere la Conferenza sulla famiglia, a causa di una leggera "indisposizione da bunga bunga" dell'amico di Lele Mora che, fra una barzelletta e una festa in villa, funge da Presidente del Consiglio. A dire il vero, in quell'occasione il suo collega "socialista" Sacconi ha provato a contendergli il primato di fondamentalismo, affermando di voler riconoscere «benefici solo alla famiglia fondata sul matrimonio», che è un po' come dire "ci son figli e figliastri". Ma non c'è stata partita, perché Taleban Giovanardi l'ha surclassato con una bordata da novanta, a difesa dell'ultra-sanfedista Legge 40 «minacciata dal Far West della provetta», come lui chiama la speranza di paternità e di maternità che tante coppie infertili vorrebbero poter affidare ad un sano e compiuto percorso di procreazione assistita.

mer 17 nov 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Chi non ha ancora visto «Benvenuti al Sud»? Quattro gatti, a giudicare dalle file ai botteghini ogni weekend. Senza nulla togliere alla bravura del regista Luca Miniero e alla simpatia di Bisio e Finocchiaro, la ricetta originale del film, brevettata dal francese Dany Boon in «Giù al Nord», è infallibile e universale. Funzionava nella versione transalpina, con il provenzale snob catapultato nella fredda e ruvida Piccardia. Funzionerebbe anche in Inghilterra, in Cina o in Brasile, e dovunque ci sia un Nord diverso dal Sud; Will Smith ne sta preparando un remake americano ambientato in Nord Dakota. Funziona alla grande nella versione italiana, con la coppia di bauscia deportati nel Cilento. 
Ma c'era proprio bisogno di scendere fino in Campania per sperimentare certi choc culturali? Secondo molti lombardi riminesizzati, bastava fermarsi qui da noi. Inefficienza, matriarcato, fatuità, rozzezza, esibizionismo, familismo, mentalità arretrata, scarso spirito di concorrenza, disordine, furbizia, incuria: tutte nefandezze tradizionalmente attribuite alla «bassa Italia», ma che i nostri concittadini transpadani sostengono di avere scoperto fra l'Arco d'Augusto e il ponte di Tiberio. Con tanta maggior sorpresa, in quanto loro non credevano di essere al Sud, ma di trovarsi ancora nel Nord - o meglio, all'estrema punta meridionale del Nord. Lo credono anche molti riminesi, prima di varcare il Po; ma quando si avventurano nel Nord vero cominciano a rivedere i loro punti cardinali.

mer 17 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Giorgio Albertazzi e Vittorio Franceschi. Due attori poliedrici, i cui percorsi hanno intersecato la regia, la scrittura scenica e la poesia, due diverse ipotesi di teatro in un interessante confronto a distanza sul palcoscenico del Novelli. Giorgio Albertazzi è l'ultimo dei mattatori, ma riesce a rendere una carriera teatrale oggi senza pari ancora linfa e radice di un oltre, ad ogni spettacolo. Nel tempo, voce e presenza si sono affinate in segni essenziali, personaggi di cui diventa egli stesso traduzione, in un corpo a corpo emozionante. In questi ultimi tre anni è stato l'Adriano delle "Memorie" della Yourcenar e il titanico e inafferrabile Achab di Melville nella messa in scena di Antonio Latella. Ancora con lui affronta quest'anno il quarto Re Lear della sua carriera, forse il più emblematico della sua cifra interpretativa nell'essere uno e trino, Lear e Fool e Albertazzi insieme. E sarà il Padre in "La casa di Ramallah", al Novelli il 25 novembre,  con la regia di Calenda su testo di Antonio Tarantino, voce alta e aguzza della drammaturgia contemporanea. In scena, il martirio della Palestina nel dialogare metafisico di tre personaggi, una kamikaze che va a farsi esplodere e i suoi genitori, che in questo viaggio l'accompagnano.

gio 04 nov 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Le associazioni di imprese, le banche e sindacati si stanno incontrando da qualche tempo attorno a un "tavolo per le riforme". Confindustria e Rete Imprese Italia (che mette insieme Confcommercio, CNA, Confartigianato, Confesercenti e Casa Artigiani, per un totale di 2 milioni di imprese) hanno annunciato di aver inviato al governo i documenti messi a punto nell'ultima riunione, che si è svolta mercoledì scorso presso la sede dell'Abi, e di aver chiesto allo stesso tempo un incontro con l'esecutivo. Quattro i punti elaborati dalle parti sociali: ammortizzatori sociali, Mezzogiorno, semplificazione della pubblica amministrazione, ricerca e innovazione. Si chiede fra l'altro una proroga degli ammortizzatori in deroga, ma anche lo sviluppo dei premi di risultato e della contrattazione di secondo livello. Per il Mezzogiorno, una crescita nella legalità e l'istituzione di una cabina di regia per la rimodulazione delle risorse nazionali e comunitarie. Sul tema della semplificazione, che si avanzi nel perseguimento dell'obiettivo comunitario della riduzione del 25%, entro il 2012, degli oneri amministrativi. Quali sono i fatti notevoli di questo documento? Intanto, è la prima volta in assoluto che in Italia l'infinita costellazione delle associazioni che rappresentano le imprese, da sempre divise e frammentate riescono a mettere per iscritto obiettivi e metodi comuni. Quindi, di fronte al ritratto, riproposto ossessivamente, di un Paese irrimediabilmente lacerato, di Italie che fra loro non si parlano, spunta una realtà dove di fronte alle emergenze sui fatti concreti gli accordi sono possibili, eccome.

gio 04 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 3 al 6 novembre alla Fiera di Rimini è protagonista l'ambiente, con Ecomondo, Keyenergy e RI3 - Ricarica Rigenera Riusa. Ecomomondo è a più importante fiera sulle tecnologie verdi e nuovi stili di vita, luogo di incontro privilegiato tra l'industria dell'ambiente e della sostenibilità e gli stake holders istituzionali, associazioni di categoria, Pubblica Amministrazione, ONG, e tutte le tipologie di industria e di produzione di beni, dove confrontarsi su nuovi modelli di crescita economica attraverso la lente di ingrandimento dell´innovazione, delle tecnologie pulite, di un nuovo approccio all'urbanizzazione e ai contesti sociali. Il tutto nel 2010 anno internazionale della biodiversità, cui in contemporanea è dedicato anche Ambiente Festival, che si sta svolgendo a Rimini centro e dove si tengono i laboratori di Ecomondo.

gio 04 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Con il decreto "milleproroghe" è arrivata anche quest'anno la conferma della franchigia di 8mila lordi per i frontalieri. Resta così bloccata la quota di reddito su cui gli italiani che lavorano a San Marino non dovranno pagare di nuovo le tasse in Italia, dopo averle versate al Titano, nonostante i sindacati italiani e sammarinesi avessero chiesto un suo innalzamento. Come del resto non muta la posizione quanto mai precaria dei frontalieri: non solo i contatti di lavoro sono a termine, ma lo è anche la loro posizione fiscale, affidata di anno in anno a deroghe e proroghe. Sempre in attesa di un accordo definitivo fra Italia e San Marino che però non arriva mai.

gio 04 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Allo scioglimento dell'Unione Sovietica, nelle famiglie russe, ucraine o di uno qualsiasi dei paesi che ne facevano parte, regnava un solo argomento. Cosa avrebbero fatto per andare avanti ora che l'Unione era sciolta? Con l'economia ferma, non c'era possibilità di trovare un lavoro e quindi di avere la possibilità di tenere un tenore di vita adeguato al sostentamento di una famiglia e ai suoi bisogni, come lo studio dei figli, il cibo, le bollette. 
L'unica speranza era rappresentata dal chiedere in prestito una somma sufficiente a lasciare il paese per trasferirsi in un'altra nazione dove era più facile trovare un lavoro. In questo modo molte famiglie si dividevano e i genitori andavano all'estero con la speranza di trovare un'occupazione che garantisse ai figli in patria lo studio e una vita normale. In ogni situazione era necessaria fermezza d'animo, coraggio e fortuna. Perché trasferirsi in un paese straniero significa riuscire ad ottenere il permesso di soggiorno, trovare un posto dove vivere, un lavoro per mantenersi e mantenere i propri figli in patria. Alcuni partivano e riuscivano a trovare la loro "America" nel nuovo paese, altri invece fallivano e tornavano in patria, in una situazione ancora più aggravata rispetto alla partenza. Ma la maggior parte degli emigranti riuscivano in una via di mezzo. Trovando un lavoro si sostentavano e aiutavano la famiglia in patria, senza però riuscire a uscire dalla situazione difficile in cui si trovavano non avendo abbastanza da poter tornare a casa. Di recente ho incontrato una signora che vive in Italia dal 1996 e che quest'anno finalmente ha ottenuto un permesso di soggiorno. 

gio 04 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Rimandata dal 27 novembre al 2 dicembre la data del passaggio al digitale terrestre televisivo previsto per l'Emilia Romagna. 
Il digitale terrestre, come viene proclamato, comporterà un miglioramento del segnale e della qualità delle immagini, un potenziale incremento dei canali a disposizione e una sensibile riduzione dell'inquinamento elettromagnetico. Ma dovunque c'è già stato lo "switch-off", cioè il passaggio dal vecchio al nuovo sistema, i problemi sono arrivati a volontà, specialmente per gli anziani non certo avvezzi a certe innovazioni.
Le amministrazioni locali della nostra provincia metteranno a disposizione i propri mezzi, dal sistema degli Uffici delle Relazioni con il Pubblico (URP) ai siti internet istituzionali, per informare e preparare i cittadini. Intanto, la Regione ha messo a punto un opuscolo informativo che presto sarà distribuito attraverso gli Urp comunali. Esiste già, inoltre, un sito web dedicato e continuamente aggiornato: http://decoder.regionedigitale.net

gio 04 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Dal 18 giugno 2010 tutti coloro che acquistano nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche per il nucleo familiare, potranno usufruire del ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell'apparecchiatura usata. Scatta quindi l'obbligo, in capo ai commercianti, di garantire (se richiesto dai clienti) il ritiro gratuito delle vecchie apparecchiature, pena pesantissime sanzioni previste dalla norma. E' questo uno degli obblighi stabiliti dal D.M. 8 marzo 2010, n.65, recante le modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e, quindi, tra queste, i televisori. RAEE è l'acronimo che indica i "Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche", equivalente dell'europeo WEEE (Waste ol Electric and Electronic Equipment). L'obiettivo principale delle normative RAEE è quello di ridurre la quantità di materiale di scarto derivante dai rifiuti elettronici e promuoverne il recupero.

