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Caro Pupi,
L'Assemblea dei Soci della Fondazione Fellini, che ho avuto l'onore di presiedere l'11 agosto scorso, mi ha affidato il gradito incarico di scriverti i più sentiti ringraziamenti per l'opera da te prestata generosamente alla Fondazione durante i molti anni che ne sei stato il Presidente. (...)
A ciò aggiungo la mia personale stima, la gratitudine per avermi indicato quale tuo successore e il compiacimento per aver suggerito l'amico Ermanno Olmi quale Presidente onorario.
Abbiti un abbraccio affettuoso
Giuliano Montaldo
C'era perfino questo in cartella alla conferenza stampa delle beffe, quella dove Montaldo doveva essere presentato come nuovo presidente della Fondazione Fellini. Perfino la lettera al predecessore era già stata distribuita ai giornalisti. E poi.. va a finire come abbiamo visto: Montaldo rifiuta l'incarico già accettato, il caos regna sovrano.
Questa estate del 2010 ci consegna così due tracolli che sembrano fatti apposta per simboleggiare il tramonto di un'intera classe dirigente riminese, che comprende la politica come gli imprenditori come le banche. Sul versante "popolare", la vicenda della scomparsa della Rimini Calcio. Sul fronte culturale, la debacle della Fondazione Fellini. Oltre agli aspetti che coniugano il tragico al ridicolo, le due vicende hanno in comune una desolante dimostrazione di incapacità a gestire patrimoni comuni, che sono culturali e sociali, oltre che economici.
In un articolo dell'Espresso, Massimiliano Chieppa, direttore del servizio ispettivo del Dipartimento del lavoro di Rimini, dichiara che in Romagna "il 70-80 per cento delle attività che controlliamo ha delle irregolarità". Gli ispettori del lavoro in provincia di Rimini sono 26 (compreso il nucleo dei Carabinieri) e controllano le oltre 4.000 attività su segnalazione da parte dei lavoratori oppure nei confronti di aziende con precedenti. Quest'anno a luglio le denunce sono aumentate del 50%. Da giugno a fine agosto nel 2009 erano state 106, mentre quest'anno sono già 156. I motivi di denuncia più frequenti sono i prospetti paga non corrispondenti alla realtà e la retrodatazione. Le realtà più problematiche sono negli hotel a tre stelle. Una situazione molto simile al Sud Italia. "Il salto culturale, dagli anni '60 in poi - conclude Chieppa - qui non c'è stato".
Anche Mario Sesti ha rinunciato al suo incarico nel consiglio di amministrazione della Fondazione Fellini. "Dopo le dimissioni di Boarini non è serio che io rimanga", ha dichiarato il direttore della sezione Extra del Festival del Cinema di Roma. La situazione si ingarbuglia così ulteriormente. Dopo le dimissioni del presidente Pupi Avati, del vice Giuseppe Chicchi, il clamoroso dietrofront di Giuliano Montaldo che ha rifiutato la presidenza, le conseguenti dimissioni del direttore Vittorio Boarini. E soprattutto, con gli 800 mila euro di debiti che gravano sul bilancio, i contrasti fra i tre soci: Comune e Provincia di Rimini, Fondazione Carim.
Se nel 1991 qualcuno mi avesse detto che l'appena rieletto segretario del neo-fascista Movimento Sociale sarebbe diventato, dieci anni dopo, Vicepresidente del Consiglio, gli avrei riso in faccia. Gli avrei addirittura dato del provocatore se avesse anche "insinuato" che, trascorso un ulteriore decennio, mi sarei trovato a solidarizzare col Fini Presidente della Camera, impegnato ad affiancare un Capo dello Stato "antifascista doc" nella difesa della Costituzione e dell'onore della Repubblica, contro gli assalti di un mediocre "cumenda milanes" che, reso ricchissimo dalle protezioni godute nei suoi traffici affaristici, avrebbe successivamente intrapreso l'invereconda carriera di "politicante fai da te" che oggi sta concludendo in preda ad una psicogena ossessione: comprare con i propri soldi anche l'Italia, per avere la sicurezza che i suoi "bravi" Alfano e Ghedini possano garantirgli di non essere mai più chiamato a regolare i tanti conti che ha aperti con la Giustizia. E poiché "l'odierno Fini" teorizza una destra che rispetti le regole democratiche e rifiuti la "politica-mercato", merita pertanto di subire - quando si dice la nemesi storica! - lo squadrismo giornalistico di questi giorni. Analogamente, se il Presidente della Repubblica si limita a ricordare che può sciogliere le Camere solo nel caso di comprovata inesistenza di ogni maggioranza parlamentare (un'elementare nozione di educazione civica, prima che di diritto) ecco levarsi un gracchiare di cornacchie con annesso gioco della parti.
Rispondete con sincerità a queste domande: coprite il vostro tavolo di cucina con una tovaglia di plastica? E preferite mangiare lì sopra, per tenere pulita la sala da pranzo? Riciclate le buste della spesa come sacchi per la spazzatura? Vi stirate in casa le camicie e vi servite poco o mai della tintoria? Detestate sprecare il cibo, e finite sempre gli avanzi anche se siete sazi? O se no, li conservate in frigo? E non in apposite scatole di plastica, ma in vecchi barattoli di margarina o di marmellata? Collezionate i flaconi mignon di shampoo e bagnoschiuma trovati nei bagni degli alberghi, come pure le bustine di maionese della tavola calda? Vostro padre sa (o è convinto di sapere) aggiustare qualunque cosa? Da ragazzi riutilizzavate abiti e scarpe dei vostri fratelli maggiori?
Se avete risposto sì a tutte queste domande, ci sono buone probabilità che siate cinesi - difatti sono tratte da «Cinquanta modi di capire se sei cinese», uno spiritoso ma attendibile test consultabile sul sito sino-americano www.yellowbridge.com. Prima di andare a controllare la forma dei vostri occhi e chiedervi perché i vostri genitori vi hanno sempre tenuta nascosta la vostra origine asiatica, rispondete a qualche altra domanda: sbattete le uova con le bacchette? Usate il wok tutti i giorni? Sciacquate il riso due o tre volte prima di cuocerlo? I gamberi li volete serviti con la testa e la coda?
Mount Surprise è nel Queensland nordorientale, nell'outback australiano, vale a dire in quella infinita distesa arida, a tratti desertica, che costituisce la maggior parte di questo continente.
E' una piccola località, con qualche centinaio di abitanti. Ci fermiamo a dormire dopo 470 chilometri di strada in un Caravan Park, in una cabin, che non è una 'gabina' ma quello che noi chiamiamo bungalow, un'altra parola inglese che gli italiani usano a modo loro. Migliaia di australiani, in particolare anziani, girano il loro immenso paese in roulotte (che in inglese si dice caravan, appunto), o in tenda. L'immensa distesa dell'outback è infatti un ottimo posto per stare tranquilli in mezzo a una natura ricchissima. Il sole è forte, l'aria asciutta, le notti fredde, non ci sono pericoli di sorta, ovunque ci sono spazi attrezzati, gratuiti o a pagamento, per fermarsi, dove si trovano altre persone e si può socializzare. Ci sono, in mezzo a questo nulla solo apparente, fiumi, laghi, caverne, vulcani spenti, villaggi abbandonati, e ogni minuscola comunità si sforza di offrire qualcosa di unico, dal museo dello spionaggio alla statua in grandezza naturale del più grande coccodrillo dell'Australia.
Quello del 4 e 5 settembre sarà un weekend celebrativo anche a Viserba dove si svolgerà la quarta Festa dell'Area Artigianale organizzata dal Consorzio CO.A.VI. e Consorzio C.A.P (che rappresentano oltre 100 imprese artigiane del territorio su di un'area di circa 240.000 mq) in collaborazione con CNA e Confartigianato. Un momento di incontro e un appuntamento gastronomico e musicale fortemente radicato al territorio. Oltre a tanti stand, dove sarà possibile mangiare i tipici piatti romagnoli (dalla piada al pesce) accompagnati dai migliori vini Doc romagnoli, ci saranno spettacoli, concerti e le due mostre fotografiche "Area Artigianale di Viserba, come siamo come eravamo" (a cura di Foto Studio Morosetti) e "Viserba, la sua gente, le sue meraviglie" (a cura dell'Associazione Ippocampo). Dalle 18 in via Pastore. Per info: CO.A.VI tel. 0541/760274.
"In qualche modo la sfanghiamo anche stavolta": é questo che più o meno si sente dire in giro per la riviera. La crisi c'è ed è pesantissima. Pesano le carenze vecchie e nuove della nostra offerta turistica. Ma poi ci si guarda intorno e ci si frega le mani. Nelle località di montagna e collina, si vedono solo anziani, quelli che hanno ancora una pensione garantita. I più giovani, chi è in cassa integrazione, chi non viene pagato da mesi, chi il lavoro l'ha perso del tutto, chi semplicemente non ce la fa più a permettersi le vacanze. Le altre destinazioni di mare, un pianto greco. E invece noi, basta un po' di sole e la gente in qualche modo arriva. Magari con i soldi contati, magari si ferma il minimo indispensabile, però arriva. Addirittura si rivedono gli stranieri. Sempre di più dai paesi dell'Est, ma va bene, eccome se va bene. Alla fine di questa estate 2010, non faremo di sicuro i salti di gioia. Ma non ci ritroveremo neppure a terra, nemmeno questa volta. E dovremo ricominciare in attesa di tempi migliori, ben sapendo che certe vendemmie tipo anni ‘70 e ‘80 non le vedremo mai più.
Una buona regola all'estero è non cedere alla nostalgia gastronomica e, dopo tre giorni di lontananza dalla patria, cercare rifugio nel primo ristorante che ostenta una bandierina tricolore. Il rischio è trovare un gestore bengalese che si finge partenopeo, dover scegliere tra spaghetti bolognese e pizza pepperoni (il salame piccante per gli americani), ed uscire avendo oltre la nostalgia anche la delusione.
Tuttavia, quando sei arrivato in Australia, che è veramente lontano, e vedi sulla guida Lonely Planet (un tempo Bibbia del viaggiatore con zaino, o backpacker, oggi vademecum del turista fai-da-te) che a Sydney c'è uno che fa la piada, la curiosità è troppo forte. Il posto si chiama La piadina, e può farlo perché è l'unico in Australia. E' a Bondi Beach, la spiaggia 'in' di Sydney, un po' interno rispetto alla passeggiata. La sabbia di Bondi (pronuncia 'Bòndai') è pulitissima (come tutto ciò che è pubblico, del resto), dorata e farinosa, si estende a mezzaluna in una baia dell'oceano per un chilometro circa. Ahimé, non ci sono 'zone' da comprare né bagnini. La spiaggia è - appunto - pubblica. C'è ancora un vecchio stabilimento bagni dove puoi cambiarti, riporre i tuoi abiti negli armadietti e fare la doccia. Gratis. Va anche detto che qui ci sono centinaia di chilometri di spiagge.
Raul Grassilli, l'elegante attore di teatro bolognese protagonista della migliore stagione della nostra Tv in bianco e nero e di tanto cinema, se n'è andato in punta di piedi il 24 luglio, a 85 anni. Indimenticabile Fouchè ne "I grandi camaleonti" di Edmo Fenoglio (1964) aveva prestato il suo volto e la sua voce inquieti a quella vera biblioteca popolare che è stata la TV negli anni '60 e ‘70: da "Il mulino del Po" a "Le mie prigioni", da "Le cinque giornate di Milano" a "Demetrio Pianelli". "Delitto di stato", dell'82, è stata una delle ultime apparizioni televisive, prima che uscisse dalle quinte di una televisione che non gli somigliava più, scegliendo di dedicarsi alla Casa di riposo degli artisti "Lyda Borrelli" e all'insegnamento, a Bologna. Formatosi all'Accademia Nazionale d´arte drammatica di Roma, aveva recitato con Giorgio Strehler e Gino Cervi, Tino Buazzelli e Alida Valli. Noi l'abbiamo incontrato l'ultima volta alla Festa del Borgo Sant'Andrea nel 2009, quando il tredici ottobre aveva recitato "L'Avvento", poema in prosa di Giovanni Pascoli. E lì ci ha lasciato, attraverso le parole di Zvanì, l'appassionata profezia dell'avvento del "regno della pietà, della volontà, della libertà" in antitesi a quello esistente "della conquista, della guerra, dello sfruttamento, cioè della ragion sola".
Sabato 7 agosto alle 21.30, in piazza Pascoli, "Viserba si racconta. Immagini e storia della Viserba di un tempo", serata di spettacolo promossa dal Comitato Turistico e dall'associazione "L'Ippocampo Viserba - Laboratorio Urbano della Memoria". Una "piazza del tempo" in cui andranno in scena la Viserba di una volta e la sua gente. Attraverso musica, letture di poesie - alla serata sarà presente il poeta Elio Pagliarani - narrazioni e immagini, rivivranno mestieri caratteristici, personaggi significativi, ricordi e leggende: come quella delle sabbie mobili del Surcion, narrata dalle pagine del prof. Enea Bernardi. L'associazione "L'ippocampo", nata per salvaguardare, valorizzare e promuovere identità e memoria del territorio viserbese, ha creato in questi mesi una vasta rete di aderenti e un bel percorso di raccolta di materiali storici e memorie, dalle foto alle interviste alle pubblicazioni: ogni martedì sera di agosto ha una sua postazione in Piazza Pascoli. www.ippocampoviserba.it
Mi vergogno a dirlo, tanto che all'inizio ho cercato di nasconderlo perfino a me stesso, ma devo confessare che venerdì mattina, aprendo i giornali, ho provato un istintivo moto di umana solidarietà per il povero semi-ministro Castelli, impietosamente immortalato la sera prima mentre, con l'aria spaesata di chi sembra chiedersi "ma perché sono qui?", scrutava dal marciapiede sottostante il Palacongressi in avanzatissima fase di costruzione stagliarsi contro la luce del tramonto. Gli era a fianco il ciondolante on. Pini, con quello sguardo assonnato che in fotografia non rende giustizia alla sua vivacità di pensiero, il quale lo fissava ingrugnito, come se pensasse: "Cosa aspetta a buttarlo giù? L'ho fatto venire apposta! Va a finire che mi fa fare la figura del pirla, come dicono dalle sue parti."
A tutti i candidati e aspiranti candidati, di destra e di sinistra, alla poltrona di sindaco di Rimini: offresi voto, anzi, pacchetto di voti. Il mio, quelli di un'altra ventina di amici, e, per buon peso, i voti dei loro amici più influenzabili. In cambio chiedo un impegno formale, con parola d'onore, promessa solenne, giuramento «se tradisco mi si secchi il pisello» (e contro l'impotenza da spergiuro non c'è Viagra che tenga), ecc. ecc., a risanare l'indecenza rappresentata dal sottopassaggio Rollerball.
Parlo dell'oscuro budello del parco Cervi, tecnicamente «sottoferrovia ciclopedonale», che nei fine settimana estivi ospita la versione riminese di Rollerball, lo sport violentissimo immaginato nel famoso film del 1975. Versione molto più complessa, perché nell'originale le squadre erano composte solo da motociclisti e pattinatori, mentre a Rimini sono previsti anche ciclisti, pedoni, skaters, bimbi in passeggino, invalidi in carrozzella e cani assortiti. Scopo del gioco è far incrociare in uno spazio stretto e male illuminato due gruppi umani lanciati a forte velocità lungo due ripidissime rampe, e vedere se prima o poi qualcuno ci resta secco - e può succedere oggi come l'anno prossimo, chissà, a Duisburg hanno dovuto aspettare l'ultima Love Parade prima di assistere a un macello veramente spettacolare in un tunnel simile al sottopassaggio Rollerball, a parte le ripidissime rampe.
Dunque: il calcio è il gioco più bello del mondo. E un gioco serve a divertirsi, no? Quindi quello che sta avvenendo a Rimini è il più grande divertimento del mondo. Non fa una piega. Di sillogismo in sillogismo, non si capisce perchè, allora, si vedano in giro tanti tifosi con le facce lunghe, se non in lacrime.
Ma no! Su con la vita! Noi come al solito siamo fortunati! Privilegiati, addirittura! Dove si è mai vista sparire una società di calcio senza che sia fallita, senza che avesse un centesimo di debiti? E quest'anno ne son fallite venti, mica noccioline.. Gli unici a realizzare questo capolavoro che resterà negli annali siamo noi, perché la Cocif ha voluto lasciare alla grande, col botto, mica un congedo qualsiasi.
Pensavamo di averle viste tutte? Macchè, era solo l'inizio. Perché prima, quando la suddetta Cocif cercava soci per la sua dispendiosissima permanenza fra i professionisti, gli imprenditori riminesi scappavano a gambe levate. Ma adesso che si tratta di un campionato fra i dilettanti, be' , se ne può discutere. Anzi se ne può addirittura litigare. Ed ecco non risorgere una squadra, ma ben due! Come prometteva la pubblicità di quel famoso detersivo! E quella del gelato: tu gusti is meglio che uan!
Svelato il mistero: lo slittamento dell'inaugurazione del palacongressi di Rimini, dall'11 al 25 settembre, è stata dovuta agli impegni dell'ospite più illustre che sarà presente alla cerimonia: Silvio Berlusconi in persona. Una presenza che sarà anche una risposta politica ai continui attacchi della Lega, nella persona dell'onorevole Gianluca Pini. Il quale proprio la settimana scorsa aveva presentato un'interrogazione parlamentare puntando il dito sulle "irregolarità", a suo dire, della struttura riminese. Il taglio del nastro da parte del presidente del consiglio sarà dunque in qualche modo anche una risposta a tutte le perplessità sollevate dal leghista forlivese.
Fra le tante date liete e nefaste, della storia italiana durante l'ultima guerra mondiale, desidero ricordare, con un breve sunto, il 25 luglio e l'8 settembre 1943.
Due date che racchiudono viltà, eroismi, tradimenti, speranze deluse, distruzioni e morte. Un calvario per il popolo Italiano, iniziato nel giugno 1940, e reso tremendo dopo le date citate. Durante la notte del 24 luglio 1943 il Gerarca fascista Dino Grandi, Presidente della Camera, presentava al Gran Consiglio, riunito in seduta straordinaria, un ordine del giorno perchè le deleghe a capo dell'esercito, che il Re aveva concesso a Benito Mussolini il 10 giugno 1940, all'entrata in guerra, tornassero al rappresentante di Casa Savoia.
Quell'ordine del giorno, approvato a grande maggioranza dal Gran Consiglio, nella pratica, poneva fine al potere di Mussolini e alla dittatura Fascista.
Di fronte ai quotidiani esempi di degrado morale e cannibalismo affaristico fornitici non "dalla politica", ma da bande di malfattori che hanno preso possesso di importanti pezzi della politica, vorrei poter condividere per intero l'ottimismo dell'amatissimo Presidente Napolitano, quando afferma che contro «l'emergere di fatti di corruzione e trame inquinanti da parte di squallide consorterie, la nostra democrazia dispone di anticorpi: la reazione morale dei cittadini, i principi costituzionali, le leggi per applicare tali principi».
È vero, i principi costituzionali sono ancora lì intatti, a preservare un efficace e modernissimo impianto di garanzie democratiche. Ma fino a quando continuerà ad andare a vuoto l'assalto fatto di insulti e dileggi che Lui, il capo del Governo, riserva alla Costituzione che definisce "sovietica"? Sì, perché la sua cultura democratica è ferma al modello SpA: "Grazie al popolo ho la maggioranza relativa delle azioni; raggranellando quelle di altri soci di minoranza e per effetto di certi trucchi statutari (alias legge elettorale) possiedo il pieno controllo del Consiglio di Amministrazione, che chissà perché chiamano 'dei Ministri', quando invece è solo mio. Potrò dunque farmi rompere le scatole dal Presidente della Repubblica, dal Parlamento, dalla Corte Costituzionale, tutta gente che non detiene alcuna quota di azionariato popolare?"
Quand'è stata l'ultima volta che avete visto una spalla scottata dal sole? Ma scottata come si deve, con il classico look fetta di roastbeef, rosa acceso al centro con le pellicine grigiastre sollevate tutte intorno, di quelle spalle che ti facevano immaginare lunghe e dolorose applicazioni di pomate o impacchi casalinghi di albume e patate grattugiate, e notti lacerate da urli disumani quando l'ustionato, nel sonno, si girava sulla schiena, nonostante le muraglie di cuscini per bloccarlo in posizione prona: ne avete viste molte di spalle così, recentemente? Io sono anni che non vedo un'ustione o un eritema solare, nemmeno nell'ultima lattiginosa infornata di turisti est-europei.
Magari non si abbronzano come Carlo Conti, che ormai è il sosia di Sadat, però hanno imparato a non bruciarsi. Forse preparano la pelle al sole riminese con la classica settimanina alle Lampados, come le signore malatestiane; o forse si proteggono con quelle creme a fattore 250 così resistenti che per toglierle ci vuole l'acquaragia.
Caldo. Le cicale ossessive nascoste negli alberi si sfiniscono di frinire. Con l'età il caldo da più fastidio, si dice. Ma gli anziani si lamentano anche del freddo. La verità è che con l'età dà fastidio tutto. Caldo. Il cervello va a passo lento, e mi tornano ricordi come nella canzone di Paolo Conte, Azzurro, già questa un ricordo (la cantava Celentano ma è di Conte), e tra questi di quando ero un ragazzino e giocavo a baseball e il pomeriggio alle due col sole a picco si andava al campo dei ferrovieri, una desolata landa di polvere (dove ora c'è il parcheggio) a scaldare i guantoni (come se fossero stati freddi), e a volte ci si trovava Bertoni, il pitcher del Rimini e della nazionale, un ragazzo mi pare di Mantova, lungo e magro, che lanciava raccogliendosi come una molla. Ci insegnava i rudimenti. E ricordo quando con i miei cugini che venivano al mare qui da Roma, si prendevano le biciclette e ci si arrampicava su fino a San Marino, senza borracce, senza caschi, una volta uno di loro se la fece tutta con una Graziella, e poi in cima a cercare una fontana e spanzarsi di acqua e poi giù a capofitto sulla superstrada a sorpassare le macchine in curva. E la sera per riempire i nostri giovanili stomaci ci aspettavano padellate di melanzane e pomodori in gratin, piada e cocomero.
Finalmente. Finalmente una guida sui patriarchi del Comune di Rimini. No, non si tratta di una pubblicazione su ragazzi ultra centenari, ma di una guida sugli alberi monumentali e di pregio del Comune di Rimini, perché questo significa in botanica il termine "patriarca".
Il Corpo Provinciale delle Guardie Ecologiche Volontarie di Rimini ha editato una pubblicazione dove vengono segnalati gli alberi ultra centenari del nostro territorio ed addirittura una passeggiata in bicicletta per visitarli. La guida può essere richiesta al gruppo delle guardie ecologiche provinciali, oppure all'Assessorato alle politiche Ambientali del Comune di Rimini.
Tre itinerari che si snodano per il territorio comunale, schede semplici da consultare ed informazioni sugli alberi semplici e fruibili, una prima parte descrittiva ed una seconda con i cenni storici/culturali descrivono 24 piante ultra centenarie.
Con l'esplodere della grande crisi i riminesi, o almeno gli italiani, sono tornati a cercare quei lavori stagionali che ormai stavano diventando esclusivo appannaggio degli stranieri. Così almeno dicono gli addetti ai servizi sociali dei comuni rivieraschi, che vedono sempre più famiglie in difficoltà. E così confermano i sindacati. Ma il lavoro stagionale nel turismo - durissimo, non di rado irregolare - non presenta solo aspetti economici. Soprattutto per i più giovani che ancora vanno a scuola, costituisce da sempre una grandissima opportunità, una delle principali fra quelle che ci differenziano e ci pongono in posizione di vantaggio rispetto ad altre città delle nostre medesime dimensioni, se non più grandi. Non c'è solo, infatti, il lavoro in sé, che altrove non esiste (vedi gran parte del meridione, ma non solo). E non c'è solo la sommetta per cavarsi lo sfizio: per quanto il guadagno sia impiegato in spese apparentemente futili, anche questo è un primo passo per rendersi autonomi dai genitori, per acquisire il concetto stesso di autonomia. Un passo non di poco conto, visto che in Italia mediamente tale indipendenza arriva ormai dopo i trent'anni. Ma soprattutto, si tratta di lavorare nel turismo e nei servizi al turismo. In un settore, cioè, dove in quasi tutte le attività è di fondamentale importanza il rapporto umano.
Il Gran Gala di Rimini, organizzato dall'Agenzia Company per l'Istituto Oncologico Romagnolo, è giunto alla XI edizione e si svolgerà al Grand Hotel Rimini sabato 17 Luglio dalle ore 20.
Ringrazio particolarmente Michele Cucuzza - spiega Vinicio Paganini Vice Presidente IOR e Responsabile della sede di Rimini - che quest'anno addirittura arriverà a Rimini il giorno prima del Gala, con l'intenzione di visitare il reparto di Oncologia del Dott. Ravaioli, e per avere un aggiornamento diretto sul Progetto del Nuovo Day Hospital Oncologico che stiamo realizzando al fianco della AUSL. Michele Cucuzza si è offerto di essere portavoce, con il nostro Presidente della Provincia Stefano Vitali, del Progetto stesso.
Sono stati 192.195 i passeggeri totali l'Aeroporto Fellini di Miramare nel semestre gennaio-giugno 2010: +64.376 sul 2009, con un aumento del +50,4%.
I passeggeri dei voli di linea e low cost (129.478) sono aumentati del 110,2%.
L'aumento più alto in aprile, con un +84,1%.
Sono raddoppiati gli inglesi, da 16.619 a 33.352, mentre la fine della crisi del rublo ha influito in positivo sul mercato russo: da 47.500 a 91.476. In crescita anche i tedeschi (da 16.562 a 28.263, +70,6%), gli svedesi (+60,5%) e i belgi (+27,3%). Gli austriaci, dai 242 del primo semestre 2009, sono addirittura passati a 3.523.
La Ryanair ha trasportato complessivamente 48.888 passeggeri (con un +118,8%) sulle rotte da e per Germania, Svezia e Inghilterra. Quanto al fatturato, per Aeradria c'è stato un incremento di un milione di euro.
Il decreto autorizza l'ingresso di 80.000 lavoratori stagionali provenienti da: Albania, Kosovo, Montenegro, Bosnia- Herzegovina, Macedonia, Serbia, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanca, Ucraina, Tunisia, Marocco, Moldavia e Egitto. Possono approfittare anche stranieri già titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale negli anni 2007, 2008 e 2009. Per quanto riguarda, invece, i lavoratori autonomi il decreto ha autorizzato l'ingresso di 4.000 lavoratori, dei quali 2500 sono destinate al rilascio di nuovi visti d'ingresso e 1500 alle conversioni di permessi di soggiorno già rilasciati.
In particolare, nella quota dei 2500 nuovi ingressi autonomi, 1000 quote sono destinate ai cittadini libici.
A guardarne la foto sui giornali, con quell'aria disorientata e lo sguardo perso nel vuoto, il legaiolo on. Pini ricorda da vicino un pugile appena contato dall'arbitro. Se poi ci si avventura a leggere le sue dichiarazioni, sorge pure il sospetto che, una volta tornato all'angolo, i secondi gli abbiano fatto bere della grappa al posto delle rituali sorsate d'acqua. È così che, giorni fa, lo abbiamo visto sul ring del costruendo palacongressi, a dimenarsi immaginando di menar fendenti al Presidente della Fiera, Lorenzo Cagnoni (che non se n'è neppure accorto) e a quel sette-vite (quasi tutte spese male) di Gianni Piacenti: uno che, a destra, i "parvenu" se li mangia col pane.
Sull'asfalto all'incrocio della strada di casa mia qualcuno ha tracciato misteriosi segni bianchi: una fila di triangoli isosceli con il vertice rivolto verso l'imbocco di una delle due vie. Un osservatore superficiale potrebbe pensare a un supplemento di segnaletica orizzontale per ribadire il divieto d'accesso indicato anche da un bel cartello verticale, l'arcinoto tondo rosso con riga orizzontale bianca. Ma si sa come sono gli automobilisti, e soprattutto i motociclisti: umili, timidi, modesti, tengono sempre gli occhi bassi come verginelle pudibonde, e un segnale ad altezza d'uomo li fa arrossire. Meglio scriverglielo per terra, dunque, e in bianco liliale. Ma proibire l'accesso a una strada disegnando delle punte rivolte proprio nella direzione proibita è una tale patacata che si fatica ad attribuirla perfino al Comune di Rimini. E allora qual è il senso di quelle bianche figure?
Qualche ragione per seguire lo sciopero dei giornali predicato dal nostro Premier forse c'è, a mio parere, anche se non la stessa: troppe pagine sono dedicate alla politica parlata. Cioè sono piene di ciò che i vari leader dicono. Solo in Italia la dichiarazione di un esponente di un partito che ha il 3,5% è una notizia. Se ci fosse solo quello che fanno basterebbe una pagina, forse mezza. Se aggiungiamo anche quello che fanno ma nascondono, diciamo due.
Detto questo, i giornali contengono anche dati interessanti, in questo caso forniti da Istat e Commissione UE, dal Corriere della Sera del 29/6/2010.
Dove troviamo in bella evidenza due numeri. Il rapporto spesa pubblica Pil, vale a dire quanto lo Stato ha speso rispetto a quanto l'intero paese ha prodotto (escluso il nero...) nel 2009. Ebbene lo Stato ha speso una cifra equivalente al 51,9% del Pil, vale a dire poco più della metà. Quantità comunque paragonabile agli altri europei: 51,7% il Regno Unito, un po' di più la Francia (55,6%) e un po' meno la Germania (47,6%). Da dove prendono questi soldi gli stati? Il grosso dalle tasse.
Nelle ultime 4 stagioni ho prestato servizio di salvataggio presso un "3 stelle superior" di Rimini nord. Come chimico di professione pensavo fosse semplice gestire "l'acqua" poi ho scoperto una realtà molto complessa ed affascinante. Ho parlato con altri colleghi, con alcuni tuttofare che seguono le vasche piccole, ho letto libri specifici e svuotato internet da ogni notizia utile. Mi sono creato un software per gestire i dati chimico-tecnici ed informativi sulla mia piscina...........ma nessuno si è mai presentato a fare uno straccio di prelievo!!! Ho sempre eseguito 4 controlli al giorno su cloro libero e totale, su ph e temperatura inoltre estendevo questi controlli a cianurico - alcalinità - durezza - ossigeno libero - conducibilità - ferro. Cose di cui molti dei miei colleghi non conoscevano l'esistenza e nemmeno la grande importanza. Il tutto arricchito dai file sui virus e altre malattie che si possono contrarre....e che se tutti ne fossimo a conoscenza, vorremmo essere ben informati sulle caratteristiche chimiche della piscina in cui facciamo fare il bagno ai nostri figli.
Sono oltre 460mila i cittadini stranieri residenti in Emilia Romagna, il 10,53% della popolazione totale.
Quest'anno i dati tengono conto anche dell'ingresso dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia nella provincia di Rimini. Ed ecco che balziamo al terzo posto tra le province dove si è registrato l'incremento maggiore tra il 2008 ed il 2009. Da noi gli stranieri sono aumentati del 10,8 per cento.
L'incremento risulta tuttavia in flessione rispetto ai valori registrati negli anni precedenti (+15,2% nel 2009 e 15% nel 2008).
Le comunità più rappresentate a livello regionale sono la marocchina (67.502 residenti, +7,4%), la rumena (60.673, +11,4%), l'albanese (58.735, +7,2%) e l'ucraina (23.710, +17,1%). L'età media è di 31 anni e le donne sono più rappresentate.
"Siamo di fronte a persone regolari - ha commentato l'assessore alle Politiche sociali e immigrazione della Regione Teresa Marzocchi - che lavorano, con figli che vanno a scuola.
"Appena ho saputo che nella rivista cittadina Chiamami Città c'è un inserto dove scrivono stranieri in diverse lingue, ho deciso rivolgermi a loro per esprimere le parole di gratitudine ai medici dell'ospedale di Rimini", - cosi è cominciato la nostra conversazione con una signora ucraina. Mi ha raccontato un po' di sé e perché ha voluto rivolgersi alle pagine del quindicinale.
"Ho deciso di fare questo lungo viaggio in Italia per poter aiutare la mia famiglia. A casa ho lasciato mio figlio e i nipoti. Sono arrivata qua a primavera dell'anno scorso. L'Italia mi è sembrata un giardino fiorente. Qua mi hanno piacevolmente stupito le persone che mi aiutavano volentieri. Mi stupiva anche il modo di vivere che è diverso dal mio. Ho trovato un lavoro presso una famiglia italiana. Grazie alla loro pazienza e comprensione ho imparato la lingua e tutto quello che per me era nuovo.
"Vivere la strada nel segno della sicurezza" questo lo slogan che accompagna fin dal 2001 (prima edizione) il progetto Icaro, la campagna di sicurezza stradale promossa dalla Polizia di Stato, con la collaborazione dei ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell'Istruzione, dell'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) e con il sostegno dell'Unicef.
L'iniziativa ha l'obiettivo di far comprendere ai giovani l'importanza del rispetto delle regole. Promuovere una cultura della legalità ed evitare che i giovani assumano comportamenti pericolosi, causa principale degli incidenti stradali.
Ogni anno un tour attraversa le città italiane con carovane itineranti, composte da un pullman azzurro della polizia stradale, auto d'epoca e autovetture dotate di tecnologie di controllo della polizia stradale. L'iniziativa è dedicata agli alunni delle scuole elementari, medie e superiori.
Anche in luglio la fiera di Rimini non si ferma. L'1 e il 2 si terrà BTC , da 26 anni l'unica fiera italiana esclusivamente dedicata alla meeting industry, eventi, congressi, viaggi di incentivazione e turismo d'affari). A BTC promotori e organizzatori professionisti di eventi (aziende, associazioni e agenzie), incontrano, attraverso appuntamenti prefissati, un'offerta completa di tutte le tipologie di fornitori della filiera: destinazioni, enti del turismo, convention bureau, alberghi e catene alberghiere, dimore storiche, centri congressi e location per eventi, agenzie ricettive, fornitori di servizi audiovisivi, tecnologici, di spettacolo, di catering, di allestimento e trasporti. La manifestazione doveva tenersi al nuovo palacongressi, ma per la sua mancata apertura è stata spostata nei quartieri fieristici.
"Meteo sfavorevole ed effetti della crisi": secondo l'assessore regionale al turismo Maurizio Melucci, questa micidiale accoppiata rischia di far ricordare l'estate 2010 come una delle peggiori degli ultimi anni. "Il rischio di ritrovarci in autunno più poveri può essere consistente", ha detto Melucci parlando sabato scorso all'assemblea provinciale del Pd. Di qui l'appello al proprio partito, ma non solo: "Non possiamo stare fermi. Non possiamo discutere solo al nostro interno. Faccia<mo le nostre proposte. Stringiamo alleanze sociali sul territorio. Stiamo vicini alle nostre imprese".
A parte la consueta volgarità vignettistica di Forattini, che ha dato un ulteriore tocco di trivialità al Giornale con la macabra raffigurazione di undici bare azzurre, è comprensibile che la disastrosa esibizione della nazionale si presti a commenti giornalistici anche di natura non calcistica; alcuni dei quali – vedi la bella intervista di Nadia Urbinati al'Unità – propongono parallelismi non azzardati fra l'Italia di Lippi e l'Italia di Berlusconi. Giocando di metafora, si potrebbe perfino riandare alla nazionale di quattro anni fa, che dopo mille vicissitudini e sofferenze strappò la vittoria all'ultimo rigore: come non vedervi una perfetta similitudine col centrosinistra di Prodi, che poco prima aveva vinto le elezioni per una manciata di voti e di lì a poco avrebbe iniziato il canto del cigno?