gio 04 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 3 novembre al 3 dicembre, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, tornerà il divieto per i mezzi più inquinanti mentre dal 10 gennaio al 31 marzo saranno riproposti anche i blocchi totali del giovedì dalle 8.30 alle 18.30.
Nei giorni di blocco potranno circolare a mare della statale 16 solo i veicoli Euro 4 o superiori. 
Novità di quest'anno l'estensione del divieto, da gennaio, anche alle auto diesel euro 2 non dotate di sistemi di abbattimento del particolato. 
Nella prima fase d´applicazione, dal 3 novembre al 3 dicembre 2010, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 18.30 divieto della circolazione stradale dinamica privata dei seguenti mezzi: veicoli a benzina Euro 0, anche se provvisti di bollino blu; veicoli diesel Euro 0 ed Euro 1, anche se provvisti di bollino blu; ciclomotori e motocicli a due tempi non conformi alla normativa Euro 1, anche se provvisti di bollino blu; veicoli diesel di tipo M2, M3, N1, N2 e N3 Euro 2, ovvero non dotati di sistema di riduzione della massa di particolato con marchio di omologazione e inquadrabili, ai fini dell´inquinamento da massa di particolato, quali Euro 3 o categoria superiore.

gio 04 nov 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Quando si parla di ricerca in Italia si entra in un terreno minato. Il concetto stesso di ricerca è estraneo alla cultura di massa del nostro paese. Ma in un paese democratico non si può portare avanti un settore se non è compreso dagli elettori. Paghiamo il prezzo di un'educazione che trascura la scienza fin nella scuola, la minimizza e a volte le contrappone addirittura la fede. Mentre tra gli scienziati, in realtà, sono tanti coloro che, attraverso la propria ricerca, hanno visto ancor più forte la presenza di Dio nel creato. E tra i religiosi vi sono stati grandi scienziati e filosofi della scienza. 
La verità, io credo, è che i nemici della scienza sono solo i poteri autoritari che non si basano sulla scelta della comunità. Cercherò di spiegare perché.
La ricerca è l'essenza stessa della scienza. E la scienza è di per sé anti-autoritaria. Infatti l'unico giudice che stabilisce se un'ipotesi scientifica è valida è l'esperienza, la sperimentazione. Ogni scoperta umana si è dovuta misurare con la realtà. Per fare un esempio, se la ruota è rotonda, è perché le ruote quadrate sono state scartate dalla verifica sperimentale. La scienza è semplicemente il modo con il quale l'uomo accelera in modo consapevole la propria evoluzione. Per milioni di anni la ricerca era casuale e condotta senza metodo. Così l'uomo ha imparato ad accendere il fuoco, a costruire un arco, a costruire mulini. Ognuna di queste invenzioni è stata preceduta da tentativi sbagliati, che sono serviti a trovare la strada giusta. Chi fa ricerca sa che le ipotesi smentite sono importanti quanto quelle verificate. Sapere che una banconota è falsa è un'informazione utile.

gio 04 nov 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

La prima volta che ho letto di sfuggita un titolo di giornale che faceva riferimento al piglio innovatore del Renzi che vuol "rottamare" la dirigenza del PD, lì per lì mi son detto: "Diavolo d'un Gioenzo! Non gli basta il "fuoco amico" che da anni riserva a Lombardi, Zilli e Berselli? Ora si mette a fare il tiro al bersaglio pure in casa d'altri?" Lo so, è imperdonabile aver confuso Matteo Renzi, il Sindaco di Firenze elegante e chiacchierino, cresciuto fra parrocchia e salotti buoni, col ruspante Renzi di casa nostra, allevato a saluti romani e fiamma tricolore. A mia parziale discolpa, bisogna però ammettere che quel "rottamare" si presta ad essere fuorviante, per un che di "goebbelsiano" insito nell'idea che un gruppo di persone debba essere buttato, sia pure metaforicamente, in discarica. Anche un osservatore sempre meno appassionato, quale io sono, riesce a capire che questo PD dalle tante anime "separate in casa" necessiti di profondi cambiamenti; ma credo debba stare però attento a non diventare "fighetto" dandosi una leadership nazionale di quarantenni talmente affetti dalla sindrome di Peter Pan da sentirsi "i giovanotti della provvidenza".

gio 04 nov 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il panettone autunnale, quello che è apparso nei nostri supermercati già da fine di settembre, ha un fascino ambiguo e sottilmente torbido. E' una specie di Lolito dolciario, sfacciato e un po' perverso, che sa di solleticare la segreta concupiscenza di chi ama le primizie fuori stagione e le passioni consumate anzitempo. Difatti si presenta indossando solo la sottoveste, cioè la busta di cellofan che in dicembre scompare sotto l'abito da cerimonia di cartone, con le stelle e le scritte dorate. Okay, in settembre ancora fa caldo, al supermercato si incrociano ancora signore in prendisole e turisti in bermuda. Ma il panettone ne approfitta per mostrare impudicamente le sue grazie, e gira in biancheria intima nude-look che lascia ben poco all'immaginazione, praticamente fino a dicembre. Di solito è una sottomarca di poco prezzo (i brand più famosi sorvegliano meglio le loro creature e non le fanno uscire da sole dal magazzino prima di metà novembre), abilissima nel far cedere i puristi, per i quali bisognerebbe astenersi da panettone e affini almeno fino alla seconda domenica d'Avvento. «Avanti, guardami, senza scatola non sembro nemmeno un dolce natalizio,» sussurra innocente il Lolito, «potresti scambiarmi per una focaccia o un plum-cake. E lo conosci il proverbio, no? Panettone cellofanato, mezzo perdonato.». 

mer 20 ott 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Giulio Tremonti sa tutto dei frontalieri. Intanto perché è nato a Sondrio, area dove è normale andare a lavorare nella confinante Svizzera. Poi perché nel suo curriculum c'è anche una consulenza per la Repubblica di San Marino, quando ancora il Titano non era in cima alla sua black list. Eppure i problemi di questa persone (a fine 2009 erano 6.275 ) restano in una zona grigia dove pare nessuno si voglia avventurare. I problemi degli italiani che lavorano a San Marino restano un fatto accessorio, una nota a piè di pagina nell'infinito contenzioso fra l'Italia e la mini-repubblica. O, peggio ancora, l'argomento viene agitato solo come arma per menare qualche fendente nella rissa ormai continua fra i due Stati. 
Così, ciclicamente, i sammarinesi assediati minacciano rappresaglie contro gli italiani che lavorano da loro. E dei quali peraltro non possono fare a meno, poiché rappresentano oltre il 40 per cento del settore privato.
E così Tremonti - come si scopre dalla stampa - tiene nel cassetto per un anno l'intesa già siglata sulla doppia imposizione, salvo riesumarla chiedendo che vi sia però inserito il punto che a lui sta veramente a cuore e che con i lavoratori non c'entra nulla: "una clausola sullo scambio automatico delle informazioni fra i due paesi" (Italia Oggi, 22 settembre 2010).

mer 20 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Sono 1.400 solo nel comune di Rimini i giovani di seconda generazione, cioè i figli di immigrati nati in città e qui residenti. Oltre ai tantissimi arrivati in Italia prima dei sei anni e residenti, anch'essi, sul nostro territorio. Secondo la legge, queste persone non hanno diritto alla cittadinanza italiana e quindi in Italia sono stranieri. Così come "stranieri" sono nel paese dei loro genitori che spesso conoscono appena e di cui a volte non sanno neppure la lingua.
Il sindacato Cisl ha promosso al suo interno un'associazione, l'Anolf (Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere), che riunisce immigrati di varie etnie e ha come scopo, dice lo statuto, «la crescita dell'amicizia e della fratellanza tra i popoli, nello spirito della Costituzione italiana». A Rimini si rivolgono allo sportello dell'Anolf oltre 3 mila persone all'anno per informazioni su permessi di soggiorno, casa, lavoro, discriminazioni.

mer 20 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Piva Beatrice

Per scoprire la miseria non occorre guardare lontano. I poveri anche a Rimini sono sempre più numerosi e tra questi aumentano sempre più il numero degli italiani che chiedono assistenza. Nella nostra provincia le situazioni di disagio sono sempre più numerose e i dati della Caritas diocesana lo dimostrano: in 2.145 si sono rivolti alla Caritas di Rimini nei primi nove mesi del 2010. Di questi 615 sono stati accolti per dormire e in 660 hanno potuto lavarsi grazie al servizio docce. Cresce il numero degli italiani, sono 591 contro 535 dei primi nove mesi del 2009 (lo 0,3% in più). Quasi la metà non si era mai rivolto alla Caritas. 
"In realtà già dal 2008 abbiamo riscontrato un aumento di cittadini italiani ai nostri centri, a testimonianza delle nuove povertà generate dalla crisi", sottolinea Isabella Mancino, responsabile dell'Osservatorio delle povertà della Caritas di Rimini. Aumentano i giovani, sia italiani che stranieri, che chiedono aiuto, nella fascia di età dai 25 ai 34 anni, 525 persone nei primi nove mesi del 2010 (1% in più rispetto al 2009). Giovani che non hanno lavoro, ma anche pensionati che non hanno da mangiare: sono infatti aumentate dell'1% le persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni. Allarmante anche la categoria dei separati e dei divorziati. In prevalenza uomini di oltre 40 anni che hanno perso il lavoro per la crisi e lasciato la casa alla famiglia. Spesso non riescono a pagare gli alimenti e dormono in macchina o nelle Caritas d'Italia perché, per motivi di orgoglio, girano varie località. Resta alto anche l'afflusso di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese e chiedono i pacchi alimentari o gli aiuti economici per le utenze domestiche, le spese mediche o scolastiche. 

mer 20 ott 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Se Silvio Berlusconi fosse un frutto, quale sarebbe? Okay, una banana, la battuta è facile e ritrita, e la scartiamo subito. Respingiamo pure facezie tendenziose tipo «la mela di Biancaneve» o «un marrone, anzi due». Questo non è uno sfogo da bar, ma un gioco da salotto - o, visto il tema, da mercato coperto. E proprio tra la frutta di stagione troviamo la soluzione al quesito: se il premier fosse un frutto, sarebbe senz'altro un caco. Un cachi. Un kaki. Ecco, già questo potrebbe essere un primo aspetto comune, e cioè l'incertezza sul nome della pianta: anche il partito di Berlusconi non si sa mai come chiamarlo, Forza Italia, Partito della Libertà o Popolo della Libertà. Ma questo accostamento forse è un po' tirato per i capelli, veri o falsi che siano. Vediamo i punti in comune più fondati. 
1. Il caco divide in due l'opinione pubblica. O lo ami o lo odi, non esistono posizioni centriste. Basta la parola per suscitare da un lato golosi entusiasmi e mugolii di apprezzamento, dall'altro smorfie disgustate di gente che non assaggerebbe un caco nemmeno se fosse l'unico frutto rimasto sulla terra. E i tratti che lo fanno amare dagli uni sono gli stessi che lo rendono odioso agli altri: è dolcissimo, molliccio, gelatinoso Berlusconi non è molliccio e gelatinoso (quello, semmai, è Bondi), ma la sua incontrollabile voglia di piacere ad ogni costo fa l'effetto del gusto ultrazuccherato del caco: c'è chi lo trova irresistibile e chi nauseante, e fra i due schieramenti non c'è possibilità di dialogo. 

mer 20 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Rimini capitale del turismo? Di certo lo sarà fra il 22 e il 24 ottobre, quando alla Fiera sono in programma TTG Incontri, TTI Travel Italia e Bus & Turismo. 
TTG Incontri è la più importante fiera internazionale del settore turistico in Italia, giunta alla 47° edizione. Vi si ritroveranno agenti di viaggio, albergatori, bus operator, compagnie aeree, enti di promozione del territorio, tour operator. Nei tre giorni della rassegna vengono presentate al mercato le principali novità degli operatori oltre a momenti di aggiornamento continuo (TTG Forum), incontri ad alto livello con importanti relatori nazionali e internazionali, ma anche dei luoghi dove acquisire strumenti, conoscenze e applicazioni per lo sviluppo del business (TTG LAB). 

 

mer 20 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Niente da fare. Nemmeno Sergio Zavoli accetta di diventare presidente della Fondazione Fellini. Il senatore e presidente della commissione di vigilanza della Rai, amico personale del regista riminese, ha affidato il suo "no" ad una lettera dai toni cortesi quanto implacabili. Zavoli scrive fra l'altro di aver già chiesto, tre settimane fa, di rinunciare all'incarico, "spinto dalla perdurante esclusione (in tutti gli approcci, pubblici e privati) di argomenti essenziali: un atto d'indirizzo da cui trarre l'identità nuova della Fondazione, il progetto che fissi il suo carattere culturale e le modalità con cui dargli vita, risorse comprese, la composizione del Cda e del Comitato scientifico, di conseguenza la riscrittura di uno Statuto da cui far discendere ruoli e responsabilità". Il senatore era stato poi convinto che tutto sarebbe stato chiarito, ma il "perdurare di quei silenzi" lo ha convinto a gettare definitivamente la spugna.

mer 20 ott 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

L'oscena "lezione" di quel tal Moffa all'Università di Teramo, sull'inesistenza dello sterminio nazista degli ebrei, sta fornendo l'occasione di un censimento giornalistico dei troppi figuri che nel mondo, travestiti da studiosi, spacciano la malefica droga del negazionismo. Provoca doloroso stupore che qualcuno di questi ciarlatani possa occupare una cattedra nella Repubblica Italiana; quasi quanto il fatto che gli studenti presenti alla "lezione" del Moffa non l'abbiano, se non cacciato a calcinculo come pure avrebbe meritato, almeno lasciato solo col suo delirio, uscendo dall'aula.

Al contrario, è fonte di impagabile godimento lo sconcerto dei tenutari del "Giornale" berlusconiano, scoperti con le dita nella melma dell'affare Marcegaglia: "Ma quale dossier? Era solo una burla; se non ci divertisse un po', che mondo sarebbe?" Si sa che molti, al solo apparire televisivo di Feltri, per stare dalla parte del sicuro corrono a mettersi sotto il tavolo; mentre alla vista di Sallusti, con quell'aria da fattucchiere afflitto dal mal di denti, anche quelli che come me non sono superstiziosi difficilmente resistono alla tentazione di una toccatina scaramantica. Poteva dunque la Marcegaglia non preoccuparsi, sapendosi oggetto della loro attenzione?

mer 20 ott 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Come premettono sempre i gesuiti, sono un peccatore. Quando ho il ruolo di pedone mi indigno se le auto non si fermano ai passaggi pedonali, ma quando guido mi scoccia dover frenare ogni venti metri per dare la precedenza a carrozzine e vecchiette con le borse della spesa.
Detto questo, però, so da che parte sta il diritto e so altrettanto bene che un conto è un fastidio un altro è la frustrazione di un diritto negato. 
Alcuni mesi fa proprio in questo spazio pubblicai un pezzo che stigmatizzava la diffusa inciviltà degli automobilisti riminesi, che spesso non si fermano agli attraversamenti pedonali. Questo è uno dei segni che distingue un paese civile da uno incivile. L'altro è gettare rifiuti per terra. Non c'è niente da discutere. Nei paesi civili questi due comportamenti sono semplicemente estinti, inimmaginabili. Come - scusate l'esempio - sputare sul pavimento nei locali pubblici. Ve la sentite di scatarrare per terra in una pizzeria affollata? Eppure un tempo nelle osterie e nei bar si faceva, così come spegnere le sigarette, e c'era la segatura sparsa a terra. 

mer 06 ott 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani". Lo slogan del capo del governo - uscire dalla crisi senza aumentare le tasse - si rivela ogni giorno di più per quello che è: uno slogan, appunto. Che vale quanto quello, a dire il vero passato un po' nel dimenticatoio, del "meno tasse per tutti". La pressione fiscale secondo l'Istat, è passata dal 42,9% del 2008 al 43,2% del 2009. Guadagniamo così il quinto posto in Europa nella poco invidiabile classifica, raggiungendo la Francia. 
In tempi di crisi e recessione globali, sarebbe stato ben difficile che accadesse il contrario. Però è altrettanto difficile dimenticare anche che la crisi da questo governo è stata prima negata - "fattori psicologici, l'economia reale non ne risentirà" - poi minimizzata - "ne usciremo meglio degli altri" - infine data per morta un tantino prima del tempo - "la ripresa è già iniziata". Ciò nonostante, le promesse continuavano a lenire i mali della fragile psiche degli italiani. Alle imprese: "aboliremo l'Irap", "si pagherà l'Iva solo dopo l'incasso delle fatture". Ai cittadini: "nessuno sarà lasciato solo". "la disoccupazione è sotto la media europea". 

mer 06 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Albu Raluca

Una sentenza della Corte di Cassazione fa diventare ancora più oneroso e pericoloso penalmente assumere un immigrato clandestino. In caso di un' assunzione in nero di un lavoratore extracomunitario privo di permesso di soggiorno per il lavoro, ossia senza dichiarazione agli uffici della pubblica amministrazione, il datore di lavoro subirà non solo la sanzione penale, ma sarà anche obbligato a versare i contributi previdenziali omessi. La Cassazione evidenzia che, a parte la considerazione generale per cui la previsione di una sanzione penale non assorbe eventuali sanzioni civili, deve più radicalmente sottolinearsi che il pagamento dei contributi non può essere definito una sanzione, ma è semplicemente uno degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro. E' per la prima volta che la Cassazione si pronuncia sugli obblighi alla contribuzione previdenziale dell'impresa che assume extracomunitari senza dichiararli, punendo ancora di più coloro che sfruttano il lavoro illegale.

mer 06 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Costantini Claudio

Alla presentazione del bilancio semestrale la scorsa settimana, alla Carim non si respirava il solito clima ottimista. C'erano facce piuttosto serie al tavolo della presidenza, in qualche modo rassegnate. La causa non era solo il bilancio in rosso di 30,8 milioni di euro (vedi altro articolo). Avevano appena ricevuto il verbale relativo al controllo effettuato dagli ispettori della Banca d'Italia. Bocche cucite quel giorno, ma indiscrezioni erano già trapelate ed erano purtroppo tutte vere. Per quattro mesi, da febbraio a giugno, la banca è stata sottoposta alla revisione della Banca d'Italia. La Carim è anche proprietaria del "Credito Industriale Sammarinese" e sappiamo l'attenzione di Mario Draghi e di Giulio Tremonti verso il Titano. 
Le conclusioni sono state però inaspettate, impietose e peggiori di ogni ipotesi: commissariamento. E' la prima volta nella sua secolare vita della Cassa di Risparmio che ciò accade, un brutto regalo per il suo 170° compleanno. Il ministro Tremonti, con decreto emanato su proposta della Banca d'Italia, dispone il commissariamento e l'amministrazione straordinaria della Carim, lo scioglimento degli organi con funzione amministrativa e di controllo, praticamente tutto lo staff dirigenziale quello che per onor del vero aveva fatto la fortuna della banca ed allargato il credito alle famiglie ed alle piccole imprese. Le motivazioni: "per gravi irregolarità nell'amministrazione e violazioni normative, gravi perdite patrimoniali nonché per gravi inadempienze nell'esercizio dell'attività di direzione e coordinamento del gruppo bancario, con particolare riferimento alla controllata Credito Industriale Sammarinese". 

mer 06 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

E' un ultimatum: il comitato di coordinamento del Trc (provincia, regione, comuni di Rimini, Riccione, Misano, Cattolica) ha inoltrato al governo "formale diffida, ai ministeri delle infrastrutture e delle finanze, perché si rispettino gli impegni finanziari assunti con la delibera del Cipe". In parole povere, o Roma mette sul piatto soldi veri, o il Trc non si fa. La cifra stanziata dal governo e sempre confermata con vati atti, è di 42,8 milioni sui 93 complessivi. Ma finora le conferme appaiono solo sulla carta. Se alle parole non seguiranno i fatti, gli enti locali destineranno ad altre opere le risorse finora accantonate per il metrò. Salvo poi chiedere i danni per i tanti soldi già spesi in progettazione ed espropri.