Un tempo era facile distinguere il turista dall'indigeno: era biondo e lattiginoso, parlava straniero, indossava calzoni corti e sandali ortopedici. Adesso Rimini è piena di biondi lattiginosi perfettamente bilingui con la residenza in città, i calzoni corti li portano (ahimé) anche le nonnette, e i sandali «alla tedesca» sono un trendissimo accessorio hippy-chic. Ma il riminese doc non confonderà mai il villeggiante a passeggio con un locale: le differenze ci sono, meno evidenti ma ancora insormontabili, e lui sa coglierle a prima vista. Eccone alcune.
ANDATURA La vita del turista e quella dell'indigeno sono due film proiettati sullo stesso schermo a velocità diverse: il riminese si muove rapidamente, a scatti, in genere in senso rettilineo: sa dove deve andare e cosa deve farci. Il villeggiante è lento, la sua camminata è incerta e leggermente ciondolante, lo sguardo vaga lungo il Corso all'inutile ricerca di colonne romane o rosoni gotici, o almeno di punti di riferimento (insegne stradali, targhe, cartelli didascalici).
Sono sul treno ad alta velocità da Milano a Bologna. Per un tratto corre lungo l'autostrada. Guardo dei camion e penso "Sono fermi, ci deve essere un ingorgo." Poi mi rendo conto che non sono fermi. Il treno va così veloce che i 90 all'ora dei TIR li fanno sembrare immobili. In effetti, per andare in un'ora da Milano a Bologna, calcolando accelerazione e tratte percorse a bassa velocità, deve raggiungere a pieno regime almeno i 250 all'ora. Persino le auto più veloci, che quando mi superano in autostrada sembrano dei missili, dalla Freccia Rossa sono ridotte come la mia Uno. Godo dunque di una certa rivincita. Non che le Ferrovie dello Stato mi siano simpatiche. In tanti anni di viaggi, per dirla all'italiana, mi hanno fatto patire i sette dolori. E come me a milioni di passeggeri. Dai ritardi impossibili alle coincidenze perse col treno fermo fuori della stazione, dai gabinetti talmente fetenti da dover fare pipì in apnea agli scioperi senza alcun preavviso, dai poggiatesta unti di grasso umano ai locomotori rotti che ti abbandonano in mezzo al nulla. E così via. Si parte e si viene sequestrati corpo e beni e rilasciati quando non si sa (e a volte neppure dove).
L'anno accademico è in dirittura d'arrivo, come la Riforma Gelmini il cui DDL applicativo è all'esame del Senato. La manovra di Tremonti ha riservato, inoltre, altri "tagli"che possono mettere l'Università di Rimini di fronte a una sfida. Di cui parliamo con il prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente del Polo Scientifico-Didattico di Rimini.
Professor Cantelli Forti, il decreto legge Gelmini è molto discusso. Qual è il suo punto di vista al riguardo?
«E' un decreto legge che risponde all'esigenza di una riforma che adegui la nostra Università a canoni moderni, rendendola più funzionale. La cui necessità era sentita, nell'ottica di svolgere una selezione degli studenti, di incrementare la ricerca, di migliorare la qualità. Bisogna rivedere molti aspetti organizzativi: ad es. il 3 più 2 e i troppi corsi di laurea di "fantasia" sono stati comodi per l'Accademia, ma inutili per gli studenti. L' "autonomia" non credo ne venga toccata ed è possibile con la valutazione della "qualità" garantire la competizione virttuosa all'interno delle facoltà. L'Ateneo di Bologna col sistema Multicampus - unico in Italia - dovrà capire come regolamentarsi, innescando una sana competizione interna e scegliendo regole che sviluppino la qualità.
NEONATO RAPITO, CACCIA A 2 DONNE ROM SU FIAT VERDE (AGI) - Napoli, 7 giugno - Si cerca una Fiat Punto di colore verde con due donne rom a bordo, che si sarebbe allontanata in direzione Napoli dall’ospedale ‘Umberto Primo’ di Nocera Inferiore, da dove un neonato è stato prelevato da una finta infermiera. Le forze dell’ordine stanno procedendo inoltre alla perquisizione di tutte le auto che escono dall’ospedale e hanno diramato una nota alla Polizia municipale di Napoli, con la segnalazione dell’auto sospetta. (Il Giornale)
Così il lancio d’agenzia. E così di lì a poco, nelle versioni on line di due fra i maggiori giornali italiani: NOCERA, BIMBO RAPITO NEL REPARTO MATERNITÀ CACCIA A 2 DONNE ROM Napoli - Un neonato sparito dall’ospedale. E’ successo nell’ospedale di Nocera Inferiore (Salerno). L’episodio è accaduto intorno alle 14, ma l’allarme è scattato solo un paio d’ore dopo. Una donna vestita di bianco e scambiata per un’infermiera ha avvicinato la mamma del piccolo sostenendo di portarlo al nido. Ora si cerca una Fiat Punto di colore verde con due donne rom a bordo, che si sarebbe allontanata in direzione Napoli dall’ospedale “Umberto Primo”. Le forze dell’ordine stanno procedendo inoltre alla perquisizione di tutte le auto che escono dall’ospedale e hanno diramato una nota alla Polizia municipale di Napoli, con la segnalazione dell’auto sospetta.
The MoneyGram Award, il premio per gli imprenditori immigrati in Italia, è stato aggiudicato quest'anno da una signora del Madagascar, Edith Elise Jaomazava. La sua azienda, SA.VA Import-Export con sede a Moncalieri, Torino, si occupa della commercializzazione di spezie e dà lavoro a circa 300 persone, impiegate nelle aziende agricole dei coltivatori diretti di spezie in Madagascar. Partita con la vendita della vaniglia di cui la sua famiglia è coltivatrice da qualche generazione, oggi la sua azienda offre 20 tipi di spezie con la promessa che a settembre arriverà a commercializzare 25 tipi di spezie.
Il 9 giugno a Milano è stato consegnato alla CNA della Provincia di Rimini il primo premio dell'ottava edizione del Sodalitas Social Award, nella categoria "Migliore iniziativa di responsabilità sociale realizzata da PMI". Il "Sodalitas Social Award", promosso dalla Fondazione Sodalitas, è il riconoscimento più importante a livello nazionale dedicato alla Responsabilità Sociale d'Impresa (CSR) e alla Sostenibilità, e sotto l'egida della Presidenza della Repubblica seleziona ogni anno i migliori progetti realizzati in Italia. Il Premio è stato assegnato a "Non ConGelateci il sorriso", l'iniziativa promossa da alcune gelaterie artigianali della nostra provincia, nata nel 2007 dall'impegno di Claudia Pari della "Gelateria Matisse" di Viserba, prima promotrice del progetto con Gianluca Mosconi di "Il Pellicano", e coordinata da BuonLavoro CNA. Nove le gelaterie aderenti al progetto quest'anno: Matisse, Il Pellicano, La Piazzetta, La Romana, Créme Caramel, Officina del gusto, Gabrè, 3Bis, La Dolce Vita.
"Non ConGelateci il sorriso" da tre anni porta avanti nelle scuole del territorio percorsi di sensibilizzazione contro il bullismo, e trasforma le gelaterie aderenti in luoghi educativi "informali" sul territorio, coinvolgendo un numero di soggetti sempre maggiore.
Quale adulto non prova un morso d'invidia di fronte alle nuove aree gioco della spiaggia? Quei coloratissimi quartierini di plastica fioriti nell'ultimo decennio alle spalle di ogni stabilimento balneare sono uno schiaffo retrospettivo alla miseria che distingueva i giochi balneari negli anni '60-'70, epoca di alta natalità dei bagnanti e bassissima sensibilità dei bagnini, più concentrati sulle esigenze delle turiste over-16 che dei turisti under-12. Basta chiudere gli occhi per risentire il cigolio patibolare delle altalene che solo per guardarle ci voleva l'antitetanica, e il tizio che oggi ci suona dietro appena il semaforo diventa verde è sicuramente lo stronzetto che quarant'anni fa ci scalciava nella schiena se indugiavamo in cima allo scivolo.
La benemerita legge EN 1176 del 1998 sulla sicurezza delle attrezzature da gioco ha sostituito il mini-corpus di leggi che gli ex baby turisti della Riviera ricordano ancora a memoria.
Mi scrive un lettore, non una mail, ma una lettera di carta. Firmata, ma mi prega di non riportare il nome. La apro e contiene un foglio scritto e un piccolo foglietto giallo. Lo guardo. E' la ricevuta per un lettino rilasciata da un bagnino.
La lettera dice:
“Caro Proni
[tralascio apprezzamenti per i miei articoli, è logico altrimenti scriveva a un altro] l'altra domenica mi sono recato al bagno [omissis] e ho chiesto due lettini, uno per me e uno per la mia consorte. Per una questione famigliare non eravamo nella solita zona dove ci rechiamo da oltre vent'anni. Il ragazzo arriva con due brandine e io come sempre pago in anticipo. Il giovanotto corre a prendere il resto e noi ci sistemiamo. Quale non è la mia sorpresa quando, assieme agli spicci di resto, il giovane mi consegna una ricevuta, anzi due, una per ogni lettino. Caro Proni, io sono riminese da sempre ma non avevo mai visto questo tipo di documento. Tornato a casa l'ho mostrato ai miei figli e ai vicini. Nessuno aveva mai visto una cosa del genere. Pensando che neppure lei mi avrebbe prestato fede, rinuncio al notevole valore storico di questo pezzo di carta per inviarglielo.
Per evitare che qualche idiota mi accusi di avercela con gli ebrei e non con il governo Nethanhyahu, premetto che ho devoluto l'8‰ all'Unione delle Comunità Ebraiche. L'insolito anticipo nella consegna dell'articolo dello scorso numero, mi ha impedito di aggiungere la piccolissima “voce scritta” di questa rubrica alle tante che si sono levate ad urlare sdegno e condanna per l'orribile massacro di pacifisti perpetrato dai soldati israeliani nelle acque internazionali antistanti Gaza. Non vi sono parole più appropriate a commentarlo di quelle del grande scrittore israeliano David Grossman: «Un atto criminale (…), continuazione dell'ignobile blocco della striscia di Gaza, il quale a sua volta non è che il prosieguo naturale dell'arrogante e aggressivo approccio del governo israeliano che rende impossibile la vita ad un milione e mezzo di innocenti.» Un crimine, dunque; perfino più orribile di altri che, in passato, avrebbero meritato di portare Ariel Sharon a far compagnia a Slobodan Milosevic sul banco degli imputati al Tribunale de L'Aja: quelli, “almeno”, erano crimini di guerra; questo è stato un “crimine di pace”.
I dati dell'Osservatorio congiunturale CNA - BCC a fine 2009 evidenziano un rallentamento della recessione. Nell'Emilia-Romagna l'analisi mette in luce la sola eccezione di Rimini, dove non si manifesta il rallentamento della crisi che si registra nel resto della regione. Da noi sale ancora il ritmo di caduta del fatturato, compreso il conto terzi, mentre si registra una ripresa degli investimenti, bruscamente caduti a fine 2008.
In tutta la regione, alla domanda "A suo avviso il peggio della crisi è già passato?" Nessuno risponde che la crisi è alle spalle. La prospettiva di possibili tagli occupazionali nei prossimi mesi è ipotizzata da 1 impresa su 5. E il pessimismo prevale anche sui tempi di recupero di questa situazione.
Ben 700 eventi per l'estate riminese, addirittura una media di sette al giorno, contro i 500 delle ultime stagioni. E' quanto annunciato dal vice sindaco Antonio Gamberini, che però ha lanciato l'allarme sulle risorse disponibili. Infatti, i soldi messi insieme con la tassa sui passi carrai, oltre ad aver fatto infuriare le categorie che hanno dovuto pagare a differenza di altre, sono finiti. Quindi se non si troveranno altri fondi è praticamente certo che salterà il Capodanno con la Rai. Un evento cui gli albergatori tengono moltissimo, mentre altri contestano come inutile e dispendioso. D'altra parte anche a Riccione finché c'era il Disco pere l'Estate erano in tanti a storcere il naso, salvo fare fuoco e fiamme quando la trasmissione di Canale 5 saltò proprio per mancanza di soldi.
"Ridens" bene chi ride ultimo, e infatti con gli appuntamenti del 105 Stadium si completa la già ricca offerta di eventi estivi di Rimini che permettono di sorridere un po' a tutti, dai grandi ai più piccini.
Oltre ai grandi appuntamenti della Notte Rosa e Percuotere la Mente che vedranno le performance di grandi artisti Gino Paoli, Avion Travel, Marco Mengoni, Afterhours e tanti altri, anche la nuova arena del 105 Stadium ha presentato la sua rosa di eventi.
Si parte il 3 luglio con lo spettacolo "Ridens", per ascoltare le trovate di Giacobazzi, Cevoli, Vernia e Fontana, per commuoversi il 16 luglio ci sono le melodie del neo padre Gigi D'Alessio. Il 18 luglio i più piccoli potranno assistere al musical allo spettacolo "Il Mondo di Patty" con Laura Esquivel, mentre per gli appassionati delle magiche dita di Giovanni Allevi, la data da segnare in agenda è il 24.
Mercoledì 23 giugno dalle ore 16.30 presso il Museo della Città di Rimini si terrà la quinta Convention annuale di Piccola Industria CNA, l'ormai tradizionale momento di bilancio della struttura. La Convention prenderà spunto dalla relazione del dott. Lorenzo Ciapetti, direttore del Centro di ricerca Antares e coordinatore del progetto Innovation Community, che esporrà i risultati della ricerca svolta nel primo semestre 2010. Ad aprire i lavori sarà Jamil Sadegholvaad, Assessore provinciale alle attività produttive. Interverranno: Maurizio Melucci, Assessore Regionale Turismo e commercio, Laura Ramaciotti Università di Ferrara, Luciano Goffi, Direttore Generale Banca Popolare di Ancona e Renato Ioli, Presidente CNA Rimini.
Michele Marziani, prolifico scrittore riminese, affianca all'attività di romanziere quella di saggista. Con il volume "I sapori della terra di mezzo", pubblicato da Guido Tommasi Editore ha vinto la sesta edizione del Premio Letterario Nazionale Tracce di Territorio per la sezione di saggistica storica "Cesare Cantù". Il premio è stato consegnato lo scorso sabato 12 giugno a Palazzo del Moro, a Mortara (Pavia). La giuria letteraria, coordinata da Mino Milani e diretta da Angelo Ricci, ha espresso una lunga motivazione in cui, tra l'altro, si afferma: «Questo libro non va letto con gli occhi. Questo libro non va letto con la testa. Questo libro va letto con il cuore...». "I sapori della terra di mezzo" è un viaggio tra la Lomellina e la Valle del Ticino che racconta tutto quello che nessuno oserebbe mai dire dell'enogastronomia, dei prodotti tipici, dell'agricoltura e dei territori vicini a Milano. Un pellegrinaggio dalle parole di scrittori come Gianni Brera, Mario Albertarelli, Mario Soldati, Laura Pariani, Luigi Balocchi...
Ragazzi sammarinesi sprangati da ultras del Rimini perché sorpresi al pub con sciarpe del Cesena. Necrofori che piantano in asso al cimitero due famiglie rifiutandosi di eseguire la sepoltura perché l'orario di lavoro sta per scadere. Diciottenne pestato in Viale Ceccarini per non aver pagato la pizza. Ma cosa sta succedendo da queste parti? Non ci siamo sempre cullati nella nostra "diversità"? Noi romagnoli brava gente, burberi ma benevoli, incapaci di azioni che commettono solo agli altri? E' cambiato qualcosa, oppure è sempre stato così ma ce la raccontavamo in modo edulcorato? A leggere le cronache dei secoli andati, violenze e brutalità qui sono sempre state di casa. Però come contraltare al pugnale efferato di Gianciotto, c'era il bacio di Paolo e Francesca, il più celebre della letteratura. Il Passatore era un criminale, però anche "cortese". Mentre nel passato più recente, pareva che il senso di umanità fosse di gran lunga prevalente sui comportamenti più selvaggi. O almeno, sembrava che di fronte ad episodi che purtroppo si sono sempre verificati, scattassero reazioni differenti. Oggi invece pare prevalere l'assuefazione. L'indignazione è sempre più blanda e rituale. La sorpresa, pressoché nulla.
L'integrazione degli immigrati ora si misurerà con i punti. Questo è il futuro modello italiano, che vuole essere diverso da quello francese (assimilazione) o quello inglese (multiculturalismo indifferente). Il Ministro Sacconi identifica il modello italiano come quello dell'"Identità e dell'Incontro". In merito ai "punti", gli immigrati dovranno firmare un atto al momento della richiesta del permesso di soggiorno. Con questo accordo, l'immigrato si impegna, entro due anni, a frequentare corsi di lingua italiana, corsi di educazione civica, corsi informativi sugli usi e costumi italiani, il diritto dei figli nella scuola d'obbligo, ecc.
Si sentono spesso politici ed economisti dire "Quando usciremo dalla crisi", o "Quando l'economia tornerà nella normalità". A mio modesto parere questa crisi non è un malessere temporaneo. E' l'emergere di un cambiamento geopolitico, cioè di equilibri tra le nazioni e i sistemi economici, ed è definitivo, cioè non torneremo più come prima.
A livello geopolitico, il dato più evidente è il porsi della Cina e dell'estremo oriente come l'area economicamente più forte del mondo. Entro un decennio, la Cina rappresenterà il 60% del PIL del pianeta. Nelle ultime feste natalizie, le aziende cinesi hanno prodotto oltre l'80% dei regali di tutto il globo. La UE dell'Asia, ASEAN, sta procedendo verso accordi monetari che avranno la valuta cinese al centro. Già ora dobbiamo imparare a dire, di fronte a una metropoli sfavillante di luci "Sembra Shanghai" e non "Sembra New York".
L'esimio Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale va capito, non criticato come ha fatto il Consiglio Provinciale. Visto che la legge sulle intercettazioni (detta anche "salva-delinquentoni", per le "amnistie preventive" che regala) metterà a tacere i giornalisti, lui si dev'essere chiesto perché non fare altrettanto nei confronti degli insegnanti, che con vociante ottusità protestano perché il Governo, un pezzettino al giorno, ci toglie la scuola pubblica di torno. Così ha sfornato quella famosa direttiva che ingiunge ai capi d'istituto di vigilare affinché a scuola tutti pensino solo con la testa dell'amata ministra. La quale, sarà anche vero che al Dicastero dell'Istruzione fa la figura di un'alpinista mandata a scalare il Monte Bianco in t-shirt e scarpe da tennis; o che, come ha scritto "da destra" Gianfranco Morra credendo di farle un complimento, «è libera dal peso di un'eccessiva cultura»; ma che diamine - deve aver pensato quel Dirigente di "rito gelmino" - si può trattare così una delle più rinomate veline del cast governativo!?
Se aveste la possibilità di fare un viaggio nel passato in un'epoca a piacere, quale enigma storico vorreste chiarire "de visu"? Scommetto che molti di voi non vedono l'ora di scoprire se Giulio Cesare, fra una coltellata e l'altra, disse davvero «Et tu, Brute» o un più umano «aaargh». Altri vorrebbero spingersi in un'epoca ancora più remota, per assistere al varo dell'arca di Noè e svelare l'unico mistero sul quale nemmeno Roberto Giacobbo osa pronunciarsi, e cioè che fine hanno fatto i due stramaledetti liocorni.
Ma i veri curiosi e i temerari doc snobberanno mete così banali e chiederanno alla macchina del tempo di portarli nel punto più lontano, buio e controverso della storia umana: l'epoca in cui sono scomparse le buone maniere. Al che il sofisticato congegno comincerà a fumare e tossicchiare, fino ad esplodere in una tempesta di molle e microchip.
Il 4 luglio Italia in Miniatura festeggia i suoi primi 40 anni. Fra le tante iniziative in programma per celebrare il compleanno, il 1 giugno al Teatro degli Atti è stato proiettato il film "capolavori in corso", che documenta i momenti più importanti della storia del parco, mentre Paolo Rambaldi ha parlato dei progetti per i futuri ampliamenti. Sabato 5 verrà poi presentato il progetto Phono Sapiens, la nuova audioguida con le voci di Antonella Ruggiero, Tullio Solenghi, Eugenio Finardi e ben un centinaio fra i più noti doppiatori dei film hollywoodiani. Il ricavato delle audioguide saranno in gran parte devoluti all'Ail, Associazione Italiana contro le Leucemie.
E´ tutto pronto alla 1a edizione di Packology, la fiera organizzata da UCIMA e Rimini Fiera dall'8 all'11 giugno. Progresso tecnologico e internazionalità saranno gli elementi del Salone delle Tecnologie per il Packaging e il Processing. Oltre 180 aziende partecipanti mostreranno in anteprima le loro produzioni in un'area complessiva di 30 mila metri quadrati, strutturata in quattro macroaree (food, beverage, chimico/farmaceutico/cosmetico, logistica/imballi). In esposizione macchine per il confezionamento, macchine di processo, materiali per imballaggi, tecnologie per l'etichettatura, la codifica e la marcatura, accessori e componenti, tecnologie legate alla logistica. Un nutrito programma di convegni, work-shop e seminari tecnici renderà Packology anche importante momento informativo e formativo di alto livello per i protagonisti del settore: produttori, distributori, GDO, multinazionali e responsabili nella ricerca.
Ed ecco che tocca vergognarmi. Da interista e da italiano. Non per lo spettacolo indecoroso offerto dalla Lazio, problemi loro. Non per lo striscione di Materazzi, degno di lui e indegno dello sport che lo ha reso una star milionaria. Niente di tutto questo, ci abbiamo fatto il callo. Riesce invece ancora difficile fare l'abitudine a certa politica italiana, per quanto sia tutt'altro che avara di motivi per rivoltarci lo stomaco. Dunque domenica sera succede che il ministro della Difesa Ignazio La Russa esprima il suo disappunto per l'atteggiamento secondo lui troppo combattivo del Siena contro la sua Inter nella partita che assegnava lo scudetto. E subito si becca i primi fischi: una volta tanto che una squadra onora il campo anche se retrocessa... Il giorno dopo arriva la tragica notizia dell'attacco ai nostri soldati in Afghanistan. Il ministro assolve l'obbligo istituzionale di esprimere il cordoglio ufficiale. Finito il compitino alla scappa-e-fuggi, nel pomeriggio arriva una precisazione, ben più approfondita ed evidentemente ponderata con attenzione.
Da pochi giorni è stato lanciato in Italia il nuovo servizio di posta elettronica per il cittadino, uno strumento che consente di inviare e ricevere messaggi di testo ed allegati con lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento. Con una semplice e-mail da una casella certificata si potrà comunicare con la pubblica amministrazione senza doversi presentare personalmente agli sportelli. I benefici sono concreti in materia di tempo e denaro risparmiato, tenuto conto che così facendo i costi di spedizione della raccomandata A/R vengono annullati. Una rivoluzione, come la chiama il ministro Brunetta, ma dalla quale vengono esclusi gli immigrati residenti in Italia. Infatti, la casella di posta certificata "si rivolge a tutti i cittadini italiani maggiorenni che ne facciano richiesta (anche se residenti all'estero)" (lo si può leggere nel sito www.postacertificata.gov.it).
L'Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada ONLUS nasce dall'esigenza di porre argine alla strage stradale. Si impegna nel diffondere le conoscenze acquisite a livello internazionale sulla prevenzione degli incidenti stradali. Presidente dell'associazione è la cesenate Lilia Gaviani Dellamore, segnata dalla tragica perdita sulla strada della figlia appena quindicenne. "I risultati ottenuti da molti paesi europei, il cui impegno per la sicurezza stradale è stato particolarmente forte - denuncia - confermano che gli incidenti stradali non sono una conseguenza inevitabile della mobilità a cui rassegnarsi, ma sono sempre prevedibili se solo si osservassero le norme. La nostra associazione si propone anche di tutelare i superstiti, spesso vittime due volte per gli iter processuali lunghi, le pene irrisorie e quasi mai scontate, i risarcimenti iniqui".
Il 19 maggio i bagnini associati a Fip e Fiba protestano a Roma per non pagare i canoni demaniali arretrati di quattro anni. Fra loro, nemmeno un riminese. Il perché lo ha spiegato Giorgio Mussoni al Corriere di Romagna: "Sborsate i soldi - ha dichiarato senza mezzi termini, come suo costume, il presidente di Oasi-Confartigianato - perché ne va dell'immagine dei bagnini". Di più, questa rivendicazione è da considerarsi "vergognosa", perché "i canoni vanno pagati, compresi gli arretrati, fino all'ultimo centesimo". Così come da noi si è sempre fatto, contrariamente a zone come il litorale romano. Il che permette di dire al neo-assessore regionale al turismo Maurizio Melucci che "il sistema balneare romagnolo avrebbe parecchio da insegnare a tante persone".
Per il concorso "Premiamo i risultati", il 17 maggio il Ministro all'Innovazione Renato Brunetta ha premiato l'assessore alla statistica della provincia di Rimini, Jamil Sadegholvaad, per il progetto "La business intelligence al servizio della statistica del turismo".
Il progetto riguarda un piano per migliorare la rilevazione dei clienti delle strutture ricettive ampliando le variabili e gli strumenti tecnologici. Si è voluto intervenire su alcune delle criticità rappresentate dalla rilevazione statistica sul movimento dei clienti delle strutture ricettive, inserita nel Programma Statistico Nazionale e coordinata dall'Istat. Gli obiettivi consistono nel realizzare un cambiamento organizzativo tramite la reingegnerizzazione dell'attuale processo di rilevazione statistica, che amplia le variabili di rilevazione e utilizza strumenti tecnologicamente avanzati come le piattaforme di Business Intelligence e le tecnologie web.
Ui vò un curag cumè mazè un lioun: ci vuole un coraggio come ad uccidere un leone". Ricorro ancora una volta al fascino intelligente del dialetto (nulla a che fare con la clava troglodita a cui lo riducono i leghisti) per commentare alcuni fatterelli riportati dalla stampa, frutto di un mix di arditezza ed autolesionismo. Un Consigliere Comunale di Poggio Berni (non ricordo il nome e me ne scuso) ha motivato la richiesta - legittima, sia chiaro - di avere più spazio sul notiziario del Comune portando come esempio di pluralismo nell'informazione, indovinate chi? «Il Berlusconi editore, che ha dato lavoro anche a Santoro». A Riccione ha invece combinato un'altra delle sue lo scalpitante Usai, il "puledrino della libertà" che gli altri Consiglieri del PDL non perdono occasione di trattare come un mal-sopportato narcisetto. Per costui, il modo migliore di condurre una certa battaglia contro la Giunta è consistito nel diffondere "urbi et orbi" il numero di cellulare del Sindaco Pironi, con l'invito ad usarlo per dirgli robacce. Non capisce, l'acerbo Usai, che una simile mossa equivale al classico "parlar di corda in casa dell'impiccato", poiché proviene da quel "giro" che, con la scusa della privacy, si appresta a far felici mafiosi, ladroni e malfattori d'ogni risma, con l'imminente legge che renderà le intercettazioni pressoché irrilevanti nella lotta al crimine.
Prova-costume è un'espressione equivoca. Intanto, più che prova, è un incidente probatorio: anziché dimostrare che sei fuori forma direttamente sulla spiaggia, acquisisci la prova dell'ingrassamento davanti a un giudice terzo e imparziale, cioè lo specchio di casa tua. Dopodichè, se puoi, ti dài da fare per distruggere, in palestra o con l'aiuto del dietologo, gli indizi adiposi contro di te.
Ma poi chi prova cosa? Voglio dire, sei tu a provare se il costume da bagno ti sta bene, o è lui a provare se gli stai bene tu? Ormai il modello è unificato: dai sei mesi ai settant'anni, due pezzi con chiappe a giorno, tant'è che al mare si vedono facce coperte da occhialoni a schermo totale, abbinate a sederi ignudi. Il costume intero è una presa in giro. Ogni estate le riviste di moda ci ripetono è il top del trend, ma attenzione: non è un intero, ma un «monopezzo», cioè un intero reduce da uno scontro con uno squalo-tigre che ha lasciato due enormi oblò esattamente in corrispondenza delle maniglie dell'amore.
Premetto che sono un docente universitario del Polo di Rimini e quindi la mia opinione è influenzata dalla posizione che occupo. Ma mi consente anche una certa visibilità.
Detto questo, vorrei dare un parere sulle notizie di 'affari' di persone e istituzioni col Polo universitario.
Il primo punto è che 'fare affari' è spesso usato, nel nostro paese, per significare attività illecite, come se ogni rapporto economico fosse un reato. Eppure chi usa questo linguaggio si definisce spesso liberale. Il profitto, nelle forme e nei limiti leciti, è del tutto legittimo. Quando poi il profitto non c'è, ma i proventi di una transazione economica vanno tutti a coprire costi e salari, per poter parlare di 'affari' proficui bisogna dimostrare o che i bilanci sono falsi o che vi sono costi impropri.
L'Università, come in ogni paese evoluto, è un centro di ricavi e di spese, e dialoga nelle forme previste dalla legge con i diversi soggetti economici.
E' appena uscito il secondo volume di "Persone, imprese, innovazione nella Provincia di Rimini", la pubblicazione che segue il work in progress di "Innovation Community - Impresa e futuro", il "Club delle imprese innovative" ideato da CNA Piccola Industria e varato nel 2009 che si propone come supporto a un network tra le PMI del nostro territorio e le istituzioni pubbliche e private, per incentivare l'innovazione e per aiutare le aziende a fruire dei fondi europei che la sostengono. Il volumetto raccoglie interviste, contributi e testimonianze dei protagonisti del progetto, che ha il patrocinio del Comune e della Provincia di Rimini e il sostegno di UBI-Banca di Ancona.
Salendo le scale della scuola elementare "De Amicis" di Rimini si vedono prue di barche tradizionali romagnole che portano i nomi delle famiglie di pescatori. All'ingresso della scuola "Griffa" campeggia una poesia in dialetto di Tonino Guerra. E' così più o meno dappertutto nella nostra provincia, e non solo. Eppure, è notizia di ieri, il ministero dell'Istruzione "rivendica con forza la necessità di conoscere i dialetti e le tradizioni locali per favorire la conoscenza dei luoghi in cui si vive, delle proprie radici". Ciò nell'annunciare la prossima svolta epocale: nel biennio delle superiori si studierà l'italiano "anche in rapporto con i dialetti". Ancora tutto resta da definire, si tratta solo di una dichiarazione d'intenti inserita nelle linee guida per i nuovi istituti tecnici che partiranno l'anno prossimo. Insomma, l'indicazione ministeriale è quanto resta della "crociata del dialetto", per la quale prese le armi Umberto Bossi nel bel mezzo del ferragosto 2009, seguito di corsa dal ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. Il quale, semplificando da par suo, aveva compilato un decreto legislativo che rendeva il dialetto obbligatorio in tutte le scuole, dalle primarie alle superiori.
Ore 19.57. Sul regionale diretto da Ancona a Rimini si possono avere delle grandi sorprese. Intanto i viaggiatori sono pochi, c'è chi fa il pendolare avanti indietro, ma di solito, si è da soli sul vagone... Rifletto su tutta la giornata che ho appena passato... La mattina, un gran sole illuminava tutto, e il sole si sa porta il buon umore, ma quando hai di fronte a te anche un mare azzurro splendente, calmo, ti sembra davvero che tutti i problemi (tanti) siano passati con l'inverno ( e l'ora solare).
Cerco di distrarmi invano sulla lettura di un testo di economía.
Come mai la via del Mercato Coperto è intitolata alla cittadina di Castelfidardo? Uno studioso di odonomastica (che non è scienza che studia i rumori che si fanno mentre si mangia, ma l'analisi storico-linguistica dei nomi delle strade di una città) vi dirà che il borgo marchigiano, durante il Risorgimento, fu teatro di un famoso scontro fra truppe papaline e piemontesi, concluso con la vittoria di queste ultime.
Ma se lo chiedete a uno che in via Castelfidardo ci abita o ci transita abitualmente a piedi o in bicicletta, vi dirà che la strada si chiama così perché Castelfidardo è la città della fisarmonica. E l'unico modo che ha un pedone per uscire vivo da via Castelfidardo nell'ora di punta è, appunto, immaginare di essere una fisarmonica di Castelfidardo.
Dopo 23 anni la regione Emilia Romagna ha un assessore riminese. E' Maurizio Melucci (Pd) cui il presidente Errani ha affidato le deleghe di turismo e commercio. "Cercherò - ha detto Melucci nella sua prima dichiarazione - di portare la nostra esperienza in regione in primo luogo cercando di mantenere ed espandere il nostro sistema turismo e impianto legislativo che è tra i più innovativi e funzionali del nostro paese. Le unioni di prodotto, il rapporto pubblico e privato con i nostri operatori, l'azienda di promozione turistica sono punti di eccellenza a cui guardano con interesse anche fuori regione. In secondo luogo lavorerò per fare in modo che il turismo sia a tutti gli effetti considerato un'industria, una grande scommessa a livello nazionale".
La 5a edizione di Riminiwellness si svolgerà alla fiera di Rimini dal 13 al 16 maggio. La manifestazione si è consolidata come punto di riferimento leader per il mondo del benessere e del fitness. Quest'anno saranno i 38 palchi comprese 6 piscine per attività in acqua, 4 per la danza, 3 di attività funzionali, 9 per il fitness,5 di walking, 4 di spinning,6 per pilates e 1 per lo yoga. per più di 100 tipi diversi di attività, 1.200 ore di lezione, più di 500 presenter provenienti da tutto il mondo.
Cosa immaginare di altrettanto dissonante del Berlusconi che, agghindato da aspirante presidente dell'auspicata Repubblica Padronale, conciona sul 25 Aprile a reti unificate? Un canto gregoriano intonato da Califano? Nicholas Farrel che relaziona su “Astemio è bello”? L'esaltazione di Madre Teresa di Calcutta affidata ai labbroni siliconati della Santanchè? É comunque preferibile lui che il 25 Aprile legge dei vecchi appunti del fu socialista Cicchitto o del già comunista Bondi, allo squallido controcanto inscenato da campioni della destra quali il neo-governatore leghista del Veneto, Zaia («gli ex partigiani sono come i vietcog»), o il presidente post(?) neofascista della Provincia di Salerno, quel “Cirielli del lodo” che, scimmiottando il penoso Pansa ridottosi a scrivere su “Libero”, sentenzia che i Partigiani «non combattevano per la democrazia» ma per sostituire «all'esperienza (sic!) fascista una dittatura comunista.»
Ammirando capolavori del rinascimento italiano, l'occhio attento può godersi i particolari degli sfondi. Quelle vedute all'apparenza così realistiche descrivono però un mondo ideale, anche se composto da elementi in gran parte tratti dal vero. E quando c'è un ponte, deve essere quindi il Ponte Perfetto, come ha ricordato Philippe Daverio in Passepartout a proposito di dipinti di Cima da Conegliano. E noi riminesi abbiamo un sobbalzo. Ma sì, ha ragione Daverio, quello è il nostro ponte di Tiberio! E cioè quello che per i genii rinascimentali restava l'insuperabile archetipo di tutti i ponti, l'armonia divina che si fa opera dell'uomo. Questo è il ponte di Rimini nella cultura universale. E per noi? Ancora con i colori dei veneti negli occhi, fa male al cuore attraversare ogni giorno il ponte di Tiberio scansando macchine e motorini. Di breve durata è l'ammirazione per un'opera che dopo duemila anni densi di calamità umane e naturali, riesce ancora a sopportare tutto questo.
Quotidiano, inesorabile, è l'appuntamento con il sangue sulle strade. Il suono straziante delle sirene, la lugubre contabilità dei weekend, le indicibili tragedie di famiglie distrutte, vite spazzate via, invalidità. E soldi, una marea di soldi per curare, riparare, risarcire.
Da anni 19 anni l'ASAPS, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, si impegna strenuamente per opporsi alla strage perenne. L'iniziativa fu di un gruppo di appartenenti alla Specialità di Forlì, Cesena, Ravenna e Faenza. Un gruppo di Giacche Blu, stanche di dover sentire le sterili ed improprie chiacchiere per l'assoluta mancanza di conoscenza dei temi costitutivi la sicurezza sulle nostre strade, seppe diventare uno stimolo formidabile. I professionisti del settore, riuscirono per la prima volta in Italia a parlare fuori dal coro, a dire le cose giuste al momento giusto, iniziando così un cammino di studio e di crescita culturale che in altri stati era già lanciato da tempo. Oggi il sodalizio conta oltre 30mila soci, tra tutte le forze di polizia e tra la gente comune. L'ASAPS è oggi presente in tutti gli uffici ed i comandi della Polizia Stradale ed in molti della Polizia Locale, con una struttura di oltre 600 tra referenti provinciali e responsabili periferici.
La promozione nel territorio di Rimini della cultura dell'accoglienza e dell'inclusione sociale ed economica degli immigrati sono i pilastri centrali su cui si basa il recente "Piano Territoriale Provinciale per azioni di integrazione sociale a favore di cittadini stranieri immigrati" approvato dalla nostra Provincia. Il Piano, concordato con tutti i comuni della provincia, con i sindacati e con il Tavolo degli immigrati - come sottolinea l'assessore provinciale all'Immigrazione Mario Galasso - è uno strumento con il quale l'amministrazione provinciale sostiene, attraverso fondi regionali, azioni di sensibilizzazione in materie di convivenza multietnica e multiculturale. A seguito di una attenta analisi della situazione degli immigrati nella Provincia di Rimini, del loro inserimento nel contesto sociale ed economico, della convivenza con i cittadini italiani, sono stati individuati gli ambiti che più necessitano di un intervento immediato: la scuola e il mondo giovanile, la convivenza inter-etnica sul territorio, la lotta alle discriminazioni e al razzismo.
Nuova statale 16, ora o mai più. E' questo il messaggio che il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, vuole lanciare forte e chiaro a tutti quanti. "Per la prima volta dal 1982 - annuncia - abbiamo in mano un progetto definitivo per la nuova statale 16. Non siamo più nel mondo dei sogni e delle ipotesi più o meno fantasiose. Dal 22 marzo sono scattati i 60 giorni entro cui raccoglieremo le controdeduzioni dei cittadini e degli enti. Scaduto quel termine, i ministeri delle Infrastrutture e dell'Ambiente avranno 150 giorni per attivare la conferenza dei servizi. Trascorso anche quel tempo l'opera sarà di fatto cantierabile. E' fondamentale sottolineare che si tratta di un'occasione unica, anche per via di due circostanze favorevoli. La prima: la regione ha finalmente stabilito che la nuova ss16 ha priorità assoluta in fatto di infrastrutture, insieme alla via Emilia a Piacenza. La seconda è che l'Anas proprio ora sta approvando il suo piano di spese per i prossimi cinque anni. Insomma, o prendiamo questo treno, o restiamo fermi per sempre".
Molti giovani che frequentano le scuole superiori, il 23 maggio del 1992 o non erano ancora nati o erano troppo piccoli per poter ricordare l'orrore della strage di Capaci. La Professoressa Maria Falcone, sorella del Giudice vittima della strage, ha sempre pensato che i racconti dei genitori e i libri di storia non fossero sufficienti per far rivivere quelle tragiche emozioni. E per spiegare cosa era la Mafia in quegli anni e cosa è ora. Ha deciso così di dar vita alla Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone" impegnandosi con i ragazzi e sensibilizzandoli su legalità e lotta a Cosa Nostra.Molti giovani che frequentano le scuole superiori, il 23 maggio del 1992 o non erano ancora nati o erano troppo piccoli per poter ricordare l'orrore della strage di Capaci. La Professoressa Maria Falcone, sorella del Giudice vittima della strage, ha sempre pensato che i racconti dei genitori e i libri di storia non fossero sufficienti per far rivivere quelle tragiche emozioni. E per spiegare cosa era la Mafia in quegli anni e cosa è ora. Ha deciso così di dar vita alla Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone" impegnandosi con i ragazzi e sensibilizzandoli su legalità e lotta a Cosa Nostra.
Da anni gira per l'Italia incontrando gli studenti e venerdì 30 aprile sarà a Riccione all'auditorioum del Liceo Volta. L'abbiamo intervistata scoprendo una donna dalla positività contagiosa e più che mai convinta nel proseguire il lavoro cominciato dopo Capaci nel nome del fratello Giovanni.
Il venticinque aprile 1945 è la festa di tutti i cittadini del mondo che esultarono alla fine della tragedia, e delle nuove generazioni che non l'hanno vissuta, ma credono nella possibilità di un mondo in pace.
Per i cittadini Italiani, è il giorno della fine di una dittatura che ha causato la morte di oltre trecento mila soldati, dalle steppe innevate, ai deserti Africani infuocati.
La distruzione d'intere città e il massacro di uomini donne e bambini, causate da disumani bombardamenti aerei.
Rimini, città martire, non può dimenticare, lo pretendono i nomi dei suoi caduti, scritti sulle lapidi commemorative, e sulle croci dei cimiteri dove riposano giovani soldati di eserciti stranieri.
Desidero rivolgermi a tutti gli anziani che hanno vissuto la tragedia delle distruzioni d'intere città, i massacri disumani, la fame, i sacrifici, in un periodo dove la vita umana non aveva valore, perchè trasmettano i loro ricordi ai giovani come monito alle facili illusioni di oggi.
Il Consiglio Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini il 19 aprile ha eletto Presidente, con il voto favorevole di tutti i presenti ed una scheda bianca, l'Avvocato Massimo Pasquinelli, già Vice Presidente. Prende il posto di Alfredo Aureli, dimissionario con aspre polemiche. Il neo-Presidente resterà in carica fino all'aprile 2011. Nella stessa seduta, il Consiglio Generale ha eletto il Professor Rinaldo Ripa alla Vice Presidenza. Sia Pasquinelli che Ripa fanno riferimento al mondo di Comunione e Liberazione. Nella sue prime dichiarazioni Pasquinelli assicura che la Fondazione andrà avanti con i progetti relativi all'Auditorium e il recupero del fossato di Castel Sismondo, mentre riguardo al finanziamento per la ricostruzione del teatro Galli "dal Comune non abbiamo mai ricevuto una proposta, ufficialmente, e il tema non è mai stato posto in Fondazione".
"Se Atene piange Sparta non ride", viene da dire assistendo al tormentato dopo-elezioni. Nel centrosinistra, alla proverbiale "sindrome di Tafazzi" del PD si aggiunge la più recente propensione di Rutelli - parlandone da politicamente vivo - a spiegare le ripetute sconfitte con il "metodo Nostradamus": "io l'avevo detto che sarebbe finita così!" C'è poi l'autorevole pensata di Prodi: «il PD diventi un partito federale!» A parte il fastidio per l'insopportabile vulgata federalista (da folcloristico randello del leghismo primordiale, il federalismo pare oggi diventato l'assurdo toccasana per ogni male italiano) la ricetta del Professore fa pensare ad un luminare della medicina che, auscultati cuore e polmoni e presa visione delle lastre, se ne esca con la perentoria prescrizione terapeutica di cambiare il pigiama al malato.
Quanto sta succedendo nel centrodestra è visibile in tutta la sua dirompente evidenza: i "portatori sani" dell'idea di una destra fondata sulla dignità politica e non sul gioco delle tre carte, paiono decisi a mettere a nudo "cosa c'è sotto" il cerone e la logorrea mercantile del loro ormai bollito leader. Quando uscirà "Chiamami Città", forse già si saprà se ci saranno riusciti; in ogni caso, nulla sarà più come prima nel PDL.
Niente come i graffiti sui muri divide l'opinione pubblica: chi obbligherebbe gli autori a cancellare i graffiti con la lingua, chi li metterebbe in galera e butterebbe via la chiave, chi li fustigherebbe sulla pubblica piazza. Unanimità formata al novantanove per cento da benpensanti col berretto da notte in testa e l'ultimo numero di Libero arrotolato nella tasca della vestaglia, ottusi ignari che dalla street-art sono nati Keith Haring e Basquiat; e all'uno per cento da writers doc, concordi con i benpensanti sul fatto che in genere c'è più intelligenza in una bomboletta di vernice spray che nella testa di chi la usa.
E qui sbagliano, almeno per quanto riguarda gli imbrattatori riminesi. A costoro non passa nemmeno per la testa di riqualificare nottetempo con affreschi estemporanei gli edifici degradati o gli squallidi anfratti della periferia, postacci deserti e noiosi, o, peggio, infestati di brutta gente. Okay, sarebbe quello l'autentico senso del writing metropolitano, però che palle, se anche per disegnare su un muro oggi bisogna avere nobili ideali e sprezzo del pericolo, allora tanto vale andare a fare il volontario nel Darfur.
In Italia, dalla riforma che introdusse l'elezione diretta del Presidente regionale, i governi, dopo aver vinto le elezioni, non riuscivano a mantenere il sostegno popolare e regolarmente venivano puniti dagli elettori alla prima occasione. Dopo aver battuto il record di durata in carica, Berlusconi rovescia anche questa regola. Piaccia o no, il suo governo gode di un notevole sostegno.
A questo punto, alla sinistra italiana conviene fare un'analisi concreta.
Anche il più ostinato ideologo deve ormai cedere ai fatti: l'attacco a Berlusconi, giudiziario o mediatico, non solo non serve, ma produce l'esito opposto. Inoltre logora la morale pubblica e il sistema giudiziario, che oggi rappresenta un vera catastrofe, una palla al piede dell'Italia. Per citare Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD "le cause attualmente pendenti sono più di 5 milioni [...].
Per tre anni non si vota e a Roma, volenti o nolenti, ci si apparecchia a una placida "stagione di riforme". La crisi divora tutto, dai redditi ai posti di lavoro. Solo l'inflazione continua miracolosamente a crescere, trainata dai prezzi di un petrolio di cui neppure Obama può fare a meno. Ma ormai la crisi è come il riscaldamento globale: anche se c'è non ci possiamo fare niente, non facciamolo e occupiamoci d'altro. Del presidenzialismo da fare e delle intercettazioni da non pubblicare, meno quelle di calciopoli.
Ciò succede al centro. Poi c'è la "provincia". Una parola, questa, che ha un senso solo in Francia e in Inghiletrra. Non si adatta a paesi come la Germania e l'Italia, dove non esiste una capitale delle dimensioni e dell'importanza di Parigi e Londra, attorno cui hanno ruotato non solo tutte le città della nazione ma, fino a pochi decenni fa, sterminati imperi.
Da noi non è così, non lo è mai stato dalla caduta di Roma in poi. Le ultime elezioni regionali hanno fornito l'ennesima prova di quanto conti da noi "la provincia". A Roma, Torino, Venezia, perfino l'Aquila, il capoluogo ha votato per il centrosinistra, il resto per il centrodestra. E dappertutto ha vinto quel "resto" tanto snobbato quanto sconosciuto. La Voghera della casalinga, la Viggiù dei pompieri da caricatura. L'avanzata della Lega ovunque procede dalle periferie, dai paesini di montagna sbigottiti dall'immigrazione. Le Cinque Stelle di Grillo si nutrono delle voci degli inascoltati.
Domenica, 28 marzo è stato il tredicesimo anniversario della Tragedia di Otranto, il fatale incidente in cui persero la vita decine persone. Una vera strage di albanesi che tentavano la fuga dall'Albania; oltre cento, bambini, uomini e donne. La piccola nave da pesca "Kater I Rades", che aveva a bordo 142 persone, si "schiantò" la notte del 28 marzo 1997, a circa 35 miglia dalla costa pugliese, contro la nave della marina militare "Sibilla". Le ricerche portarono al ritrovamento di 57 corpi. Solo 37 i superstiti. Ancora oggi i corpi di 28 persone tra cui donne e neonati non si sono ancora ritrovati. Per verificare le responsabilità della marina militare venne aperto un processo che nel corso di questi anni è stato rinviato e ritardato e che come denunciano i famigliari delle vittime rischia di non tenersi mai più. Il clima politico di allora non era molto diverso da quello attuale, il Governo aveva imboccato la stessa strada di tolleranza zero nei confronti degli arrivi di profughi in Italia dall'Albania. L' intervento della nave della Marina Militare Sibilla - che secondo le testimonianza dei superstiti speronò la Kater - fu un chiaro segnale della mancanza di disponibilità all'accoglienza, mentre la mancanza di verità e chiarezza ha dimostrato in tutti questi anni una tendenza a nascondere le ragioni di quella tragedia. I familiari delle vittime e le autorità albanesi hanno chiesto diverse volte che il processo si svolga senza ulteriori rinvii, insabbiamenti, per non perdere la memoria e la dignità.
La notizia è nell’aria da tempo ma ora sembra vicina l’ufficialità. A quasi un anno di distanza dall’insediamento della Giunta, la squadra di governo è pronta ad accogliere tra le sue fila un nuovo acquisto in un settore chiave per la città: Simone Gobbi sarà infatti nominato nei prossimi giorni dal Sindaco Pironi Assessore al Turismo.
Alla faccia di chi non crede nei giovani, dopo Berardi (al tempo non ancora 30enne) Riccione punta su un altrogolden boy in un settore chiave per la città, dimostrando di preferire all’esperienza e alla militanza, la freschezza delle idee e la capacità di innovazione che solo un ragazzo di 35 anni può avere.
Abbiamo intervistato Gobbi alla vigilia di questo importante momento per avere qualche anticipazione sul futuro di Riccione e capire il trend del turismo nei prossimi anni.
Non riesci a resistere ad un nuovo paio di scarpe anche se il tuo armadio è già strapieno? Hai la cassettiera piena di vestiti che non hai mai messo? Il tuo conto è spesso in rosso e sei eternamente insoddisfatta? Impara a controllarti prima di diventare una vittima dello shopping compulsivo!
Per i più gli acquisti sono un modo per coccolarsi, per un momento di gratificazione, per alleviare le tensioni e placare le frustrazioni. Insomma, un atto di “compensazione”. Ma il limite che separa uno shopping normale da quello compulsivo è molto sottile.
La società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive (S.I.I.Pa.C.) definisce lo shopping compulsivo come “un disturbo caratterizzato dall’impulso irrefrenabile e immediato all’acquisto, da una tensione crescente alleviata solo comprando dove ogni stato emotivo negativo viene invertito nella spinta incontrollabile ad effettuare un acquisto nonostante la compromissione della sfera finanziaria, relazionale, lavorativa e psicologica”.
Alla vigilia di Technodomus, uno dei nuovi prodotti sulla filiera delle macchine per il legno proviamo a capirne di più, e dell'evento e del momento delicato per il settore, con Simone Castelli, Direttore Business unit 2 di Rimini Fiera. Ne ricaviamo una determinazione ed energia che ci fa ben sperare per il futuro.
Dal comparto delle macchine del legno, il più importante a livello territoriale, alla proiezione internazionale come si colloca Technodomus?
“Si colloca mettendosi al servizio di un distretto leader in Italia e nel mondo, ritagliando su misura per le imprese una rassegna fieristica dinamica e competitiva, fortemente orientata all’internazionalità. Il progetto fieristico di Technodomus ha avuto un debutto straordinario nel 2009, oserei dire quasi inaspettato. Durante l’anno abbiamo lavorato molto per crescere e la vetrina che abbiamo preparato per l’inaugurazione del 20 aprile parla chiaro: le aziende passano da 140 a 300, l’esposizione sale da 25.000 a 42.000 mq, abbiamo aggiunto due padiglioni ai sei del 2009 e aperto un secondo ingresso. Sul fronte internazionale aspettiamo 1500 buyers, moltissimi dei quali da oltreoceano e si tratta di visitatori che pianificano rarissime visite in Europa durante l’anno. Di questi tempi sono incrementi eccezionali.
Se San Marino è patrimonio dell’umanità… Lo hanno pensato in molti a San Leo, e non solo, quando il riconoscimento dell’Unesco è andato alla repubblica del Titano. Perché va bene l’unicità dell’antica terra della libertà, ma c’è anche quel proverbio che da secoli recita: “Un sol Pepa, un sol De, un sol fort ad San Lè (Un sol Papa, un sol Dio, un sol forte di San Leo)”. Insomma, da allora nel Montefeltro ci si è rimboccati le maniche. L’ultimo passo, l’incontro fra delegazione di provincia di Rimini e del comune di San Leo con Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, per concordare tempi e modi della candidatura del centro storico di San Leo nella lista che l'Italia presenterà all'Unesco per l'inserimento nei siti Patrimonio dell'Umanità.
Verucchio si conferma come uno dei siti archeologici più importanti d'Italia, anche per la nuova luce che gli scavi nelle necropoli villanoviane hanno gettato sui primi abitatori della penisola e in particolare sull'origine degli Etruschi. Scavi che continuano a regalare importanti scoperte: quelle emerse durante la campagna 2009 saranno illustrate durante un convegno - ore 16 di sabato 10 aprile al museo civico di - durante il quale si parlerà anche del progetto di indagine sul territorio curato dall'Università di Innsbruck. Quindi l'inaugurazione delle nuove vetrine e della chiesa di S. Agostino con i nuovi allestimenti. Info: cultura@comune.verucchio.rn.it; Tel. 0541 673905 - 673927
Per raccontare Bruna Pagnutti, imprenditrice associata a CNA Impresa Donna, occorre raccontare almeno tre vite. La prima è quella dell’imprenditrice alla testa di Luce di Montescudo, che produce componenti di illuminotecnica. Una realtà aziendale dinamica, flessibile e socialmente responsabile, certificata ISO 9001: 2000, e cresciuta negli ultimi dieci anni sino a diventare una “micro-industria”, con un mercato che copre tutta Europa. Tra i prodotti, gli innovativi portalampada brevettati E 14 ed E 27, in un tecnopolimero a basso impatto ambientale che ne rende possibile la colorazione, inalterabili a luce e calore, creazione che ha fatto sì che Bruna Pagnutti fosse segnalata dall’associazione ITWIIN - Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici - tra i giovani talenti del 2009. E poi quella dell’Ambasciatrice delle donne imprenditrici dell’Emilia Romagna. Anzi: the woman ambassador, visto che Bruna Pagnutti è stata scelta per il progetto europeo “WAI, Women Ambassadors in Italy”, cofinanziato dalla Direzione generale impresa e industria della Commissione Europea, per il suo stile imprenditoriale capace di “creare valore nell’ambiente in cui opera”.
Il compito dell'Università è formare persone che possano assumere un ruolo di riferimento nelle organizzazioni (pubbliche e private) e nella società. Dirigenti e professionisti, ma anche persone capaci per cultura ed educazione di una maggiore consapevolezza, raggiunta in quel numero di anni che hanno dedicato alla propria formazione.
Ci deve insomma essere un motivo serio perché la comunità spenda del denaro, e le persone investano anni della loro vita in formazione, invece di entrare subito a nel mondo produttivo. E non può essere solo il denaro. La risposta alla domanda “Ma perché devo studiare 5 anni, sposarmi e fare figli più tardi, scegliere una carriera più lenta, invece di andare subito a lavorare?” non può essere solo “Perché guadagno di più”. Se fosse così, allora solo le lauree che danno salari alti dovrebbero esistere.
Il guaio, quando si smette di fumare, è che non si riesce a parlare d’altro. Sarà una forma di compensazione, o un effetto delle crisi d’astinenza, ma da ex-fumatore a neo-scocciatore il passo è brevissimo, e se non riesci a trasformare la tua monomania in un business, come è successo al defunto Allen Carr con il suo best seller mondiale “E’ facile smettere di fumare (se sai come farlo)» (alias «Il Libro»), rischi di farti il vuoto attorno.
Ma prima di stendere per sempre un velo sulle mie personalissime paturnie da ex fumatrice, voglio condividere con i lettori una scoperta inattesa: quando smetti di fumare, la cosa che ti manca di più, dopo le sigarette, sono le tabaccherie. Quelle riminesi, almeno. Perché, per essere venditori a rate di cancri ed enfisemi (oltre che induttori alla dipendenza da lotterie, gratta-e-vinci, eccetera), i nostri tabaccai sono in genere persone simpatiche, ed entrare da loro è sempre un’esperienza stimolante, anche se non sono quasi mai prosperose tabaccaie modello Amarcord.
“Dopo la banda, i fuochi”, dice un proverbio che irride chi arrivi in grande ritardo. Come il Garante delle Comunicazioni, che ha aspettato la fine della campagna elettorale per condannare (anzi, condonare) il collaborazionismo di TG1 e TG5 nei confronti di “sua proprietà” Berlusconi. Credo tuttavia che se anche il neo-acquisto Servolini ed il sempre-prono Mimum non avessero fatto strame della par condicio, il responso delle urne non sarebbe cambiato; così come sarebbe risultata ininfluente ogni diversa conduzione elettorale da parte del PD, con buona pace di quei suoi dirigenti, nazionali e locali, che aspettano sempre il giorno dopo per farsi travolgere da una valanga di certezze retrospettive. Perché è illusorio sperare di sconfiggere Berlusconi in una “singolar tenzone elettorale”, sia pure condotta con le armi della “buona politica” (i programmi, le idee, o anche i sogni di cui parla Vitali). Servirebbe una costante “manovra d'aggiramento” del berlusconismo, che bonifichi la grigia palude nella quale il progressivo affievolirsi dell'etica collettiva lo fa prosperare, e nelle cui torbide acque tanti Italiani trovano un confortevole habitat culturale e comportamentale: un coacervo di paure, frustrazioni e ambizioni a cui, però, dedicare pochissimo impegno personale; di qui la delega incondizionata a Lui, che vede e provvede. C'è chi quella delega gliela dà votandolo e chi gliela conferisce con un astensionismo che penalizza “la concorrenza”; ma c'è anche chi la rafforza “per imitazione”, rifugiandosi in un berlusconismo di sottomarca quali le liste a cinque...stalle del grande spalatore di letame Grillo, propugnatore di un analogo leaderismo messianico che si alimenta di rozzezza e banalizzazione; checché ne pensi lo stravagante consigliere PD Pazzaglia, che prima fa dichiarazione di voto per i “grullini”, poi lamenta lo scarso risultato del centrosinistra.
I pazienti del Sert hanno maturato una vera e propria dipendenza verso l’acquisto. Come una donna che è arrivata ad emettere assegni a vuoto, a non pagare le bollette, a commettere piccoli furti, fino a sperperare centinaia di migliaia di euro. Un collezionista si è invece riempito la casa di oggetti d’arte con il pretesto di rivenderli, mentre invece non poteva far a meno di acquistarne di nuovi, di valore sempre più alto. Spesso sono i familiari a pagare i debiti provocati dai troppi acquisti, anche perche il malato può arrivare a minacciare gesti estremi e auto lesivi se gli si nega l’acquisto.
Dunque a Cattolica un centinaio di ragazzi fra i 14 e i 21 anni si sono dati appuntamento in piazzale I Maggio. Riccionesi contro cattolichini, si sono presentati armati di cinture, bastoni, mazze, catene, pugni di ferro, coltelli a serramanico. Insomma una disfida in piena regola. E per cosa? Per "sistemare le cose" dopo un litigio fra ragazzine. Le quali erano pronte a far da ala alla rissa incitando i propri "campioni". Non è successo niente solo grazie ai Carabinieri arrivati appena in tempo.
I nostri nonni ci raccontavano che ai loro tempi, di domenica, si andava ai balli di una parrocchia diversa dalla propria e immancabilmente qualcuno tirava fuori il coltello. Il pretesto era sempre una ragazza: un invito troppo esplicito, un complimento greve. Nel migliore dei casi finiva a sassate, con gli "indigeni" a difendere il territorio dagli invasori, i quali naturalmente non aspettavano che un'occasione successiva per vendicare l'onta.
Dunque non è cambiato assolutamente nulla. O meglio, tutto è cambiato ma, sopravvive imperterrita solo la logica caprina dei maschi che fanno a cornate per le femmine, mentre le stesse femmine si esaltano nel ruolo di premio per il vincitore. Dopo un milione di anni il branco umano si comporta esattamente come quelli degli zebù e dei mufloni.
A Rimini Fiera dal 26 al 28 marzo si terrà l'ottava edizione di My Special Car Show, la manifestazione dedicata alle auto speciali e sportive, il tuning e il car audio.
"Il mercato del tuning e della personalizzazione - ha detto Gian Primo Quagliano presentando la manifestazione - vale 1,2 miliardi di euro all'anno. Nel 2009 anche il tuning ha risentito negativamente del quadro economico sfavorevole, contenendo però le perdite nell'8%. Il settore in Italia è da sempre fortemente penalizzato da una normativa molto restrittiva. Con il Decreto Milleproroghe del 2008 è stata introdotta tuttavia una parziale liberalizzazione che dovrebbe consentire nei prossimi anni un notevole sviluppo del settore. Occorre tuttavia che il Governo acceleri l'emanazione dei Decreti attuativi. Secondo il Centro Studi Promotor-GL events dall'andata a regime del nuovo sistema ci si può attendere che il fatturato della personalizzazione dell'auto possa triplicare in tre anni".
L'ex cinema teatro Astoria sarà recuperato come contenitore di attività culturali ed artistiche per una spesa di 300 mila euro. Il primo intervento è inserito nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2010-2012 e nell'Elenco Annuale dei lavori pubblici 2010 del comune di Rimini. L'Astoria si così ad aggiungere al teatro Novelli (di cui però è prevista la cessione), il teatro Degli Atti, l'Arena degli Agostiniani, la Cineteca la Casa del teatro e della danza nella vecchia chiesa di Viserba Monte. Dopo Pasqua sarà presentato il progetto di restauro e ricostruzione del teatro "Galli". L'avvio dei lavori è previsto entro l'estate. Sta per aprire inoltre il cantiere del "Museo Fellini", che a palazzo Valloni (ex cinema Fulgor) ospiterà anche la Cineteca comunale e una sala per proiezioni. La fine dei lavori è prevista nel 2012.
Il tema cruciale della sicurezza sul lavoro per produrre effetti concreti e duraturi deve essere oggetto di una attenzione costante delle amministrazioni, delle imprese e dei sindacati. Non sono sufficienti leggi e norme se contemporaneamente non si sviluppa e si diffonde la cultura della sicurezza. La formazione e l'istruzione in materia di sicurezza - una priorità riconosciuta dal consiglio europeo - possono prevenire gli infortuni causa di drammi umani e costi sociali altissimi. La Regione e la nostra Provincia si sono attivate in questa direzione e la CNA, insieme alle organizzazioni sindacali CGIL e CISL, ha firmato un protocollo di intesa per l'attuazione di un "Piano straordinario della formazione per la sicurezza". Questo accordo, a cui hanno aderito EnA.I.P Centro Zavatta, Ecipar e IAL, servirà ad incentivare sinergie tra le imprese, le organizzazioni sindacali e il sistema della formazione. Il piano prevede sei tipologie di progetti, cinque di formazione specifica nei settori: edile, meccanico, elettrico-elettromeccanico, grafico, tessile abbigliamento.
C'era una volta un paese nel quale non si poteva dire la verità. E' un paese immaginario, perché nel paese nel quale siamo noi, cari lettori, non è così: nel nostro paese la verità si può dire, poiché l'onestà è quasi assoluta e corruzione e falsità sono bandite sia nell'alto sia nel basso della società. Per la verità, in quel paese immaginario, non è che non si potesse dire proprio la verità. La situazione era così: questo paese finto era diviso in due, come il giorno e la notte, la casa e la cantina: c'era il paese vero e poi c'era un altro paese finto, che veniva raccontato nei discorsi, in particolare dai notabili e dai potenti, ma un po' da tutti, nelle situazioni in cui faceva comodo raccontarlo. Nel paese finto di questo paese finto, fatto solo di discorsi, chi parlava era onesto, ed erano onesti in genere i suoi famigliari, e quasi sempre i suoi amici e i suoi compagni di partito, o di qualsiasi gruppo al quale apparteneva. Al contrario, gli avversari (che andavano dai vicini di casa ai tifosi della squadra avversaria, ma soprattutto erano quelli degli altri partiti) erano sempre disonesti, delinquenti, ladri e quasi sempre anche assassini. Questo era vero ovviamente per tutti. In pratica, se un viaggiatore parlava con un cittadino, questo gli diceva: "Caro amico, io e i miei siamo persone affidabili, ma gli altri sono tutti dei delinquenti, stia attento..." Il bello è che ognuno lo diceva, e il viaggiatore aveva l'impressione di un paese sgangherato dove tutti erano nemici di tutti.
Appuntamento con la grande danza al teatro Nuovo di San Marino, che domenica 28 marzo alle 21.15 ospita la Limon Dance Company. La Compagnia - fondata nel 1946 dal coreografo José Limon, figura di punta della modern dance americana - presenta performance in grado di unire il repertorio della danza moderna con le nuove proposte di coreografi contemporanei, onorando l'eredità sia tecnica che filosofica del loro fondatore. Tra gli obiettivi della compagnia diretta da Carla Maxwell la ricostruzione di capolavori della modern dance, che corrono il rischio di andare perduti. Per questo grande contributo dato alla danza moderna americana, la José Limón Dance Foundation lo scorso anno ha ricevuto la Medaglia nazionale.
Tonino Guerra ha compiuto novantanni. A regalargli delle parole mi sentirei inadeguato e presuntuoso. Al massimo posso restituirgli qualcuna di quelle che alimentano il magico e avvolgente rincorrersi di suoni nelle sue poesie, o i colori e le forme della giocosa malinconia dei suoi disegni, o quei racconti di inarrivabile forza e dolcezza che al cinema ci hanno preso il cuore. Parole per emozionarci della sua emozione; che ci conducono per mano a cercar di capire un po' meglio i mille risvolti, gradevoli o temuti, della nostra umana condizione; e che abbiamo imparato a raccogliere e custodire, perché poi, vivendo, le rivedremo spuntar fuori quando più forte sarà il bisogno di assaporarne la riscoperta.
In piazza Cavour stanno per aprire due nuove gelaterie. Evidentemente si è sparsa la voce che nessuno ha mai perso i suoi soldi per aver sopravvalutato la passione dei riminesi per il gelato fatto bene - non per niente siamo la città del Sigep. Per i forestieri Rimini è uno choc culturale: abituati a lunghe scarpinate da un angolo all'altro delle loro città, se non a trasferte in provincia, alla ricerca di un fantomatico baracchino dove hanno sentito dire che «fanno la crema come una volta» (in effetti sul fusto di polverina nello sgabuzzino c'è scritto proprio così: «crema come una volta»), nel nostro centro trovano un sacco di ottime gelaterie artigianali nel raggio di un chilometro scarso.
Lo straniero si chiede come facciamo a non essere tutti obesi e diabetici, con tanti luoghi di perdizione sotto il naso. Non sa che i riminesi, volubili e incostanti in molti campi, in fatto di gelaterie sono tendenzialmente fedeli: ne scelgono una da ragazzi e la cambiano solo se costretti. Fedeli, non tifosi ottusi: sono in grado di riconoscere i pregi di altre gelaterie, e non negano una chance a nuovi soggetti.
L'otto marzo il Comune di Rimini ha festeggiato i 90 anni di Luigi "Titta" Benzi. Il sindaco Ravaioli ha ricevuto in municipio l'avvocato passato alla storia come protagonista dell'Amarcord di Fellini. E proprio del grande regista "Titta" è stato fin dalla giovinezza uno degli amici più intimi. Nato a Rimini l'8 marzo 1920, Luigi Benzi per oltre mezzo secolo è stato uno dei più stimati avvocati penalisti del foro riminese. Il sindaco ha donato a "Titta" Benzi una medaglia con la riproduzione del simbolo zodiacale dei Pesci della Cappella dei Pianeti all'interno del Tempio Malatestiano.
Non ci sono soldi. Non si trovano proprio. Non ci sono soldi per salvare la Rimini Calcio. E' che qui non abbiamo petrolieri, grandi costruttori, grandi industrie. E così dopo quel matto di Vincenzo Bellavista non si trova più nessuno. Del resto non ci sono soldi per rifare lo stadio. E poi non ci sono nemmeno per il Basket Rimini. Sembrava che ci fossero, ma poi sono evaporati.
Ma non piange mica solo il piatto dello sport. Non ci sono soldi per la Fondazione Fellini. Non per la Sagra Malatestiana e per tutto quel che sa lontanamente di cultura. Del resto c'è la crisi e le imprese devono tirare la cinghia. In questo campo la tiravano anche quando la crisi non c'era, ma che c'entra? Spetta all'ente pubblico sborsare.
A Rimini Fiera dal 17 al 20 marzo si terrà la 22° edizione di Enada Primavera, la manifestazione di SAPAR che la Spa riminese organizza in marzo a Rimini e a Roma in ottobre. ENADA è diventata leader sia in Italia sia in Europa quale appuntamento per gli operatori del comparto gaming e amusement. Quattro giornate in cui si incontreranno tutti i protagonisti del mondo dei giochi: esercenti di sale pubbliche da gioco, sale attrazioni, biliardo, bingo, pub, bar, ristoranti, locande, resort, stabilimenti balneari, parchi tematici, parchi giochi, FEC (Family Entertainment Center). Inoltre costruttori, gestori, noleggiatori, tecnici e riparatori di apparecchi da intrattenimento e da gioco, automatici e non; operatori per la raccolta del gioco, VLT, esercizi che raccolgono scommesse; centri commerciali, circoli privati, enti collettivi. Insomma, uno sguardo a 360° sul business del divertimento.
La "Primavera antirazzista" ha debuttato con una giornata di protesta pacifica di grande civiltà in 60 città d'Italia, da nord a sud. In molti hanno scioperato, lasciando il lavoro di badante, operaio, baby-sitter, muratore, bracciante, cameriere, infermiera per richiedere rispetto per il loro operato, altri hanno tenuto lezioni di lingua straniera (araba, wolof, spagnolo, ecc), o hanno partecipato a spettacoli dei cantastorie africani, o ballato su musiche etniche, partecipato ai cortei antirazzisti. Il primo marzo 2010 sulle strade di tante città italiane immigrati e italiani si sono uniti in una voce unica per richiedere diritti per tutti, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione o dall'origine etnica.
Il colore giallo, simbolo del movimento "24 ore senza di noi" è stato portato con orgoglio anche a Rimini. Il momento di massima importanza, il corteo antirazzista, ha visto la partecipazione numerosa di stranieri e italiani che hanno attraversato le vie del centro storico fino a Piazza Cavour
Federico Fellini muore il 31 di ottobre al Policlinico di Roma. A Santa Maria degli Angeli si tiene la cerimonia funebre alla quale partecipa commosso tutto il mondo del cinema. Poi il feretro prende la strada di Rimini. La camera ardente viene allestita nella Sala delle Colonne dove ventimila riminesi portano il loro saluto. Il sindaco e Maddalena Fellini concordano gli impegni solenni da annunciare il 4 novembre, nel giorno del funerale: una via intitolata a Federico (poi si scelse il piazzale davanti al Grand Hotel) e una Fondazione che mantenga viva l'attenzione alla sua opera. In quel discorso, parlando della Fondazione, il Sindaco di Rimini diceva: "Sarà una cosa che apparterrà all'Italia e al mondo". L'anno dopo la città dedicherà a Federico, a Giulietta che lo ha raggiunto e al loro bimbo Federichino, la Grande Prua di Arnaldo Pomodoro al Civico Cimitero. Dopo diciassette anni è giusto fare un bilancio; per farlo, dobbiamo guardare a quanto è stato prodotto, a quanto si è studiato sull'opera di Fellini, a quanto sia rimasto vitale il suo lascito intellettuale. Possiamo anche guardare a come nei cinque continenti il suo nome sia ancora pronunciato con il rispetto e lo stupore che merita chi ha come pochi altri capito e interpretato la modernità.