mer 06 ott 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 14 al 16 ottobre alla Fiera di Rimini si svolgerà SUN, il 28° salone internazionale dell'esterno: progettazione, arredamento, accessori. La manifestazione, riservata ai soli operatori, si terrà in concomitanza con altri importanti appuntamenti. Come GIOSUN, il salone internazionale del giocattolo e dei giochi all'aria aperta, che offre prodotti destinati al divertimento domestico e non, privato o collettivo, nei prati come nei parchi, nelle spiagge come negli alberghi e nelle scuole. E poi 2 WORK, il salone tematico biennale dedicato ai professionisti dei settori giardinaggio, ferramenta e fai-da-te. E ancora, un padiglione sarà riservato a Camping&Village Show, il grande evento dedicato al mondo dei campeggi, villaggi turistici e agricampeggi e del turismo all'aria aperta. 

mer 06 ott 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

I sintomi di una grave crisi italiana ci sono tutti. Tra poco anche il governo probabilmente sarà costretto alle dimissioni e l'era di Berlusconi volgerà forse al termine. Forse, perché la vitalità dell'uomo è certamente straordinaria. 
Ma il malessere che è arrivato alle alte sfere parte da lontano. La crisi italiana è la crisi di un paese che accanto a settori e soggetti di grande valore, operosità, creatività ed efficienza si trascina ancora dietro pezzi di Medio Evo, problemi irrisolti, che lo stanno portando a fondo come palle di piombo legate alle zampe di un cavallo che potrebbe correre. 
Università e ricerca, professioni, mass media, giustizia, fisco, mobilità, criminalità organizzata, costituiscono nodi connessi tra loro che non si possono risolvere senza un grande sforzo di rinnovamento che sia allo stesso tempo sociale e politico. Purtroppo, la classe politica appare interessata solo al potere. L'unica proposta chiara, forte e autorevole è quella della Lega. 

mer 06 ott 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Vista l'enfasi con cui, nei giorni precedenti, Frattini, Quagliarello e compagnia adulante avevano assicurato che il 29 settembre Berlusconi avrebbe tenuto alla Camera un «discorso alto», ci si attendeva di vederlo arringare i deputati aggrappato al lampadario di Montecitorio, essendo quello il solo modo per innalzare di tono e di contenuto le sue abituali esternazioni. Invece si è capito subito che, ancora una volta, l'unico "aiutino" in grado di elevare la sua statura istituzionale sarebbe venuto dai due piccoli montacarichi che si è fatto installare nelle scarpe.

Alla vigilia del round parlamentare sulla fiducia, più di un commentatore si era inoltre chiesto se il suo sarebbe stato un discorso "di pancia o di testa", secondo quell'abusata espressione che sta ad indicare la differenza, in politica, fra il farsi guidare dall'impulso emotivo o, viceversa, il saperlo tenere a bada dando prevalenza alla sfera razionale. Confesso che mi sarei aspettato la prima delle due eventualità, non foss'altro perché fuorviato da quelle impietose immagini di repertorio che, puntualmente ad ogni Tg, ce lo mostrano mentre procede in mezzo ai suoi "gorilla" con l'andatura traballante di un'anziana e sorridente bertuccia molto sovrappeso. Ci sono invece tutti gli elementi per definirlo un "discorso di testa": per dirla col De Niro de Gli Intoccabili, "solo chiacchiere e parrucchino".

mer 06 ott 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il Teatro Novelli verrà abbattuto per far posto a un condominio? Prima di stracciarci le vesti in nome della cultura e della tradizione, come fa la solita sinistra retrograda, leggiamo meglio la proposta dell'Amministrazione comunale: l'affare Novelli servirà a finanziare la sospirata ristrutturazione del teatro Galli. Anzi, finché non sarà ultimato il Galli, gli acquirenti degli appartamenti dell'ex Novelli dovranno sistemare file di poltrone nei loro salotti e offrire periodicamente spettacoli di prosa, canto e ballo. Ma il Novelli è solo il primo passo. Altri storici edifici pubblici riminesi stanno per essere convertire all'edilizia residenziale.
TEMPIO MALATESTIANO Non c'è da scandalizzarsi: alcuni disegni di Leon Battista Alberti recentemente ritrovati confermano che il progetto originale di Sigismondo era un residence di lusso per i potenti in visita e i cortigiani più facoltosi. Il che avvalora il sospetto degli storici più avveduti: il signore era un tipo troppo pratico per buttar via tutti quei soldi in un monumento funebre. La crisi immobiliare di metà Quattrocento mandò tutto a pallino, e la Chiesa, che non buttava via niente, riciclò l'edificio incompiuto per le celebrazioni religiose. Ora una cordata di immobiliaristi si è offerta di riportarlo allo scopo primitivo, ma le Belle Arti hanno subito imposto come condizione il rispetto integrale del progetto albertiano, finanziariamente molto oneroso: l'attuale Tempio doveva essere solo la portineria di «uno graptacielo de octanta plani cum superactico panoramico», come precisa lo stesso Alberti in una lettera), di cui le imponenti «arche dei sapienti» erano le aiuole dei gerani.

mer 22 set 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

La destra xenofoba entra per la prima volta del parlamento svedese. E chissenefrega della Svezia, diranno in molti. Solo che la Svezia è solo l'ultima casella conquistata da un'avanzata che pare non conoscere soste. Dall'Austria del fu Heider alla Francia anti-Rom di Sarkozy, dall'Olanda al Belgio, dall'Ungheria alla Danimarca, fino alle primarie Usa dove il partito repubblicano sta per essere fagocitato da Sarah Palin, le idee che dilagano sono sempre le stesse: stop all'immigrazione, esaltazione di "valori" quanto mai vaghi e per lo più infondati, autentico odio per chi non li condivide. Il tutto con un linguaggio violento, parossistico, da fede rivelata, chiuso a ogni ragionamento. Lo stesso linguaggio, com'è evidente, utilizzato dai fondamentalisti di ogni credo, a cominciare da quelli islamici.
"Io non sono nessuno!- gridava un ragazzo di una discoteca, infilzato di piercing in ogni dove e stravolto da non si sa che, in un servizio de "Le Iene" - io non sono nessuno, ma gli zingari devono capire che non sono nessuno nemmeno loro!". Tutto qui. La rivalsa degli ultimi su quelli ancora più ultimi. La paura più irrazionale, quindi la più inestirpabile: "Qui girano brutte facce", è il ritornello di chi abita dove gli immigrati sono tanti, anche se in quel quartiere non succede mai niente. La pancia che spegne il cervello. 

mer 22 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Trovare un lavoro oggi è una fortuna. Sembra che non abbia più importanza se lavorare in regola o in nero. Importante è lavorare e portare uno stipendio a casa per pagare le spese di affitto, vitto, ecc. Per gli immigrati la questione diventa più complessa. Alcuni datori di lavoro vogliono assumere in nero per convenienza economica, mentre per gli immigrati spesso ciò non conviene perché devono dimostrare di avere un lavoro in regola per il rinnovo del permesso di soggiorno o per il ricongiungimento familiare. Per il rinnovo del permesso di soggiorno serve un lavoro e un reddito di almeno 5.349,89 euro annui (assegno sociale).

mer 22 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Dal 27 settembre al 1 ottobre 2010 alla nuova Fiera di Rimini torna l'appuntamento con Tecnargilla, che è diventata negli anni la maggiore e più importante vetrina mondiale dell´innovazione tecnologica e dell´estetica per l´industria ceramica dove è possibile conoscere in anteprima le novità di prodotto del futuro. 
Tecnargilla offre inoltre la più ampia offerta merceologica tra le ferie di settore ospitando, negli oltre 80 mila mq di superficie espositiva lorda, i maggiori produttori di tecnologie per il settore delle piastrelle, del laterizio, dei refrattari, della ceramica tecnica. L´edizione 2008 ha visto la partecipazione di oltre 700 espositori e 31.400 visitatori di cui il 39,2% provenienti da oltre 120 paesi del mondo. 

Tecnargilla è l´unica occasione per incontrare i leader del mercato ceramico. Non a caso Tecnargilla si svolge in Italia punto di riferimento della migliore offerta ceramica e tecnologica del mondo.
Per questa edizione di Tecnargilla in servizio di navette gratuite collegherà Rimini Fiera all´aeroporto di Bologna e a Cersaie. Il free shuttle bus sarà a disposizione dei visitatori per tutta la durata della manifestazione.

mer 22 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Nell'ultima seduta della Giunta Provinciale è stato approvato lo schema di nuova macrostruttura dell'Ente Provincia di Rimini. Si tratta della riorganizzazione e della ridefinizione degli assetti strutturali dell'Amministrazione al fine di rendere l'Ente più coerente rispetto al programma di mandato e ai cambiamenti intervenuti nell'ultimo anno (prima di tutto, l'aggregazione al territorio provinciale di sette nuovi Comuni).
Lo schema di nuova macrostruttura dell'Ente diventerà operativo dall'1 ottobre con la firma del relativo decreto da parte del Presidente della Provincia di Rimini.

mer 22 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Con 20 voti favorevoli, 19 contrari e due astenuti, il 16 settembre il consiglio comunale di Rimini ha l'approvato la delibera sul diritto di superficie per la ex Colonia Murri, necessario per far ripartire l'iter del piano particolareggiato e poi il via al cantiere. Del piano fa parte un motore immobiliare, quattro palazzine da 30 metri, che ha sollevato una marea di critiche.
E la maggioranza si è spaccata: a votare no insieme alla minoranza, sono stati Pazzaglia del Pd, Giovagnoli e Pari di Sinistra Ecologia e Libertà; astenuti Coccia, sempre del Pd, e Galvani di Rifondazione. 
A seguito di questo voto, il sindaco Ravaioli ha chiesto le dimissioni degli assessori che in qualche modo fanno riferimento a Sinistra e Libertà, Vittorio Buldrini e Andrea Zanzini. Se le dimissioni non arriveranno, ha fatto sapere il sindaco, provvederà lui a ritirate le deleghe.