L’associazione Itaca di Rimini si occupa del disagio e delle problematiche legate all’età evolutiva. Con il presidente, Dott. Maurizio Cottone, parliamo dell’uso eccessivo di internet da parte dagli adolescenti.
Quali siti sono maggiormente visitati dai giovani?
“Nell’ultimo anno il 95%. dei giovani tra i 13 e i 17 anni ha usato Internet. I siti più visitati dai giovani sono i social network (Facebook, Myspace, ecc), Youtube, i blog, le chat-room e Second Life. Per quanto riguarda Facebook in Italia nel 2008 c'è stato un vero e proprio boom: abbiamo superato il milione e 300 mila visite, con un incremento annuo del 961%. Una ricerca Doxa per Save the Children dice che il 73% dei minori ha frequentato un social network almeno una volta, il 66,7 vi ha aperto un profilo, il 24,8 ha stabilito contatti con adulti, il 15 ha vissuto esperienze poco piacevoli quali imbattersi in materiale pornografico, il 9 ha avuto richieste di immagini provocanti, il 7 ha avuto richieste di sesso on line. Inoltre, dalla stessa ricerca è emerso che il 78% dei giovani si iscrive ai social network per stare in contatto con gli amici, il 20 per conoscerne di nuovi, il 47 dichiara di allacciare nuove amicizie. Il 29% dei giovani registrati nei social network ha incontrato di persona qualcuno conosciuto in rete: i ragazzi nel 34% dei casi, le ragazze nel 25. Di questi il 37% è andato da solo all’incontro, il 63 in compagnia di amici”.
C'è una costante nelle discussione sulla memoria di Fellini a Rimini. La ritrovo sui giornali e nei discorsi comuni. Ci si chiede sempre 'come far rendere Fellini'.
Ora, che Fellini sia stato uno dei più grandi registi nella storia del cinema, non è in dubbio. Detto questo, Rimini è la sua città natale ma non è stata la città nella quale ha lavorato e vissuto. E' stata però un luogo del quale Fellini ha parlato, in un modo o nell'altro, in molte sue opere. Un luogo del suo immaginario, più che un luogo reale. Fellini non ha mai voluto raccontare la Rimini storica, ma ne ha fatto una città mitica, un territorio della poesia: dunque, universale. Un film come Amarcord fu amato e capito infatti in tutto il mondo.
Pensate la cosa al passato e a parti invertite. Un tontolone, diciamo in Campania, è in fila per presentare la lista del centrosinistra; preso dall'improvvisa voglia di pastiera napoletana abbandona il suo posto e quando torna è già scaduto l'orario di legge per la presentazione: quindi by by Bassolino. Ma all'indomani Prodi cambia retroattivamente quella legge, con la scusa di interpretare la volontà del "defunto legislatore" di quarant'anni fa, il quale avrebbe inteso affermare l'alto principio costituzionale che "basta l'intenzione". Ve l'immaginate il finimondo? Bossi che grugnisce in ostrogoto su e giù per la Padania/Pirlandia; migliaia di matrone ingioiellate in piazza coi loro "cagnolini della libertà"; le signorine di villa Certosa a farsi fotografare, per protesta, rigorosamente vestite.
Smettere di fumare fa bene. Chi scrive ha interrotto da qualche settimana una quasi trentennale carriera da tabagista, e può testimoniare che ci si sente meglio da subito, a parte quei due o tre attacchi quotidiani di licantropia, rintuzzabili con chewingum e affini (di qui il «Mascellone dell'ex fumatore», una tipica ipertrofia dei muscoli coinvolti nella continua masticazione del chewingum, che dà a chi smette di fumare una vaga somiglianza con il compianto attore James Cagney). Oppure si può ricorrere alla «sigaretta elettronica», disponibile nelle farmacie più fornite: trattasi di un atomizzatore ricaricabile munito di filtro aromatico (con aromi alimentari, oppure con nicotina per chi non riesce a privarsene di colpo), e perfino di finta brace che si illumina ad ogni boccata. Invece della velenosa nuvoletta, aspiri ed emetti un vapore acqueo dall'odore vagamente tabaccoso. L'illusione è quasi perfetta, e il fumatore, come il fanciullo malato di cui parla il Tasso, «dall'inganno suo vita riceve».
Irrompe nel sonnacchioso mondo culturale riminese il dissesto della Fondazione Fellini (220 mila euro di deficit nel 2009 e 582 mila di debiti pregressi, ma la cifra continua a ballare) con le dimissioni del vicepresidente Giuseppe Chicchi. C'è un dato interessante: nessuno si è chiesto la percentuale di perdita sul fatturato. Già questo la dice lunga sulla difficoltà ad inquadrare il problema. Poi, una girandola di opinioni più o meno altisonanti che parlano dei necessari investimenti. Ma con quali soldi? Per tutti, è ovvio, è il pubblico che deve investire di più. Proviamo a dipanare la matassa delle responsabilità: i sindaci revisori precedenti si sono dimessi, i nuovi non hanno controfirmato il bilancio. Qui esiste una responsabilità precisa del consiglio d'amministrazione, che ha pieni poteri dovendo votare i documenti contabili. Se li ha approvati si è preso le sue responsabilità e per questo motivo va azzerato. Questo è compito dell'assemblea dei soci. Il direttore Vittorio Boarini ha svolto un lavoro prezioso nel recupero del materiale del Maestro e nella impostazione filologica della Associazione Fondazione Fellini. Ma a Boarini non si può chiedere di stare chinato sui conti, né una visione manageriale del progetto.
Tutti gli anni, più o meno in febbraio, sposto i messaggi di posta elettronica dell'anno prima in una cartella archivio. Perché sono uno che non butta via niente. Non si sa mai. E poi i bit non occupano veramente posto. Ebbene, quest'anno ho ricevuto 10783 mail. E ne ho inviate quasi 4000.
Più quelle che ho spostato in cartelle di lavoro, che non archivio. Diciamo una su cinque. Facciamo 12 mila mail. Diviso 365f anno 33 mail al giorno.
Certamente, molte sono conferme o pubblicità, o spamming, o circolari dei vari uffici universitari. Messaggi che non sempre mi riguardano o mi interessano. Ma avrei potuto ricevere altrettanta posta cartacea? Sicuramente no. Neppure una media azienda riceveva 30 plichi postali al giorno. Lo so perché ho fatto il postino. Avrei potuto ricevere 33 telefonate? Neppure. Avrei passato metà giornata al telefono.
Questo significa che la posta elettronica ha aumentato notevolmente il volume di informazione personale che una persona riceve. Certamente, a causa del mio lavoro uso molto la posta elettronica, soprattutto per comunicare con gli studenti e i colleghi, probabilmente più della media delle persone. Ma se la mail non ci fosse semplicemente comunicherei di meno.
Specifici stili di vita della nostra società hanno portato l’emergere di una serie di “nuove droghe”, nuove dipendenze, soprattutto comportamentali, definite, nel gergo psicologico, col termine “new addictions”. Tra le principali dipendenze troviamo il gioco d’azzardo patologico, lo shopping compulsivo, la dipendenza dal lavoro, il trading on-line o commercio elettronico, la dipendenza da internet e da e-mail, la dipendenza affettiva e quella sessuale. Ognuna di queste dipendenze ha delle sue specifiche modalità, regole ed ambiti d’azione e attirano categorie differenti di persone per età, sesso ed estrazione sociale. Ogni comportamento deviante mette in luce modalità di vita diverse, tempi quotidiani scanditi da ritmi malati ed ossessivi, realtà altre, rispetto al vissuto di chi non soffre di queste dipendenze. Sono giochi d’azzardo tutti quei giochi il cui risultato è determinato dal caso. La parola “azzardo”deriva dal francese hasard che, a sua volta, deriva dall’arabo zarah, che significa “dado”. I giochi d’azzardo sono un’infinità. Si può dire che con il progredire della storia umana, anche i giochi d’azzardo e la loro penetrazione all’interno del tessuto socio-economico si sono evoluti. Si và dai classici giochi da casinò quali Roulette, Baccarà, Black-Jack alle Lotterie, il lotto, superenalotto e affini, tombole e Bingo, gratta e vinci fino alle slot machine.
Se oggi rompere il legame con il paese di origine non è più un trauma insuperabile è anche grazie alle nuove tecnologie. Pare incredibile pensare che solo 50 anni fa l'unica possibilità di rimanere in contatto con la propria famiglia era la lettera inviata per posta, che impiegava molto tempo per arrivare a destinazione nel suo viaggio tra continenti. Oggi risparmiare per telefonare in patria è importante per qualsiasi immigrato e tante compagnie di telefonia fissa o mobile si sono affrettate ad offrire condizioni più vantaggiose per i nuovi utenti di varie etnie. Gli stranieri che vivono in Italia hanno a disposizione tanti strumenti che permettono loro di mantenere i rapporti con i propri cari nei vari angoli del mondo. Molti di loro si avvicinano al mondo dei computer e di internet solo per poter comunicare a costi ridotti con la propria famiglia. Uno dei programmi più conosciuti è Skype. Il programma si può scaricare gratis dal sito www.skype.com, è disponibile in varie lingue, ci vuole una cuffia con microfono e via con le chiamate.
Venerdì 19 febbraio Piccola Industria CNA ha presentato “Persone, imprese, innovazione nella Provincia di Rimini”, la prima delle tre pubblicazioni previste nel work in progress di “Innovation Community - Impresa e futuro”, un progetto pluriennale che ha il patrocinio della Provincia e del Comune di Rimini e il contributo della Banca Popolare di Ancona. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato Duccio Campagnoli, Assessore Attività Produttive Regione Emilia-Romagna, i Consiglieri regionali Marco Lombardi, Roberto Piva e Gioenzo Renzi, Fabrizio Moretti, Presidente CNA Piccola Industria e Lorenzo Ciapetti, Presidente Antares. “Innovation Community” vuol essere un supporto alle PMI per cogliere le sfide e le opportunità di finanziamento proposte dall’Unione Europea e sostenere in sinergia con le Istituzioni la capacità di innovare e competere delle imprese locali. “Persone, imprese, innovazione nella Provincia di Rimini”, oltre a informare sull’attività svolta, costituisce un luogo di confronto tra i soggetti coinvolti, e rende visibile il network costituitosi attraverso il progetto.
Siglato l’accordo tra Equitalia Romagna Spa e CNA della provincia di Rimini per migliorare i rapporti fra la stessa Equitalia, i contribuenti e le associazioni di categoria che li sostengono nelle pratiche di riscossione delle imposte e contributi previdenziali. La convenzione è stata sottoscritta il 4 febbraio dal presidente di CNA della provincia di Rimini, Renato Ioli e dall’amministratore delegato di Equitalia Romagna Spa, Sergio Carducci.
Appartengo a quella minoranza di italiani che si caverebbero un occhio piuttosto che vedere il Grande Fratello, che non sono tentati dal multiforme chiacchiericcio dei ballatoi informatici, che non si sentiranno in colpa per essersi persi Avatar. Inoltre, da quando sono preda dello “snobismo di certa sinistra” ho anche smesso di guardare il festival di Sanremo (Bersani non me ne vorrà), con due eccezioni di pochi minuti: per godermi Benigni, non ricordo quando; e l'anno scorso, per ammirare lo stile impeccabile dell'amico Umberto Calandrella, l'arcinoto ex Prefetto di Rimini, impegnato nelle premiazioni in veste di Commissario Straordinario della Città dei Fiori.
L'altra sera non ho dunque potuto solidarizzare in diretta col pubblico spernacchiante e con i poveri orchestrali, increduli per il verdetto a favore della goffa prestazione di “sua bassezza canterina” Emanuele Filiberto; la cui esibizione, in perfetta sintonia con una canzone idiota, è stata un'altra occasione per coprirsi di ridicolo e proseguire sull'invereconda strada del suo degno genitore (so che lo pensa anche quella squisita persona del monarchico Ruzzier).
Accusare i giovani di non aver più voglia di lavorare è un classico delle rimostranze degli anziani attestata fin dalle iscrizioni cuneiformi babilonesi. Ma che i vecchi non abbiamo più voglia di cucinare non è un’accusa, è una triste verità e un allarmante sintomo della crisi dei valori. Tutti quei cibi pronti che negli negli spot pubblicitari scaldano le serate di maliziose giovani coppiette o consolano autoironici single trentenni, al supermercato li vedi per lo più nei carrelli delle signore anziane. Proprio quelle che ti immagini chine sui fornelli a mescolare il ragù, con le mani odorose dell’aglio con cui hanno appena condito i sardoncini: sono loro le seguaci più fedeli dei «Quattro salti in padella» e le migliori clienti delle rosticcerie – e sì che sono care ammazzate.
Calcio e macchine: le più grandi passioni degli italiani. E le più grandi assenti dalla cultura italiana. Non solo i libri, ma neanche i film o le fiction, la pittura o la musica hanno mai prodotto qualcosa di notevole in questi campi; salvo rarissime eccezioni che vanno dai Futuristi a Luciano Ligabue. Dal che qualcuno deduce l'irrimediabile, sdegnoso distacco dei nostri artisti e intellettuali dal mondo che li circonda.
Ma forse si può azzardare un'altra spiegazione, che viene suggerita proprio da quanto ci succede intorno. La passione ce l'abbiamo eccome e rasenta la manìa, ma nessuno di noi, colto o illetterato che sia, è proprio capace di fabbricarci sopra una "cultura".
Prendiamo l'automobile. Ci viviamo praticamente dentro, ma cosa ne sappiamo? Di sicuro, dimostriamo solo vaghe idee sui guai provocati da un suo uso scorretto. Danni in soldi. Morte. Calamità che non si verificano solo in quell'universo a noi ignoto e incomprensibile rappresentato dagli "altri" - pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti come noi, i nostri passeggeri - ma anche a noi stessi e perfino alla nostra adorata vettura.
“24 ore senza noi”, questo lo slogan per la mobilitazione del primo marzo 2010, un’iniziativa che vedrà la realizzazione di una grande mobilitazione di carattere nazionale ed europeo per far capire quanto l'apporto dei migranti sia importante per la nostra società ma anche per condannare e respingere le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, si sono diffuse su tutto il territorio nazionale.
Il comitato di Rimini è un movimento orizzontale che raccoglie al suo interno italiani, stranieri e chiunque condivida il rifiuto di ogni forma di razzismo, sfruttamento e discriminazione.
Sulla Valmarecchia l’intesa fra le regioni c’è: l’8 febbraio Emilia-Romagna e Marche hanno sottoscritto un accordo in tema di territorio, ambiente, sviluppo, lavoro, viabilità, trasporto pubblico locale, in modo da non creare fratture nel passaggio della valle alla provincia di Rimini. Restano da regolare, a livello nazionale, la sanità ed il rapporto col Governo, in particolare per quanto riguarda le risorse perequative e la revisione delle norme del patto di stabilità in favore della provincia riminese, che si trova ad amministrare sette Comuni in più senza avere per ora ricevuto un corrispondente aumento di contributi statali. Inoltre si continua a chiedere un contributo finanziario straordinario per i territori della Valmarecchia.
Dal 21 al 24 febbraio la Fiera di Rimini sarà un’immensa tavola imbandita. Sono infatti in programma tre manifestazioni fra le più importanti nel campo dell’alimentazione: MIA, PIANETA BIRRA e MSE.
MIA, Mostra Internazionale dell’Alimentazione, è leader per l'alimentazione fuori casa, momento di verifica per un mercato che comporta in Italia un giro d'affari di 65,7 miliardi, ancora in crescita.
PIANETA BIRRA, BEVERAGE & CO è l'Esposizione Internazionale di Birre, Bevande, Snack, Attrezzature ed Arredamenti per Pub e Pizzerie: l'unica fiera in Europa dedicata alle bevande, settore che sviluppa in Italia un giro d´affari di 65,7 miliardi.
Le primarie del PD finora hanno avuto una strana caratteristica, che non si ritrova negli USA: c'è un candidato dell'apparato che si scontra con candidati della base o dei simpatizzanti o addirittura di partitini entrati nel PD. Se il partito-apparato ha un candidato forte, questi non ha veri avversari, come Bersani per la segreteria, e le primarie sono percepite come inutili. Se invece perde, si parla ovviamente di sconfitta del partito. Questo modello -sicuramente temporaneo - è poco vantaggioso, perché il cosiddetto partito, se impone il suo candidato appare non democratico perché si sapeva già l'esito delle elezioni; se il suo candidato invece perde il partito appare sconfitto. La scelta è quindi tra apparire autoritari o perdenti. Non è un granché.
Negli USA non c'è un candidato del Partito Repubblicano o Democratico che si presenta alle primarie del partito sfidando gli altri.
Chi l'ha detto che la sola preoccupazione del centrodestra sia “strologare” l'ampia varietà di trucchi giudiziari di cui Berlusconi ha bisogno come...il caviale? Magari l'unico scempio fosse a danno della “giustizia uguale per tutti”!
Prendiamo l'accoppiata Maroni-Sacconi. In tempi normali, i due bighellonerebbero per osterie a sfidarsi a briscola; invece oggi, da ministri quali incredibilmente sono, si dilettano ad inventare la “patente a punti” per gli immigrati. Ognuno dei quali avrà il suo libretto con un tot di punti e per conservarli dovrà dimostrare non solo di saper parlare e scrivere in buon italiano, ma di conoscere la Costituzione, la cultura, il sistema sanitario e fiscale del nostro Paese. Ogni tanto passerà un esamino e se risulterà impreparato perderà i punti e verrà rimandato: non a settembre, ma a calci in culo da dove è venuto. Passi per Sacconi, che del suo passato di socialista conserva la dimestichezza con la lingua italiana; è invece il colmo che a pretendere simili prestazioni dagli immigrati sia un gerarca della Lega, al cui interno ci si esprime per lo più a gesti e suoni gutturali, si irridono Costituzione e tricolore e, al solo udire la parola “cultura”, Borghezio corre a tirare lo sciacquone.
Essere donna comporta una quota inevitabile di sofferenze psicofisiche, per lo più autoinflitte – la ceretta, i tacchi alti, l’assurda competizione con figone chiaramente siliconate e fotoritoccate, il cappuccino alla soia, eccetera. Ma cosa spinge una donna ad aggravare la sua già pesante soma di tormenti trascinandosi dietro il partner quando va a fare compere? Perché rovinarsi quello squisito momento di autogratificazione che è lo shopping, e inserire un terzo incomodo nella coppia perfetta formata da una ragazza e dal suo bancomat?
Okay, passi per le signore anziane che si portano dietro il coniuge ingrugnato quando vanno a fare la spesa al Conad: in questo caso è un’opera buona, tanto per staccare il nonno dal televisore e impedirsi di sedersi a tavola già alle dieci di mattina col tovagliolo al collo reclamando il pranzo. «Vuoi il puré o le zucchine trifolate?» gli chiede pazientemente la moglie, davanti al banco dell’ortofrutta, tentando di destare il suo interesse. Ma cosa ne sa lui? Puré, zucchine, gli va bene qualunque cosa, purché se la ritrovi pronta nel piatto per mezzogiorno in punto davanti alla tivù accesa.
Con due articoli su "Il Giornale", Massino Bertarelli ci informa che "Arriva Nine, ma ‘8 e ½' era una barba" e che "Se Fellini ti annoia sei ignorante. E di destra". Quest'ultimo si conclude così: "Mi affido a un lapidario commento a 8 e 1/2 firmato nientepopodimenoche da Alberto Arbasino: «La masturbazione di un genio». Mi dichiaro d'accordo perfino io. Almeno sulla prima parte".
E con ciò gli Oscar, il box office e l'unanimità della critica mondiale sono sistemati. Ma tutto ciò non ci riguarda. Noi riminesi crediamo di essere gli unici a capire Fellini. E quindi non capiamo come mai il riminese più famoso del secolo scorso possa essere amato - Bertarelli a parte - dai romani e dai milanesi, per non parlare di americani e giapponesi.
In realtà, noi siamo i meno adatti per apprezzarlo. E così è stato, almeno finché il Maestro era in vita. Adesso sì, Fellini dà il nome a vini e osterie, hotel e pacchetti turistici, a una Fondazione, una piazza, una scuola, un aeroporto. Il valzer di Amarcord è l'inno civico che strappa lacrimoni ad ogni esecuzione. Ma quando di Fellini uscivano i film, molti riminesi scuotevano il capo. Soprattutto proprio di fronte alle opere più autobiografiche: I vitelloni, Otto e 1/2, Roma, Amarcord. Ma come, i vitelloni sul Tirreno? La piazza di Amarcord modellata su quella di Fano? Quei dialoghi con gli accenti regionali da stereotipo - salvo in Roma e 8 e 1/2 - quando lo stesso Fellini non aveva mai smesso l'inconfondibile gnola riminese? La Gradisca un soprannome da alcova, quando la Morri così si chiamava all'anagrafe? Lei minacciò querele, lui non capì: non era contenta di passare alla storia come amante di un'altezza reale?
Domenica 7 febbraio, dalle 10 alle 21, in piazza Cavour a Rimini torna “e’ baghin in tla piaza”, la seconda edizione della giornata dedicata a Sua maestà il Maiale, promossa dal Consorzio Macellerie Verde e Sole. Un Carnevale in anticipo, con ingresso gratuito e aperto a tutti: la scorsa edizione aveva riempito di profumi appetitosi e stuzzicanti e di un pubblico curioso la Vecchia Pescheria, dove una volta c’erano le macellerie storiche di Rimini. Quest’anno sarà tutta la piazza a trasformarsi in un’aia contadina, come quelle dove una volta ci si trovava per il rito della “smettitura” del maiale di casa. Per assistere in diretta alla produzione di braciole, salami, salsicce, cotechini e ciccioli, assaggiarli e magari comprarli, per portare a casa un prodotto preparato con una sapienza antica, che va all’allevamento dei maiali alla lavorazione della carne, alla preparazione dei salumi.
“Primavera antirazzista” è il nome della campagna che si svilupperà in Italia dal 1 al 20 marzo con lo scopo di promuovere i diritti degli immigrati e di far conoscere l'importanza della loro presenza per l'intero paese. La campagna nasce nella rete come risultato del coordinamento tra due iniziative pro immigrati: “Primo marzo 2010 sciopero degli stranieri” (un gruppo su facebook che conta 40.000 membri, italiani, stranieri, seconde generazioni, persone che condividono il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli, uniti insieme per organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società) e “Blacks-out” (riunisce associazioni di immigrati, l’Arci, le Acli, l’Asgi e i sindacati, Cisl esclusa. Il gruppo propone, in data 20 marzo, una giornata di mobilitazione, non uno sciopero, ma una serie di iniziative per sensibilizzare gli italiani sull’apporto, assai importante, degli stranieri al sistema-paese).
“Con foglio di via. Storie di internamento in Alta Valmarecchia 1940-1944” è un volume scritto da Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni che rivela una pagina pressoché sconosciuta di storia locale. O meglio, getta nuova luce sulla parola generica “sfollamento”, sull’internamento di ebrei, italiani e stranieri nei Comuni di Pennabili, San Leo e San’Agata Feltria in Alta Valmarecchia tra il 1940 e il 1944. Tramite un’accurata ricerca tra i documenti d’archivio, sia nazionali che locali, e grazie alle testimonianze dirette dei protagonisti, gli autori hanno ricostruito la vita degli internati dentro il tessuto sociale delle comunità dell’Alta Valmarecchia, evidenziando una misura di polizia non ancora profondamente studiata e per lungo tempo ignorata, confusa, appunto, con il termine sfollamento. Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni hanno ricostruito la tragica realtà della deportazione attraverso la ricostruzione delle storie famigliari e visitando il luogo e il tempo hanno incontrato altre rilevanti presenze portate dalla guerra: politici avversi al Regime, stranieri appartenenti a nazioni “nemiche”, italiani sfollati, prigionieri slavi, confinanti albanesi, partigiani.
Devo far presto a scrivere perché ho fretta di andarmi a costituire. Stamattina, percorrendo in auto Via Titano, mi è volato in bocca uno di quei peluzzi galeotti che ogni tanto fuoriescono dal mio infagottante piumino, non propriamente di boutique; ed io, soprappensiero, ho abbassato il finestrino e l'ho sputacchiato fuori. Fino a ieri avrei commesso solo un atto di imperdonabile maleducazione, ma oggi si tratta di ben altro: ho letto che il Biconsigliere Renzi, con una delle sue prime centotrentasette interpellanze del 2010, ha fatto introdurre a Rimini il “reato di sputazzamento”, rumoroso e non. A lui sarebbe bastato un provvedimento limitato alla multiforme varietà di “marocchini” con cui è costretto a condividere la sua Borgo Marina; ma non volendo sfidare il “buonismo della sinistra”, si è rassegnato a proporne l'estensione all'intero territorio comunale: un'ammenda di tot euro a tutti gli scaracchiatori, con maggiorazione del duecento per cento a quelli di pelle scura.
Cosa significa «un ammasso ferroso»? Cari organi di stampa, non potete lasciarci nell’incertezza sulla natura dell’oggetto misterioso rinvenuto nel sottosuolo di Viserba. Okay, non era una bomba, e questa è già una notizia, visto che grazie al generoso impegno profuso da Alleati e alleati di Mussolini, noi riminesi camminiamo su una specie di panettone con ordigni bellici al posto di uvette e canditi, e basta scavare per trovare una Bella Addormentata esplosiva, pronta a svegliarsi al bacio troppo energico di una ruspa. Ma se non è una bomba, l’”ammasso ferroso” di via Morri cos’è?
L'altro giorno parlavo con mio cugino e a un certo punto è venuta fuori l'Alfa Romeo Arna. Pochi se la ricordano, ma non tutti l'hanno dimenticata. Uno degli ultimi parti dell'industria automobilistica di stato, prodotta assieme alla Nissan, vinse il premio di auto più brutta in un sondaggio del Sole24Ore del 2008.
Ebbene, non appena il discorso cade sulla sfigatissima Arna, mi torna in mente il suo altrettanto goffo slogan "Chilometrissima Arna". Era l'epoca in cui l'advertising italiano giocava con gli aggettivi (la Fiat Uno fu lanciata con gli slogan "Uno è comodosa", "Uno è risparmiosa", "Uno è scattosa").
Quale taglio di carne è consigliabile a chi ha carenze di ferro?
«Mangiare carne, nelle giuste proporzioni, consente comunque un apporto di ferro facilmente assimilabile dall’organismo. A chi ha bisogno di un’integrazione particolarmente ricca di questo minerale consigliamo la così detta “cartella”, che è il diaframma del bovino. Una carne molto scura d’aspetto perché molto vascolarizzata, ma tenera, poco costosa e dal buon sapore deciso: è uno dei tagli con il contenuto di ferro maggiore, consigliato dai medici per l’alimentazione di chi presenta carenze, ma anche per le gestanti. E così buona che, una volta provata, si torna a comprarla.»
Giampaolo Felici, Ai Sapori Felici
Quest’anno festa nella festa per “E’ baghin in tla piaza”: in coincidenza con l’iniziativa, il suo ideatore, Giampaolo Felici, arriva a compiere il quarantesimo anno di attività in proprio. Avete capito bene, 40 anni dedicati con passione ed orgoglio a portare avanti il lavoro di macellaio. Come si deve, alla vecchia maniera, seguendo la tradizione delle buone carni nostrane.
Giampaolo ha vissuto l’era della piazzetta già dall’età di 13 anni “Quando arrivavo al mattino presto da Riccione, in motorino, con la carta di giornale sotto al giubbotto a ripararmi un po’ dal grande freddo, erano periodi di grande povertà”, racconta. E da allora Felici ha sempre “seguito” il suo mercato, dapprima lavorando come dipendente dentro all’attuale “nuova pescheria al coperto” come ama definire l’attuale mercato coperto di Rimini. Per poi, all’età di 21 anni, aprire il suo negozio, nella stessa zona, in via Castelfidardo al numero 50. “I miei primi quarant’anni di attività li vorrò celebrare con una festa apposita; appena finita l’iniziativa del ‘baghin in tla piaza’ mi metterò all’opera”.
La Regione entra nel capitale sociale di Rimini Fiera. Le quote, pari al 5,8%, sono state cedute da Provincia e Comune di Rimini per un totale di 9 milioni di euro. Gli equilibri fra soci pubblici e privati non cambiano, mentre nel cda di RiminiFiera entrerà un rappresentante della Regione. L'assessore regionale alle attività produttive, Duccio Campagnoli, ha evidenziato che si tratta di "un'operazione decisiva per facilitare il processo di collaborazione ed integrazione del sistema fieristico regionale". Campagnoli ha anche ricordato che Rimini e Bologna insieme sono i primi organizzatori in Italia di eventi fieristici. Il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli ha sottolineato con soddisfazione che i periti abbiano dato egual valore alle due Fiere e il superamento di vecchie polemiche.
Pulizie nelle scuole ogni due giorni. E' quanto consiglia l'ufficio scolastico regionale, che dipende dal ministero dell'Istruzione, ai dirigenti locali. La pulizia a giorni alterni, precisa la circolare, è consigliata "per aule e servizi igienici", mentre "palestre, magazzini, archivi, che hanno un minore peso economico" possono essere nettati come prima. La riduzione delle pulizie dipende infatti dal taglio del 25 per cento sui soldi destinati dallo stato a scuole che si affidano a servizi esterni. Dirigenti scolastici e insegnanti protestano contro la misura ministeriale. L'assessore provinciale all'Istruzione Meris Soldati la definisce "assurda" e per il 2 febbraio ha convocato una riunione con le amministrazioni locali e i dirigenti scolastici.
ll 10 per cento degli italiani possiede il 44 per cento del patrimonio di tutta la
nazione.
Invece, la metà più povera degli italiani detiene appena il 10 per cento della ricchezza complessiva. Questi i dati diffusi dalla Banca d'Italia nel dicembre scorso; l'istituto centrale ci informa anche che nel 2008 la ricchezza delle famiglie italiane è diminuita del 5 per cento rispetto all'anno prima. Una brusca sterzata, visto che dal 1990 a oggi c'era stata una crescita costante proprio del 5 per cento l'anno. Inoltre, la riduzione della ricchezza non è valsa per tutti: tanto per cambiare, i ricchi sono più ricchi e i poveri più poveri. Così avviene dal 1990, quando Bankitalia ha iniziato questo tipo di rilevazioni, a oggi. Non sono valsi cambi di governo o andamenti internazionali. I ricchi si sono arricchiti con la destra come con la sinistra e la differenza con i poveri è aumentata sia che l'economia fosse in espansione sia durante le crisi più nere. Altra facile deduzione: a pagare per i vari crack sono stati, sono e saranno immancabilmente i più deboli.
A meno che intervenga la politica. Di cosa dovrebbe occuparsi, sennò? Ha bisogno di altri argomenti per convincersi che una distribuzione del reddito più equa è nell'interesse di una nazione nella sua interezza e non "solo" della sua pur grande maggioranza di meno abbienti? Basterebbero le rilevazioni sulla qualità della vita, cui si dedicano ogni fine anno i quotidiani economici.
I ricavi calano del 4,5%, il consolidato del gruppo del 3,6%, mentre aumentano gli espositori e i visitatori. E' questo l'effetto della crisi sulla Fiera di Rimini, come l'ha illustrato il presidente Lorenzo Cagnoni nel tracciare il bilancio di fine 2009. Una crisi ampiamente prevista, da noi non drammatica - "nel manifatturiero italiano si sono avute diminuzioni di fatturato intorno al 30%, mentre nel nostro settore non siamo certo quelli che soffriamo di più", ha ricordato Cagnoni - ma che comunque Rimini ha fiducia di poter affrontare, "anche se ci vorranno dieci anni perché l'Italia torni ai livelli pre-crisi". Fiducia anche per il settore congressuale, che a Rimini è aumentato più del 4%, "in netta controtendenza rispetto alla significativa flessione su scala nazionale": un buon viatico per il palacongressi in dirittura d'arrivo.
Nella mattina di domenica 17 gennaio sarà rimosso l'ordigno bellico inesploso trovato in via Morri durante i lavori per la nuova condotta a mare delle acque piovane.
L'operazione, coordinata dalla Prefettura di Rimini, comporterà l'evacuazione temporanea entro le 8 della popolazione residente nella zona di sgombero (danger zone), ovvero nell'area compresa nel raggio di 800 metri dal luogo di rinvenimento dell'ordigno. L'ordigno bellico sarà rimosso, trasportato e fatto brillare sulla spiaggia antistante via Polazzi. La popolazione è invitata a segnalare tempestivamente al Servizio Protezione Sociale del Comune di Rimini (tel 0541 704603) eventuali esigenze connesse alla presenza di ammalati o anziani da trasferire durante lo sgombero.
Spesso molti fatti vengono conosciuti solo quando i mezzi di informazione ne parlano perché esplodono le contraddizioni, le proteste popolari o scoppiano le tragedie. Quello che è accaduto a Rosarno in questi giorni, le provocazioni contro gli immigrati di colore, tutti africani, e le conseguenti proteste non appartengono a quella categoria. E' da anni che si conosce lo sfruttamento senza nessuna tutela dei clandestini nell'agricoltura, specialmente al sud, e le antigeniche condizioni degli alloggi in cui sono costretti a vivere, alloggi di cartone dentro capannoni senza servizi igienici con un unico rubinetto per l'acqua potabile. Non si è fatto niente per affrontare il problema nemmeno dopo le denunce delle organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere e il reportage della BBC dell'inizio del 2009. Solo un anno fa a Castel Volturno in Campania vennero massacrati sei immigrati dalla camorra. Anche loro erano braccianti provenienti dall'Africa e lavoravano per pochi soldi nelle serre in condizioni di lavoro molto precarie, senza nessuna tutela. Ebbero il coraggio di scendere in strada e ribellarsi contro la camorra. Fu l'unica protesta in tanti anni contro la criminalità di tutta la provincia, ma non organizzata dagli abitanti del luogo. Una situazione analoga si è presentata a Rosarno, hanno sparato contro i braccianti senza fortunatamente lasciare morti sulla strada.
Il gelato artigianale non è solo un buon gelato: può diventare un gelato "buono", quando s'impegna in progetti di RSI utili alla comunità. Il gruppo di gelatieri artigianali che sostiene "Non ConGelateci il sorriso", il progetto di sensibilizzazione contro il fenomeno del bullismo creato insieme a BuonLavoro CNA, declina il suo impegno anche offrendo il proprio tempo ed esperienza nelle scuole medie della provincia, nell'ambito di Impresa Didattica, percorso di BuonLavoro CNA per favorire la conoscenza e la cultura del lavoro. Così Claudia Pari del Cafè Matisse, Gianluca Mosconi de Il Pellicano, Gabriele Ferrini del Caffè Gabrè, Paolo Raffaelli della Gelateria 3bis, Alberto Vitaro de La Dolce Vita, Maurizio Alessi de La Piazzetta, Claudio Castiglioni di Officina del gusto durante l'anno scolastico in corso si sono messi a disposizione per essere intervistati dagli alunni di una classe, e guidarli ad una visita nella loro realtà produttiva. Per spiegare ai ragazzi concretamente il valore di un lavoro, quello di gelatiere artigianale, fatto di passione e dedizione, attraverso l'esperienza diretta, per ampliare l'orizzonte delle scelte formative possibili.
Si può discutere del fatto che il Natale ci renda tutti più buoni. Ma una cosa è certa: le feste di fine anno ci rendono tutti più cinesi. Dopo ogni Epifania, ognuno di noi si ritrova in casa mezza tonnellata di Cina in più, fra giocattoli, piccoli elettrodomestici e chincaglieria varia. Del resto era cinese anche tutto l'apparato di decorazioni natalizie, dall'albero sintetico alle ghirlande luminose, per non parlare degli addobbi - ebbene sì, anche la stellina di legno in stile tirolese che abbiamo comprato al mercatino natalizio di Vipiteno da una graziosa Fraulein in costume tipico, anche quella è «made in Prc», che non significa «puro rovere carinziano», ma People's Republic of China. Pure il carillon con Babbo Natale che balla il Valzer delle candele con le renne, pure le statuine del presepe, e perfino la tovaglietta rossa ricamata con i fiocchi di neve.
E' iniziato il 2010. Come sappiamo, non abbiamo cominciato a contare gli anni a partire dalla nascita di Cristo dalla nascita di Cristo. Non è un refuso. Intendo dire che abbiamo cominciato molto dopo. Il primo a fissare la data fu un certo Dionigi il Piccolo, un monaco scita, in quello che lui stesso fece essere il 525, avendo stabilito che l'annunciazione (e concepimento di Gesù) era avvenuta il 25 marzo del 753 dalla Fondazione di Roma (ab Urbe Condita), e quindi il Natale era esattamente nove mesi dopo. L'uso però cominciò più tardi, nel VII-VIII secolo. Il primo che usò anche la datazione 'avanti Cristo' fu però Beda il Venerabile, santo e storico anglosassone.
Oggi, il sistema di datazione cristiano è usato il tutto il mondo. E' solo uno dei tanti segni del fatto che la cultura occidentale è la cultura 'ombrello' del pianeta. Uso questa metafora perché oggi è evidente, e lo sarà sempre più nel decennio che inizia ora, che non è più la cultura dominante. L'occidente è la 'scatola' dentro la quale tutte le altre culture si sono poste, ma restano e saranno sempre più evidenti le loro diversità. In primo luogo dovremo studiare e comprendere la cultura cinese, la sua storia, la sua economia, perché la Cina sarà la potenza planetaria dei prossimi decenni, se non dei prossimi secoli. Dovremo estendere la nostra conoscenza a stati come il Kazakhistan, che, con 2,7 milioni di kmq, è il nono paese più grande del mondo. Dovremo ricordare che il grattacielo più alto del mondo è la Burj (in arabo 'torre') di Dubai, alta circa 820 metri.
Forse è colpa dell'Epifania che, insieme a tutte le feste che proverbialmente si porta via, quest'anno deve aver trafugato anche le ultime scorte di bontà che il Natale riesce a procurarsi con sempre maggior fatica. Così, mentre scrivo, a Rosarno è in pieno svolgimento il tentativo di “mattanza dei negri”, ordinato dalla 'ndrangheta -il vero governo del territorio- i cui capi considerano quelle migliaia di disgraziati una loro proprietà commerciale. Per decenni li hanno offerti come manodopera a prezzi stracciati alla “brava gente” che coltiva il pomodoro; oggi che invece vogliono disfarsene, per rimpiazzarli con rumeni più malleabili e meno costosi, arruolano la medesima “brava gente” perché li vada a massacrare.
La vogliamo chiamare Sindrome di Penelope? Vogliamo citare Pirandello che racconta di Milocca (in "Le sorprese della scienza"), il paese dove si è tanto attenti al progresso che non si progredisce mai? Oppure ci si può consolare consultando la storia patria: a Rimini è andata così sempre, o quasi. Nel quasi, per carità, rientrano parecchi obbiettivi centrati. E non sono di poco conto: università, darsena, nuova fiera, musei, Domus del Chirurgo, per stare al passato più recente. Ma il resto?
Nel 1972 Rimini conquistò l'onore delle cronache nazionali (Rai - Cronache Italiane, Panorama, L'Espresso, Corriere della Sera, Il Giorno, solo per citare le maggiori testate; Bruno Zevi, Chiara Valentini, Vittorio Emiliani, Franco Berlanda, Sergio Cabassi, fra le firme che ci lodarono) con il progetto della monorotaia fino a Riccione. Qualcuna l'ha vista? Oggi siamo ancora a cincischiare con il metrò di costa.
Il Galli è in rovina dal 1944. Lo stesso Ionesco, pur padre del teatro dell'assurdo, difficilmente avrebbe potuto mettere insieme una trama più surreale di quella che tutt'ora continua ad avvincerci con nuovi colpi di scena.
E la nuova questura? Qui abbiamo invece un'opera completata, che però nessuno più vuole, nessuno ammette di averla voluta, nessuno vuole pagare.
"La cittadinanza è una cosa seria, non un regalo da distribuire a tutti per Natale. Dieci anni, e non meno, sono un tempo ragionevole e necessario per poter acquisire e condividere pienamente valori, identità e principi fondamentali del nostro Paese".
Non può essere altro che la voce della Lega, rifiutando così la proposta della sinistra di ridurre i tempi di attesa da 10 a 5 anni. La proposta del Pdl mantiene invariati i termini attuali, anzi introduce nuove verifiche. Gli immigrati dovrebbero comunque risiedere regolarmente per almeno dieci anni in Italia prima di diventare cittadini, ma anche frequentare corsi obbligatori di storia e cultura italiana ed europea, educazione civica e Costituzione. I loro figli nati nel nostro Paese potrebbero ancora chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni, ma a patto di aver frequentato con profitto tutta la scuola dell’obbligo.
Un uomo con una pettorina gialla suona il campanello di casa. Comincia così l’era E.Gate. L’uomo è un incaricato di Hera e fa firmare il ritiro di un kit e velocemente spiega una rivoluzione copernicana in fatto di rifiuti. Alcuni pare che abbiano rifiutato il “dono”; altri, stralunati, aprono il kit al sicuro, lontani da occhi indiscreti. Ma, questione di tempo e ci faremo l’abitudine. Il kit comprende la chiavetta verde: l’incaricato spiega che è gratis ma non va perduta, perché poi le successive costeranno 15 euro. La curiosità di vedere quanti sacchetti verranno abbandonati fuori dai cassonetti in caso di smarrimento della chiave è alta. Comunque, prima di tutto si inserisce la chiave, poi si tira la leva, si butta il sacchetto, si chiude la leva e infine si estrae la chiave. Se questa viene dimenticata, un allarme (speriamo non troppo chiassoso) ci farà tornare indietro a riprenderla. A corredo viene consegnata anche una fornitura di 10 sacchetti neri, della dimensione giusta: finiti quelli, ci si adatta con quello che si preferisce, a patto che siano di simile capienza, massimo 15 litri. Il kit, oltre al nuovo sistema di raccolta dell’indifferenziato, propone anche un’organizzazione per la raccolta di quello che si può riciclare. Un secchiello con coperchio, marrone, per l’organico dove sistemare gli scarti di cucina e del giardino; un sacchettone verde per il vetro, uno giallo per plastica, acciaio e alluminio e infine uno azzurro per la carta. Chiudono il kit una guida alla raccolta differenziata per le utenze domestiche e un librettino che spiega passo-passo il sistema e.gate.
A Santarcangelo il vasto programma delle iniziative natalizie potrebbe essere diviso i due filoni: intrattenimenti e i veri e propri giochi per i bambini da una parte, appuntamenti culturali principalmente per i grandi, fermo restando che i confini sono sempre labili e scavalcabili.
Per tutti gli alunni delle elementari è già “in funzione” l’Albero dei Desideri, di fronte alla Pro Loco: ciascun bambino può appendere il proprio bigliettino, il quale verrà poi letto da una commissione che decreterà i pensierini più belli. Premiazioni il giorno della Befana.
Tutti i sabati di dicembre, dalle 15,30 alle 18,30 per le vie del centro ci sono i Babbi Natale in concerto, con la collaborazione della Scuola Comunale di Musica G. Faini. Dal 19, fino alla fine delle feste, di fronte alla Pro Loco si accenderà un grande braciere, tutti i pomeriggi all’imbrunire; vin brulè e musica di strada a corredo, per un impatto davvero suggestivo.
Yu gi oh è un popolare manga (fumetto) e anime (serie animata) giapponese di Kazuki Takahashi. Yu gi oh significa letteralmente “Re dei giochi” ed è basato su diversi personaggi che si sfidano a un gioco di carte chiamato Duel Monsters. dove ogni giocatore può acquistare e assemblare un mazzo con mostri, trappole e magie. Nato come manga nel 1996, oggi Yu gi oh si è trasformato in un marchio globale che comprende nuovi fumetti e serie animate, un gioco di carte collezionabili reale uguale a quello delle storie, giocattoli, videogiochi e altri prodotti. Elemento trainante di successo di Yu gi ho, oltre al manga che dal 1996 ad oggi è stato tradotto in molte lingue e pubblicato in oltre quaranta nazioni, è stato sicuramente il gioco a carte e i sequel della serie anime Yugioh R e Yugioh Duel Monster GX, forte elemento di spinta del marchio sul mercato. Come prodotto videogame, infine, è stato realizzato in varie versioni adattabili alle diverse piattaforme, da Nintendo, a GameBoy. Altro fenomeno che ha coinvolto tutto il mondo e che da quindici anni avvince tanti appassionati è “Magic the Gathering”, uno dei giochi di carte che vanta ben sette milioni di partecipanti in tutto il globo, molti dei quali italiani. Tant’è che Rimini ha ospitato a luglio di quest’anno giocatori provenienti da tutto il mondo giunti per partecipare al campionato mondiale.
Chi sceglie gli studi tecnici trova lavoro più facilmente. La conferma, l’ennesima, arriva da una ricerca a campione svolta da BuonLavoro CNA sui ragazzi che si sono diplomati all’Itis “Leonardo da Vinci” di Rimini. Ebbene, fra coloro che hanno scelto di non continuare gli studi, a soli due mesi dall’esame di maturità una media del 16 per cento ha già trovato un’occupazione. Percentuale che sale rispettivamente al 32 e al 26 per cento per chi ha seguito gli indirizzi di elettronica e meccanica. Ancora più eclatante il dato a tre anni dal diploma: ben il 93,3 per cento dei periti usciti dall’Itis riminese ha un lavoro.
Numeri che non stupiscono il preside dell’Istituto, Roberto Monacchi: “Questi dati – commenta – sono in linea con quelli nazionali. Il fatto è che nel mercato italiano del lavoro i diplomati in materie tecniche vanno letteralmente a ruba. Di più: rispetto alle esigenze delle imprese, ne mancano addirittura 70-80 mila”. Una carenza dovuta alla storica sottovalutazione, da parte delle famiglie ma non solo, che l’istruzione tecnica ha sempre dovuto scontare nel nostro Paese.
Anche il presidente di Aeradria Massimo Masini ha voluto “indossare” uno dei simboli dell’Associazione Dottor Clown di Rimini: il naso rosso. L’occasione è stata offerta dalla presentazione alla stampa locale dell’iniziativa “Un Disegno per Babbo Natale”, concorso per bambini in età scolare, sposata sia dall’Acquario di Cattolica che dall’Aeroporto “Fellini”. Sul sito www.undisegnoperbabbonatale. it è possibile consultare il regolamento del concorso e partecipare (nel 2008 sono stati raccolti quasi 1000 disegni). Ai primi classificati delle categorie riservate (3-5 anni, 6-10 anni, 11- 13 anni) andranno premi a sorpresa e biglietti aerei per le principali destinazioni europee raggiungibili dallo scalo di Miramare. Le premiazioni sono in programma il 6 gennaio all’Acquario di Cattolica e il 10 gennaio al Teatro Concordia di Borgo Maggiore a San Marino. Sempre all’interno del “Fellini” saranno esposti, dal 2 al 5 gennaio 2010, i disegni ricevuti nelle cassettine che l’organizzazione di “Un Disegno per Babbo Natale” ha posizionato in punti strategici della provincia. Il 12 gennaio prossimo, ancora al “Fellini”, sarà consegnato ai responsabili dell’Associazione Dottor Clown l’assegno con il ricavato della sottoscrizione.
Le limitazioni al traffico partite a Rimini dal 3 novembre e attive fino a tutto marzo, sono sospese in occasione delle festività dal 5 dicembre al 10 gennaio 2010. Dall’11 gennaio 2010 al 31 marzo 2010 – dal lunedì al venerdì, ore 8,30 -18,30 - riprenderà il divieto della circolazione stradale privata dei veicoli a benzina Euro 0, di quelli diesel Euro 0 ed Euro 1, degli Euro 2 qualora sprovvisti di filtro antiparticolato (FAP), e dei ciclomotori e motocicli a due tempi non conformi alla normativa Euro 1, anche se provvisti di bollino blu. Nello stesso periodo il giovedì è disposto il blocco della circolazione privata dalle ore 8,30 alle ore 18,30. Le limitazioni alla circolazione si applicano nel territorio del Comune di Rimini a mare della Strada Statale 16.
Info: http://www.comune.rimini.it/eventi/pagina6206.html
Prima di bollare la moda del cane da borsetta come l’ennesima prova che l’Occidente si è definitivamente bevuto il cervello, fermiamoci un attimo. Siamo sicuri che sia un’idea così balorda? E’ noto che le borse femminili sono talmente caotiche che per recuperare le chiavi o il portafoglio ci vuole un segugio. E siccome è difficile convincere un segugio in una borsetta, bisogna miniaturizzarlo. Il guaio è che a volte nella borsetta rischia di perdersi pure il cane (quindi, se vedete delle signore con la testa infilata nella borsetta che chiamano disperate Cicci o Puffi, non telefonate al 118 – probabilmente stanno solo cercando il cagnolino. In genere è rimasto intrappolato nella trousse da trucco, e quando riemerge è tutto sporco di rossetto).
L'aggressione di Berlusconi a Milano va condannata, punto e basta; ed è giusto che i primi a farlo siano coloro che non smetteranno di considerarlo un ricco attaccabrighe da condominio circondato da super-pagati dottor Stranamore, da fermare però non “con ogni mezzo”, ma con “tutti gli strumenti della democrazia”. Detto questo, non sarà l'idiozia dei distinguo di Di Pietro a giustificare la “caccia al mandante” del pazzoide di chiara fama che l'ha aggredito; un caccia già cominciata nelle caverne redazionali di “Libero” del “Giornale”. Né saranno le probabili vignette di Vauro a legittimare il protrarsi del lamentoso «Ce l'hanno tutti con me» a cui Berlusconi è già ricorso di fronte al sarcasmo e all'indignazione di mezza Italia e di tre quarti d'Europa per quel suo delirio di Bonn, di fronte all'allibita Merkel: una concitata esaltazione dei propri testicoli, dolorosamente offerti alla patria per fare argine al Partito dei Giudici, l'ultima delle reincarnazioni che il comunismo sta tentando dall'aldilà.
Ho spesso indicato nell'ipocrisia uno dei maggiori problemi culturali dell'Italia. Ipocrités, in greco antico, significava attore. L'ipocrisia è la menzogna dell'attore, cioè condivisa e convenzionale, quella che tutti fingono di prendere per vera. Come il riporto, quella banda laterale di capelli che i calvi stendevano pietosamente sul cranio. Tutti vedevano che erano solo dei poveri fili di capelli, ma si fingeva educatamente che fossero una chioma.
Se ci fate caso, il riporto è scomparso. Sostituito dalla rasatura del capo (modello Crozza) o dal trapianto di capelli (modello Berlusconi). La moda ci insegna i cambiamenti culturali.
L'ipocrisia è infatti in via di estinzione. Perché era legata a codici piccolo borghesi. Nella nuova società globalizzata non c'è più spazio per le pietose bugie. Non c'è via di mezzo tra la brutale verità (la rasatura) e l'artificio (il trapianto di capelli).
Per non dimenticare il vero significato del Natale, si sta svolgendo la X edizione de "Il Gioco di Natale per Vincere e Aiutare", tradizionale lotteria dell’Istituto Oncologico Romagnolo, i cui proventi contribuiscono alle finalità dell’Istituto. I biglietti si possono trovare presso le Sedi IOR di Rimini e Riccione, il Punto di Santarcangelo e l’Isola Lotteria situata all’interno del Centro Commerciale Le Befane - "piazza Marco Polo"– dove vengono esposti i premi in palio (Automobile Nissan Pixo, Scooter Aprilia Scarabeo 50, TV LCD 32” LG, NETbook Acer, Telefono cellulare Samsung) e materiali d’informazione medico-scientifica. Proprio a Le Befane il 6 gennaio si terrà l’estrazione dei premi durante una grande Festa con la Befana IOR.
Qualcuno ricorda la Social Card? Si prevedeva - parola del ministro Tremonti - che ne dovessero usufruire un milione e mezzo di bisognosi; ne sono attive 400 mila. O forse meno, e non si sa quanto siano costate, e non si sa quante ne saranno confermate: gli annunci di ministri e vice ministri si contraddicono a vicenda.
E qualcuno sa della riduzione dell'acconto Irpef in scadenza il 30 novembre? Ottima cosa, se non che queste tasse, per via della crisi, gran parte delle imprese contribuenti non le avrebbero comunque dovute pagarle. Il che sa tanto di presa per i fondelli. Le vere riduzioni di tasse "per il momento" non le vedremo, nonostante annunci che si ripetono non da mesi, ma almeno dal fatale 1994.
C'è la crisi, è ovvio. Non si può pretendere la luna. Il deficit è alle stelle. Ma chi, se non i nostri governanti, la luna ce la promettono un giorno sì e l'altro pure? Chi aveva annunciato bonus vacanze, meno iva sul turismo, abolizione dell'Irap e via andare? Chi aveva raccontato che la crisi non avrebbe toccato l'Italia e adesso ci informa che comunque è già passata? E che "ne usciremo meglio degli altri", pur essendovi entrati già zeppi di problemi?
Le Comunità straniere sono ormai stabilmente insediate in Italia, partecipano alla vita sociale, intraprendono carriere, investono e producono. Spesso si parla di imprenditorialità immigrata, ma d'altronde non si può dimenticare di riflettere sul grave deficit legislativo in tema di partecipazione politica degli immigrati residenti in Italia. Il dibattito sul tema è stato portato avanti per diversi anni, tra le associazioni , i politici, i sindacati e anche nelle Aule Parlamentari, ma senza produrre risultati attesi.
Un piano di piccoli investimenti diffusi per tenere a bada la crisi. E’ quanto chiederà Lega Coop durante un incontro fissato per l’11 dicembre con gli enti locali. Perché l’economia non va, nemmeno nella nostra provincia dove la recessione pare morda meno che altrove. E Giancarlo Ciaroni, presidente di Lega Coop Rimini, non nasconde la sua preoccupazione sul futuro e avanza delle proposte per affrontare il momento più buio degli ultimi sessant’anni.
Ciaroni, cosa sono i piccoli investimenti diffusi e perché li chiedete?
“Perché c’è urgente bisogno di dare ossigeno alla nostra economia che ormai sta davvero boccheggiando. Secondo noi, gli enti locali dovrebbero dare via libera ad una serie di commesse, anche piccole, ma appunto diffuse sul territorio. Non basta che a livello nazionale si sblocchino 8 miliardi di grandi opere: a parte che sull’immediato se ne potrà spendere solo 1 miliardo e mezzo, ciò che occorre è rimettere in moto il tessuto delle imprese locali, che stanno soffrendo di più delle grandi e non godono dei loro vantaggi”.
Una scuola elementare riminese all'ora dell'uscita. All'esterno staziona una pattuglia mista, un poliziotto di quartiere e due militari in mimetica. I genitori si interrogano: sarà successo qualcosa? Pedofili nei paraggi? Sequestratori in agguato? Ma comunque, tutti concordano, bene! Meglio così. La vista delle divise fa sempre piacere.
Un successo, dunque, per l'operazione Strade Sicure voluta dal ministro Maroni, come del resto decretano i sondaggi: la grande maggioranza degli italiani è assolutamente favorevole all'uso dei militari a fianco delle forze dell'ordine.
Tutto bene perciò. A patto di non farsi una domanda: a cosa serve, per esempio, presidiare una scuola elementare? Passi per le medie e le superiori, dove i ragazzi vanno da soli. Ma qui nessun bambino può entrare o uscire se non accompagnato dai genitori. E la probabilità che i piccoli e gli stessi adulti corrano qualche rischio è vicinissima allo zero. D'altra parte, è invece certo che i genitori votano, contrariamente agli alunni, e la sensazione di sicurezza generata dalle uniformi può ben perdurare fino al momento dell'urna.
Il Dossier Statistico 2009 redatto da Caritas Migrantes dimostra che il numero degli immigrati in Italia è sempre in crescita fra nuovi arrivi e le nascite. Solo nel 2008 sono nati 72.472 bambini da genitori stranieri. Dal Dossier risulta che gli immigrati non sono persone dal tasso di delinquenza più alto, non stanno dando luogo ad una invasione di carattere religioso, non consumano risorse pubbliche più di quanto versino con tasse e contributi, non sono disaffezionati al Paese che li ha accolti e, al contrario, sono un efficace ammortizzatore demografico e occupazionale. Quindi, gli immigrati sono un valore aggiunto molto utile e conveniente per l'Italia. Principalmente gli immigrati provengono dall'Europa (54%), dall'africa (22%), l'asia (16%) e l'america (8%). Gli immigrati credono nell'Italia e qui si vogliono stabilire a lungo. Solo nel 2008 hanno ottenuto la cittadinanza 39.484. Molti immigrati hanno costituito la loro impresa: si contano 187.466 imprese con titolari stranieri. L'immigrazione è una ricchezza demografica per la popolazione italiana, che va incontro al futuro con un tasso di invecchiamento accentuato. Sono circa un milione le assistenti famigliari straniere che si prendono cura delle famiglie italiane.
L'ex colonia Enel sarà un albergo e non un residence. E' questo l'ultimo passaggio nella storia di questa struttura che da tanto tempo occupa le vicende riccionesi.
Solo per restare alla cronistoria degli ultimi mesi: Il 14 marzo 2009 si tiene una tavola rotonda su questo storico edificio che si trova nella zona sud della Perla Verde. Costruita dall'architetto Giancarlo De Carlo, in quel momento è al centro di numerose polemiche. Diversi e qualificati architetti e urbanisti della provincia di Rimini, sostengono che il piano urbanistico di Riccione ne potrebbe prevedere la demolizione. E la considerano un'opera meritevole d'attenzione da parte della competente Soprintendenza. In effetti, De Carlo la costruì partendo dal punto di vista dei bambini destinati ad esserne ospiti. Tutta la struttura è pensata per favorire il bambino: dalla posizione delle finestre e dall'ampiezza delle stanze, fino all'altezza degli scalini e delle ringhiere.
Premesso che non voglio iscrivermi alla lista dei riformatori dilettanti, vorrei riprendere il punto che concludeva l'articolo precedente, dove usavo la metafora della leva per parlare di un modo di fare le riforme dell'Università.
Partiamo da un punto che consideriamo inamovibile. Per esempio: che ogni studente iscritto deve frequentare. Poi ne traiamo le conseguenze.
Se ogni studente iscritto deve frequentare, ci vuole una sedia per ogni studente (e tutte le altre attrezzature, dai bagni alle mense ecc).
Per dare una sedia ad ogni studente bisogna sapere con un certo anticipo quanti sono.
Per sapere quanti sono bisogna anticipare la chiusura delle iscrizioni e programmare la didattica. E' inoltre indispensabile prevedere un numero massimo (non usiamo il termine numero chiuso), basato sullo storico e sulle previsioni possibili, dato che il numero e le dimensioni delle aule non può aumentare magicamente oltre un certo limite.
Martedì 17 è partito Piedibus, il progetto per il nuovo anno scolastico promosso dagli Assessorati alla Mobilità della Provincia e del Comune di Rimini e che ha come partner la Polizia municipale, l'Osservatorio Naturalistico Valmarecchia e il CUP.
Il Piedibus, come un vero autobus di linea, viaggia col sole e con la pioggia, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito raccoglie passeggeri lungo il cammino. Il Piedibus è condotto da due adulti, un "autista" e un "controllore" che chiude la fila.
"Promuovere l'andare a scuola a piedi - dice l'assessore alla mobilità Magrini - è un modo per rendere la città più vivibile, meno inquinata e pericolosa".
Il SIA Guest - Salone Internazionale dell'Accoglienza, si conferma evento leader in Italia per i settori dell'alberghiero e ricettivo e dell´ospitalità. Alla 59^ edizione, che si svolgerà a Rimini Fiera dal 21 al 24 novembre, parteciperanno aziende leader nell´arredamento, contract, forniture (porcellane, cristalli, argenteria, tovagliati, biancheria), inter decò (tessuti, pavimentazioni e rifiniture d´interni per il contract), attrezzature e impianti per la ristorazione ed il bar, tecnologie, sicurezza, servizi, impiantistica, benessere e arredo bagno. Inoltre, il nuovissimo padiglione dedicato alle eccellenze della produzione italiana, e il ricchissimo programma di aggiornamenti, incontri, convegni e workshop.
Pretendere che la giustizia non abbia il tratto della vendetta, neppure nei confronti del peggior criminale, non contraddice il naturale senso di ripulsa che suscita un assassino; tanto più se, in vista della meritata condanna, abbandona la feroce baldanza per un indecoroso piagnucolio, da presunto perseguitato. Mi è pertanto indifferente che quell'orrido figuro di Cesare Battisti "minacci" di portare alle estreme conseguenze lo sciopero della fame se il Brasile deciderà finalmente di estradarlo in Italia, ponendo fine ad una farsa che ha già leso il prestigio e la credibilità del suo presidente. Se invece Lula vorrà tenersi quel vile, assisteremo ad una schifezza politico-giudiziaria ancora più rivoltante di quelle a cui siamo abituati in Italia, dove una servile pavidità sforna continui salvacondotti truffaldini all'utilizzatore finale Berlusconi: l'ultimo, ipocritamente chiamato processo veloce, è un vero capolavoro di pirateria giudiziaria.
Chi festeggerà il Natale più prospero degli ultimi anni? I produttori di disinfettanti spray, quelle bombolette che ci illudono di sterminare la subdola filibusta di germi, virus e batteri che tentano l'arrembaggio all'indifeso corpicino dei nostri fanciulli.
A quanto pare, in Italia l'influenza suina è l'unica entità che se ne sbatte dell'anzianità e dà la giusta attenzione alle giovani generazioni, fin dai banchi di scuola. Tant'è che quando la becca uno di mezza età, si sente così lusingato che, invece di starsene a letto si imbottisce di tachipirina e va al lavoro lo stesso per farsi bello con i colleghi: se il virus mi ha scambiato per un ventisettenne, magari ci casca anche la nuova segretaria carina. E' proprio vero che del maiale non si butta via niente, nemmeno l'influenza.
Non c'è alcun dubbio, per il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni intervenuta alla XXXV edizione delle Giornate Internazionali del Centro Pio Manzù tenutesi a Rimini dal 23 al 25 ottobre: i giovani di oggi sono molto più coraggiosi di quelli ieri. Il Ministro ha parlato della condizione giovanile ad una sala gremita e ad un parterre di relatori di primissimo livello come il sociologo statunitense Todd Gitlin,il presidente del parlamento europeo dei giovani Guillaume Borie, la rappresentante permanente dell'ONU Hanifa Mezoui e cattedratici di fama internazionale come Marisa Ferrari Occhionero e Alessandro Rosina, sviluppando un'analisi critica e appassionata, sulla nostra società, incapace di offrire certezze, bloccata da rendite di posizione e da privilegi consolidati. Estraneo agli ideologismi e alle forme di ribellione stereotipate, il coraggio dei nostri giovani è quello quotidiano, quello di trovarsi un lavoro, di crearsi una famiglia, di chiedere un mutuo in banca.
Dalla crisi si esce con l'innovazione. Anche perché proprio chi innova viene premiato dai finanziamenti europei, come fissato dall'Agenda di Lisbona. E tante sono le opportunità anche per imprese più piccole, se riescono a mettersi insieme.
Ne è convinta CNA Piccola Industria di Rimini, che il 6 novembre ha presentato Innovation Community, un progetto pensato "in forte sinergia con le istituzioni regionali dell'Emilia Romagna e quelle della Provincia di Rimini". Si tratta "di migliorare i meccanismi di trasferimento tecnologico attraverso azioni di mappatura delle imprese locali, azioni di raccordo tra imprese e mondo della ricerca e facilitazione di accesso alle opportunità offerte dal FESR POR Emilia Romagna 2007-2013".
Torna "Non-Congelateci il sorriso", il progetto - primo in Italia - di sensibilizzazione contro il bullismo voluto dalle gelaterie artigianali in collaborazione con CNA e BuonLavoro, Università di Bologna, Ufficio Scolastico provinciale e Assessorato al Servizi Sociali della Provincia di Rimini, ISFOL - Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, e con il sostegno della Fiera di Rimini. ISFOL ha adottato il progetto riminese per trarne una piattaforma formativa disponibile a livello nazionale tramite l'e-learning, la possibilità di imparare usando Internet.
Chiede la nonna: "E domani dove vai di bello?" Risponde il nipotino: "A Fiabilandia!". Inorridisce la nonna: "A Fiabilandia??? Ma domani si va al cimitero!".
Nel dialogo-tipo che si è svolto nelle case riminesi durante lo scorso fine settimana si può scorgere l'immensità dell'abisso culturale che ormai separa le generazioni. Le feste dei Morti dei nostri avi si traducono ormai nel ponte dei Morti (quando casca bene nel calendario) per i genitori d'oggi, e in Halloween per i figlioli.
Come per tutti gli scontri generazionali, le conseguenze sono nefaste. Innanzi tutto, essendo assodato che l'evoluzione del cervello umano è ferma al neolitico, ogni festa continua a pretendere un tributo di follia e di sangue. Di qui l'accanimento nel commettere le idiozie più spettacolari e pericolose, regina delle quali è far scoppiare i botti. Non bastavano la contabilità macabra di capodanno e i dispacci da zone del fronte di ferragosto e degli stadi, d'ora in poi dovremo tenere il conto anche delle vittime immolate a Jack O'Lantern.
E' cominciata il 26 ottobre e terminerà il 16 gennaio la serie di incontri sul tema della cittadinanza nei suoi vari aspetti ed implicazioni. "Conoscere meglio la società in cui si vive e sapersi orientare nella rete dei servizi offerti ai cittadini, per sentirsi parte di una comunità variegata, unita e accogliente." In 12 incontri con ingresso libero si approfondiranno tutti quei temi utili ai cittadini stranieri per conoscere leggi, diritti e servizi presenti sul territorio. Si parlerà di: diritti e doveri dei cittadini ai principi costituzionali di uguaglianza e solidarietà, senza dimenticare questioni come il lavoro, i servizi sanitari, la casa e le politiche abitative a sostegno delle categorie meno abbienti. ruolo e funzionamento degli istituti di credito, dei servizi finanziari e postali.
Ops... è già San Martino! Stanno spolverando le corna per appenderle all'arco e chi non conosce il dialetto sappia che hanno strettamente a che fare con il sottotitolo della regina delle fiere: la fiera dei becchi... Contemporaneamente, stanno montando le osterie, chissà, magari per affogare i dispiaceri dello scoprirsi il "palco" sulla testa? E' il giro di boa dell'autunno, è (dicono) il mese più mesto dell'anno, ma il periodo di San Martino non consente pensieri uggiosi, si brinda con la Cagnina e si fa merenda con le caldarroste. Ci saranno le postazioni gastronomiche in piazza Marconi, in via De Bosis e in vari punti del centro, la gettonatissima polenta, la piadina farcita, i dolci; quest'anno, nell'arena del Campo della Fiera troveremo anche uno stand con specialità trentine, per chiudere la merenda con ottimo strudel e un bicchiere di vin brulé. La Fiera di San Martino è un appuntamento che non ha conosciuto soste da secoli, che non ha sentito crisi nemmeno in periodi in cui frequentare fiere era poco "à la page", che tutt'ora, momento magico per tutto quello che riguarda il cibo legato al territorio, emerge con prepotenza in mezzo alle decine di altre fiere autunnali. Moltissime le persone, tante da formare delle vere "fiumane" lungo le strade. Molti i pullman pieni di turisti, li si vede scendere all'inizio delle bancarelle (sono 500 espositori) e li si vede risalire alquanto alticci qualche ora dopo, carichi di pacchetti. Sì perché la festa propone bancarelle alle quali non è possibile sottrarsi. Ed ora gli imperdibili: la "Casa dell'Autunno" in piazzale Marini con le specialità gastronomiche delle varie regioni italiane, con i meravigliosi tomini, e le olive, e i cioccolatini e i salumi...
Da sabato 21 a martedì 24 novembre a Rimini Fiera si tiene la 59a edizione di SIA GUEST, Salone Internazionale dell'Accoglienza, col patrocinio di Federalberghi, AIPI (Associazione Italiana Progettisti d'Interni) e ADI (Associazione Italiana per il Design)
Il taglio del nastro alle 10.30 del 21 con il Ministro del Turismo, Michela Brambilla. Qiondi il convegno "Internet e Turismo. Più valore per il cliente. Più efficienza per l'impresa" dove sarà presentato il portale di prenotazioni alberghiere ItalyHOTELS. A SIA GUEST 2009, su 10 padiglioni, sono attesi oltre 40 mila operatori professionali. In mostra i settori dell'arredamento, contract, forniture, Interdecò, attrezzature e l'impiantistica per la ristorazione, tecnologie, aree benessere, arredo bagno e veicoli commerciali.
Ricomincia la guerra all'inquinamento. Stop a veicoli a benzina Euro 0, ai diesel Euro 0 ed 1, a ciclomotori e motocicli a due tempi non conformi alla normativa Euro 1) anche se provvisti di bollino blu. Tutto ciò dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 18.30. Martedì 3 novembre sono tornate le limitazioni al traffico, che dal 3 novembre al 4 dicembre si applicano nel territorio del Comune di Rimini a mare della Strada Statale 16. Sono escluse dal divieto inoltre: viale Principe di Piemonte dal confine con Riccione fino alla rotonda di incrocio con Via Cavalieri di Vittorio Veneto; via Cavalieri di Vittorio Veneto fino alla SS.16; via San Salvador dal confine con Bellaria-Igea Marina fino all'incrocio con Via Tolemaide; via Tolemaide fino alla SS. 16. Dall'11 gennaio al 31 marzo, il divieto sarà esteso anche ai diesel euro 2 e tornerà il blocco del giovedì, dalle 8,30 alle 18,30, per tutti i veicoli eccetto quelli elettrici e ibridi, a metano e gpl, gli euro 4 e 5, quelli con filtro antiparticolato, con almeno 3 persone a bordo, in car sharing, e gli esentati per vari motivi.
Info all'Urp 0541 704704 o.www.liberiamolaria.it
Le opportunità offerte dall'uso del computer si mescolano a forme di scemenza informatica che non sempre si limitano ad uno sfaccendato spettegolare su Facebook. Vi sono idioti che promuovono gruppi denominati "Uccidiamo XY", fatti passare per semplici provocazioni. Finché il truce sberleffo non ha toccato Berlusconi ma "solo" decine di altri personaggi pubblici, è passato per una sgradevole goliardata, immeritevole di preoccupazione governativa. Solo alla comparsa di "Uccidiamo Berlusconi" si è finalmente ascoltata in TV la doverosa reprimenda di Maroni, con quella sua parlata da salumiere della Brianza prestato alla nazione; e la giusta stigmatizzazione dell'Angioletto Alfano, che invece ci tiene a mostrarci il suo sforzo di finto pensatore. Di fronte alla sacrosanta decisione di oscurare quel sito e denunciarne gli aderenti, qualcuno si è però chiesto perché un analogo decisionismo non abbia sanzionato anche gli altrettanti "uccidiamo tizio" che girano su Internet. Che domanda! Non si può mica pretendere che il decisionismo del governo venga sprecato per ogni quisquilia: va tenuto per le grandi occasioni, come la riforma dell'università. Qui l'algida Gelmini è stata perentoria: "Basta con i ricercatori precari a vita"; che così d'ora in poi, dopo un tot di anni, saranno finalmente...licenziati. Sul precariato è poi arrivata l'ulteriore zampata di Tremonti: "La flessibilità? Mille volte preferibile il posto fisso!" Di qui l'invocazione "santo subito!" di Bonanni, lo stizzito vade retro della Marcegaglia e un dibattito degno del Catalano che in "Quelli della notte" di Arbore si chiedeva: "Meglio essere belli e ricchi o brutti e senza un soldo?"