mer 22 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Il 20 ottobre 2010 potrebbe essere una data "storica" per Rimini. Quella entro la quale si avvierà il primo stralcio dei lavori per la ricostruzione del Teatro Galli "com'era e dov'era". Come l'assessore alla cultura Antonella Beltrami e l'architetto Pier Luigi Foschi, direttore dei Musei comunali e responsabile dei lavori hanno comunicato nel corso della conferenza stampa di presentazione del cartellone del Teatro Novelli lunedì 20 settembre, una delle questioni più annose e controverse della nostra città sembra essere in drittura d'arrivo. 
Il primo stralcio comporta la ricostruzione del foyer, e dovrebbe essere completato entro un paio d'anni. Foschi ha spiegato che avrebbero aggiudicato nel corso della settimana l'appalto di questa tranche, per cui sono stati stanziati circa 4 milioni di fondi europei, alla ditta Lancia di Pergola, specializzata in restauro, la cui offerta, tra le 17 pervenute, si è dimostrata la più vantaggiosa sotto il profilo del ribasso e della qualità dell'intervento. "Dobbiamo iniziare i lavori entro il 20 ottobre", ha spiegato Foschi, "altrimenti perderemmo i finanziamenti"

mer 22 set 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Una delle motovedette libiche con nostri finanzieri a bordo, regalo della destra italiana a Gheddafi, si è dunque divertita a fare il tiro a segno su dei pescatori di Mazara del Vallo. «Li hanno scambiati per una nave di clandestini», ha prontamente minimizzato Maroni, che si è comunque trattenuto dall'aggiungere: "in Sicilia o in Africa, sono tutti uguali questi marocchini". Ecco spiegato come mai, negli ultimi tempi, siano di meno i clandestini vivi che riescono a raggiungere le nostre coste!
Mentre in Libia il pagliaccio che ha per stilista un tappezziere gli fa da cane da guardia del Mediterraneo, a Roma Berlusconi, oltre a solidarizzare con i recenti provvedimenti razziali di Sarkozy, tenta di rimpiazzare i finiani con gente più servizievole, giovandosi della graziosa assistenza del segretario repubblicano. Che il partito di Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini sia oggi alla mercè di tale Nucara, mette tristezza anche a chi non è mai stato repubblicano. Non tanto per l'alleanza del PRI con la destra, ma per il ruolo di piazzista che sta assumendo il suo numero uno.

mer 22 set 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Una notizia triste, e una tristissima. Quella triste: la stagione è finita e gli stabilimenti balneari chiudono, uno a uno. Quella tristissima è che ora per leggere a scrocco le riviste di pettegolezzi dovremo per forza andare dal parrucchiere o dal dentista. 
L'emeroteca da spiaggia è una delle poche grandi innovazioni apparse in Riviera negli ultimi anni, declinata nelle forme più varie secondo la taccagneria del bagnino: dalla mazzetta sgualcita in una rastrelliera nel gabbiotto, alla civettuola bacheca di legno, in pendant con le stecche reggi-quotidiano in servizio sul tavolone del gazebo, che la sera, quando tutti i periodici sono tornati all'ovile, viene debitamente chiusa a chiave. I bagnanti non possono più farne a meno, e mentre le attrezzature da fitness arrugginiscono al sole e la vasca idromassaggio a cinque euro a persona diventa un aquafan gratuito per zanzare-tigre, il viavai intorno alla bacheca dei rotocalchi è incessante, dal mattino alla sera. Come nelle cassette della frutta, il primo strato è il più attraente («Chi», «Novella 2000», «Vanity Fair»), e viene immediatamente saccheggiato da un avido pubblico di ambosessi, che in poche ore riduce periodici patinati freschi di edicola a laceri e ruvidi scartafacci che sembrano usciti dalla soffitta della nonna di Paolo Limiti. 

mer 22 set 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Lo stato di salute dell'Università italiana è precario, inutile nasconderselo. Accanto a Facoltà e Atenei quasi paragonabili ai migliori del mondo, scontiamo un forte ritardo e una grande arretratezza in altri. Un esempio tra i tanti è l'insegnamento in lingua straniera, soprattutto (ma non solo) l'inglese. E il problema fondamentale sono i docenti, come sa ogni Preside e Rettore. Anche se tutti i docenti italiani al momento del concorso devono dimostrare la conoscenza di due lingue straniere, come in altri aspetti i verbali sono del tutto inattendibili. Ancora oggi una grande percentuale di docenti non sa né leggere né scrivere né parlare inglese al livello appropriato per un professore. Siamo forse gli unici al mondo. Non perché siano persone ignoranti o pigre, ma perché nessuno ha mai avuto l'onestà di dire che un professore universitario deve sapere bene l'inglese e imporlo veramente. L'ignoranza della lingua porta con sé l'emarginazione del sistema accademico italiano: non sapere l'inglese significa non andare ai congressi internazionali, non pubblicare in inglese, non leggere in inglese, quindi non acquistare libri in inglese, e dunque non farli leggere agli studenti che l'inglese lo sanno ancora meno. Oggi molte Facoltà faticano a offrire corsi in inglese perché non hanno i docenti. Non basta masticare quattro parole per tenere un corso.

mer 08 set 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"..l'elemento che ha segnato ‘la curiosa fine di Marina Centro' è la mancata isola pedonale..". Li spunto di riflessione arriva da Ugo De Donato, in una lettera al Corriere Romagna. Lo storico patron della Publiphono mette il dito nella piaga: Riccione, Bellaria, Cesenatico hanno riqualificato le loro aree più pregiate cacciando le auto. Rimini no, non ha mai avuto il coraggio di farlo fino in fondo. O meglio, lo ha fatto nel centro storico, non senza strepiti e mal di pancia, tant'è vero che ancora oggi, dopo decenni di Ztl, c'è ancora chi vagheggia di riaprire il Corso al traffico! E le macchine continuano a transitare sul ponte di Tiberio! 
Del resto, anche nella tanto invidiata Riccione, i tifosi del ritorno dei motori in Viale Ceccarini non mancano di sicuro. E non sono mai mancati: resta negli annali l'idea di Attilio Cenni -all'epoca amministratore di spicco del PCI - , che avrebbe voluto riaprire il "salotto" alle auto sì, ma solo alle Ferrari et similia.
A Marina Centro l'isola pedonale è sempre stata precaria, stagionale e a orari limitati. Le ultime ipotesi per liberare la zona mare dal traffico sono state quelle dei project. Ma al di là delle critiche alle archistar e ai loro sogni di grandezza, nessuno di quei progetti prevedeva dove deviare il flusso dei veicoli. Non era loro compito, ma cosa c'è di certo riguardo a queste indispensabili alternative?
C'è il Trc, bersaglio di ogni sorta di critica, prostrato da un iter interminabile, minato alla base dall'evanescenza dei fondi per realizzarlo, ma al quale finora non è ancora stata opposta una diversa idea che sia credibile.

mer 08 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Beu Makeliana

Sembra sia una categoria poco numerosa quella dei laureati stranieri che tornano a casa dopo aver terminato gli studi. In Albania però questo è un numero in crescita. Dopo la laurea conseguita in Italia, gli albanesi, spesso e volentieri, tornano a casa propria (vuoi per nostalgia, vuoi per la crisi) a cercare un lavoro, riallacciare i legami con le proprie radici e costruirsi un futuro nella propria terra. Sicuramente le opportunità di lavoro non mancano, per chi ha un titolo di studio rilasciato da un'università italiana ottenuto con un percorso faticoso, pieno di sacrifici da studente, o studente-lavoratore; ci sono tante ottime chance di costruirsi la carriera e sfruttare la propria esperienza fatta all'estero. Dopo anni e anni di fenomeno di Brain Drain (fuga di cervelli) a cui l'Albania (come anche l'Italia) ha assistito (oltre alle ondate migratorie dovute ad altri motivi politici ed economici), sembra che qualcuno scelga di tornare a lavorare per l'economia del proprio paese. "D'altronde è un paese in via di sviluppo" - mi dice il mio amico d'università, che è tornato a Tirana da 5 mesi ormai dopo la laurea in Economia del Turismo all'Università di Bologna, qui nella sede di Rimini.

mer 08 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ortalli Matteo

I giovani riccionesi, un po' per campanilismo e un po' per orgoglio, hanno sempre apprezzato poco la vita notturna di Rimini. Uno dei pochi luoghi capaci di suscitare un minimo di entusiasmo e invidia nei ragazzi della Perla Verde sono le cantinette, tanti bar e pub uno vicino all'altro, gente, musica e birra gli ingredienti per una tranquilla serata in città. Riccione non aveva mai avuto una situazione simile, fino a quando quest'estate la "Movida" ha riempito tutti i mercoledì sera il Paese con centinaia di giovani. Lucia Baleani, presidente del Comitato di Riccione Paese e ideatrice dell'iniziativa, ci spiega come è nata: "Riccione Paese è un quartiere pieno di eccellenze, volevamo farlo vivere anche di sera e prendendo spunto dalle Ramblas si è pensato di creare un circuito di locali collegandolo ad un mercatino vintage; ne abbiamo parlato col Sindaco Pironi che è stato subito entusiasta e ci ha messo nelle condizioni di partire".
Quali attività sono state coinvolte?
"Tutto ruota intorno ai sei bar/pub Pier, Plita, Caffè Centrale, Royal, Villaggio e Perla Verde che propongono ricchi aperitivi, buffet e musica dal vivo per il dopo cena. Abbiamo coinvolto anche le altre attività spronandole a tenere aperto, hanno aderito in poche ma lavoreremo per migliorare". 

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mer 08 set 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Quanti carabinieri ci vogliono per cambiare una lampadina? Centouno, lo sappiamo tutti. Sappiamo con una certa precisione anche quante persone ci vogliano per fare un'orgia. La regola aurea, nota anche ai non professionisti della deboscia, dice: non meno delle tre Grazie. non più dei santi del calendario. Questo spiega la perplessità dipinta anche sui volti di riminesi di reputazione intemerata e specchiata moralità di fronte alla locandina visibile, qualche giorno fa, vicino alle edicole cittadine: «Orgia fra due uomini finisce nel sangue». 
Ora, non c'è scrittore di locandine che non sogni di poter usare almeno una volta nella sua carriera la parola «orgia». E' come il gatto spiaccicato sulla strada, non si può fare a meno di guardarla. Nell'incipit di un manifesto, a caratteri di scatola, rischia addirittura di fermare il traffico. Termini a colpo sicuro come «strage», «truffa», «rapina», «scandalo», e perfino «stupro», che una volta era una vera e propria calamita, oggigiorno non fanno più effetto. «Weekend di sangue sulle strade», si tira dritto. «Fondazione Fellini, è caos», tanto valeva lasciare la locandina in bianco

mer 08 set 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Supponiamo di fare a un campione di riminesi la seguente domanda: "Dovete rinunciare alla Festa del Borgo o alla Notte Rosa, quale delle due scegliete?", penso che dalla torre cadrebbe la costosa e grande kermesse di luglio, e resterebbe la piccola (ma neanche tanto!) festa di San Giuliano. 
La Festa del Borgo coincide con il vero inizio dell'anno, che non è in gennaio ma dopo le ferie di agosto. In giro per le piazzette e i vicoli si incontrano persone che a volte non vedi da dieci,vent'anni. O semplicemente da prima dell'estate. E' questo l'evento che ha dato a Rimini la sua identità. Il Borgo, uscendo dalla sua miseria antica, risorto anche urbanisticamente con il restauro delle sue case, ha saputo dare a questa città un cuore, un perno affettivo. A una città che soffre dal dopoguerra di una carenza di identità. 
I borghi sono, nella struttura delle città, agglomerati di abitazioni che sorgono fuori dalle mura, lungo le strade e oltre i ponti. Sono le prime periferie che nascono attorno alle città murate. Raramente riescono a prendere il posto del centro vero e proprio negli affetti dei cittadini. Un bolognese troverebbe impossibile pensare che l'identità felsinea risieda lungo Via Mazzini o fuori Saragozza. Invece a Rimini il cuore della città è nel Borgo San Giuliano. 

mer 08 set 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Anche se da noi, alla fine, sarà andata meno peggio che altrove, non c'è dubbio che stia per concludersi una stagione turistica alquanto insoddisfacente. C'è poi da rabbrividire pensando a quanti Italiani in meno avrebbero affollato le spiagge, le montagne e le città d'arte del nostro Paese senza il suadente spot televisivo del Berlusconi che, prima e dopo i pasti, esorta a lasciar perdere gli esotici itinerari vip a vantaggio di una sana vacanza in patria. Certo, la banalità del testo, la scontatezza delle immagini, la cantilena da televendita dello speaker, lo fa sembrare lo spot della ProLoco di Abbiategrasso, non già un'iniziativa del Ministero del Turismo. Alla cui titolare, tuttavia, non si poteva chiedere di più, impegnata com'è a soddisfare le aspettative di "Lui", che nel giro di pochi mesi l'ha nominata tre volte capessa: prima dei "circoli della libertà", poi dei "promotori della libertà", infine degli "squadristi della libertà".

mer 08 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, lancia un appello per San Marino, che "vive uno dei periodi più delicati e complessi della propria storia". Gli antichi legami che uniscono il nostro territorio a quello del Titano - non ultimo l'accoglienza degli sfollati durante la guerra - "rendono ancora più strano il silenzio che caratterizza la politica riminese". "Con San Marino - ricorda Vitali - abbiamo urgenza di ragionare sulle infrastrutture, di progettare assieme il futuro dell'Aeroporto Rimini-San Marino, di capire come è possibile aprire capitoli nuovi nello sviluppo turistico. 
Abbiamo sopra ogni cosa il dovere di fare il possibile per tutelare l'occupazione dei tanti cittadini della provincia di Rimini che a San Marino si guadagnano con dignità e correttezza il necessario per vivere.
Nei prossimi giorni chiederò ai parlamentari del nostro territorio, che so attenti e preparati al tema, di spendere un ulteriore sforzo per uscire da un corto circuito che non giova a nessuno. E chiederò altrettanto al Presidente Vasco Errani, anche nel suo ruolo di coordinatore delle regioni italiane."

mer 08 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il palacongressi di Rimini sarà inaugurato con un concerto gratuito di Antonella Ruggiero. Il 25 settembre, oltre all’ex voce dei Matia Bazar, si esibiranno l’Arkè String Quartet e artisti circensi per un Gala du cirque. Gran finale con i fuochi d’artificio. Il palas sarà aperto al pubblico anche il 26 settembre, dalle 17 alle 21. Fra i politici invitati, accanto al presidente della regione Vasco Errani e il ministro Michela Brambilla, continua a comparire il nome di Silvio Berlusconi: il suo no ufficiale non è ancora prevenuto.

Dal 13 settembre i biglietti per il concerto della Ruggiero potranno essere ritirati presso gli uffici di Convention Bureau.

mer 25 ago 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Caro Pupi,
L'Assemblea dei Soci della Fondazione Fellini, che ho avuto l'onore di presiedere l'11 agosto scorso, mi ha affidato il gradito incarico di scriverti i più sentiti ringraziamenti per l'opera da te prestata generosamente alla Fondazione durante i molti anni che ne sei stato il Presidente. (...)
A ciò aggiungo la mia personale stima, la gratitudine per avermi indicato quale tuo successore e il compiacimento per aver suggerito l'amico Ermanno Olmi quale Presidente onorario.
Abbiti un abbraccio affettuoso 

Giuliano Montaldo

C'era perfino questo in cartella alla conferenza stampa delle beffe, quella dove Montaldo doveva essere presentato come nuovo presidente della Fondazione Fellini. Perfino la lettera al predecessore era già stata distribuita ai giornalisti. E poi.. va a finire come abbiamo visto: Montaldo rifiuta l'incarico già accettato, il caos regna sovrano.
Questa estate del 2010 ci consegna così due tracolli che sembrano fatti apposta per simboleggiare il tramonto di un'intera classe dirigente riminese, che comprende la politica come gli imprenditori come le banche. Sul versante "popolare", la vicenda della scomparsa della Rimini Calcio. Sul fronte culturale, la debacle della Fondazione Fellini. Oltre agli aspetti che coniugano il tragico al ridicolo, le due vicende hanno in comune una desolante dimostrazione di incapacità a gestire patrimoni comuni, che sono culturali e sociali, oltre che economici.

 

mer 25 ago 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

In un articolo dell'Espresso, Massimiliano Chieppa, direttore del servizio ispettivo del Dipartimento del lavoro di Rimini, dichiara che in Romagna "il 70-80 per cento delle attività che controlliamo ha delle irregolarità". 
Gli ispettori del lavoro in provincia di Rimini sono 26 (compreso il nucleo dei Carabinieri) e controllano le oltre 4.000 attività su segnalazione da parte dei lavoratori oppure nei confronti di aziende con precedenti. 
Quest'anno a luglio le denunce sono aumentate del 50%. Da giugno a fine agosto nel 2009 erano state 106, mentre quest'anno sono già 156. I motivi di denuncia più frequenti sono i prospetti paga non corrispondenti alla realtà e la retrodatazione. 
Le realtà più problematiche sono negli hotel a tre stelle.
 Una situazione molto simile al Sud Italia. "Il salto culturale, dagli anni '60 in poi - conclude Chieppa - qui non c'è stato".

mer 25 ago 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Anche Mario Sesti ha rinunciato al suo incarico nel consiglio di amministrazione della Fondazione Fellini. "Dopo le dimissioni di Boarini non è serio che io rimanga", ha dichiarato il direttore della sezione Extra del Festival del Cinema di Roma. La situazione si ingarbuglia così ulteriormente. Dopo le dimissioni del presidente Pupi Avati, del vice Giuseppe Chicchi, il clamoroso dietrofront di Giuliano Montaldo che ha rifiutato la presidenza, le conseguenti dimissioni del direttore Vittorio Boarini. E soprattutto, con gli 800 mila euro di debiti che gravano sul bilancio, i contrasti fra i tre soci: Comune e Provincia di Rimini, Fondazione Carim.

mer 25 ago 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Se nel 1991 qualcuno mi avesse detto che l'appena rieletto segretario del neo-fascista Movimento Sociale sarebbe diventato, dieci anni dopo, Vicepresidente del Consiglio, gli avrei riso in faccia. Gli avrei addirittura dato del provocatore se avesse anche "insinuato" che, trascorso un ulteriore decennio, mi sarei trovato a solidarizzare col Fini Presidente della Camera, impegnato ad affiancare un Capo dello Stato "antifascista doc" nella difesa della Costituzione e dell'onore della Repubblica, contro gli assalti di un mediocre "cumenda milanes" che, reso ricchissimo dalle protezioni godute nei suoi traffici affaristici, avrebbe successivamente intrapreso l'invereconda carriera di "politicante fai da te" che oggi sta concludendo in preda ad una psicogena ossessione: comprare con i propri soldi anche l'Italia, per avere la sicurezza che i suoi "bravi" Alfano e Ghedini possano garantirgli di non essere mai più chiamato a regolare i tanti conti che ha aperti con la Giustizia. E poiché "l'odierno Fini" teorizza una destra che rispetti le regole democratiche e rifiuti la "politica-mercato", merita pertanto di subire - quando si dice la nemesi storica! - lo squadrismo giornalistico di questi giorni. Analogamente, se il Presidente della Repubblica si limita a ricordare che può sciogliere le Camere solo nel caso di comprovata inesistenza di ogni maggioranza parlamentare (un'elementare nozione di educazione civica, prima che di diritto) ecco levarsi un gracchiare di cornacchie con annesso gioco della parti. 

mer 25 ago 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Rispondete con sincerità a queste domande: coprite il vostro tavolo di cucina con una tovaglia di plastica? E preferite mangiare lì sopra, per tenere pulita la sala da pranzo? Riciclate le buste della spesa come sacchi per la spazzatura? Vi stirate in casa le camicie e vi servite poco o mai della tintoria? Detestate sprecare il cibo, e finite sempre gli avanzi anche se siete sazi? O se no, li conservate in frigo? E non in apposite scatole di plastica, ma in vecchi barattoli di margarina o di marmellata? Collezionate i flaconi mignon di shampoo e bagnoschiuma trovati nei bagni degli alberghi, come pure le bustine di maionese della tavola calda? Vostro padre sa (o è convinto di sapere) aggiustare qualunque cosa? Da ragazzi riutilizzavate abiti e scarpe dei vostri fratelli maggiori? 
Se avete risposto sì a tutte queste domande, ci sono buone probabilità che siate cinesi - difatti sono tratte da «Cinquanta modi di capire se sei cinese», uno spiritoso ma attendibile test consultabile sul sito sino-americano www.yellowbridge.com. Prima di andare a controllare la forma dei vostri occhi e chiedervi perché i vostri genitori vi hanno sempre tenuta nascosta la vostra origine asiatica, rispondete a qualche altra domanda: sbattete le uova con le bacchette? Usate il wok tutti i giorni? Sciacquate il riso due o tre volte prima di cuocerlo? I gamberi li volete serviti con la testa e la coda? 