Poche esperienze ti fanno conoscere la tua città come la ricerca di una casa da acquistare. Vedi Rimini da un'altra prospettiva. Il paesaggio urbano si ridisegna a seconda del prezzo per metro quadro, un indice impazzito che schizza o precipita da un quartiere all'altro, a volte da una strada all'altra. La tua Rimini mentale si rimodella in un plastico stravolto in cui l'altezza degli edifici corrisponde al loro costo in migliaia di euro: il villino svetta come un grattacielo, il Grattacielo è rasoterra. La vecchia casa nel centro storico, che evoca placidi quadretti stile Signorina Felicita di Gozzano, è in realtà un mostro vorace che ti indebiterà per sette generazioni; pochi chilometri più in là, oltre la Statale, i prezzi sprofondano, ma anche il tuo umore, all'idea di trasferirti da quelle parti.
A te piacerebbe restare nel centro storico, e pazienza se ormai devi dire buongiorno ai vicini in russo o in cinese. Ma oggi centro storico è un termine un po' vago. Dalla cerchia delle mura è dilagato verso la Fiera vecchia, e oggi per "adiacenze centro storico" si intendono le Celle. Ancora qualche metro, e non si capirà più se sono le adiacenze del centro storico di Rimini o di quello di Santarcangelo. La nuova definizione di "centro storico" è: porzione di città in cui devi scegliere se avere un'auto o avere figli. Se vuoi tenere l'una e gli altri, devi uscire dal centro e indagare su ogni cartello «Vendesi».
Ho ascoltato a Radio Radicale un dibattito (scaricabile dal sito di Radio Radicale, giorno 24/10) tra i tre candidati alla segreteria del PD. Ho prestato particolare attenzione alla domanda sull'università. Bersani ha iniziato dicendo che dietro la Gelmini vede sempre Tremonti. Intendeva dire che la politica universitaria è determinata dai tagli alla spesa. Ha poi proposto una (ennesima) grande riforma del sistema formativo fatta dai migliori cervelli del paese e dal Parlamento, senza scendere nei particolari. Mi chiedo: ma questi migliori cervelli, da dove li prende e come li sceglie? Può evitare di rivolgersi all'università? E se sono universitari, probabilmente anche professori ordinari (cioè il massimo grado e la massima anzianità) quante probabilità ci sono che vogliano cambiare il sistema nel quale sono i massimi favoriti? Uno dei difetti maggiori dell'università italiana è infatti che è stata consegnata in mano ai docenti, non solo per quanto i docenti conoscono, cioè la didattica e la ricerca, ma anche -di fatto- per il reclutamento e l'amministrazione. Il risultato è che l'università italiana è diventata una delle corporazioni italiane che ha come obiettivo il massimo benessere dei suoi membri.
Le imprese hanno sono sempre più a corto di liquidità. E' quanto è emerso dal primo bilancio dell'attività di Unifidi, il consorzio fidi regionale cui un anno fa anno dato vita CNA e Confartigianato. I dati del Riminese parlano di più domande alle cooperative di garanzia, ma per importi minori: quest'anno le richieste cresceranno a 850, ma per chiedere 50 milioni in prestiti invece che i 58 del 2008. E solo in minima parte (10 per cento) finanzieranno investimenti. Traduzione: il fido serve per tirare avanti giorno per giorno, non per ingrandire l'azienda. CNA e Confartigianato hanno incontrato le 14 principali banche che operano a Rimini per trovare un'intesa su interessi, mutui e costi dei finanziamenti.
Rimini, in questa ultima settimana di ottobre, è diventata per qualche giorno la capitale ecologica d'Italia. Due importanti manifestazioni come Ecomondo alla Fiera e Ambiente festival nel centro della città hanno contribuito a divulgare una nuova e più consapevole cultura dell'ambiente e delle possibilità di uno sviluppo sostenibile ed ecocompatibile. Un'importante occasione per il nostro territorio che proprio nell'ambiente trova le risorse per la sua industria turistica. L'Italia, paese che non dispone di energia fossile se non in esigua parte, deve recuperare lo svantaggio, rispetto ad altre nazioni europee, nella ricerca e nella costruzione di impianti di produzione di energia rinnovabile. Ogni singolo comune, ogni cittadino e imprenditore può avere un proprio ruolo senza dipendere da mega complessi energetici.
Domenica il Partito Democratico va alle sue primarie per scegliere il segretario. Bersani, Franceschini o Marini: questa la scelta. Ma chiunque sarà il vincitore, dove andrà poi effettivamente il secondo partito italiano, il primo in alcune regioni compresa la nostra, non è chiaro per nessuno.
Si dice che il Pd non funzioni perché è la semplice sommatoria di ex-comunisti ed ex-democristiani. Ma ciò che più fa difetto ai democratici è proprio quello che teneva insieme la Dc e il Pci: la capillare presenza nel “territorio” e un’identità che abbia la forza di una fede. Ciò che pare riuscire oggi solo alla Lega, per quanto in ambiti limitati.
Ciò nonostante, la partecipazione alle vicende non certo felici del Pd è molto alta. Secondo alcuni osservatori, fin troppo alta. Gli italiani, dice questa scuola di pensiero, vogliono seguire adoranti un capo, non sceglierselo da soli. L’immagine di un partito che discute al suo interno viene vista come litigiosa, non come democratica: “Quelle cose lasciamole fare agli americani”.
Nell'ultima sanatoria sono state presentate circa 300.000 domande da parte dei datori di lavoro che hanno chiesto di regolarizzare la loro collaboratrice familiare che facevano lavorare in nero da almeno 3 mesi prima del 30 giugno 2009. L'ultimo termine di presentazione delle domande era il 30 settembre. I primi giorni di ottobre, le prefetture competenti hanno iniziato a chiamare i datori di lavoro per completare la loro pratica. I tempi veloci di elaborazione e risposta della Prefettura e della Questura di Rimini, fa pensare che gli immigrati clandestini avranno presto un permesso di soggiorno, che da tempo aspettavano. Presto quindi potranno fare anche il loro viaggio in patria da regolari e soprattutto stare in Italia tranquilli, senza la paura e la sofferenza sempre più grande dei clandestini. La singola pratica, si può controllare anche direttamente online sul sito del Ministero dell'Interno: http://domanda.nullaostalavoro.interno.it/
Nell'ultima sanatoria sono state presentate circa 300.000 domande da parte dei datori di lavoro che hanno chiesto di regolarizzare la loro collaboratrice familiare che facevano lavorare in nero da almeno 3 mesi prima del 30 giugno 2009. L'ultimo termine di presentazione delle domande era il 30 settembre. I primi giorni di ottobre, le prefetture competenti hanno iniziato a chiamare i datori di lavoro per completare la loro pratica. I tempi veloci di elaborazione e risposta della Prefettura e della Questura di Rimini, fa pensare che gli immigrati clandestini avranno presto un permesso di soggiorno, che da tempo aspettavano. Presto quindi potranno fare anche il loro viaggio in patria da regolari e soprattutto stare in Italia tranquilli, senza la paura e la sofferenza sempre più grande dei clandestini. La singola pratica, si può controllare anche direttamente online sul sito del Ministero dell'Interno: http://domanda.nullaostalavoro.interno.it/
Per il turismo balneare italiano è stata un'estate gelida: le presenze sono diminuite complessivamente del 6,4 per cento, con crolli rovinosi in Sicilia, Sardegna e Liguria. Chi se la cava meglio è la Riviera Romagnola, che riesce a contenere i danni con il 2,7 per cento delle presenze in meno e aumentando gli arrivi dello 0,4 per cento. Questo almeno stando ai dati di Unioncamere, presentati il 17 ottobre scorso al TTG tenutosi alla fiera di Rimini.
Giovedì 29 ottobre, al teatro Novelli di Rimini dalle ore 21, si svolgerà la serata di spettacolo e premiazione che conclude l'edizione 2009 di "Nuove idee Nuove Imprese", la competizione per business plan promossa da enti e istituzioni della provincia di Rimini e della Repubblica di San Marino. I progetti dei giovani per far nascere nuove imprese saranno già in mostra dalle 19 nella Galleria delle Idee, allestita nel ridotto del Novelli. Alle 21 la premiazione dei tre progetti vincitori e di quelli più meritevoli, cui seguirà lo spettacolo dei comici Sergio Sgrilli e Paolo Magone. La serata sarà presentata da Maurizia Cocchi.
Alla guerra come alla guerra. Non è mai successo che Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera, si tiri indietro quando c'è dimostrare sul campo chi è il più bravo. "Questo è il mercato", ripete ad ogni occasione. E lo ha ripetuto il 16 ottobre alla presentazione dell'ultima sfida. Che si chiama Packology, fiera del packaging in programma da martedì 8 a venerdì 11 giugno 2010.
La sfida in questo caso è a Milano, che ha già Ipack - Ima. E a Bologna, che non se l'è sentita di accogliere la proposta di Ucima, l'Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche, per lanciare una manifestazione concorrente. Rimini invece ci crede al punto di proporsi all'Ucima come partner "perfetto" al 50 per cento. Non solo: ha messo sul piatto un milione di euro per promuovere la nuova esposizione, che avrà una periodicità triennale e occuperà circa la metà dei quartieri: otto padiglioni per un'area di 60.000 mq. Saranno in mostra macchine per il confezionamento, macchine di processo, materiali per imballaggi, tecnologie per l'etichettatura, la codifica e la marcatura, accessori e componenti, tecnologie legate alla logistica, stampa e editoria di settore.
Packology proporrà la produzione industriale del sistema del packaging che in Italia è fortemente orientato all'export: va all'estero addirittura l'88,5 per cento dei nostri macchinari. Escono soprattutto dagli stabilimenti emiliani, ma anche piemontesi, lombardi, veneti.
La terza edizione di ECOMONDO, fiera dell'ambiente leader nel settore, a Rimini Fiera dal 28 al 31 ottobre, ospiterà 1.500 imprese su 110.000 mq; sono attesi oltre 60 mila visitatori.
Negli stessi giorni si svolgeranno anche Key Energy - Fiera Internazionale per l'Energia e la Mobilità Sostenibile, il Clima e le Risorse per un Nuovo Sviluppo; Energyes -
Sistemi e soluzioni per un uso efficiente dell'energia; RI3 Ricarica Rigenera Riusa - 5a Rassegna della Rigenerazione, Ricarica e Riuso dei supporti di stampa, hardware e prodotti. Numerosi i convegni e gli appuntamenti, dedicati soprattutto al recupero di materia ed energia e allo sviluppo sostenibile.
Il primo novembre del 1943, alle ore undici e cinquanta circa, la città di Rimini ha subito il primo bombardamento. La città non aveva rifugi adeguati, esistevano solamente degli scavi simili a trincee, effettuati in diversi luoghi della città. Travi di legno, sopra gli scavi, sostenevano una copertura di terriccio, che dovevano servire come paraschegge. In uno di questi inadeguati rifugi, colpito dalle bombe del primo novembre, ci sono stati una ventina di morti.
Oggi quella via si chiama Vittime civili di guerra. Da quel primo novembre è iniziato il calvario dei Riminesi, la popolazione ha cercato sistemazioni di fortuna nei paesi, nei casolari del circondario e nelle gallerie del trenino per San Marino.
L'ospedale civile, l'ospedalino dei bambini, sono stati evacuati e trasferiti in una villa vicina alla chiesa di San Fortunato. Rimini, da quel primo novembre, è stata sottoposta a bombardamenti sempre più frequenti e distruttivi, alla liberazione, oltre l'ottanta per cento della città risultava distrutta.
I peggiori e più prolungati bombardamenti che ricordo, prima di trasferirmi nella regione Friuli, sono stati il 26 novembre e il 28- 29- 30- dicembre.
Università, una qualsiasi, anche molto vicina a noi. Primo anno, primo giorno di lezione. L'aula è pronta, pulita e luminosa. Arrivano i primi studenti. In anticipo, perché è il loro debutto, e sono emozionati. Iniziano a prendere posto. Come sempre, i più chiassosi in fondo, i più diligenti davanti, le belle fanciulle in mezzo, pronte a sorridere al bel prof, se sarà un bel prof. Pian piano l'aula si riempie. Puntuale arriva il docente. Inizia a sistemare il computer per proiettare le immagini. Il video funziona, tutto a posto. Gli studenti continuano ad arrivare.
Ben presto l'aula è piena. Chi entra cerca con gli occhi un posto. Ne resta qualcuno qua e là, i primi già si appoggiano alle pareti, in piedi. Il docente invita ad occupare tutte le sedie, gli studenti si intrufolano, si siedono in prima fila, sempre l'ultima ad essere riempita. Rapidamente, tuttavia, sedie e pareti sono piene, ma ragazze e ragazzi ne entrano ancora. Passano davanti a quelli in piedi, fino allo spazio attorno alla cattedra, si siedono per terra. Il docente inizia la lezione. Ora l'aula è stracolma. I ritardatari non riescono più a entrare. Il numero previsto dalle norme di di sicurezza è ampiamente superato. Si è già violata una legge. Se dovesse accadere un incidente, ci sarebbero responsabilità colpose. Ma siamo in Italia, le leggi non si rispettano. Qualcuno resta a sbirciare dalla porta, altri ciondolano nell'atrio, altri se ne vanno. Al bar, magari a chiacchierare e divertirsi, come non divertirsi a vent'anni? Ma per loro la prima lezione non ci sarà, che il prof sia un Adone o un mostro.
I residenti di via Brighenti sono come i bambini: gli dài un dito di carta stampata, e loro pretendono una mano. Da quando è uscito il pezzullo sulla Death Valley in miniatura (neanche tanto) rappresentata dal marciapiede davanti al Liceo Classico, quando esco di casa vengo spesso apostrofata da signore inviperite e gentiluomini sdegnati che mi invitano a denunciare altre emergenze limitrofe. «E di questa, quando parliamo?» mi interroga la vicina, indicandomi con aria di rimprovero la cacca davanti a casa sua, manco l'avessi fatta io. Caspita, saranno circa quarantatre anni che non defeco davanti a una casa, e anche allora non danneggiavo nessuno, perché portavo i pannolini. No, la mia vicina ce l'ha con i cani che scagazzano davanti alle nostre dimore, e ancora di più con me che, pur avendo in mano la leva del quarto potere non denuncio il malcostume canino-padronale. (In realtà ne ho parlato un paio d'anni fa, ma la signora si è trasferita in via Bertani solo di recente.)
Finalmente Claudio Dau, consigliere comunale riminese della “destra storaciana vedova Santanchè”, è riuscito nell'epica impresa di battere sul tempo il suo ex gran capo Gioenzo Renzi, fino a ieri n. 1 di An e oggi n. 4 nel PDL, dopo Pizzolante, Piacenti e Lombardi. Ogni volta, infatti, che Dau si appresta a rivolgere un'interpellanza su di una fontanella che perde, un gatto che miagolando disturba i vicini, un extracomunitario da stramaledire, niente da fare: ci ha già pensato Renzi! Il quale, essendo perdipiù bi-consigliere comunale e regionale, recita poi il medesimo testo pure a Bologna. Ma questa volta Dau ce l'ha fatta e, grazie alla sua interpellanza, il monarchico Ruzzier ha vinto una storica battaglia: costringere il Comune a “reintitolare” Via Giovanni XXXIII a re Umberto I.
San Martino e San Lorenzo si devono essere messi insieme per salvare Riccione dalla perturbazione che ha turbato la riviera solo sabato sera. E i golosi ringraziano i due santi per aver potuto accedere liberamente a Ciocopaese, la festa del cioccolato che ha riempito Riccione Paese di famiglie, di giovani e giovanissimi, ma anche di curiosi da tutta Italia. Sì, perché il cioccolato tira, e attira: oltre 6.000 presenze in due giorni e assalto agli stand, soprattutto a Staccoli, Slurp e Chocopassion di Merate: dove per gustare una pralina c'è chi è rimasto in fila per un'ora. A Chocopassion va anche il merito di aver fatto sbarcare una nave di un metro per un metro e mezzo circa di cioccolato, tutta colorata. Il premio allo stand più in tema è andato invece al "Ritrovo degli Ingordi", allestito con cornici e pannelli autunnali e un cuoco di cioccolato ad altezza naturale. Gli altri protagonisti? Crepes, cubetti dalle scritte più strane, attrezzi "arrugginiti"... tutti con un denominatore comune: lato per lato, il signor cioccolato!
Le città antiche non conoscevano il verde pubblico e Rimini non faceva eccezione. Solo nel 1888 nacque il nostro primo parco cittadino, piazza Ferrari. Artefice dell'operazione fu la Cassa di Risparmio, quando costruì la sua nuova sede. All'epoca salutata con grandi elogi - anche in quei tempi non era certo frequente rinunciare ad una lucrosa impresa immobiliare, per di più nel cuore della città, per piantarvi degli alberi - la nascita dei giardini non fu indolore. Per realizzarli fu abbattuto un intero isolato occupato da ex edifici religiosi, alcuni dei quali antichissimi: come il convento delle Celibate, che era stato il palazzo degli Atti, la famiglia di Isotta, e la chiesa di San Tomaso, addirittura di epoca bizantina. Cosa celasse quel riquadro lo si è poi visto con il ritrovamento della Domus del Chirurgo; gli archeologi in quel frangente hanno verificato che i mosaici proseguono anche nella parte non scavata.
Clamoroso provvedimento della Banca d’Italia: il 2 ottobre la Banca di Rimini è stata posta in amministrazione straordinaria e affidata a commissari nominati dall’istituto centrale. Sospesi dalle loro funzioni gli organi amministrativi e di controllo. Nelle motivazioni si parla di “gravi irregolarità e gravi violazioni normative”. Inoltre, prosegue una nota del Ministero dell’Economia, titolare del provvedimento, “le anomalie riguardano l’assetto organizzativo e gestionale e il sistema dei controlli interni”. La Banca di Rimini aveva subito alcune ispezioni tra febbraio e aprile scorsi. Inoltre la Procura della Repubblica aveva aperto indagini, non ancora concluse, su casi di truffa, usura ed estorsione da parte di due funzionari della banca.
Anche Alberto Ravaioli, sindaco di Rimini e primario di oncologia, è coinvolto dell’indagine dei Nas di Bologna su di un vasto giro di false ricette per riscuotere i rimborsi. L'indagine dei carabinieri, svolta con la collaborazione delle Ausl di Bologna e Ravenna, è coordinata dalla Procura di Bologna. A Rimini oltre a Ravaioli, che comunque non ha ancora ricevuto alcun avviso di garanzia, sono coinvolti altri 7 medici del suo reparto.
Martedì 15 settembre 2009 a Pordenone una ragazza marocchina di 18 anni viene sgozzata dal padre perché si era innamorata di un ragazzo italiano di religione cattolica. I giornali scrivono questo sulla notizia del giorno "mussulmano uccide la figlia perché innamorata di un cattolico" ma qui l'islam non ha nessuna colpa. La fede, l'osservanza e l'educazione religiosa dei figli hanno grande importanza nell'Islam, cosicché tutto il sistema dei rapporti familiari è influenzato da esse. Nella famiglia vengono inculcati nella personalità dei figli i valori della solidarietà, della gentilezza, della tolleranza e della comprensione: in essa si realizza l'ambiente più idoneo allo sviluppo della personalità umana. I mussulmani amano i figli. (...) E questi, dunque, devono essere curati con amore e dedizione, incoraggiando sempre però il loro spirito d'iniziativa e di collaborazione: l'idea di una madre serva dei propri figli è aliena all'Islam. (...) Secondo il Profeta dell'Islam, le persone a cui si deve più rispetto sono i propri genitori, e la madre in particolare, che ha diritto all'amore dei figli tre volte più del padre.
Mai avrei immaginato che alla "Banca Etica" di Rimini avessero l'avventatezza di imitare le turpi gesta anti-italiane di chi, con "l'invidia tipica della sinistra", procura delusione e sofferenza a Berlusconi, ostinandosi a non riconoscerlo "L'Uomo della Provvidenza 2". I dirigenti di quel meritorio istituto creditizio hanno infatti preannunciato che rifiuteranno i soldi provenienti dallo scudo fiscale perché «mancano del requisito fondamentale della trasparenza». Non si stupiscano, dunque, di trovarsi presto inseriti nell'elenco dei "cultori dell'odio", aggiornato con quotidiana diligenza dai ragazzi di bottega Cicchitto e Capezzone, che poi lo passano a Feltri perché provveda come lui sa, col suo Giornale a canne mozze.
Ho detto basta. Quella di ieri era proprio l'ultima. Ormai ero arrivata a una-due al giorno, dopo i pasti, e non mi davano più nemmeno tanto gusto, tant'è che a volte le lasciavo a metà. Erano un rito, un tic, un vizio da godere in solitudine, o da condividere al massimo con il mio figlio più piccolo, che ne va matto, e quando me ne vede una in mano strepita e allunga il braccino per prenderla. E io? Gliela cedo, naturalmente, e lo guardo compiaciuta mentre la consuma fino all'ultimo.
Prima che mi denunciate per istigazione di minore al tabagismo, meglio chiarire che non sto parlando di sigarette, ma di pesche. Io le adoro. Primo, perché, come tutta la frutta, mi permettono di recitare uno dei ruoli più utili e nonviolenti previsti dal copione di Madre Natura, quello del bestione goloso che si sbafa la pesca e in cambio fa da tassista per il nocciolo. Secondo, perché le pesche romagnole sono in assoluto le migliori del mondo, con buona pace degli americani, i soli a produrne più di noi, ma quanto a sapore lasciamo perdere (e parlo per averle assaggiate sul posto).
Dicono gli urbanisti (almeno quelli intelligenti) che la città è un sistema, cioè un insieme di parti tutte collegate tra loro, o direttamente o attraverso le altre. Quando si va a toccare il traffico automobilistico lo si vede bene. Il traffico è una cosa in movimento, la città una cosa ferma. Sotto un certo aspetto è come un fiume: l'acqua si sposta, il letto del fiume è fermo. Ma non è esattamente così. La differenza è che l'acqua, se la si lascia fare, il letto del fiume se lo fa da sola. Le automobili non possono fare le strade. Ma ciò non toglie che, tutte insieme, si comportano come un fluido. Se le si lascia muovere liberamente, riempiono tutti i buchi, come l'acqua, finché non c'è più posto.
A sentir qualcuno, la crisi non c’è o comunque la ripresa è già iniziata. Peccato che per i comuni mortali le difficoltà aumentino ogni giorno e non di poco. Pertanto il sindaco di Santarcangelo ha pensato di distribuire, subito, aiuti ai lavoratori in difficoltà. “Stanno per esaurirsi gli effetti degli ammortizzatori sociali – conferma Morri – le persone hanno bisogno adesso”. A tal proposito è stato messo a punto un provvedimento a favore di chi ha perduto il posto di lavoro, istituendo un fondo da 100mila euro. I beneficiari devono essere residenti a Santarcangelo e avere una condizione di precarietà lavorativa a partire dal 1 ottobre 2008. “Al primo posto per noi ci sono le famiglie e le imprese – dice il sindaco - era nel nostro programma e lo stiamo attuando”. Altra promessa elettorale riguardava le abitazioni: quindi 22 nuovi appartamenti di edilizia popolare dovrebbero essere pronti da assegnare entro la fine di questa legislatura, attraverso un nuovo regolamento. Grazie all’accordo raggiunto con Acer, gli alloggi e sorgeranno in via Alessandrini (12 appartamenti) e in via Scalone (10). “Per quanto riguarda il piano casa – spiega ancora Morri – seguiremo la delibera regionale e lasceremo le stesse percentuali che vi sono stabilite”. Tale delibera consente ai comuni di escludere ampliamenti o fissare limiti agli stessi, allo scopo di tutelare il territorio. Il comune di Santarcangelo ha infatti deciso di escludere dagli ampliamenti gli edifici e ghetti storici di interesse architettonico e storico-culturale che si trovano sul territorio. Possono essere ampliate le costruzioni di carattere rurale e gli edifici di crinale, ma con limitazione per quanto riguarda l’altezza. Quindi Morri insiste sulla tutela dell’ambiente, dell’amenità del paesaggio e della qualità urbanistica.
Ma il tafazzismo non abitava a sinistra? Il gusto di darsele di santa ragione sui cosiddetti non era proprio dei farabutti, moramazzati e marmaglia rossa biecamente gufatrice? Invece si scopre che no, anche la destra ci tiene ad eccellere nell’arte di cui Leopold von Sacher-Masoch fu insuperato cantore. Lo apprendiamo dalle reazioni alla classifica del “Bil - benessere interno lordo” pubblicata dal Sole 24 Ore, che vede la provincia di Forlì-Cesena prima, Ravenna seconda, Rimini ottava. Tanto da far sentenziare al quotidiano della Confindustria: “Scordatevi il Nord operoso che macina ricchezza e incorona Milano regina assoluta del Pil. Quando si parla di «Benessere interno lordo» è tutta un'altra storia. La bussola del «Bil» è puntata verso il triangolo Romagna-Marche-Toscana”. Lo stesso giornale precisa che si tratta di “una sorta di gioco senza pretesa di rigore scientifico”, ma che si basa comunque sui criteri suggeriti dalla commissione presieduta dal premio Nobel Joseph Stiglitz e voluta dal presidente francese Sarkozy, per individuare parametri da affiancare a quelli nudi e crudi del prodotto interno lordo.
L’economia turistica tiene, secondo la Carim, anche in questo anno di seria crisi. Va meglio per il settore alberghiero, mentre sono in sofferenza commercio, settore manifatturiero ed edile, quest’ultimo con qualche segno di ripresa. La crisi però non sfiora se non di pochissimo la storica Cassa di Risparmio di Rimini. Secondo i dati del bilancio della sua attività nei primi sei mesi gli indici sono quasi tutti positivi: aumenta la raccolta diretta del 10,4%, il margine di intermediazione del 21,4% recuperando il decremento a due cifre registrato nel bilancio 2008. Questa ultima voce indica quanto ricava la banca dalle sue operazioni di intermediazione influenzata sì dalla plusvalenza dei titoli in suo possesso, ma non tanto da non far notare che le attività bancarie rendono. L’utile netto si attesta con un aumento del 4,3% a 8,7 milioni di euro. Aumenta anche il numero di dipendenti raggiungendo la quota di 800 unità, aumentano le sofferenze ma di una percentuale nettamente inferiore di quella nazionale.
Nonostante le preoccupazioni per le crisi dei motori e del turismo, anche la 16esima edizione di Mondo Natura si è rivelata un successo. Il Salone Internazionale del Camper, Caravan, Campeggio e Turismo all’Aria Aperta concluso il 20 settembre alla Fiera di Rimini ha infatti registrato 118.177 visitatori (+3,4% sul 2008, quando totalizzò 114.333 visitatori) e 485 giornalisti accreditati (+2,3% rispetto alla scorsa edizione, quando furono 474).
“Mondo Natura - dice il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni – si conferma la manifestazione leader nel settore: lo è per dimensioni espositive, per numero di visitatori, per contenuti, per la visibilità e anche per il contesto nel quale si svolge: mi riferisco al quartiere fieristico e alla città di Rimini”.
Chiamami Cittadino, inserto dedicato all’immigrazione, con i suoi articoli ha cercato dichiaratamente di percorrere la via della comprensione fra culture diverse e dell’integrazione attraverso la conoscenza senza pregiudizi delle tradizioni di altri paesi, favorendo il diritto di ognuno di praticare il proprio credo religioso. Non è facile cambiare e capire gli altri, ci vuole tempo e tolleranza che però non deve essere intesa come acquiescenza al sopruso e alla violenza da qualunque parte esse vengano. Deve essere però chiaro per tutti che non c’è religione, tradizione, consuetudine inveterata o legge che può travalicare il diritto di ognuno alla vita, alla libertà, all’eguaglianza. Ogni persona ha diritto (in molti paesi negato) di scegliere il proprio futuro. Questa possibilità non è stata data a Sanaa Dafani sgozzata, quasi in modo rituale, dal padre e prima ancora a Hina Saleem a cui sempre il padre tagliò la gola. Ma è giusto chiamare queste persone ancora padri? Sanaa come Hina giovanissime ragazze avevano appena cominciato la loro vita, il futuro si apriva davanti ai loro occhi, sono state uccise barbaramente nel fiore degli anni.
Per uomo o donna da marciapiede si intende una persona che esercita una professione degradante (almeno nell’era pre-D’Addario), e nella forma più degradante. E se a toccare il fondo della degradazione è un marciapiede? Avremo un marciapiede da marciapiede, spettacolo indecente e scandaloso, sconsigliabile ai bambini e imbarazzante per i turisti. A differenza degli esseri umani della stessa risma, i marciapiedi da marciapiede non stazionano lungo gli stradoni di periferia: infestano soprattutto il centro storico, esibendo oscenamente ad ogni ora del giorno e della notte orifizi dei diametri più svariati, malamente coperti da qualche brandello d’asfalto. Ma i marciapiedi da marciapiede sono molto peggio delle donne da marciapiede, che si limitano a far cadere in tentazione i padri. I marciapiedi da marciapiede fanno cadere, e non in senso traslato, anche madri, nonni, figli piccoli, neonati, e qualunque creatura sia in grado di muoversi su gambe o su ruote.
Nonostante le tante “reti” a protezione dell'evento, la televendita “porta a porta” delle casette di Berlusconi è incappata in un'ingloriosa caduta di audience. La cosa è consolante solo a metà: non ci si può infatti nascondere che in un paese normale sarebbe stata la pubblica decenza, prima ancora che la corretta informazione, ad impedire quell'esibizione di onanismo televisivo di un anziano sovrappeso che, usando Vespa per Viagra, si auto-esaltava vanagloriandosi di aver battuto ogni record, a cominciare da quello di De Gasperi. Se non fosse arrivata la provvidenziale telefonata di Casini a fargli perdere il filo del soliloquio, ci avrebbe pure raccontato di quando strappò il record dell'ora a Moser, dicendosi inoltre certo, se solo lo volesse, di riuscire a far meglio della Simeoni nel salto in alto. Perché lui è l'uomo del fare, che merita di auto-decorarsi con un'infinità di medaglie: il “bidone” del ponte sullo stretto? Fatto! I folcloristici accordi col vecchio amico Putin e col nuovo amico Gheddafi? Fatti! La scelta di ripiombare nel nucleare anziché privilegiare l'eolico e il fotovoltaico? Fatta! Le escursioni di ragazzotte a Villa Certosa? Fatte anche loro, sia detto senza alcun doppio senso.
Se a tutt'oggi non gli è ancora riuscito di camminare sulle acque, non è per il troppo peso di quelle sue scarpe col rialzo, ma è colpa di un manipolo di farabutti che si ostinano a non inchinarsi alla sua grandezza ed anzi lo boicottano su giornali e televisioni di sinistra. Per non parlare di quello sfaticato di Fini, le cui prese di posizione hanno fatto versare pubbliche lacrime di delusione perfino a quella santa donna della Cingolani, la discepola di Gasparri che siede in Consiglio Comunale a Rimini.
L'altro giorno andavo a fare la spesa al Conad Tiberio e osservavo la strada e le villette del quartiere. Come quasi in tutta Italia, i giardini privati sono protetti da reti e cancellate e sono molto curati. A volte ci sono dei piccoli orti, il che significa una funzione primaria, l'autoproduzione di cibo. Il marciapiede è alberato e le aiuole sono incolte, piene di erbacce, che crescono tra la strada e i muri delle case. Anche a Marina Centro, notavo proprio ieri, la zona in cui si trova il fiore della nostra attività produttiva, la pavimentazione stradale è ormai distrutta. Le strisce in pietra bianca e liscia ai due lati sono state spezzate dal peso dei filobus, in molti punti si sono frantumate e le hanno rabberciate con toppe di catrame nero. La pavimentazione in sampietrini è sconnessa, sempre a causa del traffico, e la sede stradale è disagevole sia per i mezzi a motore sia per le biciclette.
Dal 12 al 20 settembre si svolgerà a Rimini la 16ma edizione di Mondo Natura, Salone Internazionale del Camper, Caravan, Campeggio e Turismo all'Aria Aperta. La manifestazione è organizzata da Rimini Fiera con il patrocinio di Apc- Anfia, in collaborazione con Promocamp e con il supporto di Assocamp, Confedercampeggio, U.N.R.A.E, Unione Club Amici, Actitalia.
“Attribuiscono la colpa di tutto esclusivamente agli altri, a forze estranee (congiure, agenti, dominazioni straniere sotto varie forme). Interpretano ogni critica come un attacco malevolo, come un segno di discriminazione, razzismo. I rappresentanti di queste culture considerano la critica come un’offesa personale, come un tentativo deliberato di umiliarli, perfino come un modo di infierire. Invece di sviluppare lo spirito critico, sono impastati di rancori, di complessi, di invidie, di insofferenze, di permalosità, di manie. Ciò li rende culturalmente, strutturalmente incapaci di progredire, di creare in sé una volontà di trasformazione e di sviluppo”-.
A qualcuno fischiano le orecchie? Niente paura. Il brano non parla affatto dell’Italia né dei suoi governanti. Tratta invece dell’Africa. Sono le parole di un vecchio colonialista inglese intervistato dal giornalista polacco Ryszard Kapuscinski (in “Ebano”, Feltrinelli). L’inglese contrappone orgogliosamente la “forza dell’Europa” ai limiti di molte altre culture, quali appunto quelle africane. E dove sta questa forza? “Risiede – spiega il britannico – soprattutto nella sua capacità critica e autocritica, nella sua arte di indagare e analizzare, nelle sue continue ricerche, nella sua inquietudine. La mentalità europea riconosce di avere dei limiti, accetta la sua imperfezione, è scettica, dubbiosa, si pone interrogativi. Le altre culture sono prive di questo spirito critico. Anzi tendono alla boria, a considerare perfetto tutto ciò che è loro, sono acritiche nei propri confronti”.
In materia di immigrazione l'estate 2009 ci ha portato molte novità: l'8 agosto è entrata in vigore la tanto attesa e discussa legge in materia di sicurezza pubblica. Una parte importante della legge riguarda l'immigrazione. Ecco alcune misure che renderanno in molti casi più difficile la vita degli immigrati:
per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno è previsto un contributo economico tra 80 e 200 euro
permesso di soggiorno a punti
test di italiano per l'ottenimento della carta di soggiorno
prolungamento del periodo di detenzione nei CIE fino ad un massimo di 180 giorni
reato di ingresso e soggiorno irregolare, però senza immediata incarcerazione. Prevista un'ammenda tra 5.000 e 10.000 euro e la possibilità di rimpatrio senza il rilascio del nulla osta da parte dell’autorità competente
per ottenere il visto d'ingresso in Italia saranno prese in considerazione anche le condanne non definitive
Il 15 giugno, prima ancora dell’approvazione della legge, la regione Marche aveva annunciato di voler ricorre alla Corte Costituzionale. Poi pareva aver rinunciato. Ora invece torna sui suoi passi: Ancona ritiene incostituzionale il passaggio dei sette comuni della Valmarecchia alla provincia di Rimini e quindi alla regione Emilia-Romagna e ha incaricato un legale di predisporre un ricorso alla suprema Corte.