mer 25 ago 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Mount Surprise è nel Queensland nordorientale, nell'outback australiano, vale a dire in quella infinita distesa arida, a tratti desertica, che costituisce la maggior parte di questo continente.
E' una piccola località, con qualche centinaio di abitanti. Ci fermiamo a dormire dopo 470 chilometri di strada in un Caravan Park, in una cabin, che non è una 'gabina' ma quello che noi chiamiamo bungalow, un'altra parola inglese che gli italiani usano a modo loro. Migliaia di australiani, in particolare anziani, girano il loro immenso paese in roulotte (che in inglese si dice caravan, appunto), o in tenda. L'immensa distesa dell'outback è infatti un ottimo posto per stare tranquilli in mezzo a una natura ricchissima. Il sole è forte, l'aria asciutta, le notti fredde, non ci sono pericoli di sorta, ovunque ci sono spazi attrezzati, gratuiti o a pagamento, per fermarsi, dove si trovano altre persone e si può socializzare. Ci sono, in mezzo a questo nulla solo apparente, fiumi, laghi, caverne, vulcani spenti, villaggi abbandonati, e ogni minuscola comunità si sforza di offrire qualcosa di unico, dal museo dello spionaggio alla statua in grandezza naturale del più grande coccodrillo dell'Australia. 

mer 25 ago 2010 - Notizia di attualità - scritto da

Quello del 4 e 5 settembre sarà un weekend celebrativo anche a Viserba dove si svolgerà la quarta Festa dell'Area Artigianale organizzata dal Consorzio CO.A.VI. e Consorzio C.A.P (che rappresentano oltre 100 imprese artigiane del territorio su di un'area di circa 240.000 mq) in collaborazione con CNA e Confartigianato. Un momento di incontro e un appuntamento gastronomico e musicale fortemente radicato al territorio. Oltre a tanti stand, dove sarà possibile mangiare i tipici piatti romagnoli (dalla piada al pesce) accompagnati dai migliori vini Doc romagnoli, ci saranno spettacoli, concerti e le due mostre fotografiche "Area Artigianale di Viserba, come siamo come eravamo" (a cura di Foto Studio Morosetti) e "Viserba, la sua gente, le sue meraviglie" (a cura dell'Associazione Ippocampo). Dalle 18 in via Pastore. Per info: CO.A.VI tel. 0541/760274.

ven 06 ago 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"In qualche modo la sfanghiamo anche stavolta": é questo che più o meno si sente dire in giro per la riviera. La crisi c'è ed è pesantissima. Pesano le carenze vecchie e nuove della nostra offerta turistica. Ma poi ci si guarda intorno e ci si frega le mani. Nelle località di montagna e collina, si vedono solo anziani, quelli che hanno ancora una pensione garantita. I più giovani, chi è in cassa integrazione, chi non viene pagato da mesi, chi il lavoro l'ha perso del tutto, chi semplicemente non ce la fa più a permettersi le vacanze. Le altre destinazioni di mare, un pianto greco. E invece noi, basta un po' di sole e la gente in qualche modo arriva. Magari con i soldi contati, magari si ferma il minimo indispensabile, però arriva. Addirittura si rivedono gli stranieri. Sempre di più dai paesi dell'Est, ma va bene, eccome se va bene. Alla fine di questa estate 2010, non faremo di sicuro i salti di gioia. Ma non ci ritroveremo neppure a terra, nemmeno questa volta. E dovremo ricominciare in attesa di tempi migliori, ben sapendo che certe vendemmie tipo anni ‘70 e ‘80 non le vedremo mai più.

ven 06 ago 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Una buona regola all'estero è non cedere alla nostalgia gastronomica e, dopo tre giorni di lontananza dalla patria, cercare rifugio nel primo ristorante che ostenta una bandierina tricolore. Il rischio è trovare un gestore bengalese che si finge partenopeo, dover scegliere tra spaghetti bolognese e pizza pepperoni (il salame piccante per gli americani), ed uscire avendo oltre la nostalgia anche la delusione.
Tuttavia, quando sei arrivato in Australia, che è veramente lontano, e vedi sulla guida Lonely Planet (un tempo Bibbia del viaggiatore con zaino, o backpacker, oggi vademecum del turista fai-da-te) che a Sydney c'è uno che fa la piada, la curiosità è troppo forte. Il posto si chiama La piadina, e può farlo perché è l'unico in Australia. E' a Bondi Beach, la spiaggia 'in' di Sydney, un po' interno rispetto alla passeggiata. La sabbia di Bondi (pronuncia 'Bòndai') è pulitissima (come tutto ciò che è pubblico, del resto), dorata e farinosa, si estende a mezzaluna in una baia dell'oceano per un chilometro circa. Ahimé, non ci sono 'zone' da comprare né bagnini. La spiaggia è - appunto - pubblica. C'è ancora un vecchio stabilimento bagni dove puoi cambiarti, riporre i tuoi abiti negli armadietti e fare la doccia. Gratis. Va anche detto che qui ci sono centinaia di chilometri di spiagge.

ven 06 ago 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Raul Grassilli, l'elegante attore di teatro bolognese protagonista della migliore stagione della nostra Tv in bianco e nero e di tanto cinema, se n'è andato in punta di piedi il 24 luglio, a 85 anni. Indimenticabile Fouchè ne "I grandi camaleonti" di Edmo Fenoglio (1964) aveva prestato il suo volto e la sua voce inquieti a quella vera biblioteca popolare che è stata la TV negli anni '60 e ‘70: da "Il mulino del Po" a "Le mie prigioni", da "Le cinque giornate di Milano" a "Demetrio Pianelli". "Delitto di stato", dell'82, è stata una delle ultime apparizioni televisive, prima che uscisse dalle quinte di una televisione che non gli somigliava più, scegliendo di dedicarsi alla Casa di riposo degli artisti "Lyda Borrelli" e all'insegnamento, a Bologna. Formatosi all'Accademia Nazionale d´arte drammatica di Roma, aveva recitato con Giorgio Strehler e Gino Cervi, Tino Buazzelli e Alida Valli. Noi l'abbiamo incontrato l'ultima volta alla Festa del Borgo Sant'Andrea nel 2009, quando il tredici ottobre aveva recitato "L'Avvento", poema in prosa di Giovanni Pascoli. E lì ci ha lasciato, attraverso le parole di Zvanì, l'appassionata profezia dell'avvento del "regno della pietà, della volontà, della libertà" in antitesi a quello esistente "della conquista, della guerra, dello sfruttamento, cioè della ragion sola".

ven 06 ago 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Sabato 7 agosto alle 21.30, in piazza Pascoli, "Viserba si racconta. Immagini e storia della Viserba di un tempo", serata di spettacolo promossa dal Comitato Turistico e dall'associazione "L'Ippocampo Viserba - Laboratorio Urbano della Memoria". Una "piazza del tempo" in cui andranno in scena la Viserba di una volta e la sua gente. Attraverso musica, letture di poesie - alla serata sarà presente il poeta Elio Pagliarani - narrazioni e immagini, rivivranno mestieri caratteristici, personaggi significativi, ricordi e leggende: come quella delle sabbie mobili del Surcion, narrata dalle pagine del prof. Enea Bernardi. L'associazione "L'ippocampo", nata per salvaguardare, valorizzare e promuovere identità e memoria del territorio viserbese, ha creato in questi mesi una vasta rete di aderenti e un bel percorso di raccolta di materiali storici e memorie, dalle foto alle interviste alle pubblicazioni: ogni martedì sera di agosto ha una sua postazione in Piazza Pascoli. www.ippocampoviserba.it

ven 06 ago 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Mi vergogno a dirlo, tanto che all'inizio ho cercato di nasconderlo perfino a me stesso, ma devo confessare che venerdì mattina, aprendo i giornali, ho provato un istintivo moto di umana solidarietà per il povero semi-ministro Castelli, impietosamente immortalato la sera prima mentre, con l'aria spaesata di chi sembra chiedersi "ma perché sono qui?", scrutava dal marciapiede sottostante il Palacongressi in avanzatissima fase di costruzione stagliarsi contro la luce del tramonto. Gli era a fianco il ciondolante on. Pini, con quello sguardo assonnato che in fotografia non rende giustizia alla sua vivacità di pensiero, il quale lo fissava ingrugnito, come se pensasse: "Cosa aspetta a buttarlo giù? L'ho fatto venire apposta! Va a finire che mi fa fare la figura del pirla, come dicono dalle sue parti."

ven 06 ago 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

A tutti i candidati e aspiranti candidati, di destra e di sinistra, alla poltrona di sindaco di Rimini: offresi voto, anzi, pacchetto di voti. Il mio, quelli di un'altra ventina di amici, e, per buon peso, i voti dei loro amici più influenzabili. In cambio chiedo un impegno formale, con parola d'onore, promessa solenne, giuramento «se tradisco mi si secchi il pisello» (e contro l'impotenza da spergiuro non c'è Viagra che tenga), ecc. ecc., a risanare l'indecenza rappresentata dal sottopassaggio Rollerball. 
Parlo dell'oscuro budello del parco Cervi, tecnicamente «sottoferrovia ciclopedonale», che nei fine settimana estivi ospita la versione riminese di Rollerball, lo sport violentissimo immaginato nel famoso film del 1975. Versione molto più complessa, perché nell'originale le squadre erano composte solo da motociclisti e pattinatori, mentre a Rimini sono previsti anche ciclisti, pedoni, skaters, bimbi in passeggino, invalidi in carrozzella e cani assortiti. Scopo del gioco è far incrociare in uno spazio stretto e male illuminato due gruppi umani lanciati a forte velocità lungo due ripidissime rampe, e vedere se prima o poi qualcuno ci resta secco - e può succedere oggi come l'anno prossimo, chissà, a Duisburg hanno dovuto aspettare l'ultima Love Parade prima di assistere a un macello veramente spettacolare in un tunnel simile al sottopassaggio Rollerball, a parte le ripidissime rampe. 

mer 28 lug 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Dunque: il calcio è il gioco più bello del mondo. E un gioco serve a divertirsi, no? Quindi quello che sta avvenendo a Rimini è il più grande divertimento del mondo. Non fa una piega. Di sillogismo in sillogismo, non si capisce perchè, allora, si vedano in giro tanti tifosi con le facce lunghe, se non in lacrime. 
Ma no! Su con la vita! Noi come al solito siamo fortunati! Privilegiati, addirittura! Dove si è mai vista sparire una società di calcio senza che sia fallita, senza che avesse un centesimo di debiti? E quest'anno ne son fallite venti, mica noccioline.. Gli unici a realizzare questo capolavoro che resterà negli annali siamo noi, perché la Cocif ha voluto lasciare alla grande, col botto, mica un congedo qualsiasi. 
Pensavamo di averle viste tutte? Macchè, era solo l'inizio. Perché prima, quando la suddetta Cocif cercava soci per la sua dispendiosissima permanenza fra i professionisti, gli imprenditori riminesi scappavano a gambe levate. Ma adesso che si tratta di un campionato fra i dilettanti, be' , se ne può discutere. Anzi se ne può addirittura litigare. Ed ecco non risorgere una squadra, ma ben due! Come prometteva la pubblicità di quel famoso detersivo! E quella del gelato: tu gusti is meglio che uan!