Veementi le reazioni a Rimini. Il presidente della provincia Stefano Vitali si dice “indignato” per un atto che va “contro ogni principio di buona amministrazione”; un’iniziativa, dunque, “inopportuna, intempestiva, inefficace, persino insolente”. Per l’On. Sergio Pizzolante (Pdl) quella delle Marche è “becera propaganda politica”. L’On. Gianluca Pini (Lega Nord) giudica il ricorso “una barzelletta” e dubita che sarà davvero presentato.
Pier Francesco Gasperi, a nome personale e di tutta la sua famiglia, desidera “ringraziare sentitamente per le continue cure che avete prestato al nostro amato Giovanni in quest’anno di malattia”, la Direzione Ausl di Rimini, il Reparto di Chirurgia di Riccione, i Medici e Infermieri del Pronto Soccorso di Riccione. “Prima nel reparto di Chirurgia dov’è stato operato di tumore allo stomaco dal coraggioso Dott. Grulli – scrive Gasperi - ove ha profuso tutta la Sua grande capacità professionale ed umana, unitamente all’equipe medica, agli anestesisti e personale tutto di reparto compreso quello di Rianimazione, poi durante i vari accessi al Pronto Soccorso, abbiamo sempre ricevuto attenzione pronta e puntuale”. E ancora: “Giovanni…ci diceva sempre che eravate tutti bravi e che il Vostro aiuto era per lui fondamentale e si sentiva meglio. Per quanto le condizioni di Giovanni siano state sempre precarie avete dato un prezioso contributo a migliorargli, per quanto possibile, la sua vita in quest’ultimo anno”.
Qual è stato il tormentone sonoro dell’estate riminese 2009? Dipende dalle zone. La linea di demarcazione è, come al solito, la stazione ferroviaria: verso il mare, impazzavano Lady Gaga e Bob Sinclair. Verso monte, la colonna sonora delle notti d’estate erano soprattutto i vagiti di neonati insonni e i telefonisti da davanzale. Sound controversi, perturbanti, che dividono pubblico e critica su una delicata questione estetico-musicale: all’una di notte rompe più le balle un neonato che frigna a distesa o una tizia che litiga al cellulare in dialetto? Anche in questo caso conta molto la sensibilità personale. Chi non ha figli, ma ha un cellulare e/o parenti residenti nel Centro-Sud, può trovare più insopportabile il pianto del neonato, e giustificare la signora o signorina che, nelle ore notturne, telefona ai familiari lontani affacciata al davanzale. E’ un fatto che in molte zone del centro storico c’è pochissima copertura di rete nelle parti più interne delle abitazioni, e i cellulari funzionano solo in prossimità di porte e finestre, possibilmente spalancate.
Il territorio della Repubblica di San Marino, che gode di millenaria autonomia, in quanto a “geografia fisica” resta pur sempre un pezzettino di Nord Italia: il solo, fino a ieri, non ancora inquinato dai miasmi leghisti. Ma questa condizione di “ecologia politica” si è guastata giorni fa, col festoso incontro fra due suoi governanti, sia pure di rango inferiore, e tale Gian Paolo Gobbo, portaborracce di Gentilini, il caporione leghista di Treviso che vuol travestire gli extracomunitari da leprotti e far loro sparare dai cacciatori padani. Dietro all'incontro è facile scorgere l'astuta regia di Gatti, l'Andreotti-bonsai sammarinese che, in ossequio al suo cognome, impera da sette vite. Egli spera così di rabbonire Tremonti, il nume tutelare dei “leghisti di governo” che sta pericolosamente brigando per scoperchiare i tanti vasi di Pandora amorevolmente custoditi nelle banche del Titano.
Perché non fare arrivare gli immigrati a Lampedusa su un regolare traghetto e a prezzo politico? Perché non fare di quell’isola un porto franco, “magari mettendoci un bel Casinò per attirare i ricchi libici e tunisini”? Perché non pagare direttamente “un buon lavoro in Africa” a chi vorrebbe emigrare? Diciamo 200 euro al mese, cioè la cifra che costa un detenuto per un solo giorno nelle nostre carceri e che in Africa è un fior di stipendio.
Paradossi, certo. Che furono lanciati da Pietro Ichino nel suo blog il lontano 21 maggio scorso. Paradossi che però il giuslavorista argomentava in modo molto concreto. Una linea regolare di traghetti per immigrati farebbe crollare il mercato degli scafisti. Chi arriverebbe – e arriverebbe comunque – non dovrebbe rischiare la rischiare vita. Si eviterebbero tragedie come quella dei profughi eritrei – solo la più recente – o come le storie nelle bottiglie ritrovate in mare e riportata dal nostro giornale il mese scorso. Si darebbe vera assistenza a quei disperati che hanno diritto comunque a entrare essendo in possesso dello status di rifugiati: e sono in media la metà di chi arriva. E oggi li respingiamo. La stessa Lampedusa potrebbe guadagnarci, grazie alle esenzioni fiscali dovute ad una sua extra-territorialità di fatto.
Già nel 1996, appena tre anni dopo la scomparsa di Federico Fellini, Tullio Kezich doveva constatare che "la sua eredità è stata contesa come la Bosnia". Di anni ne sono passati ancora 13, la guerra in Bosnia è finita, ma quella intorno alle memorie del regista riminese non accenna a placarsi.
L’ultimo capitolo è la richiesta avanzata da Francesca Fabbri, figlia di Maddalena Fellini e nipote di Federico, alla Fondazione intitolata al Maestro: poter disporre della sua biblioteca. I libri che Fellini e Giulietta leggevano si trovano attualmente presso la Fondazione, mentre la Fabbri ritiene facciano parte della sua eredità. Inoltre, il legale della nipote di Fellini ha anche intimato lo sfratto alla Fondazione: la casa di via Oberdan che la ospita è di proprietà della Fabbri. La Fondazione sta però per trasferirsi in un’altra sede predisposta dal Comune. Per tentare di risolvere amichevolmente la disputa, Ugo De Donato della Publiphono si è dichiarato pronto ad acquistare il fondo librario e gli altri cimeli mettendo assieme una cordata di imprenditori, purché quei beni restino presso la Fondazione.
Martedì 1 settembre a Castel Sismondo, si terrà l’ottava edizione del Premio all’imprenditoria riminese “Made in Rimini”.
Per l’anno 2009 il Premio verrà conferito a Morena Guerra dell’impresa Ricci Sabbiature.
“Si è voluto dare un segno di attenzione - dice la Provincia nella motivazione - ad una componente decisiva della nostra economia, scegliendo di assegnare il riconoscimento ad una imprenditrice espressione della Piccola e Media Impresa. Morena Guerra, infatti, rappresenta l’esperienza vitale di un’impresa che ha saputo rinnovarsi e fronteggiare la crisi modificando la propria organizzazione e allargando la visione. Come altre aziende che stanno mettendoci del proprio per reggere alle temperie del momento e dare un contributo rilevante alla difesa del lavoro e alla creazione di una ricchezza che si riverbera su tutto il territorio”.
Se le patacate politico-giornalistiche avessero un effetto rinfrescante, in questo agosto riminese dovremmo girare col cappotto. Ha iniziato “La Voce”, che sta ancora elaborando il lutto per l'ennesima batosta elettorale del suo sponsorizzato Lombardi e cerca dunque ogni occasione per prendersi un brodino. Di qui il patetico tentativo di controbilanciare lo zoccolame mediatico di certe frequentazioni berlusconiane con l'infortunio familiare - imbarazzante quanto incolpevole - di Jamil, il neo-assessore provinciale dal cognome impronunciabile il cui padre ebbe la sventura di affittare, con tutti i crismi della legalità, un appartamento che in seguito si scoprì essere utilizzato dal locatario per appuntamenti piccanti.
Abbiamo poi assistito alla ricaduta riminese di due recenti casi di “scemenza legislativa sulla sicurezza”. Grazie al primo, anche da noi ci sono tutori dell'ordine distolti da ben più urgenti incombenze per andare a caccia di bici da multare. Sembra il film della mia infanzia, quando con mio fratello Dede guardavo dalla finestra la Via San Marino, all'epoca percorsa quasi solo da biciclette; e dove talvolta -anch'essi pedalando - arrivavano i carabinieri a multare qualche ciclista con la bici sprovvista di campanello, o che teneva il manubrio con una mano sola. L'altro caso ha invece l'amaro sapore di un dramma esistenziale venato di xenofobia: in omaggio al diktat “maronita”, due fidanzati - una commerciante riminese e un immigrato pakistano - al momento di sposarsi sono stati respinti sulla soglia del municipio, perché lui era sprovvisto di permesso di soggiorno.
Un’auto imbocca contromano a tutta velocità l’angusta viuzza dove abiti, proprio mentre stai scendendo cautamente in strada con tuo figlio in passeggino. «Cosa fa? E’ senso unico,» dici al conducente. Dall’abitacolo si affaccia un energumeno brizzolato che, con marcato accento riminese, sbraita: «Mò dove vado, scignora? Dove vado, porcod…?» E, sempre bestemmiando, sparisce dietro l’angolo. La risposta più immediata sarebbe: chissenefrega dove va lei, buon uomo, ma ci vada rispettando il codice stradale e, possibilmente, anche la buona creanza. Ma poi ti rendi conto di aver appena avuto un faccia a faccia con uno dei maggiori pericoli pubblici della viabilità cittadina, e ringrazi il cielo di esserne uscita viva. E ti vengono in mente tutti gli incidenti mortali occorsi a pedoni, ciclisti e motociclisti, provocati da auto alla cui guida, registravano le cronache, c’era un riminese fra i sessanta o settant’anni. Che non ha rispettato lo stop, non si è fermato davanti alle strisce pedonali o ha infilato male la rotonda.
Se c'è una cosa che ho imparato dalla filosofia è che spesso le verità più difficili da capire sono le più semplici. Quello che è più difficile da vedere, infatti, non è ciò che rompe le aspettative quotidiane, ma ciò che passa indisturbato sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno. Perché la più grande forza degli esseri viventi non è l'eros o la fame o la paura, ma l'abitudine. E' l'abitudine che ci consente di vivere e di adattarci all'ambiente. Ma l'abitudine porta dei rischi. Un individuo adatto al suo ambiente vive meglio di uno meno adatto, ma solo finché l'ambiente non cambia. Di fronte a un cambiamento, un individuo meno adatto, quindi più flessibile, ha più possibilità. Le società umane (e animali) producono sempre una certa percentuale di individui meno soddisfatti del rapporto tra la loro specie e l'ambiente.
Una data storica di grandi speranze deluse, e inizio per gli Italiani di massacri, lutti, e spaventose distruzioni.
Mi trovavo a Cancello ed Arnone di Caserta, a svolgere il servizio militare quando, verso sera il Capitano, comunicava ai soldati in adunata, che l’Italia e il comando militare Angloamericano avevano firmato la pace. Di conseguenza, il mattino dopo, dovevamo essere pronti per rientrare al comando di Mantova per essere congedati. Eravamo tutti talmente felici ed euforici che la notte nessuno ha dormito. La notizia che si tornava a casa per sempre, sembrava irreale.
Il mattino dopo, eravamo con gli zaini affardellati, nel piccolo spazio davanti alla tenda comando, pronti per partire. La tenda era vuota e nessuno degli ufficiali era nei dintorni. Il vecchio sergente comunicava sconsolato che gli ufficiali ci avevano abbandonati.
Tra Dalmazia e Istria sono tante le località meta di turisti amanti della natura e del relax. Dopo Rovigno, Zara e Lussino, il nostro viaggio continua attraverso altri luoghi nella parte più a nord ella costa.
ORSERA (Vrsar). Il significato di Orsera è “sorgente”: infatti i marinai mediterranei nei tempi remoti qui potevano trovare l’approvvigionamento d'acqua ad una sorgente in riva al mare. Orsera è uno dei maggiori centri turistici sulla costa occidentale istriana. La città conta circa 2650 abitanti, la maggioranza degli abitanti è di nazionalità croata, ma l’11 per cento parla ancora italiano. Con lo sviluppo del turismo da piccolo villaggio di pescatori Orsera si è trasformato in moderno centro di villeggiatura. Si trova tra Fontana e il canal di Leme, particolarmente favorevole per l'allevamento di molluschi, principalmente di cozze e di ostriche. Il litorale di Orsera è frastagliato, con parecchie insenature e conta 18 isolotti. Nel XVIII secolo ad Orsera ha soggiornato due volte anche il noto avventuriero e amante Giacomo Casanova.
A Orsera, così come in altri centri istriani, si notano forti influenze ravennati dovute dominio bizantino, ma non mancano importanti tracce della precedente presenza romana. Dopo la caduta dell'impero, l'Istria fu dei Goti, e dal 538 fino all'VIII secolo appartenne a Costantinopoli, poi a Venezia per quasi mille anni, quindi all’Austria, alla Jugoslavia e ora alla Croazia.
Una signora presenta una ricetta in una farmacia di Rimini. La dottoressa dietro il banco gliela deve restituire con queste parole: “Mi dispiace davvero, ma lei è di San Leo e questa prescrizione è valida solo nei territori delle Ausl marchigiane”. E la signora risponde: “Ah già, è vero. Ma ancora per poco!”.
Una scena veramente accaduta, ma che dunque non vedremo più.
Per la gente comune la soluzione di problemi di questo tipo sarà certamente il risultato più tangibile della storica vittoria: il ritorno del Montefeltro in Romagna e dunque nella provincia di Rimini. Là dove lo collocava Dante e dove è sempre rimasto per il senso comune. Per via della storia, della geografia, del dialetto e perfino della piada e delle tagliatelle.
Il 30 luglio l’annuncio sui giornali: «50, forse 80 soldati saranno schierati a giorni nei punti “sensibili” della capitale dell’estate”. Il 1 agosto se ne sa di più, sempre a mezzo stampa: «I soldati saranno in servizio già dal 4 o 5 agosto, e resteranno a Rimini fino a settembre». Inoltre, «la decisione - spiega Roberto Petri, portavoce del ministro La Russa - è maturata nei giorni scorsi, a causa della recrudescenza dell’abusivismo commerciale a Rimini»; i militari «saranno 40 in tutto» mentre «il ministro ha autorizzato il loro impiego anche per le altre località (in primis Riccione)». Il 5 agosto le truppe non ci sono ancora, ma «il ministro Maroni firma il decreto, a Rimini dovrebbero arrivare, entro la settimana, una trentina di soldati». Per dare la caccia ai venditori abusivi? «La decisione sul loro impegno – fa sapere il vice prefetto Corona – spetta al prefetto e al comitato provinciale per la sicurezza», che è riunito mentre andiamo in stampa.
Domenica 2 agosto Mondaino ha festeggiato il ritorno a casa di Eleonora Calesini, la studentessa estratta viva dalle macerie de L'Aquila dopo 42 ore. Ai suoi soccorritori è stata conferita la cittadinanza onoraria. Una bella festa “in famiglia” assieme a tutti i compaesani per la studentessa ventenne che si trova ancora in convalescenza: pesa 40 chili, 9 in meno rispetto al momento del sisma. Numerosa e commossa la rappresentanza dei soccorritori – vigili drl fuoco, protezione civile, croce bianca, volontari – a cominciare da Claudio Ippolito, il pompiere veneziano che trovò Eleonora sotto le macerie del palazzo di cinque piani dove Eleonora abitava con altre studentesse, e ll medico del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Teramo che la salvò, Emilio Rosa.
A poco più di un anno dall’inaugurazione, dopo una buona prima stagione e con un futuro tutto da delineare, cambiano i vertici del Palariccione, con il neopresidente Lucio Berardi che succede a Giorgio Montanari, per otto anni alla guida della struttura e soddisfatto per aver portato il Palacongressi all’inizio dell’attività congressuale nonostante un percorso continuamente in salita.
Se l’ex vice Sindaco potrà dormire sonni relativamente tranquilli guardando al futuro prossimo (il calendario del 2010 è già fitto di eventi, almeno 30, con 135 giorni già occupati), le preoccupazioni riguardano l’area commerciale ancora totalmente invenduta e un territorio ancora troppo poco coinvolto.
Diciamo la verità: con quel suo accento un po’ così, fra il forlivese e il cervese, i riminesi provano tanto orgoglio quanta sorpresa nel leggere le note biografiche di Cino Ricci, “nato a Rimini il 9 settembre del 1934”. Ma insomma, il grande velista è dei nostri oppure no? L’unico modo per togliersi il dubbio è chiederlo all’interessato. Che dichiara una volta per tutte: “Certo che sono riminese. Per l’esattezza sono nato a Miramare, in una villetta che ormai non esiste più. Abitavamo lì perché mio babbo stava costruendo la colonia Novarese. Infatti diversi sindaci di Rimini hanno promesso di invitarmi all’inaugurazione, quando il restauro della colonia sarà finito. Solo che sono vent’anni che me lo dicono, di sindaci ne sono passati parecchi, adesso c’è un cantiere aperto, speriamo che sia la volta buona”.
Patrizia Deitos, riminese, un metro e 82 di fascino biondo, si è classificata terza nel 1992 a Miss Italia, col titolo di Miss Sorriso. A guardarla capisci subito perché. A parlarle si sente che il suo è un sorriso interiore, da persona solare e positiva. Oggi, dopo la laurea in Storia Medievale, alterna le attività di cantante, presentatrice, indossatrice alla presenza in trasmissioni televisive nazionali. Voce grintosa e gran presenza scenica, sulla sua bellezza riesce persino a ironizzare: guardare, per credere, www.fessbuc.it, la prima sitcom sul web.
Negli anni '50 le metropoli degli Stati Uniti avevano raggiunto un grado di sviluppo unico al mondo. Erano le prime città ad essere progettate o trasformate per l'automobile, con enormi aree commerciali lontane dal centro storico, o addirittura senza un vero centro, come Los Angeles. Percorse da autostrade fino al cuore, con enormi svincoli sopraelevati, strade diritte e grandi palazzi o grattacieli, ferrovie metropolitane, architettura moderna, cioè proporzioni razionali e standard condivisi.
Kevin Lynch era un allievo di Frank Lloyd Wright, il più grande architetto americano del '900. Si laureò all'MIT di Boston in urbanistica. Lynch conosceva l'Italia e le sue città storiche. Certamente, le città italiane del periodo, a paragone di quelle americane, erano strette, antiche, poco efficienti. Ma non era questo che colpì Lynch. Lo colpì che gli abitanti delle antiche città italiane avevano sempre una nozione molto chiara di dove si trovavano. Avevano un senso del luogo. Trovate che la cosa sia ovvia e banale? Allora, pensate di essere trasportati in un istante in un qualsiasi quartiere di nuova edificazione, di quelli solamente residenziali, con palazzi tutti più o meno uguali, un parco rettangolare, l'asilo a un piano e il supermercato all'angolo. Sapete dire dove siete? No.
Sapete cos’è una «torre del silenzio»? E’ una specie di palco sopraelevato in cui, nella tradizione zoroastriana, si depone il cadavere, perché sia smembrato dagli uccelli rapaci e non contamini la terra. Questa pratica era diffusissima nell’Iran pre-musulmano, e ora si conserva solo nelle comunità Parsi dell’India. Ma per vedere qualcosa di molto simile a una «torre del silenzio» senza spostarsi fino a Bombay, basta fare un salto alla Dimar.
Non sappiamo se i proprietari del negozio abbiano a che fare con Zoroastro, ma è evidente che hanno deciso di liquidare il glorioso emporio di dischi e spartiti in puro stile parsi: abbandonandolo all’amorosa rapacità dei musicofili. Sulla salma ancora calda sono calati rapidamente stormi di avvoltoi da tutto il Centro-Nord, pronti a spolpare la labirintica carcassa di Dimar fino all’ultima musicassetta di Toni Santagata e fino all’ultima partitura per ocarina e viola da gamba curata dal maestro Vattelapeskij.
Francamente non capisco lo stupore ed il corollario di illazioni con cui i soliti “giornali della sinistra” hanno accolto il trapelare della notizia che Berlusconi si accingerebbe a far visita a Padre Pio. É vero che i suoi consiglieri ci hanno messo un bel po' a spiegargli che il Beato di Pietralcina non è più di questo mondo, per cui sarebbe un'inutile perdita di tempo pensare a quale regalo portargli; così come hanno dovuto smontargli la convinzione che San Giovanni Rotondo sia una frazione di Porto Rotondo; e soprattutto hanno molto faticato a chiarirgli che, una volta al cospetto dei confratelli del santo frate, sarà lui, Berlusconi, a doversi inginocchiare al cospetto di uno di loro per confessarsi e non viceversa, magari con l'aggiunta di qualche prezioso consiglio su come migliorare la “gestione imprenditoriale” del venerato santuario. Ma tutto questo non giustifica l'ironia, al limite dell'irrisione, con cui si è iniziato a commentare un gesto che Prodi, nonostante la sua vanteria di “cattolico adulto”, si è ben guardato dal compiere.
L’isola di Arbe (Rab in croato) si trova a 180 km da Trieste, appena a sud di Fiume (Rijeka). Popolata dai Liburni di stirpe illirica, fu municipio romano da Augusto in poi. Invasa dai Goti, fu bizantina, croata, ungherese, del regno di Napoli e per quasi 400 anni di Venezia. Unita al regno d’Italia napoleonico, finì nel 1815 agli Asburgo e dal 1921 alla Jugoslavia, tranne la breve parentesi dannunziana terminata la quale la popolazione italiana, tutta concentrata in città, abbandonò in massa l’isola. Dal 1942 Arbe-Rab visse il suo periodo più nero: gli italiani vi installarono un lager dove morirono almeno 1400 civili deportati da Slovenia e Croazia. Il campo continuò a funzionare anche sotto il successivo regime comunista di Tito, che vi rinchiuse gli oppositori che dovevano essere “rieducati”.
“Sono sempre più numerosi gli stranieri, soprattutto famiglie di americani e olandesi, che vengono a conoscenza del sevizio di collegamento attraverso l’Adriatico e lo utilizzano come via preferenziale rispetto i mezzi su gomma – annuncia l’assessore provinciale alla Mobilità e Trasporti, Vincenzo Mirra - molto di più di quanto facciano gli italiani. Una tendenza sicuramente positiva, che rappresenta un fattore importante di crescita. Ma al contempo dimostra quanto i cittadini nel panorama internazionale si muovono ancora prima delle istituzioni. A Rimini dobbiamo ridare dignità a questo trasporto favorendo la realizzazione nel porto di un’area destinata al trasporto marittimo, attualmente nel molo di levante, rendendola idonea e degna del ruolo che dovrà svolgere ed avvicinandola al piazzale Boscovich”.
Il condono delle multe stradali è una porcheria. Una bastardata, un’infamia, una schifezza, trovate voi le (peggiori) parole adatte. Non mi importa un accidente di ogni ragione che possa essere addotta per giustificare questo ennesimo colpo di spugna. Non le voglio nemmeno sentire. Sento invece solo una gran rabbia. Forse condivisa da quel 94 per cento che a Rimini le multe invece le ha sempre pagate. Dunque, se la norma passerà alle Camere, avrà avuto ragione quel 6 per cento. Verrà premiato chi ha fatto orecchie da mercante e che in taluni stravaganti paesi, tipo gli Usa, sarebbe filato dritto in galera. Ben magra è poi la soddisfazione di essere qui in tanta numerosa compagnia, mentre in altre parti dello stivale il fesso che fa il suo dovere è una mosca bianca e i furbi che non scuciono ammontano addirittura a due terzi dei multati, con il picco di Reggio Calabria dove sono stati riscossi 91 mila euro su 5,5 milioni. A Roma l’ha fatta franca “solo” la metà; il che spiega l’attivismo a favore del condono da parte del deputato Pdl nonché assessore capitolino Maurizio Leo. Che può dimostrare conti alla mano quanto convenga al suo comune prendere quei denari sporchi, maledetti e subito, piuttosto che affrontare contenziosi enormemente più cari.
Cosa succede alla città di Rimini? E il centro di Rimini, come sta? E i riminesi, dove pongono la loro identità di luogo? Dov'è il focolare di tutti?
Una ricerca che ho diretto due anni fa ha dato delle risposte interessanti.
Innanzitutto, il cuore dei riminesi è ancora saldamente rinchiuso tra le proprie mura.
D'altra parte, la vita sociale, il passeggiare, i segni identitari, quelli che si invitano i parenti a visitare, sono lì. Se prendete una mappa della città, vedete che le aree residenziali esterne al centro sono molto più ampie della città dentro le mura. Ma nella maggior parte dei quartieri residenziali si va solo se ci si abita o a trovare qualcuno che si conosce. Chi, a parte i residenti, è mai entrato tra i nuovi condomini di Rivazzurra o Viserba Monte? Chi, tra i riminesi, conosce i nuovi quartieri di Santarcangelo? Tra l'altro l'attaccamento al centro è addirittura in aumento presso i giovani, che vi trovano punti di aggregazione e tempo libero.
E’ di questi giorni la notizia che il comune di Gerenzano, provincia di Varese, di stretta osservanza leghista, invita ufficialmente i cittadini a non affittare le case agli extracomunitari. Vivo sollievo nel resto del mondo, dal Canada alla Nuova Zelanda, nell’apprendere che solo i membri dell’Ue rischiano di diventare inquilini di un gerenzanese. Ancora non si sa se i padroni di casa di Gerenzano hanno accolto l’invito delle loro autorità, o, nel loro foro interiore, hanno valutato che, anche se l’inquilino è straniero, i suoi euro sono comunitari purosangue, e hanno diritto di essere accolti nelle tasche dei locatari varesotti, sotto forma di canone. Il nostro Comune non scoraggia l’affitto agli stranieri; ci pensa già il governo, che nella nuova legge sulla sicurezza minaccia la confisca dell’immobile e addirittura la reclusione a chi affitta a stranieri irregolari. Chi conosce qualche straniero personalmente, e non solo attraverso gli articoli pulp di Libero o della Voce, sa che la vera fabbrica dell’irregolarità è la farraginosa burocrazia italiana.
La necessità di interpretare a posteriori la norma che sanziona la pericolosa categoria degli ubriachi in bicicletta non è dunque una mia ironica trovata della volta scorsa: è proprio la legge appena votata dal centrodestra a richiedere quelle vere e proprie “patacate interpretative”.
Ne è nato un dibattito talmente dotto da meritare l'intervento dell'on. Pizzolante, che a Rimini, quando non gira in autoblindo, può considerarsi il primo “ciclista della libertà”. Egli ci rassicura a mezzo stampa: tranquilli, Maroni non ritirerà la patente-auto al ciclista beone, gli confischerà solo il biciclo. Ma qui sorge un ulteriore dilemma: cosa fare delle bici sequestrate? Tremonti vorrebbe trasformarle in buoni del tesoro, il ministro Padre Rotondi usarle come ex voto, Giovanardi portarle senz'altro in discarica, pur senza accedere alla pretesa leghista di riservare ugual sorte anche ai relativi ciclisti, se “negri o terroni”.
Il venticinque luglio del 1943, giorno della caduta del fascismo, è una data che ogni democratico Italiano dovrebbe sempre ricordare.
In verità, non è stata valutata e valorizzata abbastanza. Dagli storici, il merito di quell’evento, non è stato attribuito alle lotte degli Antifascisti italiani, imprigionati perseguitati, e molti uccisi ma, al tradimento della casa Reale, preoccupata della situazione fallimentare della guerra e quindi, decisi a salvare dalla tragedia, la dinastia dei Savoia.
Alle ore 22.40 di domenica venticinque luglio 1943, il giornale radio, trasmetteva agli Italiani increduli, la seguente notizia: “Attenzione, attenzione, Sua Maestà il Re e Imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di Capo del Governo, primo ministro segretario di Stato, presentate da S.E. il cavaliere Benito Mussolini ed ha nominato Capo del Governo, primo ministro segretario di stato, S.E. il cavaliere Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio”.
Gli aerei Myair sono stati bloccati negli aeroporti di Venezia, Bergamo, Napoli e Palermo. Il 22 luglio l’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) ha revocato la licenza alla compagnia aerea e Myair ha cancellato definitivamente i propri voli dagli aeroporti di tutt’Italia.
Ma a Rimini si è corsi ai ripari: “Parigi, Amsterdam, Lampedusa, Pantelleria: da Rimini si vola verso queste destinazioni anche senza Myair! La vicenda Myair – spiega Massimo Masini, presidente Aeradria Spa, società di gestione dell’Aeroporto Internazionale “Federico Fellini” di Rimini – San Marino – ha avuto innegabili ripercussioni sulla nostra attività aeroportuale. Fermo restando la cancellazione dei voli su Parigi e Bucarest (in programma il lunedì e mercoledì), a sole 24 ore dallo stop del vettore - grazie all’impegno, immediato e concreto di Holding Turismo, i voli del venerdì su Parigi, del sabato su Amsterdam, Lampedusa e Pantelleria vengono confermati e garantiti attraverso l’impiego di aerei di altre compagnie internazionali. Chi ha prenotato la vacanza non dovrà rinunciarvi”.
Quattro giovani, la voglia di mettersi in gioco, tanta intraprendenza e un amore in comune: la passione per l’intramontabile Vespa. Per gli amanti del rombante veicolo grande battesimo a tutto gas per il Vespa Club di Morciano. Luglio vede la nascita della nuova associazione, il primo club ufficiale della Valconca, il 505esimo club vespistico italiano che ha letteralmente polverizzato in pochi minuti le 40 esclusive tessere associative. Per l’occasione il presidente del circolo morcianese Michele Marangoni, assieme ai cofondatori Giacomo Del Bianco, Alberto Ricciati e Marco Morelli, hanno allestito il museo della Vespa dove sono stati esposti veri e propri gioielli a due ruote: pezzi unici in Italia e nel mondo come la Vespa 98, il primo modello della Piaggio costruito nel ’46 priva di cavalletto, di ammortizzatori e con cambio a bacchette, che conserva ancora la propria vernice originale. L’evento è stato curato nei minimi dettagli, è stata presentata anche la divisa ufficiale dell’associazione: polo, felpa, giubbotto ed impermeabile. Come logo il Mercurio alato in sella ad una scattante Vespa. L’associazione è così già pronta alla prima sfilata di Eleganza che si terrà il 1° Agosto a Macerata Feltria.
Tutte le info sul sito: www.vespaclubmorciano.it
Una nuova via della città sarà intitolata a Walter Ceccaroni, storico sindaco di Rimini in tre periodi (1948- 1949, 1951- 1954 e 1958- 1970), scomparso il 15 giugno di dieci anni fa. Nato nel 1921 a Cesena, fu tra i principali protagonisti della ricostruzione della città. “La Rimini del dopoguerra – aveva ricordato Silvano Cardellini all’indomani della scomparsa– nel bene e nel male l’ha fatta lui. Non è stato solo il sindaco della ricostruzione della riviera, ma l’inventore di una scuola e cultura politico-amministrativa che, per più versi, tiene ancora banco.” Via Walter Ceccaroni sarà a Viserba, dalla rotatoria di via Barzilai alla rotatoria di via Prampolini.
Il 27 luglio la Camera ha un ordine del giorno legato al Decreto anticrisi presentato dall’On. Elisa Marchioni (Pd) sul decreto anticrisi. Secondo la FIPE, gli operatori turistici registrano la diminuzione di 4 miliardi del fatturato e di 40 mila posti di lavoro Va ancora peggio per i pubblici esercizi, con 3,7 miliardi di fatturato in meno, 20 mila chiusure e la perdita di 100 mila occupati. “Gli operatori sono stati lasciati completamente soli davanti alla crisi –ha detto la deputata riminese - e nonostante il solito spot con la creazione del Ministero il Governo non ha idee (il rilancio dell’Enit registra un ‘non pervenuto’) e non mette neppure un euro a disposizione del settore turistico.”
Zara è senza dubbio la città “dell’altra sponda” che ha più stretti legami con Rimini. I due centri si trovano praticamente sulla stessa latitudine e gli scambi reciproci sono stati intensi fin dal passato più remoto, soprattutto dal periodo romano in poi. Basti dire che ancora in tempi recentissimi la rotta più battuta dai trabaccoli riminesi era proprio verso Zara, dove si esportavano vino, grano e laterizi, per riportarne legname, miele e il celeberrimo maraschino, il tipico liquore zaratino.
Zara (in latino Iadera, in croato Zadar, in ungherese Zàra) fu la capitale storica della Dalmazia dopo la rovina di Salona. Era stata fondata intorno al IX secolo avanti Cristo dalla tribù illirica dei Liburni; successivamente fu romana, veneziana, ungherese, ancora veneziana, francese, austriaca, italiana, jugoslava. Del periodo romano conserva l'assetto urbanistico e numerosi reperti (strade perpendicolari, foro, terme con acque del vicino lago Vrana). Con la divisione dell'Impero divenne capitale della Dalmazia Bizantina, ma fin dal 1000 Venezia cercò di impossessarsene usando ogni mezzo, trovando ostacolo soprattutto nei re ungheresi. Resta celebre l’episodio del 1202, quando la Serenissima riuscì a dirottare la Quarta Crociata scatenandone gli eserciti contro i pur cristianissimi ungheresi che controllavano Zara.
Vent’anni fa, di fronte a quel mare color caffelatte, erano molti i riminesi a piangere. Lacrime vere, amare, nel vedere l’Adriatico ridotto in quel modo. Si piangeva per i turisti in fuga, ma non solo. Ancora più dal profondo saliva l’angoscia per quella che appariva una ribellione della natura. Per il senso di colpa di chi da questo mare aveva tratto tutto il benessere possibile, dimenticandosi troppo spesso di restituire qualcosa. Eravamo stati i primi, negli anni ’60, a dotarci di depuratori. Ma da allora la salute delle acque non era più stata esattamente in cima ai nostri pensieri. Ed ecco che dovevamo imparare una nuova parola, “mucillagine”. Da quei giorni drammatici sono successe tante cose. Mentre gli scienziati non hanno saputo dirci gran che sulle cause, gli storici ci hanno assicurato che il fenomeno della “neve di mare”, com’era chiamata nel passato, si era verificato anche in tempi non sospetti d’inquinamento, come in pieno ‘700.
La settimana scorsa la Scm aveva presentato ai sindacati il proprio piano di ristrutturazione aziendale. La risposta è stata nel presidio dell’azienda, con un gazebo davanti ai cancelli dello stabilimento sulla via Emilia. Dunque fra azienda e sindacati non c’è alcuna intesa. Non sulla cassa intergrazione a rotazione, che la Scm definisce non fattibile. E soprattutto non sul numero degli esuberi strutturali, che l’azienda calcola in 530 unità, rispetto ai 400 previsti inizialmente. La Scm nel suo piano prevede investimenti da 30 milioni di euro in tre anni per rilanciare l’azienda, con il rinnovamento di tutti i comparti aziendali. Dalle stime effettuate da Scm sembra che nell’arco temporale della riorganizzazione, circa 300 lavoratori usciranno dal gruppo, per scadenza del contratto, pensionamenti o turn over. L’impatto sociale a fine periodo, potrebbe ridursi, secondo l’azienda, a circa 80 persone su scala nazionale. Ma le organizzazioni sindacali non ci stanno. E avevano anche annunciato la richiesta d’attivazione di un tavolo regionale, in cui denunciare le presunte irregolarità messe in atto dall’azienda.