mer 28 lug 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Svelato il mistero: lo slittamento dell'inaugurazione del palacongressi di Rimini, dall'11 al 25 settembre, è stata dovuta agli impegni dell'ospite più illustre che sarà presente alla cerimonia: Silvio Berlusconi in persona. Una presenza che sarà anche una risposta politica ai continui attacchi della Lega, nella persona dell'onorevole Gianluca Pini. Il quale proprio la settimana scorsa aveva presentato un'interrogazione parlamentare puntando il dito sulle "irregolarità", a suo dire, della struttura riminese. Il taglio del nastro da parte del presidente del consiglio sarà dunque in qualche modo anche una risposta a tutte le perplessità sollevate dal leghista forlivese.

mer 28 lug 2010 - Notizia di attualità - scritto da Schiavoncini Ariodante

Fra le tante date liete e nefaste, della storia italiana durante l'ultima guerra mondiale, desidero ricordare, con un breve sunto, il 25 luglio e l'8 settembre 1943.
Due date che racchiudono viltà, eroismi, tradimenti, speranze deluse, distruzioni e morte. Un calvario per il popolo Italiano, iniziato nel giugno 1940, e reso tremendo dopo le date citate. Durante la notte del 24 luglio 1943 il Gerarca fascista Dino Grandi, Presidente della Camera, presentava al Gran Consiglio, riunito in seduta straordinaria, un ordine del giorno perchè le deleghe a capo dell'esercito, che il Re aveva concesso a Benito Mussolini il 10 giugno 1940, all'entrata in guerra, tornassero al rappresentante di Casa Savoia.
Quell'ordine del giorno, approvato a grande maggioranza dal Gran Consiglio, nella pratica, poneva fine al potere di Mussolini e alla dittatura Fascista.

mer 28 lug 2010 - Notizia di satira - scritto da Piccari Nando

Di fronte ai quotidiani esempi di degrado morale e cannibalismo affaristico fornitici non "dalla politica", ma da bande di malfattori che hanno preso possesso di importanti pezzi della politica, vorrei poter condividere per intero l'ottimismo dell'amatissimo Presidente Napolitano, quando afferma che contro «l'emergere di fatti di corruzione e trame inquinanti da parte di squallide consorterie, la nostra democrazia dispone di anticorpi: la reazione morale dei cittadini, i principi costituzionali, le leggi per applicare tali principi». 

È vero, i principi costituzionali sono ancora lì intatti, a preservare un efficace e modernissimo impianto di garanzie democratiche. Ma fino a quando continuerà ad andare a vuoto l'assalto fatto di insulti e dileggi che Lui, il capo del Governo, riserva alla Costituzione che definisce "sovietica"? Sì, perché la sua cultura democratica è ferma al modello SpA: "Grazie al popolo ho la maggioranza relativa delle azioni; raggranellando quelle di altri soci di minoranza e per effetto di certi trucchi statutari (alias legge elettorale) possiedo il pieno controllo del Consiglio di Amministrazione, che chissà perché chiamano 'dei Ministri', quando invece è solo mio. Potrò dunque farmi rompere le scatole dal Presidente della Repubblica, dal Parlamento, dalla Corte Costituzionale, tutta gente che non detiene alcuna quota di azionariato popolare?"

mer 28 lug 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Quand'è stata l'ultima volta che avete visto una spalla scottata dal sole? Ma scottata come si deve, con il classico look fetta di roastbeef, rosa acceso al centro con le pellicine grigiastre sollevate tutte intorno, di quelle spalle che ti facevano immaginare lunghe e dolorose applicazioni di pomate o impacchi casalinghi di albume e patate grattugiate, e notti lacerate da urli disumani quando l'ustionato, nel sonno, si girava sulla schiena, nonostante le muraglie di cuscini per bloccarlo in posizione prona: ne avete viste molte di spalle così, recentemente? Io sono anni che non vedo un'ustione o un eritema solare, nemmeno nell'ultima lattiginosa infornata di turisti est-europei. 
Magari non si abbronzano come Carlo Conti, che ormai è il sosia di Sadat, però hanno imparato a non bruciarsi. Forse preparano la pelle al sole riminese con la classica settimanina alle Lampados, come le signore malatestiane; o forse si proteggono con quelle creme a fattore 250 così resistenti che per toglierle ci vuole l'acquaragia. 

mer 28 lug 2010 - Notizia di opinioni - scritto da Proni Giampaolo

Caldo. Le cicale ossessive nascoste negli alberi si sfiniscono di frinire. Con l'età il caldo da più fastidio, si dice. Ma gli anziani si lamentano anche del freddo. La verità è che con l'età dà fastidio tutto. Caldo. Il cervello va a passo lento, e mi tornano ricordi come nella canzone di Paolo Conte, Azzurro, già questa un ricordo (la cantava Celentano ma è di Conte), e tra questi di quando ero un ragazzino e giocavo a baseball e il pomeriggio alle due col sole a picco si andava al campo dei ferrovieri, una desolata landa di polvere (dove ora c'è il parcheggio) a scaldare i guantoni (come se fossero stati freddi), e a volte ci si trovava Bertoni, il pitcher del Rimini e della nazionale, un ragazzo mi pare di Mantova, lungo e magro, che lanciava raccogliendosi come una molla. Ci insegnava i rudimenti. E ricordo quando con i miei cugini che venivano al mare qui da Roma, si prendevano le biciclette e ci si arrampicava su fino a San Marino, senza borracce, senza caschi, una volta uno di loro se la fece tutta con una Graziella, e poi in cima a cercare una fontana e spanzarsi di acqua e poi giù a capofitto sulla superstrada a sorpassare le macchine in curva. E la sera per riempire i nostri giovanili stomaci ci aspettavano padellate di melanzane e pomodori in gratin, piada e cocomero.

mer 28 lug 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Finalmente. Finalmente una guida sui patriarchi del Comune di Rimini. No, non si tratta di una pubblicazione su ragazzi ultra centenari, ma di una guida sugli alberi monumentali e di pregio del Comune di Rimini, perché questo significa in botanica il termine "patriarca".
Il Corpo Provinciale delle Guardie Ecologiche Volontarie di Rimini ha editato una pubblicazione dove vengono segnalati gli alberi ultra centenari del nostro territorio ed addirittura una passeggiata in bicicletta per visitarli. La guida può essere richiesta al gruppo delle guardie ecologiche provinciali, oppure all'Assessorato alle politiche Ambientali del Comune di Rimini.
Tre itinerari che si snodano per il territorio comunale, schede semplici da consultare ed informazioni sugli alberi semplici e fruibili, una prima parte descrittiva ed una seconda con i cenni storici/culturali descrivono 24 piante ultra centenarie.

mer 14 lug 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Con l'esplodere della grande crisi i riminesi, o almeno gli italiani, sono tornati a cercare quei lavori stagionali che ormai stavano diventando esclusivo appannaggio degli stranieri. Così almeno dicono gli addetti ai servizi sociali dei comuni rivieraschi, che vedono sempre più famiglie in difficoltà. E così confermano i sindacati. Ma il lavoro stagionale nel turismo - durissimo, non di rado irregolare - non presenta solo aspetti economici. Soprattutto per i più giovani che ancora vanno a scuola, costituisce da sempre una grandissima opportunità, una delle principali fra quelle che ci differenziano e ci pongono in posizione di vantaggio rispetto ad altre città delle nostre medesime dimensioni, se non più grandi. Non c'è solo, infatti, il lavoro in sé, che altrove non esiste (vedi gran parte del meridione, ma non solo). E non c'è solo la sommetta per cavarsi lo sfizio: per quanto il guadagno sia impiegato in spese apparentemente futili, anche questo è un primo passo per rendersi autonomi dai genitori, per acquisire il concetto stesso di autonomia. Un passo non di poco conto, visto che in Italia mediamente tale indipendenza arriva ormai dopo i trent'anni. Ma soprattutto, si tratta di lavorare nel turismo e nei servizi al turismo. In un settore, cioè, dove in quasi tutte le attività è di fondamentale importanza il rapporto umano.

mer 14 lug 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Il Gran Gala di Rimini, organizzato dall'Agenzia Company per l'Istituto Oncologico Romagnolo, è giunto alla XI edizione e si svolgerà al Grand Hotel Rimini sabato 17 Luglio dalle ore 20. 
Ringrazio particolarmente Michele Cucuzza - spiega Vinicio Paganini Vice Presidente IOR e Responsabile della sede di Rimini - che quest'anno addirittura arriverà a Rimini il giorno prima del Gala, con l'intenzione di visitare il reparto di Oncologia del Dott. Ravaioli, e per avere un aggiornamento diretto sul Progetto del Nuovo Day Hospital Oncologico che stiamo realizzando al fianco della AUSL. Michele Cucuzza si è offerto di essere portavoce, con il nostro Presidente della Provincia Stefano Vitali, del Progetto stesso.

mer 14 lug 2010 - Notizia di attualità - scritto da Redazione

Sono stati 192.195 i passeggeri totali l'Aeroporto Fellini di Miramare nel semestre gennaio-giugno 2010: +64.376 sul 2009, con un aumento del +50,4%.
I passeggeri dei voli di linea e low cost (129.478) sono aumentati del 110,2%.
L'aumento più alto in aprile, con un +84,1%. 
Sono raddoppiati gli inglesi, da 16.619 a 33.352, mentre la fine della crisi del rublo ha influito in positivo sul mercato russo: da 47.500 a 91.476. In crescita anche i tedeschi (da 16.562 a 28.263, +70,6%), gli svedesi (+60,5%) e i belgi (+27,3%). Gli austriaci, dai 242 del primo semestre 2009, sono addirittura passati a 3.523.
La Ryanair ha trasportato complessivamente 48.888 passeggeri (con un +118,8%) sulle rotte da e per Germania, Svezia e Inghilterra. Quanto al fatturato, per Aeradria c'è stato un incremento di un milione di euro.

mer 14 lug 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ceka Agron

Il decreto au