Dal 9 luglio, ogni giovedì fino al 30, si svolge alle Celle di Rimini “La festa è mia! - dedicata ai ragazzi da 0 a 90 anni”. Nel piazzale I Portici (via XXIII settembre) ci sono tanti laboratori per giocare: con le Banche del Tempo (che da ottobre gestiranno un gruppo d’acquisto per favorire le famiglie e i prodotti locali), i maestri artigiani di CNA (il 23 luglio Leo Polverelli, il 30 luglio Pasquale Bove). Non mancano tavoli di solidarietà: per I Niños della Colombia, il Progetto Ebano e Avorio, il Progetto una giostra per Lorena, per l’Ail. Inoltre per il primo anno, il mercatino del baratto: si viene, si scambia, e ciò che rimane viene venduto per beneficenza!
All’alba del terzo millennio, nell’epoca della comunicazione globale, di internet e dei cellulari, un messaggio ci viene lasciato in una bottiglia. Sì, come i naufraghi settecenteschi, come i pirati delle favolose favole di Salgari, questo mezzo di comunicazione arcaico fa da sfondo ad uno dei drammi del nostro tempo. Di quelli che allontaniamo con fastidio al solo apparire, di quelli che releghiamo volentieri alla guardia di finanza, alla polizia ed ai carabinieri: l’arrivo dei barconi di clandestini nel nostro paese. La bottiglia è stata ritrovata dal personale della Associazione “Area Marina Protetta” di Lampedusa, un’associazione che si occupa della gestione dei parchi marini dell’isola. Ragazzi in gamba che ti fanno vedere delfini, tartarughe marine e ti accompagnano a fare snorkeling. Insomma ti fanno vedere la vita. Ma ogni tanto si imbattono nella morte. Quella morte che ai giorni nostri sembra impossibile, un barcone stracarico che si inabissa, uomini, donne, bambini che vanno giù nel mare scuro e freddo. Un dramma che fortunatamente nell’epoca dei rientri forzati non entra più nella contabilità delle competenze italiane.
Come tanti italiani anch'io ho vissuto con una badante. Una donna rumena, di nome Maria. Una splendida persona, una madre sola che era uscita dal suo paese per mantenere il figlio handicappato, lasciato con la nonna. Si occupò di mia madre finché visse. Non è un bel mestiere passare sette giorni su sette, notte e giorno, con un anziano, spesso con poche facoltà mentali e non autosufficiente. Con due mezze giornate libere. E' molto meglio un ufficio con l'aria condizionata. Maria era clandestina, quando arrivò. La mia famiglia non avrebbe messo in casa di mia madre una clandestina se il sistema sanitario avesse provveduto in qualche modo. Ma in questo paese di vecchi il sistema sanitario è incapace di affrontare il problema della vecchiaia. E' bene che ne prendiamo atto, perché le cose andranno peggiorando nei prossimi anni. E' la famosa gobba demografica.
È estate, ma non mandiamo in vacanza il bisogno di trovare risposte alle grandi domande che la vita propone. Per esempio, non s’è ancora spenta la disputa su chi -Meucci o Graham Bell?- sia l’inventore del telefono, quand’ecco irrompere un nuovo appassionante quesito: chi ha inventato la Notte Rosa? Fino a ieri non avevamo dubbi: Andrea Gnassi. Ma oggi La Voce, maestra nell’unire il futile al dilettevole, insinua che il merito sia del “Verde” Luigino Garattoni. Prima che a qualcuno venga in mente di farci sopra altre primarie, sarà bene fidarci una volta tanto dell’apparenza: basta un’occhiata per cogliere di Gnassi “le phisique du role” del plausibile inventore de “la nuit en rose”; mentre Garattoni comunica di sé l’immagine di chi, al massimo, può aver inventato la grigliata mista. Ha suscitato un dibattito divaricante anche il manifesto de Le fantastiche 4, le ammiccanti fanciulle che pubblicizzano le sedi romagnole dell’Ateneo bolognese portandone i nomi stampati sui seni procaci, ancorché debitamente coperti.
Rassegniamoci: la decadenza del secchiello e della paletta come giochi da spiaggia è irreversibile. Nei negozi l’offerta è decuplicata rispetto agli anni della nostra infanzia, fra i lettini si ammucchiano secchielli, palette e stampini di ogni foggia e colore, sulle passerelle sfilano rassegnati genitori-caddies oberati da sacche zeppe di giocattoli, ma è solo fumo negli occhi. Tutto l’armamentario serve solo a innescare litigi con gli amichetti, o a far venire il mal di schiena a nonna e a mamma che, a fine giornata, devono raccogliere tutte le carabattole. I bambini non sanno più che farsene di quella roba. Molta della quale, peraltro, era già inutile ai nostri tempi.
L'Emilia Romagna Lines è una compagnia marittima che da 4 anni collega ogni estate i porti romagnoli con gli attracchi croati di Rovigno, Lussino e Zara. Oltre ad offrire dei soggiorni completi di sistemazioni, offre la possibilità di passare una giornata a Rovigno rientrando a casa la sera stessa. Alle ore 8.15 il catamarano veloce Eurofast lascia il porto di Ravenna/Porto Corsini alla volta dell'Istria. Alle 11, dopo meno di 3 ore, attracca nel porto di Rovigno. La città storica sorge proprio ai piedi del porto e quindi non c'è bisogno di utilizzare mezzi per spostarsi.
Nell´epoca del satellite e del Gps, come fare ad orientarsi in mare se gli strumenti dovessero andare in tilt? L'unica salvezza può dipendere dalla conoscenza degli antichi sistemi di orientamento, quelli che per millenni hanno consentito all´uomo di solcare i mari, prima ancora delle invenzioni della bussola e del sestante. Di questi temi affascinanti venerdì 17 luglio alle ore 21 parlerà l´Ammiraglio di Squadra Cristiano Bettini, riminese, per la prima volta in conferenza nel Club Nautico della sua città. La sua sarà una riflessione che sta da tempo stimolando gli addetti ai lavori, non solo verso il recupero delle tecniche e degli strumenti elementari di orientamento, ma anche l’organizzazione di eventi di navigazione ad hoc, per renderle di nuovo operative e conservarne lo studio, la conoscenza e la possibilità di uso semplificato anche ad un futuro sempre più legato all’elettronica.
Arriva la lettera, intestata “Regione Emilia-Romagna”, che grosso modo recita: lei non ha pagato il bollo per l’anno 2007. Siccome invece il bollo non solo l’ho pagato eccome, ma posso anche dimostrarlo, passo a leggere i possibili passi successivi: raccomandata, invio dei dati tramite internet, etc. Scelgo quello che appare meno oneroso, cioè recarmi di persona in un ufficio Aci. Primo errore: l’ufficio è zeppo di gente e quindi se ne andrà la retribuzione di almeno un’ora di lavoro. Anche perché, maledetta iella, proprio quel giorno non funziona nemmeno il ticket salvafila e non si può fare altro che aspettare il turno sul posto. L’attesa non si rivela però del tutto inutile. Serve a scoprire che praticamente tutti i “clienti” hanno in mano la stessa lettera. Il problema non è però sempre il medesimo: a qualcuno viene contestata una cifra sbagliata, ad altri un ritardo nel pagamento. Istruttive anche le conversazioni fra il cittadino e l’impiegata, fra l’altro svolte in totale assenza di privacy. L’unica addetta allo sportello è un’anziana signora munita di una tale pazienza che al confronto Giobbe finirebbe nel girone degli iracondi.
ECIPAR CNA, in collaborazione con CNA Giovani imprenditori e CNA Impresa Donna, organizza “Drizza le antenne day!!”, lunedì 15 luglio dalle 18 all’Empty Space (Via Matteotti, 28 - Borgo S. Giuliano di Rimini). Cioè, come trasformare la propria impresa in un’impresa di successo. Si parlerà dunque di “Innovazione e creatività. Come creare un’azienda di successo” con Marco Ricciotti resp.le Progetto Impresa CNA Rimini; di “Crisi e innovazione: cercare nuove strade nella gestione e nell'accesso al credito” con Roberto Menzioni, consulente di direzione per la gestione d’impresa; di come “Tutelarsi attraverso un buon contratto” con Elio Piersanti Gessaroli, resp.le ufficio legale CNA Rimini. Infine, “Team di vertice: Dritti alla meta!” a cura di Francesco Muzzarelli, senior trainer aziendale area management education
Nella MIAIMPRESA CORNER ciascuno potrà esporre il materiale promozionale della propria azienda.
Per adesioni: Stefania Succitti - Ecipar CNA 0541/760270-272 comunicazione@ecipar-rn.it
La volontà di essere parte attiva dell'elettorato italiano ha portato tanti immigrati comunitari che vivono in Italia ad iscriversi sulle liste aggiunte per le elezioni europee e le elezioni comunali. Malgrado le perplessità che mi lascia il fatto che la legge italiana permetta ai cittadini europei residenti in Italia di eleggere i propri candidati italiani al Parlamento Europeo, ma non dà loro il diritto di eleggere i membri del Parlamento Italiano, alle recenti elezioni hanno espresso la loro scelta politica molti romeni. Lo hanno fatto non solo come elettorato passivo, ma anche attivo in quanto sulle liste dei partiti che riconoscono pieni diritti agli stranieri che vivono in Italia o su varie liste civiche si potevano leggere anche “strani” nomi. Una dimostrazione che in Italia si crede in una vera cultura dell'accoglienza e dell'integrazione che significa anche coinvolgimento politico di coloro che vivono in Italia ma hanno un'altra nazionalità. La partecipazione attiva alla vita politica di un paese di tutti quelli che ci vivono significa condivisione dei valori democratici e compartecipazione attiva alla vita decisionale che rende più responsabili e più attenti. Insieme si collabora per fare e rispettare regole e leggi nell'ottica del detto “Si, a me interessa”. Dalle ultime amministrative in Italia sono usciti tre consiglieri romeni: a Padova, a Verbania e Marcellina.
Il gruppo è pronto. Le scelte sono state fatte, adesso arriva la parte bella: si comincia a lavorare.
Guiderà la città di Santarcangelo il sindaco Mauro Morri, il quale conosce e fa la politica di questa città già dal 1990, prima come consigliere poi come assessore. Successivamente è assessore per la provincia di Rimini e oggi occupa la postazione numero uno in quella che da sempre è la sua casa. La scelta del gruppo guida si rivela già da subito con una particolarità: 6 assessori anziché 7 come succede di norma. Lo statuto prevede infatti un numero che sia fino a un massimo di 7 componenti; altrove è già successo che fossero meno, per Santarcangelo è la prima volta. Dalle parole di Mauro Morri si capisce che nulla vieta in futuro di aggiungere una settima delega, casomai se ne verificasse l’esigenza. Morri nel presentarli ha precisato di aver voluto andare oltre certi schemi classici nella formazione della giunta, anche per non deludere le indicazioni degli elettori. “Ai partiti ho chiesto una rosa di nomi dentro le quali poter scegliere – conferma il neo-sindaco - ho scelto in totale autonomia, cercando rinnovamento ma con una certa continuità”.
Una sala piena all’inverosimile, con gli addetti che correvano a rintracciare ulteriori sedie, da stipare ovunque ci fosse posto. Un locale attiguo era stata predisposto per seguire su grande schermo ciò che succedeva due metri più in là. Malgrado questo, le persone in piedi erano decine. In programma, non una finale di Coppa del Mondo, ma l’esordio del nuovo consiglio comunale di Santarcangelo. Dove il 60% ha meno di 40 anni e il presidente appena 20. L’atmosfera è stata seria (il discorso di Sacchetti ci fa chiedere perché ci vengono a raccontare che i giovani non hanno ideali), con punte commoventi, ma anche a tratti divertente: i novizi della politica in sala erano molti e probabilmente questo sarà il punto di forza. I discorsi dei capolista sono stati semplici e pieni di voglia di fare. “I risultati sono stati buoni, come d’altronde lo erano le aspettative – commenta Macrelli i 6 seggi ottenuti dal Pdl – su alcune zone abbiamo avuto numeri quasi da ballottaggio”. Daniele Macrelli ora è capogruppo ed è pronto a un’opposizione costruttiva per i prossimi anni, forte dei 2 seggi in più rispetto alla scorsa legislatura, capaci di garantire maggior dialettica. Andrea Novelli, un seggio di lista civica “Una mano per Santarcangelo”, conferma la assoluta trasversalità del gruppo e si dice disposto e aperto al confronto. Sicuramente si farà portavoce di innovazioni di carattere ecologico, chiedendo un’apertura alle energie rinnovabili, auspicando una città che faccia palpitare il proprio cuore verde.
Il meeting nazionale estivo di CNA Giovani Imprenditori è in programma venerdì 3 luglio all’ Hotel Mediterraneo di Riccione si sul tema "Globalmente responsabili". Dopo il saluto del sindaco Pironi, , parleranno: Fabio Giovannini, Presidente CNA Giovani Imprenditori; Giuseppe Capuano, dell’Istituto Tagliacarne; Mons. Giancarlo Perego della Caritas; On.le Italo Bocchino, vice capo gruppo PDL alla Camera; On.le Elisa Marchioni, Comm.ne Attività Produttive della Camera (PD); On.le Silvana Mura, Commissione Affari Sociali della Camera (IdV); On.le Gianluca Pini, Commissione Affari Esteri della Camera (Lega Nord); On.le Sergio Pizzolante, Comm.ne Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici della Camera (PDL); On.le Marina Sereni, vice capo gruppo PD della Camera; On.le Guido Corsetto, Sottosegretario alla Difesa; Ivan Malavasi, Presidente Nazionale. CNA Modera Paola Bonanni della redazione economica Rai-Gr1.
La cena in spiaggia è un rito che ci fa sentire più amici, più riminesi, più in vacanza. Ma bisogna arrivarci preparati. Ecco una piccola guida ai “topoi” del pasto consumato sotto l’ombrellone o sui tavoloni di legno.
PASTA FREDDA. Regina incontrastata del beach-food, nasce dalla leggenda metropolitana secondo cui d’estate una ciotola di maccheroni gelidi e unti è meglio di un bel piatto di lasagne fumanti. La ricetta è semplice: si cuoce troppo o troppo poco una carriolata di pasta, la si condisce con gli avanzi del frigo, la si stiva in un Tupperware grande come un silos e la si tira fuori in spiaggia quando i commensali sono così allupati che divorerebbero pure secchielli e palette. Da maggio a settembre inoltrato, intere famiglie riminesi non mangiano altro, e quando in autunno rivedono gli spaghetti caldi piangono di commozione. Misteriosa caratteristica della pasta fredda è che, a prescindere dal numero degli ospiti e dalla quantità, ne avanza sempre un casino. Ma «il giorno dopo migliora», e non è una bugia: peggio di così non può diventare.
Gran sospiro di sollievo per Lombardi, che a maggio dichiarava: «Sono preoccupato. Sono quasi sicuro di vincere»! Lo confortava pensare che già nel ‘94 e nel ‘96, battendosi “uno contro uno”, aveva perso contro Grassi e Andreatta; ma lo tormentava la non certezza di perdere pure con Vitali. Colpa di quel «Rimini cadrà, Berlusconi ci crede» che Capezzone, mandato apposta da Roma, gli sussurrava col suo modo soave da Arcangelo Gabriele che annunzia il verbo berlusconiano. Si era poi aggiunto l'autorevole pronostico della Scuola Superiore di Studi Politici “Mario Urecia” di Viserba, diretta da Lugaresi che ormai passa le giornate ad implorare che qualcuno vada a dargli una mano a “liberare Rimini”, perché non può fare tutto da solo.
Per rassicurare Lombardi ed aiutarlo a perdere, è così partita nel PDL una generosa gara di solidarietà: un gigantesco “fuoco amico” contro il suo slogan rivoluzione moderata; rispetto al quale, per esservi conseguente, Lombardi avrebbe dovuto suscitare un'immagine di sé rilassata e paciosa, fatta di risini all'olio, salutari passeggiate, pisolini pomeridiani con la borsa dell'acqua calda. Invece tutt'intorno a lui era un gridare “vi spezzeremo le reni”, con la nerboruta regia di Pizzolante, i cui esami del sangue evidenziano consistenti tracce di sfollagente. In più, un interminabile sciame di ministri a spararle grosse: dall'Addolorata Carfagna («nella lotta alla prostituzione mi sono ispirata a Don Oreste») alla Brambilla, neo-ministra pon pon al turismo («aiuti dal Governo solo se vince Lombardi»).
Passate le elezioni, si possono riprendere alcune riflessioni politiche. La prima è che siamo alle solite. Non mi sto lamentando degli attacchi a Berlusconi né mi indigno particolarmente per la sua moralità. Se tutti i settantenni possedessero 120.000 miliardi le ragazze da piscina non basterebbero a soddisfare la domanda. E neppure quella dei loro amici. Ci sono molte persone ricche moderate nei piaceri e nel lusso, alcune semplicemente avare, e altre che hanno fatto i soldi per potersi permettere quello che gli altri immaginano. Berlusconi si circonda di fanciulle ignude e i circoli degli anziani si consolano con Miss Teen Ager (citazione storica). Persino Agnelli stava nudo sul suo yacht. E' per quello che nei paesi un po' più maturi nessuno trova opportuno eleggere un miliardario come premier. Miliardario e capo del governo sono due mestieri diversi. Lo capiremo? Mah. Di fondo c'è un'altra immaturità, molto più grave. E' l'idea che devi eleggere un potente. Non che fai potente quello che eleggi. I paesi democraticamente arretrati eleggono grandi personalità, nababbi, generali, capi religiosi. Le democrazie mature eleggono persone che sanno fare il loro mestiere, possibilmente non troppo potenti. La Thatcher era figlia di un droghiere. Sarkozy è figlio di un immigrato ungherese. Obama è anche lui figlio di un immigrato. Siamo noi, ildemos, il popolo, che diamo il potere e lo togliamo. Nel famoso paese normale, loro sono normali cittadini che per qualche anno prestano un servizio e poi se ne tornano a casa. Fine.
Sabato scorso, chi verso sera si è trovato a Rimini a metà strada fra lo stadio e il mare ha vissuto una sensazione che solo in questa città si può provare. Da una parte arrivavano le grida e i cori dei tifosi; più che altro anconetani, purtroppo. Dall’altro, la consueta colonna sonora della riviera di notte: musiche e annunci rimbombanti, applausi, risate. Per i cuori dei biancorossi riminesi, uno strazio. Ma forse minore, senza dubbio diverso, rispetto a come si vive una retrocessione calcistica in una “normale” città italiana. Sorridere e far sorridere è il nostro mestiere. A volte, come in questa occasione, il mestiere è crudele. Ti costringe a mandare avanti lo spettacolo anche quando non ne avresti nessuna voglia. Ma ti aiuta anche a collocare le cose in una dimensione differente. E va bene, il dramma è consumato. Ma è un dramma largamente annunciato. Non si può restare in B quando lo stadio non registra il tutto esaurito nemmeno per la “partita della vita”.
Il Senato l’11 giugno scorso ha cancellato lo “strampalato” emendamento - così lo ha definito il sottosegretario Carlo Giovanardi (Pdl) - che eliminava il limite di orario delle 2 di notte al divieto di somministrazione degli alcolici nei locali di pubblico intrattenimento e spettacolo. “Una grande vittoria a cui abbiamo contribuito in modo determinante” dichiarano Asaps (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale) e Aicat (Associazione Italiana Club degli Alcolisti in Trattamento). Alla Camera il divieto era stato eliminato con un emendamento firmato Pini (Lega Nord) e Pizzolante (Pdl), che dava la possibilità ai pubblici esercizi, siano essi bar, ristoranti, pub o discoteche, di somministrare alcolici fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura. Meno soddisfatti gli operatori turistici riminesi: Confcommercio, Confesercenti e CNA.Com tornano a chiedere a gran voce che si elimini “una legge ingiusta e proibizionista”. Secondo l’on. Elisa Marchioni (Pd) “è stato vanificato un percorso di concertazione che aveva visto convergere gli sforzi di diverse parti politiche al fine di trovare, insieme, una buona soluzione condivisa”. Ora la normativa tornerà alla Camera per la quarta lettura.
Aeroflot è tornata a Rimini. Dopo dieci anni, la più grande compagnia russa ha riallacciato i collegamenti con l’aeroporto “Fellini”; le destinazioni in terra russa sono Mosca (Sheremetevo) ed Ekaterinburg, a oriente degli Urali. Aeroflot oggi in realtà si chiama Aria (Aeroflot Russian International Airlines) ed è una delle maggiori compagnie del mondo, sia nel settore passeggeri che nei cargo. Non vedremo però atterrare a Miramare i Tupolev di sovietica memoria, ma moderni Boeing 767 nella nuova livrea argento.
L’Italia sta cambiando ed è sempre più multietnica. Alcuni lo negano e ad altri non piace, ma è ben difficile ignorare il dato di fatto. Del quale fa parte il passo più importante della vita: il matrimonio. Sono sempre più numerose le unioni fra stranieri e italiani, ma anche fra stranieri di nazionalità e anche di religioni diverse. Quante sono oggi queste coppie? E come vivono, con quali problemi?
Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Statistica della Provincia di Rimini e sulla fonte degli Anagrafi Comunali, nel corso del 2008 oltre il 12% dei matrimoni è tra sposi stranieri con stessa nazionalità (+ 2% rispetto al 2007). Quasi 2.600 quindi i matrimoni celebrati tra immigrati, prevalentemente tra albanesi, rumeni, cinesi, marocchini e macedoni. La percentuale dei matrimoni tra stranieri con diversa nazionalità è dello 0,5%. L’anima gemella prediletta dagli uomini italiani della nostra provincia, per convolare a nozze, è quella proveniente dalla comunità ucraina; a seguire, la rumena, albanese e russa.
Finalmente la campagna elettorale 2009 è finita. Speriamo che per un po’ di tempo la caccia allo straniero, colpevole, secondo alcuni, del degrado delle città italiane finirà e si darà più attenzione alle problematiche economiche e sociali che richiedono soluzioni immediate.
“Consumate, consumate e consumate!” sembra essere lo slogan del momento. Anche se in molti si chiederanno come sia possibile far spese con il portafoglio vuoto. In questa società consumistica sono attori a pieni diritto anche gli stranieri che abitano in Italia e verso i quali mostrano sempre più interesse le società di telefonia mobile, le società creditizie, le società specializzate nel trasferimento di soldi all’estero, le banche. Dato il numero considerevole di immigrati in Italia essi rappresentano una fetta considerevole del mercato per i quali si sono creati strumenti speciali per l’accesso a beni e servizi. Per acquistare auto e moto, per arredare la casa, per comperare elettrodomestici e computer, gli immigrati in Italia usano sempre più i vari strumenti di finanziamento messi a disposizione da società come Agos, Unicredit, Banca Intesa, Banca Antonveneta, Compass. La stessa cosa è accaduta alle società di telefonia quando si sono accorte che l’Italia diventava sempre più multietnica. Sono spuntate così le “tariffe etniche”, le carte per telefonare all’estero, i piani telefonici per chiamare “a casa” a prezzi bassi. Wind, Vodafone, Tim e Tre si fanno concorrenza nell’attirare il cliente con varie offerte: “Call your country”, “One Nation”, “ Welcome home”, “Super 0 Mondo”.
Qual’è l’attrazione cittadina più fotografata dai turisti? Non l’Arco d’Augusto né il ponte di Tiberio, né tanto meno la Casa del Chirurgo, di cui i riminesi sono così gelosi da non aver predisposto in città nemmeno uno straccio di cartello che ne indichi l’ubicazione ai forestieri, molti dei quali ripartono senza sospettare di aver “bucato” uno dei siti archeologici più straordinari d’Italia.
No, il soggetto più immortalato dagli obiettivi dei turisti sono le mamme riminesi in bicicletta. Mi riferisco a quelle donnine – in genere giovani e minute - che sfrecciano in città con due o più puponi sistemati su seggiolini anteriori e posteriori delle dimensioni di una poltrona Frau, più borse della spesa e borsoni da spiaggia. Al confronto, la madre peruviana che si inerpica sulla Cordigliera andina con il figlioletto legato sulla schiena è una scansafatiche, e il ciclotaxista di Hanoi è un pappamolle.
È il caso di dire che Pizzolante sia rimasto con la bottiglia vuota in mano! Il rumoroso trascinatore del PDL riminese (detto per questo “il trattore della libertà”) aveva millantato ai quattro venti di aver debellato -insieme al “buana padano” Pini- il proibizionismo a ore di Giovanardi. “L'etilometro della libertà” ha invece prontamente ripristinato la norma in base alla quale uno può “fare la gatta” anche ogni sera, purché si finga astemio dopo le due di notte.
Oltre a questa, un'altra tegola stava per abbattersi su chi vende alcolici, specie gli importatori di champagne che, credendo al preannunciato 42% del PDL alle europee, avevano rafforzato gli ordinativi in previsione di tanti brindisi in onore di Berlusconi. Per fortuna, a non lasciare invenduto quel surplus di mercanzia è poi arrivato il voto della Camera sulla legge che di fatto abolisce l'uso delle intercettazioni per scoprire e perseguire il crimine; cosicché è tutto uno stappar bottiglie da parte di ladri, truffatori, stupratori e aspiranti criminali, i quali festeggiano l'insperata impunità che d'ora in poi sarà loro assicurata.
Cosa succederebbe se un partito di quelli grandi, PDL o PD, decidesse di candidare alla Presidenza del Consiglio uno straniero?
In fondo, nello sport è del tutto normale sentire grandi campioni che adorano (almeno a parole) il loro club italiano e che parlano italiano con fatica. Ci sono tanti immigrati che parlano male la nostra lingua ma sono cittadini migliori di quelli con la 's' romagnola da 7 generazioni.
Come sarebbero le elezioni se, supponiamo, un partito italiano candidasse Angela Merkel?
Siamo sicuri, per esempio, che la Merkel prenderebbe meno voti di Franceschini o Berlusconi?
Come sarebbe se si scatenasse l'acquisto del 'campione' straniero anche per la politica?
Osservando il Bollettino sulla Struttura della Popolazione Residente a Rimini a fine 2008 (fonte: Anagrafe – Elaborazione dati: Ufficio Comunale di Statistica) salta all’occhio come diversi indici siano influenzati dalla consistenza degli stranieri che, di anno in anno, vanno aumentando nel nostro territorio. Pensiamo ad esempio all’indice di invecchiamento piuttosto di quello sulla natalità; nel 2008 il numero degli stranieri residenti è passato dalle 11.281 unità del 2007 a 12.910, con una crescita di 1.629 unità. Ora rappresentano il 9,21% della popolazione riminese, con un sostanziale bilanciamento numerico tra uomini e donne. L’incremento degli stranieri non è determinato solamente da quelli che immigrano, ma anche dalla propensione a creare famiglie numerose e prolifiche che nel 2008 ha comportato il raggiungimento di un indice di natalità (cioè il numero di nati per ogni mille residenti) pari al 20%, più del doppio rispetto al 9% dei nati con cittadinanza italiana.
Shiomien e Giuseppe, lei cinese e lui italiano, si sposarono nell’86, quando dalle nostre parti era le unioni “miste” erano ancora una rarità. Cattolico lui, di famiglia buddhista lei, dopo sei mesi dal primo incontro avvenuto a Riccione, dove lei lavorava come commessa, decidono di convivere per poi unirsi in matrimonio. Da allora sono inseparabili. Oggi lei è la presidente dell’Associazione Arcobaleno, lui è cancelliere in procura a Rimini. Chiediamo a Shiomien di raccontarci la sua esperienza.
Come avete conciliato la diversità culturale e religiosa?
“Avendo una mentalità differente, già dall’inizio del nostro rapporto abbiamo avuto dei problemi di relazione. Io avevo 27 anni, lui 28 e i primi tre anni di matrimonio sono stati duri per la diversità culturale, litigavamo per delle sciocchezze, una battuta, una frase non capita era motivo di battibecco, non riuscivamo a comunicare. E poi noi cinesi, soprattutto le donne, abbiamo delle usanze che difficilmente vengono capite dagli stranieri; ad esempio diamo periodicamente dei soldi ai nostri genitori, perché anche il matrimonio è occasione aiutare i familiari, è una tradizione che non sempre viene accettata dal partner.
L’italiana Daniela Berardi ha sposato e Juan Carlos Garcia Duarte, messicano.
Daniela, come mai questa scelta?
“ Ebbene sì, per amore! Siamo sposati da quattro anni e il nostro è stato il vero e proprio colpo di fulmine. Ci siamo conosciuti a casa di comuni amici a Città del Messico, io ero lì in vacanza, ci siamo visti una sera per cena e…dopo tre mesi eravamo già sposati. All’inizio dovevamo sposarci in Messico poi abbiamo preferito invece venire a Riccione e vivere in Italia, qui ho l’appoggio dei miei familiari e poi è arrivata subito la nostra prima bimba, Silvia”.
L'Emilia Romagna Lines è una compagnia marittima romagnola che da 4 anni collega ogni estate i porti della regione, compreso quello di Rimini, con gli scali croati di Rovigno, Lussino e Zara. Oltre ad offrire dei soggiorni completi di sistemazioni, è possibile anche trascorrere una sola giornata a Rovigno rientrando a casa la sera stessa.
L'ingresso nel porto canale di Lussino è un vero spettacolo, una volta sbarcati sul molo, proprio in pieno centro storico, il pullman attende i passeggeri per condurli direttamente davanti all’albergo. Sistemati in camera, si va alla ricerca di un ristorante fronte mare per assaporare l’ottimo pesce fresco: la Croazia è famosa infatti in tutto il Mediterraneo per la sua gastronomia. Il giorno seguente si può godere dello splendido sole passeggiando lungo la baia, l’isola di Lussino ha una grandissima rete di sentieri.
Fra Veline, divorzi annunciati e altri ancora più temuti (quelli di Ibrahimovic dall’Inter di e Kakà dal Milan, naturalmente), c’é solo una notizia più oscurata dei rifiuti che sommergono Palermo: il fatto che sabato e domenica si voti per il parlamento europeo
Nonostante esista dal 1979, di questa entità sappiamo ben poco. E da quel poco risulta un luogo di delizie per chi vi entra e di dannazione per i poveri Stati nazionali che ne devono subire i suoi oscuri capricci: sui formaggi, sulle prese elettriche e su mille altre irrilevanti beghe. “L’Europa ci impone…” è una formula ormai cristallizzata, utile di volta in volta ai nostri politici come alibi per ciò che non hanno fatto o come attenuante per quel che hanno combinato. Sia come sia, l’Europa “ ci impone” sempre, neanche ne fossimo una colonia.
Invece, l’Italia fu uno degli stati fondatori della Cee, nel 1957, primo embrione dell’Unione Europea. Nel parlamento europeo ci toccano 73 dei 736 seggi. Ed ecco una prima leggenda da sfatare: i parlamentari europei non sono una legione sterminata, ma anzi sono molto meno numerosi di quelli italiani, che sfiorano il totale di mille. Un altro argomento utilizzato per denigrare questa istituzione è quella degli stipendi d’oro.
Rimini balla: in tv e in fiera. “Ritmo” è una miniserie che Rossella Izzo girerà qui per Canale 5. Ad attirare la produzione, i Campionati Italiani di danza sportiva della FIDS, organizzati per il secondo anno consecutivo a Rimini Fiera dal 19 al 28 giugno. Il tv-movie infatti sarà incentrato sul mondo della danza. Le riprese si faranno a Rimini l'8 giugno fino al 13 giugno e il set sarà proprio uno dei padiglioni fieristici. In esterna le riprese coinvolgeranno il Grand Hotel, la darsena Marina di Rimini, il ristorante Molo 22 osteria sul mare e l'entroterra. Nel cast Antonio Cupo, Katia Ricciarelli, Corinne Cléry, Adalberto Maria Merli, Anna Safroncik, Andrea Montovoli, Alessio di Clemente, Samuel Peròn e Natalia Titova (vincitrice dell'ultima edizione di Ballando con le stelle in coppia con Emanuele Filiberto di Savoia).
Il Sodalitas Social Award è il premio nazionale per le imprese, le associazioni imprenditoriali, i distretti industriali che sono concretamente impegnati in progetti di responsabilità sociale. A Milano il 28 maggio due aziende artigiane riminesi associate a CNA hanno il vinto ex equo il Premio Speciale per il Miglior Progetto con la Scuola. Sono Colorificio MP e di Eurotec - Impianti Elettrici, che hanno ricevuto il riconoscimento insieme a colossi come Enel, Edison, banca Popolare di Milano. Entrambi, grazie al servizio BuonLavoro di CNA Rimini hanno instaurato da anni una serie di rapporti con il mondo della scuola finalizzati alla diffusione della cultura del lavoro e d’impresa.
· Otto pagine colorate e frizzanti da sfogliare comodamente sdraiati sul lettino
· Gossip, trend, giochi ed eventi della Riviera
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Oreste Capocasa torna dunque a Rimini, nuovo Questore di questa provincia che ne ha già apprezzato le gesta di “splendido poliziotto”; e dove ad accoglierlo, insieme all'ufficialità istituzionale, sarà l'affettuoso saluto di quanti hanno potuto conoscerne le dote umane, oltre che professionali. Dovrà fare i conti con le precarie condizioni, logistiche e di organico, di una Questura che, nei fatti, non è molto dissimile dal gracile Commissariato che lasciò un po’ di anni fa; innanzi tutto perché ancora sprovvista di un sede decente, a causa del gigantesco concorso di insipienze che ha generato l'incredibile e grottesco “pastrocchio Damerini”. Ma ci metterà l'anima, Oreste Capocasa, così come fanno ogni giorno migliaia di appartenenti alle forze dell'ordine, checché ne dica Brunetta.
Il traffico, enorme, efficientissimo tubo digerente, ingoia e metabolizza le sue tragedie in tempi rapidissimi, lasciandosi dietro rimorsi che durano lo spazio di un ruttino al monossido di carbonio. Quando queste righe verranno pubblicate, l’orrore per il pluriomicidio (questo è il suo nome) di via Euterpe si saranno già spenti. Centinaia e centinaia di automezzi saranno passati – ovviamente, senza rallentare – su quelle strisce pedonali insanguinate. E siccome è più facile che i pedoni imparino a volare che gli automobilisti imparino a rallentare, i due poveri nonni falciati davanti al Garden e il loro meno sfortunato nipotino non saranno certo le ultime vittime della Filibusta del volante che infesta le nostre strade.
Nella viabilità riminese, il cittadino appiedato riminese è abituato a sentirsi considerato alla stregua di un acaro della polvere sul tappeto di un salotto: un minuscolo, fastidioso parassita che provoca reazioni allergiche. Ma è davanti a un attraversamento pedonale che lo sventurato tocca con mano (e a volte, disgraziatamente, anche con parti vitali del corpo) la sua condizione di senza-diritti.
Qualche giorno fa, tornando a casa, ho visto il mio sindaco sul corso, a piedi, con una pesante borsa da ufficio. Aveva l'aria stanca ed era solo. Nessuno, in quel momento, gli prestava particolare attenzione. Molti forse non lo riconoscevano neppure.
Ho percepito il senso della democrazia. In una città di 130.000 abitanti il sindaco può camminare per strada come un normale cittadino, può essere stanco come un normale cittadino dopo una giornata di lavoro, è un normale cittadino. In questa normalità c'è tutta la forza della democrazia. Quando i capi sono circondati di guardie e chiusi in palazzi sontuosi lo stato è debole. Quando i capi sono cittadini come gli altri lo stato è forte. Perché la forza dello stato non è nei capi ma nel legame tra loro e i cittadini. Dove i cittadini odiano i loro capi, lo stato non è forte. Di fronte a un pericolo, si sfalda. In democrazia c'è chi si è opposto alla scelta di un rappresentante, e forse non lo ama. Ma almeno la metà di chi ha votato, lo ha scelto. Chi non lo ha votato, può sperare di cambiarlo la volta successiva. In ogni caso, non vedrà il potere passare come eredità ai suoi figli.

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